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Rapporto Agrosserva - II trimestre 2015
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Il rapporto “AgrOsserva” relativo al II trimestre 2015 - frutto delle elaborazioni dell’Osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura dell’agroalimentare italiano  - si apre con un'analisi delle dinamiche e prospettive del settore in questione.

L’evoluzione del quadro congiunturale presenta, a livello internazionale, ancora caratteri di forte discontinuità sui quali stanno avendo un’influenza crescente le asimmetrie che in questa fase contraddistinguono la geografia della crescita, con i Paesi emergenti (Brasile e Russia, in particolare, e in misura minore la Cina) più esposti a un rischio di instabilità rispetto a inizio anno.
I segnali ancora contrastanti, associati ai movimenti finanziari e valutari indotti dal nuovo corso della politica monetaria in Usa (la Federal Reserve sembra ormai orientata a un aumento dei tassi di interesse, forse già in autunno), stanno aumentando l’incertezza sugli sviluppi dell’economia mondiale, generando un clima di maggiore scetticismo e qualche prima revisione al ribasso delle previsioni di crescita per il 2015. Parla di “ripresa fragile”, per le troppe incognite globali, anche il Fondo monetario internazionale che in Europa, in particolare, ravvisa ancora diversi elementi di vulnerabilità, ad iniziare dall’elevata disoccupazione. 
In tale contesto l’economia italiana, dopo il timido risveglio riscontrato nel primo trimestre 2015, sta faticando a ritrovare l’abbrivio necessario a consolidare la crescita già dal prossimo anno. E anche il settore agroalimentare, dopo l’evoluzione positiva osservata all’inizio di quest’anno, sta dando segnali di decelerazione e, in taluni casi, di frenata, soprattutto in relazione alla dinamica dell’attività industriale e a quella dei consumi interni. 
Mentre l’export di prodotti agricoli e di alimenti trasformati procede a un ritmo sostenuto, registrando e confermando una performance migliore di quella delle esportazioni nazionali complessive, la domanda interna non trova ulteriori spunti di crescita, registrando al contrario un marginale indebolimento. 
Sul fronte produttivo, come accennato, l’industria alimentare, dopo un primo trimestre d’anno positivo, accusa un forte rallentamento ad aprile (-2,8% su base annua, dal più 0,6% del primo trimestre), che prosegue, anche se più mitigato, anche a maggio e giugno (-0,5% e -1,3%, rispettivamente, sempre nel confronto con i mesi corrispondenti del 2014). Il bilancio del primo semestre si chiude quindi in negativo per la produzione del manifatturiero alimentare nazionale (-0,3% sul primo semestre del 2014). La debolezza della domanda interna ha avuto riflessi piuttosto marcati anche sul fatturato dell’industria alimentare, per quasi tre quarti ancora dipendente dal mercato domestico. Le vendite del settore, dopo un andamento positivo e in crescita progressiva nel corso dei primi tre mesi del 2015 (si passa dal +0,5% di gennaio al +3,8% di marzo, su base annua, facendo assegnamento sui dati corretti per gli effetti di calendario), hanno registrato, sia ad aprile che a maggio, una tendenza negativa (del -4,6% e del -0,3% rispettivamente), in contrasto con l’evoluzione positiva del fatturato dell’intero settore industriale. Quest’ultimo a maggio, nonostante l’arretramento degli energetici nazionali, ha segnato un +2,4% sul mese corrispondente del 2014, grazie sia al contributo del mercato interno (+0,6%), sia soprattutto di quello estero (+5,8%).
Oltre confine le vendite, specialmente in area Usa, risultano ancora sostenute dalla debolezza dell’euro, mentre la frenata dei consumi interni è essenzialmente riconducibile alla fragilità della ripresa economica nazionale che sta di nuovo minando la fiducia di imprese e famiglie. 
 
 

Data di pubblicazione: 05-08-2015

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