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Sinnova 2017. Turismo e innovazione, obiettivo sostenibilità

Come conciliare turismo e sviluppo con la sostenibilità ambientale ed energetica? Al tema, particolarmente sentito in Sardegna, è dedicata una delle tavole rotonde nella tre giorni di Sinnova, il Salone dell’innovazione della Sardegna ospitato a Cagliari negli spazi dell’ex Manifattura tra 5 e 7 ottobre e organizzato da Sardegna Ricerche.

L’incontro “Innovazione e sostenibilità del turismo in Sardegna”, condotto da Giacomo Del Chiappa dell’Università di Sassari, ha fatto il punto sull’argomento dal punto di vista di realtà che nel quotidiano si scontrano con la necessità di far dialogare l’economia con la protezione dell’ambiente e del territorio.

A partire dalla politica: Barbara Argiolas, assessora al Turismo della Regione Sardegna, sottolinea come lo sviluppo non possa prescindere dalla tutela del paesaggio. “E’ fondamentale che ci sia il rispetto di ruoli, obiettivi e finalità tra ambiente, imprese, enti e cittadini: una crescita sostenibile deve tenere conto di diritti e doveri di questi attori. La salvaguardia della natura e del territorio non deve creare una fotografia statica ma piuttosto valorizzare la nostra realta, ecco perché serve il coinvolgimento di tutti e una consapevolezza condivisa”.

Innovazione, ricerca e sostenibilità sono i tre elementi del successo di Daniela Ducato della filiera di bioedilizia Edizero: “Abbiamo scelto di non usare energia derivante da processi petrolchimici ma di concentrarci su ciò che è eccedente, rinnovabile, abbondante: quello che per alcuni è un rifiuto speciale, per noi e’ una risorsa”. Il riferimento è alle pitture a base di scarti alimentari, agli isolanti dalla lana di pecora e a tutti i prodotti destinati all’edilizia legati alla filiera Edizero. “L’architettura può diventare anche un racconto del territorio quando è realizzata con scarti dell’uva, del grano, del riso, del sughero. È ora di guardare il mondo con gli occhi dei pesci e abbandonare prodotti che inquinano acqua e aria. Fare innovazione per noi significa mettere insieme ingredienti diversi senza togliere nulla all’ambiente con prodotti a basso consumo, non inquinanti, che terminato il loro ciclo ritornano alla terra. E i nostri prodotti, tutti sardi, hanno ricevuto una certificazione di qualità che ci permette di parlare al mondo intero”.

L’attenzione per l’ambiente può essere anche un prezioso alleato della crescita turistica: ne è convinto Paolo Manca di Federalberghi. “Il nostro lavoro oggi non è più offrire un letto e dare da mangiare agli ospiti ma raccontare una destinazione e farlo nel migliore modo possibile. E in questo la sostenibilità deve essere la nostra guida: aziende che oggi nel quotidiano prestano attenzione alle energie alternative, alle basse emissioni di Co2, alla bioedilizia sono certamente più competitive. Il nostro obiettivo non è un turista qualsiasi ma una persona che visitando la Sardegna diventi un concittadino a tempo determinato: non ci interessa accogliere tutto il mondo quanto turisti rispettosi, che accettano e apprezzano quello che possiamo offrire. È ora di diventare davvero protagonisti delle nostre strategie turistiche”.

Lo stesso obiettivo è condiviso da Giuseppina Scorrano della Camera di Commercio Cagliari: “La tecnologia oggi consente di scegliere i turisti che vorremmo, mentre finora il nostro turismo è stato condizionato soprattutto dalle offerte delle compagnie aeree. La percezione della Sardegna è ancora legata a mare e spiagge, mentre abbiamo un patrimonio culturale e archeologico immenso che però deve essere raccontato nel modo giusto. E l’innovazione può aiutarci a farlo: penso a strumenti e attrezzature digitali che spiegano questo patrimonio con linguaggi diversi e accessibili a tutti, o che permettano esplorazioni subacque, sotterranee, a luoghi inaccessibili per diversi motivi, a visioni virtuali dall’alto. La Regione Sardegna ha messo a disposizione contributi tramite CulturLab e molti progetti sono in fase di realizzazione: tra qualche anno inizieremo a vedere i risultati di questi investimenti”.

Fondalmentale, in questo processo di crescita turistica, coinvolgere i più giovani, vero collegamento con il territorio: Chiara Di Guardo, del Centro Innovazione e Imprenditorialità dell’Università di Cagliari, sottolinea come il Contamination Lab, laboratorio universitario della creatività, sia nato proporio con questo obiettivo. “Stiamo cercando di costruire una piattaforma condivisa con un sistema nuovo di innovazione tecnologica che parta proprio dalle idee degli studenti. La specializzazione, la preparazione da sole non sono sufficienti ma è necessario lavorare insieme per vedere futuri possibili. E nessun settore quanto il turismo ha necessità di questa contaminazione condivisa”. 

Fonte: www.sardiniapost.it