Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Imprese: una su dieci è 'under 35' ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3867C160S123/imprese--una-su-dieci-e--under-35--.htm Fri, 10 Aug 2018 11:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3867C160S123/imprese--una-su-dieci-e--under-35--.htm Ma quasi 1 su 3 delle nuove aperture si deve a giovani imprenditori

Una nuova impresa su 3 è guidata da un under 35. A fine giugno 2018, il Registro delle Camere di commercio conta 551.761 imprese giovanili. Tra aprile e giugno,  i giovani imprenditori dello Stivale hanno messo a segno un saldo di 18.659 unità in più tra aperture e chiusure di imprese, pari al 60% dell’intero saldo del periodo. Nel complesso, il peso dell’imprenditoria giovanile sul totale delle imprese è del 9,1% ma, se si guarda alle iscrizioni di nuove imprese, il ruolo dei giovani imprenditori appare determinante ad assicurare il ricambio della nostra base produttiva. Tra aprile e giugno, infatti, le imprese di under 35 hanno rappresentato il 30,8% di tutte le iscrizioni di nuove imprese ai registri camerali.

Tra i principali settori di attività, spiegano Unioncamere e InfoCamere, quelli in cui  la presenza di imprese giovanili è più elevata sono le attività dei servizi per edifici e paesaggio (pulizie e giardinaggio), dove gli under 35 hanno una quota del 14,6%,  le altre attività di servizi per la persona (tra cui lavanderie, parrucchieri, centri benessere) dove sono il 14,3% e le attività dei servizi di ristorazione (13,9%).

 

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Ma quasi 1 su 3 delle nuove aperture si deve a giovani imprenditori

Una nuova impresa su 3 è guidata da un under 35. A fine giugno 2018, il Registro delle Camere di commercio conta 551.761 imprese giovanili. Tra aprile e giugno,  i giovani imprenditori dello Stivale hanno messo a segno un saldo di 18.659 unità in più tra aperture e chiusure di imprese, pari al 60% dell’intero saldo del periodo. Nel complesso, il peso dell’imprenditoria giovanile sul totale delle imprese è del 9,1% ma, se si guarda alle iscrizioni di nuove imprese, il ruolo dei giovani imprenditori appare determinante ad assicurare il ricambio della nostra base produttiva. Tra aprile e giugno, infatti, le imprese di under 35 hanno rappresentato il 30,8% di tutte le iscrizioni di nuove imprese ai registri camerali.

Tra i principali settori di attività, spiegano Unioncamere e InfoCamere, quelli in cui  la presenza di imprese giovanili è più elevata sono le attività dei servizi per edifici e paesaggio (pulizie e giardinaggio), dove gli under 35 hanno una quota del 14,6%,  le altre attività di servizi per la persona (tra cui lavanderie, parrucchieri, centri benessere) dove sono il 14,3% e le attività dei servizi di ristorazione (13,9%).

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: fabbri e saldatori tra i più difficili da trovare ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3849C160S123/lavoro--fabbri-e-saldatori-tra-i-piu-difficili-da-trovare-.htm Wed, 08 Aug 2018 10:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3849C160S123/lavoro--fabbri-e-saldatori-tra-i-piu-difficili-da-trovare-.htm Ad agosto il mismatch mette a rischio 1 assunzione su 4  
A tempo determinato più della metà dei contratti previsti

Fabbri, saldatori, montatori, meccanici artigianali, operai di macchine per lavorazioni metalliche: sono queste alcune delle figure specializzate più difficili da reperire dalle aziende sul mercato ad agosto. Un mismatch che può mettere a rischio la produzione di importanti settori della manifattura made in Italy. Una difficoltà che si somma alla ormai persistente complessità di ricerca di profili professionali ad elevata specializzazione e tecnici ingegneristici e informatici oltre che di estetisti e, anche a causa della stagionalità, di addetti alla ristorazione. In tutti questi casi le imprese prevedono di trovare difficoltà di reperimento nettamente più elevate (con picchi anche largamente superiori al 40%) rispetto alla media che si attesta al 24% sulle 229mila entrate complessive previste per questo mese.  

E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra agosto e ottobre 2018.

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Ad agosto il mismatch mette a rischio 1 assunzione su 4  
A tempo determinato più della metà dei contratti previsti

Fabbri, saldatori, montatori, meccanici artigianali, operai di macchine per lavorazioni metalliche: sono queste alcune delle figure specializzate più difficili da reperire dalle aziende sul mercato ad agosto. Un mismatch che può mettere a rischio la produzione di importanti settori della manifattura made in Italy. Una difficoltà che si somma alla ormai persistente complessità di ricerca di profili professionali ad elevata specializzazione e tecnici ingegneristici e informatici oltre che di estetisti e, anche a causa della stagionalità, di addetti alla ristorazione. In tutti questi casi le imprese prevedono di trovare difficoltà di reperimento nettamente più elevate (con picchi anche largamente superiori al 40%) rispetto alla media che si attesta al 24% sulle 229mila entrate complessive previste per questo mese.  

E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra agosto e ottobre 2018.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese femminili: una su dieci è straniera ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3847C160S123/imprese-femminili--una-su-dieci-e-straniera.htm Mon, 06 Aug 2018 11:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3847C160S123/imprese-femminili--una-su-dieci-e-straniera.htm Un’impresa femminile su dieci parla straniero, una “lingua” sempre più diffusa nel panorama imprenditoriale italiano. Sono aumentate in un anno del +3,7% le attività di business guidate da donne immigrate che portano a quota 143mila il numero di queste imprese registrate a giugno 2018. La gran parte di queste iniziative ha meno di dieci anni di vita, dal 2010 in poi sono nate oltre 98mila aziende quasi il 70% del totale. Si tratta di una realtà imprenditoriale giovane anche per la maggiore presenza di under 35 che sono al comando del 19,4% delle imprese femminili straniere (contro l’11,9% delle imprese totali guidate da donne). A essere più intraprendenti sono soprattutto le cinesi, le rumene e le marocchine che insieme pesano il 41% sul tessuto imprenditoriale femminile straniero.

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata a giugno 2018 dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, secondo cui la componente straniera guidata da donne rappresenta il 10,7% delle quasi 1 milione 335mila imprese rosa in Italia.

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Un’impresa femminile su dieci parla straniero, una “lingua” sempre più diffusa nel panorama imprenditoriale italiano. Sono aumentate in un anno del +3,7% le attività di business guidate da donne immigrate che portano a quota 143mila il numero di queste imprese registrate a giugno 2018. La gran parte di queste iniziative ha meno di dieci anni di vita, dal 2010 in poi sono nate oltre 98mila aziende quasi il 70% del totale. Si tratta di una realtà imprenditoriale giovane anche per la maggiore presenza di under 35 che sono al comando del 19,4% delle imprese femminili straniere (contro l’11,9% delle imprese totali guidate da donne). A essere più intraprendenti sono soprattutto le cinesi, le rumene e le marocchine che insieme pesano il 41% sul tessuto imprenditoriale femminile straniero.

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata a giugno 2018 dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, secondo cui la componente straniera guidata da donne rappresenta il 10,7% delle quasi 1 milione 335mila imprese rosa in Italia.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: Unioncamere, 2 imprese su 3 utilizzano canali 'informali' per le assunzioni ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3840C160S123/lavoro--unioncamere--2-imprese-su-3-utilizzano-canali--informali--per-le-assunzioni.htm Wed, 01 Aug 2018 15:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3840C160S123/lavoro--unioncamere--2-imprese-su-3-utilizzano-canali--informali--per-le-assunzioni.htm  

Quasi 2 imprese su 3 ricercano il personale con canali “informali”, mentre solo il 2% utilizza i Centri per l’impiego.  Anche sul versante privato solo il 5% delle imprese fanno ricorso alle agenzie del lavoro, associazioni imprenditoriali e società di somministrazione.

E’ quanto fa rilevare l’Unioncamere, intervenuta in audizione presso la Commissione Lavoro del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego.

Eppure, allo stesso tempo le imprese segnalano difficoltà a reperire professionalità: nel 2017 più di 1 assunzione programmata su 5 rientrava tra quelle con difficoltà di reperimento.

E’ proprio il disallineamento fra la domanda e l’offerta di lavoro, aggiunge Unioncamere, una delle sfide principali che il nostro Paese deve affrontare. La domanda di lavoro è infatti  rapidamente cambiata e a questo non ha corrisposto un analogo cambiamento dell’offerta.

Il sistema delle Camere di commercio, ha detto il vice Presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, nel corso dell’audizione, “è da lungo tempo attivo sui temi relativi al mercato del lavoro con un impegno che si è ulteriormente sviluppato negli ultimi anni sui temi dell’orientamento, dell’alternanza scuola-lavoro e dell’incontro domanda-offerta di formazione e lavoro”.

Fra le proposte dell’Unioncamere, infine, di particolare importanza quella sul monitoraggio permanente del sistema imprenditoriale e l’analisi dei fabbisogni professionali e formativi.


Grazie alla tenuta dell’Anagrafe delle imprese e alla realizzazione del Sistema Informativo Excelsior in collaborazione con l’Anpal, infatti, le Camere possono offrire ai singoli Centri per l’impiego oltre che a tutti i soggetti attivi sul mercato del lavoro, informazioni puntuali sulle opportunità di lavoro dei rispettivi territori.


Unioncamere propone anche la costruzione di network locali di fiducia intorno alle Camere di commercio, azioni e iniziative per orientare le scelte formative e professionali dei giovani, la valorizzazione delle politiche e dei servizi di sostegno all’auto-impiego, una via italiana alla certificazione delle competenze a due livelli (centrale/territoriale).

 

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Quasi 2 imprese su 3 ricercano il personale con canali “informali”, mentre solo il 2% utilizza i Centri per l’impiego.  Anche sul versante privato solo il 5% delle imprese fanno ricorso alle agenzie del lavoro, associazioni imprenditoriali e società di somministrazione.

E’ quanto fa rilevare l’Unioncamere, intervenuta in audizione presso la Commissione Lavoro del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego.

Eppure, allo stesso tempo le imprese segnalano difficoltà a reperire professionalità: nel 2017 più di 1 assunzione programmata su 5 rientrava tra quelle con difficoltà di reperimento.

E’ proprio il disallineamento fra la domanda e l’offerta di lavoro, aggiunge Unioncamere, una delle sfide principali che il nostro Paese deve affrontare. La domanda di lavoro è infatti  rapidamente cambiata e a questo non ha corrisposto un analogo cambiamento dell’offerta.

Il sistema delle Camere di commercio, ha detto il vice Presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, nel corso dell’audizione, “è da lungo tempo attivo sui temi relativi al mercato del lavoro con un impegno che si è ulteriormente sviluppato negli ultimi anni sui temi dell’orientamento, dell’alternanza scuola-lavoro e dell’incontro domanda-offerta di formazione e lavoro”.

Fra le proposte dell’Unioncamere, infine, di particolare importanza quella sul monitoraggio permanente del sistema imprenditoriale e l’analisi dei fabbisogni professionali e formativi.


Grazie alla tenuta dell’Anagrafe delle imprese e alla realizzazione del Sistema Informativo Excelsior in collaborazione con l’Anpal, infatti, le Camere possono offrire ai singoli Centri per l’impiego oltre che a tutti i soggetti attivi sul mercato del lavoro, informazioni puntuali sulle opportunità di lavoro dei rispettivi territori.


Unioncamere propone anche la costruzione di network locali di fiducia intorno alle Camere di commercio, azioni e iniziative per orientare le scelte formative e professionali dei giovani, la valorizzazione delle politiche e dei servizi di sostegno all’auto-impiego, una via italiana alla certificazione delle competenze a due livelli (centrale/territoriale).

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: a luglio in aumento le imprese che assumono ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3835C160S123/lavoro--a-luglio-in-aumento-le-imprese-che-assumono.htm Fri, 27 Jul 2018 11:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3835C160S123/lavoro--a-luglio-in-aumento-le-imprese-che-assumono.htm Aumentano le imprese che assumono, +38mila rispetto a un anno fa. Quasi 227mila imprese dell’industria e dei servizi hanno previsto di fare assunzioni a luglio 2018, in crescita rispetto alle 189mila di un anno prima.

 

La quota di imprese che hanno programmato assunzioni sale al 16,7%, in deciso rialzo rispetto al 14% del luglio 2017. Nel terziario si registra il più intenso incremento della quota di aziende che richiede personale in ingresso: su base annua si passa dal 14,6% al 18,2% del totale, con un aumento massimo per la filiera del turismo (dal 18,6% al 23,1%). L’andamento è in discreta crescita anche nelle costruzioni (dall’11,1% al 13,2%), mentre nel manifatturiero si riscontra una sostanziale stabilità (+0,2 punti rispetto a luglio 2017).

E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra luglio e settembre 2018.

Con il segno “più” anche il numero dei contratti di lavoro programmati su base annua. Sono oltre 416mila le entrate previste a luglio 2018 rispetto alle quasi 375mila di un anno prima. Il tasso di entrata (che esprime il rapporto tra numero di entrate programmate e dipendenti delle imprese) si attesta al 3,5% (rispetto al 3,4% di luglio 2017), stazionario nell’industria e in crescita nei comparti dei servizi, in particolare in quelli alle persone (con quasi un punto in più su base annua).

 

1 ASSUNZIONE SU 4 È DI DIFFICILE REPERIMENTO

Quasi una ricerca di personale su quattro rischia di restare disattesa per le difficoltà di reperimento segnalate dalle imprese. Il mismatch riguarderà oltre il 24% dei 416mila contratti programmati per luglio, in aumento rispetto allo stesso mese del 2017, quando non raggiungeva il 21%.

 

FASHION, IL SETTORE AL TOP PER MISMATCH

A livello settoriale si segnala come ben quattro dei primi cinque settori che hanno mostrato particolari difficoltà di reperimento restano invariati rispetto a luglio dello scorso anno: le industrie del legno-mobilio e la metallurgia (sono difficili 41 entrate su 100 per entrambi i comparti, indicazioni in crescita rispetto al 2017), le industrie meccaniche e elettroniche (difficili 38 entrate su 100, indicazioni stabili rispetto al 2017) e l’ICT (difficili 34 entrate su 100, indicazioni in calo rispetto al 2017). Completa il ranking, in prima posizione, il comparto moda-calzature per il quale quasi un’entrata prevista su due nel mese di luglio è considerata di difficile reperimento (quasi il doppio rispetto allo stesso mese del 2017).

 

MECCANICO ARTIGIANALE, LA PROFESSIONE PIU' DIFFICILE DA RICERCARE

Tra le professioni a maggior richiesta, il mismatch più elevato si riscontra per i meccanici artigianali ovvero i riparatori e i manutentori di macchine fisse e mobili: il 48% dei quasi 10mila profili previsti in entrata è ritenuto di difficile reperimento. Si attesta poi intorno ad un terzo del totale delle entrate programmate la difficoltà di reperimento per i circa 23mila conduttori di veicoli a motore ed è di poco inferiore per i 14mila tecnici dei rapporti con i mercati.  

 

IL SUD IN TESTA PER I CONTRATTI DI LAVORO PREVISTI

È il Mezzogiorno l’area del Paese che esprime nel mese di luglio la maggior richiesta di lavoro: 127mila i contratti programmati, con la Campania in testa con oltre 34mila entrate previste. Seconda posizione per il Nord-Ovest (110mila), trainato dalla Lombardia, in cui il settore privato prevede di attivare quasi 73mila contratti di lavoro. Segue il Nord-Est (98mila le entrate previste), guidato dal Veneto con 37mila entrate. Al Centro, infine, il sistema imprenditoriale ha in programma di attivare oltre 80mila contratti di lavoro, il 46% dei quali (poco più di 37mila) proviene dal Lazio.
Per quanto concerne la quota di imprese che hanno previsto assunzioni, a luglio 2018 il quadro territoriale mostra un deciso aumento su base tendenziale per il Nord-Ovest (+3,8 punti rispetto al 2017, attestandosi al 17,4% del totale), per il Nord-Est (+3,2 punti sul 2017, raggiungendo il 18,7% del totale) e per il Centro (+2,9 punti rispetto al 2017, arrivando al 16,2% del totale). Più contenuto il progresso registrato per la quota di imprese che hanno programmato di assumere del Sud e Isole (+1,6 punti, il 15,1% del totale).
 

Il bollettino mensile Excelsior Informa (da oggi online su http://excelsior.unioncamere.net/), offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi con un orizzonte temporale anche trimestrale per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. Dallo scorso mese è possibile accedere, previa registrazione, al borsino delle professioni on line, la Dashboard Excelsior con dati disponibili non solo per settore economico singola provincia, ma anche per ciascuno degli oltre 500 Centri per l’impiego operanti sui territori.

Le informazioni sui flussi di entrate programmate dalle imprese riguardano le attivazioni di contratti di lavoro (a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa ed altri contratti non alle dipendenze) della durata di almeno un mese solare (pari ad almeno 20 giornate lavorative) per il mese/trimestre oggetto di indagine.

 

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Aumentano le imprese che assumono, +38mila rispetto a un anno fa. Quasi 227mila imprese dell’industria e dei servizi hanno previsto di fare assunzioni a luglio 2018, in crescita rispetto alle 189mila di un anno prima.

 

La quota di imprese che hanno programmato assunzioni sale al 16,7%, in deciso rialzo rispetto al 14% del luglio 2017. Nel terziario si registra il più intenso incremento della quota di aziende che richiede personale in ingresso: su base annua si passa dal 14,6% al 18,2% del totale, con un aumento massimo per la filiera del turismo (dal 18,6% al 23,1%). L’andamento è in discreta crescita anche nelle costruzioni (dall’11,1% al 13,2%), mentre nel manifatturiero si riscontra una sostanziale stabilità (+0,2 punti rispetto a luglio 2017).

E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra luglio e settembre 2018.

Con il segno “più” anche il numero dei contratti di lavoro programmati su base annua. Sono oltre 416mila le entrate previste a luglio 2018 rispetto alle quasi 375mila di un anno prima. Il tasso di entrata (che esprime il rapporto tra numero di entrate programmate e dipendenti delle imprese) si attesta al 3,5% (rispetto al 3,4% di luglio 2017), stazionario nell’industria e in crescita nei comparti dei servizi, in particolare in quelli alle persone (con quasi un punto in più su base annua).

 

1 ASSUNZIONE SU 4 È DI DIFFICILE REPERIMENTO

Quasi una ricerca di personale su quattro rischia di restare disattesa per le difficoltà di reperimento segnalate dalle imprese. Il mismatch riguarderà oltre il 24% dei 416mila contratti programmati per luglio, in aumento rispetto allo stesso mese del 2017, quando non raggiungeva il 21%.

 

FASHION, IL SETTORE AL TOP PER MISMATCH

A livello settoriale si segnala come ben quattro dei primi cinque settori che hanno mostrato particolari difficoltà di reperimento restano invariati rispetto a luglio dello scorso anno: le industrie del legno-mobilio e la metallurgia (sono difficili 41 entrate su 100 per entrambi i comparti, indicazioni in crescita rispetto al 2017), le industrie meccaniche e elettroniche (difficili 38 entrate su 100, indicazioni stabili rispetto al 2017) e l’ICT (difficili 34 entrate su 100, indicazioni in calo rispetto al 2017). Completa il ranking, in prima posizione, il comparto moda-calzature per il quale quasi un’entrata prevista su due nel mese di luglio è considerata di difficile reperimento (quasi il doppio rispetto allo stesso mese del 2017).

 

MECCANICO ARTIGIANALE, LA PROFESSIONE PIU' DIFFICILE DA RICERCARE

Tra le professioni a maggior richiesta, il mismatch più elevato si riscontra per i meccanici artigianali ovvero i riparatori e i manutentori di macchine fisse e mobili: il 48% dei quasi 10mila profili previsti in entrata è ritenuto di difficile reperimento. Si attesta poi intorno ad un terzo del totale delle entrate programmate la difficoltà di reperimento per i circa 23mila conduttori di veicoli a motore ed è di poco inferiore per i 14mila tecnici dei rapporti con i mercati.  

 

IL SUD IN TESTA PER I CONTRATTI DI LAVORO PREVISTI

È il Mezzogiorno l’area del Paese che esprime nel mese di luglio la maggior richiesta di lavoro: 127mila i contratti programmati, con la Campania in testa con oltre 34mila entrate previste. Seconda posizione per il Nord-Ovest (110mila), trainato dalla Lombardia, in cui il settore privato prevede di attivare quasi 73mila contratti di lavoro. Segue il Nord-Est (98mila le entrate previste), guidato dal Veneto con 37mila entrate. Al Centro, infine, il sistema imprenditoriale ha in programma di attivare oltre 80mila contratti di lavoro, il 46% dei quali (poco più di 37mila) proviene dal Lazio.
Per quanto concerne la quota di imprese che hanno previsto assunzioni, a luglio 2018 il quadro territoriale mostra un deciso aumento su base tendenziale per il Nord-Ovest (+3,8 punti rispetto al 2017, attestandosi al 17,4% del totale), per il Nord-Est (+3,2 punti sul 2017, raggiungendo il 18,7% del totale) e per il Centro (+2,9 punti rispetto al 2017, arrivando al 16,2% del totale). Più contenuto il progresso registrato per la quota di imprese che hanno programmato di assumere del Sud e Isole (+1,6 punti, il 15,1% del totale).
 

Il bollettino mensile Excelsior Informa (da oggi online su http://excelsior.unioncamere.net/), offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi con un orizzonte temporale anche trimestrale per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. Dallo scorso mese è possibile accedere, previa registrazione, al borsino delle professioni on line, la Dashboard Excelsior con dati disponibili non solo per settore economico singola provincia, ma anche per ciascuno degli oltre 500 Centri per l’impiego operanti sui territori.

Le informazioni sui flussi di entrate programmate dalle imprese riguardano le attivazioni di contratti di lavoro (a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa ed altri contratti non alle dipendenze) della durata di almeno un mese solare (pari ad almeno 20 giornate lavorative) per il mese/trimestre oggetto di indagine.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Marchionne: Camere di commercio, protagonista di assoluto rilievo ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3834C160S123/marchionne--camere-di-commercio--protagonista-di-assoluto-rilievo.htm Wed, 25 Jul 2018 15:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3834C160S123/marchionne--camere-di-commercio--protagonista-di-assoluto-rilievo.htm  

“Sergio Marchionne è stato, in questi anni, protagonista di assoluto rilievo dello scenario economico nazionale ed internazionale nel tempo della globalizzazione e della sua prima grande crisi” . Così si legge, oggi, nel comunicato di Unioncamere diffuso dopo la notizia della morte di Sergio Marchionne che è stato ricordato dal presidente Carlo Sangalli oggi a Roma  nel corso dell’Assemblea dell’Unione.

"La sua azione - prosegue il comunicato - si è misurata con la sfida della costruzione di un player globale dell'industria automobilistica e con le prospettive di radicali cambiamenti del sistema della mobilità. Alla famiglia ed al Gruppo FCA - conclude il comunicato - vanno le nostre condoglianze”.

 

 

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“Sergio Marchionne è stato, in questi anni, protagonista di assoluto rilievo dello scenario economico nazionale ed internazionale nel tempo della globalizzazione e della sua prima grande crisi” . Così si legge, oggi, nel comunicato di Unioncamere diffuso dopo la notizia della morte di Sergio Marchionne che è stato ricordato dal presidente Carlo Sangalli oggi a Roma  nel corso dell’Assemblea dell’Unione.

"La sua azione - prosegue il comunicato - si è misurata con la sfida della costruzione di un player globale dell'industria automobilistica e con le prospettive di radicali cambiamenti del sistema della mobilità. Alla famiglia ed al Gruppo FCA - conclude il comunicato - vanno le nostre condoglianze”.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: l'Assemblea elegge la squadra che affiancherà il presidente Sangalli nel prossimo triennio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3833C160S123/unioncamere--l-assemblea-elegge-la-squadra-che-affianchera-il-presidente-sangalli-nel-prossimo-triennio.htm Wed, 25 Jul 2018 13:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3833C160S123/unioncamere--l-assemblea-elegge-la-squadra-che-affianchera-il-presidente-sangalli-nel-prossimo-triennio.htm  

Si completa la squadra che guiderà Unioncamere nei prossimi tre anni. L’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio ha eletto oggi gli 8 Vice Presidenti che, insieme a Carlo Sangalli, comporranno l’Ufficio di vertice dell’Unione. Come vicario è stato designato Andrea Prete, Presidente della Camera di commercio di Salerno.


L’Ufficio di Presidenza di Unioncamere sarà quindi composto da:

 

•   Andrea Prete (vicario), presidente della CdC di Salerno;

•   Leonardo Bassilichi, presidente della CdC di Firenze;

•    Riccardo Breda, presidente della CdC della Maremma e del Tirreno;

•    Tommaso De Simone, presidente della CdC di Caserta;

•    Giorgio Mencaroni, presidente della CdC di Perugia;

•    Antonio Paoletti, presidente della CdC Venezia Giulia;

•    Mario Pozza, presidente della CdC di Treviso-Belluno;

•    Giuseppe Riello, presidente della CdC di Verona.


 “Completata la squadra di governo, ora possiamo lavorare per raccogliere la sfida di questa nuova fase costituente delle Camere di commercio volta ad intercettare le esigenze delle imprese e rispondere al meglio alle loro aspettative, così come stiamo già facendo sui temi centrali dello sviluppo che riguardano l’orientamento al lavoro, il digitale, l’ambiente, la cultura e il turismo”. E’ quanto ha dichiarato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, ringraziando i Vicepresidenti uscenti per il prezioso lavoro svolto. “Ma - ha aggiunto - possiamo fare ancora di più anche recuperando alcune competenze che il Sistema camerale ha tradizionalmente svolto fino a prima della recente riforma. Ad iniziare dal credito che resta una questione cruciale per la sopravvivenza e lo sviluppo delle imprese. Proprio per questo - ha concluso - vanno, però, anche superate alcune discontinuità logiche presenti nella riforma che costituiscono un ostacolo all’efficacia della nostra azione, a partire dalla valorizzazione del ruolo camerale e dalla questione delle risorse”.

 

 

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Si completa la squadra che guiderà Unioncamere nei prossimi tre anni. L’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio ha eletto oggi gli 8 Vice Presidenti che, insieme a Carlo Sangalli, comporranno l’Ufficio di vertice dell’Unione. Come vicario è stato designato Andrea Prete, Presidente della Camera di commercio di Salerno.


L’Ufficio di Presidenza di Unioncamere sarà quindi composto da:

 

•   Andrea Prete (vicario), presidente della CdC di Salerno;

•   Leonardo Bassilichi, presidente della CdC di Firenze;

•    Riccardo Breda, presidente della CdC della Maremma e del Tirreno;

•    Tommaso De Simone, presidente della CdC di Caserta;

•    Giorgio Mencaroni, presidente della CdC di Perugia;

•    Antonio Paoletti, presidente della CdC Venezia Giulia;

•    Mario Pozza, presidente della CdC di Treviso-Belluno;

•    Giuseppe Riello, presidente della CdC di Verona.


 “Completata la squadra di governo, ora possiamo lavorare per raccogliere la sfida di questa nuova fase costituente delle Camere di commercio volta ad intercettare le esigenze delle imprese e rispondere al meglio alle loro aspettative, così come stiamo già facendo sui temi centrali dello sviluppo che riguardano l’orientamento al lavoro, il digitale, l’ambiente, la cultura e il turismo”. E’ quanto ha dichiarato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, ringraziando i Vicepresidenti uscenti per il prezioso lavoro svolto. “Ma - ha aggiunto - possiamo fare ancora di più anche recuperando alcune competenze che il Sistema camerale ha tradizionalmente svolto fino a prima della recente riforma. Ad iniziare dal credito che resta una questione cruciale per la sopravvivenza e lo sviluppo delle imprese. Proprio per questo - ha concluso - vanno, però, anche superate alcune discontinuità logiche presenti nella riforma che costituiscono un ostacolo all’efficacia della nostra azione, a partire dalla valorizzazione del ruolo camerale e dalla questione delle risorse”.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: 31mila in più tra aprile e giugno ma aumentano le chiusure ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3832C160S123/imprese--31mila-in-piu-tra-aprile-e-giugno-ma-aumentano-le-chiusure.htm Tue, 24 Jul 2018 12:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3832C160S123/imprese--31mila-in-piu-tra-aprile-e-giugno-ma-aumentano-le-chiusure.htm
Più dinamici attività professionali, servizi alle imprese e turismo

In Italia, tra aprile e giugno, sono nate 1.000 imprese al giorno mentre 670 chiudevano i battenti. Alberghi e ristoranti, commercio e agricoltura i settori che sono cresciuti di più in valore assoluto nel trimestre. Attività professionali, servizi alle imprese, sanità e, di nuovo, il settore del turismo e dell’ospitalità quelli che hanno mostrato la dinamica più brillante in termini percentuali.


E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da Unioncamere-Infocamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre 2018. Anche se positivo, il dato del secondo trimestre di quest’anno segna un rallentamento rispetto al 2017. Il saldo attivo di 31.118 imprese è inferiore di quasi 5mila unità rispetto a un anno fa, quando la crescita fu pari a 35.803 unità, e riporta le lancette della natimortalità imprenditoriale al livello del 2012 (+31.565). Determinante, in questo trimestre, è stato l’andamento delle chiusure (4mila in più dello stesso periodo 2017), mentre le iscrizioni si sono mantenute in linea con quanto registrato lo scorso anno.


Del tutto simile (iscrizioni stabili, cessazioni in ripresa) la dinamica del saldo delle imprese artigiane. Le 2.411 imprese in più alla fine del II trimestre equivalgono ad una contrazione del saldo pari a circa un quarto rispetto allo stesso trimestre del 2017, quando fu di 3.166 unità.


“Nonostante le incertezze legate al rallentamento dell’economia - ha sottolineato il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli - gli italiani continuano a scegliere di fare impresa. Ma registriamo che un numero crescente di imprenditori è costretto a chiudere i battenti. Un'ampia diffusione del digitale all’interno dei processi aziendali come nel rapporto con la Pa è vitale per rendere le imprese più forti e competitive. Anche su questo tema – prosegue Sangalli - le Camere di commercio stanno dando un importante contributo attraverso la diffusione del linguaggio 4.0 nel tessuto produttivo e l’uso di piattaforme e servizi telematici che il sistema camerale mette a disposizione della collettività”.


IL BILANCIO DEI TERRITORI


Il saldo trimestrale fa registrare bilanci positivi in tutte le macro-ripartizioni. In particolare, il 38% dell’intero saldo (12.100 imprese su 31.811) è localizzato nel Centro-Sud (un terzo nella sola Campania: +4.071 unità, di cui 230 artigiane), e un altro 25% nelle regioni del Centro (7.968 imprese, 671 delle quali artigiane). In positivo anche i bilanci di tutte le 20 regioni italiane, con l’unica eccezione della componente artigiana in Veneto (dove alla fine del secondo trimestre si contano 48 imprese artigiane in meno), in Molise (-21), in Sicilia (-59) e in Sardegna (-2).


IL BILANCIO DEI SETTORI


Tutti i settori economici, tra aprile e giugno scorso, hanno chiuso il bilancio anagrafico in campo positivo. In termini assoluti, l’avanzamento più sensibile è stato quello delle attività di alloggio e ristorazione (5.299 imprese in più nel trimestre), seguite dal commercio (+5.064) e dall’agricoltura (+4.394). In termini relativi, invece, la crescita più accentuata si è registrata nelle attività dei servizi alle imprese e in quelle dei servizi professionali, tecnici e scientifici, cresciute dell’1,3% a fronte di una crescita meda dello 0,5%. Oltre la soglia dell’1% anche alberghi e ristoranti (+1,2%) e sanità e assistenza sociale (+1,1%).


Guardando al mondo artigiano, nel trimestre primaverile hanno fatto meglio le imprese dei servizi alla persona (956 imprese in più), delle costruzioni (+858) e dei servizi alle imprese (+662). In rosso le attività manifatturiere artigiane (270 in meno nel trimestre) e dei trasporti e magazzinaggio (-158).


Tutti i dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it/movimprese.

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Più dinamici attività professionali, servizi alle imprese e turismo

In Italia, tra aprile e giugno, sono nate 1.000 imprese al giorno mentre 670 chiudevano i battenti. Alberghi e ristoranti, commercio e agricoltura i settori che sono cresciuti di più in valore assoluto nel trimestre. Attività professionali, servizi alle imprese, sanità e, di nuovo, il settore del turismo e dell’ospitalità quelli che hanno mostrato la dinamica più brillante in termini percentuali.


E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da Unioncamere-Infocamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre 2018. Anche se positivo, il dato del secondo trimestre di quest’anno segna un rallentamento rispetto al 2017. Il saldo attivo di 31.118 imprese è inferiore di quasi 5mila unità rispetto a un anno fa, quando la crescita fu pari a 35.803 unità, e riporta le lancette della natimortalità imprenditoriale al livello del 2012 (+31.565). Determinante, in questo trimestre, è stato l’andamento delle chiusure (4mila in più dello stesso periodo 2017), mentre le iscrizioni si sono mantenute in linea con quanto registrato lo scorso anno.


Del tutto simile (iscrizioni stabili, cessazioni in ripresa) la dinamica del saldo delle imprese artigiane. Le 2.411 imprese in più alla fine del II trimestre equivalgono ad una contrazione del saldo pari a circa un quarto rispetto allo stesso trimestre del 2017, quando fu di 3.166 unità.


“Nonostante le incertezze legate al rallentamento dell’economia - ha sottolineato il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli - gli italiani continuano a scegliere di fare impresa. Ma registriamo che un numero crescente di imprenditori è costretto a chiudere i battenti. Un'ampia diffusione del digitale all’interno dei processi aziendali come nel rapporto con la Pa è vitale per rendere le imprese più forti e competitive. Anche su questo tema – prosegue Sangalli - le Camere di commercio stanno dando un importante contributo attraverso la diffusione del linguaggio 4.0 nel tessuto produttivo e l’uso di piattaforme e servizi telematici che il sistema camerale mette a disposizione della collettività”.


IL BILANCIO DEI TERRITORI


Il saldo trimestrale fa registrare bilanci positivi in tutte le macro-ripartizioni. In particolare, il 38% dell’intero saldo (12.100 imprese su 31.811) è localizzato nel Centro-Sud (un terzo nella sola Campania: +4.071 unità, di cui 230 artigiane), e un altro 25% nelle regioni del Centro (7.968 imprese, 671 delle quali artigiane). In positivo anche i bilanci di tutte le 20 regioni italiane, con l’unica eccezione della componente artigiana in Veneto (dove alla fine del secondo trimestre si contano 48 imprese artigiane in meno), in Molise (-21), in Sicilia (-59) e in Sardegna (-2).


IL BILANCIO DEI SETTORI


Tutti i settori economici, tra aprile e giugno scorso, hanno chiuso il bilancio anagrafico in campo positivo. In termini assoluti, l’avanzamento più sensibile è stato quello delle attività di alloggio e ristorazione (5.299 imprese in più nel trimestre), seguite dal commercio (+5.064) e dall’agricoltura (+4.394). In termini relativi, invece, la crescita più accentuata si è registrata nelle attività dei servizi alle imprese e in quelle dei servizi professionali, tecnici e scientifici, cresciute dell’1,3% a fronte di una crescita meda dello 0,5%. Oltre la soglia dell’1% anche alberghi e ristoranti (+1,2%) e sanità e assistenza sociale (+1,1%).


Guardando al mondo artigiano, nel trimestre primaverile hanno fatto meglio le imprese dei servizi alla persona (956 imprese in più), delle costruzioni (+858) e dei servizi alle imprese (+662). In rosso le attività manifatturiere artigiane (270 in meno nel trimestre) e dei trasporti e magazzinaggio (-158).


Tutti i dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it/movimprese.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Prezzi all'ingrosso: ancora rincari per il latte. Si fermano i ribassi per l'olio di oliva ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3830C160S123/prezzi-all-ingrosso--ancora-rincari-per-il-latte--si-fermano-i-ribassi-per-l-olio-di-oliva.htm Fri, 20 Jul 2018 12:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3830C160S123/prezzi-all-ingrosso--ancora-rincari-per-il-latte--si-fermano-i-ribassi-per-l-olio-di-oliva.htm Accelerano a giugno i prezzi del latte nel mercato italiano, a causa della minore disponibilità di prodotto, dovuta anche al calo della produzione fisiologico con la crescita delle temperature estive. Dopo il +5,7% messo a segno a maggio, l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di commercio, ha registrato per il latte spot un balzo del +19,4% rispetto al mese precedente. I valori attuali rimangono però più bassi rispetto allo scorso anno (-7,7%), complice il confronto con i prezzi elevati registrati nell’estate del 2017. Ai rincari sul fronte della materia prima si è continuata a contrapporre la stabilità per i formaggi, i cui listini all’ingrosso sono rimasti invariati su base mensile. Resta di segno “meno”, invece, la variazione anno su anno per i formaggi stagionati (-1,9%).

 

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Accelerano a giugno i prezzi del latte nel mercato italiano, a causa della minore disponibilità di prodotto, dovuta anche al calo della produzione fisiologico con la crescita delle temperature estive. Dopo il +5,7% messo a segno a maggio, l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di commercio, ha registrato per il latte spot un balzo del +19,4% rispetto al mese precedente. I valori attuali rimangono però più bassi rispetto allo scorso anno (-7,7%), complice il confronto con i prezzi elevati registrati nell’estate del 2017. Ai rincari sul fronte della materia prima si è continuata a contrapporre la stabilità per i formaggi, i cui listini all’ingrosso sono rimasti invariati su base mensile. Resta di segno “meno”, invece, la variazione anno su anno per i formaggi stagionati (-1,9%).

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Impresa: 1 su 10 è "Esperta digitale" A quota 1.000 i test di autovalutazione della maturità digitale delle imprese ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3826C160S123/impresa--1-su-10-e--esperta-digitale--a-quota-1-000-i-test-di-autovalutazione-della-maturita-digitale-delle-imprese-.htm Tue, 17 Jul 2018 11:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3826C160S123/impresa--1-su-10-e--esperta-digitale--a-quota-1-000-i-test-di-autovalutazione-della-maturita-digitale-delle-imprese-.htm L’8% delle imprese è già esperto delle tecnologie 4.0, mentre un altro 4% può fregiarsi del titolo di “campione digitale”. Ma per tanti altri imprenditori il cammino verso la digitalizzazione è ancora molto lungo. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere sulle 1.151 imprese che hanno effettuato il test di maturità digitale “SELFI 4.0”, lo strumento di autovalutazione messo a punto gratuitamente dalle Camere di commercio italiane.  

 

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L’8% delle imprese è già esperto delle tecnologie 4.0, mentre un altro 4% può fregiarsi del titolo di “campione digitale”. Ma per tanti altri imprenditori il cammino verso la digitalizzazione è ancora molto lungo. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere sulle 1.151 imprese che hanno effettuato il test di maturità digitale “SELFI 4.0”, lo strumento di autovalutazione messo a punto gratuitamente dalle Camere di commercio italiane.  

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ La coesione fa crescere le imprese e i territori: "Coesione è competizione" il rapporto di Symbola e Unioncamere ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3818C160S123/la-coesione-fa-crescere-le-imprese-e-i-territori---coesione-e-competizione--il-rapporto-di-symbola-e-unioncamere.htm Fri, 06 Jul 2018 11:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3818C160S123/la-coesione-fa-crescere-le-imprese-e-i-territori---coesione-e-competizione--il-rapporto-di-symbola-e-unioncamere.htm Il fatturato e l’occupazione aumentano rispettivamente nel  53% e nel 50% delle imprese coesive - attente a sostenibilità, diritti e rapporti con le comunità – mentre solo nel 36% e nel 28% in tutte le altre.
Le regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana prime per concentrazione di imprese coesive.

Più competitiva perché più giusta: questa è l’Italia di “Coesione è competizione”. Il verbo che unisce due concetti, ritenuti distanti se non antitetici, qui sancisce un legame sostanziale tra competitività economica, qualità dei prodotti, delle vite, dei territori, comunità. Una relazione che rappresenta la peculiare identità del Paese. Perché c’è un’Italia che resiste e sa essere innovativa, creativa, solidale, collaborativa, vocata alla qualità e alla bellezza. In poche parole resiliente, giusta e competitiva, nonostante la ripresa fatichi a decollare. È l’Italia della coesione, quella che vede le aziende camminare con le comunità, coinvolgere i cittadini e i consumatori, valorizzare e sostenere i lavoratori, relazionarsi alle energie dei territori. Proprio le imprese ‘coesive’ - quelle cioè che intrattengono relazioni strutturate con le altre imprese, le comunità, le istituzioni, i consumatori, il terzo settore, perciò caratterizzate da un elevato grado di networking - hanno una performance economica migliore. Le imprese ‘coesive’ hanno infatti registrato nel periodo 2017-2018 aumenti del fatturato nel 53% dei casi, mentre fra le “non coesive” tale quota si ferma al 36%. Dimostrando una migliore dinamicità anche sul fronte dell’occupazione: il 50% delle imprese coesive ha dichiarato assunzioni in questo periodo, contro il 28% delle altre. Un differenziale di ben 22 punti percentuali, particolarmente accentuato nelle piccole imprese.

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Il fatturato e l’occupazione aumentano rispettivamente nel  53% e nel 50% delle imprese coesive - attente a sostenibilità, diritti e rapporti con le comunità – mentre solo nel 36% e nel 28% in tutte le altre.
Le regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana prime per concentrazione di imprese coesive.

Più competitiva perché più giusta: questa è l’Italia di “Coesione è competizione”. Il verbo che unisce due concetti, ritenuti distanti se non antitetici, qui sancisce un legame sostanziale tra competitività economica, qualità dei prodotti, delle vite, dei territori, comunità. Una relazione che rappresenta la peculiare identità del Paese. Perché c’è un’Italia che resiste e sa essere innovativa, creativa, solidale, collaborativa, vocata alla qualità e alla bellezza. In poche parole resiliente, giusta e competitiva, nonostante la ripresa fatichi a decollare. È l’Italia della coesione, quella che vede le aziende camminare con le comunità, coinvolgere i cittadini e i consumatori, valorizzare e sostenere i lavoratori, relazionarsi alle energie dei territori. Proprio le imprese ‘coesive’ - quelle cioè che intrattengono relazioni strutturate con le altre imprese, le comunità, le istituzioni, i consumatori, il terzo settore, perciò caratterizzate da un elevato grado di networking - hanno una performance economica migliore. Le imprese ‘coesive’ hanno infatti registrato nel periodo 2017-2018 aumenti del fatturato nel 53% dei casi, mentre fra le “non coesive” tale quota si ferma al 36%. Dimostrando una migliore dinamicità anche sul fronte dell’occupazione: il 50% delle imprese coesive ha dichiarato assunzioni in questo periodo, contro il 28% delle altre. Un differenziale di ben 22 punti percentuali, particolarmente accentuato nelle piccole imprese.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Carlo Sangalli è il nuovo presidente di Unioncamere ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3815C160S123/carlo-sangalli-e-il-nuovo-presidente-di-unioncamere.htm Wed, 04 Jul 2018 13:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3815C160S123/carlo-sangalli-e-il-nuovo-presidente-di-unioncamere.htm Cambio della guardia al vertice di Unioncamere. Carlo Sangalli succede a Ivan Lo Bello, che ha guidato l’ente rappresentativo delle Camere di commercio italiane negli ultimi tre anni.

Sangalli, Presidente della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, è stato eletto dai presidenti delle Camere di Commercio italiane, riuniti a Roma in occasione dell’Assemblea di Unioncamere.

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Cambio della guardia al vertice di Unioncamere. Carlo Sangalli succede a Ivan Lo Bello, che ha guidato l’ente rappresentativo delle Camere di commercio italiane negli ultimi tre anni.

Sangalli, Presidente della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, è stato eletto dai presidenti delle Camere di Commercio italiane, riuniti a Roma in occasione dell’Assemblea di Unioncamere.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Street-food: 1.000 imprese in più in cinque anni (+60%) ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3813C160S123/street-food--1-000-imprese-in-piu-in-cinque-anni---60--.htm Fri, 29 Jun 2018 08:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3813C160S123/street-food--1-000-imprese-in-piu-in-cinque-anni---60--.htm Negli ultimi cinque anni, un giorno sì e un giorno no, è nata una impresa di street-food, la ristorazione ambulante che sta conquistando sempre nuovi sostenitori. L’esercito del catering su ruote, infatti, è passato dalle 1.717 attività del 2013 alle 2.729 attuali, con un incremento in termini assoluti di oltre mille unità. La fotografia del settore della ristorazione ambulante è stata scattata da Unioncamere – InfoCamere, sulla base dei dati ufficiali del Registro delle Imprese tra il 2013 e il 2018.

 

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Negli ultimi cinque anni, un giorno sì e un giorno no, è nata una impresa di street-food, la ristorazione ambulante che sta conquistando sempre nuovi sostenitori. L’esercito del catering su ruote, infatti, è passato dalle 1.717 attività del 2013 alle 2.729 attuali, con un incremento in termini assoluti di oltre mille unità. La fotografia del settore della ristorazione ambulante è stata scattata da Unioncamere – InfoCamere, sulla base dei dati ufficiali del Registro delle Imprese tra il 2013 e il 2018.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Camere di commercio: prima candelina per i Punti impresa digitale ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3811C160S123/camere-di-commercio--prima-candelina-per-i-punti-impresa-digitale-.htm Thu, 28 Jun 2018 10:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3811C160S123/camere-di-commercio--prima-candelina-per-i-punti-impresa-digitale-.htm 14 milioni di euro stanziati con i voucher, 70 i bandi pubblicati

14 milioni di euro stanziati attraverso voucher per le imprese; più di 70 bandi pubblicati ; 470 eventi di informazione con oltre 8.000 aziende partecipanti; 800 test di autovalutazione per scoprire la propria maturità digitale; 620 i dipendenti delle camere di commercio  formati sulla digitalizzazione: è il bilancio di un anno di vita dei Pid, i Punti impresa digitale realizzati dalle Camere di commercio all’interno del piano nazionale Impresa 4.0.  A dodici mesi esatti dall’avvio del progetto, questa rete può già contare su un numero complessivo di 88  Pid.  

 

 

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14 milioni di euro stanziati con i voucher, 70 i bandi pubblicati

14 milioni di euro stanziati attraverso voucher per le imprese; più di 70 bandi pubblicati ; 470 eventi di informazione con oltre 8.000 aziende partecipanti; 800 test di autovalutazione per scoprire la propria maturità digitale; 620 i dipendenti delle camere di commercio  formati sulla digitalizzazione: è il bilancio di un anno di vita dei Pid, i Punti impresa digitale realizzati dalle Camere di commercio all’interno del piano nazionale Impresa 4.0.  A dodici mesi esatti dall’avvio del progetto, questa rete può già contare su un numero complessivo di 88  Pid.  

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: circa 1,3 milioni di contratti entro agosto 242mila le imprese che assumono a giugno ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3806C160S123/lavoro--circa-1-3-milioni-di-contratti-entro-agosto-242mila-le-imprese-che-assumono-a-giugno.htm Tue, 26 Jun 2018 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3806C160S123/lavoro--circa-1-3-milioni-di-contratti-entro-agosto-242mila-le-imprese-che-assumono-a-giugno.htm Circa 1,3 milioni di rapporti di lavoro previsti dalle imprese tra giugno e agosto 2018, 510mila dei quali, pari al 40,4%, sono quelli in programma a giugno. La filiera turistica, con 130mila posti di lavoro da coprire entro fine mese, traina anche il trend crescente della quota di imprese che offriranno lavoro a giugno: il 27,8% degli operatori del settore esprime, infatti, la necessità di personale in ingresso (contro il 23,5% di maggio), contribuendo così a portare al 17,8% la quota delle imprese assumenti (contro il 16,2% a maggio).

E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra giugno e agosto 2018.

 

 

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Circa 1,3 milioni di rapporti di lavoro previsti dalle imprese tra giugno e agosto 2018, 510mila dei quali, pari al 40,4%, sono quelli in programma a giugno. La filiera turistica, con 130mila posti di lavoro da coprire entro fine mese, traina anche il trend crescente della quota di imprese che offriranno lavoro a giugno: il 27,8% degli operatori del settore esprime, infatti, la necessità di personale in ingresso (contro il 23,5% di maggio), contribuendo così a portare al 17,8% la quota delle imprese assumenti (contro il 16,2% a maggio).

E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra giugno e agosto 2018.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Riparte il Premio Storie di Alternanza: pubblicato il bando della seconda edizione ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3803C160S123/riparte-il-premio-storie-di-alternanza--pubblicato-il-bando-della-seconda-edizione.htm Fri, 22 Jun 2018 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3803C160S123/riparte-il-premio-storie-di-alternanza--pubblicato-il-bando-della-seconda-edizione.htm Ai blocchi di partenza la seconda edizione del Premio Storie di Alternanza, l’iniziativa promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane con l’obiettivo di valorizzare e dare visibilità ai racconti di progetti d’alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e dai tutor degli istituti scolastici italiani di secondo grado.

Con la pubblicazione del bando sul sito di Unioncamere (www.unioncamere.gov.it) si riaccendono infatti i motori del concorso che - stando ai numeri delle due sessioni dell’edizione 2017/2018 – ha destato grandissimo interesse tra studenti e scuole. Sono stati, infatti, oltre 8.000 i giovani che hanno partecipato alle due competizioni e circa 850 i video presentati.

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Ai blocchi di partenza la seconda edizione del Premio Storie di Alternanza, l’iniziativa promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane con l’obiettivo di valorizzare e dare visibilità ai racconti di progetti d’alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e dai tutor degli istituti scolastici italiani di secondo grado.

Con la pubblicazione del bando sul sito di Unioncamere (www.unioncamere.gov.it) si riaccendono infatti i motori del concorso che - stando ai numeri delle due sessioni dell’edizione 2017/2018 – ha destato grandissimo interesse tra studenti e scuole. Sono stati, infatti, oltre 8.000 i giovani che hanno partecipato alle due competizioni e circa 850 i video presentati.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Il sistema produttivo culturale e creativo italiano produce oltre 92 miliardi di valore aggiunto e ne muove 255,5: il 16,6 della ricchezza prodotta ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3799C160S123/il-sistema-produttivo-culturale-e-creativo-italiano-produce-oltre-92-miliardi-di-valore-aggiunto-e-ne-muove-255-5--il-16-6-della-ricchezza-prodotta.htm Thu, 21 Jun 2018 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3799C160S123/il-sistema-produttivo-culturale-e-creativo-italiano-produce-oltre-92-miliardi-di-valore-aggiunto-e-ne-muove-255-5--il-16-6-della-ricchezza-prodotta.htm CRESCE IL RUOLO DELLA CULTURA NELL’ECONOMIA ITALIANA: I DATI DI “IO SONO CULTURA” - IL RAPPORTO ANNUALE DI SYMBOLA E UNIONCAMERE – VIII EDIZIONE

NELLA CULTURA GLI OCCUPATI SONO 1.520.000 E CRESCONO PIU’ CHE NEL RESTO DELL’ECONOMIA ITALIANA (+1,6% RISPETTO AL +1,1%)

LAZIO E LOMBARDIA REGIONI CHE PRODUCONO PIU’ RICCHEZZA CON LA CULTURA. ROMA, MILANO, TORINO, SIENA, AREZZO, FIRENZE, ANCONA, AOSTA, BOLOGNA E MODENA NELLA TOP TEN DELLE PROVINCE
 

La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e no profit, genera più di 92 miliardi di euro e ‘attiva’ altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del valore aggiunto nazionale.

Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Nel complesso, quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2017 ha prodotto un valore aggiunto del 2,0% superiore. Gli occupati sono invece 1.520.000 con una crescita dell’1,6%, superiore a quella del complesso dell’economia (+1,1%).

E' quanto emerge dal Rapporto 2018 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche, presentato oggi a Roma alla presenza del ministro Alberto Bonisoli, dal segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, dal presidente di Symbola Ermete Realacci e dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello e con il coordinamento del segretario generale di Symbola Fabio Renzi.

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CRESCE IL RUOLO DELLA CULTURA NELL’ECONOMIA ITALIANA: I DATI DI “IO SONO CULTURA” - IL RAPPORTO ANNUALE DI SYMBOLA E UNIONCAMERE – VIII EDIZIONE

NELLA CULTURA GLI OCCUPATI SONO 1.520.000 E CRESCONO PIU’ CHE NEL RESTO DELL’ECONOMIA ITALIANA (+1,6% RISPETTO AL +1,1%)

LAZIO E LOMBARDIA REGIONI CHE PRODUCONO PIU’ RICCHEZZA CON LA CULTURA. ROMA, MILANO, TORINO, SIENA, AREZZO, FIRENZE, ANCONA, AOSTA, BOLOGNA E MODENA NELLA TOP TEN DELLE PROVINCE
 

La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e no profit, genera più di 92 miliardi di euro e ‘attiva’ altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del valore aggiunto nazionale.

Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Nel complesso, quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2017 ha prodotto un valore aggiunto del 2,0% superiore. Gli occupati sono invece 1.520.000 con una crescita dell’1,6%, superiore a quella del complesso dell’economia (+1,1%).

E' quanto emerge dal Rapporto 2018 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche, presentato oggi a Roma alla presenza del ministro Alberto Bonisoli, dal segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, dal presidente di Symbola Ermete Realacci e dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello e con il coordinamento del segretario generale di Symbola Fabio Renzi.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Prezzi all'ingrosso: aumenti per latte e burro. Giù le carni e l'olio di oliva, che rispetto allo scorso anno perde quasi il 30% ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3794C160S123/prezzi-all-ingrosso--aumenti-per-latte-e-burro--giu-le-carni-e-l-olio-di-oliva--che-rispetto-allo-scorso-anno-perde-quasi-il-30-.htm Mon, 18 Jun 2018 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3794C160S123/prezzi-all-ingrosso--aumenti-per-latte-e-burro--giu-le-carni-e-l-olio-di-oliva--che-rispetto-allo-scorso-anno-perde-quasi-il-30-.htm Prosegue la ripresa dei prezzi del latte nel mercato italiano, dopo i ribassi osservati nel primo trimestre dell’anno. A maggio l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di commercio, ha mostrato per il latte spot - il prodotto commercializzato al di fuori degli accordi interprofessionali tra produttori e industria - un rincaro del +5,7% su base mensile, confermando dunque i segnali positivi emersi ad aprile. Nonostante la ripresa, la tendenza dei prezzi del latte rimane deflattiva, con un calo dell’11,2% su base annua.

Tra i prodotti derivati del latte, robusto aumento rispetto ad aprile si è registrato per la panna (+15,2%), sostenuto dal buon andamento della domanda. Una congiuntura positiva che ha accentuato la crescita rispetto allo scorso anno, passata dal +11% di aprile al +17,4% di maggio. Aumenti all’ingrosso che non si sono osservati invece nel segmento dei formaggi, i cui prezzi si sono mantenuti sui livelli di aprile.

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Prosegue la ripresa dei prezzi del latte nel mercato italiano, dopo i ribassi osservati nel primo trimestre dell’anno. A maggio l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di commercio, ha mostrato per il latte spot - il prodotto commercializzato al di fuori degli accordi interprofessionali tra produttori e industria - un rincaro del +5,7% su base mensile, confermando dunque i segnali positivi emersi ad aprile. Nonostante la ripresa, la tendenza dei prezzi del latte rimane deflattiva, con un calo dell’11,2% su base annua.

Tra i prodotti derivati del latte, robusto aumento rispetto ad aprile si è registrato per la panna (+15,2%), sostenuto dal buon andamento della domanda. Una congiuntura positiva che ha accentuato la crescita rispetto allo scorso anno, passata dal +11% di aprile al +17,4% di maggio. Aumenti all’ingrosso che non si sono osservati invece nel segmento dei formaggi, i cui prezzi si sono mantenuti sui livelli di aprile.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Impresa 4.0: patto per la digitalizzazione delle cooperative. Siglata intesa Unioncamere-Alleanza delle cooperative italiane ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3788C160S123/impresa-4-0--patto-per-la-digitalizzazione-delle-cooperative--siglata-intesa-unioncamere-alleanza-delle-cooperative-italiane.htm Tue, 12 Jun 2018 11:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3788C160S123/impresa-4-0--patto-per-la-digitalizzazione-delle-cooperative--siglata-intesa-unioncamere-alleanza-delle-cooperative-italiane.htm Al via il patto per la digitalizzazione delle imprese cooperative. Unioncamere e Alleanza delle Cooperative Italiane hanno unito gli sforzi per favorire la trasformazione 4.0 del mondo cooperativo attraverso un’azione congiunta tra la rete dei Punti impresa digitale (Pid), realizzati dalle Camere di commercio, e le iniziative messe in campo dall’Associazione nell’ambito dei progetti di sistema COOP 4.0.

 

Rinforzare la sinergia dell’azione dei Punti Impresa Digitale (PID) e quella dell’Alleanza delle Cooperative Italiane; inserire nei servizi offerti dai PID specifici contenuti dedicati al mondo cooperativo realizzati in collaborazione con Alleanza delle Cooperative; supportare la veicolazione dei servizi rivolti alle Cooperative realizzati dall’Alleanza delle Cooperative Italiane nell’ambito dei suoi progetti di sistema “COOP 4.0" attraverso la rete dei PID;  facilitare la diffusione e l’interscambio delle esperienze e buone prassi condotte a livello territoriale. Sono questi gli obiettivi prioritari al centro dell’intesa triennale per supportare le imprese cooperative nel passaggio al digitale firmata oggi a Roma tra i presidenti dell’Unione delle Camere di commercio, Ivan Lo Bello, e dell’Alleanza delle Cooperative italiane, Maurizio Gardini per Confcooperative, Mauro Lusetti per Legacoop e Brenno Begani per Agci.

“Questa collaborazione segna l’avvio di un sistema di alleanze che Unioncamere sta stringendo con le associazioni di categoria - che fanno parte o si candidano a fare parte della rete dei Digital Innovation Hub-, per favorire l’attività di orientamento e di indirizzamento attraverso la rete dei Pid che stiamo costruendo per supportare il processo di digitalizzazione del nostro tessuto imprenditoriale nell’ambito del piano nazionale Industria 4.0”. È quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello.

 

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Al via il patto per la digitalizzazione delle imprese cooperative. Unioncamere e Alleanza delle Cooperative Italiane hanno unito gli sforzi per favorire la trasformazione 4.0 del mondo cooperativo attraverso un’azione congiunta tra la rete dei Punti impresa digitale (Pid), realizzati dalle Camere di commercio, e le iniziative messe in campo dall’Associazione nell’ambito dei progetti di sistema COOP 4.0.

 

Rinforzare la sinergia dell’azione dei Punti Impresa Digitale (PID) e quella dell’Alleanza delle Cooperative Italiane; inserire nei servizi offerti dai PID specifici contenuti dedicati al mondo cooperativo realizzati in collaborazione con Alleanza delle Cooperative; supportare la veicolazione dei servizi rivolti alle Cooperative realizzati dall’Alleanza delle Cooperative Italiane nell’ambito dei suoi progetti di sistema “COOP 4.0" attraverso la rete dei PID;  facilitare la diffusione e l’interscambio delle esperienze e buone prassi condotte a livello territoriale. Sono questi gli obiettivi prioritari al centro dell’intesa triennale per supportare le imprese cooperative nel passaggio al digitale firmata oggi a Roma tra i presidenti dell’Unione delle Camere di commercio, Ivan Lo Bello, e dell’Alleanza delle Cooperative italiane, Maurizio Gardini per Confcooperative, Mauro Lusetti per Legacoop e Brenno Begani per Agci.

“Questa collaborazione segna l’avvio di un sistema di alleanze che Unioncamere sta stringendo con le associazioni di categoria - che fanno parte o si candidano a fare parte della rete dei Digital Innovation Hub-, per favorire l’attività di orientamento e di indirizzamento attraverso la rete dei Pid che stiamo costruendo per supportare il processo di digitalizzazione del nostro tessuto imprenditoriale nell’ambito del piano nazionale Industria 4.0”. È quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Portare l'efficienza energetica in tutte le imprese italiane ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3779C160S123/portare-l-efficienza-energetica-in-tutte-le-imprese-italiane.htm Wed, 06 Jun 2018 13:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3779C160S123/portare-l-efficienza-energetica-in-tutte-le-imprese-italiane.htm Diffondere la cultura dell’efficienza energetica presso le imprese italiane e fornire strumenti conoscitivi, operativi, tecnici e finanziari necessari alla realizzazione di interventi mirati al contenimento dei consumi energetici, delle emissioni in atmosfera e della bolletta energetica.

E’ l’obiettivo dell’alleanza tra Unioncamere ed i principali operatori dell’efficienza energetica, in primis le Energy Service Company (Esco), per portare i benefici dell’efficienza energetica nelle imprese italiane.

Il percorso di sensibilizzazione nazionale sulle tematiche dell’efficienza energetica prenderà avvio con la realizzazione di Convegni, organizzati assieme al sistema camerale nelle varie regioni italiane, con il coinvolgimento delle realtà territoriali, per poi proseguire con iniziative di informazione e formazione specifica ai titolari delle piccole imprese e agli Energy Manager sui temi della gestione dell’energia e dell’opportunità di realizzare diagnosi energetiche e interventi.

 

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Diffondere la cultura dell’efficienza energetica presso le imprese italiane e fornire strumenti conoscitivi, operativi, tecnici e finanziari necessari alla realizzazione di interventi mirati al contenimento dei consumi energetici, delle emissioni in atmosfera e della bolletta energetica.

E’ l’obiettivo dell’alleanza tra Unioncamere ed i principali operatori dell’efficienza energetica, in primis le Energy Service Company (Esco), per portare i benefici dell’efficienza energetica nelle imprese italiane.

Il percorso di sensibilizzazione nazionale sulle tematiche dell’efficienza energetica prenderà avvio con la realizzazione di Convegni, organizzati assieme al sistema camerale nelle varie regioni italiane, con il coinvolgimento delle realtà territoriali, per poi proseguire con iniziative di informazione e formazione specifica ai titolari delle piccole imprese e agli Energy Manager sui temi della gestione dell’energia e dell’opportunità di realizzare diagnosi energetiche e interventi.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )