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Camere di commercio, l'Italia cresce sui mercati esteri: oltre 2mila imprese esportatrici in più in un anno

La crisi dei consumi interni ha spinto nell’ultimo anno  le imprese italiane a cercare, con maggior forza rispetto al passato, nuovi sbocchi di mercato avvantaggiandosi anche dell’indebolimento dell’euro. Lo dimostrano i dati resi noti in occasione della presentazione del Position Paper “Accelerare sull’internazionalizzazione per uscire dalla crisi”, redatto ad Ancona nel corso della 23^ Convention delle Camere di commercio Italiane all’Estero.

“L’Italia vanta oggi un esercito di 214mila imprese esportatrici, aumentate di oltre 2mila unità nell’ultimo anno anche grazie al sostegno del sistema camerale”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Questi campioni del made in Italy – aggiunge – hanno puntato sulla qualità e sulla rappresentazione dei valori della nostra tradizione per affermarsi sui mercati mondiali anche grazie al prezioso impegno del Sistema delle Camere di commercio. Un’attività di supporto alle imprese che oggi è messa a rischio dai tagli imposti dal DL sulla Pubblica amministrazione della scorsa estate (che ha previsto una decurtazione, scaglionata in tre anni, del 50% del diritto annuale, principale risorsa economica del sistema camerale italiano). E sulla quale incombono anche le ipotesi di una radicale ristrutturazione e revisione delle funzioni, contenute nel disegno di legge di riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche, attualmente in discussione in Parlamento, con il rischio di compromettere il lavoro e il successo di decine di migliaia di imprese che hanno come riferimento principale le Camere di commercio italiane”.

 

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Data di pubblicazione: 23-10-2014

Data di aggiornamento: 12-01-2015

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