Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Banda ultralarga: il sistema camerale lancia il progetto Ultranet ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3490C160S123/banda-ultralarga--il-sistema-camerale-lancia-il-progetto-ultranet.htm Thu, 21 Sep 2017 10:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3490C160S123/banda-ultralarga--il-sistema-camerale-lancia-il-progetto-ultranet.htm Sensibilizzare, informare, formare sulle opportunità offerte dalla banda ultralarga. Ma anche stimolare la domanda e l’offerta, pubblica e privata, di nuovi servizi 4.0. E’ l’obiettivo del progetto Ultranet, con il quale Unioncamere è risultata vincitrice del bando lanciato dal Ministero dello Sviluppo economico il 7 dicembre 2016. Il progetto, per la cui realizzazione Unioncamere si avvarrà delle Agenzie del sistema camerale che opereranno in stretta collaborazione con le 76 strutture camerali (75 Camere di commercio e una Unione regionale) che ad oggi hanno aderito all’iniziativa, interesserà tutto il territorio nazionale per i prossimi tre anni.

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Sensibilizzare, informare, formare sulle opportunità offerte dalla banda ultralarga. Ma anche stimolare la domanda e l’offerta, pubblica e privata, di nuovi servizi 4.0. E’ l’obiettivo del progetto Ultranet, con il quale Unioncamere è risultata vincitrice del bando lanciato dal Ministero dello Sviluppo economico il 7 dicembre 2016. Il progetto, per la cui realizzazione Unioncamere si avvarrà delle Agenzie del sistema camerale che opereranno in stretta collaborazione con le 76 strutture camerali (75 Camere di commercio e una Unione regionale) che ad oggi hanno aderito all’iniziativa, interesserà tutto il territorio nazionale per i prossimi tre anni.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Protocollo fra MISE e Unioncamere per aumentare il numero delle aziende italiane all'estero  ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3483C160S123/protocollo-fra-mise-e-unioncamere-per-aumentare-il-numero-delle-aziende-italiane-all-estero .htm Wed, 13 Sep 2017 12:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3483C160S123/protocollo-fra-mise-e-unioncamere-per-aumentare-il-numero-delle-aziende-italiane-all-estero .htm Il ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere hanno siglato un protocollo d’intesa per compiere un ulteriore passo verso la riorganizzazione del sistema pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle aziende italiane. Il protocollo dà attuazione a quanto previsto dal recente decreto di riforma delle Camere di commercio, prevedendo che il sistema camerale concentri le proprie attività in Italia per preparare le PMI a operare all’estero, prevedendo le opportune forme di raccordo con l’ICE, l’Agenzia posta al centro del Sistema per l’internazionalizzazione, affinché le imprese possano essere assistite in maniera unitaria e coordinata dal loro territorio fino ai mercati stranieri di interesse. 


Le attività previste dal protocollo di intesa rispondono, in particolare, a un obiettivo strategico: portare più imprese all’estero e rafforzare le quote di mercato delle aziende che esportano in maniera ancora saltuaria. Il recente Rapporto dell’ICE ha infatti evidenziato che, pur crescendo ancora l’export italiano, il numero delle aziende esportatrici fra il 2010 e il 2016 è aumentato troppo lentamente e in misura ancora insoddisfacente. 

Questo protocollo – afferma il sottosegretario allo Sviluppo Economico, On. Ivan Scalfarotto -  è parte integrante di quel disegno strategico avviato nel 2014 e volto al supporto dell’internazionalizzazione delle nostre imprese. Un disegno che ha già portato notevoli risultati sia per la costante crescita registrata dalle nostre esportazioni che per l’aumento del numero di investimenti esteri in Italia. In questo contesto assume particolare rilevanza il ruolo svolto dall’ICE, vero e proprio collante fra gli attori del sistema per l’internazionalizzazione, che ha tra i principali obiettivi proprio quello di aumentare il numero delle nostre imprese esportatrici”.

 “Molte aziende italiane hanno tutti i numeri per esportare ma hanno bisogno sempre più di soggetti che sui territori siano in grado di assisterle a muovere i primi passi. Accanto agli altri organismi pubblici e privati, le camere di commercio potranno ora meglio raggiungerle e prepararle per l’estero attraverso iniziative di informazione, formazione, supporto organizzativo e assistenza alle imprese, con particolare riguardo a quelle di minori dimensioni, alle start up ed alle imprese organizzate in filiere e reti”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che aggiunge: “Contiamo nel prossimo triennio di individuare e accompagnare sui mercati internazionali 10mila nuovi esportatori. È questa una potenzialità per il Paese che, se colta, può fare diversi punti in più di export”

 

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Il ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere hanno siglato un protocollo d’intesa per compiere un ulteriore passo verso la riorganizzazione del sistema pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle aziende italiane. Il protocollo dà attuazione a quanto previsto dal recente decreto di riforma delle Camere di commercio, prevedendo che il sistema camerale concentri le proprie attività in Italia per preparare le PMI a operare all’estero, prevedendo le opportune forme di raccordo con l’ICE, l’Agenzia posta al centro del Sistema per l’internazionalizzazione, affinché le imprese possano essere assistite in maniera unitaria e coordinata dal loro territorio fino ai mercati stranieri di interesse. 


Le attività previste dal protocollo di intesa rispondono, in particolare, a un obiettivo strategico: portare più imprese all’estero e rafforzare le quote di mercato delle aziende che esportano in maniera ancora saltuaria. Il recente Rapporto dell’ICE ha infatti evidenziato che, pur crescendo ancora l’export italiano, il numero delle aziende esportatrici fra il 2010 e il 2016 è aumentato troppo lentamente e in misura ancora insoddisfacente. 

Questo protocollo – afferma il sottosegretario allo Sviluppo Economico, On. Ivan Scalfarotto -  è parte integrante di quel disegno strategico avviato nel 2014 e volto al supporto dell’internazionalizzazione delle nostre imprese. Un disegno che ha già portato notevoli risultati sia per la costante crescita registrata dalle nostre esportazioni che per l’aumento del numero di investimenti esteri in Italia. In questo contesto assume particolare rilevanza il ruolo svolto dall’ICE, vero e proprio collante fra gli attori del sistema per l’internazionalizzazione, che ha tra i principali obiettivi proprio quello di aumentare il numero delle nostre imprese esportatrici”.

 “Molte aziende italiane hanno tutti i numeri per esportare ma hanno bisogno sempre più di soggetti che sui territori siano in grado di assisterle a muovere i primi passi. Accanto agli altri organismi pubblici e privati, le camere di commercio potranno ora meglio raggiungerle e prepararle per l’estero attraverso iniziative di informazione, formazione, supporto organizzativo e assistenza alle imprese, con particolare riguardo a quelle di minori dimensioni, alle start up ed alle imprese organizzate in filiere e reti”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che aggiunge: “Contiamo nel prossimo triennio di individuare e accompagnare sui mercati internazionali 10mila nuovi esportatori. È questa una potenzialità per il Paese che, se colta, può fare diversi punti in più di export”

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Benessere: il business della bellezza sfida la crisi ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3478C160S123/benessere--il-business-della-bellezza-sfida-la-crisi.htm Fri, 08 Sep 2017 11:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3478C160S123/benessere--il-business-della-bellezza-sfida-la-crisi.htm +6mila imprese in cinque anni, boom della nail-art (+45,6%)


In provincia la crescita più forte: a Pisa, Frosinone e Cagliari +10%


 Italiani sempre più attenti a bellezza e benessere: le imprese del settore crescono del 4% negli ultimi cinque anni, grazie soprattutto all’aumento consistente di palestre e centri benessere (quasi il 12% in più in entrambi i casi), istituti di bellezza (+15%) e servizi di manicure e pedicure, passati da 1.206 a 1.747 (+46%).


A mostrarlo è l’elaborazione di Unioncamere-Infocamere, a partire dai dati del Registro delle imprese al 30 giugno scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2012.
 

Se la passione per il fitness, l’attenzione all’immagine o la ricercatezza di una nail-art di tendenza sono alla base della crescita del settore della cura della persona nel periodo, il vero “zoccolo duro” del comparto, che conta a fine giugno oltre 153mila imprese, è rappresentato dai saloni di barbiere e di parrucchiere, ambito nel quale operano 104mila imprese, pari al 68% del totale.


 

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+6mila imprese in cinque anni, boom della nail-art (+45,6%)


In provincia la crescita più forte: a Pisa, Frosinone e Cagliari +10%


 Italiani sempre più attenti a bellezza e benessere: le imprese del settore crescono del 4% negli ultimi cinque anni, grazie soprattutto all’aumento consistente di palestre e centri benessere (quasi il 12% in più in entrambi i casi), istituti di bellezza (+15%) e servizi di manicure e pedicure, passati da 1.206 a 1.747 (+46%).


A mostrarlo è l’elaborazione di Unioncamere-Infocamere, a partire dai dati del Registro delle imprese al 30 giugno scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2012.
 

Se la passione per il fitness, l’attenzione all’immagine o la ricercatezza di una nail-art di tendenza sono alla base della crescita del settore della cura della persona nel periodo, il vero “zoccolo duro” del comparto, che conta a fine giugno oltre 153mila imprese, è rappresentato dai saloni di barbiere e di parrucchiere, ambito nel quale operano 104mila imprese, pari al 68% del totale.


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Le imprese femminili sono due volte giovani: 4 su 10 sono state create dopo il 2010, il 12% è guidato da under 35 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3476C160S123/le-imprese-femminili-sono-due-volte-giovani--4-su-10-sono-state-create-dopo-il-2010--il-12--e-guidato-da-under-35.htm Fri, 01 Sep 2017 11:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3476C160S123/le-imprese-femminili-sono-due-volte-giovani--4-su-10-sono-state-create-dopo-il-2010--il-12--e-guidato-da-under-35.htm  Le donne d’impresa sono due volte giovani, per data di avvio dell’attività e per incidenza di imprenditrici under 35. Infatti, 4 imprese femminili su 10 sono state create  dal 2010 ad oggi (tra gli uomini, solo 3 su 10 hanno meno di 7 anni). Inoltre, le 162mila attività guidate da imprenditrici under 35 sono più del 12% del totale delle aziende a trazione femminile (1.325.438), mentre, tra gli uomini, sono l’8,5%. Sono alcuni degli spunti che emergono dalla lettura dei dati sulle imprese femminili al 30 giugno 2017, elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere.

 

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 Le donne d’impresa sono due volte giovani, per data di avvio dell’attività e per incidenza di imprenditrici under 35. Infatti, 4 imprese femminili su 10 sono state create  dal 2010 ad oggi (tra gli uomini, solo 3 su 10 hanno meno di 7 anni). Inoltre, le 162mila attività guidate da imprenditrici under 35 sono più del 12% del totale delle aziende a trazione femminile (1.325.438), mentre, tra gli uomini, sono l’8,5%. Sono alcuni degli spunti che emergono dalla lettura dei dati sulle imprese femminili al 30 giugno 2017, elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ L'Italia crede nella green economy: oltre 3.500 brevetti tricolore registrati in Europa in 10 anni ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3474C160S123/l-italia-crede-nella-green-economy--oltre-3-500-brevetti-tricolore-registrati-in-europa-in-10-anni.htm Fri, 25 Aug 2017 11:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3474C160S123/l-italia-crede-nella-green-economy--oltre-3-500-brevetti-tricolore-registrati-in-europa-in-10-anni.htm Il nostro Paese mantiene il quarto posto nella Ue dopo Germania, Francia e Paesi Bassi
    
Il “genio” italiano si colora sempre più di verde: in 10 anni, il numero dei brevetti green made in Italy, pubblicati in Europa, è aumentato complessivamente del 22%, andando così a rappresentare il 10% delle 3.645 domande di brevetto registrate nel 2015. Si tratta in sostanza di oltre 3.500 invenzioni registrate tra il 2006 e il 2015, che introducono innovazioni a basso impatto ambientale nei processi o nei prodotti realizzati.


Come mostra l’analisi effettuata da Unioncamere-Dintec sulla base dei brevetti pubblicati dall’European Patent Office (EPO), il medicale e gli imballaggi restano i settori in cui si esercita maggiormente la capacità innovativa di imprese, enti e singoli inventori del nostro Paese. Essi continuano infatti ad occupare i primi posti della graduatoria per classi tecnologiche delle invenzioni italiane in Europa.
In crescita nel periodo di riferimento gli elettrodomestici/casalinghi e arredo, che recuperano ben tre posizioni rispetto al 2006, rubando il podio ai veicoli stradali. In calo del 60%, invece, i brevetti legati a una parte delle tecnologie che compongono la Digital economy e communication, che passano dal sesto posto occupato nel 2006 al diciottesimo del 2015.

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Il nostro Paese mantiene il quarto posto nella Ue dopo Germania, Francia e Paesi Bassi
    
Il “genio” italiano si colora sempre più di verde: in 10 anni, il numero dei brevetti green made in Italy, pubblicati in Europa, è aumentato complessivamente del 22%, andando così a rappresentare il 10% delle 3.645 domande di brevetto registrate nel 2015. Si tratta in sostanza di oltre 3.500 invenzioni registrate tra il 2006 e il 2015, che introducono innovazioni a basso impatto ambientale nei processi o nei prodotti realizzati.


Come mostra l’analisi effettuata da Unioncamere-Dintec sulla base dei brevetti pubblicati dall’European Patent Office (EPO), il medicale e gli imballaggi restano i settori in cui si esercita maggiormente la capacità innovativa di imprese, enti e singoli inventori del nostro Paese. Essi continuano infatti ad occupare i primi posti della graduatoria per classi tecnologiche delle invenzioni italiane in Europa.
In crescita nel periodo di riferimento gli elettrodomestici/casalinghi e arredo, che recuperano ben tre posizioni rispetto al 2006, rubando il podio ai veicoli stradali. In calo del 60%, invece, i brevetti legati a una parte delle tecnologie che compongono la Digital economy e communication, che passano dal sesto posto occupato nel 2006 al diciottesimo del 2015.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: a un anno dal terremoto, i progetti delle Camere di commercio per il rilancio delle imprese ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3473C160S123/unioncamere--a-un-anno-dal-terremoto--i-progetti-delle-camere-di-commercio-per-il-rilancio-delle-imprese.htm Wed, 23 Aug 2017 11:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3473C160S123/unioncamere--a-un-anno-dal-terremoto--i-progetti-delle-camere-di-commercio-per-il-rilancio-delle-imprese.htm  

Assistenza tecnica per lo sviluppo commerciale ed il marketing, aiuti all’acquisto di software e applicazioni ICT, azioni di promozione del patrimonio culturale e quindi del turismo, contributi per la riparazione dei danni ai beni mobili strumentali ed il ripristino delle scorte. Sono alcuni degli interventi progettati e, in parte, già realizzati dalle Camere di commercio delle aree colpite dal terremoto del 24 agosto 2016. Il sistema camerale, grazie soprattutto al contributo concesso dalle Camere di commercio della Lombardia attraverso l’Unioncamere Regionale, ha potuto finanziare una serie di progetti destinati ad aiutare le imprese di quelle aree a ripartire.

Ognuna delle Camere di commercio nel cui territorio figurano comuni del cratere sismico (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia, Pescara, Rieti, Teramo, Terni) ha individuato specifiche linee di azione per dare sostegno al tessuto produttivo e contribuire al rilancio delle economie locali.
I progetti presentati al Fondo di solidarietà di Unioncamere, il cui ammontare complessivo supera i 2 milioni di euro, puntano sia all’emissione di voucher, erogazione di incentivi o contributi a fondo perduto destinati al ripristino delle attività economiche danneggiate, sia alla valorizzazione dei territori, promuovendone luoghi, eventi ed eccellenze culturali e turistiche e contribuendo, così, a rilanciare le imprese della ricettività, del commercio e dell’artigianato.

 

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Assistenza tecnica per lo sviluppo commerciale ed il marketing, aiuti all’acquisto di software e applicazioni ICT, azioni di promozione del patrimonio culturale e quindi del turismo, contributi per la riparazione dei danni ai beni mobili strumentali ed il ripristino delle scorte. Sono alcuni degli interventi progettati e, in parte, già realizzati dalle Camere di commercio delle aree colpite dal terremoto del 24 agosto 2016. Il sistema camerale, grazie soprattutto al contributo concesso dalle Camere di commercio della Lombardia attraverso l’Unioncamere Regionale, ha potuto finanziare una serie di progetti destinati ad aiutare le imprese di quelle aree a ripartire.

Ognuna delle Camere di commercio nel cui territorio figurano comuni del cratere sismico (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia, Pescara, Rieti, Teramo, Terni) ha individuato specifiche linee di azione per dare sostegno al tessuto produttivo e contribuire al rilancio delle economie locali.
I progetti presentati al Fondo di solidarietà di Unioncamere, il cui ammontare complessivo supera i 2 milioni di euro, puntano sia all’emissione di voucher, erogazione di incentivi o contributi a fondo perduto destinati al ripristino delle attività economiche danneggiate, sia alla valorizzazione dei territori, promuovendone luoghi, eventi ed eccellenze culturali e turistiche e contribuendo, così, a rilanciare le imprese della ricettività, del commercio e dell’artigianato.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Fallimenti ancora in calo tra aprile e giugno: sono 3.000, il 15% in meno di un anno fa ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3472C160S123/fallimenti-ancora-in-calo-tra-aprile-e-giugno--sono-3-000--il-15--in-meno-di-un-anno-fa.htm Fri, 18 Aug 2017 11:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3472C160S123/fallimenti-ancora-in-calo-tra-aprile-e-giugno--sono-3-000--il-15--in-meno-di-un-anno-fa.htm Sempre meno imprese stanno portando i libri in tribunale. Tra aprile e giugno 2017, infatti, secondo i dati ufficiali Unioncamere-Infocamere, sono fallite 3.008 imprese, contro le 3.537 del corrispondente periodo del 2016. In termini percentuali, la frenata è stata del 15% e segna una conferma del risultato dello scorso anno, quando si era già registrata una flessione del 3% rispetto al 2015. In relazione alla struttura imprenditoriale italiana, il fenomeno delle aperture di procedure fallimentari riguarda dunque un numero di imprese molto limitato.

La riduzione del flusso di nuovi fallimenti è stata più consistente in termini percentuali nel Nord Est (-16,8% rispetto al secondo trimestre 2016) e nel Mezzogiorno (-16,5%). Nelle regioni del Nord Ovest le aperture di procedure fallimentari sono state il 14,7% in meno dello scorso anno e al Centro il -12,2%.

A livello settoriale, il calo di procedure fallimentari interessa in particolare le costruzioni
(-24,8% rispetto al secondo trimestre 2016), il trasporto e magazzinaggio (-21,1%), le attività manifatturiere (-16,9%) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-12,9%).

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Sempre meno imprese stanno portando i libri in tribunale. Tra aprile e giugno 2017, infatti, secondo i dati ufficiali Unioncamere-Infocamere, sono fallite 3.008 imprese, contro le 3.537 del corrispondente periodo del 2016. In termini percentuali, la frenata è stata del 15% e segna una conferma del risultato dello scorso anno, quando si era già registrata una flessione del 3% rispetto al 2015. In relazione alla struttura imprenditoriale italiana, il fenomeno delle aperture di procedure fallimentari riguarda dunque un numero di imprese molto limitato.

La riduzione del flusso di nuovi fallimenti è stata più consistente in termini percentuali nel Nord Est (-16,8% rispetto al secondo trimestre 2016) e nel Mezzogiorno (-16,5%). Nelle regioni del Nord Ovest le aperture di procedure fallimentari sono state il 14,7% in meno dello scorso anno e al Centro il -12,2%.

A livello settoriale, il calo di procedure fallimentari interessa in particolare le costruzioni
(-24,8% rispetto al secondo trimestre 2016), il trasporto e magazzinaggio (-21,1%), le attività manifatturiere (-16,9%) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-12,9%).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Sempre più imprese parlano straniero ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3471C160S123/sempre-piu-imprese-parlano-straniero.htm Wed, 16 Aug 2017 16:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3471C160S123/sempre-piu-imprese-parlano-straniero.htm A giugno 2017 superata quota 580mila, +6.700 nel secondo trimestre

Rappresentano il 10% del totale Italia, 1 su 5 opera in Lombardia.

 

Continuano ad aumentare le imprese straniere in Italia. Pur mostrando ritmi di crescita inferiori rispetto al passato, nel II trimestre 2017 il saldo tra aperture e chiusure di aziende guidate da persone non nate in Italia fa segnare ancora un bilancio positivo che ha sfiorato le 7mila unità. Il sistema delle imprese straniere in Italia supera così quota 580mila e se nel 2011 pesava per il 7,2% sull’universo delle imprese totali, nel 2017 la loro incidenza è salita al 9,5%, indice di una popolazione immigrata sempre più attiva nello scenario economico del Paese. Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Regsitro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al secondo trimestre del 2017. Il settore in cui le imprese di stranieri sono maggiormente presenti è quello del commercio (circa 208mila imprese, il 36% di tutte le aziende a guida straniera), seguito dalle costruzioni (132mila, il 23% delle straniere) e da alloggio e ristorazione e manifattura (entrambe prossime alle 45mila unità). Quasi un’impresa di stranieri su tre (il 31,8%) è artigiana. La regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori non italiani è la Lombardia con 113mila realtà, seguita dal Lazio (76mila) e dalla Toscana (54mila).

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A giugno 2017 superata quota 580mila, +6.700 nel secondo trimestre

Rappresentano il 10% del totale Italia, 1 su 5 opera in Lombardia.

 

Continuano ad aumentare le imprese straniere in Italia. Pur mostrando ritmi di crescita inferiori rispetto al passato, nel II trimestre 2017 il saldo tra aperture e chiusure di aziende guidate da persone non nate in Italia fa segnare ancora un bilancio positivo che ha sfiorato le 7mila unità. Il sistema delle imprese straniere in Italia supera così quota 580mila e se nel 2011 pesava per il 7,2% sull’universo delle imprese totali, nel 2017 la loro incidenza è salita al 9,5%, indice di una popolazione immigrata sempre più attiva nello scenario economico del Paese. Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Regsitro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al secondo trimestre del 2017. Il settore in cui le imprese di stranieri sono maggiormente presenti è quello del commercio (circa 208mila imprese, il 36% di tutte le aziende a guida straniera), seguito dalle costruzioni (132mila, il 23% delle straniere) e da alloggio e ristorazione e manifattura (entrambe prossime alle 45mila unità). Quasi un’impresa di stranieri su tre (il 31,8%) è artigiana. La regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori non italiani è la Lombardia con 113mila realtà, seguita dal Lazio (76mila) e dalla Toscana (54mila).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 875mila le entrate previste tra agosto e ottobre 2017 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3469C160S123/lavoro--875mila-le-entrate-previste-tra-agosto-e-ottobre-2017.htm Fri, 11 Aug 2017 10:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3469C160S123/lavoro--875mila-le-entrate-previste-tra-agosto-e-ottobre-2017.htm Food, il settore più “rosa”

L’industria dell’alimentare e delle bevande è il settore che più di altri punterà sulle donne per coprire i posti di lavoro pianificati tra agosto e ottobre di quest’anno. Nei programmi occupazionali delle imprese sono in tutto 135mila le posizioni lavorative per le quali gli imprenditori ritengono più adatta una figura femminile. Si rivolgerà di preferenza alle donne il 15,4% delle 875mila ricerche di personale pianificate, agli uomini il 28,8% e ad entrambi i generi indifferentemente il 55,8%. E’ quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, sulle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi tra agosto e ottobre 2017. Indipendentemente dal genere, maggiori opportunità di lavoro si troveranno in generale nel settore terziario in cui sono previste 613mila entrate (il 70% del totale) e, di queste, ben oltre la metà è diretta ai servizi alle persone (tra cui sanità, istruzione, servizi culturali), al commercio e ai servizi legati all’accoglienza e alla ristorazione. Mentre all’interno del settore industriale, a cui si indirizza il 30% delle ricerche complessive di personale, più chance di trovare occupazione la daranno i comparti della meccanica (16% delle 262mila entrate programmate dall’industria), della metallurgia (13%) e della filiera alimentare (13%). Maggiore è la domanda di lavoro proveniente dal Nord ovest (il 31% del totale Italia) in particolare nei servizi, ma nel Nord est, guidato dal Veneto, appare più elevata della media la ricerca di personale destinata a coprire le esigenze occupazionali dell’industria (il 34,7% delle entrate previste nell’area).  

 

 

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Food, il settore più “rosa”

L’industria dell’alimentare e delle bevande è il settore che più di altri punterà sulle donne per coprire i posti di lavoro pianificati tra agosto e ottobre di quest’anno. Nei programmi occupazionali delle imprese sono in tutto 135mila le posizioni lavorative per le quali gli imprenditori ritengono più adatta una figura femminile. Si rivolgerà di preferenza alle donne il 15,4% delle 875mila ricerche di personale pianificate, agli uomini il 28,8% e ad entrambi i generi indifferentemente il 55,8%. E’ quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, sulle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi tra agosto e ottobre 2017. Indipendentemente dal genere, maggiori opportunità di lavoro si troveranno in generale nel settore terziario in cui sono previste 613mila entrate (il 70% del totale) e, di queste, ben oltre la metà è diretta ai servizi alle persone (tra cui sanità, istruzione, servizi culturali), al commercio e ai servizi legati all’accoglienza e alla ristorazione. Mentre all’interno del settore industriale, a cui si indirizza il 30% delle ricerche complessive di personale, più chance di trovare occupazione la daranno i comparti della meccanica (16% delle 262mila entrate programmate dall’industria), della metallurgia (13%) e della filiera alimentare (13%). Maggiore è la domanda di lavoro proveniente dal Nord ovest (il 31% del totale Italia) in particolare nei servizi, ma nel Nord est, guidato dal Veneto, appare più elevata della media la ricerca di personale destinata a coprire le esigenze occupazionali dell’industria (il 34,7% delle entrate previste nell’area).  

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: al via la riorganizzazione delle Camere di commercio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3466C160S123/unioncamere--al-via-la-riorganizzazione-delle-camere-di-commercio-.htm Wed, 09 Aug 2017 10:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3466C160S123/unioncamere--al-via-la-riorganizzazione-delle-camere-di-commercio-.htm E’ giunta al traguardo finale la nuova mappa geografica delle Camere di commercio d’Italia. Il decreto del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda definisce l’assetto territoriale delle Camere che passano da 105 a 60 portando a compimento il processo di riorganizzazione partito due anni fa con la riforma Madia.
Il riordino realizza un sistema camerale più snello e efficiente in grado di rispondere con maggiore efficacia alle nuove sfide di modernizzazione del Paese.

Si apre ora una nuova fase di progettazione che permetterà alle Camere di commercio di assolvere alle nuove funzioni strategiche in tema di digitalizzazione, orientamento e formazione, valorizzazione del  turismo e del patrimonio culturale che sono state loro attribuite dal decreto legislativo 219 del 2016.  

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E’ giunta al traguardo finale la nuova mappa geografica delle Camere di commercio d’Italia. Il decreto del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda definisce l’assetto territoriale delle Camere che passano da 105 a 60 portando a compimento il processo di riorganizzazione partito due anni fa con la riforma Madia.
Il riordino realizza un sistema camerale più snello e efficiente in grado di rispondere con maggiore efficacia alle nuove sfide di modernizzazione del Paese.

Si apre ora una nuova fase di progettazione che permetterà alle Camere di commercio di assolvere alle nuove funzioni strategiche in tema di digitalizzazione, orientamento e formazione, valorizzazione del  turismo e del patrimonio culturale che sono state loro attribuite dal decreto legislativo 219 del 2016.  

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: sprint dei giovani, +6% in 6 mesi ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3465C160S123/imprese--sprint-dei-giovani---6--in-6-mesi.htm Mon, 07 Aug 2017 10:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3465C160S123/imprese--sprint-dei-giovani---6--in-6-mesi.htm 1 nuova impresa su 3 è under 35 tra gennaio e giugno
Telecomunicazioni, finanza e giochi le ‘vocazioni’ dei giovani imprenditori

Le imprese guidate dai giovani spingono sull’acceleratore e trainano la crescita del tessuto imprenditoriale italiano. Nei primi sei mesi dell’anno, quasi una nuova impresa su 3 (il 30,4%) è guidata da imprenditori under 35. Rispetto alla fine del 2016, il loro numero è aumentato del +6,1%, contro lo 0,3% del totale delle imprese, mettendo a segno tra gennaio e giugno un saldo positivo di 36.965 unità. Sale così a 566.268 il numero delle imprese capitanate da giovani con meno di 35 anni presenti a fine giugno 2017 nel Registro delle imprese delle Camere di commercio.  E’ quanto emerge dall’analisi di Unioncamere-Infocamere sulla natimortalità delle imprese giovanili nel primo semestre di quest’anno.

Complessivamente, al 30 giugno scorso era under 35 quasi una impresa italiana ogni dieci, con punte di maggior presenza in settori come  le attività di lotterie, scommesse e case da gioco (1 su 4), i servizi postali e attività di corrieri (1 su 5) e i  servizi per gli edifici e il paesaggio (pulizia  e giardinaggio), dove il 15% del totale delle imprese è giovanile. Ma  guardando le nuove iscrizioni  emerge una mappa dei settori produttivi sui cui i giovani stanno ora maggiormente scommettendo. Al primo posto c’è il settore delle telecomunicazioni, in cui quasi una nuova impresa su due (il 48,2%) di quelle aperte tra gennaio e giugno è guidata da under 35. Vicinissime (47,5%) le attività nei servizi finanziari e oltre il 40% le già citate attività delle lotterie, i servizi postali e di corriere e i servizi alla persona. A fortissima vocazione giovanile anche le attività forestali (39,7% di tutte le nuove aperture nel semestre) e quelle legate a pubblicità e ricerche di mercato (39,5% del totale delle new entry).

 

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1 nuova impresa su 3 è under 35 tra gennaio e giugno
Telecomunicazioni, finanza e giochi le ‘vocazioni’ dei giovani imprenditori

Le imprese guidate dai giovani spingono sull’acceleratore e trainano la crescita del tessuto imprenditoriale italiano. Nei primi sei mesi dell’anno, quasi una nuova impresa su 3 (il 30,4%) è guidata da imprenditori under 35. Rispetto alla fine del 2016, il loro numero è aumentato del +6,1%, contro lo 0,3% del totale delle imprese, mettendo a segno tra gennaio e giugno un saldo positivo di 36.965 unità. Sale così a 566.268 il numero delle imprese capitanate da giovani con meno di 35 anni presenti a fine giugno 2017 nel Registro delle imprese delle Camere di commercio.  E’ quanto emerge dall’analisi di Unioncamere-Infocamere sulla natimortalità delle imprese giovanili nel primo semestre di quest’anno.

Complessivamente, al 30 giugno scorso era under 35 quasi una impresa italiana ogni dieci, con punte di maggior presenza in settori come  le attività di lotterie, scommesse e case da gioco (1 su 4), i servizi postali e attività di corrieri (1 su 5) e i  servizi per gli edifici e il paesaggio (pulizia  e giardinaggio), dove il 15% del totale delle imprese è giovanile. Ma  guardando le nuove iscrizioni  emerge una mappa dei settori produttivi sui cui i giovani stanno ora maggiormente scommettendo. Al primo posto c’è il settore delle telecomunicazioni, in cui quasi una nuova impresa su due (il 48,2%) di quelle aperte tra gennaio e giugno è guidata da under 35. Vicinissime (47,5%) le attività nei servizi finanziari e oltre il 40% le già citate attività delle lotterie, i servizi postali e di corriere e i servizi alla persona. A fortissima vocazione giovanile anche le attività forestali (39,7% di tutte le nuove aperture nel semestre) e quelle legate a pubblicità e ricerche di mercato (39,5% del totale delle new entry).

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: interpreti, 7 laureati su 10 "rari" da trovare ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3464C160S123/lavoro---interpreti--7-laureati-su-10--rari--da-trovare.htm Fri, 04 Aug 2017 10:08:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3464C160S123/lavoro---interpreti--7-laureati-su-10--rari--da-trovare.htm Economisti, formatori, ingegneri elettrotecnici  i dottori più richiesti
L’esperienza conta per il 67% dei posti di lavoro programmati

 

La conoscenza delle lingue è indispensabile per rafforzare la propria presenza all’estero, ma interpreti e traduttori sono i laureati più “rari” da procurarsi sul mercato secondo le aspettative delle aziende. Meno difficile ma altrettanto complicato reperire ingegneri elettronici (58,7%) e ingegneri industriali (50,2%), matematici e fisici (40,9%). E’ quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi tra luglio e settembre di quest’anno.

Per la ripartenza dopo la pausa estiva le aziende prevedono che faranno più fatica a reperire 1 “dottore” su 3. La laurea è richiesta per il 12,3% dei 969 mila posti di lavoro programmati dalle imprese tra luglio e settembre 2017, ma la “caccia” al titolo giusto sarà dura per il 34,4% delle posizioni aperte per mancanza di candidature (17,8%) o per inadeguatezza degli stesse (14,8%).

Meno ardua, invece, si prospetta la ricerca tra i diplomati (19,3%), ai quali sono riservate il 36% delle entrate previste nel periodo considerato, ma si registrano punte di complessità decisamente elevate per l’indirizzo produzione industriale e artigianale (45,1%) e per l’indirizzo informatico e telecomunicazioni (44,9%).

L’esperienza è spesso un fattore discriminante per la ricerca del candidato giusto, in particolare per i laureati ai quali viene richiesta nel 79,6% dei casi (contro una media del 67%). Per questo tirocini curriculari e percorsi di alternanza scuola-lavoro che possano fornire ai giovani le giuste attitudini costituiscono uno strumento strategico per andare incontro alle esigenze delle aziende.  Ma a fare la differenza nella scelta della persona da reclutare sono anche le competenze maturate. A 4 dottori su 5 viene richiesto l’utilizzo di tecnologie e strumenti internet e a 1 laureato 2 l’abilità ad applicare soluzioni creative e innovative.

 

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Economisti, formatori, ingegneri elettrotecnici  i dottori più richiesti
L’esperienza conta per il 67% dei posti di lavoro programmati

 

La conoscenza delle lingue è indispensabile per rafforzare la propria presenza all’estero, ma interpreti e traduttori sono i laureati più “rari” da procurarsi sul mercato secondo le aspettative delle aziende. Meno difficile ma altrettanto complicato reperire ingegneri elettronici (58,7%) e ingegneri industriali (50,2%), matematici e fisici (40,9%). E’ quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi tra luglio e settembre di quest’anno.

Per la ripartenza dopo la pausa estiva le aziende prevedono che faranno più fatica a reperire 1 “dottore” su 3. La laurea è richiesta per il 12,3% dei 969 mila posti di lavoro programmati dalle imprese tra luglio e settembre 2017, ma la “caccia” al titolo giusto sarà dura per il 34,4% delle posizioni aperte per mancanza di candidature (17,8%) o per inadeguatezza degli stesse (14,8%).

Meno ardua, invece, si prospetta la ricerca tra i diplomati (19,3%), ai quali sono riservate il 36% delle entrate previste nel periodo considerato, ma si registrano punte di complessità decisamente elevate per l’indirizzo produzione industriale e artigianale (45,1%) e per l’indirizzo informatico e telecomunicazioni (44,9%).

L’esperienza è spesso un fattore discriminante per la ricerca del candidato giusto, in particolare per i laureati ai quali viene richiesta nel 79,6% dei casi (contro una media del 67%). Per questo tirocini curriculari e percorsi di alternanza scuola-lavoro che possano fornire ai giovani le giuste attitudini costituiscono uno strumento strategico per andare incontro alle esigenze delle aziende.  Ma a fare la differenza nella scelta della persona da reclutare sono anche le competenze maturate. A 4 dottori su 5 viene richiesto l’utilizzo di tecnologie e strumenti internet e a 1 laureato 2 l’abilità ad applicare soluzioni creative e innovative.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 1 ricerca di personale su 5 difficile da mandare in porto ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3459C160S123/lavoro--1-ricerca-di-personale-su-5-difficile-da-mandare-in-porto--.htm Fri, 28 Jul 2017 10:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3459C160S123/lavoro--1-ricerca-di-personale-su-5-difficile-da-mandare-in-porto--.htm Ai giovani si indirizza il 35% delle entrate programmate


Una ricerca di personale su cinque rischia di restare disattesa per le difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste. Analista programmatore, operatore commerciale per l’Italia, addetto alla logistica di magazzino, specialista della gestione e del controllo: questi i principali profili che secondo le aziende tra luglio e settembre 2017 si farà più fatica a trovare sul mercato. In tutto sono circa 200mila le posizioni di lavoro considerate problematiche da coprire con candidati idonei, ovvero il 20,6% delle 969mila entrate previste dalle aziende nel periodo considerato. Più complicato, nonostante l’elevato tasso di disoccupazione, appare trovare il profilo giusto tra i giovani (23% la difficoltà di reperimento) ai quali si indirizza il 35% degli ingressi programmati (339mila in tutto). Sono soprattutto le imprese dell’Ict e delle industrie metalmeccaniche ed elettroniche (37% in entrambi i casi) che segnalano maggiori criticità nel reperire personale adeguato. E all’interno delle diverse aree aziendali, quella tecnica e di progettazione sarà destinata a incontrare più di altre ostacoli nella ricerca.

E’ quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi per il periodo tra luglio e settembre 2017. A 20 anni dalla sua nascita Excelsior è diventato un monitoraggio mensile ma con un orizzonte temporale anche trimestrale, per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. Un borsino delle professioni richieste dalle imprese, con dati disponibili non solo per settore economico e singola provincia ma anche per ciascuno dei circa 550 centri per l’impiego operanti sui territori.

 

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Ai giovani si indirizza il 35% delle entrate programmate


Una ricerca di personale su cinque rischia di restare disattesa per le difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste. Analista programmatore, operatore commerciale per l’Italia, addetto alla logistica di magazzino, specialista della gestione e del controllo: questi i principali profili che secondo le aziende tra luglio e settembre 2017 si farà più fatica a trovare sul mercato. In tutto sono circa 200mila le posizioni di lavoro considerate problematiche da coprire con candidati idonei, ovvero il 20,6% delle 969mila entrate previste dalle aziende nel periodo considerato. Più complicato, nonostante l’elevato tasso di disoccupazione, appare trovare il profilo giusto tra i giovani (23% la difficoltà di reperimento) ai quali si indirizza il 35% degli ingressi programmati (339mila in tutto). Sono soprattutto le imprese dell’Ict e delle industrie metalmeccaniche ed elettroniche (37% in entrambi i casi) che segnalano maggiori criticità nel reperire personale adeguato. E all’interno delle diverse aree aziendali, quella tecnica e di progettazione sarà destinata a incontrare più di altre ostacoli nella ricerca.

E’ quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi per il periodo tra luglio e settembre 2017. A 20 anni dalla sua nascita Excelsior è diventato un monitoraggio mensile ma con un orizzonte temporale anche trimestrale, per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. Un borsino delle professioni richieste dalle imprese, con dati disponibili non solo per settore economico e singola provincia ma anche per ciascuno dei circa 550 centri per l’impiego operanti sui territori.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Prezzi agroalimentari più trasparenti grazie all'alleanza Unioncamere-Italmercati ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3458C160S123/prezzi-agroalimentari-piu-trasparenti-grazie-all-alleanza-unioncamere-italmercati.htm Thu, 27 Jul 2017 13:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3458C160S123/prezzi-agroalimentari-piu-trasparenti-grazie-all-alleanza-unioncamere-italmercati.htm Prezzi agroalimentari all’ingrosso più trasparenti e monitorati. E’ quanto consente la collaborazione tra Unioncamere e Italmercati, la rete che riunisce alcuni tra i principali mercati all’ingrosso d'Italia. Obiettivo della Convenzione, siglata dal segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, e da Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, è realizzare strumenti comuni di monitoraggio delle dinamiche dei prezzi e report di analisi periodica, predisponendo anche iniziative condivise sul tema della legalità e della qualità. Tra le finalità dell’intesa, che coinvolgerà anche Borsa merci telematica (BMTI), società in house delle Camere di commercio, vi è inoltre l’avvio di un percorso che porti alla costituzioni di Commissioni Uniche Nazionali per la formulazione delle tendenze di mercato e dei prezzi sui settori ortofrutticoli ed ittici.

Conoscere l’andamento dei prezzi è importante per le imprese, perché consente loro di programmare gli acquisti con maggior consapevolezza”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Per questo le Camere di commercio, che hanno competenze in materia di regolazione e trasparenza del mercato, intendono sviluppare ulteriormene l’attività di rilevazione, per fornire agli operatori informazioni puntuali e di facile comprensione”.

 

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Prezzi agroalimentari all’ingrosso più trasparenti e monitorati. E’ quanto consente la collaborazione tra Unioncamere e Italmercati, la rete che riunisce alcuni tra i principali mercati all’ingrosso d'Italia. Obiettivo della Convenzione, siglata dal segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, e da Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, è realizzare strumenti comuni di monitoraggio delle dinamiche dei prezzi e report di analisi periodica, predisponendo anche iniziative condivise sul tema della legalità e della qualità. Tra le finalità dell’intesa, che coinvolgerà anche Borsa merci telematica (BMTI), società in house delle Camere di commercio, vi è inoltre l’avvio di un percorso che porti alla costituzioni di Commissioni Uniche Nazionali per la formulazione delle tendenze di mercato e dei prezzi sui settori ortofrutticoli ed ittici.

Conoscere l’andamento dei prezzi è importante per le imprese, perché consente loro di programmare gli acquisti con maggior consapevolezza”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Per questo le Camere di commercio, che hanno competenze in materia di regolazione e trasparenza del mercato, intendono sviluppare ulteriormene l’attività di rilevazione, per fornire agli operatori informazioni puntuali e di facile comprensione”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: +36mila tra aprile e giugno, ma la "corsa" rallenta ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3456C160S123/imprese---36mila-tra-aprile-e-giugno--ma-la--corsa--rallenta.htm Tue, 25 Jul 2017 11:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3456C160S123/imprese---36mila-tra-aprile-e-giugno--ma-la--corsa--rallenta.htm Più dinamici servizi alle imprese, attività professionali e turismo
Migliora il saldo degli artigiani (+3.200)

 

Aumenta il numero delle imprese italiane, ma la crescita rallenta il passo. Iscrizioni, cessazioni e tasso di incremento del tessuto imprenditoriale sono, infatti, in frenata nel secondo trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra aprile e giugno le nuove imprese sono state 92.500 (contro le 98.500 di un anno fa), le cessazioni 56.700 (contro 60.400) e il saldo si è attestato a 35.800 imprese in più rispetto a marzo (nel 2016 erano 38.100).

A livello territoriale, tutte le regioni fanno segnare un saldo positivo di imprese, ma nessuna area migliora l’andamento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Tra i settori, quelli più dinamici tra aprile e giugno sono stati: servizi alle imprese (+8.153 unità nel trimestre), commercio (+6.872) e turismo (+5.659). Nota positiva, infine, per le imprese artigiane che continuano a migliorare – pur se lievemente - il proprio saldo trimestrale per il quarto anno consecutivo (+3.166 nel 2017).

E’ questa -  in estrema sintesi - la dinamica che emerge dalla lettura dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre 2017, diffusi da Unioncamere - InfoCamere.  Tutti i dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it/movimprese.
 

 “L’avanzata del tessuto imprenditoriale è un segnale incoraggiante, ma occorre accelerarne il cammino. La digitalizzazione è la via maestra da percorrere perché è uno straordinario moltiplicatore di esportazioni e di innovazione" è il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. "Per questo le Camere di commercio stanno lavorando alla diffusione della cultura e dell’utilizzo delle tecnologie digitali anche attraverso la costituzione di 77 Punti Impresa Digitale (PID) all’interno del Piano nazionale Industria 4.0”.

 

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Più dinamici servizi alle imprese, attività professionali e turismo
Migliora il saldo degli artigiani (+3.200)

 

Aumenta il numero delle imprese italiane, ma la crescita rallenta il passo. Iscrizioni, cessazioni e tasso di incremento del tessuto imprenditoriale sono, infatti, in frenata nel secondo trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra aprile e giugno le nuove imprese sono state 92.500 (contro le 98.500 di un anno fa), le cessazioni 56.700 (contro 60.400) e il saldo si è attestato a 35.800 imprese in più rispetto a marzo (nel 2016 erano 38.100).

A livello territoriale, tutte le regioni fanno segnare un saldo positivo di imprese, ma nessuna area migliora l’andamento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Tra i settori, quelli più dinamici tra aprile e giugno sono stati: servizi alle imprese (+8.153 unità nel trimestre), commercio (+6.872) e turismo (+5.659). Nota positiva, infine, per le imprese artigiane che continuano a migliorare – pur se lievemente - il proprio saldo trimestrale per il quarto anno consecutivo (+3.166 nel 2017).

E’ questa -  in estrema sintesi - la dinamica che emerge dalla lettura dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre 2017, diffusi da Unioncamere - InfoCamere.  Tutti i dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it/movimprese.
 

 “L’avanzata del tessuto imprenditoriale è un segnale incoraggiante, ma occorre accelerarne il cammino. La digitalizzazione è la via maestra da percorrere perché è uno straordinario moltiplicatore di esportazioni e di innovazione" è il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. "Per questo le Camere di commercio stanno lavorando alla diffusione della cultura e dell’utilizzo delle tecnologie digitali anche attraverso la costituzione di 77 Punti Impresa Digitale (PID) all’interno del Piano nazionale Industria 4.0”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Al via il "cassetto digitale dell'imprenditore". Per una PA più semplice, veloce e efficiente ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3452C160S123/al-via-il--cassetto-digitale-dell-imprenditore---per-una-pa-piu-semplice--veloce-e-efficiente-.htm Thu, 13 Jul 2017 16:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3452C160S123/al-via-il--cassetto-digitale-dell-imprenditore---per-una-pa-piu-semplice--veloce-e-efficiente-.htm Con un click tutte le informazioni e i documenti della propria azienda


Avere sotto controllo le informazioni sulla propria azienda in qualunque momento accedendo da smartphone e tablet in modo facile, sicuro e veloce. E’ questo lo scenario che da oggi si apre ai 10 milioni di cittadini-imprenditori italiani (di cui 700 mila a Milano) attraverso il servizio impresa.italia.it, una piattaforma online - realizzata da InfoCamere per conto delle Camere di commercio - con cui ogni imprenditore potrà accedere senza oneri alle informazioni e ai documenti ufficiali della propria impresa.

impresa.italia.it, è la nuova piattaforma, punto di contatto tra imprenditore e Pubblica Amministrazione che si incardina nei tre aspetti essenziali del futuro ecosistema del Paese: identità digitale, anagrafe nazionale di impresa, implementazione di servizio secondo linee guida governative. È stata presentata oggi in Camera di commercio di Milano.

“Il cassetto digitale dell'impresa – ha dichiarato Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico - é una di quelle piccole rivoluzioni che però hanno la capacità di ricostruire la fiducia con la pubblica amministrazione. È un esempio di rapporto virtuoso con le imprese.  Offre la possibilità di avere in modo ordinato il company profile e in modo gratuito un contatto con i potenziali investitori. É importante far comprendere alle aziende come usare le novità tecnologiche e aggiornarle sul continuo cambiamento”.

“Il cassetto digitale – ha detto Carlo Sangalli, Presidente di InfoCamere e della Camera di commercio di Milano – semplifica la vita delle imprese ed è un concreto passo in avanti verso una Pubblica Amministrazione più efficiente. Ma soprattutto avvicina milioni di imprenditori alla cittadinanza digitale, spingendoli ad utilizzare strumenti e tecnologie che possono renderli più competitivi anche a livello internazionale”.

“Con il servizio impresa.italia.it si conferma l’impegno delle Camere di commercio per la diffusione della digitalizzazione delle imprese” – commenta il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “L’innovazione, oggi, passa sempre di più attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. E’ un’opportunità che vogliamo aiutare le imprese a cogliere, per ampliare gli orizzonti del business e migliorare le proprie performance”.

 

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Con un click tutte le informazioni e i documenti della propria azienda


Avere sotto controllo le informazioni sulla propria azienda in qualunque momento accedendo da smartphone e tablet in modo facile, sicuro e veloce. E’ questo lo scenario che da oggi si apre ai 10 milioni di cittadini-imprenditori italiani (di cui 700 mila a Milano) attraverso il servizio impresa.italia.it, una piattaforma online - realizzata da InfoCamere per conto delle Camere di commercio - con cui ogni imprenditore potrà accedere senza oneri alle informazioni e ai documenti ufficiali della propria impresa.

impresa.italia.it, è la nuova piattaforma, punto di contatto tra imprenditore e Pubblica Amministrazione che si incardina nei tre aspetti essenziali del futuro ecosistema del Paese: identità digitale, anagrafe nazionale di impresa, implementazione di servizio secondo linee guida governative. È stata presentata oggi in Camera di commercio di Milano.

“Il cassetto digitale dell'impresa – ha dichiarato Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico - é una di quelle piccole rivoluzioni che però hanno la capacità di ricostruire la fiducia con la pubblica amministrazione. È un esempio di rapporto virtuoso con le imprese.  Offre la possibilità di avere in modo ordinato il company profile e in modo gratuito un contatto con i potenziali investitori. É importante far comprendere alle aziende come usare le novità tecnologiche e aggiornarle sul continuo cambiamento”.

“Il cassetto digitale – ha detto Carlo Sangalli, Presidente di InfoCamere e della Camera di commercio di Milano – semplifica la vita delle imprese ed è un concreto passo in avanti verso una Pubblica Amministrazione più efficiente. Ma soprattutto avvicina milioni di imprenditori alla cittadinanza digitale, spingendoli ad utilizzare strumenti e tecnologie che possono renderli più competitivi anche a livello internazionale”.

“Con il servizio impresa.italia.it si conferma l’impegno delle Camere di commercio per la diffusione della digitalizzazione delle imprese” – commenta il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “L’innovazione, oggi, passa sempre di più attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. E’ un’opportunità che vogliamo aiutare le imprese a cogliere, per ampliare gli orizzonti del business e migliorare le proprie performance”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ L'Italia è tra i primi 5 paesi al mondo per surplus manifatturiero con 90,5 mld di euro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3441C160S123/l-italia-e-tra-i-primi-5-paesi-al-mondo-per-surplus-manifatturiero-con-90-5-mld-di-euro.htm Fri, 07 Jul 2017 11:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3441C160S123/l-italia-e-tra-i-primi-5-paesi-al-mondo-per-surplus-manifatturiero-con-90-5-mld-di-euro.htm Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison presentano il Rapporto I.T.A.L.I.A. 2017

844 prodotti made in Italy da podio mondiale nell’export

Italia primo paese al mondo nella top list delle vacanze desiderate

 

C'è un'Italia appassionata e apprezzata nel mondo, che produce ricchezza puntando su qualità e innovazione. Un’Italia di cui essere orgogliosi di cui spesso, però non c’è piena consapevolezza. Il rapporto I.T.A.L.I.A. 2017 – Geografie del nuovo made in Italy realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e dalla Fondazione Edison di Marco Fortis, presentato oggi a Treia nella sessione di apertura del XV Seminario estivo di Symbola, nasce per raccontare questa parte del Paese. Un rapporto che è arrivato alla sua terza edizione ed ha il patrocinio dei ministeri degli Affari Esteri, dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole, dei Beni Culturali e del Turismo, dell'Ambiente e che ci porta in viaggio tra i tanti talenti e le eccellenze italiani.  
 

 

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Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison presentano il Rapporto I.T.A.L.I.A. 2017

844 prodotti made in Italy da podio mondiale nell’export

Italia primo paese al mondo nella top list delle vacanze desiderate

 

C'è un'Italia appassionata e apprezzata nel mondo, che produce ricchezza puntando su qualità e innovazione. Un’Italia di cui essere orgogliosi di cui spesso, però non c’è piena consapevolezza. Il rapporto I.T.A.L.I.A. 2017 – Geografie del nuovo made in Italy realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e dalla Fondazione Edison di Marco Fortis, presentato oggi a Treia nella sessione di apertura del XV Seminario estivo di Symbola, nasce per raccontare questa parte del Paese. Un rapporto che è arrivato alla sua terza edizione ed ha il patrocinio dei ministeri degli Affari Esteri, dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole, dei Beni Culturali e del Turismo, dell'Ambiente e che ci porta in viaggio tra i tanti talenti e le eccellenze italiani.  
 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Alternanza scuola-lavoro anche all'estero grazie alla collaborazione Miur-Unioncamere ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3440C160S123/alternanza-scuola-lavoro-anche-all-estero-grazie-alla-collaborazione-miur-unioncamere.htm Wed, 05 Jul 2017 11:07:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3440C160S123/alternanza-scuola-lavoro-anche-all-estero-grazie-alla-collaborazione-miur-unioncamere.htm Alternanza Scuola-Lavoro anche all’estero. Questa l’opportunità offerta agli studenti dell’ultimo triennio degli Istituti tecnici, professionali e dei Licei grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Unioncamere, con il tramite di Assocamerestero. In virtù di questa intesa, infatti, le Camere di commercio italiane all’estero di 12 Paesi dell’Unione europea e della Turchia ospiteranno percorsi di Alternanza che verranno svolti dai ragazzi o presso le strutture camerali o, con il tutoraggio delle Camere italiane all’estero, presso imprese estere affiliate.

 

L’iniziativa si inserisce nell’ottica di quanto previsto dall’Avviso PON MIUR “Alternanza Scuola Lavoro” (http://www.istruzione.it/pon/avviso_alternanza.html) che dà particolare rilievo ai progetti di Alternanza Scuola-Lavoro relativi al filone della mobilità internazionale prevedendo due modalità: “Percorsi di alternanza scuola-lavoro all’estero” e “Tirocini/stage aziendali all’estero”.

 

 

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Alternanza Scuola-Lavoro anche all’estero. Questa l’opportunità offerta agli studenti dell’ultimo triennio degli Istituti tecnici, professionali e dei Licei grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Unioncamere, con il tramite di Assocamerestero. In virtù di questa intesa, infatti, le Camere di commercio italiane all’estero di 12 Paesi dell’Unione europea e della Turchia ospiteranno percorsi di Alternanza che verranno svolti dai ragazzi o presso le strutture camerali o, con il tutoraggio delle Camere italiane all’estero, presso imprese estere affiliate.

 

L’iniziativa si inserisce nell’ottica di quanto previsto dall’Avviso PON MIUR “Alternanza Scuola Lavoro” (http://www.istruzione.it/pon/avviso_alternanza.html) che dà particolare rilievo ai progetti di Alternanza Scuola-Lavoro relativi al filone della mobilità internazionale prevedendo due modalità: “Percorsi di alternanza scuola-lavoro all’estero” e “Tirocini/stage aziendali all’estero”.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: una su 10 è guidata da stranieri ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3436C160S123/imprese--una-su-10-e-guidata-da-stranieri.htm Fri, 30 Jun 2017 09:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3436C160S123/imprese--una-su-10-e-guidata-da-stranieri.htm A marzo 2017 sono oltre 570mila, nel primo trimestre + 3.600
La crescita rallenta, ma gli stranieri fanno meglio degli italiani

Tra gennaio e marzo ha rallentato il passo, ma continua a mostrare una vitalità decisamente più accentuata del resto dell’azienda-Italia. La componente straniera della nostra imprenditoria continua ad espandersi seguendo un trend di crescita quasi costante che, alla fine di marzo di quest’anno, l'ha portata alla soglia delle 575mila realtà, pari al 9,5% dell’intero stock di imprese iscritte ai registri delle Camere di commercio italiane. Pur se in lieve rallentamento rispetto al recente passato, nel primo trimestre dell’anno il bilancio tra aperture e chiusure di imprese guidate da stranieri ha fatto segnare un saldo positivo per 3.674 unità, a fronte del forte risultato negativo della componente italiana (-19.579 unità nello stesso periodo). Guardando agli ultimi sette anni, il fenomeno dell’imprenditoria straniera si conferma uno dei motori (insieme alla componente giovanile e femminile) che mantengono in equilibrio il sistema imprenditoriale nazionale, impedendo una più forte contrazione della sua base.

Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al primo trimestre del 2017.

 

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A marzo 2017 sono oltre 570mila, nel primo trimestre + 3.600
La crescita rallenta, ma gli stranieri fanno meglio degli italiani

Tra gennaio e marzo ha rallentato il passo, ma continua a mostrare una vitalità decisamente più accentuata del resto dell’azienda-Italia. La componente straniera della nostra imprenditoria continua ad espandersi seguendo un trend di crescita quasi costante che, alla fine di marzo di quest’anno, l'ha portata alla soglia delle 575mila realtà, pari al 9,5% dell’intero stock di imprese iscritte ai registri delle Camere di commercio italiane. Pur se in lieve rallentamento rispetto al recente passato, nel primo trimestre dell’anno il bilancio tra aperture e chiusure di imprese guidate da stranieri ha fatto segnare un saldo positivo per 3.674 unità, a fronte del forte risultato negativo della componente italiana (-19.579 unità nello stesso periodo). Guardando agli ultimi sette anni, il fenomeno dell’imprenditoria straniera si conferma uno dei motori (insieme alla componente giovanile e femminile) che mantengono in equilibrio il sistema imprenditoriale nazionale, impedendo una più forte contrazione della sua base.

Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al primo trimestre del 2017.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ La cultura motore dell'Italia e del made in Italy ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3434C160S123/la-cultura-motore-dell-italia-e-del-made-in-italy.htm Wed, 28 Jun 2017 15:06:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3434C160S123/la-cultura-motore-dell-italia-e-del-made-in-italy.htm Il sistema produttivo culturale e creativo produce 89,9 miliardi di valore aggiunto e ne muove in totale 250: il 16,7% della ricchezza prodotta
Lazio e Lombardia sul podio delle regioni che più producono ricchezza con la cultura
Nella top ten delle province Roma, Milano, Torino, Siena, Arezzo, Firenze, Aosta, Ancona, Bologna e Modena

 

La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera 89,9 miliardi di euro e ‘attiva’ altri settori dell’economia, arrivando a muovere nell’insieme 250 miliardi, equivalenti al 16,7% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone (quasi 22mila unità in più del 2015), che rappresentano il 6% del totale degli occupati in Italia.

Nel complesso quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2016 ha prodotto un valore aggiunto superiore rispetto all’anno precedente (+1,8%), sostenuto da un analogo aumento dell’occupazione (+1,5%). Crescite lievemente superiori a quelle relative al complesso dell’economia (+1,5% di valore aggiunto e +1,3% di occupazione).

È quanto emerge dal Rapporto 2017 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche e di Sida Group, presentato oggi a Roma alla presenza del ministro Dario Franceschini e del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, dal Segretario Generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, dal presidente di Symbola Ermete Realacci e dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello. L’unico studio in Italia che, annualmente, quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I numeri dimostrano senza ombra di dubbio che la cultura è uno dei motori della nostra economia e della ripresa.

 

 

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Il sistema produttivo culturale e creativo produce 89,9 miliardi di valore aggiunto e ne muove in totale 250: il 16,7% della ricchezza prodotta
Lazio e Lombardia sul podio delle regioni che più producono ricchezza con la cultura
Nella top ten delle province Roma, Milano, Torino, Siena, Arezzo, Firenze, Aosta, Ancona, Bologna e Modena

 

La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera 89,9 miliardi di euro e ‘attiva’ altri settori dell’economia, arrivando a muovere nell’insieme 250 miliardi, equivalenti al 16,7% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone (quasi 22mila unità in più del 2015), che rappresentano il 6% del totale degli occupati in Italia.

Nel complesso quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2016 ha prodotto un valore aggiunto superiore rispetto all’anno precedente (+1,8%), sostenuto da un analogo aumento dell’occupazione (+1,5%). Crescite lievemente superiori a quelle relative al complesso dell’economia (+1,5% di valore aggiunto e +1,3% di occupazione).

È quanto emerge dal Rapporto 2017 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche e di Sida Group, presentato oggi a Roma alla presenza del ministro Dario Franceschini e del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, dal Segretario Generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, dal presidente di Symbola Ermete Realacci e dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello. L’unico studio in Italia che, annualmente, quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I numeri dimostrano senza ombra di dubbio che la cultura è uno dei motori della nostra economia e della ripresa.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )