Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Fallimenti in frenata nel 2016 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3301C160S123/fallimenti-in-frenata-nel-2016.htm Sat, 14 Jan 2017 11:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3301C160S123/fallimenti-in-frenata-nel-2016.htm Tra gennaio e novembre giù del 7% le procedure aperte

Prosegue il calo dei fallimenti delle aziende italiane. Nel 2016 sono scesi del 7 per cento nei primi undici mesi attestandosi a poco più di 1.000 al mese. In totale sono state 11.655 le procedure fallimentari aperte dalle imprese tra gennaio e novembre dello scorso anno, contro le 12.583 dell’analogo periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere-InfoCamere secondo cui a portare i libri in tribunale l’anno passato sono state in media 1,9 imprese ogni mille registrate negli archivi delle Camere di commercio.

 

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Tra gennaio e novembre giù del 7% le procedure aperte

Prosegue il calo dei fallimenti delle aziende italiane. Nel 2016 sono scesi del 7 per cento nei primi undici mesi attestandosi a poco più di 1.000 al mese. In totale sono state 11.655 le procedure fallimentari aperte dalle imprese tra gennaio e novembre dello scorso anno, contro le 12.583 dell’analogo periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere-InfoCamere secondo cui a portare i libri in tribunale l’anno passato sono state in media 1,9 imprese ogni mille registrate negli archivi delle Camere di commercio.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: boom di bar e ristoranti, ma 3 su 4 chiudono a 5 anni dalla nascita ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3291C160S123/imprese--boom-di-bar-e-ristoranti--ma-3-su-4-chiudono-a-5-anni-dalla-nascita.htm Thu, 29 Dec 2016 10:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3291C160S123/imprese--boom-di-bar-e-ristoranti--ma-3-su-4-chiudono-a-5-anni-dalla-nascita.htm Roma, Milano e Napoli al top per esercizi enogastronomici

Ristoranti e bar spopolano tra le strade italiane, in cinque anni se ne contano quasi il 10% in più. A Roma, Milano e Napoli si concentra il numero maggiore di queste attività. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere-Infocamere sui dati del Registro delle imprese italiane tra il 31 dicembre 2011 e il 31 dicembre 2015. Alla fine dello scorso anno si contavano 367mila attività, tra ristoranti (197mila imprese) e caffetterie (170mila), sparse sul territorio nazionale, in crescita di oltre 31mila unità rispetto a cinque anni prima.

Ma se sono sempre di più gli imprenditori pronti a scommettere sui piaceri della cucina e di una buona tazza di caffè, solo in pochi riescono a tenere in piedi la propria attività a 5 anni dalla nascita.

Delle imprese nate nel 2011, 3 su 4 hanno abbassato la saracinesca entro cinque anni e oltre il 45% non è riuscita a resistere al terzo anno di vita.
Tuttavia non è così dappertutto: in alcune grandi città italiane i numeri migliorano sensibilmente. A Milano, Napoli, Roma e Firenze i livelli di mortalità delle attività iscritte nel 2011 sono inferiori alla media nazionale, sia per bar che per attività di ristorazione. In particolare le attività di ristorazione più “resistenti” si trovano nel capoluogo toscano dove il 57% di queste risulta ancora sul mercato dopo un lustro. Mentre i bar sembrano avere vita più facile soprattutto nella capitale d’Italia, qui il 49% degli esercizi supera la prova dei cinque anni.

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Roma, Milano e Napoli al top per esercizi enogastronomici

Ristoranti e bar spopolano tra le strade italiane, in cinque anni se ne contano quasi il 10% in più. A Roma, Milano e Napoli si concentra il numero maggiore di queste attività. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere-Infocamere sui dati del Registro delle imprese italiane tra il 31 dicembre 2011 e il 31 dicembre 2015. Alla fine dello scorso anno si contavano 367mila attività, tra ristoranti (197mila imprese) e caffetterie (170mila), sparse sul territorio nazionale, in crescita di oltre 31mila unità rispetto a cinque anni prima.

Ma se sono sempre di più gli imprenditori pronti a scommettere sui piaceri della cucina e di una buona tazza di caffè, solo in pochi riescono a tenere in piedi la propria attività a 5 anni dalla nascita.

Delle imprese nate nel 2011, 3 su 4 hanno abbassato la saracinesca entro cinque anni e oltre il 45% non è riuscita a resistere al terzo anno di vita.
Tuttavia non è così dappertutto: in alcune grandi città italiane i numeri migliorano sensibilmente. A Milano, Napoli, Roma e Firenze i livelli di mortalità delle attività iscritte nel 2011 sono inferiori alla media nazionale, sia per bar che per attività di ristorazione. In particolare le attività di ristorazione più “resistenti” si trovano nel capoluogo toscano dove il 57% di queste risulta ancora sul mercato dopo un lustro. Mentre i bar sembrano avere vita più facile soprattutto nella capitale d’Italia, qui il 49% degli esercizi supera la prova dei cinque anni.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Anac e Unioncamere alleate nella lotta alla corruzione ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3287C160S123/anac-e-unioncamere-alleate-nella-lotta-alla-corruzione.htm Tue, 27 Dec 2016 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3287C160S123/anac-e-unioncamere-alleate-nella-lotta-alla-corruzione.htm Fronte comune tra Anac e sistema camerale per la lotta alla corruzione e per la legalità.

A sancirlo è il nuovo patto tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione e l’Unioncamere, contenuto  nel Protocollo di intesa sottoscritto dai due presidenti, Raffaele Cantone e Ivan Lo Bello.

In particolare, Unioncamere si impegna, avvalendosi anche delle competenze dell’Anac e valorizzando le esperienze maturate nelle Camere di commercio, a garantire la massima diffusione presso il sistema camerale e nel mondo imprenditoriale della cultura della legalità, dell’etica pubblica e della trasparenza, anche attraverso la realizzazione di iniziative formative, l’organizzazione di studi e progetti di ricerca, incontri, conferenze e seminari.

Nucleo fondamentale dell’alleanza tra Anac e sistema camerale sono la messa in comune  e l’integrazione, anche attraverso l’interoperabilità dei sistemi informativi, di dati e informazioni provenienti dal patrimonio del Registro delle imprese e della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di favorire processi di semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi e di assicurare efficacia, trasparenza e controllo della spesa pubblica. 

Utili a questo fine saranno gli strumenti digitali, a partire da quelli contenuti nel Registro delle imprese, per consentire la massima divulgazione delle informazioni sugli assetti giuridici, economici e finanziari delle imprese.

Un capitolo importante della convenzione riguarda inoltre la sperimentazione di un sistema di analisi del contesto esterno ai fini delle attività svolte dalle amministrazioni in materia di valutazione del rischio corruzione, anche attraverso l’individuazione di indicatori di rischio.

La convenzione, della durata di tre anni, è concepita come un accordo quadro, che disciplina la relazione tra le parti e che potrà ampliarsi anche attraverso ulteriori accordi operativi. Essa amplia i confini di una collaborazione in essere da tempo.

 

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Fronte comune tra Anac e sistema camerale per la lotta alla corruzione e per la legalità.

A sancirlo è il nuovo patto tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione e l’Unioncamere, contenuto  nel Protocollo di intesa sottoscritto dai due presidenti, Raffaele Cantone e Ivan Lo Bello.

In particolare, Unioncamere si impegna, avvalendosi anche delle competenze dell’Anac e valorizzando le esperienze maturate nelle Camere di commercio, a garantire la massima diffusione presso il sistema camerale e nel mondo imprenditoriale della cultura della legalità, dell’etica pubblica e della trasparenza, anche attraverso la realizzazione di iniziative formative, l’organizzazione di studi e progetti di ricerca, incontri, conferenze e seminari.

Nucleo fondamentale dell’alleanza tra Anac e sistema camerale sono la messa in comune  e l’integrazione, anche attraverso l’interoperabilità dei sistemi informativi, di dati e informazioni provenienti dal patrimonio del Registro delle imprese e della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di favorire processi di semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi e di assicurare efficacia, trasparenza e controllo della spesa pubblica. 

Utili a questo fine saranno gli strumenti digitali, a partire da quelli contenuti nel Registro delle imprese, per consentire la massima divulgazione delle informazioni sugli assetti giuridici, economici e finanziari delle imprese.

Un capitolo importante della convenzione riguarda inoltre la sperimentazione di un sistema di analisi del contesto esterno ai fini delle attività svolte dalle amministrazioni in materia di valutazione del rischio corruzione, anche attraverso l’individuazione di indicatori di rischio.

La convenzione, della durata di tre anni, è concepita come un accordo quadro, che disciplina la relazione tra le parti e che potrà ampliarsi anche attraverso ulteriori accordi operativi. Essa amplia i confini di una collaborazione in essere da tempo.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: al via le nuove Camere di commercio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3261C160S123/unioncamere--al-via-le-nuove-camere-di-commercio.htm Fri, 25 Nov 2016 18:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3261C160S123/unioncamere--al-via-le-nuove-camere-di-commercio.htm Una riforma che ammoderna le Camere di commercio affidando loro funzioni innovative e lancia una sfida che il sistema camerale è pronto a raccogliere grazie alla professionalità dei suoi dipendenti.

Così l’Unioncamere, l’associazione rappresentativa delle Camere di commercio italiane, commenta l’approvazione definitiva della riforma da parte del Consiglio dei Ministri di oggi.

Oltre alla storica e fondamentale competenza sul Registro delle imprese, le Camere di commercio italiane saranno impegnate soprattutto sui temi strategici della digitalizzazione, dell’orientamento e del raccordo fra studenti e mondo del lavoro, della regolazione del mercato, dell’assistenza alle imprese, della cultura, turismo e ambiente. La riforma riduce, fra l’altro, il numero delle Camere di commercio (da 105 a non più di 60), delle Unioni regionali e delle aziende speciali con una semplificazione della governance ed una conseguente riduzione del numero degli amministratori. Viene salvaguardata la presenza sul territorio con la conferma delle sedi distaccate ed introdotti dei criteri trasparenti di valutazione delle performances delle Camere di commercio con un sistema meritocratico per le strutture migliori. La valutazione delle performances è affidata ad un apposito comitato istituito presso il Mise.

 

“Questa riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bellorestituisce al Paese Camere di commercio più efficienti per servire al meglio le imprese italiane. Conferma le Camere quale punto di riferimento sul territorio per le aree vaste e per le piccole e medie aziende, con importanti funzioni innovative su orientamento, digitale, qualità, cultura e turismo. E’ la conclusione di un lungo  percorso – ha aggiunto Lo Bello - attuato dialogando con il Governo, il Parlamento e le Regioni in un’ottica di collaborazione che ha consentito di sciogliere la gran parte dei nodi che mano a mano si sono presentati”.

"I compiti nuovi in particolare in materia di orientamento, di alternanza scuola-lavoro, di supporto all’incontro fra domanda e offerta di lavoro - ha concluso il Presidente di Unioncamere - sono di grande rilievo per il rilancio della competitività italiana e per favorire la crescita dell’occupazione”. 

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Una riforma che ammoderna le Camere di commercio affidando loro funzioni innovative e lancia una sfida che il sistema camerale è pronto a raccogliere grazie alla professionalità dei suoi dipendenti.

Così l’Unioncamere, l’associazione rappresentativa delle Camere di commercio italiane, commenta l’approvazione definitiva della riforma da parte del Consiglio dei Ministri di oggi.

Oltre alla storica e fondamentale competenza sul Registro delle imprese, le Camere di commercio italiane saranno impegnate soprattutto sui temi strategici della digitalizzazione, dell’orientamento e del raccordo fra studenti e mondo del lavoro, della regolazione del mercato, dell’assistenza alle imprese, della cultura, turismo e ambiente. La riforma riduce, fra l’altro, il numero delle Camere di commercio (da 105 a non più di 60), delle Unioni regionali e delle aziende speciali con una semplificazione della governance ed una conseguente riduzione del numero degli amministratori. Viene salvaguardata la presenza sul territorio con la conferma delle sedi distaccate ed introdotti dei criteri trasparenti di valutazione delle performances delle Camere di commercio con un sistema meritocratico per le strutture migliori. La valutazione delle performances è affidata ad un apposito comitato istituito presso il Mise.

 

“Questa riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bellorestituisce al Paese Camere di commercio più efficienti per servire al meglio le imprese italiane. Conferma le Camere quale punto di riferimento sul territorio per le aree vaste e per le piccole e medie aziende, con importanti funzioni innovative su orientamento, digitale, qualità, cultura e turismo. E’ la conclusione di un lungo  percorso – ha aggiunto Lo Bello - attuato dialogando con il Governo, il Parlamento e le Regioni in un’ottica di collaborazione che ha consentito di sciogliere la gran parte dei nodi che mano a mano si sono presentati”.

"I compiti nuovi in particolare in materia di orientamento, di alternanza scuola-lavoro, di supporto all’incontro fra domanda e offerta di lavoro - ha concluso il Presidente di Unioncamere - sono di grande rilievo per il rilancio della competitività italiana e per favorire la crescita dell’occupazione”. 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Alternanza scuola-lavoro: più imprese e più tirocini nel 2016 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3260C160S123/alternanza-scuola-lavoro--piu-imprese-e-piu-tirocini-nel-2016.htm Fri, 25 Nov 2016 13:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3260C160S123/alternanza-scuola-lavoro--piu-imprese-e-piu-tirocini-nel-2016.htm

Al Triveneto la medaglia d’oro dell’accoglienza dei giovani

Più di mille le imprese iscritte al Registro delle Camere di commercio


Hanno sfiorato il 9% nel 2015 ma sono destinate a crescere almeno di un ulteriore 10% quest’anno, arrivando ad essere 1 su 10. Sono le imprese dell’industria e dei servizi che hanno accolto e accoglieranno studenti in alternanza scuola-lavoro. Quasi 166mila i giovani ospitati lo scorso anno, ai quali è stato proposto prevalentemente un tirocinio di 1-3 settimane, due volte su tre nei nove mesi di scuola. In aumento anche il numero dei percorsi che verranno resi disponibili quest’anno: 4 imprese su 10, infatti, hanno intenzione di offrire maggiori opportunità rispetto allo scorso anno.

Le imprese più ospitali sono quelle del Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto, regioni nelle quali la quota di aziende che prevede di aprire le porte ai ragazzi raggiungerà quest’anno circa il 13% del totale. A Cuneo, invece, la medaglia d’oro a livello provinciale: in questa provincia, infatti, quasi una impresa su 5 ha deciso di dare ai giovani la possibilità di imparare lavorando.

A mostrarlo sono i dati del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro, presentati oggi a Verona a Job&Orienta (il Salone nazionale sull’orientamento, scuola, formazione e lavoro, in corso a Verona).

 

 

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Al Triveneto la medaglia d’oro dell’accoglienza dei giovani

Più di mille le imprese iscritte al Registro delle Camere di commercio


Hanno sfiorato il 9% nel 2015 ma sono destinate a crescere almeno di un ulteriore 10% quest’anno, arrivando ad essere 1 su 10. Sono le imprese dell’industria e dei servizi che hanno accolto e accoglieranno studenti in alternanza scuola-lavoro. Quasi 166mila i giovani ospitati lo scorso anno, ai quali è stato proposto prevalentemente un tirocinio di 1-3 settimane, due volte su tre nei nove mesi di scuola. In aumento anche il numero dei percorsi che verranno resi disponibili quest’anno: 4 imprese su 10, infatti, hanno intenzione di offrire maggiori opportunità rispetto allo scorso anno.

Le imprese più ospitali sono quelle del Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto, regioni nelle quali la quota di aziende che prevede di aprire le porte ai ragazzi raggiungerà quest’anno circa il 13% del totale. A Cuneo, invece, la medaglia d’oro a livello provinciale: in questa provincia, infatti, quasi una impresa su 5 ha deciso di dare ai giovani la possibilità di imparare lavorando.

A mostrarlo sono i dati del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro, presentati oggi a Verona a Job&Orienta (il Salone nazionale sull’orientamento, scuola, formazione e lavoro, in corso a Verona).

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Torna il "Giro d'Italia delle donne che fanno impresa" ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3252C160S123/torna-il--giro-d-italia-delle-donne-che-fanno-impresa-.htm Tue, 22 Nov 2016 10:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3252C160S123/torna-il--giro-d-italia-delle-donne-che-fanno-impresa-.htm Al via la 9° edizione del Roadshow promosso da Unioncamere
 in collaborazione con i Comitati per l’imprenditoria femminile delle CdC

Continua a crescere il numero delle attività guidate da donne: sono  più di 1,3 milioni, pari al 21,74% delle imprese registrate in Italia

 

Un’impresa italiana su cinque è guidata da una donna: i dati dell'Osservatorio dell'Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere, aggiornati al 30 settembre 2016, confermano la crescita della presenza femminile nel sistema produttivo nazionale. Le imprese guidate da donne hanno superato quota 1 milione e 321mila, pari al 21,74% del totale delle imprese registrate in Italia. Le imprese femminili sono maggiormente concentrate nel settore terziario, dove operano circa i due terzi (65,7%; circa 870mila) del totale delle imprese “rosa” e nel settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca), in cui si concentra quasi il 16,5% delle imprese femminili (circa 218 mila).

 

Per essere vicini a questo universo fondamentale dell’imprenditoria italiana, parte oggi, con il doppio appuntamento di Bologna e di Terni, la nona edizione del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, la manifestazione itinerante promossa da Unioncamere in collaborazione con i Comitati per l’imprenditoria femminile delle Camere di commercio.

 

Obiettivo dell’iniziativa: informare, formare e sensibilizzare imprenditrici e aspiranti tali intorno alle problematiche specifiche delle imprese guidate da donne e alle concrete opportunità offerte dal “mettersi in proprio”, nonché creare dei momenti di consenso e di visibilità a supporto dell’occupazione femminile e della diffusione della cultura delle pari opportunità. Si inizia quindi con le tappe di Bologna e Terni, per proseguire il 25 novembre a Cremona, mentre il 2 dicembre sarà la volta dell’appuntamento organizzato dalla nuova Camera di commercio nata dall’accorpamento tra le CdC di Treviso e di Belluno. Si prosegue il 6 dicembre a Cosenza, il 15 a Bari, il 16 a Trento e infine il 20 dicembre a Messina.

 

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Al via la 9° edizione del Roadshow promosso da Unioncamere
 in collaborazione con i Comitati per l’imprenditoria femminile delle CdC

Continua a crescere il numero delle attività guidate da donne: sono  più di 1,3 milioni, pari al 21,74% delle imprese registrate in Italia

 

Un’impresa italiana su cinque è guidata da una donna: i dati dell'Osservatorio dell'Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere, aggiornati al 30 settembre 2016, confermano la crescita della presenza femminile nel sistema produttivo nazionale. Le imprese guidate da donne hanno superato quota 1 milione e 321mila, pari al 21,74% del totale delle imprese registrate in Italia. Le imprese femminili sono maggiormente concentrate nel settore terziario, dove operano circa i due terzi (65,7%; circa 870mila) del totale delle imprese “rosa” e nel settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca), in cui si concentra quasi il 16,5% delle imprese femminili (circa 218 mila).

 

Per essere vicini a questo universo fondamentale dell’imprenditoria italiana, parte oggi, con il doppio appuntamento di Bologna e di Terni, la nona edizione del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, la manifestazione itinerante promossa da Unioncamere in collaborazione con i Comitati per l’imprenditoria femminile delle Camere di commercio.

 

Obiettivo dell’iniziativa: informare, formare e sensibilizzare imprenditrici e aspiranti tali intorno alle problematiche specifiche delle imprese guidate da donne e alle concrete opportunità offerte dal “mettersi in proprio”, nonché creare dei momenti di consenso e di visibilità a supporto dell’occupazione femminile e della diffusione della cultura delle pari opportunità. Si inizia quindi con le tappe di Bologna e Terni, per proseguire il 25 novembre a Cremona, mentre il 2 dicembre sarà la volta dell’appuntamento organizzato dalla nuova Camera di commercio nata dall’accorpamento tra le CdC di Treviso e di Belluno. Si prosegue il 6 dicembre a Cosenza, il 15 a Bari, il 16 a Trento e infine il 20 dicembre a Messina.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Nel 2015, quasi una impresa su 10 ha ospitato studenti in alternanza scuola-lavoro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3251C160S123/nel-2015--quasi-una-impresa-su-10-ha-ospitato-studenti-in-alternanza-scuola-lavoro-.htm Mon, 21 Nov 2016 14:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3251C160S123/nel-2015--quasi-una-impresa-su-10-ha-ospitato-studenti-in-alternanza-scuola-lavoro-.htm Le imprese italiane disposte ad ospitare nel 2016 studenti in alternanza scuola-lavoro saranno almeno il 10% in più del 2015. A rivelarlo è il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro. I dati sono stati resi noti nel corso della quarta edizione del forum economico italo-tedesco “DIDACTA - Formazione per il Futuro”, in corso oggi a Roma.

Il 2015, quando le imprese che hanno accolto studenti sono state quasi 1 su 10, ha segnato l’inizio dei tirocini in alternanza scuola-lavoro (previsti dalla Legge 107/2015 e di durata dalle 200 alle 400 ore) espressamente destinati agli studenti delle scuole medie superiori. E’ un’iniziativa di particolare importanza, che per la prima volta rende il tirocinio in azienda parte integrante del percorso formativo, chiamando il sistema delle Camere di commercio, presso il quale viene istituito il “Registro nazionale per l'alternanza scuola-lavoro”, a un ruolo attivo nell’incontro tra imprese disponibili a ospitare i giovani e istituti scolastici che devono rendere questa esperienza parte integrante del curriculum formativo.

 

 

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Le imprese italiane disposte ad ospitare nel 2016 studenti in alternanza scuola-lavoro saranno almeno il 10% in più del 2015. A rivelarlo è il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro. I dati sono stati resi noti nel corso della quarta edizione del forum economico italo-tedesco “DIDACTA - Formazione per il Futuro”, in corso oggi a Roma.

Il 2015, quando le imprese che hanno accolto studenti sono state quasi 1 su 10, ha segnato l’inizio dei tirocini in alternanza scuola-lavoro (previsti dalla Legge 107/2015 e di durata dalle 200 alle 400 ore) espressamente destinati agli studenti delle scuole medie superiori. E’ un’iniziativa di particolare importanza, che per la prima volta rende il tirocinio in azienda parte integrante del percorso formativo, chiamando il sistema delle Camere di commercio, presso il quale viene istituito il “Registro nazionale per l'alternanza scuola-lavoro”, a un ruolo attivo nell’incontro tra imprese disponibili a ospitare i giovani e istituti scolastici che devono rendere questa esperienza parte integrante del curriculum formativo.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Artigiani immigrati: boom di sarti, imprese di pulizia e giardinieri ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3249C160S123/-artigiani-immigrati--boom-di-sarti--imprese-di-pulizia-e-giardinieri.htm Sat, 19 Nov 2016 11:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3249C160S123/-artigiani-immigrati--boom-di-sarti--imprese-di-pulizia-e-giardinieri.htm Rumeni, albanesi e cinesi i più numerosi

Non solo imbianchini o muratori ma sempre più sarti, “specialisti” di pulizie e giardinieri: la mappa dei mestieri artigiani degli stranieri sta cambiando volto. Negli ultimi 5 anni le imprese individuali dell’artigianato capitanate da immigrati stanno facendo registrare un vero e proprio boom in attività diverse dalle loro tradizionali. Gli imprenditori immigrati  sono più che raddoppiati nelle sartorie (+129,7%),  dove sono leader i cinesi, nelle imprese di pulizie (+108,8%), in larga parte condotte da rumeni, egiziani e albanesi, e  fortemente aumentati nelle ditte di giardinaggio (+74,5%), la metà delle quali guidate ancora una volta da  nativi della Romania e dell’Albania.

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere e Infocamere sull’imprenditoria artigiana straniera in Italia tra giugno 2011 e giugno 2016, periodo in cui la crescita di attività artigiane di immigrati (+8,3%) ha frenato la caduta dell’intero settore (-7,8%). L’artigianato immigrato è un universo composto da 181.494 aziende, al 71% guidate da un imprenditore nato fuori dallo Stivale, e  rappresenta il 13,5% dell’intero comparto. Romania, Albania e Cina sono i principali paesi di provenienza degli imprenditori e a loro si deve il 43,7% di questo importante pezzo del tessuto produttivo nazionale.


I dati mostrano l’importanza del contributo degli immigrati per la crescita della nostra economia”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, secondo cui si tratta di “un contributo che passa sempre più anche dalla capacità di molti extracomunitari di fare impresa e, attraverso questa, di integrarsi nel nostro Paese. Per questo è indispensabile supportare l’avvio di nuove realtà imprenditoriali. Un punto quest’ultimo sul quale le Camere di commercio possono dare un apporto prezioso per far nascere imprese più forti e aiutarle a diventare grandi prima”.
 

 

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Rumeni, albanesi e cinesi i più numerosi

Non solo imbianchini o muratori ma sempre più sarti, “specialisti” di pulizie e giardinieri: la mappa dei mestieri artigiani degli stranieri sta cambiando volto. Negli ultimi 5 anni le imprese individuali dell’artigianato capitanate da immigrati stanno facendo registrare un vero e proprio boom in attività diverse dalle loro tradizionali. Gli imprenditori immigrati  sono più che raddoppiati nelle sartorie (+129,7%),  dove sono leader i cinesi, nelle imprese di pulizie (+108,8%), in larga parte condotte da rumeni, egiziani e albanesi, e  fortemente aumentati nelle ditte di giardinaggio (+74,5%), la metà delle quali guidate ancora una volta da  nativi della Romania e dell’Albania.

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere e Infocamere sull’imprenditoria artigiana straniera in Italia tra giugno 2011 e giugno 2016, periodo in cui la crescita di attività artigiane di immigrati (+8,3%) ha frenato la caduta dell’intero settore (-7,8%). L’artigianato immigrato è un universo composto da 181.494 aziende, al 71% guidate da un imprenditore nato fuori dallo Stivale, e  rappresenta il 13,5% dell’intero comparto. Romania, Albania e Cina sono i principali paesi di provenienza degli imprenditori e a loro si deve il 43,7% di questo importante pezzo del tessuto produttivo nazionale.


I dati mostrano l’importanza del contributo degli immigrati per la crescita della nostra economia”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, secondo cui si tratta di “un contributo che passa sempre più anche dalla capacità di molti extracomunitari di fare impresa e, attraverso questa, di integrarsi nel nostro Paese. Per questo è indispensabile supportare l’avvio di nuove realtà imprenditoriali. Un punto quest’ultimo sul quale le Camere di commercio possono dare un apporto prezioso per far nascere imprese più forti e aiutarle a diventare grandi prima”.
 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Giustizia alternativa: sfiorate le 100mila mediazioni agli Sportelli camerali ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3246C160S123/giustizia-alternativa--sfiorate-le-100mila-mediazioni-agli-sportelli-camerali.htm Fri, 11 Nov 2016 11:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3246C160S123/giustizia-alternativa--sfiorate-le-100mila-mediazioni-agli-sportelli-camerali.htm XIII SETTIMANA DELLA CONCILIAZIONE

Banche, diritti reali, locazione, condominio i settori primari per “conciliare” in Camera di commercio

Contratti bancari, diritti reali, locazione, condominio. In un caso su due, gli italiani “litigano” per qualcosa che ha a che fare con questi ambiti. Tra giugno 2015 e giugno 2016, il 50,9% delle mediazioni civili e commerciali depositate ai 102 Sportelli delle Camere di commercio si concentra infatti su questi settori. E le 22mila domande di mediazione depositate in un anno hanno fatto salire il bilancio dei procedimenti presentati da marzo 2011, quando è stata introdotta l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione, a più di 95mila.

Questi alcuni dati emersi nel corso della XIII Settimana della conciliazione, il tradizionale appuntamento promosso da Unioncamere e realizzato dalle Camere di commercio per diffondere le informazioni sulle novità ed i vantaggi della mediazione con iniziative specifiche realizzate in molti territori.

 

 

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XIII SETTIMANA DELLA CONCILIAZIONE

Banche, diritti reali, locazione, condominio i settori primari per “conciliare” in Camera di commercio

Contratti bancari, diritti reali, locazione, condominio. In un caso su due, gli italiani “litigano” per qualcosa che ha a che fare con questi ambiti. Tra giugno 2015 e giugno 2016, il 50,9% delle mediazioni civili e commerciali depositate ai 102 Sportelli delle Camere di commercio si concentra infatti su questi settori. E le 22mila domande di mediazione depositate in un anno hanno fatto salire il bilancio dei procedimenti presentati da marzo 2011, quando è stata introdotta l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione, a più di 95mila.

Questi alcuni dati emersi nel corso della XIII Settimana della conciliazione, il tradizionale appuntamento promosso da Unioncamere e realizzato dalle Camere di commercio per diffondere le informazioni sulle novità ed i vantaggi della mediazione con iniziative specifiche realizzate in molti territori.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Intesa Unioncamere-Assoege per l'efficienza energetica ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3236C160S123/intesa-unioncamere-assoege--per-l-efficienza-energetica.htm Mon, 07 Nov 2016 10:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3236C160S123/intesa-unioncamere-assoege--per-l-efficienza-energetica.htm Energia green: Italia prima al mondo per fotovoltaico, seconda tra i grandi d’Europa per CO2
 

Prima al mondo per produzione di energia solare fotovoltaica sul fabbisogno di elettricità e seconda tra i grandi d’Europa per emissione di anidride carbonica equivalente. Sono alcuni dei record raggiunti dall’Italia dall’”anima” green rispettosa dell’ambiente che riconosce nella sostenibilità una leva di sviluppo, con 1 impresa su 4 che investe in prodotti e tecnologie green (385mila imprese nel 2016) e una richiesta di competenze “verdi” pari al 44,5% delle future assunzioni.

Per contribuire alla sfida energetica del nostro Paese, Unioncamere e Assoege (l’Associazione Esperti Gestione dell’Energia certificati da terza parte accreditata) hanno rinnovato l’intesa con un protocollo per promuovere la cultura dell’efficienza energetica che verrà presentato alla fiera Ecomondo di Rimini in partenza domani insieme alle Camere di commercio.

L’obiettivo dell’accordo è diffondere le conoscenze per una corretta gestione energetica in azienda attraverso il contributo di esperti qualificati e realizzare attività informativa/formativa guardando all’impegno di risparmio energetico contenuto nella Strategia Energetica Nazionale dove l’efficienza energetica è la prima priorità che può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di contenimento dei costi, crescita e qualità dell’ambiente oltre a creare occupazione e rilanciare industria e servizi.

 

 

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Energia green: Italia prima al mondo per fotovoltaico, seconda tra i grandi d’Europa per CO2
 

Prima al mondo per produzione di energia solare fotovoltaica sul fabbisogno di elettricità e seconda tra i grandi d’Europa per emissione di anidride carbonica equivalente. Sono alcuni dei record raggiunti dall’Italia dall’”anima” green rispettosa dell’ambiente che riconosce nella sostenibilità una leva di sviluppo, con 1 impresa su 4 che investe in prodotti e tecnologie green (385mila imprese nel 2016) e una richiesta di competenze “verdi” pari al 44,5% delle future assunzioni.

Per contribuire alla sfida energetica del nostro Paese, Unioncamere e Assoege (l’Associazione Esperti Gestione dell’Energia certificati da terza parte accreditata) hanno rinnovato l’intesa con un protocollo per promuovere la cultura dell’efficienza energetica che verrà presentato alla fiera Ecomondo di Rimini in partenza domani insieme alle Camere di commercio.

L’obiettivo dell’accordo è diffondere le conoscenze per una corretta gestione energetica in azienda attraverso il contributo di esperti qualificati e realizzare attività informativa/formativa guardando all’impegno di risparmio energetico contenuto nella Strategia Energetica Nazionale dove l’efficienza energetica è la prima priorità che può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di contenimento dei costi, crescita e qualità dell’ambiente oltre a creare occupazione e rilanciare industria e servizi.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ I giovani fondano 300 imprese al giorno. Lo Bello: "Ma la loro voglia di impresa va sostenuta" ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3224C160S123/i-giovani-fondano-300-imprese-al-giorno--lo-bello---ma-la-loro-voglia-di-impresa-va-sostenuta-.htm Wed, 26 Oct 2016 12:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3224C160S123/i-giovani-fondano-300-imprese-al-giorno--lo-bello---ma-la-loro-voglia-di-impresa-va-sostenuta-.htm Nonostante la crisi degli ultimi anni, ogni giorno in Italia nascono 300 imprese guidate da giovani. Il dato è emerso nell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane, in corso a Rieti.


Gli under 35 nei primi 9 mesi del 2016, hanno creato circa 90mila imprese (il 31% del totale delle nuove imprese nate in Italia) mentre quasi 40mila, nello stesso periodo, hanno chiuso i battenti con un saldo quindi in crescita di circa  50mila unità.  Si tratta di un numero maggiore rispetto al saldo del totale delle imprese create in Italia nei primi 9 mesi dell’anno (che era stato  di +42mila) e di un numero davvero consistente anche se leggermente inferiore a quello degli anni passati.

La fotografia realizzata da Unioncamere-Infocamere nell’indagine Movimprese, segnala il forte contributo dato in molte regioni del Mezzogiorno da chi è nato dopo il 1981: in Basilicata, Calabria e Molise, le iscrizioni di nuove attività da parte degli under 35 superano il 38% delle iscrizioni totali dei primi 9 mesi dell’anno; in Campania rappresentano il 37,5%, in Sicilia il 36,8% e in Sardegna il 33,6%.  

In Italia le imprese giovanili sono circa 600mila (il 10% del totale delle imprese) e si concentrano in gran parte nei settori tradizionali. I nuovi giovani ‘capitani d’impresa’ sembrano invece puntare parecchio su settori ad alto valore aggiunto. 

Fra i settori tradizionali si segnalano, infatti, il Commercio con il 29% delle imprese di under 35 registrate a fine settembre, le Costruzioni (14%) e le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (10%). Fra quelli ad alto valore aggiunto spiccano le Telecomunicazioni, in cui più della metà delle imprese fondate nei primi nove mesi del 2016 si deve ai giovani. Nei servizi finanziari i neo imprenditori di meno di 35 anni sono quasi la metà del totale e nelle attività imprenditoriali legate a cinema, video,  programmi Tv e registrazioni musicali, le iscrizioni di imprese giovani superano il 40% del totale. 

“L’intraprendenza dei nostri giovani mantiene positiva la dinamica della nati-mortalità delle imprese”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, nel corso del suo intervento all’Assemblea dei presidenti in corso a Rieti. “In questi 6 anni tanto difficili per il nostro Paese,  abbiamo visto questo dato incoraggiante che va sostenuto. Occorre puntare su innovazione, digitale, semplificazione amministrativa e avvicinare la scuola all’impresa. Tutte cose sulle quali il sistema camerale continuerà ad impegnarsi nei prossimi anni”.

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Nonostante la crisi degli ultimi anni, ogni giorno in Italia nascono 300 imprese guidate da giovani. Il dato è emerso nell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane, in corso a Rieti.


Gli under 35 nei primi 9 mesi del 2016, hanno creato circa 90mila imprese (il 31% del totale delle nuove imprese nate in Italia) mentre quasi 40mila, nello stesso periodo, hanno chiuso i battenti con un saldo quindi in crescita di circa  50mila unità.  Si tratta di un numero maggiore rispetto al saldo del totale delle imprese create in Italia nei primi 9 mesi dell’anno (che era stato  di +42mila) e di un numero davvero consistente anche se leggermente inferiore a quello degli anni passati.

La fotografia realizzata da Unioncamere-Infocamere nell’indagine Movimprese, segnala il forte contributo dato in molte regioni del Mezzogiorno da chi è nato dopo il 1981: in Basilicata, Calabria e Molise, le iscrizioni di nuove attività da parte degli under 35 superano il 38% delle iscrizioni totali dei primi 9 mesi dell’anno; in Campania rappresentano il 37,5%, in Sicilia il 36,8% e in Sardegna il 33,6%.  

In Italia le imprese giovanili sono circa 600mila (il 10% del totale delle imprese) e si concentrano in gran parte nei settori tradizionali. I nuovi giovani ‘capitani d’impresa’ sembrano invece puntare parecchio su settori ad alto valore aggiunto. 

Fra i settori tradizionali si segnalano, infatti, il Commercio con il 29% delle imprese di under 35 registrate a fine settembre, le Costruzioni (14%) e le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (10%). Fra quelli ad alto valore aggiunto spiccano le Telecomunicazioni, in cui più della metà delle imprese fondate nei primi nove mesi del 2016 si deve ai giovani. Nei servizi finanziari i neo imprenditori di meno di 35 anni sono quasi la metà del totale e nelle attività imprenditoriali legate a cinema, video,  programmi Tv e registrazioni musicali, le iscrizioni di imprese giovani superano il 40% del totale. 

“L’intraprendenza dei nostri giovani mantiene positiva la dinamica della nati-mortalità delle imprese”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, nel corso del suo intervento all’Assemblea dei presidenti in corso a Rieti. “In questi 6 anni tanto difficili per il nostro Paese,  abbiamo visto questo dato incoraggiante che va sostenuto. Occorre puntare su innovazione, digitale, semplificazione amministrativa e avvicinare la scuola all’impresa. Tutte cose sulle quali il sistema camerale continuerà ad impegnarsi nei prossimi anni”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Assemblea Unioncamere a Rieti: primi 2,5 milioni di euro di risorse delle Cdc per le imprese terremotate ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3223C160S123/assemblea-unioncamere-a-rieti--primi-2-5-milioni-di-euro-di-risorse-delle-cdc-per-le-imprese-terremotate.htm Tue, 25 Oct 2016 14:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3223C160S123/assemblea-unioncamere-a-rieti--primi-2-5-milioni-di-euro-di-risorse-delle-cdc-per-le-imprese-terremotate.htm Verranno utilizzati per interventi diretti alle imprese che hanno perso capacità produttiva per danni all’infrastruttura, ai macchinari, ai mezzi per lavorare, i primi 2,5 milioni di euro del contributo di solidarietà delle Camere di commercio diretto alle imprese colpite dal sisma del Centro Italia del 24 agosto. Proprio per ascoltare da vicino i bisogni delle imprese e dei territori terremotati, i presidenti delle Camere di commercio terranno a Rieti, domani, la loro Assemblea.

Le risorse messe a disposizione dal sistema camerale verranno indirizzate anche verso azioni volte a valorizzare i luoghi distrutti dal sisma e per favorire la ripresa del turismo. Un settore che ha registrato sin da subito una dura battuta di arresto a seguito della tante disdette che si sono susseguite, compromettendo pesantemente il bilancio della stagione estiva.

Le risorse del Fondo di solidarietà si aggiungono alle azioni già predisposte che riguardano in primo luogo la sospensione del diritto annuale per le imprese danneggiate. A vantaggio di queste ultime, è stato anche messo a disposizione da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di commercio, un sistema telematico – già utilizzato con le imprese colpite dall’alluvione ligure - che consente la comunicazione, da parte degli imprenditori, dei danni subiti.

 

 

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Verranno utilizzati per interventi diretti alle imprese che hanno perso capacità produttiva per danni all’infrastruttura, ai macchinari, ai mezzi per lavorare, i primi 2,5 milioni di euro del contributo di solidarietà delle Camere di commercio diretto alle imprese colpite dal sisma del Centro Italia del 24 agosto. Proprio per ascoltare da vicino i bisogni delle imprese e dei territori terremotati, i presidenti delle Camere di commercio terranno a Rieti, domani, la loro Assemblea.

Le risorse messe a disposizione dal sistema camerale verranno indirizzate anche verso azioni volte a valorizzare i luoghi distrutti dal sisma e per favorire la ripresa del turismo. Un settore che ha registrato sin da subito una dura battuta di arresto a seguito della tante disdette che si sono susseguite, compromettendo pesantemente il bilancio della stagione estiva.

Le risorse del Fondo di solidarietà si aggiungono alle azioni già predisposte che riguardano in primo luogo la sospensione del diritto annuale per le imprese danneggiate. A vantaggio di queste ultime, è stato anche messo a disposizione da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di commercio, un sistema telematico – già utilizzato con le imprese colpite dall’alluvione ligure - che consente la comunicazione, da parte degli imprenditori, dei danni subiti.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Occupazione 2016: assunzioni in crescita nei servizi avanzati ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3222C160S123/occupazione-2016--assunzioni-in-crescita-nei-servizi-avanzati.htm Mon, 24 Oct 2016 11:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3222C160S123/occupazione-2016--assunzioni-in-crescita-nei-servizi-avanzati.htm Più opportunità per le professioni digitali, green, culturali e creative

Buon avvio per l’alternanza scuola/lavoro
 

Il 20% delle imprese italiane con dipendenti ha effettuato o effettuerà assunzioni, con un recupero di oltre 6 punti rispetto al minimo storico del 2013. Per le imprese che esportano e che realizzano innovazioni la propensione ad assumere è ampiamente superiore alla media (rispettivamente, 36 e 34%): ciò a conferma che la strada da intraprendere per sviluppare l’occupazione è quella dell’internazionalizzazione, della digitalizzazione, dello sviluppo degli investimenti nella direzione della manifattura 4.0, del sostegno alle start up tecnologiche. E’ la fotografia scattata dal sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il Ministero del Lavoro sulle assunzioni relative al 2016.

 

 

 

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Più opportunità per le professioni digitali, green, culturali e creative

Buon avvio per l’alternanza scuola/lavoro
 

Il 20% delle imprese italiane con dipendenti ha effettuato o effettuerà assunzioni, con un recupero di oltre 6 punti rispetto al minimo storico del 2013. Per le imprese che esportano e che realizzano innovazioni la propensione ad assumere è ampiamente superiore alla media (rispettivamente, 36 e 34%): ciò a conferma che la strada da intraprendere per sviluppare l’occupazione è quella dell’internazionalizzazione, della digitalizzazione, dello sviluppo degli investimenti nella direzione della manifattura 4.0, del sostegno alle start up tecnologiche. E’ la fotografia scattata dal sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il Ministero del Lavoro sulle assunzioni relative al 2016.

 

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Green Economy: la migliore risposta alla crisi In Italia 3 milioni di Green Jobs, il 13,2% degli occupati ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3218C160S123/green-economy--la-migliore-risposta-alla-crisi-in-italia-3-milioni-di-green-jobs--il-13-2--degli-occupati.htm Fri, 21 Oct 2016 13:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3218C160S123/green-economy--la-migliore-risposta-alla-crisi-in-italia-3-milioni-di-green-jobs--il-13-2--degli-occupati.htm 385 MILA IMPRESE MADE IN ITALY (26,5% DEL TOTALE) RIPARTONO CON LA GREEN ECONOMY SONO PIU’ COMPETITIVE: ESPORTANO E ASSUMONO DI PIU’

 

La green economy si è dimostrata una delle più significative ed efficaci risposte alla crisi. Una reazione che incrocia la natura profonda della nostra economia: la spinta per la qualità e la bellezza, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’ e spesso senza incentivi pubblici da una quota rilevante delle nostre imprese. Una scelta, che si basa su investimenti e produce lavoro,  non scontata in tempi di crisi, ma coraggiosa e vincente.

Come dimostrano i numeri di GreenItaly 2016, il settimo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il  Conai e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Il rapporto misura e pesa la forza della green economy nazionale: più di un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che in Italia significa più innovazione, ricerca, design, qualità e bellezza. Sono infatti oltre 385mila le aziende italiane, ossia il 26,5% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2010 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.  Una quota che sale al 33% nel manifatturiero, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy, traducendosi in maggiore competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione. Nel manifatturiero il 46% delle imprese che investono in tecnologie verdi esporta, contro il 27,7% delle imprese non investitrici; il 35,1% delle imprese green ha aumentato il fatturato  nel 2015 a fronte del 21,8% delle altre; il 33,1%  ha introdotto innovazioni, contro il 18,7% delle altre.

Presentato oggi a Roma, GreenItaly 2016 ci dice che la green economy e l’economia circolare sono la migliore risposta alla crisi, un paradigma produttivo sempre più forte e diffuso nel Paese. In termini di imprese, che in numero crescente fanno scelte green. E in termini di risultati, nei bilanci, nell’occupazione.  

 

 

 

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385 MILA IMPRESE MADE IN ITALY (26,5% DEL TOTALE) RIPARTONO CON LA GREEN ECONOMY SONO PIU’ COMPETITIVE: ESPORTANO E ASSUMONO DI PIU’

 

La green economy si è dimostrata una delle più significative ed efficaci risposte alla crisi. Una reazione che incrocia la natura profonda della nostra economia: la spinta per la qualità e la bellezza, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’ e spesso senza incentivi pubblici da una quota rilevante delle nostre imprese. Una scelta, che si basa su investimenti e produce lavoro,  non scontata in tempi di crisi, ma coraggiosa e vincente.

Come dimostrano i numeri di GreenItaly 2016, il settimo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il  Conai e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Il rapporto misura e pesa la forza della green economy nazionale: più di un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che in Italia significa più innovazione, ricerca, design, qualità e bellezza. Sono infatti oltre 385mila le aziende italiane, ossia il 26,5% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2010 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.  Una quota che sale al 33% nel manifatturiero, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy, traducendosi in maggiore competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione. Nel manifatturiero il 46% delle imprese che investono in tecnologie verdi esporta, contro il 27,7% delle imprese non investitrici; il 35,1% delle imprese green ha aumentato il fatturato  nel 2015 a fronte del 21,8% delle altre; il 33,1%  ha introdotto innovazioni, contro il 18,7% delle altre.

Presentato oggi a Roma, GreenItaly 2016 ci dice che la green economy e l’economia circolare sono la migliore risposta alla crisi, un paradigma produttivo sempre più forte e diffuso nel Paese. In termini di imprese, che in numero crescente fanno scelte green. E in termini di risultati, nei bilanci, nell’occupazione.  

 

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: dall'inizio dell'anno 42mila in più (+0,7% rispetto al 2015), +17mila nel trimestre luglio-settembre ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3217C160S123/imprese--dall-inizio-dell-anno-42mila-in-piu---0-7--rispetto-al-2015----17mila-nel-trimestre-luglio-settembre.htm Thu, 20 Oct 2016 10:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3217C160S123/imprese--dall-inizio-dell-anno-42mila-in-piu---0-7--rispetto-al-2015----17mila-nel-trimestre-luglio-settembre.htm Oltre la metà (il 55%) nel turismo, commercio e servizi alle imprese

Al Sud il 45% dell’intero saldo positivo, 5 punti in più rispetto 2015


Continua la ricostruzione post-crisi del sistema imprenditoriale italiano. Nei primi nove mesi dell’anno lo stock delle imprese iscritte alle Camere di commercio è aumentato di 41.597 unità, 2.227 in più rispetto allo stesso periodo del 2015, per un tasso di crescita nei nove mesi pari allo 0,7%. Il bilancio positivo si aggiunge a quelli dei primi nove mesi del biennio 2014-2015 e riporta il ritmo di ricambio della base imprenditoriale ai valori del 2007. Limitando la vista al saldo del trimestre luglio-settembre (pari a +16.197 unità), emerge invece un lieve rallentamento della crescita di imprese rispetto allo stesso periodo del 2015 (+0,27 contro +0,33%).
 

Oltre la metà del saldo gennaio-settembre è frutto del contributo di tre soli settori: turismo (+10.584 imprese), commercio (+6.703) e servizi alle imprese (+6.405). Nello stesso periodo, sono rimasti in campo negativo le costruzioni (-2.485 unità da inizio anno), le attività manifatturiere (-1.657) e il comparto dell’estrazione di minerali (-34). Rispetto allo stesso periodo del 2015, nei primi nove mesi di quest’anno è cresciuta sensibilmente la componente del saldo determinata dal Mezzogiorno, passata dal 39,6 al 45,2% del totale. Sostanzialmente stabile, infine, il profilo organizzativo scelto da chi oggi avvia un’impresa: la forma giuridica  più dinamica è stabilmente quella delle società di capitale (+2,9% il tasso di crescita, corrispondente a 44.811 unità in più nel periodo) seguita a distanza dalle altre forme, in prevalenza cooperative, cresciute dell’1,5% per un saldo di 2.319 unità. In lieve riduzione le imprese individuali (-0,6% pari a 6.452 unità in meno).
 

Questi i dati salienti sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre dell’anno, diffusi oggi da UnioncamereInfoCamere. I dati sono disponibili all’indirizzo www.infocamere.it.


La crescita del tessuto imprenditoriale in questi primi nove mesi dell’anno è un segnale davvero importante”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Le 42mila imprese in più riportano le lancette della natimortalità ai ritmi del 2007 e rappresentano il miglior risultato dal 2012. Ora più che mai occorre aiutare gli imprenditori a crescere ed essere competitivi, puntando sull’innovazione, la digitalizzazione, la semplificazione amministrativa”.

 

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Oltre la metà (il 55%) nel turismo, commercio e servizi alle imprese

Al Sud il 45% dell’intero saldo positivo, 5 punti in più rispetto 2015


Continua la ricostruzione post-crisi del sistema imprenditoriale italiano. Nei primi nove mesi dell’anno lo stock delle imprese iscritte alle Camere di commercio è aumentato di 41.597 unità, 2.227 in più rispetto allo stesso periodo del 2015, per un tasso di crescita nei nove mesi pari allo 0,7%. Il bilancio positivo si aggiunge a quelli dei primi nove mesi del biennio 2014-2015 e riporta il ritmo di ricambio della base imprenditoriale ai valori del 2007. Limitando la vista al saldo del trimestre luglio-settembre (pari a +16.197 unità), emerge invece un lieve rallentamento della crescita di imprese rispetto allo stesso periodo del 2015 (+0,27 contro +0,33%).
 

Oltre la metà del saldo gennaio-settembre è frutto del contributo di tre soli settori: turismo (+10.584 imprese), commercio (+6.703) e servizi alle imprese (+6.405). Nello stesso periodo, sono rimasti in campo negativo le costruzioni (-2.485 unità da inizio anno), le attività manifatturiere (-1.657) e il comparto dell’estrazione di minerali (-34). Rispetto allo stesso periodo del 2015, nei primi nove mesi di quest’anno è cresciuta sensibilmente la componente del saldo determinata dal Mezzogiorno, passata dal 39,6 al 45,2% del totale. Sostanzialmente stabile, infine, il profilo organizzativo scelto da chi oggi avvia un’impresa: la forma giuridica  più dinamica è stabilmente quella delle società di capitale (+2,9% il tasso di crescita, corrispondente a 44.811 unità in più nel periodo) seguita a distanza dalle altre forme, in prevalenza cooperative, cresciute dell’1,5% per un saldo di 2.319 unità. In lieve riduzione le imprese individuali (-0,6% pari a 6.452 unità in meno).
 

Questi i dati salienti sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre dell’anno, diffusi oggi da UnioncamereInfoCamere. I dati sono disponibili all’indirizzo www.infocamere.it.


La crescita del tessuto imprenditoriale in questi primi nove mesi dell’anno è un segnale davvero importante”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Le 42mila imprese in più riportano le lancette della natimortalità ai ritmi del 2007 e rappresentano il miglior risultato dal 2012. Ora più che mai occorre aiutare gli imprenditori a crescere ed essere competitivi, puntando sull’innovazione, la digitalizzazione, la semplificazione amministrativa”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Anche nel 2016 le digital skill si confermano un valore aggiunto per la domanda di lavoro delle imprese ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3209C160S123/anche-nel-2016-le-digital-skill-si-confermano-un-valore-aggiunto--per-la-domanda-di-lavoro-delle-imprese.htm Fri, 14 Oct 2016 12:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3209C160S123/anche-nel-2016-le-digital-skill-si-confermano-un-valore-aggiunto--per-la-domanda-di-lavoro-delle-imprese.htm Unioncamere presente a Maker Faire Rome con le opportunità del web spiegate dai giovani di Crescere in digitale

 

La metà dei laureati in architettura, in scienze politiche ed in economia che le imprese italiane intendono assumere nel corso del 2016 dovranno avere competenze digitali. Stessa richiesta per 4 laureati in lingue o in ingegneria su 10. E, tra i diplomati, la capacità di utilizzare Internet è ritenuta essenziale non solo per quanti hanno un titolo di scuola secondaria con indirizzo informatico, ma anche per un terzo dei diplomati con indirizzo amministrativo ed un quarto di quelli con indirizzo elettronico.


E’ quanto emerge dal Sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il ministero del Lavoro. E proprio con uno specifico focus sulle 91mila figure professionali con profilo e competenze digital che le imprese intendono assumere entro l’anno, Unioncamere è presente a Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dell’innovazione, che si svolge a Roma dal 14 al 16 ottobre 2016. 
Nello stand di Unioncamere, grazie a un maxi touchscreen, è possibile navigare anche tra i risultati dei progetti condotti con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, a partire dal Sistema informativo Excelsior, per arrivare fino a Crescere in digitale, passando per gli strumenti presenti sul portale Filo. Un’offerta di informazioni che parte dall’orientamento scolastico-formativo, cresce con quello professionale e si evolve per rispondere alle trasformazioni della domanda di lavoro delle imprese, sempre più attenta alle competenze che sanno combinare creatività e innovazione, tradizione e digitalizzazione. 


 

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Unioncamere presente a Maker Faire Rome con le opportunità del web spiegate dai giovani di Crescere in digitale

 

La metà dei laureati in architettura, in scienze politiche ed in economia che le imprese italiane intendono assumere nel corso del 2016 dovranno avere competenze digitali. Stessa richiesta per 4 laureati in lingue o in ingegneria su 10. E, tra i diplomati, la capacità di utilizzare Internet è ritenuta essenziale non solo per quanti hanno un titolo di scuola secondaria con indirizzo informatico, ma anche per un terzo dei diplomati con indirizzo amministrativo ed un quarto di quelli con indirizzo elettronico.


E’ quanto emerge dal Sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il ministero del Lavoro. E proprio con uno specifico focus sulle 91mila figure professionali con profilo e competenze digital che le imprese intendono assumere entro l’anno, Unioncamere è presente a Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dell’innovazione, che si svolge a Roma dal 14 al 16 ottobre 2016. 
Nello stand di Unioncamere, grazie a un maxi touchscreen, è possibile navigare anche tra i risultati dei progetti condotti con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, a partire dal Sistema informativo Excelsior, per arrivare fino a Crescere in digitale, passando per gli strumenti presenti sul portale Filo. Un’offerta di informazioni che parte dall’orientamento scolastico-formativo, cresce con quello professionale e si evolve per rispondere alle trasformazioni della domanda di lavoro delle imprese, sempre più attenta alle competenze che sanno combinare creatività e innovazione, tradizione e digitalizzazione. 


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: Superata la soglia dei 3mila contratti di rete attivati ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3207C160S123/imprese--superata-la-soglia-dei-3mila-contratti-di-rete-attivati.htm Fri, 07 Oct 2016 11:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3207C160S123/imprese--superata-la-soglia-dei-3mila-contratti-di-rete-attivati.htm Sono oltre 15mila le imprese che puntano a crescere collaborando. Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo le regioni a maggiore vocazione a fare rete. Sanità, utility e servizi professionali i settori più aperti. Tra le cooperative, la rete ha una marcia in più.

Contratti di rete ancora in crescita in Italia.  A settembre scorso questo modello di aggregazione tra imprese ha superato le 3mila esperienze, coinvolgendo oltre 15mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale, nessuna provincia esclusa. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (2.647), seguita da Toscana (1.544), Emilia-Romagna (1.509), Veneto (1.373) e Lazio (1.342). E’ quanto risulta dal monitoraggio di Unioncamere e InfoCamere sui contratti di rete depositati al Registro delle imprese alla data del 3 settembre scorso.
 

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Sono oltre 15mila le imprese che puntano a crescere collaborando. Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo le regioni a maggiore vocazione a fare rete. Sanità, utility e servizi professionali i settori più aperti. Tra le cooperative, la rete ha una marcia in più.

Contratti di rete ancora in crescita in Italia.  A settembre scorso questo modello di aggregazione tra imprese ha superato le 3mila esperienze, coinvolgendo oltre 15mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale, nessuna provincia esclusa. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (2.647), seguita da Toscana (1.544), Emilia-Romagna (1.509), Veneto (1.373) e Lazio (1.342). E’ quanto risulta dal monitoraggio di Unioncamere e InfoCamere sui contratti di rete depositati al Registro delle imprese alla data del 3 settembre scorso.
 

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<![CDATA[ Unioncamere: la riforma premi le Camere di commercio virtuose e tuteli i dipendenti ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3202C160S123/unioncamere--la-riforma-premi-le-camere-di-commercio-virtuose-e-tuteli-i-dipendenti.htm Mon, 03 Oct 2016 16:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3202C160S123/unioncamere--la-riforma-premi-le-camere-di-commercio-virtuose-e-tuteli-i-dipendenti.htm Strumenti di tutela del personale delle  Camere di commercio e delle aziende speciali; introduzione di elementi di premialita’ per i programmi virtuosi in particolare quelli attuati in partnership con le Regioni; eliminazione dell’obbligo dei versamenti derivanti dalle leggi “tagliaspese”, rimasti invariati nonostante il dimezzamento dei diritti camerali. Queste le principali richieste avanzate dall’Unioncamere alla commissione Attività Produttive della Camera che sta esaminando il decreto di riforma del sistema camerale. 


“La riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - può restituire alle Camere di commercio un ruolo e una prospettiva per il futuro. Conferma le Camere quali istituzioni di riferimento sul territorio per le aree vaste e nell’economia per le piccole e medie aziende, con funzioni anche molto innovative sul mercato del lavoro e sul digitale, ma può e, secondo noi deve, essere migliorata su alcuni punti”. 


Il presidente dell’Unioncamere ha chiesto dunque, nel corso dell’audizione, strumenti per gestire la riorganizzazione del personale sottolineando che “è il capitale umano la risorsa che ha consentito e consente di realizzare tutti i giorni un servizio importantissimo per le imprese e i territori. Va perciò salvaguardato, come peraltro previsto dalla legge delega”. Lo Bello ha riconosciuto come il testo sia “migliorato rispetto alle prime bozze, ma ancora non sufficiente”. Per il Presidente di Unioncamere, occorre, fra l’altro, intervenire per ripristinare la possibilità di aumentare del 20% il diritto annuale “almeno per i casi in cui serva cofinanziare programmi e progetti con le Regioni, negli ambiti dello sviluppo economico locale e dell’organizzazione dei servizi alle imprese e dei fondi comunitari.” Infine è necessario eliminare l’obbligo dei versamenti che le leggi taglia-spese impongono di versare  al bilancio dello Stato. “Il sistema camerale – ha ricordato Lo Bello - versa annualmente al bilancio dello Stato circa 40 milioni di euro l’anno, anche se il diritto annuale si è ridotto della metà”.

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Strumenti di tutela del personale delle  Camere di commercio e delle aziende speciali; introduzione di elementi di premialita’ per i programmi virtuosi in particolare quelli attuati in partnership con le Regioni; eliminazione dell’obbligo dei versamenti derivanti dalle leggi “tagliaspese”, rimasti invariati nonostante il dimezzamento dei diritti camerali. Queste le principali richieste avanzate dall’Unioncamere alla commissione Attività Produttive della Camera che sta esaminando il decreto di riforma del sistema camerale. 


“La riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - può restituire alle Camere di commercio un ruolo e una prospettiva per il futuro. Conferma le Camere quali istituzioni di riferimento sul territorio per le aree vaste e nell’economia per le piccole e medie aziende, con funzioni anche molto innovative sul mercato del lavoro e sul digitale, ma può e, secondo noi deve, essere migliorata su alcuni punti”. 


Il presidente dell’Unioncamere ha chiesto dunque, nel corso dell’audizione, strumenti per gestire la riorganizzazione del personale sottolineando che “è il capitale umano la risorsa che ha consentito e consente di realizzare tutti i giorni un servizio importantissimo per le imprese e i territori. Va perciò salvaguardato, come peraltro previsto dalla legge delega”. Lo Bello ha riconosciuto come il testo sia “migliorato rispetto alle prime bozze, ma ancora non sufficiente”. Per il Presidente di Unioncamere, occorre, fra l’altro, intervenire per ripristinare la possibilità di aumentare del 20% il diritto annuale “almeno per i casi in cui serva cofinanziare programmi e progetti con le Regioni, negli ambiti dello sviluppo economico locale e dell’organizzazione dei servizi alle imprese e dei fondi comunitari.” Infine è necessario eliminare l’obbligo dei versamenti che le leggi taglia-spese impongono di versare  al bilancio dello Stato. “Il sistema camerale – ha ricordato Lo Bello - versa annualmente al bilancio dello Stato circa 40 milioni di euro l’anno, anche se il diritto annuale si è ridotto della metà”.

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<![CDATA[ Acquisti pubblici: al via il tavolo permanente di confronto fra Consip, Unioncamere e le associazioni imprenditoriali ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3198C160S123/acquisti-pubblici--al-via-il-tavolo-permanente-di-confronto-fra-consip--unioncamere-e-le-associazioni-imprenditoriali-.htm Wed, 28 Sep 2016 15:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3198C160S123/acquisti-pubblici--al-via-il-tavolo-permanente-di-confronto-fra-consip--unioncamere-e-le-associazioni-imprenditoriali-.htm Garantire la più ampia partecipazione e coinvolgimento delle imprese, anche di piccola dimensione, nel mercato della domanda pubblica; definire ambiti e percorsi di innovazione su processi, prodotti e strumenti di acquisto per le amministrazioni pubbliche. Sono questi i principali obiettivi del "Supplier Board", il tavolo permanente di confronto avviato oggi a Roma da Consip, Unioncamere e le principali associazioni imprenditoriali: Alleanza delle Cooperative, Confindustria e R.ETE. Imprese Italia.


A guidare l'iniziativa c'è la profonda convinzione che un sistema efficiente di acquisti pubblici possa rappresentare un importante strumento di politica industriale per il Paese, agendo come leva sia sul lato della domanda che dell'offerta.


A tenere a battesimo la prima riunione del tavolo, che si incontrerà con cadenza trimestrale, sono stati i vertici di Consip - il presidente Luigi Ferrara e l'Amministratore delegato, Luigi Marroni – il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia insieme al presidente di Piccola Industria, Alberto Baban, il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello e il presidente di CNA e R.ETE. Imprese Italia, Daniele Vaccarino. Per l’Alleanza delle cooperative erano presenti Olga Pegoraro (Presidente AGCI Produzione e Lavoro), Massimo Stronati (Presidente Federlavoro e Servizi di Confcooperative), Fabrizio Bolzoni (Presidente Legacoop Servizi).


Nel corso dell'incontro sono stati definiti i temi di dibattito, sui quali è stato avviato un primo confronto, che sarà sviluppato nelle successive riunioni del Board e nei gruppi di lavoro operativi in via di costituzione, tra cui: possibili evoluzioni della normativa per facilitare la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici; soluzioni innovative di prodotto e/o processo per contribuire alla digitalizzazione di imprese e amministrazioni; iniziative in grado di modificare - attraverso un’azione su domanda e offerta - i comportamenti di acquisto delle amministrazioni, creando nuove opportunità per le imprese e/o fornendo uno sbocco per beni e servizi innovativi; modelli di intervento e modalità operative per favorire l’aggregazione delle imprese nella partecipazione alle gare pubbliche.


Al termine dell’incontro tutti i partecipanti hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa, auspicando una più stretta, proficua e continuativa collaborazione.

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Garantire la più ampia partecipazione e coinvolgimento delle imprese, anche di piccola dimensione, nel mercato della domanda pubblica; definire ambiti e percorsi di innovazione su processi, prodotti e strumenti di acquisto per le amministrazioni pubbliche. Sono questi i principali obiettivi del "Supplier Board", il tavolo permanente di confronto avviato oggi a Roma da Consip, Unioncamere e le principali associazioni imprenditoriali: Alleanza delle Cooperative, Confindustria e R.ETE. Imprese Italia.


A guidare l'iniziativa c'è la profonda convinzione che un sistema efficiente di acquisti pubblici possa rappresentare un importante strumento di politica industriale per il Paese, agendo come leva sia sul lato della domanda che dell'offerta.


A tenere a battesimo la prima riunione del tavolo, che si incontrerà con cadenza trimestrale, sono stati i vertici di Consip - il presidente Luigi Ferrara e l'Amministratore delegato, Luigi Marroni – il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia insieme al presidente di Piccola Industria, Alberto Baban, il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello e il presidente di CNA e R.ETE. Imprese Italia, Daniele Vaccarino. Per l’Alleanza delle cooperative erano presenti Olga Pegoraro (Presidente AGCI Produzione e Lavoro), Massimo Stronati (Presidente Federlavoro e Servizi di Confcooperative), Fabrizio Bolzoni (Presidente Legacoop Servizi).


Nel corso dell'incontro sono stati definiti i temi di dibattito, sui quali è stato avviato un primo confronto, che sarà sviluppato nelle successive riunioni del Board e nei gruppi di lavoro operativi in via di costituzione, tra cui: possibili evoluzioni della normativa per facilitare la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici; soluzioni innovative di prodotto e/o processo per contribuire alla digitalizzazione di imprese e amministrazioni; iniziative in grado di modificare - attraverso un’azione su domanda e offerta - i comportamenti di acquisto delle amministrazioni, creando nuove opportunità per le imprese e/o fornendo uno sbocco per beni e servizi innovativi; modelli di intervento e modalità operative per favorire l’aggregazione delle imprese nella partecipazione alle gare pubbliche.


Al termine dell’incontro tutti i partecipanti hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa, auspicando una più stretta, proficua e continuativa collaborazione.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Mezzo milione di fatture elettroniche emesse con la piattaforma online delle Camere di commercio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3195C160S123/mezzo-milione-di-fatture-elettroniche-emesse-con-la-piattaforma-online-delle-camere-di-commercio.htm Mon, 26 Sep 2016 12:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3195C160S123/mezzo-milione-di-fatture-elettroniche-emesse-con-la-piattaforma-online-delle-camere-di-commercio.htm Oltre 500mila fatture elettroniche emesse e più di 65mila imprese utilizzatrici. E’ il bilancio – di successo – del servizio gratuito di fatturazione elettronica delle Camere di commercio. A distanza di un anno e mezzo dall’introduzione dell’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di ricevere fatture solo ed esclusivamente in formato elettronico, la piattaforma online messa a disposizione gratuitamente dal sistema camerale si conferma quindi strumento assai utile per molte piccole e medie imprese fornitrici della pubblica amministrazione.

 

Il servizio, nato da un accordo tra Unioncamere e Agenzia per l’Italia digitale, è realizzato da InfoCamere e accessibile all’indirizzo https://fattura-pa.infocamere.it. Esso consente alle Pmi registrate al portale di gestire senza alcun costo l’intero ciclo di vita delle fatture elettroniche (compilazione, spedizione, gestione e conservazione digitale a norma per dieci anni), fino a 24 fatture elettroniche l’anno. La piattaforma online è anche raggiungibile sia dai singoli siti delle Camere di commercio, sia dal punto unico di contatto previsto dalla direttiva Servizi europea www.impresainungiorno.gov.it.

 

L’elevato utilizzo del servizio FatturaPa ripaga degli sforzi compiuti dal sistema camerale per diffondere tra le piccole e medie imprese la fatturazione elettronica e favorire così anche un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali da parte dl sistema produttivo italiano”, commenta il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “La digitalizzazione, d’altro canto, è un percorso di modernizzazione del Paese nel quale le Camere di commercio credono con convinzione e al quale possono dare un contributo importante”.

 

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Oltre 500mila fatture elettroniche emesse e più di 65mila imprese utilizzatrici. E’ il bilancio – di successo – del servizio gratuito di fatturazione elettronica delle Camere di commercio. A distanza di un anno e mezzo dall’introduzione dell’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di ricevere fatture solo ed esclusivamente in formato elettronico, la piattaforma online messa a disposizione gratuitamente dal sistema camerale si conferma quindi strumento assai utile per molte piccole e medie imprese fornitrici della pubblica amministrazione.

 

Il servizio, nato da un accordo tra Unioncamere e Agenzia per l’Italia digitale, è realizzato da InfoCamere e accessibile all’indirizzo https://fattura-pa.infocamere.it. Esso consente alle Pmi registrate al portale di gestire senza alcun costo l’intero ciclo di vita delle fatture elettroniche (compilazione, spedizione, gestione e conservazione digitale a norma per dieci anni), fino a 24 fatture elettroniche l’anno. La piattaforma online è anche raggiungibile sia dai singoli siti delle Camere di commercio, sia dal punto unico di contatto previsto dalla direttiva Servizi europea www.impresainungiorno.gov.it.

 

L’elevato utilizzo del servizio FatturaPa ripaga degli sforzi compiuti dal sistema camerale per diffondere tra le piccole e medie imprese la fatturazione elettronica e favorire così anche un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali da parte dl sistema produttivo italiano”, commenta il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “La digitalizzazione, d’altro canto, è un percorso di modernizzazione del Paese nel quale le Camere di commercio credono con convinzione e al quale possono dare un contributo importante”.

 

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