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Semplificazione: Tagli a Camere di commercio peseranno sulle imprese

Un risparmio medio per singola impresa di 5,2 euro al mese a fronte di 400 milioni di investimenti in meno per l’economia dei territori sulle voci export, credito, turismo, innovazione, formazione. Questi – secondo uno studio della CGIA di Mestre e di Unioncamere Veneto - gli effetti più evidenti del taglio al diritto annuale dovuto dalle aziende alle Camere di commercio, per la tenuta del Registro delle imprese, contenuto nel “DL P.A.”. A questi effetti, vanno aggiunti gli oltre 2.500 posti di lavoro a rischio nell’ambito del sistema camerale e il possibile aggravio, per le casse dello Stato, di 167 milioni di euro per riassorbimento di personale (89), copertura degli oneri previdenziali attualmente versati dalle Cciaa della Sicilia (22) e minori versamenti, imposte e tasse (46).

Secondo l’indagine - condotta analizzando i bilanci di tutte le Camere di commercio italiane – gli enti camerali hanno svolto in questi anni di crisi la funzione di vero e proprio “salvagente” nei confronti delle piccole e medie imprese, anzitutto attraverso l'erogazione, nei confronti dei Confidi, dei fondi atti ad aumentare la disponibilità dei plafond a disposizione per il finanziamento dell’economia reale. Solo nel 2012 le Camere di commercio hanno erogato 81,6 milioni di euro a sostegno del credito, senza contare che la legge di stabilità per il 2014 le impegna a versare 70 milioni al sistema dei Confidi.

 

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Comunicato stampa - doc, 110.5kB

Data di pubblicazione: 29-07-2014

Data di aggiornamento: 09-01-2015

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