Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Camere di commercio: 1,7 milioni di pratiche sui Suap digitali ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4067C160S123/camere-di-commercio--1-7-milioni-di-pratiche-sui-suap-digitali.htm Thu, 21 Feb 2019 11:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4067C160S123/camere-di-commercio--1-7-milioni-di-pratiche-sui-suap-digitali.htm Adempimenti più facili per oltre 2,7 milioni di imprese con www.impresainungiorno.gov.it

Quasi 1,7milioni di pratiche amministrative completate interamente online dalle imprese per l’avvio e l’esercizio della propria attività. E’ il bilancio di otto anni di vita dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) gestito dai 3.700 Comuni che operano in collaborazione con le Camere di commercio, attraverso il portale www.impresainungiorno.gov.it, per semplificare gli adempimenti burocratici alle oltre 2,7 milioni di aziende presenti su quei territori.

Solo lo scorso anno sono stati 480mila gli adempimenti eseguiti dagli imprenditori mediante i servizi offerti dalla piattaforma. In crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Ad avvantaggiarsi di più di questo Sportello unico telematico sono state soprattutto le aziende venete (il 38,6% delle pratiche digitali complessive svolte nell’anno in Italia), seguite da quelle lombarde (24,7%) e da quelle pugliesi (7,2%).

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Adempimenti più facili per oltre 2,7 milioni di imprese con www.impresainungiorno.gov.it

Quasi 1,7milioni di pratiche amministrative completate interamente online dalle imprese per l’avvio e l’esercizio della propria attività. E’ il bilancio di otto anni di vita dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) gestito dai 3.700 Comuni che operano in collaborazione con le Camere di commercio, attraverso il portale www.impresainungiorno.gov.it, per semplificare gli adempimenti burocratici alle oltre 2,7 milioni di aziende presenti su quei territori.

Solo lo scorso anno sono stati 480mila gli adempimenti eseguiti dagli imprenditori mediante i servizi offerti dalla piattaforma. In crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Ad avvantaggiarsi di più di questo Sportello unico telematico sono state soprattutto le aziende venete (il 38,6% delle pratiche digitali complessive svolte nell’anno in Italia), seguite da quelle lombarde (24,7%) e da quelle pugliesi (7,2%).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior: sono 334mila le opportunità di lavoro nelle imprese a febbraio. Oltre 1,1milioni entro aprile 2019 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4058C160S123/excelsior--sono-334mila-le-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-a-febbraio--oltre-1-1milioni-entro-aprile-2019.htm Mon, 18 Feb 2019 11:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4058C160S123/excelsior--sono-334mila-le-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-a-febbraio--oltre-1-1milioni-entro-aprile-2019.htm In flessione le entrate, in particolare al Sud
In positivo il made in Italy e il turismo

Sono circa 334mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e saliranno a poco più di 1,1milioni nel trimestre febbraio-aprile 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-13mila rispetto a febbraio 2018 e -25mila rispetto al periodo febbraio-aprile 2018), un andamento ancora segnato dalla debole congiuntura del mercato interno ed europeo.  Sono le imprese delle regioni meridionali a prevedere la flessione più rilevante (-9,5 mila entrate rispetto a febbraio 2018), ma sale comunque a livello nazionale di 5 punti percentuali in un anno la difficoltà a reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo quasi il 29% delle entrate previste a febbraio. Particolarmente elevata la difficoltà di reperimento per gli operai specializzati, che sfiora il 44% delle entrate previste nell’ambito del gruppo professionale.

Sono alcune delle indicazioni contenute nel Borsino delle professioni presente nel Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

 

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In flessione le entrate, in particolare al Sud
In positivo il made in Italy e il turismo

Sono circa 334mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e saliranno a poco più di 1,1milioni nel trimestre febbraio-aprile 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-13mila rispetto a febbraio 2018 e -25mila rispetto al periodo febbraio-aprile 2018), un andamento ancora segnato dalla debole congiuntura del mercato interno ed europeo.  Sono le imprese delle regioni meridionali a prevedere la flessione più rilevante (-9,5 mila entrate rispetto a febbraio 2018), ma sale comunque a livello nazionale di 5 punti percentuali in un anno la difficoltà a reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo quasi il 29% delle entrate previste a febbraio. Particolarmente elevata la difficoltà di reperimento per gli operai specializzati, che sfiora il 44% delle entrate previste nell’ambito del gruppo professionale.

Sono alcune delle indicazioni contenute nel Borsino delle professioni presente nel Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Le medie imprese puntano al 20% della manifattura ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4055C160S123/le-medie-imprese-puntano-al-20--della-manifattura.htm Fri, 15 Feb 2019 08:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4055C160S123/le-medie-imprese-puntano-al-20--della-manifattura.htm Mediobanca e Unioncamere pubblicano la diciassettesima edizione dell’indagine annuale sulle medie imprese italiane nel periodo 2007-2016 con un approfondimento sul periodo 1996-2016

Negli ultimi 21 anni, le medie imprese familiari hanno rafforzato il proprio peso nella manifattura italiana: il loro valore aggiunto è cresciuto dal 12,4% al 18,6% del totale manifatturiero, il fatturato dal 14,6% al 19,8%, l’export dal 15,6% al 18,7%. Sono trainate dal made in Italy, che rappresenta il 61% del loro valore aggiunto, ma anche dalla meccanica (39% del valore aggiunto) e dal farmaceutico-cosmetico che vale il 15% e ha raggiunto la dimensione dell’alimentare e rappresenta una nuova eccellenza italiana. Il 94% delle medie imprese esporta destinando il 45% del fatturato ai mercati esteri, ma la base produttiva resiste alle sirene della delocalizzazione e resta italiana: ogni 4 siti produttivi in Italia uno solo è all’estero, per il 60% circa collocato nell’Unione Europea o in Nord America. La tassazione resta penalizzante (32,3% contro 27,6% delle grandi imprese), ma il carico fiscale appare in alleggerimento (era al 40% nel 2011). Se le medie imprese avessero beneficiato dal 1996 del minore carico fiscale dell’ultimo anno, avrebbero risparmiato circa 16 miliardi di imposte, pari al 22% del proprio patrimonio.

Questi alcuni degli elementi che emergono dall’Indagine annuale sulle Medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere.

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Mediobanca e Unioncamere pubblicano la diciassettesima edizione dell’indagine annuale sulle medie imprese italiane nel periodo 2007-2016 con un approfondimento sul periodo 1996-2016

Negli ultimi 21 anni, le medie imprese familiari hanno rafforzato il proprio peso nella manifattura italiana: il loro valore aggiunto è cresciuto dal 12,4% al 18,6% del totale manifatturiero, il fatturato dal 14,6% al 19,8%, l’export dal 15,6% al 18,7%. Sono trainate dal made in Italy, che rappresenta il 61% del loro valore aggiunto, ma anche dalla meccanica (39% del valore aggiunto) e dal farmaceutico-cosmetico che vale il 15% e ha raggiunto la dimensione dell’alimentare e rappresenta una nuova eccellenza italiana. Il 94% delle medie imprese esporta destinando il 45% del fatturato ai mercati esteri, ma la base produttiva resiste alle sirene della delocalizzazione e resta italiana: ogni 4 siti produttivi in Italia uno solo è all’estero, per il 60% circa collocato nell’Unione Europea o in Nord America. La tassazione resta penalizzante (32,3% contro 27,6% delle grandi imprese), ma il carico fiscale appare in alleggerimento (era al 40% nel 2011). Se le medie imprese avessero beneficiato dal 1996 del minore carico fiscale dell’ultimo anno, avrebbero risparmiato circa 16 miliardi di imposte, pari al 22% del proprio patrimonio.

Questi alcuni degli elementi che emergono dall’Indagine annuale sulle Medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ #SISPRINT: online il cruscotto informativo per l'analisi e il monitoraggio delle dinamiche economiche territoriali ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4054C160S123/-sisprint--online-il-cruscotto-informativo-per-l-analisi-e-il-monitoraggio-delle-dinamiche-economiche-territoriali.htm Mon, 11 Feb 2019 18:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4054C160S123/-sisprint--online-il-cruscotto-informativo-per-l-analisi-e-il-monitoraggio-delle-dinamiche-economiche-territoriali.htm Presentato oggi il Cruscotto informativo per l’analisi e il monitoraggio delle dinamiche economiche territoriali, sviluppato da Unioncamere e Agenzia per la Coesione Territoriale con il contributo di InfoCamere e Sicamera nell’ambito del progetto #pongov SISPRINT - Sistema Integrato di Supporto alla PRogettazione degli Interventi Territoriali.

Il Cruscotto è una piattaforma digitale che consente di navigare i dati ed effettuare analisi sull’andamento dei territori e delle economie territoriali strutturata in tre parti. La prima, di carattere dinamico, permette di costruire grafici e tabelle sull’andamento di indicatori correlati all’Accordo di Partenariato 2014-2020 e, in particolare, agli Obiettivi Tematici 1 (Ricerca e innovazione) e 3 (Competitività delle PMI) della programmazione. Il sistema, che a regime raccoglierà circa 100 indicatori, integra e rende rapidamente fruibili dati e informazioni provenienti da fonti diverse: il Registro delle imprese (l’anagrafe nazionale delle attività economiche presenti in Italia), con tutte le sue molteplici variabili (analisi per settore di impresa, dimensione, forma giuridica) e le possibili letture integrate (ad esempio, imprese culturali e creative, start up innovative ecc.); numerose fonti che rientrano nel SISTAN (il sistema statistico nazionale), quali, ad esempio, l’Istat o la Banca d’Italia. Attraverso la seconda sezione, il sistema mette a disposizione per tutti i Comuni italiani per cui sono disponibili i dati una serie di variabili e indicatori non necessariamente connessi all’Accordo di Partenariato ma che la programmazione richiede di monitorare, offrendo una visione in serie storica di informazioni e dati su infrastrutture, ambiente, telecomunicazioni. Anche in questa sezione vengono integrati i dati provenienti da fonti diverse: ISTAT (popolazione), OpenCoesione (progetti finanziati nei vari cicli di programmazione), ministero della Salute (strutture sanitarie e dotazione di farmacie), SIOPE (spesa dei Comuni), ACI, (parco veicolare circolante), MIUR (offerta scolastica), MiBACT, (offerta culturale), Infratel Italia (diffusione della banda larga), ISPRA (rifiuti urbani), Dipartimento delle Finanze (statistiche fiscali).

L’ultima sezione del Cruscotto informativo contiene infine i Report statistici regionali aggiornati con cadenza semestrale nell’ambito di SISPRINT.

 All’incontro di presentazione è intervenuto il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che ha sottolineato l’utilità di uno strumento di lettura dei dati che integri fonti e tipologie di informazioni diverse in modo ragionato e funzionale alla programmazione degli interventi di sviluppo e che dia conto delle rapide trasformazioni dell’economia. Uno strumento che consente di facilitare il dialogo tra amministrazioni e imprese, come ha ricordato nel suo intervento il direttore Generale dell’Agenzia, Antonio Caponetto, che l’Agenzia metterà a disposizione delle amministrazioni pubbliche affinché possano avere piena consapevolezza, sulla base di dati aggiornati, dei punti di forza e di debolezza delle realtà locali, di come stia evolvendo il sistema produttivo, effettuando confronti tra territori. 


Le amministrazioni potranno accedere al sistema richiedendo le credenziali all’Autorità di Gestione del PON Governance inviando una mail a: comunicazione.pongov14-20@agenziacoesione.gov.it  

Nelle prossime settimane verranno organizzati dalle Antenne territoriali di SISPRINT attive presso le Camere di commercio degli incontri informativi sulle potenzialità di utilizzo dello strumento che coinvolgeranno amministrazioni locali, imprese, università e componenti sociali. 

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Presentato oggi il Cruscotto informativo per l’analisi e il monitoraggio delle dinamiche economiche territoriali, sviluppato da Unioncamere e Agenzia per la Coesione Territoriale con il contributo di InfoCamere e Sicamera nell’ambito del progetto #pongov SISPRINT - Sistema Integrato di Supporto alla PRogettazione degli Interventi Territoriali.

Il Cruscotto è una piattaforma digitale che consente di navigare i dati ed effettuare analisi sull’andamento dei territori e delle economie territoriali strutturata in tre parti. La prima, di carattere dinamico, permette di costruire grafici e tabelle sull’andamento di indicatori correlati all’Accordo di Partenariato 2014-2020 e, in particolare, agli Obiettivi Tematici 1 (Ricerca e innovazione) e 3 (Competitività delle PMI) della programmazione. Il sistema, che a regime raccoglierà circa 100 indicatori, integra e rende rapidamente fruibili dati e informazioni provenienti da fonti diverse: il Registro delle imprese (l’anagrafe nazionale delle attività economiche presenti in Italia), con tutte le sue molteplici variabili (analisi per settore di impresa, dimensione, forma giuridica) e le possibili letture integrate (ad esempio, imprese culturali e creative, start up innovative ecc.); numerose fonti che rientrano nel SISTAN (il sistema statistico nazionale), quali, ad esempio, l’Istat o la Banca d’Italia. Attraverso la seconda sezione, il sistema mette a disposizione per tutti i Comuni italiani per cui sono disponibili i dati una serie di variabili e indicatori non necessariamente connessi all’Accordo di Partenariato ma che la programmazione richiede di monitorare, offrendo una visione in serie storica di informazioni e dati su infrastrutture, ambiente, telecomunicazioni. Anche in questa sezione vengono integrati i dati provenienti da fonti diverse: ISTAT (popolazione), OpenCoesione (progetti finanziati nei vari cicli di programmazione), ministero della Salute (strutture sanitarie e dotazione di farmacie), SIOPE (spesa dei Comuni), ACI, (parco veicolare circolante), MIUR (offerta scolastica), MiBACT, (offerta culturale), Infratel Italia (diffusione della banda larga), ISPRA (rifiuti urbani), Dipartimento delle Finanze (statistiche fiscali).

L’ultima sezione del Cruscotto informativo contiene infine i Report statistici regionali aggiornati con cadenza semestrale nell’ambito di SISPRINT.

 All’incontro di presentazione è intervenuto il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che ha sottolineato l’utilità di uno strumento di lettura dei dati che integri fonti e tipologie di informazioni diverse in modo ragionato e funzionale alla programmazione degli interventi di sviluppo e che dia conto delle rapide trasformazioni dell’economia. Uno strumento che consente di facilitare il dialogo tra amministrazioni e imprese, come ha ricordato nel suo intervento il direttore Generale dell’Agenzia, Antonio Caponetto, che l’Agenzia metterà a disposizione delle amministrazioni pubbliche affinché possano avere piena consapevolezza, sulla base di dati aggiornati, dei punti di forza e di debolezza delle realtà locali, di come stia evolvendo il sistema produttivo, effettuando confronti tra territori. 


Le amministrazioni potranno accedere al sistema richiedendo le credenziali all’Autorità di Gestione del PON Governance inviando una mail a: comunicazione.pongov14-20@agenziacoesione.gov.it  

Nelle prossime settimane verranno organizzati dalle Antenne territoriali di SISPRINT attive presso le Camere di commercio degli incontri informativi sulle potenzialità di utilizzo dello strumento che coinvolgeranno amministrazioni locali, imprese, università e componenti sociali. 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Reddito di cittadinanza: Unioncamere, serve sinergia fra componenti sistema istituzionale ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4046C160S123/reddito-di-cittadinanza--unioncamere--serve-sinergia-fra-componenti-sistema-istituzionale.htm Tue, 05 Feb 2019 11:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4046C160S123/reddito-di-cittadinanza--unioncamere--serve-sinergia-fra-componenti-sistema-istituzionale.htm Il successo delle politiche messe in campo dal Governo in materia di lavoro dipende in larga misura dalla cooperazione e sinergia tra le varie componenti del sistema istituzionale e amministrativo chiamato a gestire l’attuazione del provvedimento (Amministrazioni centrali, Regioni, ANPAL e Centri per l’impiego). Lo afferma Unioncamere, intervenuta in audizione sul reddito di cittadinanza presso la Commissione Lavoro del Senato.

 “A questo riguardo – ha spiegato il vicepresidente dell’Unione, Andrea Prete - le Camere di commercio hanno ricevuto precisi compiti dalla recente riforma in tema di orientamento, supporto all’incontro domanda-offerta di lavoro e di certificazione delle competenze”.

Una impresa su tre fatica a trovare un dipendente da assumere, ha ricordato Prete. “Un nodo cruciale è il collegamento fra le politiche sociali contro la povertà e quelle destinate a favorire l’occupazione”. Le Camere di commercio possono aiutare a risolvere questo problema, ha spiegato il vice presidente di Unioncamere, “mettendo a disposizione informazioni dettagliate sulla domanda di lavoro delle imprese attraverso il sistema informativo Excelsior che realizziamo con Anpal, e dati di dettaglio sulle singole aziende, in modo da facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”.

 

 

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Il successo delle politiche messe in campo dal Governo in materia di lavoro dipende in larga misura dalla cooperazione e sinergia tra le varie componenti del sistema istituzionale e amministrativo chiamato a gestire l’attuazione del provvedimento (Amministrazioni centrali, Regioni, ANPAL e Centri per l’impiego). Lo afferma Unioncamere, intervenuta in audizione sul reddito di cittadinanza presso la Commissione Lavoro del Senato.

 “A questo riguardo – ha spiegato il vicepresidente dell’Unione, Andrea Prete - le Camere di commercio hanno ricevuto precisi compiti dalla recente riforma in tema di orientamento, supporto all’incontro domanda-offerta di lavoro e di certificazione delle competenze”.

Una impresa su tre fatica a trovare un dipendente da assumere, ha ricordato Prete. “Un nodo cruciale è il collegamento fra le politiche sociali contro la povertà e quelle destinate a favorire l’occupazione”. Le Camere di commercio possono aiutare a risolvere questo problema, ha spiegato il vice presidente di Unioncamere, “mettendo a disposizione informazioni dettagliate sulla domanda di lavoro delle imprese attraverso il sistema informativo Excelsior che realizziamo con Anpal, e dati di dettaglio sulle singole aziende, in modo da facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Nasce Promos Italia, servizi e soluzioni per l'export ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4045C160S123/nasce-promos-italia--servizi-e-soluzioni-per-l-export.htm Tue, 05 Feb 2019 11:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4045C160S123/nasce-promos-italia--servizi-e-soluzioni-per-l-export.htm Promos Italia Scrl è la nuova struttura del sistema camerale italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese. La società nasce dall’accorpamento di un primo gruppo di aziende speciali del sistema camerale: Promos Milano, WTC Genoa, Promec Modena, Eurosportello Ravenna e I.TER Udine, che complessivamente contano un bacino di circa 600 mila imprese, con l’obiettivo di dare seguito e attuazione al percorso di razionalizzazione ed efficientamento delle strutture camerali previsto dal decreto di riforma delle Camere di commercio del 2016.

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Promos Italia Scrl è la nuova struttura del sistema camerale italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese. La società nasce dall’accorpamento di un primo gruppo di aziende speciali del sistema camerale: Promos Milano, WTC Genoa, Promec Modena, Eurosportello Ravenna e I.TER Udine, che complessivamente contano un bacino di circa 600 mila imprese, con l’obiettivo di dare seguito e attuazione al percorso di razionalizzazione ed efficientamento delle strutture camerali previsto dal decreto di riforma delle Camere di commercio del 2016.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Camere di commercio: contro lo spreco alimentare con il marchio Qualità & Sicurezza ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4044C160S123/camere-di-commercio--contro-lo-spreco-alimentare-con-il-marchio-qualita---sicurezza.htm Mon, 04 Feb 2019 11:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4044C160S123/camere-di-commercio--contro-lo-spreco-alimentare-con-il-marchio-qualita---sicurezza.htm Recuperato oltre l’80% delle 9mila tonnellate di frutta e verdura invendute ogni anno dai mercati ortofrutticoli all’ingrosso aderenti al marchio Qualità & Sicurezza rilasciato dal Sistema camerale. E’ questo il contributo concreto che le Camere di commercio offrono alla lotta contro lo spreco alimentare che costituisce uno dei requisiti previsti nel decalogo per ottenere questo importante segno distintivo espressione di qualità e sicurezza dell’ortofrutta dal banco dei mercati sino alle tavole degli italiani.

Lanciato quattro anni fa in occasione di Expo 2015 dal ministero delle Politiche agricole, Unioncamere e Italmercati ( la rete che unisce 11 tra i più grandi e significati mercati all’ingrosso) ed in collaborazione con Fedagromercati-Confcommercio (Federazione Nazionale degli operatori all’ingrosso), il Sistema di qualificazione nazionale identifica oggi con il marchio Qualità & Sicurezza 8 dei più importanti centri agroalimentari di: Roma, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Verona, Cagliari e Lecce.

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Recuperato oltre l’80% delle 9mila tonnellate di frutta e verdura invendute ogni anno dai mercati ortofrutticoli all’ingrosso aderenti al marchio Qualità & Sicurezza rilasciato dal Sistema camerale. E’ questo il contributo concreto che le Camere di commercio offrono alla lotta contro lo spreco alimentare che costituisce uno dei requisiti previsti nel decalogo per ottenere questo importante segno distintivo espressione di qualità e sicurezza dell’ortofrutta dal banco dei mercati sino alle tavole degli italiani.

Lanciato quattro anni fa in occasione di Expo 2015 dal ministero delle Politiche agricole, Unioncamere e Italmercati ( la rete che unisce 11 tra i più grandi e significati mercati all’ingrosso) ed in collaborazione con Fedagromercati-Confcommercio (Federazione Nazionale degli operatori all’ingrosso), il Sistema di qualificazione nazionale identifica oggi con il marchio Qualità & Sicurezza 8 dei più importanti centri agroalimentari di: Roma, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Verona, Cagliari e Lecce.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Prezzi all'ingrosso: chiusura d'anno in calo per pollame, burro e panna. Aumenti per agnello ed olio di oliva  ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4037C160S123/prezzi-all-ingrosso--chiusura-d-anno-in-calo-per-pollame--burro-e-panna--aumenti-per-agnello-ed-olio-di-oliva .htm Thu, 31 Jan 2019 11:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4037C160S123/prezzi-all-ingrosso--chiusura-d-anno-in-calo-per-pollame--burro-e-panna--aumenti-per-agnello-ed-olio-di-oliva .htm  

Il 2018 si è chiuso in negativo per i prezzi all’ingrosso della carne di pollame. L’indice elaborato da Unioncamere e BMTI mostra ribassi a dicembre sia per il pollo che per il tacchino, scesi rispettivamente dell’8,3% e del 2,6% rispetto a novembre, sulla scia di una domanda debole. E negativo è anche il confronto rispetto all’anno precedente (-4,8% per la carne di pollo, - 6,2% per la carne di tacchino). Ben più forte la discesa che si registra per le uova, in calo a dicembre di oltre il 20% rispetto a 12 mesi prima.   
La maggiore richiesta di prodotto che si verifica in coincidenza con le festività natalizie ha impresso invece un forte aumento ai prezzi all’ingrosso della carne di agnello (+13,3%), che, come già osservato nei mesi scorsi, si mantengono più alti anche su base annua (+10,4% rispetto a dicembre 2017). A dicembre si è fermata la discesa dei listini delle carni suine, che rimangono comunque più bassi rispetto a 12 mesi fa (-16,5%).
Nel comparto lattiero-caseario si è interrotta la fase di aumento dei prezzi del latte spot, i cui listini hanno segnato un calo del 2,7% rispetto a novembre. Una flessione che non ha comunque impedito ai prezzi di chiudere il 2018 su livelli più alti rispetto a dodici mesi prima (+12,3%). Ancora un aumento mensile, il quarto consecutivo, per i formaggi a lunga stagionatura (+1,8% rispetto a novembre), sempre sostenuti dai rialzi osservati nei listini di Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Segno “più” che caratterizza anche la variazione su base annua (+6,7%). Un andamento positivo per i due formaggi da latte vaccino a cui si è contrapposto il calo che ha invece colpito i prezzi del Pecorino Romano. L’anno si è chiuso negativamente per le materie grasse provenienti dal latte, con ribassi a dicembre per la panna (-7,5%) e il burro (-8,2%). Burro che archivia il 2018 accusando inoltre una pesante contrazione su base annua (-23,7% rispetto a dicembre 2017).
Nel comparto degli oli, nuovi aumenti si sono osservati per i prezzi dell’olio di oliva (+6% rispetto a novembre), grazie ai quali si è anche accentuata la variazione positiva su base annua (+16,2%). Confronto anno su anno che è rimasto negativo invece per gli altri oli alimentari (-6,6%), trend che ha caratterizzato tutto il 2018.
Tra i prodotti della filiera cerealicola, tiepidi segnali di rialzo a dicembre per i prezzi all’ingrosso della semola (sfarinati di grano duro +1,5%), sulla scia degli aumenti registrati per il grano duro. L’anno si chiude all’insegna della stabilità per i listini del riso, dopo la crescita rilevata a ottobre e novembre, con un livello dei prezzi che resta comunque superiore di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. 


Unioncamere con la società BMTI s.c.p.a. pubblica mensilmente l’indice del prezzi all’ingrosso dell’agroalimentare  aggregando i dati ufficiali rilevati dalle Camere di commercio nelle rispettive piazze attraverso i listini sui prezzi all’ingrosso all’agroalimentare. La nota di Unioncamere riporta il dato congiunturale e tendenziale mostrando la dinamica nazionale nei quattro comparti: Riso e Cereali, Carni, Latte formaggi e uova, Oli e grassi.  
 

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Il 2018 si è chiuso in negativo per i prezzi all’ingrosso della carne di pollame. L’indice elaborato da Unioncamere e BMTI mostra ribassi a dicembre sia per il pollo che per il tacchino, scesi rispettivamente dell’8,3% e del 2,6% rispetto a novembre, sulla scia di una domanda debole. E negativo è anche il confronto rispetto all’anno precedente (-4,8% per la carne di pollo, - 6,2% per la carne di tacchino). Ben più forte la discesa che si registra per le uova, in calo a dicembre di oltre il 20% rispetto a 12 mesi prima.   
La maggiore richiesta di prodotto che si verifica in coincidenza con le festività natalizie ha impresso invece un forte aumento ai prezzi all’ingrosso della carne di agnello (+13,3%), che, come già osservato nei mesi scorsi, si mantengono più alti anche su base annua (+10,4% rispetto a dicembre 2017). A dicembre si è fermata la discesa dei listini delle carni suine, che rimangono comunque più bassi rispetto a 12 mesi fa (-16,5%).
Nel comparto lattiero-caseario si è interrotta la fase di aumento dei prezzi del latte spot, i cui listini hanno segnato un calo del 2,7% rispetto a novembre. Una flessione che non ha comunque impedito ai prezzi di chiudere il 2018 su livelli più alti rispetto a dodici mesi prima (+12,3%). Ancora un aumento mensile, il quarto consecutivo, per i formaggi a lunga stagionatura (+1,8% rispetto a novembre), sempre sostenuti dai rialzi osservati nei listini di Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Segno “più” che caratterizza anche la variazione su base annua (+6,7%). Un andamento positivo per i due formaggi da latte vaccino a cui si è contrapposto il calo che ha invece colpito i prezzi del Pecorino Romano. L’anno si è chiuso negativamente per le materie grasse provenienti dal latte, con ribassi a dicembre per la panna (-7,5%) e il burro (-8,2%). Burro che archivia il 2018 accusando inoltre una pesante contrazione su base annua (-23,7% rispetto a dicembre 2017).
Nel comparto degli oli, nuovi aumenti si sono osservati per i prezzi dell’olio di oliva (+6% rispetto a novembre), grazie ai quali si è anche accentuata la variazione positiva su base annua (+16,2%). Confronto anno su anno che è rimasto negativo invece per gli altri oli alimentari (-6,6%), trend che ha caratterizzato tutto il 2018.
Tra i prodotti della filiera cerealicola, tiepidi segnali di rialzo a dicembre per i prezzi all’ingrosso della semola (sfarinati di grano duro +1,5%), sulla scia degli aumenti registrati per il grano duro. L’anno si chiude all’insegna della stabilità per i listini del riso, dopo la crescita rilevata a ottobre e novembre, con un livello dei prezzi che resta comunque superiore di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. 


Unioncamere con la società BMTI s.c.p.a. pubblica mensilmente l’indice del prezzi all’ingrosso dell’agroalimentare  aggregando i dati ufficiali rilevati dalle Camere di commercio nelle rispettive piazze attraverso i listini sui prezzi all’ingrosso all’agroalimentare. La nota di Unioncamere riporta il dato congiunturale e tendenziale mostrando la dinamica nazionale nei quattro comparti: Riso e Cereali, Carni, Latte formaggi e uova, Oli e grassi.  
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: +32.000 nel 2018 (+0,5%),1 su 4 nel turismo  ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4035C160S123/imprese---32-000-nel-2018---0-5---1-su-4-nel-turismo .htm Mon, 28 Jan 2019 11:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4035C160S123/imprese---32-000-nel-2018---0-5---1-su-4-nel-turismo .htm
In crescita anche le attività professionali; in “rosso” manifattura, costruzioni e commercio

Il sistema delle imprese, nonostante un 2018 trascorso con l’affanno, alla fine mette a segno un saldo positivo tra aperture e chiusure. Nell’anno da poco concluso i terminali delle Camere di commercio hanno registrato l’iscrizione di 348.492 nuove imprese (8.500 in meno rispetto al 2017) e 316.877 chiusure di imprese esistenti (quasi 6mila in più rispetto all’anno precedente). Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato a fine dicembre un saldo positivo per 31.615 imprese, una crescita dello 0,5%. Anche se positivo, il dato 2018 segna un rallentamento rispetto al 2017. 


E’ stato il Mezzogiorno a trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese nell’anno appena concluso. Quasi il 60% del saldo è dovuto alla performance di Sud e isole, dove il bilancio è stato positivo per 18.705 unità. In crescita le società di capitali mentre diminuiscono imprese individuali e società di persone. Continua la difficoltà del settore artigiano.

E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da Unioncamere-InfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel 2018. I dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it/movimprese.

“Resta alta la voglia di impresa degli italiani, anche se si avvertono segnali di indebolimento da non trascurare. Occorre sostenere ancora questa vitalità imprenditoriale, anche se la sfida per il sistema Paese è quella di permettere alle aziende di restare sul mercato, contribuendo così alla stessa crescita occupazionale”. E’ quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.


IL BILANCIO DEI TERRITORI


Il tasso di crescita in tutte e quattro le aree presenta risultati peggiori, rispetto al 2017. Le due circoscrizioni del Nord, come già nell’anno precedente, restano al di sotto del valore medio nazionale; a fronte di un tasso di crescita nazionale pari allo 0,52% il Nord-Ovest arriva allo 0,19% mentre il Nord-Est, unica tra le circoscrizioni, scivola in campo negativo con una riduzione di 769 imprese. Nella altre due macro-ripartizioni, il Centro segna un +0,8% mentre il Mezzogiorno arriva a sfiorare una crescita dell’1%; il 59,2% dell’intero saldo (18.705 imprese su 31.615) è localizzato al Sud.


Bilanco imprenditoriale attivo per 14 delle 20 regioni italiane. In termini assoluti, continua a primeggiare il Lazio (10.221 imprese in più), seguito da Campania (+7.866) e Lombardia (+4.551). Il Lazio (+1,57%) registra la crescita più sostenuta anche in termini relativi; seguono la Campania (+1,34%) e la Puglia (+0,91%). Rispetto all’anno scorso migliorano Trentino, Liguria, Abruzzo e Molise. Per tutte le altre, il 2018 è un anno da lasciarsi alle spalle, al più presto.

 

IL BILANCIO DEI SETTORI


A livello aggregato i quattro settori più significativi per numerosità di imprese mostrano tutti segnali di arretramento. Se, rispetto al 2017, un segno in campo negativo non rappresenta una novità per manifattura, agricoltura e costruzioni, il passaggio al segno meno lo è per il commercio che chiude il 2018 con oltre 6mila unità in meno, risultato che lo colloca all’ultimo posto della graduatoria. Tutti gli altri settori economici, negli ultimi 12 mesi, hanno chiuso il bilancio anagrafico in campo positivo. In termini assoluti, a guadagnare di più è stato quello delle attività di alloggio e ristorazione (8.318 imprese in più nell’anno), seguito dalle attività dei servizi professionali, tecnici e scientifici (+6.093) e quelle di noleggio e servizi alle imprese (+5.915). 


Il più dinamico in termini di crescita imprenditoriale è invece il comparto della sanità cresciuta del 3,6% a fronte di una crescita media dello 0,5%. Oltre la soglia del 3% anche le attività di noleggio e servizi alle imprese e quelle di fornitura energia elettrica e gas.


Quanto all’artigianato, il bilancio dell’anno (-13.433 imprese) segna complessivamente un peggioramento rispetto a quello, pur sempre negativo, del 2017, quando chiuse con una perdita di 11.429 unità. Guardando al mondo artigiano, negli ultimi 12i mesi hanno fatto meglio le imprese di noleggio e servizi alle imprese (1.301 imprese in più), dei servizi alla persona (+757) e le attività di informazione e comunicazione (+198). In rosso le costruzioni (-6.722 in meno nel 2018), le attività manifatturiere artigiane (-5.488) e dei trasporti e magazzinaggio (-1.699).

 

IL BILANCIO DELLE FORME GIURIDICHE


La lettura dei dati dal punto di vista delle forme organizzative delle imprese evidenzia, in modo indiscutibile, il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale. L ’intero saldo positivo del 2018 è totalmente spiegato dalla crescita delle società di capitale: 66.031 in più in termini assoluti, pari al +4% in linea con quanto registrato nel 2017. Le imprese individuali, che continuano a rappresentare oltre la metà dello stock di imprese esistenti (il 52,1%), mostrano invece una flessione di 20mila unità, facendo registrare, in termini relativi, un decremento dello 0,6%.
 

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In crescita anche le attività professionali; in “rosso” manifattura, costruzioni e commercio

Il sistema delle imprese, nonostante un 2018 trascorso con l’affanno, alla fine mette a segno un saldo positivo tra aperture e chiusure. Nell’anno da poco concluso i terminali delle Camere di commercio hanno registrato l’iscrizione di 348.492 nuove imprese (8.500 in meno rispetto al 2017) e 316.877 chiusure di imprese esistenti (quasi 6mila in più rispetto all’anno precedente). Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato a fine dicembre un saldo positivo per 31.615 imprese, una crescita dello 0,5%. Anche se positivo, il dato 2018 segna un rallentamento rispetto al 2017. 


E’ stato il Mezzogiorno a trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese nell’anno appena concluso. Quasi il 60% del saldo è dovuto alla performance di Sud e isole, dove il bilancio è stato positivo per 18.705 unità. In crescita le società di capitali mentre diminuiscono imprese individuali e società di persone. Continua la difficoltà del settore artigiano.

E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da Unioncamere-InfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel 2018. I dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it/movimprese.

“Resta alta la voglia di impresa degli italiani, anche se si avvertono segnali di indebolimento da non trascurare. Occorre sostenere ancora questa vitalità imprenditoriale, anche se la sfida per il sistema Paese è quella di permettere alle aziende di restare sul mercato, contribuendo così alla stessa crescita occupazionale”. E’ quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.


IL BILANCIO DEI TERRITORI


Il tasso di crescita in tutte e quattro le aree presenta risultati peggiori, rispetto al 2017. Le due circoscrizioni del Nord, come già nell’anno precedente, restano al di sotto del valore medio nazionale; a fronte di un tasso di crescita nazionale pari allo 0,52% il Nord-Ovest arriva allo 0,19% mentre il Nord-Est, unica tra le circoscrizioni, scivola in campo negativo con una riduzione di 769 imprese. Nella altre due macro-ripartizioni, il Centro segna un +0,8% mentre il Mezzogiorno arriva a sfiorare una crescita dell’1%; il 59,2% dell’intero saldo (18.705 imprese su 31.615) è localizzato al Sud.


Bilanco imprenditoriale attivo per 14 delle 20 regioni italiane. In termini assoluti, continua a primeggiare il Lazio (10.221 imprese in più), seguito da Campania (+7.866) e Lombardia (+4.551). Il Lazio (+1,57%) registra la crescita più sostenuta anche in termini relativi; seguono la Campania (+1,34%) e la Puglia (+0,91%). Rispetto all’anno scorso migliorano Trentino, Liguria, Abruzzo e Molise. Per tutte le altre, il 2018 è un anno da lasciarsi alle spalle, al più presto.

 

IL BILANCIO DEI SETTORI


A livello aggregato i quattro settori più significativi per numerosità di imprese mostrano tutti segnali di arretramento. Se, rispetto al 2017, un segno in campo negativo non rappresenta una novità per manifattura, agricoltura e costruzioni, il passaggio al segno meno lo è per il commercio che chiude il 2018 con oltre 6mila unità in meno, risultato che lo colloca all’ultimo posto della graduatoria. Tutti gli altri settori economici, negli ultimi 12 mesi, hanno chiuso il bilancio anagrafico in campo positivo. In termini assoluti, a guadagnare di più è stato quello delle attività di alloggio e ristorazione (8.318 imprese in più nell’anno), seguito dalle attività dei servizi professionali, tecnici e scientifici (+6.093) e quelle di noleggio e servizi alle imprese (+5.915). 


Il più dinamico in termini di crescita imprenditoriale è invece il comparto della sanità cresciuta del 3,6% a fronte di una crescita media dello 0,5%. Oltre la soglia del 3% anche le attività di noleggio e servizi alle imprese e quelle di fornitura energia elettrica e gas.


Quanto all’artigianato, il bilancio dell’anno (-13.433 imprese) segna complessivamente un peggioramento rispetto a quello, pur sempre negativo, del 2017, quando chiuse con una perdita di 11.429 unità. Guardando al mondo artigiano, negli ultimi 12i mesi hanno fatto meglio le imprese di noleggio e servizi alle imprese (1.301 imprese in più), dei servizi alla persona (+757) e le attività di informazione e comunicazione (+198). In rosso le costruzioni (-6.722 in meno nel 2018), le attività manifatturiere artigiane (-5.488) e dei trasporti e magazzinaggio (-1.699).

 

IL BILANCIO DELLE FORME GIURIDICHE


La lettura dei dati dal punto di vista delle forme organizzative delle imprese evidenzia, in modo indiscutibile, il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale. L ’intero saldo positivo del 2018 è totalmente spiegato dalla crescita delle società di capitale: 66.031 in più in termini assoluti, pari al +4% in linea con quanto registrato nel 2017. Le imprese individuali, che continuano a rappresentare oltre la metà dello stock di imprese esistenti (il 52,1%), mostrano invece una flessione di 20mila unità, facendo registrare, in termini relativi, un decremento dello 0,6%.
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior: sono 442mila le opportunità di lavoro nelle imprese a gennaio Oltre un milione entro marzo 2019 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4029C160S123/excelsior--sono-442mila-le-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-a-gennaio-oltre-un-milione-entro-marzo-2019.htm Tue, 15 Jan 2019 10:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4029C160S123/excelsior--sono-442mila-le-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-a-gennaio-oltre-un-milione-entro-marzo-2019.htm Le imprese puntano su profili professionali più qualificati

Sono circa 442mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di gennaio e saliranno a circa 1,2 milioni nei primi tre mesi del 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-49.510 rispetto a gennaio 2018 e -58.620 rispetto al trimestre gennaio-marzo 2018), segnale del progressivo rallentamento congiunturale, a conferma di un quadro macroeconomico già noto e reso ancora più incerto dall’evolversi degli scenari economici mondiali. Sale di 6 punti percentuali la difficoltà, segnalata dalle imprese, di individuare e reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo il 31% delle entrate previste a gennaio.  Questo anche per effetto di una maggior richiesta di profili professionali qualificati.

Sono alcune delle indicazioni contenute nel Borsino delle professioni presente nel Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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Le imprese puntano su profili professionali più qualificati

Sono circa 442mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di gennaio e saliranno a circa 1,2 milioni nei primi tre mesi del 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-49.510 rispetto a gennaio 2018 e -58.620 rispetto al trimestre gennaio-marzo 2018), segnale del progressivo rallentamento congiunturale, a conferma di un quadro macroeconomico già noto e reso ancora più incerto dall’evolversi degli scenari economici mondiali. Sale di 6 punti percentuali la difficoltà, segnalata dalle imprese, di individuare e reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo il 31% delle entrate previste a gennaio.  Questo anche per effetto di una maggior richiesta di profili professionali qualificati.

Sono alcune delle indicazioni contenute nel Borsino delle professioni presente nel Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese individuali: solo 3 su 5 superano i 5 anni di vita La metà delle chiusure a due anni dalla nascita ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4028C160S123/imprese-individuali--solo-3-su-5-superano-i-5-anni-di-vita-la-meta-delle-chiusure-a-due-anni-dalla-nascita.htm Fri, 11 Jan 2019 17:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4028C160S123/imprese-individuali--solo-3-su-5-superano-i-5-anni-di-vita-la-meta-delle-chiusure-a-due-anni-dalla-nascita.htm Solo 3 imprese individuali su 5 sopravvivono a cinque anni dalla nascita. Una chiusura su 2 avviene nei primi due anni di vita. Appena il 5% di chi “non ce la fa” si rimette in gioco rialzando le saracinesche. E’ quanto emerge dalla fotografia messa a fuoco da Unioncamere e InfoCamere sull’universo di 235.985 imprese individuali nate nel 2014 delle quali 88.184 sono cessate entro il 30 giugno 2018 e, di queste, 48.377 entro il 2015. Ma sono molte le iniziative imprenditoriali che non superano il primo anno di età, solo nel 2014  sono nate e morte 20.538 imprese. 
 

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Solo 3 imprese individuali su 5 sopravvivono a cinque anni dalla nascita. Una chiusura su 2 avviene nei primi due anni di vita. Appena il 5% di chi “non ce la fa” si rimette in gioco rialzando le saracinesche. E’ quanto emerge dalla fotografia messa a fuoco da Unioncamere e InfoCamere sull’universo di 235.985 imprese individuali nate nel 2014 delle quali 88.184 sono cessate entro il 30 giugno 2018 e, di queste, 48.377 entro il 2015. Ma sono molte le iniziative imprenditoriali che non superano il primo anno di età, solo nel 2014  sono nate e morte 20.538 imprese. 
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Gian Domenico Auricchio riconfermato  alla guida di Assocamerestero ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4024C160S123/gian-domenico-auricchio-riconfermato -alla-guida-di-assocamerestero.htm Wed, 09 Jan 2019 16:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4024C160S123/gian-domenico-auricchio-riconfermato -alla-guida-di-assocamerestero.htm Gian Domenico Auricchio, amministratore delegato di Gennaro Auricchio S.p.A., è stato riconfermato per acclamazione presidente di Assocamerestero, l’associazione di cui fanno parte Unioncamere e le 79 Camere di commercio italiane all’estero operanti in 56 Paesi.

Auricchio, che ha già alle spalle tre anni di mandato in cui le Camere hanno assistito quasi 70mila imprese, più di un terzo del totale di quelle che esportano, annovera tra i suoi incarichi anche quello di presidente delle Fiere di Parma, della Camera di commercio di Cremona, di Unioncamere Lombardia, di membro del Comitato esecutivo del Credit Agricole e di consigliere del Touring Club Italiano.


“Nel prossimo triennio siamo sfidati da nuovi temi come quello dell’ebusiness e più in generale della digitalizzazione, in cui saremo sempre più in partnership con le Camere italiane – afferma Auricchio – E rafforzeremo anche l’azione congiunta sul turismo e beni culturali, alternanza scuola lavoro, progetti europei, supporto alle start up”.

Nella stessa seduta, infine, per acclamazione il Cda ha eletto come vice presidente di Assocamerestero Federico Donato, presidente della CCIE di Singapore.

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Gian Domenico Auricchio, amministratore delegato di Gennaro Auricchio S.p.A., è stato riconfermato per acclamazione presidente di Assocamerestero, l’associazione di cui fanno parte Unioncamere e le 79 Camere di commercio italiane all’estero operanti in 56 Paesi.

Auricchio, che ha già alle spalle tre anni di mandato in cui le Camere hanno assistito quasi 70mila imprese, più di un terzo del totale di quelle che esportano, annovera tra i suoi incarichi anche quello di presidente delle Fiere di Parma, della Camera di commercio di Cremona, di Unioncamere Lombardia, di membro del Comitato esecutivo del Credit Agricole e di consigliere del Touring Club Italiano.


“Nel prossimo triennio siamo sfidati da nuovi temi come quello dell’ebusiness e più in generale della digitalizzazione, in cui saremo sempre più in partnership con le Camere italiane – afferma Auricchio – E rafforzeremo anche l’azione congiunta sul turismo e beni culturali, alternanza scuola lavoro, progetti europei, supporto alle start up”.

Nella stessa seduta, infine, per acclamazione il Cda ha eletto come vice presidente di Assocamerestero Federico Donato, presidente della CCIE di Singapore.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Premio Ercole Olivario 2019: aperte le iscrizioni - anche online - per l'edizione numero 27 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4022C160S123/premio-ercole-olivario-2019--aperte-le-iscrizioni---anche-online---per-l-edizione-numero-27-.htm Tue, 08 Jan 2019 16:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4022C160S123/premio-ercole-olivario-2019--aperte-le-iscrizioni---anche-online---per-l-edizione-numero-27-.htm Due le categorie previste dalla gara: oli extravergine ed extravergine Dop e Igp. Nel corso della cerimonia di premiazioni saranno assegnati 5 award speciali, tra cui la nuova menzione "Olio monocultivar".

C'è tempo fino al 31 gennaio per partecipare al prestigioso concorso dedicato alle eccellenze olearie territoriali italiane. Le fasi finali si svolgeranno dal 25 al 30 marzo 2019 nella provincia di Perugia.

L’Ercole Olivario guarda già al 2019 e per la sua prossima edizione, la numero 27, apre le iscrizioni anche online. E’ con questa novità che il concorso dedicato alle eccellenze olearie territoriali italiane scalda i motori in vista delle selezioni nazionali che si svolgeranno dal 25 al 30 marzo 2019 in provincia di Perugia, alla presenza di una delegazione di giornalisti e buyer in arrivo dalla Cina
Fino al 31 gennaio sarà dunque possibile iscriversi al Premio, anche attraverso la nuova piattaforma www.planbweb.it/ercoleolivario, che consentirà di inviare la domanda in tempo reale e in alternativa alla procedura standard (spedizione alle Unioncamere Regionali competenti per territorio oppure alla segreteria del Concorso).

Regolamento completo e modulistica di iscrizione sul sito www.ercoleolivario.it

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Due le categorie previste dalla gara: oli extravergine ed extravergine Dop e Igp. Nel corso della cerimonia di premiazioni saranno assegnati 5 award speciali, tra cui la nuova menzione "Olio monocultivar".

C'è tempo fino al 31 gennaio per partecipare al prestigioso concorso dedicato alle eccellenze olearie territoriali italiane. Le fasi finali si svolgeranno dal 25 al 30 marzo 2019 nella provincia di Perugia.

L’Ercole Olivario guarda già al 2019 e per la sua prossima edizione, la numero 27, apre le iscrizioni anche online. E’ con questa novità che il concorso dedicato alle eccellenze olearie territoriali italiane scalda i motori in vista delle selezioni nazionali che si svolgeranno dal 25 al 30 marzo 2019 in provincia di Perugia, alla presenza di una delegazione di giornalisti e buyer in arrivo dalla Cina
Fino al 31 gennaio sarà dunque possibile iscriversi al Premio, anche attraverso la nuova piattaforma www.planbweb.it/ercoleolivario, che consentirà di inviare la domanda in tempo reale e in alternativa alla procedura standard (spedizione alle Unioncamere Regionali competenti per territorio oppure alla segreteria del Concorso).

Regolamento completo e modulistica di iscrizione sul sito www.ercoleolivario.it

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese artigiane: aumentano giardinieri e tatuatori In calo elettricisti e muratori ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4017C160S123/imprese-artigiane--aumentano-giardinieri-e-tatuatori-in-calo-elettricisti-e-muratori.htm Thu, 03 Jan 2019 11:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4017C160S123/imprese-artigiane--aumentano-giardinieri-e-tatuatori-in-calo-elettricisti-e-muratori.htm Il mondo dell’artigianato, vanto dell’economia italiana, si riduce e si rinnova cimentandosi in nuovi mestieri a scapito di quelli più tradizionali.

Aumentano le imprese di pulizia e quelle che si occupano di tatuaggi e piercing. Crescono i giardinieri e le agenzie per il disbrigo delle pratiche. Aumentano anche le imprese che confezionano accessori d’abbigliamento o le sartorie su misura, così come i designer, di moda e per il settore industriale. Si riducono invece le imprese di costruzioni e quelle che si occupano di ristrutturazione, i “padroncini” addetti ai trasporti su strada, gli elettricisti, i falegnami e i meccanici.

Come mostra la fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi 5 anni, il settore, che conta oltre 1,3 milioni di imprese, ne ha perse quasi 100mila tra il 2013 e il 2018. Ma alcuni “mestieri” crescono, raggiungendo anche numeri consistenti.

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Il mondo dell’artigianato, vanto dell’economia italiana, si riduce e si rinnova cimentandosi in nuovi mestieri a scapito di quelli più tradizionali.

Aumentano le imprese di pulizia e quelle che si occupano di tatuaggi e piercing. Crescono i giardinieri e le agenzie per il disbrigo delle pratiche. Aumentano anche le imprese che confezionano accessori d’abbigliamento o le sartorie su misura, così come i designer, di moda e per il settore industriale. Si riducono invece le imprese di costruzioni e quelle che si occupano di ristrutturazione, i “padroncini” addetti ai trasporti su strada, gli elettricisti, i falegnami e i meccanici.

Come mostra la fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi 5 anni, il settore, che conta oltre 1,3 milioni di imprese, ne ha perse quasi 100mila tra il 2013 e il 2018. Ma alcuni “mestieri” crescono, raggiungendo anche numeri consistenti.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ 100mila imprese e 1,2 milioni di fatture elettroniche gestite dalla piattaforma delle Camere di commercio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4016C160S123/100mila-imprese-e-1-2-milioni-di-fatture-elettroniche--gestite-dalla-piattaforma-delle-camere-di-commercio.htm Fri, 28 Dec 2018 10:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4016C160S123/100mila-imprese-e-1-2-milioni-di-fatture-elettroniche--gestite-dalla-piattaforma-delle-camere-di-commercio.htm 100mila piccole e medie imprese registrate e un milione e 200mila fatture emesse. E’ il record del servizio di fatturazione elettronica delle Camere di commercio (fatturaelettronica.infocamere.it), nato dalla collaborazione tra Unioncamere e Agenzia per l’Italia digitale.

Al successo della piattaforma online hanno certamente contribuito la sua totale gratuità e l’opportunità di gestire l’intero ciclo di vita delle fatture (compilazione, spedizione, gestione, ricezione e conservazione digitale a norma per dieci anni). Ma anche la possibilità di utilizzo non solo nei rapporti delle imprese con la pubblica amministrazione, ma anche in quelli relativi ad altre imprese e ai privati, cosa evidentemente di grande utilità ora che la fattura elettronica sta per diventare obbligatoria in tutti i rapporti commerciali.

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100mila piccole e medie imprese registrate e un milione e 200mila fatture emesse. E’ il record del servizio di fatturazione elettronica delle Camere di commercio (fatturaelettronica.infocamere.it), nato dalla collaborazione tra Unioncamere e Agenzia per l’Italia digitale.

Al successo della piattaforma online hanno certamente contribuito la sua totale gratuità e l’opportunità di gestire l’intero ciclo di vita delle fatture (compilazione, spedizione, gestione, ricezione e conservazione digitale a norma per dieci anni). Ma anche la possibilità di utilizzo non solo nei rapporti delle imprese con la pubblica amministrazione, ma anche in quelli relativi ad altre imprese e ai privati, cosa evidentemente di grande utilità ora che la fattura elettronica sta per diventare obbligatoria in tutti i rapporti commerciali.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Cresce l'offerta "Bio" sulle tavole degli italiani, in 9 mesi +4.500 imprese agricole con certificazione biologica ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4015C160S123/cresce-l-offerta--bio--sulle-tavole-degli-italiani--in-9-mesi--4-500-imprese-agricole-con-certificazione-biologica-.htm Thu, 27 Dec 2018 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4015C160S123/cresce-l-offerta--bio--sulle-tavole-degli-italiani--in-9-mesi--4-500-imprese-agricole-con-certificazione-biologica-.htm Pesce, carne, legumi, verdure. Ma anche pasta, frutta secca, dolci, senza dimenticare le indispensabili “bollicine”. Nei primi nove mesi del 2018, l’offerta di produzioni biologiche made in Italy si è ulteriormente arricchita grazie all’aumento degli operatori che possono fregiarsi del bollino verde “Bio”. Quasi 4.500 unità in più quelle agricole e ittiche da inizio anno, che portano a oltre 62mila il totale complessivo delle imprese Bio operanti in Italia.

La mappa aggiornata delle imprese con certificazione biologica è il risultato dell’intesa tra ACCREDIA, Unioncamere e InfoCamere - operativa dal 2017 - che ha reso disponibili i dati dell’Ente di certificazione attraverso le visure del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

 

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Pesce, carne, legumi, verdure. Ma anche pasta, frutta secca, dolci, senza dimenticare le indispensabili “bollicine”. Nei primi nove mesi del 2018, l’offerta di produzioni biologiche made in Italy si è ulteriormente arricchita grazie all’aumento degli operatori che possono fregiarsi del bollino verde “Bio”. Quasi 4.500 unità in più quelle agricole e ittiche da inizio anno, che portano a oltre 62mila il totale complessivo delle imprese Bio operanti in Italia.

La mappa aggiornata delle imprese con certificazione biologica è il risultato dell’intesa tra ACCREDIA, Unioncamere e InfoCamere - operativa dal 2017 - che ha reso disponibili i dati dell’Ente di certificazione attraverso le visure del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

 

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<![CDATA[ Prezzi all'ingrosso: Natale meno caro per gli amanti della carne ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4014C160S123/prezzi-all-ingrosso--natale-meno-caro-per-gli-amanti-della-carne.htm Fri, 21 Dec 2018 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4014C160S123/prezzi-all-ingrosso--natale-meno-caro-per-gli-amanti-della-carne.htm Si preannuncia un Natale meno caro per gli amanti della carne in tavola. E’ continuata, infatti, anche a novembre la caduta dei prezzi all’ingrosso delle carni con una flessione del -0,9% rispetto a un anno fa e del -0,7% rispetto al mese precedente. Più in particolare, sono i prodotti suini a far registrare il calo maggiore, -14,4% su base annua e -8,2% su ottobre. E’ quanto emerge dall’indice dei prezzi all’ingrosso elaborato da Unioncamere e BMTI secondo cui l’ampia offerta di mercato contribuisce a tenere basse le quotazioni dei prodotti suini.
Buone notizie anche per chi in cucina preferisce all’olio d’oliva

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Si preannuncia un Natale meno caro per gli amanti della carne in tavola. E’ continuata, infatti, anche a novembre la caduta dei prezzi all’ingrosso delle carni con una flessione del -0,9% rispetto a un anno fa e del -0,7% rispetto al mese precedente. Più in particolare, sono i prodotti suini a far registrare il calo maggiore, -14,4% su base annua e -8,2% su ottobre. E’ quanto emerge dall’indice dei prezzi all’ingrosso elaborato da Unioncamere e BMTI secondo cui l’ampia offerta di mercato contribuisce a tenere basse le quotazioni dei prodotti suini.
Buone notizie anche per chi in cucina preferisce all’olio d’oliva

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<![CDATA[ Camere di commercio: Tripoli, obiettivo avviare 46mila aziende all'estero ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4008C160S123/camere-di-commercio--tripoli--obiettivo-avviare-46mila-aziende-all-estero.htm Wed, 19 Dec 2018 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4008C160S123/camere-di-commercio--tripoli--obiettivo-avviare-46mila-aziende-all-estero.htm L’export è centrale per lo sviluppo dell’economia italiana. Oggi sono 195mila le imprese che esportano, ma ci sono decine di migliaia di altre imprese che, pure avendone le potenzialità, non riescono ancora a farlo.  Le Camere di commercio stanno lavorando anche insieme ad Ice per consolidare la presenza all’estero delle aziende e hanno un piano di azione preciso rivolto a 46mila aziende potenziali esportatrici, soprattutto di piccole dimensioni, per aiutarle ad aprirsi ai mercati stranieri”. E’ quanto ha sottolineato oggi il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, alla presentazione del XVI Rapporto Ice-Prometeia.

Per questo - aggiunge- le Camere svolgono un ruolo di prima assistenza alle imprese per avviarle all’esportazione con tutti i servizi necessari all’internazionalizzazione, in particolare attraverso Promos Italia, e con diversi progetti speciali con le Camere di commercio italiane all’estero”.

 

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L’export è centrale per lo sviluppo dell’economia italiana. Oggi sono 195mila le imprese che esportano, ma ci sono decine di migliaia di altre imprese che, pure avendone le potenzialità, non riescono ancora a farlo.  Le Camere di commercio stanno lavorando anche insieme ad Ice per consolidare la presenza all’estero delle aziende e hanno un piano di azione preciso rivolto a 46mila aziende potenziali esportatrici, soprattutto di piccole dimensioni, per aiutarle ad aprirsi ai mercati stranieri”. E’ quanto ha sottolineato oggi il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, alla presentazione del XVI Rapporto Ice-Prometeia.

Per questo - aggiunge- le Camere svolgono un ruolo di prima assistenza alle imprese per avviarle all’esportazione con tutti i servizi necessari all’internazionalizzazione, in particolare attraverso Promos Italia, e con diversi progetti speciali con le Camere di commercio italiane all’estero”.

 

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<![CDATA[ Excelsior: 320mila opportunità di lavoro nelle imprese a dicembre Oltre un milione entro febbraio 2019 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4006C160S123/excelsior--320mila-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-a-dicembre-oltre-un-milione-entro-febbraio-2019.htm Thu, 13 Dec 2018 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4006C160S123/excelsior--320mila-opportunita-di-lavoro-nelle-imprese-a-dicembre-oltre-un-milione-entro-febbraio-2019.htm Oltre un terzo della domanda dalla filiera del turismo e del commercio
Per 28 contratti su 100 ci sono difficoltà di reperimento

A dicembre, con l’approssimarsi delle festività, oltre un terzo delle quasi 320mila posizioni lavorative1 saranno rese disponibili dalle imprese della filiera del turismo e da quelle del commercio. Complessivamente, i contratti previsti entro febbraio 2019 si attesteranno a circa 1,1milioni. La difficoltà di reperimento si colloca al 28% delle entrate previste, 6 punti percentuali in più rispetto a dicembre 2017.
Sono alcune delle indicazioni che emergono dai programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi, monitorate dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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Oltre un terzo della domanda dalla filiera del turismo e del commercio
Per 28 contratti su 100 ci sono difficoltà di reperimento

A dicembre, con l’approssimarsi delle festività, oltre un terzo delle quasi 320mila posizioni lavorative1 saranno rese disponibili dalle imprese della filiera del turismo e da quelle del commercio. Complessivamente, i contratti previsti entro febbraio 2019 si attesteranno a circa 1,1milioni. La difficoltà di reperimento si colloca al 28% delle entrate previste, 6 punti percentuali in più rispetto a dicembre 2017.
Sono alcune delle indicazioni che emergono dai programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi, monitorate dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior: tra 2,5 e 3,2 milioni le opportunità di lavoro, fra turnover e nuovi posti di lavoro, che si creeranno entro il 2023 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3991C160S123/excelsior--tra-2-5-e-3-2-milioni-le-opportunita-di-lavoro---fra-turnover-e-nuovi-posti-di-lavoro--che-si-creeranno-entro-il-2023-.htm Sat, 01 Dec 2018 09:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3991C160S123/excelsior--tra-2-5-e-3-2-milioni-le-opportunita-di-lavoro---fra-turnover-e-nuovi-posti-di-lavoro--che-si-creeranno-entro-il-2023-.htm Digitale ed ecosostenibilità guideranno la domanda di lavoro nei prossimi 5 anni

Nei prossimi 5 anni – tra il 2019 e il 2023 - il mercato del lavoro italiano avrà  bisogno di un numero di occupati compreso tra i 2,5 e i 3,2 milioni. Questa previsione considera le esigenze dei settori privati e della pubblica amministrazione legate sia alla necessità di sostituire le persone che lasceranno il lavoro per pensionamento, sia alla espansione/contrazione dei diversi settori produttivi in relazione agli andamenti di mercato. In particolare, oltre i tre quarti del fabbisogno sarà collegato al naturale turnover occupazionale (con una previsione nel prossimo quinquennio compresa tra 2,1 milioni e 2,3 milioni), mentre la crescita economica genererà, a seconda della sua intensità e in maniera molto differenziata nei diversi settori, una quota di nuovi posti di lavoro che va dalle 427mila alle 905mila unità.

A trainare la domanda complessiva di lavoro saranno la “rivoluzione digitale” (Big data, Intelligenza artificiale, Internet of Things) e la domanda di “Ecosostenibilità” che richiederanno il coinvolgimento rispettivamente di 213mila e 481mila lavoratori.

Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Report Excelsior di Unioncamere e Anpal sui fabbisogni occupazionali di medio termine (2019-2023), resi noti a Job&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro in corso a Verona.

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Digitale ed ecosostenibilità guideranno la domanda di lavoro nei prossimi 5 anni

Nei prossimi 5 anni – tra il 2019 e il 2023 - il mercato del lavoro italiano avrà  bisogno di un numero di occupati compreso tra i 2,5 e i 3,2 milioni. Questa previsione considera le esigenze dei settori privati e della pubblica amministrazione legate sia alla necessità di sostituire le persone che lasceranno il lavoro per pensionamento, sia alla espansione/contrazione dei diversi settori produttivi in relazione agli andamenti di mercato. In particolare, oltre i tre quarti del fabbisogno sarà collegato al naturale turnover occupazionale (con una previsione nel prossimo quinquennio compresa tra 2,1 milioni e 2,3 milioni), mentre la crescita economica genererà, a seconda della sua intensità e in maniera molto differenziata nei diversi settori, una quota di nuovi posti di lavoro che va dalle 427mila alle 905mila unità.

A trainare la domanda complessiva di lavoro saranno la “rivoluzione digitale” (Big data, Intelligenza artificiale, Internet of Things) e la domanda di “Ecosostenibilità” che richiederanno il coinvolgimento rispettivamente di 213mila e 481mila lavoratori.

Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Report Excelsior di Unioncamere e Anpal sui fabbisogni occupazionali di medio termine (2019-2023), resi noti a Job&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro in corso a Verona.

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