Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Coronavirus, Camere di commercio: aiuti alle Pmi in deficit di liquidità ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4476C160S123/coronavirus--camere-di-commercio--aiuti-alle-pmi-in-deficit-di-liquidita.htm Fri, 29 May 2020 11:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4476C160S123/coronavirus--camere-di-commercio--aiuti-alle-pmi-in-deficit-di-liquidita.htm Camere di commercio in aiuto delle imprese in deficit di liquidità a causa dell’emergenza coronavirus. Sono già 34 gli enti camerali che hanno adottato provvedimenti per favorire la liquidità delle piccole imprese: tra questi ci sono molti interventi che, attraverso il bando “tipo” realizzato da Unioncamere, permettono agli imprenditori in difficoltà di richiedere alla propria Camera contributi a fondo perduto per l’abbattimento dei tassi di interesse dei finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari.

L’intervento mira a coprire uno dei fattori di costo non sovvenzionati da alcuna altra forma di incentivo governativo e si inserisce nell’ambito delle iniziative promozionali a favore del tessuto imprenditoriale adottate dal sistema camerale nazionale in attuazione dell’art.125 del Decreto “Cura Italia” a cui fa riferimento anche l’art.62 del decreto “Rilancio”. Il provvedimento ha, infatti, previsto la possibilità per le Camere di commercio di realizzare specifici interventi per contrastare le difficoltà finanziarie delle Pmi e facilitare l’accesso al credito.

 

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Camere di commercio in aiuto delle imprese in deficit di liquidità a causa dell’emergenza coronavirus. Sono già 34 gli enti camerali che hanno adottato provvedimenti per favorire la liquidità delle piccole imprese: tra questi ci sono molti interventi che, attraverso il bando “tipo” realizzato da Unioncamere, permettono agli imprenditori in difficoltà di richiedere alla propria Camera contributi a fondo perduto per l’abbattimento dei tassi di interesse dei finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari.

L’intervento mira a coprire uno dei fattori di costo non sovvenzionati da alcuna altra forma di incentivo governativo e si inserisce nell’ambito delle iniziative promozionali a favore del tessuto imprenditoriale adottate dal sistema camerale nazionale in attuazione dell’art.125 del Decreto “Cura Italia” a cui fa riferimento anche l’art.62 del decreto “Rilancio”. Il provvedimento ha, infatti, previsto la possibilità per le Camere di commercio di realizzare specifici interventi per contrastare le difficoltà finanziarie delle Pmi e facilitare l’accesso al credito.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Indice dei prezzi all'ingrosso di Aprile Andamento ortofrutta e agroalimentare ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4474C160S123/indice-dei-prezzi-all-ingrosso-di-aprile-andamento-ortofrutta-e-agroalimentare.htm Wed, 27 May 2020 10:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4474C160S123/indice-dei-prezzi-all-ingrosso-di-aprile-andamento-ortofrutta-e-agroalimentare.htm La campagna degli agrumi e dei frutti raccolti lo scorso autunno è quasi giunta al termine con prezzi all’ingrosso superiori all'anno precedente, in particolare per mele (+17,4%), pere (+26,0%) e kiwi (+29,7%). Contemporaneamente sul mercato sono già disponibili le prime produzioni primaverili ed estive di ciliegie, albicocche nonché i primi meloni.

La fragola, di buona qualità e molto richiesta, ha registrato prezzi superiori del +25,9% rispetto all'anno scorso.  Questo è quanto emerge dall’analisi dell’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dai Mercati all’ingrosso e dalle Camere di commercio che, da Maggio, coinvolge anche il comparto dell’ortofrutta.

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La campagna degli agrumi e dei frutti raccolti lo scorso autunno è quasi giunta al termine con prezzi all’ingrosso superiori all'anno precedente, in particolare per mele (+17,4%), pere (+26,0%) e kiwi (+29,7%). Contemporaneamente sul mercato sono già disponibili le prime produzioni primaverili ed estive di ciliegie, albicocche nonché i primi meloni.

La fragola, di buona qualità e molto richiesta, ha registrato prezzi superiori del +25,9% rispetto all'anno scorso.  Questo è quanto emerge dall’analisi dell’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dai Mercati all’ingrosso e dalle Camere di commercio che, da Maggio, coinvolge anche il comparto dell’ortofrutta.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ 16mila utenti e 150mila visualizzazioni in un mese per RipartireImpresa, il portale a misura di impresa sull'emergenza Coronavirus  ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4471C160S123/16mila-utenti-e-150mila-visualizzazioni-in-un-mese-per ripartireimpresa- il-portale-a-misura-di-impresa-sull-emergenza-coronavirus .htm Fri, 22 May 2020 11:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4471C160S123/16mila-utenti-e-150mila-visualizzazioni-in-un-mese-per ripartireimpresa- il-portale-a-misura-di-impresa-sull-emergenza-coronavirus .htm Quasi 16 mila utenti, più di 150mila visualizzazioni, 79 interventi di  assistenza soprattutto sui protocolli di sicurezza e sulle misure economiche, 103 sche­de informative aggiornate. Questo il bilancio, a circa un mese dalla sua messa online, di RipartireImpresa, la piattaforma realizzata da Unioncamere, in collaborazione con InfoCa­mere, per aiutare gli imprenditori a districarsi tra i provvedimenti, nazionali e regionali, diretti al contenimento della diffusione del Covid 19. 

Raggiungibile all’indirizzo https://ripartireimpresa.unioncamere.it/, dal sito di Unioncamere e da quelli di 62 Camere di commercio e 7 Unioni regionali, il portale consente una ricerca mirata delle norme adottate a livello centrale e locale e dedica particolare attenzione alle opportunità di sostegno economico. 

 

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Quasi 16 mila utenti, più di 150mila visualizzazioni, 79 interventi di  assistenza soprattutto sui protocolli di sicurezza e sulle misure economiche, 103 sche­de informative aggiornate. Questo il bilancio, a circa un mese dalla sua messa online, di RipartireImpresa, la piattaforma realizzata da Unioncamere, in collaborazione con InfoCa­mere, per aiutare gli imprenditori a districarsi tra i provvedimenti, nazionali e regionali, diretti al contenimento della diffusione del Covid 19. 

Raggiungibile all’indirizzo https://ripartireimpresa.unioncamere.it/, dal sito di Unioncamere e da quelli di 62 Camere di commercio e 7 Unioni regionali, il portale consente una ricerca mirata delle norme adottate a livello centrale e locale e dedica particolare attenzione alle opportunità di sostegno economico. 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Fondazione Symbola, Unioncamere, Regione Marche in collaborazione con l'Istituto per il Credito Sportivo presentano la rubrica #IoSonoCultura2020 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4467C160S123/fondazione-symbola--unioncamere--regione-marche-in-collaborazione-con-l-istituto-per-il-credito-sportivo-presentano-la-rubrica--iosonocultura2020.htm Wed, 20 May 2020 10:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4467C160S123/fondazione-symbola--unioncamere--regione-marche-in-collaborazione-con-l-istituto-per-il-credito-sportivo-presentano-la-rubrica--iosonocultura2020.htm Fondazione Symbola, Unioncamere, Regione Marche in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo, presentano, a partire dal giorno 20 maggio, su www.symbola.net, la rubrica #IoSonoCultura.

Un’iniziativa che affiancherà e anticiperà la presentazione del X rapporto annuale Io sono cultura che quest’anno per la prima volta si terrà dopo l’estate per raccogliere dati e prime stime sull’impatto della attuale crisi sul sistema culturale e creativo a confronto con i dati 2019.

La rubrica da maggio a luglio, attraverso alcune uscite settimanali, racconterà l’impatto della crisi sui settori culturali e creativi, le ricadute sul mercato del lavoro culturale, ma anche le tante storie
di coloro che stanno cogliendo questo momento per cambiare passo, puntando sulle competenze, le comunità, i territori, le tecnologie. E partire da qui per costruire un futuro che sia non solo un ritorno al passato, ma sia invece un’occasione per cambiare e rendere più forte e meno frammentato il sistema, rafforzandone le competenze e le interconnessioni.

La rubrica quindi parlerà di come i musei stanno affrontando la sfida della digitalizzazione, ma anche come il made in Italy sta pensando per i propri clienti piattaforme di scambio non solo economico, ma di intrattenimento e conversazione. Descriverà nuove forme di fruizione cinematografica collettiva, a prova di distanziamento sociale: dalle innovative sale virtuali, alle proiezioni sulle facciate delle abitazioni delle città, fino al ritorno di modalità di proiezione del passato come i drive-in. Mentre nel mondo musicale, la fruizione si reinventa con session sui social, in cui Instagram la fa da padrone. 

Il nostro Paese sta affrontando una grande prova”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.I giorni del lockdown ci hanno confermato, però, che le energie e la creatività per uscire dal tunnel della crisi ci sono. Tante imprese culturali e creative hanno individuato nuovi e prima inimmaginabili percorsi di produzione di eventi in grado di soddisfare la domanda di informazione, di creatività e di bellezza. E questo, molto spesso, sfruttando le opportunità del digitale. Per far ripartire il Paese, occorre anche valorizzare la conoscenza delle esperienze innovative sperimentate in questi mesi. Proprio quello che intendiamo fare con la rubrica #IoSonoCultura”.

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Fondazione Symbola, Unioncamere, Regione Marche in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo, presentano, a partire dal giorno 20 maggio, su www.symbola.net, la rubrica #IoSonoCultura.

Un’iniziativa che affiancherà e anticiperà la presentazione del X rapporto annuale Io sono cultura che quest’anno per la prima volta si terrà dopo l’estate per raccogliere dati e prime stime sull’impatto della attuale crisi sul sistema culturale e creativo a confronto con i dati 2019.

La rubrica da maggio a luglio, attraverso alcune uscite settimanali, racconterà l’impatto della crisi sui settori culturali e creativi, le ricadute sul mercato del lavoro culturale, ma anche le tante storie
di coloro che stanno cogliendo questo momento per cambiare passo, puntando sulle competenze, le comunità, i territori, le tecnologie. E partire da qui per costruire un futuro che sia non solo un ritorno al passato, ma sia invece un’occasione per cambiare e rendere più forte e meno frammentato il sistema, rafforzandone le competenze e le interconnessioni.

La rubrica quindi parlerà di come i musei stanno affrontando la sfida della digitalizzazione, ma anche come il made in Italy sta pensando per i propri clienti piattaforme di scambio non solo economico, ma di intrattenimento e conversazione. Descriverà nuove forme di fruizione cinematografica collettiva, a prova di distanziamento sociale: dalle innovative sale virtuali, alle proiezioni sulle facciate delle abitazioni delle città, fino al ritorno di modalità di proiezione del passato come i drive-in. Mentre nel mondo musicale, la fruizione si reinventa con session sui social, in cui Instagram la fa da padrone. 

Il nostro Paese sta affrontando una grande prova”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.I giorni del lockdown ci hanno confermato, però, che le energie e la creatività per uscire dal tunnel della crisi ci sono. Tante imprese culturali e creative hanno individuato nuovi e prima inimmaginabili percorsi di produzione di eventi in grado di soddisfare la domanda di informazione, di creatività e di bellezza. E questo, molto spesso, sfruttando le opportunità del digitale. Per far ripartire il Paese, occorre anche valorizzare la conoscenza delle esperienze innovative sperimentate in questi mesi. Proprio quello che intendiamo fare con la rubrica #IoSonoCultura”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Fase 2: sprint di negozi online, +10mila in 5 anni ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4463C160S123/fase-2--sprint-di-negozi-online---10mila-in-5-anni.htm Mon, 18 May 2020 11:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4463C160S123/fase-2--sprint-di-negozi-online---10mila-in-5-anni.htm Oltre 23mila le imprese che vendono al dettaglio sul web

Negli ultimi cinque anni sono cresciute di 10mila unità le imprese che vendono sul web, a fronte di un calo di quasi 45mila operatori dell’intero comparto del commercio al dettaglio. A puntare sul “negozio” online sono stati soprattutto gli imprenditori del Sud, forse per ovviare alla carenza di infrastrutture. Infatti se la Lombardia si distingue per il numero più elevato di imprese che vendono su internet (4.406), tra il 2015 e il 2020 Campania e Basilicata si posizionano al top per i ritmi di crescita rispetto al resto dell’Italia (+25,4% contro +14,5% medio annuo). Un segno del cambiamento delle abitudini di consumo che, soprattutto in epoca di coronavirus, permette agli imprenditori che commerciano sulla “rete” di potere contare su una marcia in più.

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Oltre 23mila le imprese che vendono al dettaglio sul web

Negli ultimi cinque anni sono cresciute di 10mila unità le imprese che vendono sul web, a fronte di un calo di quasi 45mila operatori dell’intero comparto del commercio al dettaglio. A puntare sul “negozio” online sono stati soprattutto gli imprenditori del Sud, forse per ovviare alla carenza di infrastrutture. Infatti se la Lombardia si distingue per il numero più elevato di imprese che vendono su internet (4.406), tra il 2015 e il 2020 Campania e Basilicata si posizionano al top per i ritmi di crescita rispetto al resto dell’Italia (+25,4% contro +14,5% medio annuo). Un segno del cambiamento delle abitudini di consumo che, soprattutto in epoca di coronavirus, permette agli imprenditori che commerciano sulla “rete” di potere contare su una marcia in più.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Coronavirus, Camere di commercio europee: voucher temporanei per salvare l'industria dei viaggi ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4462C160S123/coronavirus--camere-di-commercio-europee--voucher-temporanei--per-salvare-l-industria-dei-viaggi.htm Thu, 14 May 2020 11:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4462C160S123/coronavirus--camere-di-commercio-europee--voucher-temporanei--per-salvare-l-industria-dei-viaggi.htm A rischio un comparto che conta 2,4 milioni di imprese e impiega 13,6 milioni di persone

Voucher temporanei per alleviare la grave crisi di liquidità del settore turistico in Europa messo in ginocchio dall’emergenza coronavirus. E’ questa la richiesta avanzata dalle Camere di commercio europee, con un occhio alla raccomandazione pubblicata oggi dalla Commissione Ue ed uno ai governi che dovranno prendere le opportune misure al riguardo. In Europa il turismo conta 2,4 milioni di imprese, vale a dire il 10% della base imprenditoriale, impiega 13,6 milioni di persone, ovvero il 9,5% della forza lavoro, e produce il 5,8% del valore aggiunto della business community al netto della finanza.

A dirlo è una nota di Eurochambres - l’associazione delle Camere di commercio europee alla quale aderisce Unioncamere- sulla base di un’indagine svolta su un campione delle oltre 20 milioni di imprese che rappresenta, secondo cui “l’introduzione di un sistema di voucher al posto dei rimborsi in contanti per le cancellazioni delle prenotazioni è la migliore soluzione per dare ossigeno all’industria dei viaggi, ospitalità e trasporti in Europa, prevenendo così le insolvenze e differendo I’obbligo dei pagamenti”. E, in questa direzione, l’Associazione auspica che venga adottato un approccio armonico a livello
europeo.

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A rischio un comparto che conta 2,4 milioni di imprese e impiega 13,6 milioni di persone

Voucher temporanei per alleviare la grave crisi di liquidità del settore turistico in Europa messo in ginocchio dall’emergenza coronavirus. E’ questa la richiesta avanzata dalle Camere di commercio europee, con un occhio alla raccomandazione pubblicata oggi dalla Commissione Ue ed uno ai governi che dovranno prendere le opportune misure al riguardo. In Europa il turismo conta 2,4 milioni di imprese, vale a dire il 10% della base imprenditoriale, impiega 13,6 milioni di persone, ovvero il 9,5% della forza lavoro, e produce il 5,8% del valore aggiunto della business community al netto della finanza.

A dirlo è una nota di Eurochambres - l’associazione delle Camere di commercio europee alla quale aderisce Unioncamere- sulla base di un’indagine svolta su un campione delle oltre 20 milioni di imprese che rappresenta, secondo cui “l’introduzione di un sistema di voucher al posto dei rimborsi in contanti per le cancellazioni delle prenotazioni è la migliore soluzione per dare ossigeno all’industria dei viaggi, ospitalità e trasporti in Europa, prevenendo così le insolvenze e differendo I’obbligo dei pagamenti”. E, in questa direzione, l’Associazione auspica che venga adottato un approccio armonico a livello
europeo.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: 1 su 4 ha investito prima del lockdown sul lavoro agile ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4457C160S123/imprese--1-su-4-ha-investito-prima-del-lockdown-sul-lavoro-agile.htm Mon, 11 May 2020 11:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4457C160S123/imprese--1-su-4-ha-investito-prima-del-lockdown-sul-lavoro-agile.htm Al Sud lo smart working una opportunità per il 27% delle aziende

Oltre un terzo delle imprese ha puntato sulle vendite online

Alla prova del lockdown, una impresa su quattro è arrivata – almeno in parte – preparata: il 24,6% delle imprese italiane, infatti, ha investito nell’adozione di sistemi di smart working per innovare il proprio modello organizzativo aziendale tra il 2015 al 2019.

Il dato, che emerge dal bollettino annuale del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, è cresciuto rispetto al 2018 (23,5%) e segue un trend di incremento consistente, destinato probabilmente a conoscere una ulteriore impennata nel prossimo futuro.

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Al Sud lo smart working una opportunità per il 27% delle aziende

Oltre un terzo delle imprese ha puntato sulle vendite online

Alla prova del lockdown, una impresa su quattro è arrivata – almeno in parte – preparata: il 24,6% delle imprese italiane, infatti, ha investito nell’adozione di sistemi di smart working per innovare il proprio modello organizzativo aziendale tra il 2015 al 2019.

Il dato, che emerge dal bollettino annuale del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, è cresciuto rispetto al 2018 (23,5%) e segue un trend di incremento consistente, destinato probabilmente a conoscere una ulteriore impennata nel prossimo futuro.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Viaggiare con la bici: i risultati del rapporto 2020 Isnart-Unioncamere e Legambiente sulle tendenze e l'economia del cicloturismo in Italia ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4453C160S123/viaggiare-con-la-bici--i-risultati-del-rapporto-2020-isnart-unioncamere-e-legambiente-sulle-tendenze-e-l-economia-del-cicloturismo-in-italia.htm Fri, 08 May 2020 12:05:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4453C160S123/viaggiare-con-la-bici--i-risultati-del-rapporto-2020-isnart-unioncamere-e-legambiente-sulle-tendenze-e-l-economia-del-cicloturismo-in-italia.htm 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani nel 2019, possibile raggiungere i 26 milioni nel 2020

Spesa media del cicloturista è 75 euro pro-capite

Il cicloturismo potrà essere protagonista della prossima stagione estiva all’insegna della Low Touch

Economy e della nuova normalità in epoca Covid 19

Il cicloturismo può essere una componente importante per sostenere la ripresa del turismo e per fruire delle bellezze dei territori italiani all’insegna dell’Ambiente e della Sostenibilità.

Il cicloturismo esprime i caratteri distintivi della Low Touch Economy - sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio - ed è un candidato d’eccellenza alle esigenze di “nuova normalità” per il superamento dell’emergenza coronavirus.

Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di chi sceglie di trascorrere le vacanze pedalando nel nostro Paese e quest’anno lo scenario estivo potrebbe registrare un ulteriore aumento, se gli 1,4 milioni di cicloturisti italiani confermassero tale modalità di vacanza principale ed a questi si aggiungessero i cicloturisti che normalmente si muovono tra gennaio e maggio, raggiungendo così quota 2,7 milioni.

Nel 2019 sono stati stimati 20,5 mln di pernottamenti di cicloturisti italiani, dunque quest’anno considerando anche dei brevi soggiorni autunnali (due/tre giorni) a fine 2020 si raggiungerebbero le 25,9 mln di presenze (+26%).

I dati emergono dal secondo rapporto sul Cicloturismo in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente, disponibile in allegato.

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20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani nel 2019, possibile raggiungere i 26 milioni nel 2020

Spesa media del cicloturista è 75 euro pro-capite

Il cicloturismo potrà essere protagonista della prossima stagione estiva all’insegna della Low Touch

Economy e della nuova normalità in epoca Covid 19

Il cicloturismo può essere una componente importante per sostenere la ripresa del turismo e per fruire delle bellezze dei territori italiani all’insegna dell’Ambiente e della Sostenibilità.

Il cicloturismo esprime i caratteri distintivi della Low Touch Economy - sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio - ed è un candidato d’eccellenza alle esigenze di “nuova normalità” per il superamento dell’emergenza coronavirus.

Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di chi sceglie di trascorrere le vacanze pedalando nel nostro Paese e quest’anno lo scenario estivo potrebbe registrare un ulteriore aumento, se gli 1,4 milioni di cicloturisti italiani confermassero tale modalità di vacanza principale ed a questi si aggiungessero i cicloturisti che normalmente si muovono tra gennaio e maggio, raggiungendo così quota 2,7 milioni.

Nel 2019 sono stati stimati 20,5 mln di pernottamenti di cicloturisti italiani, dunque quest’anno considerando anche dei brevi soggiorni autunnali (due/tre giorni) a fine 2020 si raggiungerebbero le 25,9 mln di presenze (+26%).

I dati emergono dal secondo rapporto sul Cicloturismo in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente, disponibile in allegato.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Coronavirus: al via il nuovo help desk delle Cdc per l'internazionalizzazione delle imprese ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4449C160S123/coronavirus--al-via-il-nuovo-help-desk-delle-cdc-per-l-internazionalizzazione-delle-imprese.htm Wed, 29 Apr 2020 10:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4449C160S123/coronavirus--al-via-il-nuovo-help-desk-delle-cdc-per-l-internazionalizzazione-delle-imprese.htm Parte il nuovo servizio di help desk delle Camere di commercio per aiutare gli imprenditori che operano sui mercati internazionali in questa difficile fase di emergenza Covid-19.

Raggiungibile via email all’indirizzo emergenzacovid@sostegnoexport.it, il servizio - promosso da Unioncamere in collaborazione con Promos Italia - offre alle imprese, attraverso le Camere di commercio, una prima assistenza alla soluzione dei problemi di natura legale, doganale, contrattuale, fiscale legati al commercio con l’estero in tempi di coronavirus.

Un supporto immediato per trovare, tra l’altro, risposte sulle nuove procedure connesse all’esportazione, alla logistica e al trasporto delle merci (monitorando anche la situazione ai confini dei vari Paesi europei), oltre che sulle normative che alcuni paesi stanno introducendo per contrastare il contagio.

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Parte il nuovo servizio di help desk delle Camere di commercio per aiutare gli imprenditori che operano sui mercati internazionali in questa difficile fase di emergenza Covid-19.

Raggiungibile via email all’indirizzo emergenzacovid@sostegnoexport.it, il servizio - promosso da Unioncamere in collaborazione con Promos Italia - offre alle imprese, attraverso le Camere di commercio, una prima assistenza alla soluzione dei problemi di natura legale, doganale, contrattuale, fiscale legati al commercio con l’estero in tempi di coronavirus.

Un supporto immediato per trovare, tra l’altro, risposte sulle nuove procedure connesse all’esportazione, alla logistica e al trasporto delle merci (monitorando anche la situazione ai confini dei vari Paesi europei), oltre che sulle normative che alcuni paesi stanno introducendo per contrastare il contagio.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lockdown, gli italiani a casa mettono "le mani in pasta": +7% in un mese il prezzo all'ingrosso delle farine ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4445C160S123/lockdown--gli-italiani-a-casa-mettono--le-mani-in-pasta-----7--in-un-mese-il-prezzo-all-ingrosso-delle-farine.htm Fri, 24 Apr 2020 10:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4445C160S123/lockdown--gli-italiani-a-casa-mettono--le-mani-in-pasta-----7--in-un-mese-il-prezzo-all-ingrosso-delle-farine.htm #Iorestoacasa per tanti italiani è stato l’occasione per riscoprire tradizioni gastronomiche tipicamente tricolore, come la pasta fatta a mano, o la pizza o magari il pane. A certificare questa nuova tendenza antistress al fai da te culinario anche sui prodotti da forno, è la rilevazione dei prezzi all’ingrosso effettuata dalle Camere di commercio ed elaborata da Unioncamere e Borsa merci telematica (BMTI): + 7% il dato delle farine a marzo rispetto febbraio, in conseguenza proprio dell’aumento delle vendite nei supermercati, +2,4% per la semola, ingrediente prezioso soprattutto per la pasta fatta in casa.

Alla voglia di mettere “le mani in pasta” dei nostri connazionali, ristretti tra le mura domestiche dal Coronavirus, si deve anche l’aumento del prezzo delle uova (+4,2% rispetto a febbraio, +17,7% su base annua). L’innalzamento della domanda di farine e sfarinati per uso domestico è stata tale da compensare la pesante riduzione delle vendite destinate al sistema della ristorazione e dell’ospitalità. I prezzi di marzo di questi prodotti sono i più elevati anche rispetto allo scorso anno, con un +5,8% per la farina e un +17,8% per la semola. Già dalle prime rilevazioni di aprile, comunque l’impennata sembra rientrata, in parallelo, probabilmente, con le dispense ormai sature di tanti italiani.

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#Iorestoacasa per tanti italiani è stato l’occasione per riscoprire tradizioni gastronomiche tipicamente tricolore, come la pasta fatta a mano, o la pizza o magari il pane. A certificare questa nuova tendenza antistress al fai da te culinario anche sui prodotti da forno, è la rilevazione dei prezzi all’ingrosso effettuata dalle Camere di commercio ed elaborata da Unioncamere e Borsa merci telematica (BMTI): + 7% il dato delle farine a marzo rispetto febbraio, in conseguenza proprio dell’aumento delle vendite nei supermercati, +2,4% per la semola, ingrediente prezioso soprattutto per la pasta fatta in casa.

Alla voglia di mettere “le mani in pasta” dei nostri connazionali, ristretti tra le mura domestiche dal Coronavirus, si deve anche l’aumento del prezzo delle uova (+4,2% rispetto a febbraio, +17,7% su base annua). L’innalzamento della domanda di farine e sfarinati per uso domestico è stata tale da compensare la pesante riduzione delle vendite destinate al sistema della ristorazione e dell’ospitalità. I prezzi di marzo di questi prodotti sono i più elevati anche rispetto allo scorso anno, con un +5,8% per la farina e un +17,8% per la semola. Già dalle prime rilevazioni di aprile, comunque l’impennata sembra rientrata, in parallelo, probabilmente, con le dispense ormai sature di tanti italiani.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere lancia RipartireImpresa, il portale a misura di impresa sull'emergenza Coronavirus ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4443C160S123/unioncamere-lancia-ripartireimpresa---il-portale-a-misura-di-impresa-sull-emergenza-coronavirus.htm Thu, 23 Apr 2020 09:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4443C160S123/unioncamere-lancia-ripartireimpresa---il-portale-a-misura-di-impresa-sull-emergenza-coronavirus.htm Informazioni a misura di impresa per l’emergenza Coronavirus. A idearlo e metterlo a punto è Unioncamere, in collaborazione con InfoCamere, che ha realizzato una piattaforma online per aiutare gli imprenditori a districarsi nella marea di provvedimenti, nazionali e regionali, diretti al contenimento della diffusione del virus.

Raggiungibile all’indirizzo https://ripartireimpresa.unioncamere.it/ il portale consente una ricerca mirata delle norme adottate a livello centrale e locale e dedica particolare attenzione alle opportunità di sostegno economico.

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Informazioni a misura di impresa per l’emergenza Coronavirus. A idearlo e metterlo a punto è Unioncamere, in collaborazione con InfoCamere, che ha realizzato una piattaforma online per aiutare gli imprenditori a districarsi nella marea di provvedimenti, nazionali e regionali, diretti al contenimento della diffusione del virus.

Raggiungibile all’indirizzo https://ripartireimpresa.unioncamere.it/ il portale consente una ricerca mirata delle norme adottate a livello centrale e locale e dedica particolare attenzione alle opportunità di sostegno economico.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: -30mila imprese nel primo trimestre (-21mila nel 2019) ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4440C160S123/unioncamere---30mila-imprese-nel-primo-trimestre---21mila-nel-2019-.htm Fri, 17 Apr 2020 11:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4440C160S123/unioncamere---30mila-imprese-nel-primo-trimestre---21mila-nel-2019-.htm Quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020 contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all'emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. Si tratta di un dato che evidentemente si riflette anche a livello territoriale e settoriale. Gli effetti conseguenti allo stato di eccezionalità in cui l'economia reale si sta muovendo appesantiscono il risultato di un bilancio che nei primi tre mesi dell’anno chiude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente.

In netto calo sia le iscrizioni che, in misura minore, le cessazioni. Tra gennaio e marzo si registrano 96.629 nuove aperture, a fronte di 114.410 dello stesso trimestre dell’anno precedente, e 126.912 chiusure contro le 136.069 del 2019.

E’ quanto emerge della fotografia scattata da Unioncamere – InfoCamere sui dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel I° trimestre 2020 disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it

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Quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020 contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all'emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. Si tratta di un dato che evidentemente si riflette anche a livello territoriale e settoriale. Gli effetti conseguenti allo stato di eccezionalità in cui l'economia reale si sta muovendo appesantiscono il risultato di un bilancio che nei primi tre mesi dell’anno chiude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente.

In netto calo sia le iscrizioni che, in misura minore, le cessazioni. Tra gennaio e marzo si registrano 96.629 nuove aperture, a fronte di 114.410 dello stesso trimestre dell’anno precedente, e 126.912 chiusure contro le 136.069 del 2019.

E’ quanto emerge della fotografia scattata da Unioncamere – InfoCamere sui dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel I° trimestre 2020 disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Coronavirus, lavoro: previsti oltre 420mila occupati in meno nel 2020 ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4434C160S123/coronavirus--lavoro--previsti-oltre-420mila-occupati-in-meno-nel-2020.htm Tue, 07 Apr 2020 11:04:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4434C160S123/coronavirus--lavoro--previsti-oltre-420mila-occupati-in-meno-nel-2020.htm La metà dei posti persi nel turismo

Possibili 420mila occupati in meno nel 2020. E’ quanto emerge dall'aggiornamento realizzato a marzo da Unioncamere del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi che, sfruttando l’insieme delle informazioni a disposizione del sistema delle Camere di commercio italiane, consente di effettuare un primo approfondimento per l’anno 2020 caratterizzato dall'emergenza COVID-19. Si tratta di uno scenario di crisi senza precedenti, in cui l’economia nazionale e internazionale è stata colpita da uno shock di ingenti proporzioni sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.

Le prime stime presentate in questo report considerano uno scenario intermedio di progressiva uscita dalla crisi e di ripresa delle attività economiche entro il mese maggio, senza comunque tener conto dei possibili effetti delle misure a sostegno dell'economia che saranno attivate a livello nazionale ed europeo, dal momento che sono ancora in via di definizione.

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La metà dei posti persi nel turismo

Possibili 420mila occupati in meno nel 2020. E’ quanto emerge dall'aggiornamento realizzato a marzo da Unioncamere del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi che, sfruttando l’insieme delle informazioni a disposizione del sistema delle Camere di commercio italiane, consente di effettuare un primo approfondimento per l’anno 2020 caratterizzato dall'emergenza COVID-19. Si tratta di uno scenario di crisi senza precedenti, in cui l’economia nazionale e internazionale è stata colpita da uno shock di ingenti proporzioni sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.

Le prime stime presentate in questo report considerano uno scenario intermedio di progressiva uscita dalla crisi e di ripresa delle attività economiche entro il mese maggio, senza comunque tener conto dei possibili effetti delle misure a sostegno dell'economia che saranno attivate a livello nazionale ed europeo, dal momento che sono ancora in via di definizione.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Smartworking: 3 imprese su 10 hanno sistemi anti hacker ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4422C160S123/smartworking--3-imprese-su-10-hanno-sistemi-anti-hacker-.htm Fri, 27 Mar 2020 10:03:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4422C160S123/smartworking--3-imprese-su-10-hanno-sistemi-anti-hacker-.htm Camere di commercio restano al fianco degli imprenditori
 

Le imprese italiane in questa fase di emergenza stanno facendo un grande sforzo per garantire il prosieguo della propria attività anche a distanza, dove questo è possibile, attraverso l’uso dello smartworking. Ma non tutte sono attrezzate sotto il profilo tecnologico per assicurare una connessione ai dati aziendali da remoto e un’adeguata protezione dagli attacchi informatici.

Quasi 4 aziende italiane su 10 sono dotate di sistemi cloud, una tecnologia fondamentale per garantire una più agile transizione delle attività svolte all’interno degli uffici in modalità “smart”. E 3 imprese su 10 sono equipaggiate per proteggere le connessioni da remoto con strumenti di cybersecurity necessari per garantire sicurezza nella gestione dei dati.

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere sulle 18mila imprese che hanno svolto online il test di maturità digitale attraverso i Punti impresa digitali (Pid). Anche mediante questa rete il Sistema camerale resta al fianco delle imprese per aiutarle a riguadagnare terreno e recuperare il ritardo tecnologico con l’adozione di strumenti digitali, nell’ultimo triennio ha già aiutato oltre 100.000 imprese ad avvicinarsi alle tecnologie 4.0.

 

I Servizi PID a supporto della digitalizzazione >>>

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Camere di commercio restano al fianco degli imprenditori
 

Le imprese italiane in questa fase di emergenza stanno facendo un grande sforzo per garantire il prosieguo della propria attività anche a distanza, dove questo è possibile, attraverso l’uso dello smartworking. Ma non tutte sono attrezzate sotto il profilo tecnologico per assicurare una connessione ai dati aziendali da remoto e un’adeguata protezione dagli attacchi informatici.

Quasi 4 aziende italiane su 10 sono dotate di sistemi cloud, una tecnologia fondamentale per garantire una più agile transizione delle attività svolte all’interno degli uffici in modalità “smart”. E 3 imprese su 10 sono equipaggiate per proteggere le connessioni da remoto con strumenti di cybersecurity necessari per garantire sicurezza nella gestione dei dati.

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere sulle 18mila imprese che hanno svolto online il test di maturità digitale attraverso i Punti impresa digitali (Pid). Anche mediante questa rete il Sistema camerale resta al fianco delle imprese per aiutarle a riguadagnare terreno e recuperare il ritardo tecnologico con l’adozione di strumenti digitali, nell’ultimo triennio ha già aiutato oltre 100.000 imprese ad avvicinarsi alle tecnologie 4.0.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Coronavirus: 500mila i punti vendita aperti durante l'emergenza, oltre 230mila quelli del settore alimentare ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4417C160S123/coronavirus--500mila-i-punti-vendita-aperti-durante-l-emergenza--oltre-230mila-quelli-del-settore-alimentare.htm Thu, 19 Mar 2020 11:03:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4417C160S123/coronavirus--500mila-i-punti-vendita-aperti-durante-l-emergenza--oltre-230mila-quelli-del-settore-alimentare.htm Sono mezzo milione gli esercizi commerciali e dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che restano aperti in base al decreto del Governo anti-coronavirus. Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull'intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633). 

Di “taglia” maggiore sono invece gli oltre 25mila esercizi alimentari della Lombardia, seconda per diffusione di punti vendita di questo settore, al cui interno lavorano oltre 82mila dipendenti. Non a caso questa regione vanta il maggior numero di Ipermercati attivi nel Paese (212 con 23mila dipendenti), ai quali si affiancano 2.100 Supermercati, in cui lavorano 38mila persone. Non mancano però anche i negozi di vicinato: quasi 15mila quelli presenti sul territorio con 12mila dipendenti. 

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Sono mezzo milione gli esercizi commerciali e dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che restano aperti in base al decreto del Governo anti-coronavirus. Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull'intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633). 

Di “taglia” maggiore sono invece gli oltre 25mila esercizi alimentari della Lombardia, seconda per diffusione di punti vendita di questo settore, al cui interno lavorano oltre 82mila dipendenti. Non a caso questa regione vanta il maggior numero di Ipermercati attivi nel Paese (212 con 23mila dipendenti), ai quali si affiancano 2.100 Supermercati, in cui lavorano 38mila persone. Non mancano però anche i negozi di vicinato: quasi 15mila quelli presenti sul territorio con 12mila dipendenti. 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Camere di commercio europee: serve più liquidità da Ue Subito accordo su bilancio pluriennale ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4416C160S123/camere-di-commercio-europee--serve-piu-liquidita-da-ue--subito-accordo-su-bilancio-pluriennale.htm Wed, 18 Mar 2020 11:03:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4416C160S123/camere-di-commercio-europee--serve-piu-liquidita-da-ue--subito-accordo-su-bilancio-pluriennale.htm Un coordinamento più efficace e misure adeguate per evitare che l’impatto del coronavirus sull’economia si trasformi in un’altra crisi finanziaria. E’ quanto chiedono le Camere di commercio europee agli Stati membri e alle istituzioni.

A dirlo è una nota di Eurochambres - l’associazione delle Camere di commercio europee alla quale aderisce Unioncamere e che rappresenta oltre 20 milioni di imprese- secondo cui “la Banca centrale europea e i ministri finanziari devono lavorare insieme per elaborare un piano che stabilizzi la situazione economica e assicuri un’adeguata liquidità al sistema".

L’istituzione di una 'Coronavirus Response Investment Initiative', annunciata nei giorni scorsi, - prosegue la nota - da sola non potrà avere un impatto rilevante sulle imprese in difficoltà che faranno fatica a sopravvivere alle prossime settimane. Bisogna mantenere le imprese a galla e salvaguardare i posti di lavoro durante questo periodo di inevitabile rallentamento economico. Perché nonostante gli sforzi che imprenditori stanno facendo i necessari provvedimenti che limitano la socialità stanno avendo una forte ricaduta su produttività, spesa e investimenti”.

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Un coordinamento più efficace e misure adeguate per evitare che l’impatto del coronavirus sull’economia si trasformi in un’altra crisi finanziaria. E’ quanto chiedono le Camere di commercio europee agli Stati membri e alle istituzioni.

A dirlo è una nota di Eurochambres - l’associazione delle Camere di commercio europee alla quale aderisce Unioncamere e che rappresenta oltre 20 milioni di imprese- secondo cui “la Banca centrale europea e i ministri finanziari devono lavorare insieme per elaborare un piano che stabilizzi la situazione economica e assicuri un’adeguata liquidità al sistema".

L’istituzione di una 'Coronavirus Response Investment Initiative', annunciata nei giorni scorsi, - prosegue la nota - da sola non potrà avere un impatto rilevante sulle imprese in difficoltà che faranno fatica a sopravvivere alle prossime settimane. Bisogna mantenere le imprese a galla e salvaguardare i posti di lavoro durante questo periodo di inevitabile rallentamento economico. Perché nonostante gli sforzi che imprenditori stanno facendo i necessari provvedimenti che limitano la socialità stanno avendo una forte ricaduta su produttività, spesa e investimenti”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Coronavirus: a rischio quasi 19 miliardi di valore aggiunto Unioncamere costituisce una task force ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4409C160S123/coronavirus--a-rischio-quasi-19-miliardi-di-valore-aggiunto-unioncamere-costituisce-una-task-force.htm Fri, 06 Mar 2020 12:03:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4409C160S123/coronavirus--a-rischio-quasi-19-miliardi-di-valore-aggiunto-unioncamere-costituisce-una-task-force.htm Coronavirus: a rischio quasi 19 miliardi di valore aggiunto

Unioncamere costituisce una task force

 

Una riduzione del valore aggiunto dell’Italia di quasi 19 miliardi di euro su base annua, pari al -1,2% rispetto al 2019.  E’ questa la stima degli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, in uno scenario nel quale la situazione attuale dovesse protrarsi fino alla fine del mese di aprile. L’analisi effettuata da Unioncamere, in collaborazione con il Centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, sulla base dei dati al 2 marzo scorso, segnala che, ovviamente, l’impatto sarà più consistente nelle tre regioni maggiormente colpite dall’emergenza (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), nelle quali le possibili riduzioni della ricchezza prodotta sarebbero pari o di poco superiori al 2%.

Le Camere di commercio italiane sono pronte a fare la loro parte per sostenere imprese e territori. L’Unioncamere ha appena costituito una “task force” composta da presidenti di Camere di commercio di diverse aree del Paese che dovrà monitorare la situazione, individuare le misure più idonee e, al più presto, mettere in campo le azioni più urgenti per sostenere le imprese dei settori più colpiti.

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Coronavirus: a rischio quasi 19 miliardi di valore aggiunto

Unioncamere costituisce una task force

 

Una riduzione del valore aggiunto dell’Italia di quasi 19 miliardi di euro su base annua, pari al -1,2% rispetto al 2019.  E’ questa la stima degli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, in uno scenario nel quale la situazione attuale dovesse protrarsi fino alla fine del mese di aprile. L’analisi effettuata da Unioncamere, in collaborazione con il Centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, sulla base dei dati al 2 marzo scorso, segnala che, ovviamente, l’impatto sarà più consistente nelle tre regioni maggiormente colpite dall’emergenza (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), nelle quali le possibili riduzioni della ricchezza prodotta sarebbero pari o di poco superiori al 2%.

Le Camere di commercio italiane sono pronte a fare la loro parte per sostenere imprese e territori. L’Unioncamere ha appena costituito una “task force” composta da presidenti di Camere di commercio di diverse aree del Paese che dovrà monitorare la situazione, individuare le misure più idonee e, al più presto, mettere in campo le azioni più urgenti per sostenere le imprese dei settori più colpiti.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Transito alpino: le aziende tirolesi sono avvantaggiate ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4402C160S123/transito-alpino--le-aziende-tirolesi-sono-avvantaggiate.htm Wed, 04 Mar 2020 11:03:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4402C160S123/transito-alpino--le-aziende-tirolesi-sono-avvantaggiate.htm Recentemente sono state rese note dichiarazioni della Giunta del Tirolo, riportate dai mass media, secondo cui i divieti e le limitazioni di transito sono equi e non provocano alcuna distinzione sulla base della provenienza. Il sistema camerale italiano sottolinea che ciò non corrisponde alla realtà e propone alcune precisazioni sul tema.

Analizzando i divieti di transito tirolesi risulta una distinzione tra i trasporti con origine o destinazione in Tirolo e il traffico di transito, per cui le limitazioni sono decisamente più rigide. Ad esempio, secondo il divieto di circolazione settoriale, fino al 31/12/2019 un trasporto tra Trento e Monaco di Baviera poteva avvenire solo con veicoli Euro VI, mentre sui percorsi da Trento a Innsbruck o da Innsbruck a Monaco potevano viaggiare anche veicoli Euro IV, i quali provocano un inquinamento di ossidi di azoto (NOx) superiore dell’88 percento.

Molte imprese altoatesine, trentine e bavaresi hanno attuato investimenti significativi per rinnovare il parco veicoli con mezzi Euro VI, che però dal 1° gennaio 2020 non possono più viaggiare se trasportano merci soggette ai divieti, a meno che non siano stati immatricolati dopo il 31/08/2018. Tuttavia, dimostrando di avere il carico o lo scarico in Tirolo si possono anche utilizzare veicoli Euro V, che emettono l’80 percento in più di ossidi di azoto e quindi inquinano molto di più. Solo a partire dal 2023 anche i trasporti con origine e destinazione in Tirolo saranno soggetti alla stessa limitazione.

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Recentemente sono state rese note dichiarazioni della Giunta del Tirolo, riportate dai mass media, secondo cui i divieti e le limitazioni di transito sono equi e non provocano alcuna distinzione sulla base della provenienza. Il sistema camerale italiano sottolinea che ciò non corrisponde alla realtà e propone alcune precisazioni sul tema.

Analizzando i divieti di transito tirolesi risulta una distinzione tra i trasporti con origine o destinazione in Tirolo e il traffico di transito, per cui le limitazioni sono decisamente più rigide. Ad esempio, secondo il divieto di circolazione settoriale, fino al 31/12/2019 un trasporto tra Trento e Monaco di Baviera poteva avvenire solo con veicoli Euro VI, mentre sui percorsi da Trento a Innsbruck o da Innsbruck a Monaco potevano viaggiare anche veicoli Euro IV, i quali provocano un inquinamento di ossidi di azoto (NOx) superiore dell’88 percento.

Molte imprese altoatesine, trentine e bavaresi hanno attuato investimenti significativi per rinnovare il parco veicoli con mezzi Euro VI, che però dal 1° gennaio 2020 non possono più viaggiare se trasportano merci soggette ai divieti, a meno che non siano stati immatricolati dopo il 31/08/2018. Tuttavia, dimostrando di avere il carico o lo scarico in Tirolo si possono anche utilizzare veicoli Euro V, che emettono l’80 percento in più di ossidi di azoto e quindi inquinano molto di più. Solo a partire dal 2023 anche i trasporti con origine e destinazione in Tirolo saranno soggetti alla stessa limitazione.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Mise presenta insieme con Unioncamere i nuovi incentivi per tutelare brevetti, marchi e disegni industriali ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4391C160S123/mise-presenta-insieme-con-unioncamere--i-nuovi-incentivi-per-tutelare-brevetti--marchi-e-disegni-industriali.htm Fri, 21 Feb 2020 12:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4391C160S123/mise-presenta-insieme-con-unioncamere--i-nuovi-incentivi-per-tutelare-brevetti--marchi-e-disegni-industriali.htm La maggior parte delle “invenzioni” italiane in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto

Tecnologie industriali prime tra i brevetti, pubblicità e moda tra i marchi, abbigliamento e arredamento tra i disegni industriali

 

Nel 2018 la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto guidano la classifica nazionale per numero di “invenzioni” tutelate a livello europeo e comunitario: da queste regioni proviene il 60% dei brevetti europei e dei disegni e modelli comunitari; esse spiegano anche il 55% dei marchi dell’Unione europea. Lo dicono i dati Unioncamere-Dintec sui nuovi brevetti pubblicati dall’EPO e sui disegni e i marchi depositati presso l’EUIPO.

Se le tecnologie industriali e dei trasporti sono le più brevettate dagli italiani in Europa, lo stile delle imprese italiane – nella moda, nella pubblicità, nell’agroalimentare e nell’arredamento – si traduce nella crescita dei disegni e dei marchi, come titoli privilegiati per la tutela della loro proprietà industriale.

I dati sono stati elaborati in occasione del workshop organizzato presso la Fiera di Padova dalla Camera di commercio, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere, che vede la partecipazione del Ministro Stefano Patuanelli.

L’incontro è diretto ad illustrare le misure e gli incentivi che il Ministero ha messo a disposizione delle piccole e medie imprese (PMI), delle startup innovative, dei Centri di ricerca e della Università, per estendere e per valorizzare i loro titoli di proprietà industriale. Sono misure sulle quali Unioncamere è impegnata dal 2009, in collaborazione con Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale-UIBM.

Nel decennio l’ente ha gestito oltre 56 milioni di euro di agevolazioni per i marchi e i disegni delle PMI: ciò ha consentito a quasi 4mila imprese di effettuare la registrazione di oltre 4mila marchi all’estero, di valorizzare 643 disegni e modelli con progetti di sviluppo produttivo e commerciale e 44 marchi storici.

 

“L’innovazione e la tutela della proprietà intellettuale sono fondamentali per consentire al nostro sistema produttivo di essere competitivo sui mercati esteri”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “E il loro effetto sulle economie territoriali è significativo. In Italia un posto di lavoro su 3, cioè quasi 7 milioni di occupati, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti; queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro Pil. Gli investimenti nello sviluppo dei prodotti dell’attività intellettuale rappresentano ormai il 16,3% degli investimenti complessivi delle imprese”.

 

Brevetti: Milano, Torino, Bologna, Vicenza e Roma al top

La Lombardia, con 1.363 brevetti pubblicati dall’EPO nel 2018, sui 4.251 totali, traina saldamente la classifica delle regioni italiane sulle domande di brevetto europeo. Seguono l’Emilia Romagna (710) e il Veneto (540), il Piemonte (446) e la Toscana (350).

Il primato lombardo è in gran parte da attribuire a Milano, prima tra le province italiane con 715 brevetti pubblicati. Alle sue spalle, Torino e Bologna (rispettivamente, con 303 e 300 brevetti), quindi Vicenza e Roma (con 194 e 180 domande depositate).

Oltre l’86% di queste “invenzioni” si riferisce alle imprese; il resto viene dall’attività dei soggetti privati (9,2%) e degli Enti di ricerca, delle Università e delle Fondazioni (4,3%).

Il gruppo più consistente di brevetti italiani all’EPO (oltre 1.190) riguarda le invenzioni applicate nel campo delle tecniche industriali e dei trasporti; l’altro campo tecnologico  più esteso (935 brevetti) è quello delle “necessità umane”, che va dall'agroalimentare alla bio-cosmetica, dalla salute allo sport.

 

Marchi: il Veneto “batte” l’Emilia Romagna

Il Veneto supera l’Emilia Romagna occupando il secondo posto della classifica regionale dei marchi italiani tutelati dalla UE. Con 1.623 depositi all’EUIPO su 11.614 complessivi, la regione si aggiudica la medaglia d’argento alle spalle della Lombardia (3.319), ma prima dell’Emilia Romagna (1.347). Il Lazio (1.031) e la Toscana (882) seguono nelle due posizioni successive.

A livello provinciale, a Milano, prima in graduatoria con 1.956 marchi comunitari, seguono Roma (931), Verona (394), Napoli (388) e Torino (381).

Anche nel caso dei marchi, le imprese risultano essere i soggetti più numerosi a cercare di tutelare l’immagine dell’azienda o dei suoi prodotti a livello europeo: tra i richiedenti, le aziende sono infatti oltre l’80%, i soggetti privati il 17% e gli Enti di ricerca il 2,2%.

Due sono le classi che assommano oltre il 50% dei marchi depositati nel 2018: quella legata alla pubblicità, alla gestione degli affari commerciali e ai lavori di ufficio, e quella legata al mondo della moda in senso lato, in questi giorni protagonista dell’Italian Fashion Week a Milano.

Alla prima si devono oltre 3mila titoli tutelati nell’Unione europea, al secondo oltre 2.800. Poco meno di 2.800 marchi si applicano poi agli apparecchi e strumenti tecnologici per la conduzione dell’elettricità e per la riproduzione di suoni, immagini o dati, mentre circa  2.500 sono legati al mondo dell’agroalimentare.

 

Disegni: la moda si tutela

E’ sempre il mondo della moda, protagonista oggi a Milano, a trainare la dinamica dei depositi di disegni e modelli industriali italiani tutelati a livello comunitario: in un caso su 5, infatti, i 9.935  titoli di questo tipo riguardano gli articoli di abbigliamento e di merceria. Segue l’arredamento con oltre il 19% del complesso. Determinante è il ruolo delle imprese, che rappresentato il 91% delle domande.

Lombardia (2.434), Veneto (1.804), Emilia Romagna (1.715), seguite da Toscana (720) e Marche (604), guidano saldamente la classifica del 2018. E se Milano si aggiudica anche in questo caso il primo posto (con 1.007 disegni comunitari), alle sue spalle fanno la loro egregia figura Treviso (660), Perugia (596), Bologna (496) e Vicenza (419).

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La maggior parte delle “invenzioni” italiane in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto

Tecnologie industriali prime tra i brevetti, pubblicità e moda tra i marchi, abbigliamento e arredamento tra i disegni industriali

 

Nel 2018 la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto guidano la classifica nazionale per numero di “invenzioni” tutelate a livello europeo e comunitario: da queste regioni proviene il 60% dei brevetti europei e dei disegni e modelli comunitari; esse spiegano anche il 55% dei marchi dell’Unione europea. Lo dicono i dati Unioncamere-Dintec sui nuovi brevetti pubblicati dall’EPO e sui disegni e i marchi depositati presso l’EUIPO.

Se le tecnologie industriali e dei trasporti sono le più brevettate dagli italiani in Europa, lo stile delle imprese italiane – nella moda, nella pubblicità, nell’agroalimentare e nell’arredamento – si traduce nella crescita dei disegni e dei marchi, come titoli privilegiati per la tutela della loro proprietà industriale.

I dati sono stati elaborati in occasione del workshop organizzato presso la Fiera di Padova dalla Camera di commercio, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere, che vede la partecipazione del Ministro Stefano Patuanelli.

L’incontro è diretto ad illustrare le misure e gli incentivi che il Ministero ha messo a disposizione delle piccole e medie imprese (PMI), delle startup innovative, dei Centri di ricerca e della Università, per estendere e per valorizzare i loro titoli di proprietà industriale. Sono misure sulle quali Unioncamere è impegnata dal 2009, in collaborazione con Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale-UIBM.

Nel decennio l’ente ha gestito oltre 56 milioni di euro di agevolazioni per i marchi e i disegni delle PMI: ciò ha consentito a quasi 4mila imprese di effettuare la registrazione di oltre 4mila marchi all’estero, di valorizzare 643 disegni e modelli con progetti di sviluppo produttivo e commerciale e 44 marchi storici.

 

“L’innovazione e la tutela della proprietà intellettuale sono fondamentali per consentire al nostro sistema produttivo di essere competitivo sui mercati esteri”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “E il loro effetto sulle economie territoriali è significativo. In Italia un posto di lavoro su 3, cioè quasi 7 milioni di occupati, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti; queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro Pil. Gli investimenti nello sviluppo dei prodotti dell’attività intellettuale rappresentano ormai il 16,3% degli investimenti complessivi delle imprese”.

 

Brevetti: Milano, Torino, Bologna, Vicenza e Roma al top

La Lombardia, con 1.363 brevetti pubblicati dall’EPO nel 2018, sui 4.251 totali, traina saldamente la classifica delle regioni italiane sulle domande di brevetto europeo. Seguono l’Emilia Romagna (710) e il Veneto (540), il Piemonte (446) e la Toscana (350).

Il primato lombardo è in gran parte da attribuire a Milano, prima tra le province italiane con 715 brevetti pubblicati. Alle sue spalle, Torino e Bologna (rispettivamente, con 303 e 300 brevetti), quindi Vicenza e Roma (con 194 e 180 domande depositate).

Oltre l’86% di queste “invenzioni” si riferisce alle imprese; il resto viene dall’attività dei soggetti privati (9,2%) e degli Enti di ricerca, delle Università e delle Fondazioni (4,3%).

Il gruppo più consistente di brevetti italiani all’EPO (oltre 1.190) riguarda le invenzioni applicate nel campo delle tecniche industriali e dei trasporti; l’altro campo tecnologico  più esteso (935 brevetti) è quello delle “necessità umane”, che va dall'agroalimentare alla bio-cosmetica, dalla salute allo sport.

 

Marchi: il Veneto “batte” l’Emilia Romagna

Il Veneto supera l’Emilia Romagna occupando il secondo posto della classifica regionale dei marchi italiani tutelati dalla UE. Con 1.623 depositi all’EUIPO su 11.614 complessivi, la regione si aggiudica la medaglia d’argento alle spalle della Lombardia (3.319), ma prima dell’Emilia Romagna (1.347). Il Lazio (1.031) e la Toscana (882) seguono nelle due posizioni successive.

A livello provinciale, a Milano, prima in graduatoria con 1.956 marchi comunitari, seguono Roma (931), Verona (394), Napoli (388) e Torino (381).

Anche nel caso dei marchi, le imprese risultano essere i soggetti più numerosi a cercare di tutelare l’immagine dell’azienda o dei suoi prodotti a livello europeo: tra i richiedenti, le aziende sono infatti oltre l’80%, i soggetti privati il 17% e gli Enti di ricerca il 2,2%.

Due sono le classi che assommano oltre il 50% dei marchi depositati nel 2018: quella legata alla pubblicità, alla gestione degli affari commerciali e ai lavori di ufficio, e quella legata al mondo della moda in senso lato, in questi giorni protagonista dell’Italian Fashion Week a Milano.

Alla prima si devono oltre 3mila titoli tutelati nell’Unione europea, al secondo oltre 2.800. Poco meno di 2.800 marchi si applicano poi agli apparecchi e strumenti tecnologici per la conduzione dell’elettricità e per la riproduzione di suoni, immagini o dati, mentre circa  2.500 sono legati al mondo dell’agroalimentare.

 

Disegni: la moda si tutela

E’ sempre il mondo della moda, protagonista oggi a Milano, a trainare la dinamica dei depositi di disegni e modelli industriali italiani tutelati a livello comunitario: in un caso su 5, infatti, i 9.935  titoli di questo tipo riguardano gli articoli di abbigliamento e di merceria. Segue l’arredamento con oltre il 19% del complesso. Determinante è il ruolo delle imprese, che rappresentato il 91% delle domande.

Lombardia (2.434), Veneto (1.804), Emilia Romagna (1.715), seguite da Toscana (720) e Marche (604), guidano saldamente la classifica del 2018. E se Milano si aggiudica anche in questo caso il primo posto (con 1.007 disegni comunitari), alle sue spalle fanno la loro egregia figura Treviso (660), Perugia (596), Bologna (496) e Vicenza (419).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior: prosegue l'andamento altalenante del mercato del lavoro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A4386C160S123/excelsior--prosegue-l-andamento-altalenante-del-mercato-del-lavoro--.htm Tue, 18 Feb 2020 10:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A4386C160S123/excelsior--prosegue-l-andamento-altalenante-del-mercato-del-lavoro--.htm Sono 320mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e saliranno a poco più di un 1 milione tra febbraio-aprile 2020. Rispetto alla dinamica positiva registrata a gennaio, i dati del Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, mostrano in questo mese, una flessione sia congiunturale che tendenziale delle entrate previste: -13mila rispetto a febbraio 2019 (-4,0%) e -50mila rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (-4,5%). A pesare è soprattutto la contrazione della domanda di lavoro del manifatturiero con 11mila entrate in meno a febbraio (-14,4%) e oltre 35mila in meno tra febbraio-aprile (-15,2%). Ciò nonostante aumenta di oltre due punti la difficoltà di reperimento dichiarata dalle imprese: dal 29% al 31%. Elevate le difficoltà a reperire profili da inserire nelle aree aziendali dei Sistemi informativi (il 58% delle figure ricercate) e Progettazione, R&S (48%). In uno scenario internazionale caratterizzato da debolezza congiunturale, peggiora l’indice del clima di fiducia delle imprese anche a seguito della recente emergenza sanitaria globale e delle attese ripercussioni sulla crescita mondiale.

 

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Sono 320mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e saliranno a poco più di un 1 milione tra febbraio-aprile 2020. Rispetto alla dinamica positiva registrata a gennaio, i dati del Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, mostrano in questo mese, una flessione sia congiunturale che tendenziale delle entrate previste: -13mila rispetto a febbraio 2019 (-4,0%) e -50mila rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (-4,5%). A pesare è soprattutto la contrazione della domanda di lavoro del manifatturiero con 11mila entrate in meno a febbraio (-14,4%) e oltre 35mila in meno tra febbraio-aprile (-15,2%). Ciò nonostante aumenta di oltre due punti la difficoltà di reperimento dichiarata dalle imprese: dal 29% al 31%. Elevate le difficoltà a reperire profili da inserire nelle aree aziendali dei Sistemi informativi (il 58% delle figure ricercate) e Progettazione, R&S (48%). In uno scenario internazionale caratterizzato da debolezza congiunturale, peggiora l’indice del clima di fiducia delle imprese anche a seguito della recente emergenza sanitaria globale e delle attese ripercussioni sulla crescita mondiale.

 

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