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Unioncamere: la riforma premi le Camere di commercio virtuose e tuteli i dipendenti

Strumenti di tutela del personale delle  Camere di commercio e delle aziende speciali; introduzione di elementi di premialita’ per i programmi virtuosi in particolare quelli attuati in partnership con le Regioni; eliminazione dell’obbligo dei versamenti derivanti dalle leggi “tagliaspese”, rimasti invariati nonostante il dimezzamento dei diritti camerali. Queste le principali richieste avanzate dall’Unioncamere alla commissione Attività Produttive della Camera che sta esaminando il decreto di riforma del sistema camerale. 


“La riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - può restituire alle Camere di commercio un ruolo e una prospettiva per il futuro. Conferma le Camere quali istituzioni di riferimento sul territorio per le aree vaste e nell’economia per le piccole e medie aziende, con funzioni anche molto innovative sul mercato del lavoro e sul digitale, ma può e, secondo noi deve, essere migliorata su alcuni punti”. 


Il presidente dell’Unioncamere ha chiesto dunque, nel corso dell’audizione, strumenti per gestire la riorganizzazione del personale sottolineando che “è il capitale umano la risorsa che ha consentito e consente di realizzare tutti i giorni un servizio importantissimo per le imprese e i territori. Va perciò salvaguardato, come peraltro previsto dalla legge delega”. Lo Bello ha riconosciuto come il testo sia “migliorato rispetto alle prime bozze, ma ancora non sufficiente”. Per il Presidente di Unioncamere, occorre, fra l’altro, intervenire per ripristinare la possibilità di aumentare del 20% il diritto annuale “almeno per i casi in cui serva cofinanziare programmi e progetti con le Regioni, negli ambiti dello sviluppo economico locale e dell’organizzazione dei servizi alle imprese e dei fondi comunitari.” Infine è necessario eliminare l’obbligo dei versamenti che le leggi taglia-spese impongono di versare  al bilancio dello Stato. “Il sistema camerale – ha ricordato Lo Bello - versa annualmente al bilancio dello Stato circa 40 milioni di euro l’anno, anche se il diritto annuale si è ridotto della metà”.

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Data di pubblicazione: 03-10-2016

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Riforma delle Camere di commercio