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Tradizione e innovazione: le assunzioni nelle professioni creative e culturali

Tradizione e innovazione: le assunzioni nelle professioni creative e culturali

Sono state poco meno di 90mila (quindi quasi il 15% del totale) le assunzioni previste dalle aziende nel 2014 che hanno riguardato le professioni creative e culturali. È quanto risulta dal Sistema Informativo Excelsior, l’indagine realizzata da Unioncamere e ministero del Lavoro sui fabbisogni professionali e formativi delle aziende. Tali fabbisogni vengono monitorati attraverso un’indagine annuale su un campione di circa 100 mila imprese dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente.
 

I numeri delle assunzioni nelle professioni creative e culturali

In base a quanto rilevato dal Sistema Informativo Excelsior, nel 2014 le professioni creative e culturali previste in ingresso sulla base della domanda espressa delle imprese dell’industria e dei servizi sono state complessivamente quasi il 15% (89.750 in termini assoluti) del totale delle assunzioni programmate. Ricadono in questo ambito, da un lato, tutte quelle figure intellettuali e scientifico-tecnologiche ancorate alla sfera dell’ICT, per il forte portato di innovazione che è da loro atteso (come gli analisti e progettisti di software, gli architetti, i designer), dall’altro, i profili di stampo più tradizionale, legati a un know how costruito con l’esperienza e arricchito dal proprio estro creativo e dalle tradizioni del territorio (come i tecnici che operano nel campo della pubblicità e del marketing, gli artigiani addetti alle lavorazioni artistiche, gli orafi, fino ad arrivare ai cuochi). Attendendosi da queste specifiche professioni un più elevato contenuto di conoscenza, le imprese quando si trovano ad assumere profili professionali creativi e culturali richiedono più frequentemente laureati, associati quasi ad un quarto del totale delle assunzioni previste nel 2014 (quando nel caso delle altre figure l’apporto dei dottori alle nuove assunzioni scende all’8,7%). Ampi spazi saranno occupati anche dai diplomati, considerando che arrivano ad assorbire il 40% della domanda di lavoro di profili creativi e culturali; per quest’ultimi, peraltro, sarà maggiormente necessario un titolo di post diploma (nel 19,9% delle assunzioni di diplomati) rispetto a quanti saranno chiamati a svolgere una professione non creativa (14%).


Le professioni creative e culturali di maggior sbocco per i laureati

Ammontano a 21.000 unità le assunzioni previste dalle imprese nel 2014 nelle professioni creative e culturali cui viene esplicitamente richiesta la laurea (il 23,4% del totale). Gli indirizzi più gettonati sono quelli ad elevato contenuto tecnologico e scientifico: raggiunge, infatti, il 49% (10.300 in valori assoluti) del totale assunzioni di laureati in queste professioni, l’incidenza di quanti hanno studiato nel campo ingegneristico; un ulteriore 20% circa fa riferimento poi all’area economica (quasi 4.200 unità); e per un altro 7% le imprese ricorreranno a laureati in materie scientifico-matematiche (circa 1.500 assunzioni).
Per i neo laureati si manifestano discrete opportunità di impiego nelle professioni creative e culturali, tanto che nel 52,1% delle assunzioni è ritenuto adatto a entrare in azienda un giovane neo laureato appena uscito dal sistema formativo.

Lo spiccato interesse verso profili per i quali è richiesta un’elevata capacità progettuale si manifesta andando a declinare gli indirizzi di laurea secondo le professioni cui sono associati. All’indirizzo di ingegneria elettronica e dell’informazione corrispondono quasi 8.000 assunzioni, rappresentando l’indirizzo più richiesto per varie figure professionali appartenenti ai diversi ambiti dell’information and communication technology, che spaziano dagli analisti e progettisti di software agli ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni, passando per i tecnici programmatori. Tutte le figure citate sono caratterizzate da un’elevata propensione a favorire l’ingresso di neo laureati, visto che il fulcro delle attività da svolgere è abbastanza strettamente correlato con la formazione universitaria.
Sono gli studi economici, poi, il trampolino di lancio per alcune professioni tecniche, come i tecnici della vendita e della distribuzione e i tecnici del marketing, figure che fungono da raccordo con i meccanismi di mercato (rispettivamente circa 3.600 e quasi 2.000 assunzioni di laureati previste nel 2014), per i quali, infatti, la capacità dei neo laureati di soddisfare le esigenze delle imprese è superiore alla metà delle rispettive assunzioni. Restando nell’ambito del marketing, è da evidenziare invece il basso interesse verso i neo laureati quando si tratta di assumere gli specialisti nei rapporti con il mercato, in ragione del fatto che si tratta di profili cui è richiesto di possedere una buona dose di esperienza.
Tra le altre professioni che offrono ai laureati sin da subito buone prospettive di impiego nelle professioni creative e culturali si trovano i designer industriali, per i quali circa 45 assunzioni su 100 previste nel 2014 possono essere ricoperte da giovani laureati in uscita dall’università.


Le professioni creative e culturali di maggior sbocco per i diplomati

I diplomati dovrebbero spiegare, nel 2014, quattro assunzioni su dieci di candidati a intraprendere una professione creativa e culturale, pari a 36.400 unità. Il ventaglio di professioni del settore apre le porte a molti indirizzi di studio, specialmente quelli a carattere tecnico e applicato. Una quota rilevante di preferenze (circa il 30%) va ai diplomati nell’indirizzo turistico-alberghiero, anche in virtù della forte presenza di assunzioni a carattere stagionale. A questo indirizzo segue quello del ramo amministrativo-commerciale. Questi due percorsi formativi si configurano come i canali più diretti per alcune delle professioni di maggiore sbocco occupazionale per quanti possiedono un titolo di istruzione secondaria, come i cuochi e i tecnici della vendita e della distribuzione, in grado di concentrare su di sé, rispettivamente, il 32 e il 12% delle assunzioni di profili creativi e culturali con istruzione secondaria superiore. Queste professionalità, apparentemente distanti per tipologia di attività svolte, sono accomunate, da un lato, dal possesso di una discreta base di nozioni tecniche e, dall’altro, dallo sviluppo di una spiccata sensibilità rispetto alle esigenze della clientela. Non è particolarmente elevata la disponibilità ad assumere giovani neo diplomati nel caso dei tecnici della vendita e della distribuzione (solo il 31,4% delle assunzioni di diplomati per questa figura è ritenuto adatto un giovane appena uscito dal sistema formativo), essendo verosimilmente richiesto almeno un livello minimo di capacità manageriali, e ancor meno per i cuochi, per i quali si osserva una propensione inferiore alla media generale a inserire giovani ‘freschi di studi’ (27,4 contro 33%). Anche per alcune professioni di stampo più propriamente artistico, come i registi, attori e sceneggiatori, la propensione a rivolgersi direttamente a un giovane in uscita dalla scuola superiore è molto bassa, essendo figure per le quali è necessario dimostrare di aver maturato solide competenze esperienziali.

Sono gli ambiti scientifico-tecnologici quelli al cui interno i giovani neo diplomati hanno maggiori chance di immediato impiego. Infatti, tra i quasi 1.100 analisti e progettisti di software e i 700 tecnici programmatori previsti in entrata nel 2014 con istruzione secondaria superiore (in entrambi i casi è richiesto prevalentemente l’indirizzo informatico), le imprese ritengono adatto un neo diplomato a svolgere la professione, rispettivamente, nel 58,3 e nel 62,7% dei casi. Si tratta di due profili in cui le nozioni apprese con la formazione secondaria si accompagnano spesso a un forte interesse personale, a tal punto che questi due fattori potrebbero essere sufficienti a definire l’assunzione di neo diplomati in quei contesti aziendali di piccole dimensioni, che puntano sul rafforzamento del proprio profilo tecnologico. Ma anche nel caso dei 1.600 disegnatori industriali, il diploma meccanico (quello prevalentemente richiesto) fornisce una soddisfacente base di conoscenze per poter diventare operativi al termine degli studi, visto che circa il 50% delle assunzioni di diplomati per tale professione potrebbe essere riservata a coloro appena usciti dal percorso formativo.
Tornando agli indirizzi di scuola secondaria superiore più richiesti dalle imprese per svolgere le professioni creative e culturali si trovano poi quelli meccanico, tessile abbigliamento e moda, agrario-alimentare, artistico e informatico, con un numero di assunzioni previste per il 2014 che oscilla tra le 2.000 e le 2.500 unità. Molti di questi indirizzi sono legati alle professionalità impegnate nel continuo rinnovarsi delle capacità competitive di alcuni dei settori simbolo del made in Italy.

Il filone di analisi sull’apporto alle dinamiche produttive di figure che sappiano combinare innovazione e tradizione, tecnologia e cultura è alla base delle ricerche che Unioncamere conduce con Fondazione Symbola; l’ultimo studio disponibile è “Io sono cultura. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi. Rapporto 2014”. 

Un elenco esaustivo delle figure professionali che ricadono nel core delle attività del Sistema Produttivo Culturale è reperibile all’interno dell’Appendice del volume “Cultura e creatività: gli sbocchi di lavoro per i giovani”, al seguente link: http://bit.ly/1O59SkZ
 

Data di pubblicazione: 12-03-2015

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