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Unioncamere: la carica delle 3mila startup innovative

Trento come Napoli, Cagliari al pari di Padova. Il Mezzogiorno allo stesso livello del Centro e solo un piccolo passo dietro il Nord. Su una cosa l’Italia dalle diverse velocità ritrova lo stesso passo: si chiamano startup innovative, sono ormai più di 3.200 e aumentano a una velocità esponenziale. E lo fanno non solo a Milano (dove sono 470), Roma (270) o Torino (174), ma anche nelle province più piccole, come Trento, o con maggiori problemi di sviluppo, come Napoli, dove se ne contano in entrambi i casi 96.
Questa voglia di fare impresa - che parla un linguaggio giovane, dinamico e ipertecnologico, che si muove a suon di byte ma che si lamenta di una burocrazia asfissiante e di un credito avaro - emerge sia dai dati ufficiali della sezione speciale del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sia da una specifica indagine promossa da Unioncamere e Ministero del Lavoro nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior. Questi temi saranno portati all’attenzione della VI e X Commissione della Camera dei deputati dal segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi, in una apposita audizione.

“Le Camere di commercio svolgono un ruolo fondamentale per favorire la diffusione dell’innovazione e la nascita e consolidamento delle imprese innovative”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Occorre intervenire con un approccio improntato alla semplificazione (utilizzando al meglio le norme e le strutture efficienti che già esistono) e alla sostenibilità economica nel tempo, anche per il bilancio pubblico, delle misure affinché possano diventare strutturali”....
 

 

Documenti

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Data di pubblicazione: 16-02-2015

Data di aggiornamento: 14-04-2015

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