Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Industria 4.0: è online il portale dei Punti impresa digitale delle Camere di commercio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3560C160S123/industria-4-0---e-online-il-portale-dei-punti-impresa-digitale-delle-camere-di-commercio-.htm Thu, 23 Nov 2017 11:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3560C160S123/industria-4-0---e-online-il-portale-dei-punti-impresa-digitale-delle-camere-di-commercio-.htm Debutta sul web la rete dei Punti impresa digitale che le Camere di commercio stanno realizzando per supportare i processi di digitalizzazione del nostro tessuto imprenditoriale nell’ambito del piano nazionale Industria 4.0.

Attraverso il portale www.puntoimpresadigitale.camcom.it promosso da Unioncamere e realizzato da InfoCamere - il braccio tecnologico del sistema camerale -, si potranno conoscere in tempo reale tutte le attività e i servizi camerali offerti dai Pid, le modalità per ottenere i voucher che le Camere di commercio mettono a disposizione delle aziende per gli investimenti nel digitale e tante altre informazioni anche correlate ai piani governativi Industria 4.0 e Agenda digitale. Una mappa georeferenziata aiuterà, inoltre, a individuare il Punto impresa digitale localizzato presso la Camera di commercio più vicina alla propria realtà produttiva.

Il portale costituisce un ulteriore passo avanti concreto per far conoscere lo sforzo e le iniziative che il sistema camerale sta portando avanti per contribuire alla realizzazione del piano Impresa 4.0, il più importante piano di politica industriale del Paese”. E’ quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello.  “Sono in corso di realizzazione altri strumenti informativi che presto confluiranno nella messa a punto di vere e proprie piattaforme tecnologiche a vantaggio delle attività che le 'nuove' Camere di commercio stanno sviluppando”.

 

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Debutta sul web la rete dei Punti impresa digitale che le Camere di commercio stanno realizzando per supportare i processi di digitalizzazione del nostro tessuto imprenditoriale nell’ambito del piano nazionale Industria 4.0.

Attraverso il portale www.puntoimpresadigitale.camcom.it promosso da Unioncamere e realizzato da InfoCamere - il braccio tecnologico del sistema camerale -, si potranno conoscere in tempo reale tutte le attività e i servizi camerali offerti dai Pid, le modalità per ottenere i voucher che le Camere di commercio mettono a disposizione delle aziende per gli investimenti nel digitale e tante altre informazioni anche correlate ai piani governativi Industria 4.0 e Agenda digitale. Una mappa georeferenziata aiuterà, inoltre, a individuare il Punto impresa digitale localizzato presso la Camera di commercio più vicina alla propria realtà produttiva.

Il portale costituisce un ulteriore passo avanti concreto per far conoscere lo sforzo e le iniziative che il sistema camerale sta portando avanti per contribuire alla realizzazione del piano Impresa 4.0, il più importante piano di politica industriale del Paese”. E’ quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello.  “Sono in corso di realizzazione altri strumenti informativi che presto confluiranno nella messa a punto di vere e proprie piattaforme tecnologiche a vantaggio delle attività che le 'nuove' Camere di commercio stanno sviluppando”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Le medie imprese hanno macinato venti anni di successi, ora devono vincere le sfide del digitale 4.0 e della governance ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3557C160S123/le-medie-imprese-hanno-macinato-venti-anni-di-successi--ora-devono-vincere-le-sfide-del-digitale-4-0-e-della-governance.htm Wed, 22 Nov 2017 15:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3557C160S123/le-medie-imprese-hanno-macinato-venti-anni-di-successi--ora-devono-vincere-le-sfide-del-digitale-4-0-e-della-governance.htm Mediobanca e Unioncamere pubblicano la sedicesima edizione dell’indagine annuale sulle medie imprese italiane nel periodo 2006-2015 con un approfondimento sul periodo 1996-2015

Nell’ultimo ventennio le medie imprese familiari hanno rafforzato il proprio peso nella manifattura italiana: il loro valore aggiunto è cresciuto dal 12% al 18%, il fatturato dal 14,5% al 18,5%, l’export dal 15,6% al 19% circa. Sono trainate dal made in Italy, che rappresenta il 62% del loro valore aggiunto, ma anche dalla meccanica (39% del valore aggiunto) e dal farmaceutico-cosmetico che vale il 15% e ha raggiunto la dimensione dell’alimentare. Quasi il 90% delle medie imprese esporta destinando il 48% del fatturato ai mercati esteri, ma la base produttiva resta italiana: ogni 10 siti produttivi, solo due sono all’estero e di questi il 60% è collocato nell’Unione Europea o in Nord America. La crescita delle medie imprese si concilia con una forte inclusività, grazie alla condivisione dei guadagni di produttività con la forza lavoro.

Questi alcuni degli elementi che emergono dall’Indagine annuale sulle Medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere.

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Mediobanca e Unioncamere pubblicano la sedicesima edizione dell’indagine annuale sulle medie imprese italiane nel periodo 2006-2015 con un approfondimento sul periodo 1996-2015

Nell’ultimo ventennio le medie imprese familiari hanno rafforzato il proprio peso nella manifattura italiana: il loro valore aggiunto è cresciuto dal 12% al 18%, il fatturato dal 14,5% al 18,5%, l’export dal 15,6% al 19% circa. Sono trainate dal made in Italy, che rappresenta il 62% del loro valore aggiunto, ma anche dalla meccanica (39% del valore aggiunto) e dal farmaceutico-cosmetico che vale il 15% e ha raggiunto la dimensione dell’alimentare. Quasi il 90% delle medie imprese esporta destinando il 48% del fatturato ai mercati esteri, ma la base produttiva resta italiana: ogni 10 siti produttivi, solo due sono all’estero e di questi il 60% è collocato nell’Unione Europea o in Nord America. La crescita delle medie imprese si concilia con una forte inclusività, grazie alla condivisione dei guadagni di produttività con la forza lavoro.

Questi alcuni degli elementi che emergono dall’Indagine annuale sulle Medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: è online il bollettino Excelsior di novembre 2017 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3554C160S123/lavoro--e-online-il-bollettino-excelsior-di-novembre-2017.htm Tue, 21 Nov 2017 11:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3554C160S123/lavoro--e-online-il-bollettino-excelsior-di-novembre-2017.htm Quante sono le posizioni di lavoro programmate dalle imprese per il periodo tra settembre e novembre 2017? Quali i profili professionali più richiesti? Quante sono le posizioni lavorative che offrono maggiori opportunità ai giovani e alle donne? Quali titoli di studio sono i più gettonati? Questo e altro sul nuovo numero di Excelsior Informa oggi online su http://excelsior.unioncamere.net/, il bollettino dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese relativo al mese di novembre 2017.

Realizzato nell’ambito del sistema informativo Excelsior promosso da Unioncamere in collaborazione con l’Anpal, il bollettino mensile offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi con un orizzonte temporale sia mensile che trimestrale per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. I dati sono disponibili per settore economico, singola provincia e per ciascuno dei 550 centri per l’impiego operanti sui territori.

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Quante sono le posizioni di lavoro programmate dalle imprese per il periodo tra settembre e novembre 2017? Quali i profili professionali più richiesti? Quante sono le posizioni lavorative che offrono maggiori opportunità ai giovani e alle donne? Quali titoli di studio sono i più gettonati? Questo e altro sul nuovo numero di Excelsior Informa oggi online su http://excelsior.unioncamere.net/, il bollettino dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese relativo al mese di novembre 2017.

Realizzato nell’ambito del sistema informativo Excelsior promosso da Unioncamere in collaborazione con l’Anpal, il bollettino mensile offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi con un orizzonte temporale sia mensile che trimestrale per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. I dati sono disponibili per settore economico, singola provincia e per ciascuno dei 550 centri per l’impiego operanti sui territori.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Educazione finanziaria: studenti e imprenditori a lezione di finanza con Consob e Unioncamere ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3552C160S123/educazione-finanziaria--studenti-e-imprenditori-a-lezione-di-finanza-con-consob-e-unioncamere.htm Tue, 14 Nov 2017 12:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3552C160S123/educazione-finanziaria--studenti-e-imprenditori-a-lezione-di-finanza-con-consob-e-unioncamere.htm Lezione di finanza nelle Camere di commercio per rendere studenti e imprenditori più consapevoli delle proprie scelte economiche e far loro conoscere le opportunità alle quali possono accedere. E’ l’obiettivo degli incontri programmati da Consob e Unioncamere, il primo dei quali in corso oggi a Roma.

Sei le tappe di questa iniziativa, che attua l’intesa sottoscritta nei mesi scorsi dalle due istituzioni.

Dopo Roma, gli incontri si terranno a Novara (29 Novembre), Pescara (gennaio 2018), Livorno (febbraio), Verona e Bari (marzo).

Le giornate formative e informative si svolgeranno presso le sedi delle Camere di commercio, in collaborazione con le organizzazioni imprenditoriali, le Università e le scuole secondarie di secondo grado presenti sul territorio.

 

 

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Lezione di finanza nelle Camere di commercio per rendere studenti e imprenditori più consapevoli delle proprie scelte economiche e far loro conoscere le opportunità alle quali possono accedere. E’ l’obiettivo degli incontri programmati da Consob e Unioncamere, il primo dei quali in corso oggi a Roma.

Sei le tappe di questa iniziativa, che attua l’intesa sottoscritta nei mesi scorsi dalle due istituzioni.

Dopo Roma, gli incontri si terranno a Novara (29 Novembre), Pescara (gennaio 2018), Livorno (febbraio), Verona e Bari (marzo).

Le giornate formative e informative si svolgeranno presso le sedi delle Camere di commercio, in collaborazione con le organizzazioni imprenditoriali, le Università e le scuole secondarie di secondo grado presenti sul territorio.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Vertici Unioncamere ricevuti dal Presidente della Repubblica ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3543C160S123/vertici-unioncamere-ricevuti-dal-presidente-della-repubblica.htm Fri, 10 Nov 2017 14:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3543C160S123/vertici-unioncamere-ricevuti-dal-presidente-della-repubblica.htm La riforma delle Camere di commercio con i nuovi compiti affidati al sistema camerale e la situazione economica con i primi segnali di ripresa sono stati oggetto dell’incontro con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, e del segretario generale, Giuseppe Tripoli, questa mattina al Quirinale. 

A nome di tutte le Camere di commercio italiane, Lo Bello ha illustrato al Presidente della Repubblica i punti salienti della riforma approvata dal Governo, fra cui l’apporto che le Camere di commercio sono chiamate a dare sui fronti della digitalizzazione delle imprese, dell’orientamento dei giovani al lavoro e dell’alternanza, della valorizzazione del patrimonio culturale e del supporto alle imprese per l’internazionalizzazione.  

“Sono molto lieto di aver potuto descrivere al Capo dello Stato il percorso intrapreso dal sistema camerale”, ha detto Lo Bello. “Siamo impegnati nell’attuazione di una riforma che renderà le nostre istituzioni più moderne e capaci di rispondere alle esigenze di supporto e di innovazione delle imprese”.

Al Presidente Mattarella il vertice di Unioncamere ha presentato anche il nuovo logo di Unioncamere e del sistema camerale che sarà introdotto nelle prossime settimane.

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La riforma delle Camere di commercio con i nuovi compiti affidati al sistema camerale e la situazione economica con i primi segnali di ripresa sono stati oggetto dell’incontro con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, e del segretario generale, Giuseppe Tripoli, questa mattina al Quirinale. 

A nome di tutte le Camere di commercio italiane, Lo Bello ha illustrato al Presidente della Repubblica i punti salienti della riforma approvata dal Governo, fra cui l’apporto che le Camere di commercio sono chiamate a dare sui fronti della digitalizzazione delle imprese, dell’orientamento dei giovani al lavoro e dell’alternanza, della valorizzazione del patrimonio culturale e del supporto alle imprese per l’internazionalizzazione.  

“Sono molto lieto di aver potuto descrivere al Capo dello Stato il percorso intrapreso dal sistema camerale”, ha detto Lo Bello. “Siamo impegnati nell’attuazione di una riforma che renderà le nostre istituzioni più moderne e capaci di rispondere alle esigenze di supporto e di innovazione delle imprese”.

Al Presidente Mattarella il vertice di Unioncamere ha presentato anche il nuovo logo di Unioncamere e del sistema camerale che sarà introdotto nelle prossime settimane.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ 32mila imprese femminili in più in tre anni Roma sfiora quota 100mila ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3540C160S123/32mila-imprese-femminili-in-piu-in-tre-anni-roma-sfiora-quota-100mila.htm Thu, 09 Nov 2017 10:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3540C160S123/32mila-imprese-femminili-in-piu-in-tre-anni-roma-sfiora-quota-100mila.htm Al via la decima edizione del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa

 

Quasi 32mila imprese femminili in più in tre anni, con Roma leader per presenza di donne d’impresa. Questi alcuni degli spunti che emergono dalla fotografia, scattata dall’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere, sulla base dei dati al 30 settembre scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2014. L’analisi fa da sfondo alla decima edizione del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa, l’iniziativa organizzata da Unioncamere insieme ai Comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camere di commercio.

Partito oggi da Firenze, il Giro toccherà domani Pescara, e farà poi tappa a Ravenna (16 novembre), Arezzo (28 novembre), Torino (30 novembre), Ferrara (4 dicembre), Mantova (5 dicembre), Lecce (7 dicembre), Viterbo (12 dicembre) e Roma (14 dicembre). Obiettivo dell’iniziativa: informare le imprenditrici e offrire strumenti formativi a chi aspira a diventarlo, dare visibilità alle dinamiche che riguardano l'occupazione femminile e creare consenso sul tema delle pari opportunità.

 

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Al via la decima edizione del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa

 

Quasi 32mila imprese femminili in più in tre anni, con Roma leader per presenza di donne d’impresa. Questi alcuni degli spunti che emergono dalla fotografia, scattata dall’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere, sulla base dei dati al 30 settembre scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2014. L’analisi fa da sfondo alla decima edizione del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa, l’iniziativa organizzata da Unioncamere insieme ai Comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camere di commercio.

Partito oggi da Firenze, il Giro toccherà domani Pescara, e farà poi tappa a Ravenna (16 novembre), Arezzo (28 novembre), Torino (30 novembre), Ferrara (4 dicembre), Mantova (5 dicembre), Lecce (7 dicembre), Viterbo (12 dicembre) e Roma (14 dicembre). Obiettivo dell’iniziativa: informare le imprenditrici e offrire strumenti formativi a chi aspira a diventarlo, dare visibilità alle dinamiche che riguardano l'occupazione femminile e creare consenso sul tema delle pari opportunità.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese, cresce la voglia di digitale: 3mila in più tra gennaio e settembre ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3531C160S123/imprese--cresce-la-voglia-di-digitale--3mila-in-piu-tra-gennaio-e-settembre.htm Tue, 31 Oct 2017 11:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3531C160S123/imprese--cresce-la-voglia-di-digitale--3mila-in-piu-tra-gennaio-e-settembre.htm 122mila vivono di “bit”, tra le nuove iscritte oltre 1 su 3  è under 35

Nel digitale più lavoro e bilanci più smaglianti rispetto alla media, ma i protagonisti restano troppo pochi (solo il 2,3% di tutte le imprese)

Nei primi nove mesi dell’anno +38mila imprese, +18mila tra agosto e settembre

Viaggiano ad un passo più spedito delle altre, in media creano più occupazione e generano più ricchezza del resto delle imprese ma sono ancora poche le “digital companies” tricolore. Alla fine del terzo trimestre dell’anno, le imprese che operano nei settori digitali (dal commercio via Internet agli Internet service provider, dai produttori di software a chi elabora dati o gestisce portali web), hanno superato la soglia delle 122mila unità, pari solo al 2,3% del totale delle imprese italiane.
E’ quanto emerge dai dati diffusi in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane, in corso a Siracusa.

A fronte di questa mini-rappresentanza in termini numerici, il digitale mostra tuttavia di possedere una fortissima vitalità rispetto al resto dei settori: dall’inizio dell’anno, infatti, il comparto è cresciuto del 2,4%, quasi quattro volte più della media delle imprese italiane (0,6%). Il 12,5% di queste attività sono guidate da giovani con meno di 35 anni ma, se si guarda alle aperture di nuove imprese intervenute dall’inizio dell’anno, la spinta che viene dai giovani a questo settore così strategico è ben più significativa: delle 6.330 iscrizioni rilevate tra gennaio e settembre, il contributo degli ‘under 35’ sfiora il 35%.

Forte anche la dinamica dei bilanci delle società del digitale: negli ultimi due anni il valore della produzione è cresciuto a ritmi doppi rispetto agli altri settori e il valore aggiunto del 50%. Quanto all’occupazione, in media le imprese del settore digitale occupano 5,4 addetti, contro una media del 4,5 riferita a tutte le imprese.
Lo “screenshot” dell’imprenditoria digitale si inserisce in un quadro di complessiva tenuta – pur tra luci ed ombre - del sistema delle imprese italiane. Nei primi nove mesi del 2017, il bilancio tra aperture e chiusure ha fatto registrare un saldo positivo per 37.897 unità, contro le 41.597 dello stesso periodo del 2016. Per contro, il terzo trimestre dell’anno si segnala per un risultato migliore di quello dell’anno precedente, con un saldo di 17.999 imprese in più a fronte delle 16.197 di luglio-settembre 2016.

I dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel terzo trimestre dell’anno - elaborati da Unioncamere e InfoCamere - sono disponibili all’indirizzo www.infocamere.it.

Oggi nel nostro Paese abbiamo un numero di imprese digitali esiguo, ma è una realtà con un forte potenziale di sviluppo”, ha detto il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Le aziende ci dicono di avere un gran bisogno di digitalizzazione e per questo occorre innalzare la cultura e le competenze digitali delle nostre imprese. Le Camere di commercio che fanno parte del network Industria 4.0, con i 77 punti di impresa digitale che stanno realizzando, sono impegnate a favorire la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie ”.

 

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122mila vivono di “bit”, tra le nuove iscritte oltre 1 su 3  è under 35

Nel digitale più lavoro e bilanci più smaglianti rispetto alla media, ma i protagonisti restano troppo pochi (solo il 2,3% di tutte le imprese)

Nei primi nove mesi dell’anno +38mila imprese, +18mila tra agosto e settembre

Viaggiano ad un passo più spedito delle altre, in media creano più occupazione e generano più ricchezza del resto delle imprese ma sono ancora poche le “digital companies” tricolore. Alla fine del terzo trimestre dell’anno, le imprese che operano nei settori digitali (dal commercio via Internet agli Internet service provider, dai produttori di software a chi elabora dati o gestisce portali web), hanno superato la soglia delle 122mila unità, pari solo al 2,3% del totale delle imprese italiane.
E’ quanto emerge dai dati diffusi in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane, in corso a Siracusa.

A fronte di questa mini-rappresentanza in termini numerici, il digitale mostra tuttavia di possedere una fortissima vitalità rispetto al resto dei settori: dall’inizio dell’anno, infatti, il comparto è cresciuto del 2,4%, quasi quattro volte più della media delle imprese italiane (0,6%). Il 12,5% di queste attività sono guidate da giovani con meno di 35 anni ma, se si guarda alle aperture di nuove imprese intervenute dall’inizio dell’anno, la spinta che viene dai giovani a questo settore così strategico è ben più significativa: delle 6.330 iscrizioni rilevate tra gennaio e settembre, il contributo degli ‘under 35’ sfiora il 35%.

Forte anche la dinamica dei bilanci delle società del digitale: negli ultimi due anni il valore della produzione è cresciuto a ritmi doppi rispetto agli altri settori e il valore aggiunto del 50%. Quanto all’occupazione, in media le imprese del settore digitale occupano 5,4 addetti, contro una media del 4,5 riferita a tutte le imprese.
Lo “screenshot” dell’imprenditoria digitale si inserisce in un quadro di complessiva tenuta – pur tra luci ed ombre - del sistema delle imprese italiane. Nei primi nove mesi del 2017, il bilancio tra aperture e chiusure ha fatto registrare un saldo positivo per 37.897 unità, contro le 41.597 dello stesso periodo del 2016. Per contro, il terzo trimestre dell’anno si segnala per un risultato migliore di quello dell’anno precedente, con un saldo di 17.999 imprese in più a fronte delle 16.197 di luglio-settembre 2016.

I dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel terzo trimestre dell’anno - elaborati da Unioncamere e InfoCamere - sono disponibili all’indirizzo www.infocamere.it.

Oggi nel nostro Paese abbiamo un numero di imprese digitali esiguo, ma è una realtà con un forte potenziale di sviluppo”, ha detto il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Le aziende ci dicono di avere un gran bisogno di digitalizzazione e per questo occorre innalzare la cultura e le competenze digitali delle nostre imprese. Le Camere di commercio che fanno parte del network Industria 4.0, con i 77 punti di impresa digitale che stanno realizzando, sono impegnate a favorire la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie ”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Donne motore della ripresa "Imprenditoria femminile nel turismo" ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3528C160S123/donne-motore-della-ripresa--imprenditoria-femminile-nel-turismo-.htm Fri, 27 Oct 2017 11:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3528C160S123/donne-motore-della-ripresa--imprenditoria-femminile-nel-turismo-.htm 4° Forum Terziario Donna Confocommercio
Analisi Confcommercio e Unioncamere/Isnart

Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Unioncamere-Infocamere, nel secondo trimestre del 2017 in Italia sono presenti oltre 459 mila imprese che svolgono attività turistiche, pari al 7,6% delle imprese totali.

Di queste il 29,7% - quasi 1 su 3 - sono gestite da donne, contro un tasso medio di femminilizzazione in Italia del 21,8%. Considerando, invece, l’insieme delle imprese femminili presenti nel sistema economico italiano, quelle incentrate su attività ricettive, ristorative e di intermediazione turistica rappresentano complessivamente oltre il 10% delle imprese totali.  

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4° Forum Terziario Donna Confocommercio
Analisi Confcommercio e Unioncamere/Isnart

Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Unioncamere-Infocamere, nel secondo trimestre del 2017 in Italia sono presenti oltre 459 mila imprese che svolgono attività turistiche, pari al 7,6% delle imprese totali.

Di queste il 29,7% - quasi 1 su 3 - sono gestite da donne, contro un tasso medio di femminilizzazione in Italia del 21,8%. Considerando, invece, l’insieme delle imprese femminili presenti nel sistema economico italiano, quelle incentrate su attività ricettive, ristorative e di intermediazione turistica rappresentano complessivamente oltre il 10% delle imprese totali.  

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: spazio a 124mila giovani nelle imprese ad ottobre ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3526C160S123/lavoro--spazio-a-124mila-giovani-nelle-imprese-ad-ottobre.htm Thu, 26 Oct 2017 11:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3526C160S123/lavoro--spazio-a-124mila-giovani-nelle-imprese-ad-ottobre.htm Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola e Lecco al top per richiesta di under 30

Quattro opportunità di lavoro su 10 messe a disposizione dalle imprese italiane ad ottobre sono destinate a giovani di meno di 29 anni. Su 338mila entrate programmate, infatti, quasi 124mila (il 37%) sono riservate agli under 30. Ma, di queste, quasi una su 3 (il 29%) è complicata, vista la scarsa presenza di profili professionali allineati alle esigenze del settore produttivo. Sono alcuni degli elementi che emergono dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra ottobre e dicembre 2017 .

 

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Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola e Lecco al top per richiesta di under 30

Quattro opportunità di lavoro su 10 messe a disposizione dalle imprese italiane ad ottobre sono destinate a giovani di meno di 29 anni. Su 338mila entrate programmate, infatti, quasi 124mila (il 37%) sono riservate agli under 30. Ma, di queste, quasi una su 3 (il 29%) è complicata, vista la scarsa presenza di profili professionali allineati alle esigenze del settore produttivo. Sono alcuni degli elementi che emergono dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra ottobre e dicembre 2017 .

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Green economy: la migliore risposta alla crisi, una sfida per il futuro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3523C160S123/green-economy--la-migliore-risposta-alla-crisi--una-sfida-per-il-futuro.htm Tue, 24 Oct 2017 10:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3523C160S123/green-economy--la-migliore-risposta-alla-crisi--una-sfida-per-il-futuro.htm I DATI DEL RAPPORTO GREENITALY 2017  DI FONDAZIONE SYMBOLA E UNIONCAMERE

IN ITALIA 3 MILIONI DI GREEN JOBS, IL 13,1% DEGLI OCCUPATI


355 MILA IMPRESE MADE IN ITALY (27,1% DEL TOT.) RIPARTONO CON LA GREEN ECONOMY:  SONO PIU’ COMPETITIVE, ESPORTANO E ASSUMONO DI PIU’

REALACCI: “UN’ITALIA CHE FA L’ITALIA INCROCIANDO INNOVAZIONE  QUALITA’  BELLEZZA COMUNITA’ E INDUSTRIA 4.0”


La green economy è un formidabile fattore di competitività ed è stata in questi anni difficili la migliore risposta alla crisi, una strada che guarda avanti e affronta le sfide del futuro incrociando la natura profonda della nostra economia: la spinta per la qualità e la bellezza, la coesione sociale, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una coraggiosa e vincente evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’, che si basa su investimenti e produce lavoro, sostiene la coesione delle comunità e si intreccia con il territorio.  Lo dimostrano i numeri di GreenItaly 2017, l’ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus.

Il rapporto misura e pesa la forza della green economy nazionale: più di un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che in Italia significa più ricerca, innovazione, design, qualità e bellezza. Sono infatti 355mila le aziende italiane, ossia il 27,1% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2011 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. 

Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy, traducendosi in maggiore competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione. E quest'anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l'anno, su sostenibilità ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.

 

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I DATI DEL RAPPORTO GREENITALY 2017  DI FONDAZIONE SYMBOLA E UNIONCAMERE

IN ITALIA 3 MILIONI DI GREEN JOBS, IL 13,1% DEGLI OCCUPATI


355 MILA IMPRESE MADE IN ITALY (27,1% DEL TOT.) RIPARTONO CON LA GREEN ECONOMY:  SONO PIU’ COMPETITIVE, ESPORTANO E ASSUMONO DI PIU’

REALACCI: “UN’ITALIA CHE FA L’ITALIA INCROCIANDO INNOVAZIONE  QUALITA’  BELLEZZA COMUNITA’ E INDUSTRIA 4.0”


La green economy è un formidabile fattore di competitività ed è stata in questi anni difficili la migliore risposta alla crisi, una strada che guarda avanti e affronta le sfide del futuro incrociando la natura profonda della nostra economia: la spinta per la qualità e la bellezza, la coesione sociale, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una coraggiosa e vincente evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’, che si basa su investimenti e produce lavoro, sostiene la coesione delle comunità e si intreccia con il territorio.  Lo dimostrano i numeri di GreenItaly 2017, l’ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus.

Il rapporto misura e pesa la forza della green economy nazionale: più di un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, che in Italia significa più ricerca, innovazione, design, qualità e bellezza. Sono infatti 355mila le aziende italiane, ossia il 27,1% del totale, dell’industria e dei servizi che dal 2011 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. 

Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy, traducendosi in maggiore competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione. E quest'anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l'anno, su sostenibilità ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Sportello unico per le attività produttive: boom di pratiche nel 2017, anche grazie all'alleanza Anci-Unioncamere ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3510C160S123/sportello-unico-per-le-attivita-produttive--boom-di-pratiche--nel-2017--anche-grazie-all-alleanza-anci-unioncamere-.htm Thu, 12 Oct 2017 12:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3510C160S123/sportello-unico-per-le-attivita-produttive--boom-di-pratiche--nel-2017--anche-grazie-all-alleanza-anci-unioncamere-.htm Arriva la App per i Sindaci per avere sott’occhio le dinamiche di imprese e territori

 

Nuovo record per lo Sportello unico per le attività produttive digitale, gestito dai Comuni in collaborazione con le Camere di commercio, anche grazie all’alleanza siglata tra Anci e Unioncamere ad aprile dello scorso anno. Tra febbraio e giugno 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, sono aumentati del 38% gli adempimenti online svolti dagli imprenditori per l’avvio e l’esercizio d’impresa attraverso la piattaforma www.impresainungiorno.gov.it, raggiungendo il numero di 34.737 in media al mese. All’incremento hanno contribuito anche i continui aggiornamenti cui è sottoposta la piattaforma, punto di accesso unico di tutti i Suap, gestito da InfoCamere, la società di informatica del sistema camerale.
 

Come evidenziano i dati di Unioncamere, presentati a Vicenza nel corso dell’Assemblea annuale dell’Anci, sono 3.539 i Comuni che hanno deciso di avvalersi delle Camere di commercio utilizzando i servizi digitali per la piattaforma, 180 in più rispetto alla firma del Protocollo di intesa Anci-Unioncamere. Ad essi, fa riferimento una platea di oltre 2,3 milioni di imprese italiane. In sei anni di operatività, attraverso www.impresainungiorno.gov.it, sono transitate complessivamente oltre 1 milione e 100mila pratiche amministrative, con oltre 200mila visitatori che ogni mese accedono in media alla piattaforma.
 

Il gioco di squadra tra istituzioni è sempre un fatto positivo per la collettività”, sottolinea il segretario generale Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Grazie all’accordo con l’Anci, cresce il numero dei Comuni che hanno deciso di avvalersi delle Camere di commercio utilizzando la piattaforma digitale nazionale. Questo è un vantaggio importante per le imprese italiane, che hanno così a disposizione uno strumento agile, interamente digitale e procedure omogenee e standardizzate

 

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Arriva la App per i Sindaci per avere sott’occhio le dinamiche di imprese e territori

 

Nuovo record per lo Sportello unico per le attività produttive digitale, gestito dai Comuni in collaborazione con le Camere di commercio, anche grazie all’alleanza siglata tra Anci e Unioncamere ad aprile dello scorso anno. Tra febbraio e giugno 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, sono aumentati del 38% gli adempimenti online svolti dagli imprenditori per l’avvio e l’esercizio d’impresa attraverso la piattaforma www.impresainungiorno.gov.it, raggiungendo il numero di 34.737 in media al mese. All’incremento hanno contribuito anche i continui aggiornamenti cui è sottoposta la piattaforma, punto di accesso unico di tutti i Suap, gestito da InfoCamere, la società di informatica del sistema camerale.
 

Come evidenziano i dati di Unioncamere, presentati a Vicenza nel corso dell’Assemblea annuale dell’Anci, sono 3.539 i Comuni che hanno deciso di avvalersi delle Camere di commercio utilizzando i servizi digitali per la piattaforma, 180 in più rispetto alla firma del Protocollo di intesa Anci-Unioncamere. Ad essi, fa riferimento una platea di oltre 2,3 milioni di imprese italiane. In sei anni di operatività, attraverso www.impresainungiorno.gov.it, sono transitate complessivamente oltre 1 milione e 100mila pratiche amministrative, con oltre 200mila visitatori che ogni mese accedono in media alla piattaforma.
 

Il gioco di squadra tra istituzioni è sempre un fatto positivo per la collettività”, sottolinea il segretario generale Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Grazie all’accordo con l’Anci, cresce il numero dei Comuni che hanno deciso di avvalersi delle Camere di commercio utilizzando la piattaforma digitale nazionale. Questo è un vantaggio importante per le imprese italiane, che hanno così a disposizione uno strumento agile, interamente digitale e procedure omogenee e standardizzate

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Cyber security: crescono gli "specialisti" anti-hacker ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3505C160S123/cyber-security--crescono-gli--specialisti--anti-hacker.htm Fri, 06 Oct 2017 11:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3505C160S123/cyber-security--crescono-gli--specialisti--anti-hacker.htm Dal 2011 ‘balzo’ per imprese (+37%), addetti (+60%) e fatturato (+20%)

La crescita mondiale del Cybercrime produce ogni giorno danni sempre più gravi agli scambi commerciali e alle istituzioni pubbliche e il sistema delle imprese italiane corre ai ripari. Sebbene la percezione dei rischi legati ai crimini informatici nel nostro Paese sia ancora molto bassa, negli ultimi anni si è assistito ad una significativa crescita nel numero di imprese che offrono strumenti e servizi per combattere questa nuova minaccia.

Secondo un’elaborazione Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, tra il 2011 e la metà del 2017 le imprese italiane che dichiarano di offrire servizi nel campo della sicurezza informatica o della cyber-security sono aumentate del 36,8%, passando da 505 a 691 unità.  
A questo ‘balzo’ nel numero degli operatori ha fatto eco un aumento quasi doppio nel numero degli addetti, passati nello stesso periodo da 3.504 a 5.609 unità. In termini relativi, parliamo di una crescita del 60% nei cinque anni e mezzo analizzati, cui corrisponde una media di 16 addetti per azienda al 30 giugno di quest’anno.

Una progressione che, seppure di piccole dimensioni in termini assoluti – commenta il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - segnala una certa vivacità in un comparto sempre più strategico per lo sviluppo sano delle nostre imprese. Un comparto potenzialmente, in grado di offrire opportunità di occupazione qualificata ai giovani nel breve-medio periodo. Oltre la metà delle imprese esistenti a fine settembre scorso (368) è nata dopo il 2011 e, pertanto, ha un’età media di 3,7 anni”.

 

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Dal 2011 ‘balzo’ per imprese (+37%), addetti (+60%) e fatturato (+20%)

La crescita mondiale del Cybercrime produce ogni giorno danni sempre più gravi agli scambi commerciali e alle istituzioni pubbliche e il sistema delle imprese italiane corre ai ripari. Sebbene la percezione dei rischi legati ai crimini informatici nel nostro Paese sia ancora molto bassa, negli ultimi anni si è assistito ad una significativa crescita nel numero di imprese che offrono strumenti e servizi per combattere questa nuova minaccia.

Secondo un’elaborazione Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, tra il 2011 e la metà del 2017 le imprese italiane che dichiarano di offrire servizi nel campo della sicurezza informatica o della cyber-security sono aumentate del 36,8%, passando da 505 a 691 unità.  
A questo ‘balzo’ nel numero degli operatori ha fatto eco un aumento quasi doppio nel numero degli addetti, passati nello stesso periodo da 3.504 a 5.609 unità. In termini relativi, parliamo di una crescita del 60% nei cinque anni e mezzo analizzati, cui corrisponde una media di 16 addetti per azienda al 30 giugno di quest’anno.

Una progressione che, seppure di piccole dimensioni in termini assoluti – commenta il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - segnala una certa vivacità in un comparto sempre più strategico per lo sviluppo sano delle nostre imprese. Un comparto potenzialmente, in grado di offrire opportunità di occupazione qualificata ai giovani nel breve-medio periodo. Oltre la metà delle imprese esistenti a fine settembre scorso (368) è nata dopo il 2011 e, pertanto, ha un’età media di 3,7 anni”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese Benefit a quota 145 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3502C160S123/imprese-benefit-a-quota-145.htm Thu, 05 Oct 2017 11:10:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3502C160S123/imprese-benefit-a-quota-145.htm Semplificazioni in arrivo grazie al gruppo di lavoro delle Camere di commercio

Ne sono nate 7 al mese da quando sono state introdotte nell’ordinamento italiano con la Legge di Stabilità del 2016 e oggi se ne contano 145. Sono le imprese benefit, la nuova forma di attività economica che integra, nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. A queste società sono dirette alcune semplificazioni utili, ideate dal Gruppo di lavoro del sistema camerale italiano, promosso dalla Camera di commercio di Taranto, contenute in un recente decreto del Ministero dello Sviluppo economico.

Il provvedimento del Mise introduce, a partire dal 15 ottobre prossimo e in forma obbligatoria dal 1° dicembre, aggiornamenti della modulistica del Registro Imprese che consentono di superare alcuni elementi di discrezionalità nella iscrizione che potevano portare ad una non chiara identificazione dell’impresa nell’ambito del Registro. Lo scopo di tali innovazioni è duplice: da un lato, offrire alle imprese che intendono costituirsi con questa modalità e che regolarmente depositano gli atti un percorso più semplice che garantisca loro la giusta visibilità; dall’altro, consentire agli Organi preposti al controllo delle società benefit di poterne efficacemente monitorare la numerosità ed il possesso dei requisiti.

 

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Semplificazioni in arrivo grazie al gruppo di lavoro delle Camere di commercio

Ne sono nate 7 al mese da quando sono state introdotte nell’ordinamento italiano con la Legge di Stabilità del 2016 e oggi se ne contano 145. Sono le imprese benefit, la nuova forma di attività economica che integra, nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. A queste società sono dirette alcune semplificazioni utili, ideate dal Gruppo di lavoro del sistema camerale italiano, promosso dalla Camera di commercio di Taranto, contenute in un recente decreto del Ministero dello Sviluppo economico.

Il provvedimento del Mise introduce, a partire dal 15 ottobre prossimo e in forma obbligatoria dal 1° dicembre, aggiornamenti della modulistica del Registro Imprese che consentono di superare alcuni elementi di discrezionalità nella iscrizione che potevano portare ad una non chiara identificazione dell’impresa nell’ambito del Registro. Lo scopo di tali innovazioni è duplice: da un lato, offrire alle imprese che intendono costituirsi con questa modalità e che regolarmente depositano gli atti un percorso più semplice che garantisca loro la giusta visibilità; dall’altro, consentire agli Organi preposti al controllo delle società benefit di poterne efficacemente monitorare la numerosità ed il possesso dei requisiti.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ I giovani tornano alla terra: 57mila le imprese under 35 nel settore agroalimentare, +6,8% rispetto al 2016 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3497C160S123/i-giovani-tornano-alla-terra--57mila-le-imprese-under-35--nel-settore-agroalimentare---6-8--rispetto-al-2016.htm Sat, 30 Sep 2017 11:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3497C160S123/i-giovani-tornano-alla-terra--57mila-le-imprese-under-35--nel-settore-agroalimentare---6-8--rispetto-al-2016.htm Sicilia leader per presenza giovanile


La terra, i suoi prodotti ed i manufatti simbolo della dieta Mediterranea ai giovani piacciono sempre di più. A dimostrarlo sono i dati di Unioncamere-InfoCamere, presentati nell’ambito del Villaggio Coldiretti, l’iniziativa in corso a Milano.

Secondo l’analisi effettuata dall’istituzione guidata da Ivan Lo Bello, sono poco meno di 57mila le imprese agricole e dell’industria alimentare guidate da under 35 a fine giugno 2017, il 6,8% in più dell’anno precedente. La loro diffusione è tanto più significativa considerando l’andamento complessivo del settore che, pur rallentando in maniera sensibile la sua riduzione rispetto agli anni passati, continua comunque a perdere qualche tassello (sono 812.834 le imprese agroalimentari totali registrate alla fine di giugno scorso, 2.481 in meno del giugno 2016).

Grazie a questo loro “ritorno alla terra”, l’impresa giovanile agroalimentare aumenta la sua incidenza sul totale, arrivando a rappresentare il 7% del sistema produttivo impegnato in questo settore.

Il Mezzogiorno, con la Sicilia al primo posto, è l’area del paese in cui i giovani imprenditori agroalimentari fanno sentire di più la propria presenza: più di 30mila quelli registrati a fine giugno scorso, l’8,1% del totale delle imprese del settore. L’esercito di questi giovani che hanno investito nel settore primario e nell’industria ad esso correlata nelle regioni meridionali è aumentato in un anno dell’8,6%.

 

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Sicilia leader per presenza giovanile


La terra, i suoi prodotti ed i manufatti simbolo della dieta Mediterranea ai giovani piacciono sempre di più. A dimostrarlo sono i dati di Unioncamere-InfoCamere, presentati nell’ambito del Villaggio Coldiretti, l’iniziativa in corso a Milano.

Secondo l’analisi effettuata dall’istituzione guidata da Ivan Lo Bello, sono poco meno di 57mila le imprese agricole e dell’industria alimentare guidate da under 35 a fine giugno 2017, il 6,8% in più dell’anno precedente. La loro diffusione è tanto più significativa considerando l’andamento complessivo del settore che, pur rallentando in maniera sensibile la sua riduzione rispetto agli anni passati, continua comunque a perdere qualche tassello (sono 812.834 le imprese agroalimentari totali registrate alla fine di giugno scorso, 2.481 in meno del giugno 2016).

Grazie a questo loro “ritorno alla terra”, l’impresa giovanile agroalimentare aumenta la sua incidenza sul totale, arrivando a rappresentare il 7% del sistema produttivo impegnato in questo settore.

Il Mezzogiorno, con la Sicilia al primo posto, è l’area del paese in cui i giovani imprenditori agroalimentari fanno sentire di più la propria presenza: più di 30mila quelli registrati a fine giugno scorso, l’8,1% del totale delle imprese del settore. L’esercito di questi giovani che hanno investito nel settore primario e nell’industria ad esso correlata nelle regioni meridionali è aumentato in un anno dell’8,6%.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Alternanza Day: a ottobre, scuole, imprese, associazioni e non profit si incontrano nelle Camere di commercio ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3495C160S123/alternanza-day--a-ottobre--scuole--imprese--associazioni-e-non-profit-si-incontrano-nelle-camere-di-commercio.htm Fri, 29 Sep 2017 10:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3495C160S123/alternanza-day--a-ottobre--scuole--imprese--associazioni-e-non-profit-si-incontrano-nelle-camere-di-commercio.htm Al via il progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”


Appuntamento nella prima metà di ottobre con l’Alternanza Day, l’iniziativa promossa da Unioncamere che si svolgerà in 61 Camere di commercio, con l’obiettivo di far incontrare scuole, imprese, associazioni imprenditoriali e mondo del non profit. Al centro degli incontri, il lancio a livello territoriale del progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni” e una serie di iniziative e servizi messi in campo dal sistema camerale per dare ulteriore impulso all’alternanza scuola-lavoro.

Imprese, professionisti e enti non profit che partecipano a percorsi di alternanza scuola lavoro sono i destinatari del progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”, attraverso il quale verranno resi disponibili circa 26milioni di euro a livello nazionale. L’agevolazione, concessa in forma di contributo/voucher, sarà erogata attraverso bandi pubblici che verranno pubblicati dalle singole Camere di commercio a livello territoriale. I contributi intendono favorire la progettazione di percorsi “di qualità” e potranno coprire le spese che le imprese che ospitano studenti in alternanza scuola lavoro sostengono, ad esempio, per la qualificazione dei tutor aziendali, per l’adeguamento per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro o per lo sviluppo di strumenti per la valutazione dell’apprendimento.

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Al via il progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”


Appuntamento nella prima metà di ottobre con l’Alternanza Day, l’iniziativa promossa da Unioncamere che si svolgerà in 61 Camere di commercio, con l’obiettivo di far incontrare scuole, imprese, associazioni imprenditoriali e mondo del non profit. Al centro degli incontri, il lancio a livello territoriale del progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni” e una serie di iniziative e servizi messi in campo dal sistema camerale per dare ulteriore impulso all’alternanza scuola-lavoro.

Imprese, professionisti e enti non profit che partecipano a percorsi di alternanza scuola lavoro sono i destinatari del progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”, attraverso il quale verranno resi disponibili circa 26milioni di euro a livello nazionale. L’agevolazione, concessa in forma di contributo/voucher, sarà erogata attraverso bandi pubblici che verranno pubblicati dalle singole Camere di commercio a livello territoriale. I contributi intendono favorire la progettazione di percorsi “di qualità” e potranno coprire le spese che le imprese che ospitano studenti in alternanza scuola lavoro sostengono, ad esempio, per la qualificazione dei tutor aziendali, per l’adeguamento per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro o per lo sviluppo di strumenti per la valutazione dell’apprendimento.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: è online il nuovo numero di Excelsior Informa ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3493C160S123/lavoro--e-online-il-nuovo-numero-di-excelsior-informa.htm Wed, 27 Sep 2017 09:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3493C160S123/lavoro--e-online-il-nuovo-numero-di-excelsior-informa.htm Quante sono le posizioni di lavoro programmate dalle imprese per il periodo tra settembre e novembre 2017? Quali i profili professionali più richiesti? Quante sono le posizioni lavorative che offrono maggiori opportunità ai giovani e alle donne? Quali titoli di studio sono i più gettonati? Questo e altro sul nuovo numero di Excelsior Informa oggi online su http://excelsior.unioncamere.net/, il bollettino dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese per il periodo tra settembre e novembre 2017.
 

Realizzato nell’ambito del sistema informativo Excelsior promosso da Unioncamere in collaborazione con l’Anpal, il bollettino mensile offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi con un orizzonte temporale anche trimestrale per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. I dati sono disponibili per settore economico, singola provincia e per ciascuno dei 550 centri per l’impiego operanti sui territori.

 

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Quante sono le posizioni di lavoro programmate dalle imprese per il periodo tra settembre e novembre 2017? Quali i profili professionali più richiesti? Quante sono le posizioni lavorative che offrono maggiori opportunità ai giovani e alle donne? Quali titoli di studio sono i più gettonati? Questo e altro sul nuovo numero di Excelsior Informa oggi online su http://excelsior.unioncamere.net/, il bollettino dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese per il periodo tra settembre e novembre 2017.
 

Realizzato nell’ambito del sistema informativo Excelsior promosso da Unioncamere in collaborazione con l’Anpal, il bollettino mensile offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi con un orizzonte temporale anche trimestrale per fornire informazioni tempestive di supporto alle politiche attive del lavoro. I dati sono disponibili per settore economico, singola provincia e per ciascuno dei 550 centri per l’impiego operanti sui territori.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Banda ultralarga: il sistema camerale lancia il progetto Ultranet ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3490C160S123/banda-ultralarga--il-sistema-camerale-lancia-il-progetto-ultranet.htm Thu, 21 Sep 2017 10:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3490C160S123/banda-ultralarga--il-sistema-camerale-lancia-il-progetto-ultranet.htm Sensibilizzare, informare, formare sulle opportunità offerte dalla banda ultralarga. Ma anche stimolare la domanda e l’offerta, pubblica e privata, di nuovi servizi 4.0. E’ l’obiettivo del progetto Ultranet, con il quale Unioncamere è risultata vincitrice del bando lanciato dal Ministero dello Sviluppo economico il 7 dicembre 2016. Il progetto, per la cui realizzazione Unioncamere si avvarrà delle Agenzie del sistema camerale che opereranno in stretta collaborazione con le 76 strutture camerali (75 Camere di commercio e una Unione regionale) che ad oggi hanno aderito all’iniziativa, interesserà tutto il territorio nazionale per i prossimi tre anni.

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Sensibilizzare, informare, formare sulle opportunità offerte dalla banda ultralarga. Ma anche stimolare la domanda e l’offerta, pubblica e privata, di nuovi servizi 4.0. E’ l’obiettivo del progetto Ultranet, con il quale Unioncamere è risultata vincitrice del bando lanciato dal Ministero dello Sviluppo economico il 7 dicembre 2016. Il progetto, per la cui realizzazione Unioncamere si avvarrà delle Agenzie del sistema camerale che opereranno in stretta collaborazione con le 76 strutture camerali (75 Camere di commercio e una Unione regionale) che ad oggi hanno aderito all’iniziativa, interesserà tutto il territorio nazionale per i prossimi tre anni.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Protocollo fra MISE e Unioncamere per aumentare il numero delle aziende italiane all'estero  ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3483C160S123/protocollo-fra-mise-e-unioncamere-per-aumentare-il-numero-delle-aziende-italiane-all-estero .htm Wed, 13 Sep 2017 12:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3483C160S123/protocollo-fra-mise-e-unioncamere-per-aumentare-il-numero-delle-aziende-italiane-all-estero .htm Il ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere hanno siglato un protocollo d’intesa per compiere un ulteriore passo verso la riorganizzazione del sistema pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle aziende italiane. Il protocollo dà attuazione a quanto previsto dal recente decreto di riforma delle Camere di commercio, prevedendo che il sistema camerale concentri le proprie attività in Italia per preparare le PMI a operare all’estero, prevedendo le opportune forme di raccordo con l’ICE, l’Agenzia posta al centro del Sistema per l’internazionalizzazione, affinché le imprese possano essere assistite in maniera unitaria e coordinata dal loro territorio fino ai mercati stranieri di interesse. 


Le attività previste dal protocollo di intesa rispondono, in particolare, a un obiettivo strategico: portare più imprese all’estero e rafforzare le quote di mercato delle aziende che esportano in maniera ancora saltuaria. Il recente Rapporto dell’ICE ha infatti evidenziato che, pur crescendo ancora l’export italiano, il numero delle aziende esportatrici fra il 2010 e il 2016 è aumentato troppo lentamente e in misura ancora insoddisfacente. 

Questo protocollo – afferma il sottosegretario allo Sviluppo Economico, On. Ivan Scalfarotto -  è parte integrante di quel disegno strategico avviato nel 2014 e volto al supporto dell’internazionalizzazione delle nostre imprese. Un disegno che ha già portato notevoli risultati sia per la costante crescita registrata dalle nostre esportazioni che per l’aumento del numero di investimenti esteri in Italia. In questo contesto assume particolare rilevanza il ruolo svolto dall’ICE, vero e proprio collante fra gli attori del sistema per l’internazionalizzazione, che ha tra i principali obiettivi proprio quello di aumentare il numero delle nostre imprese esportatrici”.

 “Molte aziende italiane hanno tutti i numeri per esportare ma hanno bisogno sempre più di soggetti che sui territori siano in grado di assisterle a muovere i primi passi. Accanto agli altri organismi pubblici e privati, le camere di commercio potranno ora meglio raggiungerle e prepararle per l’estero attraverso iniziative di informazione, formazione, supporto organizzativo e assistenza alle imprese, con particolare riguardo a quelle di minori dimensioni, alle start up ed alle imprese organizzate in filiere e reti”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che aggiunge: “Contiamo nel prossimo triennio di individuare e accompagnare sui mercati internazionali 10mila nuovi esportatori. È questa una potenzialità per il Paese che, se colta, può fare diversi punti in più di export”

 

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Il ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere hanno siglato un protocollo d’intesa per compiere un ulteriore passo verso la riorganizzazione del sistema pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle aziende italiane. Il protocollo dà attuazione a quanto previsto dal recente decreto di riforma delle Camere di commercio, prevedendo che il sistema camerale concentri le proprie attività in Italia per preparare le PMI a operare all’estero, prevedendo le opportune forme di raccordo con l’ICE, l’Agenzia posta al centro del Sistema per l’internazionalizzazione, affinché le imprese possano essere assistite in maniera unitaria e coordinata dal loro territorio fino ai mercati stranieri di interesse. 


Le attività previste dal protocollo di intesa rispondono, in particolare, a un obiettivo strategico: portare più imprese all’estero e rafforzare le quote di mercato delle aziende che esportano in maniera ancora saltuaria. Il recente Rapporto dell’ICE ha infatti evidenziato che, pur crescendo ancora l’export italiano, il numero delle aziende esportatrici fra il 2010 e il 2016 è aumentato troppo lentamente e in misura ancora insoddisfacente. 

Questo protocollo – afferma il sottosegretario allo Sviluppo Economico, On. Ivan Scalfarotto -  è parte integrante di quel disegno strategico avviato nel 2014 e volto al supporto dell’internazionalizzazione delle nostre imprese. Un disegno che ha già portato notevoli risultati sia per la costante crescita registrata dalle nostre esportazioni che per l’aumento del numero di investimenti esteri in Italia. In questo contesto assume particolare rilevanza il ruolo svolto dall’ICE, vero e proprio collante fra gli attori del sistema per l’internazionalizzazione, che ha tra i principali obiettivi proprio quello di aumentare il numero delle nostre imprese esportatrici”.

 “Molte aziende italiane hanno tutti i numeri per esportare ma hanno bisogno sempre più di soggetti che sui territori siano in grado di assisterle a muovere i primi passi. Accanto agli altri organismi pubblici e privati, le camere di commercio potranno ora meglio raggiungerle e prepararle per l’estero attraverso iniziative di informazione, formazione, supporto organizzativo e assistenza alle imprese, con particolare riguardo a quelle di minori dimensioni, alle start up ed alle imprese organizzate in filiere e reti”. E’ il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che aggiunge: “Contiamo nel prossimo triennio di individuare e accompagnare sui mercati internazionali 10mila nuovi esportatori. È questa una potenzialità per il Paese che, se colta, può fare diversi punti in più di export”

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Benessere: il business della bellezza sfida la crisi ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3478C160S123/benessere--il-business-della-bellezza-sfida-la-crisi.htm Fri, 08 Sep 2017 11:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3478C160S123/benessere--il-business-della-bellezza-sfida-la-crisi.htm +6mila imprese in cinque anni, boom della nail-art (+45,6%)


In provincia la crescita più forte: a Pisa, Frosinone e Cagliari +10%


 Italiani sempre più attenti a bellezza e benessere: le imprese del settore crescono del 4% negli ultimi cinque anni, grazie soprattutto all’aumento consistente di palestre e centri benessere (quasi il 12% in più in entrambi i casi), istituti di bellezza (+15%) e servizi di manicure e pedicure, passati da 1.206 a 1.747 (+46%).


A mostrarlo è l’elaborazione di Unioncamere-Infocamere, a partire dai dati del Registro delle imprese al 30 giugno scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2012.
 

Se la passione per il fitness, l’attenzione all’immagine o la ricercatezza di una nail-art di tendenza sono alla base della crescita del settore della cura della persona nel periodo, il vero “zoccolo duro” del comparto, che conta a fine giugno oltre 153mila imprese, è rappresentato dai saloni di barbiere e di parrucchiere, ambito nel quale operano 104mila imprese, pari al 68% del totale.


 

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+6mila imprese in cinque anni, boom della nail-art (+45,6%)


In provincia la crescita più forte: a Pisa, Frosinone e Cagliari +10%


 Italiani sempre più attenti a bellezza e benessere: le imprese del settore crescono del 4% negli ultimi cinque anni, grazie soprattutto all’aumento consistente di palestre e centri benessere (quasi il 12% in più in entrambi i casi), istituti di bellezza (+15%) e servizi di manicure e pedicure, passati da 1.206 a 1.747 (+46%).


A mostrarlo è l’elaborazione di Unioncamere-Infocamere, a partire dai dati del Registro delle imprese al 30 giugno scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2012.
 

Se la passione per il fitness, l’attenzione all’immagine o la ricercatezza di una nail-art di tendenza sono alla base della crescita del settore della cura della persona nel periodo, il vero “zoccolo duro” del comparto, che conta a fine giugno oltre 153mila imprese, è rappresentato dai saloni di barbiere e di parrucchiere, ambito nel quale operano 104mila imprese, pari al 68% del totale.


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Le imprese femminili sono due volte giovani: 4 su 10 sono state create dopo il 2010, il 12% è guidato da under 35 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3476C160S123/le-imprese-femminili-sono-due-volte-giovani--4-su-10-sono-state-create-dopo-il-2010--il-12--e-guidato-da-under-35.htm Fri, 01 Sep 2017 11:09:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3476C160S123/le-imprese-femminili-sono-due-volte-giovani--4-su-10-sono-state-create-dopo-il-2010--il-12--e-guidato-da-under-35.htm  Le donne d’impresa sono due volte giovani, per data di avvio dell’attività e per incidenza di imprenditrici under 35. Infatti, 4 imprese femminili su 10 sono state create  dal 2010 ad oggi (tra gli uomini, solo 3 su 10 hanno meno di 7 anni). Inoltre, le 162mila attività guidate da imprenditrici under 35 sono più del 12% del totale delle aziende a trazione femminile (1.325.438), mentre, tra gli uomini, sono l’8,5%. Sono alcuni degli spunti che emergono dalla lettura dei dati sulle imprese femminili al 30 giugno 2017, elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere.

 

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 Le donne d’impresa sono due volte giovani, per data di avvio dell’attività e per incidenza di imprenditrici under 35. Infatti, 4 imprese femminili su 10 sono state create  dal 2010 ad oggi (tra gli uomini, solo 3 su 10 hanno meno di 7 anni). Inoltre, le 162mila attività guidate da imprenditrici under 35 sono più del 12% del totale delle aziende a trazione femminile (1.325.438), mentre, tra gli uomini, sono l’8,5%. Sono alcuni degli spunti che emergono dalla lettura dei dati sulle imprese femminili al 30 giugno 2017, elaborati dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere.

 

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