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Expo 2015: "Nutrire il pianeta, energia per la vita"

Fino al 15 settembre è possibile partecipare a un bando internazionale atto a riconoscere le buone pratiche di sviluppo sostenibile per la sicurezza alimentare. L’approccio verde è quello che chiunque cerca di perseguire oggigiorno, per un motivo o per l’altro, nella propria attività e, circa l’impatto sociale, gli effetti della sostenibilità si riscontrano nell’economia, nell’industria, nell’edilizia, nella gestione dei rifiuti e, in sostanza, ovunque, mari compresi complice la blue economy. Dunque è naturale che la sfida allo sviluppo pulito, grazie al bando Expo, tocchi anche il mondo del cibo.

Le sezioni per le quali è possibile proporre la propria progettualità sono cinque. Si va dalla gestione sostenibile delle risorse naturali, all’aumento della quantità e al miglioramento della qualità dei prodotti dell’agricoltura. Passando dalle dinamiche socio-economiche e dai mercati globali, si arriva allo sviluppo sostenibile delle piccole comunità rurali. Infine, i progetti partecipanti possono far fronte anche al tema dei modelli di consumo alimentare: dalla dieta, all’ambiente, alla società, all’economia, alla salute. Possono inviare le proprie proposte gli enti e le autorità locali, le agenzie pubbliche, internazionali, le organizzazioni di vario stampo, anche intergovernative e non governative. Parimenti le associazioni, le fondazioni pubbliche e private, le micro e grandi imprese e le pmi, gli enti di ricerca, gli organismi accademici e anche i gruppi misti pubblico-privato.

Il bando ha la possibilità di far conoscere a livello planetario gli interventi recanti migliorie sostanziali allo sviluppo sostenibile nella sicurezza alimentare. Una giuria internazionale e scientifica, poi, farà le proprie scelte in base alla portata innovativa dei progetti, ai loro impatti sociale e ambientale, alla concretezza dimostrata, alla trasferibilità delle proposte, ovvero alla loro riuscita o meno a seconda dell’area geografica, sviluppata o emergente, in cui potrebbero essere applicate. E ancora: saranno valutate l’apertura multiculturale dei progetti, ma anche la loro mera capacità comunicativa, attrattiva e di sensibilizzazione nei confronti del pubblico di Expo 2015. Infine, secondo il criterio forse più importante di tutti, al quale, a cascata, seguono tutti gli altri, la giuria valuterà la sostenibilità in senso stretto dei progetti presentati, ovvero la loro garanzia di durata nel tempo dei risultati e della qualità previsti.

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Fonte: Gazzetta di Lucca