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N° 2/2013 - Dottrina: La riforma delle farmacie e le applicazioni della giurisprudenza - Alessandro Selmin

I primi due provvedimenti del Governo Monti finalizzati, tra l’altro, alla promozione della concorrenza nelle attività economiche e professionali e alle liberalizzazioni, le leggi n. 214/2011 e n. 27/2012, hanno introdotto importanti modifiche nella tradizionale impostazione dei servizi di distribuzione dei medicinali, in parte scalfita nel 2006 con l’introduzione delle parafarmacie.
Era scontata l’iniziale opposizione da parte delle associazioni di categoria che ormai si è ridimensionata perché di semplice riforma si tratta e non di rivoluzione.
Tre sono gli obiettivi dei recenti interventi:
- ampliare la rete e l’orario delle farmacie (in Italia sono 18.000, comprensive di 540 dispensari e nei Comuni piccolissimi sono aperti “armadi farmaceutici” gestiti dalla farmacie più vicine);
- aprire nuove possibilità agli iscritti all’albo dei farmacisti;
- valorizzare la funzione delle farmacie quali ulteriori strumenti del servizio sanitario sul territorio.
Questo scritto si limita al tema dell’insediamento delle farmacie, sul quale i giudici amministrativi sono già intervenuti in più occasioni. 

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Data di pubblicazione: 10-07-2013

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