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La strada sostenibile del futuro

Ogni anno sulle strade italiane circolano quasi 900.000 milioni di passeggeri per chilometro. A questi vanno aggiunte quasi 150.000 milioni di tonnellate di merci, sempre per ogni chilometro di strada. Numeri impressionanti che testimoniano l'altissima domanda di mobilità da parte di comuni cittadini e aziende, e che va necessariamente gestita e controllata.

Non è sufficiente cercare di limitare la necessità di spostarsi, per esempio mettendo on line molte delle pratiche più comune della Pubblica amministrazione, così da permetterne lo svolgimento via internet. L'italiano ama comunque spostarsi, e quando lo fa, è per lo più con i mezzi privati. Quelli pubblici, infatti, sono talmente inefficienti da riuscire a coprire una minima parte della domanda di mobilità: meno del 10% di quella passeggeri, un terzo circa di quella merci oltre i 50 km.

Questa domanda di mobilità di persone e merci è aumentata notevolmente negli ultimi decenni, e le previsioni dicono che il trend al rialzo continuerà anche nei prossimi anni. Non si può più aspettare: le conseguenze negative - per l'ambiente, la qualità della vita, la sicurezza del trasporto e per l'intera economia italiana – di decenni di quasi completa mancanza di iniziative e progetti sono sotto gli occhi di tutti. Che fare?

Bisogna agire sulle infrastrutture – allargando le strade esistenti, o realizzandone di nuove, secondo le diverse situazioni – e sulla tipologia dei veicoli in circolazione, facilitando la diffusione di automezzi a Gpl, ibridi (carburante più batterie) o meglio ancora elettrici al cento per cento.

Occorre poi lavorare sulla domanda trasferendola su linee di trasporto pubbliche moderne nella tecnologia e nella concezione – non dimenticando i pendolari e la mobilità interna alle aree metropolitane in genere - ma questo non basta.

Bisogna andare oltre, collegando tutti questi sistemi in un “unicum”: i “Sistemi Intelligenti di Trasporto” (ITS – Intelligent Transport Systems), in grado di raccogliere informazioni da tutte le parti coinvolte nel sistema della mobilità e analizzarle per consentire una gestione il più possibile automatica e sinergica dell'intero mondo dei trasporti.

Sfruttando le tecnologie dell'Informatica e della Comunicazione, gli ITS consentono di trasformare i trasporti in un “sistema integrato”, nel quale i flussi di traffico sono regolati (per esempio attraverso i “semafori intelligenti”) e distribuiti in modo equilibrato tra le varie modalità, per una maggiore efficienza, produttività e, soprattutto, sicurezza del trasporto.

Ad essere coinvolti in questi progetti di mobilità sostenibile non sono solo i produttori automobilistici, ma anche chi produce e distribuisce l'energia, chi gestisce le reti elettriche, urbanisti e pianificatori delle nostre città e aree urbane, amministratori pubblici, produttori di software per il controllo dei diversi sistemi: decine, forse centinaia di attori diversi.

www.greencity.it