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Sviluppo sostenibile e sicurezza nei luoghi di lavoro: le nuove sfide della normazione

Un servizio per l’efficienza e l’efficacia del sistema economico-sociale dell’Italia in un’ottica di sostenibilità e sicurezza. E’ quello dell’Uni - Ente Nazionale Italiano di Unificazione, che in occasione del 90° anniversario della fondazione, ha organizzato una manifestazione pubblica celebrativa a Roma.

“Le nuove sfide della normazione - ha spiegato il Presidente Uni, Piero Torretta - si giocano nel campo dello sviluppo responsabile e sostenibile, del coinvolgimento delle piccole e micro imprese, nonché dei professionisti, dell’estensione del concetto di sicurezza all’intero ambito sociale, ma soprattutto delle sinergie con il futuro quadro legislativo nazionale ed europeo”.

“In quest’ottica - ha ricordato - si è sviluppata l’azione sulle linee guida per la «Responsabilità sociale delle organizzazioni», la Uni Iso 26000, approvata e pubblicata, dopo un intenso lavoro a cui hanno partecipato i rappresentanti di oltre 100 Paesi, lo scorso anno e i cui temi fondamentali sono: i diritti umani, le condizioni di lavoro, l’ambiente, la tutela dei consumatori, la governance etica delle organizzazioni, il rispetto delle leggi”.

“Aspetti - ha aggiunto Torretta - per l’attività dell’Uni sia tradizionali che innovativi e sui quali sempre più forte è l’interesse degli stakeholder, le cui priorità sono per i temi del welfare, dei servizi, della sicurezza dei prodotti, dell’energia e dell’ambiente, dei servizi finanziari, dell’accessibilità delle Pmi e dei consumatori”.

“La normazione - ha affermato il presidente Uni - nel nuovo modello di sviluppo, fatto di innovazione più che di storia, può essere di grande aiuto alla costruzione di un nuovo ruolo delle Pmi, che nella nostra società non sono solo fucina della vituperata flessibilità ma, oltre a veicolo di occupazione, spesso sono fonte di idee e creatività; sono capacità di individuare, analizzare, risolvere i problemi”.

“Sono l’elemento - ha spiegato - che ha costituito e può costituire la base della competitività del nostro Paese. Serve però consapevolezza del ruolo della normazione come strumento di stimolo all’innovazione e dei benefici economici ad essa collegati. Servono le necessarie tutele ai meriti e alle intelligenze perché, non solo non vengano espropriate dai soliti furbi, ma vengano riconosciute e premiate dai mercati”.

“Analoga attenzione e centralità - secondo Torretta - deve essere garantita al mondo dei consumatori e degli utenti, sia per meglio definire la partecipazione ai tavoli della normazione nazionale, europea e internazionale, sia per meglio coordinare le attività di comunicazione e informazione sulle aspettative dei consumatori”.

Le nuove sfide della normazione, in Italia come in Europa, si giocano sul campo della sostenibilità e della sicurezza nei luoghi di lavoro per tutti i cittadini.

Rob Steele, Segretario Generale Iso - International Organization for Standardization, ha sottolineato la relazione esistente tra normazione e sostenibilità. “Il business - ha spiegato - non è solo business; un’impresa non lavora solo per produrre utili, ma anche per occuparsi dell’ambiente. Per me, il business significa essere responsabili per la tutela delle attività”.

“L’ambiente economico - ha sostenuto Steele - diventa sempre più impegnativo e dobbiamo essere certi di non cadere. Certo, le sfide sono nuove e dobbiamo affrontare una massa di cambiamenti. In passato si comunicava utilizzando strumenti diversi, ora si è passati al digitale. Un cambiamento che dobbiamo tener presente nella nostra attività”.

“L’Europa - ha ricordato Antonello Pezzini, Consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo - ha intensificato notevolmente le azioni sulla standardizzazione della normazione per vari motivi. Tutti ci rendiamo conto della velocità con cui cambiano le cose attorno a noi. Le norme che vengono approvate a livello europeo sono comunque più innovative. Per questo, la posizione dell’Europa è spingere tantissimo sulla normazione”.

“Nel processo di normazione - ha aggiunto Giorgio Squinzi, Vicepresidente Confindustria-Comitato Tecnico per l’Europa - abbiamo investito moltissimo, arrivando a una semplificazione notevole. Questo, da un punto di vista aziendale, rappresenta un fattore di competitività”.

“La normativa - ha precisato - interessa infatti tre aspetti fondamentali: le regole delle imprese, la concorrenza e la burocrazia. La normativa tecnica costituisce un unico valido strumento di autoregolazione volontario”.

Il Presidente Inail, Marco Fabio Sartori, ha ricordato che per il coordinamento politico delle iniziative in materia di sicurezza sociale in Uni si è insediato, sotto la sua responsabilità, il “Comitato sicurezza” “a cui partecipano i rappresentanti della pubblica amministrazione, della produzione (imprese e lavoratori), degli utenti e dei consumatori e che ha definito come aspetti di osservazione e operatività: la sicurezza del lavoro, la sicurezza domestica e del tempo libero, la sicurezza del cittadino, la sicurezza finanziaria”.

“La nostra - ha spiegato Sartori - è una presenza strategica che ha una valenza per il core business dell’Inail. La nostra intenzione è di investire tra il 2010-2013 oltre un miliardo di euro per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non si tratta di una spesa, ma di investimenti in cui effetti si vedranno nel medio-breve periodo”.

“La normazione - ha aggiunto Bruno Panieri, di Confartigianato - è di forte interesse per le piccole e medie imprese. Il lavoro che stiamo facendo con l’Uni è fondamentale per strutturare una rete di formazione per le Pmi, nei processi di informazione e formazione”.

Gianni Cavinato, Delegato del Consiglio Nazionale dei Consumatori e membro Cncu della Commissione Centrale Tecnica dell’Uni, ha chiarito che la “sostenibilità nelle relazioni sociali significa anche impegno civico espresso in prima persona”.

“La sostenibilità economica - ha chiarito - significa valorizzare tutte le risorse disponibili, ma pensando anche a una più equa distribuzione delle ricchezze. Ma sostenibilità ambientale significa anche ricerca, innovazione e formazione per l’intero sistema economico e sociale. E proprio in questo nuovo scenario mondiale che la normazione assume una valenza unificatrice degli interessi condivisi”.

“Partecipare all’elaborazione di norme volontarie - ha concluso Cavinato - permette di misurare concretamente la responsabilità dei soggetti in campo e la loro reciproca capacità di relazionarsi con una lingua e un obiettivo comune. Vogliamo recuperare il gap dei consumatori italiani verso la normazione e riteniamo che il miglior modo sia quello di aver costruito in questi ultimi mesi un percorso strutturato tra Uni e Cncu che porterà molto presto all’approvazione di un protocollo d’intesa strategico che definisce un Piano annuale di intervento condiviso”.

 

Fonte: Adnkronos/Labitalia