Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Siglato Protocollo d'intesa tra la Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e Unioncamere ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4214C160S123/siglato-protocollo-d-intesa-tra-la-commissione-bicamerale-d-inchiesta-sul-ciclo-dei-rifiuti-e-unioncamere.htm Tue, 25 Jun 2019 15:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4214C160S123/siglato-protocollo-d-intesa-tra-la-commissione-bicamerale-d-inchiesta-sul-ciclo-dei-rifiuti-e-unioncamere.htm Scambio di informazioni sulle imprese e di dati ambientali, per favorire l’analisi e il contrasto dei fenomeni illeciti nel settore rifiuti. Sono questi gli obiettivi principali del protocollo d'intesa tra la Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e Unioncamere. Il protocollo è stato sottoscritto oggi dal presidente della Commissione Stefano Vignaroli e dal segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli presso Palazzo San Macuto.

Grazie al protocollo, per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali la Commissione potrà consultare le banche dati ambientali e quelle delle Camere di commercio. Nello specifico, la Commissione potrà avere accesso alla banca dati MUD e a quella dell’Albo nazionale gestori ambientali. La prima raccoglie copia del Modello unico di dichiarazione ambientale con il quale imprese ed enti comunicano la quantità di rifiuti prodotti, trasportati e gestiti, comprese le autorizzazioni ambientali che le Camere di commercio raccolgono annualmente e che mettono a disposizione della pubblica amministrazione. La seconda invece raccoglie tutte le ditte iscritte all’Albo perché operanti nella gestione dei rifiuti. La Commissione avrà inoltre accesso all’area di ricerca libera di altri registri ambientali e al Registro delle imprese. La consultazione delle banche dati avverrà sempre secondo criteri di riservatezza e sarà strettamente legata alle inchieste deliberate dalla Commissione.

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Scambio di informazioni sulle imprese e di dati ambientali, per favorire l’analisi e il contrasto dei fenomeni illeciti nel settore rifiuti. Sono questi gli obiettivi principali del protocollo d'intesa tra la Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e Unioncamere. Il protocollo è stato sottoscritto oggi dal presidente della Commissione Stefano Vignaroli e dal segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli presso Palazzo San Macuto.

Grazie al protocollo, per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali la Commissione potrà consultare le banche dati ambientali e quelle delle Camere di commercio. Nello specifico, la Commissione potrà avere accesso alla banca dati MUD e a quella dell’Albo nazionale gestori ambientali. La prima raccoglie copia del Modello unico di dichiarazione ambientale con il quale imprese ed enti comunicano la quantità di rifiuti prodotti, trasportati e gestiti, comprese le autorizzazioni ambientali che le Camere di commercio raccolgono annualmente e che mettono a disposizione della pubblica amministrazione. La seconda invece raccoglie tutte le ditte iscritte all’Albo perché operanti nella gestione dei rifiuti. La Commissione avrà inoltre accesso all’area di ricerca libera di altri registri ambientali e al Registro delle imprese. La consultazione delle banche dati avverrà sempre secondo criteri di riservatezza e sarà strettamente legata alle inchieste deliberate dalla Commissione.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Il sistema produttivo culturale e creativo del 2018 cresce rispetto all'anno precedente e sfiora i 96 miliardi di euro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4200C160S123/il-sistema-produttivo-culturale-e-creativo-del-2018-cresce-rispetto-all-anno-precedente-e-sfiora-i-96-miliardi-di-euro.htm Thu, 20 Jun 2019 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4200C160S123/il-sistema-produttivo-culturale-e-creativo-del-2018-cresce-rispetto-all-anno-precedente-e-sfiora-i-96-miliardi-di-euro.htm La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera quasi 96 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 265,4 miliardi, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,55 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Nel complesso, quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2018 ha prodotto un valore aggiunto del 2,9% (a prezzi correnti) superiore all’anno precedente. Gli occupati sono 1.55 milioni con una crescita dell’1,5%, superiore a quella del complesso dell’economia (+0,9%).

 

È quanto emerge dal Rapporto 2019 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, arrivato alla IX edizione, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche, presentato oggi a Roma, al MIBAC, dal presidente di Symbola, Ermete Realacci, dal Segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, con il coordinamento del Segretario generale di Symbola, Fabio Renzi.

 

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La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera quasi 96 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 265,4 miliardi, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,55 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Nel complesso, quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2018 ha prodotto un valore aggiunto del 2,9% (a prezzi correnti) superiore all’anno precedente. Gli occupati sono 1.55 milioni con una crescita dell’1,5%, superiore a quella del complesso dell’economia (+0,9%).

 

È quanto emerge dal Rapporto 2019 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, arrivato alla IX edizione, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche, presentato oggi a Roma, al MIBAC, dal presidente di Symbola, Ermete Realacci, dal Segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, con il coordinamento del Segretario generale di Symbola, Fabio Renzi.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Brennero: in arrivo limitazioni al traffico dei Tir. A rischio le esportazioni italiane ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4198C160S123/brennero--in-arrivo-limitazioni-al-traffico-dei-tir--a-rischio-le-esportazioni-italiane.htm Wed, 19 Jun 2019 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4198C160S123/brennero--in-arrivo-limitazioni-al-traffico-dei-tir--a-rischio-le-esportazioni-italiane.htm Sono in arrivo pesanti limitazioni al traffico delle merci italiane diretto verso l’Austria, la Germania e i Paesi del Nord Europa. Il 1° agosto, infatti, entreranno in vigore le nuove norme varate dal Governo del Tirolo per contenere la circolazione dei tir al Passo del Brennero. Il provvedimento mette a rischio una quota importante delle nostre esportazioni. Infatti, l’interscambio commerciale tra l’Italia e i Paesi del Corridoio Scandivano-Mediterraneo, di cui l’asse del Brennero è un segmento fondamentale, supera i 200miliardi di euro l’anno. Queste merci, nel 93% dei casi, vengono trasportate su strada, passando, appunto, per il valico alpino.

Di fronte a questa violazione del diritto comunitario sulla libera circolazione delle merci, il sistema delle Camere di commercio, su iniziativa delle Camere dell’Emilia Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto e con il supporto di Uniontrasporti, è sceso in campo, realizzando uno studio nel quale vengono presentate le forti criticità collegate all’iniziativa unilaterale del Land tirolese e avanzate una serie di controproposte.

 

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Sono in arrivo pesanti limitazioni al traffico delle merci italiane diretto verso l’Austria, la Germania e i Paesi del Nord Europa. Il 1° agosto, infatti, entreranno in vigore le nuove norme varate dal Governo del Tirolo per contenere la circolazione dei tir al Passo del Brennero. Il provvedimento mette a rischio una quota importante delle nostre esportazioni. Infatti, l’interscambio commerciale tra l’Italia e i Paesi del Corridoio Scandivano-Mediterraneo, di cui l’asse del Brennero è un segmento fondamentale, supera i 200miliardi di euro l’anno. Queste merci, nel 93% dei casi, vengono trasportate su strada, passando, appunto, per il valico alpino.

Di fronte a questa violazione del diritto comunitario sulla libera circolazione delle merci, il sistema delle Camere di commercio, su iniziativa delle Camere dell’Emilia Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto e con il supporto di Uniontrasporti, è sceso in campo, realizzando uno studio nel quale vengono presentate le forti criticità collegate all’iniziativa unilaterale del Land tirolese e avanzate una serie di controproposte.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Prezzi all'ingrosso, massimi storici per la carne di agnello Calo a maggio per carni suine e burro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4194C160S123/prezzi-all-ingrosso--massimi-storici-per-la-carne-di-agnello-calo-a-maggio-per-carni-suine-e-burro.htm Mon, 17 Jun 2019 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4194C160S123/prezzi-all-ingrosso--massimi-storici-per-la-carne-di-agnello-calo-a-maggio-per-carni-suine-e-burro.htm Nel comparto delle carni, dopo il robusto aumento di aprile, i prezzi delle carni suine hanno accusato una pesante battuta d’arresto a maggio. L’indice dei prezzi all’ingrosso elaborato da Unioncamere e BMTI ha registrato infatti una diminuzione del 7% su base mensile, confermandosi anche in calo rispetto al 2018 (-5,9%). Dopo il forte rincaro rilevato il mese precedente e grazie ad un mercato più in equilibrio, si è invece attenuata la crescita mensile dei prezzi delle carni di pollame (+3,1% per il pollo, +2,9% per il tacchino) e della carne di agnello (+1,9%). I prezzi attuali della carne di agnello sono ai massimi storici, con un aumento di oltre il 60% rispetto ad un anno fa. Nonostante il quarto mese consecutivo di stabilità (-0,3% rispetto ad aprile), anche i prezzi all’ingrosso delle carni bovine si mantengono più alti rispetto a dodici mesi fa (+7,1%).

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Nel comparto delle carni, dopo il robusto aumento di aprile, i prezzi delle carni suine hanno accusato una pesante battuta d’arresto a maggio. L’indice dei prezzi all’ingrosso elaborato da Unioncamere e BMTI ha registrato infatti una diminuzione del 7% su base mensile, confermandosi anche in calo rispetto al 2018 (-5,9%). Dopo il forte rincaro rilevato il mese precedente e grazie ad un mercato più in equilibrio, si è invece attenuata la crescita mensile dei prezzi delle carni di pollame (+3,1% per il pollo, +2,9% per il tacchino) e della carne di agnello (+1,9%). I prezzi attuali della carne di agnello sono ai massimi storici, con un aumento di oltre il 60% rispetto ad un anno fa. Nonostante il quarto mese consecutivo di stabilità (-0,3% rispetto ad aprile), anche i prezzi all’ingrosso delle carni bovine si mantengono più alti rispetto a dodici mesi fa (+7,1%).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Food: è boom di ristoranti, 30mila imprese in più negli ultimi otto anni (+27,4%) ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4192C160S123/food--e-boom-di-ristoranti--30mila-imprese-in-piu-negli-ultimi-otto-anni---27-4--.htm Sat, 15 Jun 2019 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4192C160S123/food--e-boom-di-ristoranti--30mila-imprese-in-piu-negli-ultimi-otto-anni---27-4--.htm Nel 2017 il giro d’affari delle società del settore ha toccato quota 11,6 miliardi di euro. Siracusa (+72%) guida lo sprint del Mezzogiorno: Sicilia +50%, Campania +40%
A Roma dal 2011 ogni giorno 1,3 aziende in più 

Più tempo trascorso dagli italiani fuori casa e grande successo per i programmi sulla cucina in TV. Potrebbero esserci  anche questi fra i motivi del “boom” della ristorazione che, da otto anni a questa parte, sta interessando il nostro Paese. Nel periodo analizzato il numero delle aziende di ristorazione iscritte alle Camere di commercio è cresciuto di quasi il 30% corrispondente ad una media annua del 3,4% con punte del 6,3% in Sicilia e del 5% in Campania. L’analisi  Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese italiane riguarda il periodo tra il 31 marzo 2011 e il 31 marzo 2019 e le imprese con attività nel settore della “ristorazione con somministrazione”.

Alla fine di marzo di quest’anno, rileva l’istituzione guidata da Carlo Sangalli,  le imprese del settore hanno raggiunto le 142.958 unità, ben 30.724 in più rispetto alla stessa data del 2011. I protagonisti di questo universo vanno dal piccolo ristorante a conduzione familiare alla grande impresa di respiro globale, passando per le ormai diffusissime reti di franchising della cucina. A riprova della grande articolazione del comparto, i dati certificano una suddivisione sostanzialmente paritaria delle aziende tra società di capitale (il 32,6% del totale del totale), società di persone (il 31,7%) e imprese individuali (il 34,4%). Un’impresa su quattro è guidata da donne, da ‘under 35’ e da stranieri (rispettivamente 11,9 e l’11,5% del totale).

Nel periodo analizzato, la crescita si è concentrata per due terzi nelle regioni del Centro-Sud. Delle oltre 30mila realtà in più rilevate a marzo 2019, il 37% è localizzato nel Mezzogiorno e un altro 28% in quelle del Centro, per un incremento esattamente pari al 66% di quello complessivo. La vivacità maggiore si registra in Sicilia, dove tra 2011 e 2019 si è registrata una crescita del 50% (2.847 imprese in più), Campania (+39,8% corrispondenti a 3.661 realtà in più) e Lazio (+37,3% equivalente a 4.743 operatori in più). La Lombardia, pur assente dai primi posti della classifica della crescita, è la regione italiana con il maggior numero di ristoranti (20.000)  e il saldo più elevato in valore assoluto (+4.777 imprese) negli otto anni considerati. 

A livello provinciale, leader è Siracusa dove, tra marzo 2011 e marzo 2019, si è registrata una crescita del 72% nel numero degli operatori, pari ad un ritmo del 9% in media all’anno. Con l’eccezione di Milano (al terzo posto con un aumento del 64% nel periodo) le prime cinque piazze della graduatoria sono occupate da altre province siciliane: Catania, Palermo e Trapani, tutte oltre la soglia del 50% di crescita negli otto anni. All’estremo opposto, due sole le province (Enna e Aosta) in cui la platea della ristorazione, nell’intervallo 2011-2019, si è ristretta.

Prendendo in esame le sole imprese costituite nella forma di società di capitali (per le quali vige l’obbligo di presentare il bilancio al Registro delle imprese delle Camere di commercio), la foto scattata alla fine di marzo di quest’anno restituisce il profilo di circa 21.400 realtà imprenditoriali della ristorazione italiana. Prese insieme, nell’anno 2017 (ultimo disponibile) queste imprese hanno realizzato un valore della produzione di poco superiore agli 11,7 miliardi di euro, corrispondente ad una media di circa 543mila euro per azienda.
Osservando questa torta dal punto di vista della tipologia di conduzione delle aziende, emerge come il 15,4% del giro d’affari complessivo fa riferimento ad imprese a guida femminile, il 7,5% a imprese guidate da persone non nate in Italia e il 6,7% a giovani con meno di 35 anni. 
 

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Nel 2017 il giro d’affari delle società del settore ha toccato quota 11,6 miliardi di euro. Siracusa (+72%) guida lo sprint del Mezzogiorno: Sicilia +50%, Campania +40%
A Roma dal 2011 ogni giorno 1,3 aziende in più 

Più tempo trascorso dagli italiani fuori casa e grande successo per i programmi sulla cucina in TV. Potrebbero esserci  anche questi fra i motivi del “boom” della ristorazione che, da otto anni a questa parte, sta interessando il nostro Paese. Nel periodo analizzato il numero delle aziende di ristorazione iscritte alle Camere di commercio è cresciuto di quasi il 30% corrispondente ad una media annua del 3,4% con punte del 6,3% in Sicilia e del 5% in Campania. L’analisi  Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese italiane riguarda il periodo tra il 31 marzo 2011 e il 31 marzo 2019 e le imprese con attività nel settore della “ristorazione con somministrazione”.

Alla fine di marzo di quest’anno, rileva l’istituzione guidata da Carlo Sangalli,  le imprese del settore hanno raggiunto le 142.958 unità, ben 30.724 in più rispetto alla stessa data del 2011. I protagonisti di questo universo vanno dal piccolo ristorante a conduzione familiare alla grande impresa di respiro globale, passando per le ormai diffusissime reti di franchising della cucina. A riprova della grande articolazione del comparto, i dati certificano una suddivisione sostanzialmente paritaria delle aziende tra società di capitale (il 32,6% del totale del totale), società di persone (il 31,7%) e imprese individuali (il 34,4%). Un’impresa su quattro è guidata da donne, da ‘under 35’ e da stranieri (rispettivamente 11,9 e l’11,5% del totale).

Nel periodo analizzato, la crescita si è concentrata per due terzi nelle regioni del Centro-Sud. Delle oltre 30mila realtà in più rilevate a marzo 2019, il 37% è localizzato nel Mezzogiorno e un altro 28% in quelle del Centro, per un incremento esattamente pari al 66% di quello complessivo. La vivacità maggiore si registra in Sicilia, dove tra 2011 e 2019 si è registrata una crescita del 50% (2.847 imprese in più), Campania (+39,8% corrispondenti a 3.661 realtà in più) e Lazio (+37,3% equivalente a 4.743 operatori in più). La Lombardia, pur assente dai primi posti della classifica della crescita, è la regione italiana con il maggior numero di ristoranti (20.000)  e il saldo più elevato in valore assoluto (+4.777 imprese) negli otto anni considerati. 

A livello provinciale, leader è Siracusa dove, tra marzo 2011 e marzo 2019, si è registrata una crescita del 72% nel numero degli operatori, pari ad un ritmo del 9% in media all’anno. Con l’eccezione di Milano (al terzo posto con un aumento del 64% nel periodo) le prime cinque piazze della graduatoria sono occupate da altre province siciliane: Catania, Palermo e Trapani, tutte oltre la soglia del 50% di crescita negli otto anni. All’estremo opposto, due sole le province (Enna e Aosta) in cui la platea della ristorazione, nell’intervallo 2011-2019, si è ristretta.

Prendendo in esame le sole imprese costituite nella forma di società di capitali (per le quali vige l’obbligo di presentare il bilancio al Registro delle imprese delle Camere di commercio), la foto scattata alla fine di marzo di quest’anno restituisce il profilo di circa 21.400 realtà imprenditoriali della ristorazione italiana. Prese insieme, nell’anno 2017 (ultimo disponibile) queste imprese hanno realizzato un valore della produzione di poco superiore agli 11,7 miliardi di euro, corrispondente ad una media di circa 543mila euro per azienda.
Osservando questa torta dal punto di vista della tipologia di conduzione delle aziende, emerge come il 15,4% del giro d’affari complessivo fa riferimento ad imprese a guida femminile, il 7,5% a imprese guidate da persone non nate in Italia e il 6,7% a giovani con meno di 35 anni. 
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Continua a crescere il turismo internazionale, ma premia solo alcune destinazioni e si concentra in pochi mesi. Un viaggio su 4 si acquista via web ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4189C160S123/continua-a-crescere-il-turismo-internazionale--ma-premia-solo-alcune-destinazioni-e-si-concentra-in-pochi-mesi--un-viaggio-su-4-si-acquista-via-web.htm Wed, 12 Jun 2019 12:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4189C160S123/continua-a-crescere-il-turismo-internazionale--ma-premia-solo-alcune-destinazioni-e-si-concentra-in-pochi-mesi--un-viaggio-su-4-si-acquista-via-web.htm Tra il 2017 e il 2018, l’Italia ha avuto una crescita del 3,2% delle presenze turistiche. Anche grazie a questo incremento, la spesa turistica è stata complessivamente di 84 miliardi di euro, dei quali il 45,3% si deve al turismo straniero. Tuttavia, l’aumento dei flussi turistici si è concentrato solo su alcune destinazioni e in pochi mesi, al punto che l’Italia, che pure vanta 5 milioni di posti letto, “vende” poco meno della metà dei posti disponibili. 
Queste alcune delle valutazioni e delle stime presentate da Unioncamere e Isnart, in occasione del convegno “Imprese>Turismo”, in corso oggi a Roma.

“Il turismo va riportato in alto tra le politiche nazionali, perché è uno straordinario volano per il rilancio del sistema-Paese con un forte potenziale di crescita”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, che ha ricordato come “le Camere di commercio negli ultimi due anni di lavoro abbiano investito 65 milioni di euro realizzando 220 azioni progettuali. Tra queste, l’avvio di un nuovo modello di osservazione economica sul turismo che, a partire dal Registro delle imprese, si avvale dell’intelligenza artificiale per aiutare le imprese nei loro sentieri di sviluppo. Anche per questo – prosegue Sangalli - stiamo aiutando gli imprenditori a parlare sempre di più il linguaggio 4.0 attraverso i Punti impresa digitale che abbiamo creato per diffondere  la conoscenza e l’adozione delle tecnologie avanzate. E stiamo lavorando per assistere le imprese anche sui temi della qualificazione e della commercializzazione dei prodotti turistici. Il marchio ‘Ospitalità italiana’ attraverso il nuovo lancio di un rating di qualità è uno degli strumenti che mettiamo a disposizione per meglio qualificare l’offerta turistica ”. “Si tratta di interventi – conclude - che fanno parte del piano strategico triennale che abbiamo messo a punto per dare concretezza alla nuova funzione in materia di promozione del turismo e valorizzazione dei beni culturali che la riforma del 2016 ha affidato al sistema camerale”.  

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Tra il 2017 e il 2018, l’Italia ha avuto una crescita del 3,2% delle presenze turistiche. Anche grazie a questo incremento, la spesa turistica è stata complessivamente di 84 miliardi di euro, dei quali il 45,3% si deve al turismo straniero. Tuttavia, l’aumento dei flussi turistici si è concentrato solo su alcune destinazioni e in pochi mesi, al punto che l’Italia, che pure vanta 5 milioni di posti letto, “vende” poco meno della metà dei posti disponibili. 
Queste alcune delle valutazioni e delle stime presentate da Unioncamere e Isnart, in occasione del convegno “Imprese>Turismo”, in corso oggi a Roma.

“Il turismo va riportato in alto tra le politiche nazionali, perché è uno straordinario volano per il rilancio del sistema-Paese con un forte potenziale di crescita”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, che ha ricordato come “le Camere di commercio negli ultimi due anni di lavoro abbiano investito 65 milioni di euro realizzando 220 azioni progettuali. Tra queste, l’avvio di un nuovo modello di osservazione economica sul turismo che, a partire dal Registro delle imprese, si avvale dell’intelligenza artificiale per aiutare le imprese nei loro sentieri di sviluppo. Anche per questo – prosegue Sangalli - stiamo aiutando gli imprenditori a parlare sempre di più il linguaggio 4.0 attraverso i Punti impresa digitale che abbiamo creato per diffondere  la conoscenza e l’adozione delle tecnologie avanzate. E stiamo lavorando per assistere le imprese anche sui temi della qualificazione e della commercializzazione dei prodotti turistici. Il marchio ‘Ospitalità italiana’ attraverso il nuovo lancio di un rating di qualità è uno degli strumenti che mettiamo a disposizione per meglio qualificare l’offerta turistica ”. “Si tratta di interventi – conclude - che fanno parte del piano strategico triennale che abbiamo messo a punto per dare concretezza alla nuova funzione in materia di promozione del turismo e valorizzazione dei beni culturali che la riforma del 2016 ha affidato al sistema camerale”.  

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior, in crescita le entrate previste: a giugno superano le 473mila ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4186C160S123/excelsior--in-crescita-le-entrate-previste--a-giugno-superano-le-473mila.htm Tue, 11 Jun 2019 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4186C160S123/excelsior--in-crescita-le-entrate-previste--a-giugno-superano-le-473mila.htm In un quadro economico caratterizzato da numerosi elementi di incertezza, soprattutto per i settori industriali maggiormente esposti sui mercati internazionali, gli operatori prevedono comunque l’attivazione di oltre 473,5 mila contratti di lavoro, registrando un aumento rispetto al mese di maggio di circa 44mila unità. A trainare la domanda di assunzioni sono la filiera turistica (+30% in un mese), grazie anche ai contratti stagionali da attivare per il periodo estivo, ed il commercio (+11,8%). Le entrate programmate da questi due settori superano le 190mila unità, che salgono a 427mila se si considera l’intero trimestre giugno-agosto.

Nel complesso, però, rispetto al mese di giugno dello scorso anno, la previsione delle entrate subisce una flessione di circa sette punti percentuali, quale risultante di un calo delle attivazioni di contratti sia nel settore dei servizi sia nei comparti industriali. Questi ultimi, in particolare, appaiono poco brillanti evidenziando flessioni negative delle entrate rispetto sia allo scorso maggio, sia a giugno del 2018 (-9,6% e -7,7% rispettivamente). Significativo in questo quadro il calo che si registra in alcuni dei principali settori export-oriented: in particolare per l’industria alimentare i contratti previsti sono 3.200 in meno di un anno fa, mentre in ottica congiunturale i settori della moda e la meccatronica registrano una previsione in diminuzione di circa 2.600 entrate tra maggio e giugno 2019.

Il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, segnala anche un’ulteriore crescita del numero di imprese che assumono, che si attestano nel mese di giugno ad oltre 243,7mila unità, valore massimo dell’intero periodo considerato (giugno 2018-giugno 2019). Oltre il 30% delle entrate previste in questo mese riguarderanno giovani fino a 29 anni; a livello settoriale tale incidenza assumerà importanza soprattutto nei comparti dell’informatica e telecomunicazioni (41% delle entrate), nel commercio (40%) e nei servizi avanzati alle imprese (40%), valori questi che sottolineano una consistente opportunità di inserimento lavorativo per i giovani.

Tra le professioni più richieste nel mese di giugno, considerando l’importanza della domanda del comparto turistico nel periodo in esame, non stupisce trovare la rilevante presenza degli addetti alla ristorazione che superano le 100mila attivazioni (215,8mila nel trimestre giugno-agosto).

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In un quadro economico caratterizzato da numerosi elementi di incertezza, soprattutto per i settori industriali maggiormente esposti sui mercati internazionali, gli operatori prevedono comunque l’attivazione di oltre 473,5 mila contratti di lavoro, registrando un aumento rispetto al mese di maggio di circa 44mila unità. A trainare la domanda di assunzioni sono la filiera turistica (+30% in un mese), grazie anche ai contratti stagionali da attivare per il periodo estivo, ed il commercio (+11,8%). Le entrate programmate da questi due settori superano le 190mila unità, che salgono a 427mila se si considera l’intero trimestre giugno-agosto.

Nel complesso, però, rispetto al mese di giugno dello scorso anno, la previsione delle entrate subisce una flessione di circa sette punti percentuali, quale risultante di un calo delle attivazioni di contratti sia nel settore dei servizi sia nei comparti industriali. Questi ultimi, in particolare, appaiono poco brillanti evidenziando flessioni negative delle entrate rispetto sia allo scorso maggio, sia a giugno del 2018 (-9,6% e -7,7% rispettivamente). Significativo in questo quadro il calo che si registra in alcuni dei principali settori export-oriented: in particolare per l’industria alimentare i contratti previsti sono 3.200 in meno di un anno fa, mentre in ottica congiunturale i settori della moda e la meccatronica registrano una previsione in diminuzione di circa 2.600 entrate tra maggio e giugno 2019.

Il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, segnala anche un’ulteriore crescita del numero di imprese che assumono, che si attestano nel mese di giugno ad oltre 243,7mila unità, valore massimo dell’intero periodo considerato (giugno 2018-giugno 2019). Oltre il 30% delle entrate previste in questo mese riguarderanno giovani fino a 29 anni; a livello settoriale tale incidenza assumerà importanza soprattutto nei comparti dell’informatica e telecomunicazioni (41% delle entrate), nel commercio (40%) e nei servizi avanzati alle imprese (40%), valori questi che sottolineano una consistente opportunità di inserimento lavorativo per i giovani.

Tra le professioni più richieste nel mese di giugno, considerando l’importanza della domanda del comparto turistico nel periodo in esame, non stupisce trovare la rilevante presenza degli addetti alla ristorazione che superano le 100mila attivazioni (215,8mila nel trimestre giugno-agosto).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Prezzi all'ingrosso: carni in forte aumento ad aprile ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4179C160S123/prezzi-all-ingrosso--carni-in-forte-aumento-ad-aprile.htm Mon, 03 Jun 2019 10:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4179C160S123/prezzi-all-ingrosso--carni-in-forte-aumento-ad-aprile.htm Prezzi all’ingrosso in aumento ad aprile nelle carni (+5% rispetto a marzo), per effetto dei forti rialzi registrati per le carni ovine, suine ed avicole. In particolare, l’aumento delle richieste tipico del periodo pre-pasquale ha impresso ad aprile un balzo ai prezzi della carne di agnello, cresciuti del +24,4% rispetto a marzo e, soprattutto, tornati ai massimi da aprile 2012. Anche l’incremento mensile registrato per le carni suine è stato marcato, pari ad un +16%, in un mercato che ha risentito dei contemporanei aumenti rilevati per i prezzi dei suini da macello. Tra le carni avicole, è proseguita la ripresa dei prezzi all’ingrosso della carne di pollo, in crescita del +16% rispetto a marzo, mentre meno accentuato è stata l’aumento per la carne di tacchino (+4,2%).

Sono alcuni dei dati che emergono dalla lettura dell’Indice mensile dei Prezzi all’ingrosso realizzato da Unioncamere e BMTI. Prezzi delle carni di agnello in forte rialzo anche rispetto allo scorso anno: il confronto tra la settimana precedente la Pasqua 2019 con quella precedente la Pasqua 2018 mostra infatti un +40%. L’ulteriore recupero registrato ad aprile per la carne di pollo ha invece sensibilmente ridotto il divario negativo rispetto a dodici mesi fa, passato dal -20,7% di marzo a -8,3% di aprile.

 

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Prezzi all’ingrosso in aumento ad aprile nelle carni (+5% rispetto a marzo), per effetto dei forti rialzi registrati per le carni ovine, suine ed avicole. In particolare, l’aumento delle richieste tipico del periodo pre-pasquale ha impresso ad aprile un balzo ai prezzi della carne di agnello, cresciuti del +24,4% rispetto a marzo e, soprattutto, tornati ai massimi da aprile 2012. Anche l’incremento mensile registrato per le carni suine è stato marcato, pari ad un +16%, in un mercato che ha risentito dei contemporanei aumenti rilevati per i prezzi dei suini da macello. Tra le carni avicole, è proseguita la ripresa dei prezzi all’ingrosso della carne di pollo, in crescita del +16% rispetto a marzo, mentre meno accentuato è stata l’aumento per la carne di tacchino (+4,2%).

Sono alcuni dei dati che emergono dalla lettura dell’Indice mensile dei Prezzi all’ingrosso realizzato da Unioncamere e BMTI. Prezzi delle carni di agnello in forte rialzo anche rispetto allo scorso anno: il confronto tra la settimana precedente la Pasqua 2019 con quella precedente la Pasqua 2018 mostra infatti un +40%. L’ulteriore recupero registrato ad aprile per la carne di pollo ha invece sensibilmente ridotto il divario negativo rispetto a dodici mesi fa, passato dal -20,7% di marzo a -8,3% di aprile.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Al Liceo "Nicola Pellati" di Nizza Monferrato (Asti) e all'Istituto di Istruzione superiore "Galilei-Di Palo" di Salerno la medaglia d'oro del Premio "Storie di alternanza" ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4175C160S123/al-liceo--nicola-pellati--di-nizza-monferrato--asti--e-all-istituto-di-istruzione-superiore--galilei-di-palo--di-salerno-la-medaglia-d-oro-del-premio--storie-di-alternanza-.htm Thu, 30 May 2019 11:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4175C160S123/al-liceo--nicola-pellati--di-nizza-monferrato--asti--e-all-istituto-di-istruzione-superiore--galilei-di-palo--di-salerno-la-medaglia-d-oro-del-premio--storie-di-alternanza-.htm Un rilevatore utile alle cure oncologiche, la robotica a supporto della disabilità giovanile, l’ambiente come driver di sviluppo o il TG da e per i più giovani. Queste alcune delle esperienze maturate durante i percorsi di alternanza scuola lavoro dai ragazzi dei licei e degli istituti tecnici giunti alla finale del Premio “Storie di alternanza”. Il riconoscimento, promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio, è diretto a valorizzare i percorsi di alternanza effettuati dai giovani attraverso i loro video-racconti, premiando, al tempo stesso, la qualità della formazione on the job.

 

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Un rilevatore utile alle cure oncologiche, la robotica a supporto della disabilità giovanile, l’ambiente come driver di sviluppo o il TG da e per i più giovani. Queste alcune delle esperienze maturate durante i percorsi di alternanza scuola lavoro dai ragazzi dei licei e degli istituti tecnici giunti alla finale del Premio “Storie di alternanza”. Il riconoscimento, promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio, è diretto a valorizzare i percorsi di alternanza effettuati dai giovani attraverso i loro video-racconti, premiando, al tempo stesso, la qualità della formazione on the job.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: migliora il grado di maturità digitale ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4169C160S123/imprese--migliora-il-grado-di-maturita-digitale.htm Fri, 24 May 2019 11:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4169C160S123/imprese--migliora-il-grado-di-maturita-digitale.htm  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più di 10mila test svolti su www.puntoimpresadigitale.camcom.it

Sale il livello di maturità digitale delle imprese che si sono rivolte alle Camere di commercio: meno “esordienti”, più “esperti” o “campioni” delle tecnologie 4.0. Ma la strada verso la digital transformation è ancora lunga. E’ quanto emerge dall’istantanea scattata da Unioncamere che ha messo a confronto i risultati del test di autovalutazione Selfi4.0 effettuato online dalle imprese tra il 2018 e il 2019 su www.puntoimpresadigitale.camcom.it, la rete dei Punti impresa digitale fisica e virtuale realizzata dal Sistema camerale per la diffusione e l’adozione degli strumenti di digitalizzazione avanzata.

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Più di 10mila test svolti su www.puntoimpresadigitale.camcom.it

Sale il livello di maturità digitale delle imprese che si sono rivolte alle Camere di commercio: meno “esordienti”, più “esperti” o “campioni” delle tecnologie 4.0. Ma la strada verso la digital transformation è ancora lunga. E’ quanto emerge dall’istantanea scattata da Unioncamere che ha messo a confronto i risultati del test di autovalutazione Selfi4.0 effettuato online dalle imprese tra il 2018 e il 2019 su www.puntoimpresadigitale.camcom.it, la rete dei Punti impresa digitale fisica e virtuale realizzata dal Sistema camerale per la diffusione e l’adozione degli strumenti di digitalizzazione avanzata.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: notai e Unioncamere per la semplificazione documentale nella pubblicità legale. Pubblicati i nuovi orientamenti ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4157C160S123/imprese--notai-e-unioncamere-per-la-semplificazione-documentale-nella-pubblicita-legale--pubblicati-i-nuovi-orientamenti.htm Wed, 15 May 2019 17:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4157C160S123/imprese--notai-e-unioncamere-per-la-semplificazione-documentale-nella-pubblicita-legale--pubblicati-i-nuovi-orientamenti.htm La commissione paritetica Unioncamere e Consiglio Nazionale del Notariato è stata istituita nel 2010 per garantire un funzionamento più efficiente della pubblicità legale di impresa.

Al tavolo tecnico di lavoro, costituito nel marzo 2011, è stato assegnato il compito di rendere meno complessi gli adempimenti a carico delle società e dei professionisti che le assistono in sede di iscrizione degli atti nel Registro delle imprese, e, in concreto, di esprimersi rispetto ad alcune procedure per le quali si avvertiva la necessità di un indirizzo comune.

I primi interventi di semplificazione della commissione paritetica Unioncamere-Consiglio Nazionale del Notariato avevano già provveduto nel settembre 2012 ad uniformare le procedure relative a: intestazione di partecipazione di s.r.l. a società fiduciaria, riduzione del capitale sociale nelle società di capitali e nelle società di persone, trasformazione di società di persone in ditta individuale e trasferimento di sede legale all’estero (e viceversa).

Nell’ultimo triennio la commissione si è occupata di analizzare alcune ulteriori situazioni critiche che in passato avevano incontrato prassi operative non uniformi da parte degli uffici camerali, provvedendo a definire le soluzioni che, tenuto conto anche delle varie posizioni interpretative e degli indirizzi giurisprudenziali, appaiono maggiormente condivise.
 

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La commissione paritetica Unioncamere e Consiglio Nazionale del Notariato è stata istituita nel 2010 per garantire un funzionamento più efficiente della pubblicità legale di impresa.

Al tavolo tecnico di lavoro, costituito nel marzo 2011, è stato assegnato il compito di rendere meno complessi gli adempimenti a carico delle società e dei professionisti che le assistono in sede di iscrizione degli atti nel Registro delle imprese, e, in concreto, di esprimersi rispetto ad alcune procedure per le quali si avvertiva la necessità di un indirizzo comune.

I primi interventi di semplificazione della commissione paritetica Unioncamere-Consiglio Nazionale del Notariato avevano già provveduto nel settembre 2012 ad uniformare le procedure relative a: intestazione di partecipazione di s.r.l. a società fiduciaria, riduzione del capitale sociale nelle società di capitali e nelle società di persone, trasformazione di società di persone in ditta individuale e trasferimento di sede legale all’estero (e viceversa).

Nell’ultimo triennio la commissione si è occupata di analizzare alcune ulteriori situazioni critiche che in passato avevano incontrato prassi operative non uniformi da parte degli uffici camerali, provvedendo a definire le soluzioni che, tenuto conto anche delle varie posizioni interpretative e degli indirizzi giurisprudenziali, appaiono maggiormente condivise.
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior: circa 430mila i contratti da attivare a maggio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4156C160S123/excelsior--circa-430mila-i-contratti-da-attivare-a-maggio.htm Mon, 13 May 2019 12:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4156C160S123/excelsior--circa-430mila-i-contratti-da-attivare-a-maggio.htm In ripresa le costruzioni, positivo il manifatturiero; dati in flessione al Sud

 

Sono circa 430mila le entrate programmate dalle imprese a maggio ed oltre 1,35 milioni osservando il trimestre maggio-luglio 2019. Nel mese in corso, oltre alla conferma di una crescita congiunturale dei contratti (+14mila rispetto ad aprile), più sostenuta nei comparti manifatturieri e nelle costruzioni, torna in positivo anche l’andamento tendenziale della domanda di lavoro (+4mila rispetto a maggio 2018). I segnali di ripresa mostrati nel primo trimestre del 2019 dal sistema produttivo italiano si riflettono anche sulle scelte delle imprese di accrescere, sia in chiave di breve che di medio periodo, i contratti attivabili nel mese di maggio. 


Come mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, l’industria evidenzia una crescita complessiva di contratti pari a circa 11mila attivazioni in più rispetto ai 12 mesi precedenti (+9,5% in termini percentuali), con incrementi positivi in tutti i comparti. Si confermano in questo ambito particolarmente attivi i settori più vocati all’export, come la meccatronica e la metallurgia (rispettivamente +10,6% e +12,4% le entrate previste in chiave tendenziale), insieme al Sistema Moda che mostra un incremento di oltre 1.300 posizioni rispetto a maggio del 2018. In crescita anche  le costruzioni, che evidenziano una previsione di entrate di oltre il 10% superiore rispetto all’analogo periodo del 2018. 


 

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In ripresa le costruzioni, positivo il manifatturiero; dati in flessione al Sud

 

Sono circa 430mila le entrate programmate dalle imprese a maggio ed oltre 1,35 milioni osservando il trimestre maggio-luglio 2019. Nel mese in corso, oltre alla conferma di una crescita congiunturale dei contratti (+14mila rispetto ad aprile), più sostenuta nei comparti manifatturieri e nelle costruzioni, torna in positivo anche l’andamento tendenziale della domanda di lavoro (+4mila rispetto a maggio 2018). I segnali di ripresa mostrati nel primo trimestre del 2019 dal sistema produttivo italiano si riflettono anche sulle scelte delle imprese di accrescere, sia in chiave di breve che di medio periodo, i contratti attivabili nel mese di maggio. 


Come mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, l’industria evidenzia una crescita complessiva di contratti pari a circa 11mila attivazioni in più rispetto ai 12 mesi precedenti (+9,5% in termini percentuali), con incrementi positivi in tutti i comparti. Si confermano in questo ambito particolarmente attivi i settori più vocati all’export, come la meccatronica e la metallurgia (rispettivamente +10,6% e +12,4% le entrate previste in chiave tendenziale), insieme al Sistema Moda che mostra un incremento di oltre 1.300 posizioni rispetto a maggio del 2018. In crescita anche  le costruzioni, che evidenziano una previsione di entrate di oltre il 10% superiore rispetto all’analogo periodo del 2018. 


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Editoria: sono 4mila i "custodi" dei libri Negli ultimi cinque anni scomparse 200 imprese ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4155C160S123/editoria--sono-4mila-i--custodi--dei-libri-negli-ultimi-cinque-anni-scomparse-200-imprese-.htm Fri, 10 May 2019 13:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4155C160S123/editoria--sono-4mila-i--custodi--dei-libri-negli-ultimi-cinque-anni-scomparse-200-imprese-.htm Non saranno le ormai proverbiali cinquanta sfumature di grigio ma, all’inizio del 2019, l’identikit dell’editoria italiana si presenta con più di una sfaccettatura. Secondo un’elaborazione Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, tra il 2014 e nei primi tre mesi del 2019 le imprese italiane che operano nel settore dell’edizione di libri sono diminuite del 4,8%, passando da 4.179 a 3.980 unità.  A questa contrazione nel numero degli operatori ha fatto però eco una crescita del 5,3% nel numero degli addetti, passati nello stesso arco di tempo da 7.732 a 8.144 unità, corrispondenti a una media di 6 addetti per impresa.

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Non saranno le ormai proverbiali cinquanta sfumature di grigio ma, all’inizio del 2019, l’identikit dell’editoria italiana si presenta con più di una sfaccettatura. Secondo un’elaborazione Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, tra il 2014 e nei primi tre mesi del 2019 le imprese italiane che operano nel settore dell’edizione di libri sono diminuite del 4,8%, passando da 4.179 a 3.980 unità.  A questa contrazione nel numero degli operatori ha fatto però eco una crescita del 5,3% nel numero degli addetti, passati nello stesso arco di tempo da 7.732 a 8.144 unità, corrispondenti a una media di 6 addetti per impresa.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere al ForumPa 2019 con il Portale Ateco e il Cruscotto di #SISPRINT ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4153C160S123/unioncamere-al-forumpa-2019-con-il-portale-ateco-e-il-cruscotto-di--sisprint.htm Fri, 10 May 2019 09:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4153C160S123/unioncamere-al-forumpa-2019-con-il-portale-ateco-e-il-cruscotto-di--sisprint.htm Come semplificare l’avvio di una impresa e agevolare l’attività di programmazione degli interventi di sviluppo messi in campo dalle amministrazioni locali, dotandole di strumenti di informazione economica e statistica aggiornati e puntuali. Il tutto avvalendosi (anche) del digitale.

Ruota intorno a questi due temi la presenza di Unioncamere al Forum Pa 2019, in due workshop in programma il 14 e il 16 maggio.

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Come semplificare l’avvio di una impresa e agevolare l’attività di programmazione degli interventi di sviluppo messi in campo dalle amministrazioni locali, dotandole di strumenti di informazione economica e statistica aggiornati e puntuali. Il tutto avvalendosi (anche) del digitale.

Ruota intorno a questi due temi la presenza di Unioncamere al Forum Pa 2019, in due workshop in programma il 14 e il 16 maggio.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Le imprese femminili generano più consumi ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4149C160S123/le-imprese-femminili-generano-piu-consumi.htm Wed, 08 May 2019 13:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4149C160S123/le-imprese-femminili-generano-piu-consumi.htm Le imprese femminili in Italia ad oggi sono 1,3 milioni, in aumento del 2,7% rispetto a 5 anni fa. Questo “motore rosa” genera occupazione per oltre 3 milioni di addetti. Le aziende guidate da donne “vivono” meno anni rispetto a quelle maschili. E’ esattamente il contrario di ciò che accade in demografia, dove le donne hanno una speranza di vita di ben 4,5 anni superiore a quella degli uomini. Tra le imprese femminili, quelle definite giovanili, under 35, incidono di più rispetto alle maschili (12,4% contro 8,6% per il totale economia). Il 47% delle donne che fanno impresa nel terziario sono spinte dal desiderio di valorizzare le proprie competenze e puntano al successo personale più che economico contro il 38% degli uomini. Il 14% delle imprenditrici soffre la conciliazione lavoro e famiglia e il 55% investe nella relazione con i clienti. Il 52% delle donne a capo di un’impresa ha a cuore il benessere dei dipendenti. Le donne che diventano imprenditrici hanno un effetto moltiplicativo sui consumi più degli uomini che diventano imprenditori: 2,2 volte rispetto a 2,1. Inoltre se le potenziali imprenditrici diventassero effettive genererebbero 1 miliardo in più di consumi rispetto all’analogo caso per gli uomini.

Questi in sintesi i punti principali che emergono dall’analisi realizzata da Confcommercio e Unioncamere dal titolo “Donne imprenditrici in una economia e in una società che cambia”.

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Le imprese femminili in Italia ad oggi sono 1,3 milioni, in aumento del 2,7% rispetto a 5 anni fa. Questo “motore rosa” genera occupazione per oltre 3 milioni di addetti. Le aziende guidate da donne “vivono” meno anni rispetto a quelle maschili. E’ esattamente il contrario di ciò che accade in demografia, dove le donne hanno una speranza di vita di ben 4,5 anni superiore a quella degli uomini. Tra le imprese femminili, quelle definite giovanili, under 35, incidono di più rispetto alle maschili (12,4% contro 8,6% per il totale economia). Il 47% delle donne che fanno impresa nel terziario sono spinte dal desiderio di valorizzare le proprie competenze e puntano al successo personale più che economico contro il 38% degli uomini. Il 14% delle imprenditrici soffre la conciliazione lavoro e famiglia e il 55% investe nella relazione con i clienti. Il 52% delle donne a capo di un’impresa ha a cuore il benessere dei dipendenti. Le donne che diventano imprenditrici hanno un effetto moltiplicativo sui consumi più degli uomini che diventano imprenditori: 2,2 volte rispetto a 2,1. Inoltre se le potenziali imprenditrici diventassero effettive genererebbero 1 miliardo in più di consumi rispetto all’analogo caso per gli uomini.

Questi in sintesi i punti principali che emergono dall’analisi realizzata da Confcommercio e Unioncamere dal titolo “Donne imprenditrici in una economia e in una società che cambia”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: nel primo trimestre dell'anno -27mila individuali +14mila società di capitale ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4135C160S123/imprese--nel-primo-trimestre-dell-anno--27mila-individuali--14mila-societa-di-capitale.htm Fri, 26 Apr 2019 10:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4135C160S123/imprese--nel-primo-trimestre-dell-anno--27mila-individuali--14mila-societa-di-capitale.htm Comincia in salita il 2019 per l’Azienda-Italia. Nei primi tre mesi dell’anno il bilancio tra aperture e chiusure di imprese ha segnato un calo dello 0,4% rispetto a fine dicembre 2018 e corrispondente, in termini assoluti, a un saldo negativo di 21.659 imprese. A determinare il risultato in “rosso” è stato il soprattutto consistente balzo in avanti delle cessazioni (136.069 contro le 128.628 del 2018), solo in parte compensato da un moderato incremento delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del 2018 (114.410 contro 113.227).

E’ questa - in estrema sintesi - la dinamica che emerge dalla lettura dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel I° trimestre 2019, diffusi da Unioncamere - InfoCamere.  Tutti i dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it.

 

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Comincia in salita il 2019 per l’Azienda-Italia. Nei primi tre mesi dell’anno il bilancio tra aperture e chiusure di imprese ha segnato un calo dello 0,4% rispetto a fine dicembre 2018 e corrispondente, in termini assoluti, a un saldo negativo di 21.659 imprese. A determinare il risultato in “rosso” è stato il soprattutto consistente balzo in avanti delle cessazioni (136.069 contro le 128.628 del 2018), solo in parte compensato da un moderato incremento delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del 2018 (114.410 contro 113.227).

E’ questa - in estrema sintesi - la dinamica che emerge dalla lettura dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel I° trimestre 2019, diffusi da Unioncamere - InfoCamere.  Tutti i dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ La vita media delle imprese italiane è 12 anni ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4129C160S123/la-vita-media-delle-imprese-italiane-e-12-anni.htm Thu, 18 Apr 2019 12:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4129C160S123/la-vita-media-delle-imprese-italiane-e-12-anni.htm Nelle Marche le aziende più longeve

Nelle Marche di solito arrivano ad età di liceo. Nel Lazio, invece, si fermano alla prima media. In Italia hanno una vita media di 12 primavere e sono quelle meno giovani a garantire la fetta più importante dell’occupazione. E’ la fotografia delle imprese italiane scattata da Unioncamere sulla base dei dati del Registro delle imprese, presentata nel corso dell’Assemblea dei Presidenti delle Camere di commercio italiane.

Dal lato dei settori produttivi, quanto a longevità l’agricoltura batte tutti: 16 anni tondi la durata delle imprese che operano in questo comparto, qualcosa in più della pur longeva industria in senso stretto (15,7 anni). Più breve l’aspettativa di vita delle aziende di costruzioni (12,5 anni) e, soprattutto, di quelle dei servizi (11,8), al cui interno “pesa” la minor durata media delle attività turistiche (9,2 anni).

A fine 2018, quasi 6 imprese su 10 risultano costituite prima del 2009. Questo universo di aziende longeve concentra il 70,2% degli addetti del settore privato. Poco più del 18% delle imprese oggi esistenti è nato invece tra il 2009 e il 2013 e raccoglie il 14,3% degli addetti. Circa una impresa su 4, infine, è stata costituita negli ultimi 5 anni e ha una quota di addetti pari al 15,4%.

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Nelle Marche le aziende più longeve

Nelle Marche di solito arrivano ad età di liceo. Nel Lazio, invece, si fermano alla prima media. In Italia hanno una vita media di 12 primavere e sono quelle meno giovani a garantire la fetta più importante dell’occupazione. E’ la fotografia delle imprese italiane scattata da Unioncamere sulla base dei dati del Registro delle imprese, presentata nel corso dell’Assemblea dei Presidenti delle Camere di commercio italiane.

Dal lato dei settori produttivi, quanto a longevità l’agricoltura batte tutti: 16 anni tondi la durata delle imprese che operano in questo comparto, qualcosa in più della pur longeva industria in senso stretto (15,7 anni). Più breve l’aspettativa di vita delle aziende di costruzioni (12,5 anni) e, soprattutto, di quelle dei servizi (11,8), al cui interno “pesa” la minor durata media delle attività turistiche (9,2 anni).

A fine 2018, quasi 6 imprese su 10 risultano costituite prima del 2009. Questo universo di aziende longeve concentra il 70,2% degli addetti del settore privato. Poco più del 18% delle imprese oggi esistenti è nato invece tra il 2009 e il 2013 e raccoglie il 14,3% degli addetti. Circa una impresa su 4, infine, è stata costituita negli ultimi 5 anni e ha una quota di addetti pari al 15,4%.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior: sono 415mila le opportunità di lavoro nelle imprese ad aprile ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4122C160S123/excelsior--sono-415mila-le-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-ad-aprile.htm Fri, 12 Apr 2019 11:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4122C160S123/excelsior--sono-415mila-le-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-ad-aprile.htm Nel mese di aprile sono circa 415mila le entrate programmate dalle imprese ed oltre 1,3 milioni se si osserva il trimestre aprile-giugno 2019. Si conferma ad aprile la tendenza a una crescita congiunturale dei contratti, in particolare nel comparto dei servizi turistici, incoraggiato nelle previsioni degli operatori dai numerosi “ponti” offerti dalle festività presenti nel mese. In chiave tendenziale si registra, però, una generale lieve flessione rispetto ad aprile del 2018, che testimonia una sostanziale tenuta di numerosi comparti produttivi che tuttavia non compensano i rilevanti cali di entrate evidenziati nel commercio e nei servizi alle famiglie.

Nonostante le incertezze sui mercati internazionali che condizionano le esportazioni del nostro made in Italy, pesando quindi sulle scelte occupazionali degli operatori in particolare del settore alimentare (tra aprile 2018 e aprile 2019: -6,1%), si registra una crescita complessiva delle entrate programmate nell’industria (+3,2% su base annua, pari a 3.550 contratti in più): sono le “industrie della moda”, insieme ai comparti della metallurgia e della meccatronica a caratterizzare il saldo positivo del settore. Male, invece, i servizi che evidenziano una flessione del 4,4% delle entrate programmate rispetto ad aprile 2018, trainati verso l’area negativa, come detto, dai circa 6,9mila contratti in meno previsti nel commercio. Queste ed altre indicazioni emergono dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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Nel mese di aprile sono circa 415mila le entrate programmate dalle imprese ed oltre 1,3 milioni se si osserva il trimestre aprile-giugno 2019. Si conferma ad aprile la tendenza a una crescita congiunturale dei contratti, in particolare nel comparto dei servizi turistici, incoraggiato nelle previsioni degli operatori dai numerosi “ponti” offerti dalle festività presenti nel mese. In chiave tendenziale si registra, però, una generale lieve flessione rispetto ad aprile del 2018, che testimonia una sostanziale tenuta di numerosi comparti produttivi che tuttavia non compensano i rilevanti cali di entrate evidenziati nel commercio e nei servizi alle famiglie.

Nonostante le incertezze sui mercati internazionali che condizionano le esportazioni del nostro made in Italy, pesando quindi sulle scelte occupazionali degli operatori in particolare del settore alimentare (tra aprile 2018 e aprile 2019: -6,1%), si registra una crescita complessiva delle entrate programmate nell’industria (+3,2% su base annua, pari a 3.550 contratti in più): sono le “industrie della moda”, insieme ai comparti della metallurgia e della meccatronica a caratterizzare il saldo positivo del settore. Male, invece, i servizi che evidenziano una flessione del 4,4% delle entrate programmate rispetto ad aprile 2018, trainati verso l’area negativa, come detto, dai circa 6,9mila contratti in meno previsti nel commercio. Queste ed altre indicazioni emergono dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Digitale: pronti 15,5 milioni di euro per le imprese ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4121C160S123/digitale--pronti-15-5-milioni-di-euro-per-le-imprese-.htm Tue, 09 Apr 2019 10:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4121C160S123/digitale--pronti-15-5-milioni-di-euro-per-le-imprese-.htm Al via domani il nuovo bando 4.0 delle Camere di commercio

In tre anni con i Pid stanziati voucher per 44 milioni 

Pronti 15,5 milioni di euro per la digitalizzazione delle imprese. Parte domani il nuovo bando nazionale per i voucher 4.0 lanciato dalle Camere di commercio per permettere alle aziende italiane di agganciare la quarta rivoluzione industriale. Per ciascuna impresa saranno messe a disposizione risorse fino a 10mila euro di valore che potranno essere utilizzate dagli imprenditori per acquistare servizi di consulenza, formazione e tecnologie in ambito 4.0.

Le aziende avranno tempo fino al 15 luglio di quest’anno per richiedere l’erogazione del voucher presso la propria Camera di riferimento oppure consultando il portale nazionale www.puntoimpresadigitale.camcom.it nella sezione voucher. Potranno beneficiare delle agevolazioni le singole micro, piccole e medie imprese e i gruppi da 3 a 20 imprese che presentano un progetto condiviso finalizzato all’introduzione delle tecnologie digitali abilitanti.

Attraverso i voucher le Camere di commercio offrono un sostegno concreto a favore della digitalizzazione delle imprese, soprattutto quelle di dimensioni più piccole che fanno più fatica a trovare le risorse per innovarsi”. E’ quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, secondo cui “con i Pid, in poco tempo, abbiamo facilitato oltre 41mila imprenditori ad adottare le tecnologie 4.0. In particolare attraverso i nostri servizi di assessment utilizzati già da circa 10mila imprese per misurare la propria maturità digitale e capacità di formazione. Servizi che hanno coinvolto oltre 28mila partecipanti per accompagnarli verso la digital transformation”.

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Al via domani il nuovo bando 4.0 delle Camere di commercio

In tre anni con i Pid stanziati voucher per 44 milioni 

Pronti 15,5 milioni di euro per la digitalizzazione delle imprese. Parte domani il nuovo bando nazionale per i voucher 4.0 lanciato dalle Camere di commercio per permettere alle aziende italiane di agganciare la quarta rivoluzione industriale. Per ciascuna impresa saranno messe a disposizione risorse fino a 10mila euro di valore che potranno essere utilizzate dagli imprenditori per acquistare servizi di consulenza, formazione e tecnologie in ambito 4.0.

Le aziende avranno tempo fino al 15 luglio di quest’anno per richiedere l’erogazione del voucher presso la propria Camera di riferimento oppure consultando il portale nazionale www.puntoimpresadigitale.camcom.it nella sezione voucher. Potranno beneficiare delle agevolazioni le singole micro, piccole e medie imprese e i gruppi da 3 a 20 imprese che presentano un progetto condiviso finalizzato all’introduzione delle tecnologie digitali abilitanti.

Attraverso i voucher le Camere di commercio offrono un sostegno concreto a favore della digitalizzazione delle imprese, soprattutto quelle di dimensioni più piccole che fanno più fatica a trovare le risorse per innovarsi”. E’ quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, secondo cui “con i Pid, in poco tempo, abbiamo facilitato oltre 41mila imprenditori ad adottare le tecnologie 4.0. In particolare attraverso i nostri servizi di assessment utilizzati già da circa 10mila imprese per misurare la propria maturità digitale e capacità di formazione. Servizi che hanno coinvolto oltre 28mila partecipanti per accompagnarli verso la digital transformation”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Immigrati: su 7.900 Comuni, solo 400 non hanno aziende guidate da imprenditori stranieri ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4117C160S123/immigrati--su-7-900-comuni--solo-400-non-hanno-aziende-guidate-da-imprenditori-stranieri.htm Thu, 04 Apr 2019 12:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4117C160S123/immigrati--su-7-900-comuni--solo-400-non-hanno-aziende-guidate-da-imprenditori-stranieri.htm Con oltre 600mila imprese, il 9,9% del totale, alla fine del 2018 l’imprenditoria straniera si conferma una componente strutturale del tessuto imprenditoriale italiano. Di queste, 470mila (l’80% circa) sono micro-imprese individuali.A confermare l’ampiezza di questo fenomeno i dati relativi agli insediamenti a livello comunale di attività economiche individuali guidate da persone immigrate, elaborati da Unioncamere-InfoCamere sulla base dei registri delle Camere di commercio.

Al 31 dicembre dello scorso anno, erano infatti solo 400 i Comuni italiani “senza almeno un’impresa individuale con titolare straniero. All’estremo opposto, nei restanti 7.500 Comuni sono poco più di 100 quelli in cui si possono contare almeno 500 attività economiche di immigrati: poco meno di 220mila imprese che rappresentano il 46% di tutto l’universo delle aziende individuali di immigrati.

 

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Con oltre 600mila imprese, il 9,9% del totale, alla fine del 2018 l’imprenditoria straniera si conferma una componente strutturale del tessuto imprenditoriale italiano. Di queste, 470mila (l’80% circa) sono micro-imprese individuali.A confermare l’ampiezza di questo fenomeno i dati relativi agli insediamenti a livello comunale di attività economiche individuali guidate da persone immigrate, elaborati da Unioncamere-InfoCamere sulla base dei registri delle Camere di commercio.

Al 31 dicembre dello scorso anno, erano infatti solo 400 i Comuni italiani “senza almeno un’impresa individuale con titolare straniero. All’estremo opposto, nei restanti 7.500 Comuni sono poco più di 100 quelli in cui si possono contare almeno 500 attività economiche di immigrati: poco meno di 220mila imprese che rappresentano il 46% di tutto l’universo delle aziende individuali di immigrati.

 

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