.:: Portale della responsabilità sociale di impresa1 ::.



Home > CSR > Comunicazione > In evidenza > Rapporto OIR 2011: dalle rinnovabili 60.000 nuovi posti di lavoro
Rapporto OIR 2011: dalle rinnovabili 60.000 nuovi posti di lavoro

Le rinnovabili frutteranno all’Italia benefici pari a quasi 50 miliardi di euro in dieci anni, producendo 60.000 nuovi posti di lavoro. Sono i dati contenuti nel Terzo Rapporto dell’Osservatorio Oir “Rinnovabili ed efficienza energetica. Proposte per un rilancio nel nuovo contesto globale”.

Nel dettaglio, dei 50 miliardi di euro, 38 riguardano il mancato import di combustibili fossili, 8 le mancate emissioni (e il conseguente impatto sul clima) e 4 la nuova occupazione diretta creata.

I posti di lavoro nati nel settore, infatti, saranno - dice l’Oir - 60.000, senza contare l’intero indotto. Benefici che “stanno rendendo la maggior parte delle tecnologie verdi competitive con le fonti fossili”. Le previsioni per il sistema Italia si inseriscono in un quadro positivo a livello globale, visto che “il mercato delle rinnovabili prosegue la sua crescita sostenuta: gli investimenti sono passati da 186 miliardi di dollari Usa nel 2009 a 241 nel 2010”.

Come dice il titolo stesso, l’argomento su cui si focalizza l’indagine è l’efficienza energetica, settore in cui l’Italia ha tutte le carte in regola per raggiungere obiettivi ambiziosi: “Il nostro Paese ha un know-how meccanico forte. È importante però che il governo sostenga le aziende in questo ambito”, sottolinea Gaetano Maccaferri, Presidente di Seci Energia.

“L’industria italiana è particolarmente adatta a sfruttare l’onda dell’efficienza energetica, ma sembra che si faccia di tutto per penalizzare queste aziende”, gli fa eco Nino Tronchetti Provera, Ceo di Ambienta.

L’efficienza, spiega l’Oir, rivestirà un ruolo di primo piano anche nello sviluppo delle città intelligenti, altro punto su cui l’osservatorio consiglia agli amministratori di puntare in futuro: “Per Smart City intendiamo lo sviluppo congiunto di rinnovabili ed efficienza energetica in un’ottica di ottimizzazione del consumo delle risorse dei territori urbani”.

Un fenomeno che “coinvolge industria, finanza, Ict, passando per la pianificazione urbanistica e i trasporti” e che “richiede prodotti e servizi innovativi”. Per i quali si sta aprendo un mercato molto ampio: l’Oir ha stimato che, per le sole tecnologie di generazione distribuita dell’energia, ammonti a 15 miliardi di euro.

Il progetto delle città intelligenti è ambizioso: Genova e Bari stanno provando a diventare più smart, investendo su mobilità sostenibile, edilizia verde, eco-distretti. “Oggi avviene nelle città il 75% dei consumi energetici e il 75% delle emissioni. Una delle cose essenziali per lo sviluppo delle Smart City sarà il monitoraggio in tempo reale dei consumi. Si calcola infatti che, semplicemente cambiando alcuni comportamenti, le famiglie arriverebbero a un risparmio del 10%”, spiega Claudio Arcudi di Accenture.

Il Rapporto dà anche suggerimenti per la governance futura dell’energia. Tra questi, c’è soprattutto la sostituzione del Piano Energetico Nazionale, “fondamentalmente basato sull’individuazione delle migliori modalità di generazione di energia”, con un Programma di Sostenibilità Energetica, che abbia come fondamento “lo sviluppo dell’efficienza energetica in tutte le fasi della produzione, del trasporto, dello stoccaggio e del consumo”.
 

Fonte: Greenews