Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Patto Unioncamere - Confao per l'alternanza scuola lavoro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3657C160S123/patto-unioncamere---confao-per-l-alternanza-scuola-lavoro-.htm Fri, 16 Feb 2018 11:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3657C160S123/patto-unioncamere---confao-per-l-alternanza-scuola-lavoro-.htm L’alternanza scuola lavoro ha un alleato in più. Unioncamere e il Consorzio Nazionale per la Formazione, l’Aggiornamento e l’Orientamento (Confao) hanno unito le forze per promuovere congiuntamente percorsi d’istruzione in alternanza scuola-lavoro basati sulla metodologia dell’Impresa Formativa Simulata con l’obiettivo di facilitare l’acquisizione, da parte degli studenti, di competenze richieste e spendibili sul mercato del lavoro, con particolare riguardo per quelle di tipo trasversale (c.d. “soft skills”).

E’ quanto previsto dal protocollo d’intesa che Unioncamere ha siglato con Confao - il consorzio a cui sono associate circa 190 scuole secondarie superiori su tutto il territorio nazionale- per favorire la realizzazione e la diffusione di esperienze di alternanza scuola-lavoro di qualità presso le istituzioni formative e le imprese.

 

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L’alternanza scuola lavoro ha un alleato in più. Unioncamere e il Consorzio Nazionale per la Formazione, l’Aggiornamento e l’Orientamento (Confao) hanno unito le forze per promuovere congiuntamente percorsi d’istruzione in alternanza scuola-lavoro basati sulla metodologia dell’Impresa Formativa Simulata con l’obiettivo di facilitare l’acquisizione, da parte degli studenti, di competenze richieste e spendibili sul mercato del lavoro, con particolare riguardo per quelle di tipo trasversale (c.d. “soft skills”).

E’ quanto previsto dal protocollo d’intesa che Unioncamere ha siglato con Confao - il consorzio a cui sono associate circa 190 scuole secondarie superiori su tutto il territorio nazionale- per favorire la realizzazione e la diffusione di esperienze di alternanza scuola-lavoro di qualità presso le istituzioni formative e le imprese.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Bionda, rossa, scura, con tanta schiuma: tutti pazzi per la birra +400 imprese in cinque anni (+142%) ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3656C160S123/bionda--rossa--scura--con-tanta-schiuma--tutti-pazzi-per-la-birra--400-imprese-in-cinque-anni---142--.htm Thu, 15 Feb 2018 11:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3656C160S123/bionda--rossa--scura--con-tanta-schiuma--tutti-pazzi-per-la-birra--400-imprese-in-cinque-anni---142--.htm Volano Roma, Milano e Trento per crescita in termini assoluti
Cremona e Gorizia all’asciutto

Bionda, scura, non filtrata, doppio malto, fruttata o amarognola. Per ogni pasto, palato, umore ed esigenza c’è una birra diversa e, per appagare la propria sete, gli italiani si sono messi all’opera. A dispetto del peso delle accise e della concorrenza dei grandi produttori internazionali, l’universo della birra in Italia negli ultimi cinque anni si è espanso a velocità crescente e, con esso, il numero delle aziende produttrici e degli addetti. Se nel 2012, lungo lo stivale erano solo 286 le imprese che operavano nella fabbricazione della birra, alla fine dello scorso anno all’appello rispondono invece ben 693 imprese un balzo che, in un lustro, ha visto moltiplicarsi di una volta e mezzo la costellazione dei ‘maghi’ del luppolo e ad allargare il numero degli addetti totali del settore a circa 4mila unità.

E’ quanto emerge dall’analisi condotta da Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio tra il 2012 e il 2017.

 

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Volano Roma, Milano e Trento per crescita in termini assoluti
Cremona e Gorizia all’asciutto

Bionda, scura, non filtrata, doppio malto, fruttata o amarognola. Per ogni pasto, palato, umore ed esigenza c’è una birra diversa e, per appagare la propria sete, gli italiani si sono messi all’opera. A dispetto del peso delle accise e della concorrenza dei grandi produttori internazionali, l’universo della birra in Italia negli ultimi cinque anni si è espanso a velocità crescente e, con esso, il numero delle aziende produttrici e degli addetti. Se nel 2012, lungo lo stivale erano solo 286 le imprese che operavano nella fabbricazione della birra, alla fine dello scorso anno all’appello rispondono invece ben 693 imprese un balzo che, in un lustro, ha visto moltiplicarsi di una volta e mezzo la costellazione dei ‘maghi’ del luppolo e ad allargare il numero degli addetti totali del settore a circa 4mila unità.

E’ quanto emerge dall’analisi condotta da Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio tra il 2012 e il 2017.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: quelle di stranieri verso quota 600mila (+3,4% nel 2017) ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3653C160S123/imprese--quelle-di-stranieri-verso-quota-600mila---3-4--nel-2017-.htm Tue, 13 Feb 2018 09:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3653C160S123/imprese--quelle-di-stranieri-verso-quota-600mila---3-4--nel-2017-.htm Il 20% in Lombardia, +9,6% a Napoli. Marocco (68mila) e Cina (52mila) i paesi leader

Crescono quasi cinque volte più della media e, da sole, rappresentano il 42% di tutto l'aumento delle imprese registrato nel 2017. Sono le imprese costituite da cittadini stranieri, una realtà ormai strutturale nell'ambito del nostro tessuto imprenditoriale e che alla fine dello scorso anno ha raggiunto le 590 mila presenze, pari al 9,6% di tutte le imprese registrate sul territorio nazionale. Nel corso del 2017 il loro numero si è incrementato di 19.197 unità (il 42% dell'intero saldo annuale di imprese), come risultato del saldo tra 57.657 aperture e 38.460 chiusure, corrispondente ad un tasso di crescita del 3,4% (contro lo 0,75% fatto registrare dall'intera base imprenditoriale italiana).

La conferma dell'importanza del fenomeno viene osservando il rilievo del saldo di imprese di stranieri in alcune regioni (Toscana, Veneto, Liguria, Marche) dove, senza il contributo di questa componente, il saldo regionale del 2017 sarebbe stato negativo. In altre regioni (Piemonte, Emilia-Romagna), l'apporto dell'imprenditoria straniera ha invece contribuito significativamente ad attenuare la forte contrazione di quella autoctona, pur non riuscendo a ribaltare il segno negativo del saldo complessivo. Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al 2017.

 

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Il 20% in Lombardia, +9,6% a Napoli. Marocco (68mila) e Cina (52mila) i paesi leader

Crescono quasi cinque volte più della media e, da sole, rappresentano il 42% di tutto l'aumento delle imprese registrato nel 2017. Sono le imprese costituite da cittadini stranieri, una realtà ormai strutturale nell'ambito del nostro tessuto imprenditoriale e che alla fine dello scorso anno ha raggiunto le 590 mila presenze, pari al 9,6% di tutte le imprese registrate sul territorio nazionale. Nel corso del 2017 il loro numero si è incrementato di 19.197 unità (il 42% dell'intero saldo annuale di imprese), come risultato del saldo tra 57.657 aperture e 38.460 chiusure, corrispondente ad un tasso di crescita del 3,4% (contro lo 0,75% fatto registrare dall'intera base imprenditoriale italiana).

La conferma dell'importanza del fenomeno viene osservando il rilievo del saldo di imprese di stranieri in alcune regioni (Toscana, Veneto, Liguria, Marche) dove, senza il contributo di questa componente, il saldo regionale del 2017 sarebbe stato negativo. In altre regioni (Piemonte, Emilia-Romagna), l'apporto dell'imprenditoria straniera ha invece contribuito significativamente ad attenuare la forte contrazione di quella autoctona, pur non riuscendo a ribaltare il segno negativo del saldo complessivo. Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al 2017.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Alternanza scuola lavoro: nuova alleanza Unioncamere - JA Italia ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3648C160S123/alternanza-scuola-lavoro--nuova-alleanza-unioncamere---ja-italia--.htm Fri, 09 Feb 2018 12:02:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3648C160S123/alternanza-scuola-lavoro--nuova-alleanza-unioncamere---ja-italia--.htm Contribuire alla promozione e alla diffusione della cultura imprenditoriale attraverso l’alternanza scuola-lavoro.

E’ questo l’obiettivo del protocollo di intesa che Unioncamere ha firmato con  Junior Achievement Italia (JA Italia), associazione senza scopo di lucro la cui attività consiste nello sviluppo e nell’attuazione di programmi di formazione imprenditoriale, economica e finanziaria rivolti a studenti fino a 25 anni.

Con la firma del Protocollo Unioncamere e JA Italia  intendono rafforzare la loro collaborazione per dare impulso all’attivazione di iniziative che possano costituire punto di riferimento per la realizzazione di percorsi d’istruzione in alternanza scuola-lavoro basati sulla metodologia della mini-impresa di studenti. A tal fine si promuoveranno attività di orientamento, formazione e supporto mirate a facilitare l’acquisizione, da parte degli studenti, di quelle competenze richieste e spendibili sul mercato del lavoro, con particolare riguardo a quelle di tipo trasversale (c.d. “soft skills”), nonché a competenze di tecnico-professionalizzanti in materia di economia, organizzazione e gestione aziendale.

L’accordo mira anche a far conoscere il settore del lavoro autonomo ed imprenditoriale per una maggiore diffusione dello spirito imprenditoriale e del senso d’iniziativa personale per sostenere la transizione dei giovani dalla scuola al lavoro, sia dipendente che indipendente e per valorizzare adeguatamente le opportunità occupazionali connesse alle varie forme di autoimpiego e autoimprenditorialità.

 

 

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Contribuire alla promozione e alla diffusione della cultura imprenditoriale attraverso l’alternanza scuola-lavoro.

E’ questo l’obiettivo del protocollo di intesa che Unioncamere ha firmato con  Junior Achievement Italia (JA Italia), associazione senza scopo di lucro la cui attività consiste nello sviluppo e nell’attuazione di programmi di formazione imprenditoriale, economica e finanziaria rivolti a studenti fino a 25 anni.

Con la firma del Protocollo Unioncamere e JA Italia  intendono rafforzare la loro collaborazione per dare impulso all’attivazione di iniziative che possano costituire punto di riferimento per la realizzazione di percorsi d’istruzione in alternanza scuola-lavoro basati sulla metodologia della mini-impresa di studenti. A tal fine si promuoveranno attività di orientamento, formazione e supporto mirate a facilitare l’acquisizione, da parte degli studenti, di quelle competenze richieste e spendibili sul mercato del lavoro, con particolare riguardo a quelle di tipo trasversale (c.d. “soft skills”), nonché a competenze di tecnico-professionalizzanti in materia di economia, organizzazione e gestione aziendale.

L’accordo mira anche a far conoscere il settore del lavoro autonomo ed imprenditoriale per una maggiore diffusione dello spirito imprenditoriale e del senso d’iniziativa personale per sostenere la transizione dei giovani dalla scuola al lavoro, sia dipendente che indipendente e per valorizzare adeguatamente le opportunità occupazionali connesse alle varie forme di autoimpiego e autoimprenditorialità.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 1,2 milioni di contratti tra gennaio e marzo 2018, 6 su 10 nel Nord ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3638C160S123/lavoro--1-2-milioni-di-contratti-tra-gennaio-e-marzo-2018--6-su-10-nel-nord--.htm Tue, 30 Jan 2018 12:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3638C160S123/lavoro--1-2-milioni-di-contratti-tra-gennaio-e-marzo-2018--6-su-10-nel-nord--.htm Difficoltà di reperimento sale al 25%

Oltre 1,2 milioni di rapporti di lavoro da avviare tra gennaio e marzo 2018, con il settentrione che fa il pieno di risorse umane, prevedendo l’attivazione di quasi il 60% di questi contratti, Nord Ovest in testa con circa 390mila ingressi in azienda.
E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra gennaio e marzo 2018.

 

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Difficoltà di reperimento sale al 25%

Oltre 1,2 milioni di rapporti di lavoro da avviare tra gennaio e marzo 2018, con il settentrione che fa il pieno di risorse umane, prevedendo l’attivazione di quasi il 60% di questi contratti, Nord Ovest in testa con circa 390mila ingressi in azienda.
E’ quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra gennaio e marzo 2018.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ 46mila imprese in più nel 2017 (+0,7%), il 60% della crescita è al Sud ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3634C160S123/46mila-imprese-in-piu-nel-2017---0-7----il-60--della-crescita-e-al-sud.htm Wed, 24 Jan 2018 10:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3634C160S123/46mila-imprese-in-piu-nel-2017---0-7----il-60--della-crescita-e-al-sud.htm Rallenta la nascita di nuove imprese (-1,8%) ma frenano di più le chiusure (-3,4%)

Gli italiani continuano a credere nell’impresa e, anche nel 2017, le nuove attività economiche hanno superato quelle che hanno chiuso i battenti. Sono infatti 46mila in più le imprese iscritte nei registri delle Camere di commercio, con una crescita dello 0,7% rispetto al 2016. Merito soprattutto della spinta che viene dalle regioni del Mezzogiorno, cui si deve quasi il 60% dell’aumento complessivo, una quota record nella storia del saldo nazionale.

Come mostrano i dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel corso del 2017, elaborati da Unioncamere - InfoCamere, sono due i fenomeni che spiegano questo risultato: l’ulteriore rallentamento della nascita di nuove imprese (quasi 357mila a livello nazionale, l’1,8% in meno del 2016) e una più consistente frenata delle chiusure (poco più di 311mila, il dato più contenuto degli ultimi dodici anni), in calo del -3,4% rispetto all’anno precedente.

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Rallenta la nascita di nuove imprese (-1,8%) ma frenano di più le chiusure (-3,4%)

Gli italiani continuano a credere nell’impresa e, anche nel 2017, le nuove attività economiche hanno superato quelle che hanno chiuso i battenti. Sono infatti 46mila in più le imprese iscritte nei registri delle Camere di commercio, con una crescita dello 0,7% rispetto al 2016. Merito soprattutto della spinta che viene dalle regioni del Mezzogiorno, cui si deve quasi il 60% dell’aumento complessivo, una quota record nella storia del saldo nazionale.

Come mostrano i dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel corso del 2017, elaborati da Unioncamere - InfoCamere, sono due i fenomeni che spiegano questo risultato: l’ulteriore rallentamento della nascita di nuove imprese (quasi 357mila a livello nazionale, l’1,8% in meno del 2016) e una più consistente frenata delle chiusure (poco più di 311mila, il dato più contenuto degli ultimi dodici anni), in calo del -3,4% rispetto all’anno precedente.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Convenzione Dipartimento Politiche Europee e Unioncamere per rafforzare le PMI nell'UE ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3620C160S123/convenzione-dipartimento-politiche-europee-e-unioncamere--per-rafforzare-le-pmi-nell-ue.htm Tue, 09 Jan 2018 10:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3620C160S123/convenzione-dipartimento-politiche-europee-e-unioncamere--per-rafforzare-le-pmi-nell-ue.htm Promuovere la diffusione e la conoscenza a livello locale e nazionale delle politiche e delle tematiche europee. E’ questo l’obiettivo della nuova convenzione firmata oggi a Roma tra il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Unioncamere.

L’intesa in concreto potrà contribuire a favorire iniziative per rendere sempre più efficaci gli Sportelli Unici per le Attività produttive (SUAP), i punti unici di accesso delle imprese alla pubblica amministrazione per tutti i procedimenti amministrativi riguardanti l’avvio e lo svolgimento di una determinata attività economica. Sono, inoltre, previste iniziative, eventi e campagne informative e formative per accrescere la conoscenza, anche presso le piccole e medie imprese, delle opportunità del mercato unico e delle politiche e tematiche europee.

"La convenzione con Unioncamere rappresenta una opportunità per far conoscere sempre più efficacemente al mondo della piccola e media impresa i vantaggi dell'appartenenza all'Unione Europea e i servizi e gli strumenti che lo stare in Europa offre a imprenditori e professionisti”, ha sottolineato Diana Agosti, Capo Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “SOLVIT e il centro di assistenza per il riconoscimento delle qualifiche professionali istituiti presso il Dipartimento per le Politiche Europee rappresentano due efficaci esempi di opportunità per far valere i diritti ed esercitare la propria attività. E' sempre più necessario rafforzare ogni iniziativa che favorisca la diffusione della conoscenza dell'Unione: è un obiettivo del Dipartimento, è una priorità istituzionale tanto più oggi all'indomani del rilancio nel 2017 del dibattito sul futuro dell'Europa in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario dei Trattati di Roma e alla vigilia del 2019 che sarà l'anno delle elezioni europee".

“Quest’intesa arricchisce il quadro di alleanze che il Sistema delle Camere di commercio sta mettendo a punto con le altre istituzioni del nostro Paese per avvicinare un numero sempre maggiore di imprese italiane ai mercati stranieri, a partire da quello europeo che resta il principale sbocco delle esportazioni made in Italy”. E’ quanto ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Per questo occorre fare conoscere alle nostre PMI le opportunità di crescita e le regole di “gioco” per competere ad armi pari all’estero, come intendiamo fare anche attraverso questa collaborazione per quanto attiene all’Unione europea. L’internazionalizzazione, infatti, è una delle funzioni chiave che ci sono state assegnate dalla recente riforma camerale e che ci vedrà impegnati nel prossimo triennio a individuare, formare e preparare per l’export almeno 10.000 nuove imprese.”

 

 

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Promuovere la diffusione e la conoscenza a livello locale e nazionale delle politiche e delle tematiche europee. E’ questo l’obiettivo della nuova convenzione firmata oggi a Roma tra il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Unioncamere.

L’intesa in concreto potrà contribuire a favorire iniziative per rendere sempre più efficaci gli Sportelli Unici per le Attività produttive (SUAP), i punti unici di accesso delle imprese alla pubblica amministrazione per tutti i procedimenti amministrativi riguardanti l’avvio e lo svolgimento di una determinata attività economica. Sono, inoltre, previste iniziative, eventi e campagne informative e formative per accrescere la conoscenza, anche presso le piccole e medie imprese, delle opportunità del mercato unico e delle politiche e tematiche europee.

"La convenzione con Unioncamere rappresenta una opportunità per far conoscere sempre più efficacemente al mondo della piccola e media impresa i vantaggi dell'appartenenza all'Unione Europea e i servizi e gli strumenti che lo stare in Europa offre a imprenditori e professionisti”, ha sottolineato Diana Agosti, Capo Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “SOLVIT e il centro di assistenza per il riconoscimento delle qualifiche professionali istituiti presso il Dipartimento per le Politiche Europee rappresentano due efficaci esempi di opportunità per far valere i diritti ed esercitare la propria attività. E' sempre più necessario rafforzare ogni iniziativa che favorisca la diffusione della conoscenza dell'Unione: è un obiettivo del Dipartimento, è una priorità istituzionale tanto più oggi all'indomani del rilancio nel 2017 del dibattito sul futuro dell'Europa in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario dei Trattati di Roma e alla vigilia del 2019 che sarà l'anno delle elezioni europee".

“Quest’intesa arricchisce il quadro di alleanze che il Sistema delle Camere di commercio sta mettendo a punto con le altre istituzioni del nostro Paese per avvicinare un numero sempre maggiore di imprese italiane ai mercati stranieri, a partire da quello europeo che resta il principale sbocco delle esportazioni made in Italy”. E’ quanto ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Per questo occorre fare conoscere alle nostre PMI le opportunità di crescita e le regole di “gioco” per competere ad armi pari all’estero, come intendiamo fare anche attraverso questa collaborazione per quanto attiene all’Unione europea. L’internazionalizzazione, infatti, è una delle funzioni chiave che ci sono state assegnate dalla recente riforma camerale e che ci vedrà impegnati nel prossimo triennio a individuare, formare e preparare per l’export almeno 10.000 nuove imprese.”

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Sempre più "Bio" sulla tavola degli italiani: 60mila le aziende certificate ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3618C160S123/sempre-piu--bio--sulla-tavola-degli-italiani--60mila-le-aziende-certificate.htm Thu, 04 Jan 2018 11:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3618C160S123/sempre-piu--bio--sulla-tavola-degli-italiani--60mila-le-aziende-certificate.htm La certificazione approda nel Registro delle Imprese: più trasparenza per mercato e consumatori

Più consumatori attenti a salute e ambiente, più richiesta di prodotti biologici, più aziende che scelgono di produrre in modo più naturale e, da pochi giorni, più trasparenza per conoscere meglio un universo in forte espansione. A oggi sono circa 60mila le aziende italiane con certificazione “Bio”, 24mila delle quali (quasi il 40% del totale) accreditate dal sistema di certificazione nazionale solo negli ultimi tre anni. Da pochi giorni – a seguito dell’intesa tra ACCREDIA, Unioncamere e InfoCamere - la ‘mappa’ aggiornata degli operatori con certificazione Bio è ancora più accessibile grazie all’inserimento delle informazioni nelle visure rilasciate dalle Camere di commercio.

La novità rientra nel processo di continuo miglioramento di qualità, completezza e trasparenza delle informazioni presenti nelle banche dati delle Camere di commercio, perseguito attraverso l’integrazione di informazioni sulle imprese gestite da altre Pubbliche Amministrazioni.

 

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La certificazione approda nel Registro delle Imprese: più trasparenza per mercato e consumatori

Più consumatori attenti a salute e ambiente, più richiesta di prodotti biologici, più aziende che scelgono di produrre in modo più naturale e, da pochi giorni, più trasparenza per conoscere meglio un universo in forte espansione. A oggi sono circa 60mila le aziende italiane con certificazione “Bio”, 24mila delle quali (quasi il 40% del totale) accreditate dal sistema di certificazione nazionale solo negli ultimi tre anni. Da pochi giorni – a seguito dell’intesa tra ACCREDIA, Unioncamere e InfoCamere - la ‘mappa’ aggiornata degli operatori con certificazione Bio è ancora più accessibile grazie all’inserimento delle informazioni nelle visure rilasciate dalle Camere di commercio.

La novità rientra nel processo di continuo miglioramento di qualità, completezza e trasparenza delle informazioni presenti nelle banche dati delle Camere di commercio, perseguito attraverso l’integrazione di informazioni sulle imprese gestite da altre Pubbliche Amministrazioni.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Prezzi: burro, formaggi e salumi in crescita nel 2018. Ortofrutta in calo (se il meteo regge) ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3616C160S123/prezzi--burro--formaggi-e-salumi-in-crescita-nel-2018--ortofrutta-in-calo--se-il-meteo-regge-.htm Mon, 01 Jan 2018 11:01:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3616C160S123/prezzi--burro--formaggi-e-salumi-in-crescita-nel-2018--ortofrutta-in-calo--se-il-meteo-regge-.htm  

Burro, formaggi e salumi, come tanti altri prodotti alimentari confezionati, in aumento e ortofrutta, a partire dagli agrumi, in diminuzione. Queste le due previsioni del 2018 sulla base dell’analisi dei prezzi alla produzione. A delinearle è Unioncamere grazie alle rilevazioni presso le centrali d’acquisto della Grande Distribuzione Organizzata e al monitoraggio dei prezzi agroalimentari all’ingrosso sui listini delle Camere di commercio operati da BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) e REF Ricerche.

Dopo una prolungata fase di depressione, i prezzi alla produzione degli alimentari confezionati nel loro complesso potrebbero crescere di circa il 3% all’inizio del prossimo anno. A incidere su questa dinamica, il recupero dei prezzi delle materie prime alimentari, ma anche alcune recenti tendenze dell’industria di trasformazione. Come quella riguardante il burro, protagonista di incrementi superiori al 10% nel 2017 per effetto di una intensificazione degli impieghi da parte dell’industria che lo sta sempre più utilizzando in sostituzione dell’olio di palma.

Nel 2018, però, il carrello della spesa degli italiani potrebbe risultare un po’ più “leggero”, grazie all’atteso calo dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli. Se, dopo un 2017 terribile sotto il profilo meteorologico con neve in apertura d’anno e siccità e temperature torride nei mesi primaverili ed estivi, il clima nel 2018 tornasse alla “normalità”, i prezzi di frutta e verdura, prodotti imprescindibili della dieta mediterranea, potrebbero cominciare a scendere. Le anomalie climatiche, infatti, hanno causato un aumento medio dei prezzi al consumo dei generi ortofrutticoli nell’ordine del 7% nella media del 2017. Un aumento che potrebbe quindi ridimensionarsi, compensando parte dei rincari attesi per gli alimentari confezionati.

 

 

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Burro, formaggi e salumi, come tanti altri prodotti alimentari confezionati, in aumento e ortofrutta, a partire dagli agrumi, in diminuzione. Queste le due previsioni del 2018 sulla base dell’analisi dei prezzi alla produzione. A delinearle è Unioncamere grazie alle rilevazioni presso le centrali d’acquisto della Grande Distribuzione Organizzata e al monitoraggio dei prezzi agroalimentari all’ingrosso sui listini delle Camere di commercio operati da BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) e REF Ricerche.

Dopo una prolungata fase di depressione, i prezzi alla produzione degli alimentari confezionati nel loro complesso potrebbero crescere di circa il 3% all’inizio del prossimo anno. A incidere su questa dinamica, il recupero dei prezzi delle materie prime alimentari, ma anche alcune recenti tendenze dell’industria di trasformazione. Come quella riguardante il burro, protagonista di incrementi superiori al 10% nel 2017 per effetto di una intensificazione degli impieghi da parte dell’industria che lo sta sempre più utilizzando in sostituzione dell’olio di palma.

Nel 2018, però, il carrello della spesa degli italiani potrebbe risultare un po’ più “leggero”, grazie all’atteso calo dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli. Se, dopo un 2017 terribile sotto il profilo meteorologico con neve in apertura d’anno e siccità e temperature torride nei mesi primaverili ed estivi, il clima nel 2018 tornasse alla “normalità”, i prezzi di frutta e verdura, prodotti imprescindibili della dieta mediterranea, potrebbero cominciare a scendere. Le anomalie climatiche, infatti, hanno causato un aumento medio dei prezzi al consumo dei generi ortofrutticoli nell’ordine del 7% nella media del 2017. Un aumento che potrebbe quindi ridimensionarsi, compensando parte dei rincari attesi per gli alimentari confezionati.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Semplificazione: al via il nuovo servizio gratuito di fatturazione elettronica B2B delle CdC ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3614C160S123/semplificazione--al-via-il-nuovo-servizio-gratuito-di-fatturazione-elettronica-b2b-delle-cdc.htm Fri, 29 Dec 2017 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3614C160S123/semplificazione--al-via-il-nuovo-servizio-gratuito-di-fatturazione-elettronica-b2b-delle-cdc.htm  

E’ attivo il nuovo servizio gratuito di fatturazione elettronica delle Camere di commercio per regolare i rapporti tra imprese. La piattaforma camerale https://fatturaelettronica.infocamere.it dedicata alle piccole e medie imprese si arricchisce di nuove funzionalità per consentire loro di effettuare online la compilazione, l’invio e la conservazione delle fatture a costo zero, indipendentemente dal loro numero, non solo verso la Pubblica amministrazione ma anche verso le imprese.

 

Sono queste le principali novità che riguardano la piattaforma nata tre anni fa dall’accordo tra Unioncamere e l’Agenzia per l’Italia digitale e realizzata da InfoCamere per permettere alle piccole e medie imprese fornitrici della Pa di far fronte senza costi aggiuntivi all’obbligo di emissione delle fatture elettroniche verso tutta la Pubblica amministrazione, in vigore dal 31 marzo 2015. E ora il sistema di fatturazione elettronica delle Camere di commercio si integra con il Sistema di Interscambio (SdI), gestito dalla Agenzia delle Entrate, anche con riferimento alle operazioni effettuate verso le imprese (e non solo verso la PA). I contribuenti potranno scegliere di trasmettere telematicamente all’Agenzie dell’Entrate i dati di tutte le fatture attive e passive e le relative variazioni, sempre su base volontaria.

 

“E’ questo un ulteriore passo avanti per semplificare nel concreto la vita delle imprese attraverso la digitalizzazione”. E’ quanto sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello,  che aggiunge: “Il digitale rappresenta una delle nuove funzioni innovative affidate alle Camere di commercio dalla recente riforma del sistema camerale e su questa strada ci stiamo impegnando per supportare i principali progetti nazionali, dall'Agenda Digitale Italiana al Piano impresa 4.0”. 

Tra ottobre 2014 e novembre 2017 ha sfiorato quota 900mila il numero delle fatture elettroniche emesse verso la Pa dalle circa 82mila imprese che hanno utilizzato i servizi di https://fatturaelettronica.infocamere.it. La piattaforma è raggiungibile anche dai singoli siti delle Camere di commercio e dal punto unico di contatto previsto dalla direttiva Servizi europea www.impresainungiorno.gov.it

Sono soprattutto le imprese di piccole dimensioni ad aver fruito dei vantaggi della piattaforma per la fatturazione elettronica del sistema camerale: 7 aziende su 10 non superano il milione di euro di fatturato, 9 su 10 hanno meno di 15 dipendenti e 8 su 10 sono società a responsabilità limitata. Tra le provincie italiane la business community più popolosa che ha fatto ricorso al servizio è stata in particolare quella di Bolzano (3.127 imprese), Lecce (2.147) e Roma (2.127).

 

 

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E’ attivo il nuovo servizio gratuito di fatturazione elettronica delle Camere di commercio per regolare i rapporti tra imprese. La piattaforma camerale https://fatturaelettronica.infocamere.it dedicata alle piccole e medie imprese si arricchisce di nuove funzionalità per consentire loro di effettuare online la compilazione, l’invio e la conservazione delle fatture a costo zero, indipendentemente dal loro numero, non solo verso la Pubblica amministrazione ma anche verso le imprese.

 

Sono queste le principali novità che riguardano la piattaforma nata tre anni fa dall’accordo tra Unioncamere e l’Agenzia per l’Italia digitale e realizzata da InfoCamere per permettere alle piccole e medie imprese fornitrici della Pa di far fronte senza costi aggiuntivi all’obbligo di emissione delle fatture elettroniche verso tutta la Pubblica amministrazione, in vigore dal 31 marzo 2015. E ora il sistema di fatturazione elettronica delle Camere di commercio si integra con il Sistema di Interscambio (SdI), gestito dalla Agenzia delle Entrate, anche con riferimento alle operazioni effettuate verso le imprese (e non solo verso la PA). I contribuenti potranno scegliere di trasmettere telematicamente all’Agenzie dell’Entrate i dati di tutte le fatture attive e passive e le relative variazioni, sempre su base volontaria.

 

“E’ questo un ulteriore passo avanti per semplificare nel concreto la vita delle imprese attraverso la digitalizzazione”. E’ quanto sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello,  che aggiunge: “Il digitale rappresenta una delle nuove funzioni innovative affidate alle Camere di commercio dalla recente riforma del sistema camerale e su questa strada ci stiamo impegnando per supportare i principali progetti nazionali, dall'Agenda Digitale Italiana al Piano impresa 4.0”. 

Tra ottobre 2014 e novembre 2017 ha sfiorato quota 900mila il numero delle fatture elettroniche emesse verso la Pa dalle circa 82mila imprese che hanno utilizzato i servizi di https://fatturaelettronica.infocamere.it. La piattaforma è raggiungibile anche dai singoli siti delle Camere di commercio e dal punto unico di contatto previsto dalla direttiva Servizi europea www.impresainungiorno.gov.it

Sono soprattutto le imprese di piccole dimensioni ad aver fruito dei vantaggi della piattaforma per la fatturazione elettronica del sistema camerale: 7 aziende su 10 non superano il milione di euro di fatturato, 9 su 10 hanno meno di 15 dipendenti e 8 su 10 sono società a responsabilità limitata. Tra le provincie italiane la business community più popolosa che ha fatto ricorso al servizio è stata in particolare quella di Bolzano (3.127 imprese), Lecce (2.147) e Roma (2.127).

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Sistema Informativo Excelsior: domanda e offerta di lavoro non si incontrano nel 21% dei casi ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3611C160S123/-sistema-informativo-excelsior--domanda-e-offerta-di-lavoro-non-si-incontrano-nel-21--dei-casi.htm Thu, 21 Dec 2017 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3611C160S123/-sistema-informativo-excelsior--domanda-e-offerta-di-lavoro-non-si-incontrano-nel-21--dei-casi.htm Sempre più ricercate dalle imprese le soft skills (85,1%), le e-skills (62,3%) e le green skills (76,8%)

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro aumenta nel 2017: la difficoltà segnalata dalle imprese di trovare il candidato più idoneo passa, infatti, dal 12% dei contratti totali del 2016 ad oltre il 21% nel 2017. Come chiarisce l’analisi sui fabbisogni occupazionali delle imprese nell’anno in corso, condotta da Unioncamere e Anpal con il Sistema Informativo Excelsior, la ripresa economica che anche il nostro Paese sta sperimentando ha contribuito a favorire un discreto recupero sul fronte degli andamenti occupazionali. Tuttavia, in un mondo che cambia rapidamente e in cui la forza lavoro registra progressivi aumenti dell’età media, come avviene da decenni nelle società avanzate, anche le competenze dei lavoratori stanno “invecchiando” e potrebbero non essere più adeguate. Globalizzazione e digital transformation – con i cambiamenti introdotti nell’organizzazione dei processi produttivi e del lavoro – stanno poi radicalmente mutando le skills richieste ai lavoratori e stanno facendo emergere nuove professionalità.

 

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Sempre più ricercate dalle imprese le soft skills (85,1%), le e-skills (62,3%) e le green skills (76,8%)

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro aumenta nel 2017: la difficoltà segnalata dalle imprese di trovare il candidato più idoneo passa, infatti, dal 12% dei contratti totali del 2016 ad oltre il 21% nel 2017. Come chiarisce l’analisi sui fabbisogni occupazionali delle imprese nell’anno in corso, condotta da Unioncamere e Anpal con il Sistema Informativo Excelsior, la ripresa economica che anche il nostro Paese sta sperimentando ha contribuito a favorire un discreto recupero sul fronte degli andamenti occupazionali. Tuttavia, in un mondo che cambia rapidamente e in cui la forza lavoro registra progressivi aumenti dell’età media, come avviene da decenni nelle società avanzate, anche le competenze dei lavoratori stanno “invecchiando” e potrebbero non essere più adeguate. Globalizzazione e digital transformation – con i cambiamenti introdotti nell’organizzazione dei processi produttivi e del lavoro – stanno poi radicalmente mutando le skills richieste ai lavoratori e stanno facendo emergere nuove professionalità.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: presentato a Bruxelles il kit anticorruzione a misura di Pmi ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3583C160S123/unioncamere--presentato-a-bruxelles-il-kit-anticorruzione-a-misura-di-pmi.htm Thu, 07 Dec 2017 14:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3583C160S123/unioncamere--presentato-a-bruxelles-il-kit-anticorruzione-a-misura-di-pmi.htm Un kit online di strumenti per aiutare le piccole e medie imprese a prevenire e contrastare fenomeni corruttivi nei quali possono incorrere nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Questo il fulcro del progetto ACTS (Anti-Corruption Toolkit for SMEs), proposto da Unioncamere e co-finanziato dal Fondo Sicurezza Interna dell'Unione Europea.

Il toolkit, che sarà disponibile a inizio febbraio sul sito http://www.acts-project.eu/, è stato presentato oggi a Bruxelles nell’ambito della Giornata internazionale anti-corruzione, durante un workshop espressamente indirizzato alle PMI ed al quale  partecipano anche l’Ambasciatrice d’Italia in Belgio, Elena Basile, e il Vice Primo Ministro belga del Lavoro, dell'Economia e dei Consumatori, Kris Peeters.

 

 

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Un kit online di strumenti per aiutare le piccole e medie imprese a prevenire e contrastare fenomeni corruttivi nei quali possono incorrere nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Questo il fulcro del progetto ACTS (Anti-Corruption Toolkit for SMEs), proposto da Unioncamere e co-finanziato dal Fondo Sicurezza Interna dell'Unione Europea.

Il toolkit, che sarà disponibile a inizio febbraio sul sito http://www.acts-project.eu/, è stato presentato oggi a Bruxelles nell’ambito della Giornata internazionale anti-corruzione, durante un workshop espressamente indirizzato alle PMI ed al quale  partecipano anche l’Ambasciatrice d’Italia in Belgio, Elena Basile, e il Vice Primo Ministro belga del Lavoro, dell'Economia e dei Consumatori, Kris Peeters.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: circa 255mila i contratti attivati nelle imprese a dicembre ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3580C160S123/lavoro--circa-255mila-i-contratti-attivati-nelle-imprese-a-dicembre.htm Thu, 07 Dec 2017 12:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3580C160S123/lavoro--circa-255mila-i-contratti-attivati-nelle-imprese-a-dicembre.htm L’arrivo dell’inverno spinge l’occupazione nel turismo e nel commercio

 

Sempre molto difficili da reperire gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali
e le professioni del settore servizi informatici e telecomunicazioni


Sono circa 255mila i contratti che le imprese italiane con dipendenti prevedono di attivare nel mese di dicembre. Di questi, circa un terzo sono destinati alle figure professionali del settore della ristorazione (oltre 46mila le richieste di addetti) e delle vendite (circa 30mila), a cui si si unisce la domanda di personale non qualificato nei servizi di pulizia, di conduttori di veicoli a motori, di tecnici dei rapporti con i mercati.

E’ quanto emerge dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra dicembre 2017 e febbraio 2018.

 

 

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L’arrivo dell’inverno spinge l’occupazione nel turismo e nel commercio

 

Sempre molto difficili da reperire gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali
e le professioni del settore servizi informatici e telecomunicazioni


Sono circa 255mila i contratti che le imprese italiane con dipendenti prevedono di attivare nel mese di dicembre. Di questi, circa un terzo sono destinati alle figure professionali del settore della ristorazione (oltre 46mila le richieste di addetti) e delle vendite (circa 30mila), a cui si si unisce la domanda di personale non qualificato nei servizi di pulizia, di conduttori di veicoli a motori, di tecnici dei rapporti con i mercati.

E’ quanto emerge dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra dicembre 2017 e febbraio 2018.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Industria 4.0: Unioncamere presente a Maker Faire  con i Punti Impresa Digitale  ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3575C160S123/industria-4-0--unioncamere-presente-a-maker-faire -con-i-punti-impresa-digitale .htm Fri, 01 Dec 2017 11:12:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3575C160S123/industria-4-0--unioncamere-presente-a-maker-faire -con-i-punti-impresa-digitale .htm Diffondere la cultura e la pratica del digitale nelle micro, piccole e medie imprese. E’ questo l’obiettivo dei Punti Impresa Digitale (PID), la rete fisica e virtuale che le Camere di commercio stanno realizzando su tutto il territorio. Il progetto che si inserisce all’interno del Piano nazionale Industria 4.0 varato dal Governo è stato presentato oggi da Unioncamere a Maker Faire, nel corso dell’evento conclusivo di formazione che ha coinvolto i  funzionari camerali impegnati nella creazione dei PID.

Diffusione delle conoscenze di base su tecnologie Industria 4.0; mappatura della maturità digitale delle imprese e assistenza nell’avvio di processi di digitalizzazione attraverso i servizi di assessment e mentoring; corsi di  formazione su competenze di base nel settore digitale; orientamento verso strutture più specialistiche come i Digital Innovation Hub, i Competence Center: sono questi alcuni dei servizi principali che saranno offerti dai Punti Impresa Digitale. 

Inoltre attraverso l’erogazione di voucher, le Camere di commercio forniscono anche un sostegno economico “tangibile” alle iniziative di digitalizzazione implementate dalle aziende del proprio territorio in ottica Industria 4.0. A questa linea di attività è destinato quasi il 40% dei 116 milioni di euro messi in campo dal sistema camerale attivando risorse incrementali finalizzate alla realizzazione del progetto.  

"Tante imprese sono coscienti dei vantaggi competitivi legati all’introduzione della digitalizzazione all’interno della propria struttura. Lo dimostra il fatto che il 65,8% delle medie imprese conosce il piano Impresa 4.0 e, di queste, 2 su 5 vorrebbero avviare lo sviluppo delle tecnologie digitali per migliorare la propria efficienza". E’ quanto ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. "Tuttavia esiste ancora una vasta realtà imprenditoriale che fa fatica a comprendere la portata della rivoluzione 4.0. Diffondere questa consapevolezza presso l’intero tessuto imprenditoriale italiano è quindi l’obiettivo primario che vogliamo raggiungere attraverso i PID”. 

Attraverso il portale www.puntoimpresadigitale.camcom.it promosso da Unioncamere e realizzato da InfoCamere è possibile individuare in tempo reale la mappa geografica dei PID localizzati presso le Camere di commercio; conoscere gli eventi, le iniziative e servizi offerti dal sistema camerale per i Punti Impresa Digitale; informarsi sulle modalità di erogazione dei voucher.  

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Diffondere la cultura e la pratica del digitale nelle micro, piccole e medie imprese. E’ questo l’obiettivo dei Punti Impresa Digitale (PID), la rete fisica e virtuale che le Camere di commercio stanno realizzando su tutto il territorio. Il progetto che si inserisce all’interno del Piano nazionale Industria 4.0 varato dal Governo è stato presentato oggi da Unioncamere a Maker Faire, nel corso dell’evento conclusivo di formazione che ha coinvolto i  funzionari camerali impegnati nella creazione dei PID.

Diffusione delle conoscenze di base su tecnologie Industria 4.0; mappatura della maturità digitale delle imprese e assistenza nell’avvio di processi di digitalizzazione attraverso i servizi di assessment e mentoring; corsi di  formazione su competenze di base nel settore digitale; orientamento verso strutture più specialistiche come i Digital Innovation Hub, i Competence Center: sono questi alcuni dei servizi principali che saranno offerti dai Punti Impresa Digitale. 

Inoltre attraverso l’erogazione di voucher, le Camere di commercio forniscono anche un sostegno economico “tangibile” alle iniziative di digitalizzazione implementate dalle aziende del proprio territorio in ottica Industria 4.0. A questa linea di attività è destinato quasi il 40% dei 116 milioni di euro messi in campo dal sistema camerale attivando risorse incrementali finalizzate alla realizzazione del progetto.  

"Tante imprese sono coscienti dei vantaggi competitivi legati all’introduzione della digitalizzazione all’interno della propria struttura. Lo dimostra il fatto che il 65,8% delle medie imprese conosce il piano Impresa 4.0 e, di queste, 2 su 5 vorrebbero avviare lo sviluppo delle tecnologie digitali per migliorare la propria efficienza". E’ quanto ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. "Tuttavia esiste ancora una vasta realtà imprenditoriale che fa fatica a comprendere la portata della rivoluzione 4.0. Diffondere questa consapevolezza presso l’intero tessuto imprenditoriale italiano è quindi l’obiettivo primario che vogliamo raggiungere attraverso i PID”. 

Attraverso il portale www.puntoimpresadigitale.camcom.it promosso da Unioncamere e realizzato da InfoCamere è possibile individuare in tempo reale la mappa geografica dei PID localizzati presso le Camere di commercio; conoscere gli eventi, le iniziative e servizi offerti dal sistema camerale per i Punti Impresa Digitale; informarsi sulle modalità di erogazione dei voucher.  

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Ai Licei San Gregorio Magno di Sant'Ilario d'Enza (R. Emilia)  e all'Itis "M. Del Pozzo" di Cuneo  la medaglia d'oro del Premio Storie di alternanza ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3574C160S123/ai-licei-san-gregorio-magno-di-sant-ilario-d-enza--r--emilia- -e-all-itis--m--del-pozzo--di-cuneo -la-medaglia-d-oro-del-premio-storie-di-alternanza.htm Thu, 30 Nov 2017 17:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3574C160S123/ai-licei-san-gregorio-magno-di-sant-ilario-d-enza--r--emilia- -e-all-itis--m--del-pozzo--di-cuneo -la-medaglia-d-oro-del-premio-storie-di-alternanza.htm  

Sei scuole (tre licei e tre Istituti tecnici) si sono aggiudicate il podio, allestito all’interno di Job&Orienta a Verona, del premio “Storie di alternanza”, promosso da Unioncamere e da 75 Camere di commercio. Dirimente, per la scelta dei vincitori, l’efficacia dei videoracconti ideati dai ragazzi e la qualità della formazione on the job acquisita durante i percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Il gradino più alto per la categoria Licei è andato ai ragazzi dei Istituto paritario “San Gregorio Magno” di Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), che hanno “adottato” e valorizzato con il proprio impegno il Museo del Parmigiano Reggiano, civiltà contadina e artigiana della Val d’Enza.
Medaglia d’argento all’Istituto superiore “Ettore Sanfelice” di Viadana (Mantova), i cui studenti hanno fatto da tutor digitali ai pensionati in collaborazione con la sezione locale del Sindacato pensionati Cgil e, al tempo stesso, hanno studiato, attraverso i documenti conservati nella biblioteca pubblica, la storia recente.
Terzo classificato infine il Liceo artistico “Amedeo Modigliani” di Giussano (Monza e Brianza), che ha realizzato un percorso espositivo in stretta collaborazione con una azienda del design.


Nella categoria Istituti tecnici, l’Itis "M. Del Pozzo" di Cuneo conquista il riconoscimento più elevato. Nel proprio percorso di alternanza scuola-lavoro, uno studente ha sperimentato, e raccontato brillantemente, l’applicazione delle competenze informatiche all’interno di imprese ed enti del territorio. 
Il secondo posto è stato invece assegnato all’Iti “Giulio Cesare Faccio” di Vercelli, che ha preferito strutturare al proprio interno un’impresa simulata con lo scopo di progettare, sviluppare  e promuovere applicazioni informatiche. 
Medaglia di bronzo, infine, all’Istituto tecnico economico “Filippo Palizzi” di Vasto (Chieti), i cui ragazzi hanno operato in stretta collaborazione con una impresa leader a livello locale approfondendo i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro.


Il Premio “Storie di alternanza”, al quale hanno partecipato 259 scuole (156 Istituti tecnici e professionali e 140 Licei), coinvolgendo complessivamente circa 2.500 studenti, ha l’obiettivo di valorizzare i racconti dei progetti d’alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dai ragazzi e dai tutor degli Istituti scolastici italiani di secondo grado. I sei progetti premiati a Verona fanno parte della prima fase del Premio, relativa ai percorsi di alternanza presentati per la sessione del secondo semestre 2017. A questa seguirà la seconda fase, che prevede di candidare i video-racconti a partire dal primo febbraio fino al 20 aprile 2018. La cerimonia di premiazione è in questo caso in programma a  Roma a maggio.

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Sei scuole (tre licei e tre Istituti tecnici) si sono aggiudicate il podio, allestito all’interno di Job&Orienta a Verona, del premio “Storie di alternanza”, promosso da Unioncamere e da 75 Camere di commercio. Dirimente, per la scelta dei vincitori, l’efficacia dei videoracconti ideati dai ragazzi e la qualità della formazione on the job acquisita durante i percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Il gradino più alto per la categoria Licei è andato ai ragazzi dei Istituto paritario “San Gregorio Magno” di Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), che hanno “adottato” e valorizzato con il proprio impegno il Museo del Parmigiano Reggiano, civiltà contadina e artigiana della Val d’Enza.
Medaglia d’argento all’Istituto superiore “Ettore Sanfelice” di Viadana (Mantova), i cui studenti hanno fatto da tutor digitali ai pensionati in collaborazione con la sezione locale del Sindacato pensionati Cgil e, al tempo stesso, hanno studiato, attraverso i documenti conservati nella biblioteca pubblica, la storia recente.
Terzo classificato infine il Liceo artistico “Amedeo Modigliani” di Giussano (Monza e Brianza), che ha realizzato un percorso espositivo in stretta collaborazione con una azienda del design.


Nella categoria Istituti tecnici, l’Itis "M. Del Pozzo" di Cuneo conquista il riconoscimento più elevato. Nel proprio percorso di alternanza scuola-lavoro, uno studente ha sperimentato, e raccontato brillantemente, l’applicazione delle competenze informatiche all’interno di imprese ed enti del territorio. 
Il secondo posto è stato invece assegnato all’Iti “Giulio Cesare Faccio” di Vercelli, che ha preferito strutturare al proprio interno un’impresa simulata con lo scopo di progettare, sviluppare  e promuovere applicazioni informatiche. 
Medaglia di bronzo, infine, all’Istituto tecnico economico “Filippo Palizzi” di Vasto (Chieti), i cui ragazzi hanno operato in stretta collaborazione con una impresa leader a livello locale approfondendo i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro.


Il Premio “Storie di alternanza”, al quale hanno partecipato 259 scuole (156 Istituti tecnici e professionali e 140 Licei), coinvolgendo complessivamente circa 2.500 studenti, ha l’obiettivo di valorizzare i racconti dei progetti d’alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dai ragazzi e dai tutor degli Istituti scolastici italiani di secondo grado. I sei progetti premiati a Verona fanno parte della prima fase del Premio, relativa ai percorsi di alternanza presentati per la sessione del secondo semestre 2017. A questa seguirà la seconda fase, che prevede di candidare i video-racconti a partire dal primo febbraio fino al 20 aprile 2018. La cerimonia di premiazione è in questo caso in programma a  Roma a maggio.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Federmeccanica e Unioncamere si alleano per la promozione dell'alternanza scuola-lavoro ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3573C160S123/federmeccanica-e-unioncamere-si-alleano-per-la-promozione-dell-alternanza-scuola-lavoro.htm Thu, 30 Nov 2017 15:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3573C160S123/federmeccanica-e-unioncamere-si-alleano-per-la-promozione-dell-alternanza-scuola-lavoro.htm  

Il protocollo d’intesa, finalizzato a creare un sistema di qualità dell’alternanza e dell’apprendistato, è stato siglato in occasione di Job&Orienta 


Federmeccanica e Unioncamere hanno scelto JOB&Orienta, la più importante manifestazione italiana dedicata a scuola, orientamento, formazione e lavoro, per siglare il protocollo d’intesa triennale finalizzato a costruire un sistema di qualità per l’alternanza e l’apprendistato, in grado di sviluppare le professionalità più richieste dal mondo industriale e favorire, di conseguenza, l’occupabilità giovanile. 

«Federmeccanica – ha dichiarato Federico Visentin, vice presidente di Federmeccanica con delega all’Education, che ha firmato l’accordo – si è posta come mission quella di promuovere la collaborazione tra scuola e impresa, quale strumento per agevolare la transizione delle aziende metalmeccaniche verso l’Industria 4.0. E’ infatti di fondamentale importanza lo sviluppo di competenze tecnico-professionali e delle abilità imprenditoriali durante tutto il percorso di istruzione, in ottica di dare ai giovani maggiori possibilità di trovare lavoro e, perché no, di creare nuove imprese. E’ dunque opportuno intensificare gli sforzi per la massima qualità ed efficacia della formazione, al fine di favorire lo sviluppo di professionalità con competenze rispondenti ai fabbisogni delle imprese».

«Il ruolo del sistema camerale – ha commentato Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere – è quello di creare un raccordo sinergico tra gli obiettivi della scuola e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo. Per questo abbiamo deciso di supportare scuole e aziende nella realizzazione di percorsi di alternanza formativa di qualità e diffondere le esperienze maggiormente significative, per il pieno raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e di inserimento lavorativo».

L’accordo ha l’obiettivo di contribuire alla realizzazione e diffusione di esperienze di alternanza scuola lavoro di qualità e, più in generale, di attivare occasioni di confronto e di condivisione sui temi di interesse per il settore metalmeccanico.

La collaborazione tra Federmeccanica e Unioncamere si concentra in particolare su tre azioni:


•    ricerca delle competenze maggiormente richieste nel settore metalmeccanico, specialmente quelle in stretta connessione con l’innovazione tecnologica ed organizzativa del processo produttivo e del lavoro;
•    formazione dei docenti e dei tutor scolastici ed aziendali impegnati nelle attività di alternanza scuola-lavoro. A ciò si aggiunge l’istituzione di una rete di esperti e testimoni qualificati dell’alternanza che diffondano gli strumenti e la metodologia sperimentati nell’ambito della collaborazione;
•    comunicazione delle esperienze maggiormente significative di alternanza scuola lavoro per contrastare, in maniera oggettiva, i pregiudizi ancora esistenti sul work-based learning.

«L’idea che ha fatto nascere questo accordo – concludono Visentin e Tripoli – è quello di rendere efficiente e efficace il Registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di un sistema di qualità dell’alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato che possa creare un circuito virtuoso che aiuti sia le imprese che gli studenti ad incontrarsi.»  
 

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Il protocollo d’intesa, finalizzato a creare un sistema di qualità dell’alternanza e dell’apprendistato, è stato siglato in occasione di Job&Orienta 


Federmeccanica e Unioncamere hanno scelto JOB&Orienta, la più importante manifestazione italiana dedicata a scuola, orientamento, formazione e lavoro, per siglare il protocollo d’intesa triennale finalizzato a costruire un sistema di qualità per l’alternanza e l’apprendistato, in grado di sviluppare le professionalità più richieste dal mondo industriale e favorire, di conseguenza, l’occupabilità giovanile. 

«Federmeccanica – ha dichiarato Federico Visentin, vice presidente di Federmeccanica con delega all’Education, che ha firmato l’accordo – si è posta come mission quella di promuovere la collaborazione tra scuola e impresa, quale strumento per agevolare la transizione delle aziende metalmeccaniche verso l’Industria 4.0. E’ infatti di fondamentale importanza lo sviluppo di competenze tecnico-professionali e delle abilità imprenditoriali durante tutto il percorso di istruzione, in ottica di dare ai giovani maggiori possibilità di trovare lavoro e, perché no, di creare nuove imprese. E’ dunque opportuno intensificare gli sforzi per la massima qualità ed efficacia della formazione, al fine di favorire lo sviluppo di professionalità con competenze rispondenti ai fabbisogni delle imprese».

«Il ruolo del sistema camerale – ha commentato Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere – è quello di creare un raccordo sinergico tra gli obiettivi della scuola e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo. Per questo abbiamo deciso di supportare scuole e aziende nella realizzazione di percorsi di alternanza formativa di qualità e diffondere le esperienze maggiormente significative, per il pieno raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e di inserimento lavorativo».

L’accordo ha l’obiettivo di contribuire alla realizzazione e diffusione di esperienze di alternanza scuola lavoro di qualità e, più in generale, di attivare occasioni di confronto e di condivisione sui temi di interesse per il settore metalmeccanico.

La collaborazione tra Federmeccanica e Unioncamere si concentra in particolare su tre azioni:


•    ricerca delle competenze maggiormente richieste nel settore metalmeccanico, specialmente quelle in stretta connessione con l’innovazione tecnologica ed organizzativa del processo produttivo e del lavoro;
•    formazione dei docenti e dei tutor scolastici ed aziendali impegnati nelle attività di alternanza scuola-lavoro. A ciò si aggiunge l’istituzione di una rete di esperti e testimoni qualificati dell’alternanza che diffondano gli strumenti e la metodologia sperimentati nell’ambito della collaborazione;
•    comunicazione delle esperienze maggiormente significative di alternanza scuola lavoro per contrastare, in maniera oggettiva, i pregiudizi ancora esistenti sul work-based learning.

«L’idea che ha fatto nascere questo accordo – concludono Visentin e Tripoli – è quello di rendere efficiente e efficace il Registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di un sistema di qualità dell’alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato che possa creare un circuito virtuoso che aiuti sia le imprese che gli studenti ad incontrarsi.»  
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: 1 contratto su 2 a laureati e diplomati entro l'anno ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3572C160S123/unioncamere--1-contratto-su-2-a-laureati-e-diplomati-entro-l-anno.htm Thu, 30 Nov 2017 11:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3572C160S123/unioncamere--1-contratto-su-2-a-laureati-e-diplomati-entro-l-anno.htm Le imprese cercano 467mila “dottori” e 1.415mila persone con titolo di scuola secondaria superiore

 

Laurea o diploma valgono la metà dei contratti di lavoro che le imprese hanno già stipulato o intendono stipulare entro il 2017. Ma per un laureato su tre e un diplomato su 5 le difficoltà nel trovare il candidato giusto non mancheranno. Queste alcune delle indicazioni provenienti dal Sistema informativo Excelsior , che Unioncamere realizza in collaborazione con Anpal, relative ai programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi per l’anno in corso. Dello studio si è discusso questa mattina a Verona, nell’ambito di Job&Orienta, la mostra convegno nazionale dedicata a orientamento, scuola, formazione, lavoro.

“Le Camere di commercio sono in moto per dare il proprio contributo ad abbattere le distanze tra sistema formativo e realtà produttiva”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Gli sportelli che si stanno costituendo sul territorio in tutte le Camere di commercio e che opereranno per potenziare i percorsi di alternanza scuola-lavoro,  l’orientamento e lo sviluppo di servizi telematici a supporto dei processi di placement svolti dalle Università, sono la nostra risposta a una esigenza di miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro, per accrescere l’occupabilità dei giovani”.

467mila laureati e 1 milione e 415mila diplomati nelle imprese nel 2017

Quest’anno le imprese italiane contano  di inserire in azienda complessivamente 467mila laureati e 1.415mila diplomati nel corso del 2017. La laurea è richiesta, quindi, per circa 1 posto di lavoro su 10 mentre ai diplomati è destinato oltre 1/3 delle opportunità. In definitiva, considerando il totale dei contratti di lavoro attivati nel 2017, quasi 1 contratto  su 2 è destinato a  personale con un livello di istruzione medio-alto.

 

Economia e ingegneria le lauree più richieste


L’indirizzo economico è il corso di laurea più richiesto dalle imprese: 137mila i contratti offerti, pari al 30% delle entrate totali previste di laureati. A ridosso degli economisti si posizionano i diversi indirizzi di ingegneria, che arrivano a una richiesta complessiva di 110mila entrate, suddivise nei 45mila dottori in ingegneria elettronica e dell’informazione, 30mila in ingegneria industriale, 24mila in ingegneria gestionale e oltre 10mila in ingegneria civile e ambientale. Tra gli altri indirizzi più richiesti figurano poi quello di insegnamento e formazione (35mila) e quello sanitario e paramedico (33mila).  Una quota importante della domanda di lavoro delle imprese  è riservata  poi ai laureati di altri ambiti  scientifici, come il chimico-farmaceutico (21mila inserimenti previsti) e lo scientifico-matematico-fisico (20mila). 

 

151mila laureati “introvabili” 


La ricerca di laureati da inserire in azienda non è priva di difficoltà. Le imprese fanno fatica, infatti, a trovare 1 laureato su 3, cioè 151mila figure complessive. E’ il “gap di offerta” la motivazione prevalente della difficoltà di reperimento per questi profili: le professioni specializzate e tecniche ricercate sono molto richieste e le imprese non sono in grado di coprire le proprie esigenze con l’offerta presente sul mercato. Questa motivazione riguarda il 56% dei laureati difficili da trovare. La seconda motivazione, indicata in 38 casi su 100, attiene invece al “gap di competenze”, collegato cioè alla formazione non adeguata o alla mancanza della necessaria esperienza. 
I laureati a indirizzo linguistico sono i più difficili da trovare: 8mila figure su 15mila previste in entrata comportano problemi di reperimento (il 57%). Quasi la stessa difficoltà di reperimento (55%) riguarda i laureati dell’indirizzo ingegneria elettronica e dell’informazione. I numeri in gioco, in questo caso, sono più rilevanti, perché si parla di 25mila ricerche problematiche (su un totale di 45mila).
Anche i laureati in ingegneria industriale sono tra i più “introvabili”, tanto che le imprese faticano a reperire quasi metà di quelli previsti in entrata. Seguono poi i laureati in campo scientifico-matematico-fisico (il 40% dei quali difficili da reperire), e quelli in ingegneria gestionale e altri indirizzi minori di ingegneria (un po’ più di un terzo “introvabili”).

 

Amministrativo e meccanico i diplomi più richiesti


E’ l’indirizzo amministrativo, finanza e marketing il diploma più ricercato dalle imprese italiane. I contratti attivati per questo profilo nel 2017 dovrebbero essere 252mila, vale a dire il 18% della richiesta complessiva di diplomati. Anche per l’indirizzo meccanico, meccatronico e dell’energia e per quello elettronico-elettrotecnico le possibilità di lavoro sono significative: 128mila contratti per i primi e 78mila per i secondi. Buone opportunità occupazionali si aprono anche per quanti hanno conseguito il titolo di scuola superiore con indirizzo turismo-enogastronomia-ospitalità, per i quali le imprese hanno messo in programma 126mila inserimenti. Altrettanto rilevante la richiesta di diplomati a indirizzo trasporti e logistica (44mila) e informatica e telecomunicazioni (40mila).
Per il 40% dei diplomati ricercati (quasi 550.000 su un totale di 1.415.000) le imprese non segnalano un indirizzo specifico, in quanto, con ogni probabilità, sono alla ricerca di persone con un buon livello di cultura generale a cui affidare mansioni di vendita e di rapporto con la clientela o altre attività “non tecniche”.

 

Gli indirizzi informatico ed elettronico-elettrotecnico i più difficili da trovare


Un diplomato su 5, per complessivi 290mila contratti da stipulare, non sarà semplice da trovare, dicono le imprese. Il problema più frequente è legato alle competenze ritenute non adeguate (interessa il 48% degli inserimenti previsti). La seconda motivazione in ordine di importanza riguarda invece il “gap di offerta”, che spiega il 42% delle difficoltà.
I più difficili da reperire sono i diplomati in informatica e telecomunicazioni (il 45% delle ricerche presenta questa problematica). A seguire i diplomati in elettronica-elettrotecnica, tra i quali il 37% non sarà facile da trovare. Al terzo posto della graduatoria, i diplomati con indirizzo meccanica-meccatronica-energia (con problemi di reperimento nel 35% dei casi).
 

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Le imprese cercano 467mila “dottori” e 1.415mila persone con titolo di scuola secondaria superiore

 

Laurea o diploma valgono la metà dei contratti di lavoro che le imprese hanno già stipulato o intendono stipulare entro il 2017. Ma per un laureato su tre e un diplomato su 5 le difficoltà nel trovare il candidato giusto non mancheranno. Queste alcune delle indicazioni provenienti dal Sistema informativo Excelsior , che Unioncamere realizza in collaborazione con Anpal, relative ai programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi per l’anno in corso. Dello studio si è discusso questa mattina a Verona, nell’ambito di Job&Orienta, la mostra convegno nazionale dedicata a orientamento, scuola, formazione, lavoro.

“Le Camere di commercio sono in moto per dare il proprio contributo ad abbattere le distanze tra sistema formativo e realtà produttiva”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Gli sportelli che si stanno costituendo sul territorio in tutte le Camere di commercio e che opereranno per potenziare i percorsi di alternanza scuola-lavoro,  l’orientamento e lo sviluppo di servizi telematici a supporto dei processi di placement svolti dalle Università, sono la nostra risposta a una esigenza di miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro, per accrescere l’occupabilità dei giovani”.

467mila laureati e 1 milione e 415mila diplomati nelle imprese nel 2017

Quest’anno le imprese italiane contano  di inserire in azienda complessivamente 467mila laureati e 1.415mila diplomati nel corso del 2017. La laurea è richiesta, quindi, per circa 1 posto di lavoro su 10 mentre ai diplomati è destinato oltre 1/3 delle opportunità. In definitiva, considerando il totale dei contratti di lavoro attivati nel 2017, quasi 1 contratto  su 2 è destinato a  personale con un livello di istruzione medio-alto.

 

Economia e ingegneria le lauree più richieste


L’indirizzo economico è il corso di laurea più richiesto dalle imprese: 137mila i contratti offerti, pari al 30% delle entrate totali previste di laureati. A ridosso degli economisti si posizionano i diversi indirizzi di ingegneria, che arrivano a una richiesta complessiva di 110mila entrate, suddivise nei 45mila dottori in ingegneria elettronica e dell’informazione, 30mila in ingegneria industriale, 24mila in ingegneria gestionale e oltre 10mila in ingegneria civile e ambientale. Tra gli altri indirizzi più richiesti figurano poi quello di insegnamento e formazione (35mila) e quello sanitario e paramedico (33mila).  Una quota importante della domanda di lavoro delle imprese  è riservata  poi ai laureati di altri ambiti  scientifici, come il chimico-farmaceutico (21mila inserimenti previsti) e lo scientifico-matematico-fisico (20mila). 

 

151mila laureati “introvabili” 


La ricerca di laureati da inserire in azienda non è priva di difficoltà. Le imprese fanno fatica, infatti, a trovare 1 laureato su 3, cioè 151mila figure complessive. E’ il “gap di offerta” la motivazione prevalente della difficoltà di reperimento per questi profili: le professioni specializzate e tecniche ricercate sono molto richieste e le imprese non sono in grado di coprire le proprie esigenze con l’offerta presente sul mercato. Questa motivazione riguarda il 56% dei laureati difficili da trovare. La seconda motivazione, indicata in 38 casi su 100, attiene invece al “gap di competenze”, collegato cioè alla formazione non adeguata o alla mancanza della necessaria esperienza. 
I laureati a indirizzo linguistico sono i più difficili da trovare: 8mila figure su 15mila previste in entrata comportano problemi di reperimento (il 57%). Quasi la stessa difficoltà di reperimento (55%) riguarda i laureati dell’indirizzo ingegneria elettronica e dell’informazione. I numeri in gioco, in questo caso, sono più rilevanti, perché si parla di 25mila ricerche problematiche (su un totale di 45mila).
Anche i laureati in ingegneria industriale sono tra i più “introvabili”, tanto che le imprese faticano a reperire quasi metà di quelli previsti in entrata. Seguono poi i laureati in campo scientifico-matematico-fisico (il 40% dei quali difficili da reperire), e quelli in ingegneria gestionale e altri indirizzi minori di ingegneria (un po’ più di un terzo “introvabili”).

 

Amministrativo e meccanico i diplomi più richiesti


E’ l’indirizzo amministrativo, finanza e marketing il diploma più ricercato dalle imprese italiane. I contratti attivati per questo profilo nel 2017 dovrebbero essere 252mila, vale a dire il 18% della richiesta complessiva di diplomati. Anche per l’indirizzo meccanico, meccatronico e dell’energia e per quello elettronico-elettrotecnico le possibilità di lavoro sono significative: 128mila contratti per i primi e 78mila per i secondi. Buone opportunità occupazionali si aprono anche per quanti hanno conseguito il titolo di scuola superiore con indirizzo turismo-enogastronomia-ospitalità, per i quali le imprese hanno messo in programma 126mila inserimenti. Altrettanto rilevante la richiesta di diplomati a indirizzo trasporti e logistica (44mila) e informatica e telecomunicazioni (40mila).
Per il 40% dei diplomati ricercati (quasi 550.000 su un totale di 1.415.000) le imprese non segnalano un indirizzo specifico, in quanto, con ogni probabilità, sono alla ricerca di persone con un buon livello di cultura generale a cui affidare mansioni di vendita e di rapporto con la clientela o altre attività “non tecniche”.

 

Gli indirizzi informatico ed elettronico-elettrotecnico i più difficili da trovare


Un diplomato su 5, per complessivi 290mila contratti da stipulare, non sarà semplice da trovare, dicono le imprese. Il problema più frequente è legato alle competenze ritenute non adeguate (interessa il 48% degli inserimenti previsti). La seconda motivazione in ordine di importanza riguarda invece il “gap di offerta”, che spiega il 42% delle difficoltà.
I più difficili da reperire sono i diplomati in informatica e telecomunicazioni (il 45% delle ricerche presenta questa problematica). A seguire i diplomati in elettronica-elettrotecnica, tra i quali il 37% non sarà facile da trovare. Al terzo posto della graduatoria, i diplomati con indirizzo meccanica-meccatronica-energia (con problemi di reperimento nel 35% dei casi).
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Innovazione: più di una media impresa su due punta su investimenti green ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3569C160S123/-innovazione--piu-di-una-media-impresa-su-due-punta-su-investimenti-green.htm Tue, 28 Nov 2017 16:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3569C160S123/-innovazione--piu-di-una-media-impresa-su-due-punta-su-investimenti-green.htm Puntano soprattutto su modifiche di tipo organizzativo gestionale (69.9%), di prodotto (67,4%) e di processo (67,0%) le medie imprese industriali che hanno introdotto o introdurranno innovazioni tra il 2016 e 2017. Un numero crescente di questi campioni del made in Italy investe o investirà in tecnologie green per crescere: il 56,1% tra il 2017-2018 contro il 52,6% del triennio precedente. Sono questi alcuni dei dati emersi nel corso del workshop “Il futuro dell’agricoltura passa per l’efficienza energetica” organizzato da Unioncamere nell’ambito del tour “Le campagne in città” di Coldiretti che si è svolto a Napoli.

“Un tema, quello dell’innovazione in chiave green - ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Caserta, Tommaso De Simone - strettamente legato al Piano Nazionale Impresa 4.0 che il Governo ha voluto per sostenere la quarta rivoluzione industriale. Un progetto al quale le Camere di commercio daranno il proprio contributo attraverso la costituzione di una rete di Punti d’impresa digitale (Pid) in tutta Italia, per la diffusione della cultura e della pratica digitale anche nelle piccole e medie imprese”.

Sull’innovazione l’Italia registra ancora in forte ritardo rispetto a resto dell’Europa, occupando il 19° posto tra i 28 Paesi dell’UE (Regno Unito incluso) presi in esame dall’ultimo Rapporto (2017) della Commissione Europea “European Innovation Scoreboard” .

Per scalare la classifica occorre, dunque, insistere sulla strada green per accelerare una crescita sostenibile capace di unire tradizione e modernità puntando sull’innovazione.

Come dimostra il Maestro pizzaiolo Franco Pepe, titolare della pizzeria Pepe in Grani, che proprio per il suo approccio innovativo in un settore altamente tradizionale ha conquistato il primo posto della classifica “50 Top Pizza” d'Italia. “Un riconoscimento – ha sottolineato Pepe nel corso del workshop – della qualità del percorso d’innovazione che ho intrapreso anni fa e della volontà di cambiamento di una tradizione che sembrava immutabile.”

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Puntano soprattutto su modifiche di tipo organizzativo gestionale (69.9%), di prodotto (67,4%) e di processo (67,0%) le medie imprese industriali che hanno introdotto o introdurranno innovazioni tra il 2016 e 2017. Un numero crescente di questi campioni del made in Italy investe o investirà in tecnologie green per crescere: il 56,1% tra il 2017-2018 contro il 52,6% del triennio precedente. Sono questi alcuni dei dati emersi nel corso del workshop “Il futuro dell’agricoltura passa per l’efficienza energetica” organizzato da Unioncamere nell’ambito del tour “Le campagne in città” di Coldiretti che si è svolto a Napoli.

“Un tema, quello dell’innovazione in chiave green - ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Caserta, Tommaso De Simone - strettamente legato al Piano Nazionale Impresa 4.0 che il Governo ha voluto per sostenere la quarta rivoluzione industriale. Un progetto al quale le Camere di commercio daranno il proprio contributo attraverso la costituzione di una rete di Punti d’impresa digitale (Pid) in tutta Italia, per la diffusione della cultura e della pratica digitale anche nelle piccole e medie imprese”.

Sull’innovazione l’Italia registra ancora in forte ritardo rispetto a resto dell’Europa, occupando il 19° posto tra i 28 Paesi dell’UE (Regno Unito incluso) presi in esame dall’ultimo Rapporto (2017) della Commissione Europea “European Innovation Scoreboard” .

Per scalare la classifica occorre, dunque, insistere sulla strada green per accelerare una crescita sostenibile capace di unire tradizione e modernità puntando sull’innovazione.

Come dimostra il Maestro pizzaiolo Franco Pepe, titolare della pizzeria Pepe in Grani, che proprio per il suo approccio innovativo in un settore altamente tradizionale ha conquistato il primo posto della classifica “50 Top Pizza” d'Italia. “Un riconoscimento – ha sottolineato Pepe nel corso del workshop – della qualità del percorso d’innovazione che ho intrapreso anni fa e della volontà di cambiamento di una tradizione che sembrava immutabile.”

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ SISPRINT tra i progetti innovativi presentati all'incontro annuale tra Commissione Ue e amministrazioni italiane ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3568C160S123/sisprint-tra-i-progetti-innovativi-presentati-all-incontro-annuale--tra-commissione-ue-e-amministrazioni-italiane.htm Tue, 28 Nov 2017 15:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3568C160S123/sisprint-tra-i-progetti-innovativi-presentati-all-incontro-annuale--tra-commissione-ue-e-amministrazioni-italiane.htm Anche Sisprint (Sistema Integrato di Supporto alla Progettazione degli Interventi Territoriali) tra i progetti innovativi presentati all’incontro annuale tra la Commissione europea e le amministrazioni italiane interessate all'attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali e di investimento europei, svoltosi a Roma la scorsa settimana.

Il progetto, proposto da Unioncamere che ne è il soggetto beneficiario, è stato ammesso a finanziamento nel quadro del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.  

Obiettivo di Sisprint, appena entrato nella sua fase operativa, è rafforzare la capacità delle Amministrazioni titolari della programmazione di dare risposta alle esigenze puntuali delle imprese e dei territori, rendendo disponibile una strumentazione in grado di qualificare la progettualità per lo sviluppo e sostenere la competitività. Questa strumentazione valorizzerà il patrimonio di dati economici provenienti dal Registro delle imprese delle Camere di commercio, integrandolo con le informazioni di cui dispone l’Agenzia per la Coesione Territoriale. 

Il progetto coinvolgerà fino a giugno 2019 venti Camere di commercio che svolgeranno il ruolo di “antenne intelligenti”, con il compito di realizzare iniziative locali di animazione e ascolto del territorio, coinvolgendo tutte le componenti economiche e sociali. 

Presentando l’iniziativa, il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ha sottolineato che “con Sisprint, il sistema camerale intende fornire un supporto concreto all'Agenzia per la coesione e  alle amministrazioni locali, affinché politiche e interventi di sviluppo siano sempre più aderenti ai bisogni reali e alle aspettative delle imprese e dei territori. Elemento questo  fondamentale per assicurare una progettazione su misura delle iniziative e un migliore utilizzo delle risorse pubbliche”.


 

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Anche Sisprint (Sistema Integrato di Supporto alla Progettazione degli Interventi Territoriali) tra i progetti innovativi presentati all’incontro annuale tra la Commissione europea e le amministrazioni italiane interessate all'attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali e di investimento europei, svoltosi a Roma la scorsa settimana.

Il progetto, proposto da Unioncamere che ne è il soggetto beneficiario, è stato ammesso a finanziamento nel quadro del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.  

Obiettivo di Sisprint, appena entrato nella sua fase operativa, è rafforzare la capacità delle Amministrazioni titolari della programmazione di dare risposta alle esigenze puntuali delle imprese e dei territori, rendendo disponibile una strumentazione in grado di qualificare la progettualità per lo sviluppo e sostenere la competitività. Questa strumentazione valorizzerà il patrimonio di dati economici provenienti dal Registro delle imprese delle Camere di commercio, integrandolo con le informazioni di cui dispone l’Agenzia per la Coesione Territoriale. 

Il progetto coinvolgerà fino a giugno 2019 venti Camere di commercio che svolgeranno il ruolo di “antenne intelligenti”, con il compito di realizzare iniziative locali di animazione e ascolto del territorio, coinvolgendo tutte le componenti economiche e sociali. 

Presentando l’iniziativa, il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ha sottolineato che “con Sisprint, il sistema camerale intende fornire un supporto concreto all'Agenzia per la coesione e  alle amministrazioni locali, affinché politiche e interventi di sviluppo siano sempre più aderenti ai bisogni reali e alle aspettative delle imprese e dei territori. Elemento questo  fondamentale per assicurare una progettazione su misura delle iniziative e un migliore utilizzo delle risorse pubbliche”.


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Enogastronomia made in Italy, che passione: 1 turista su 4 non rinuncia a degustare prodotti dei nostri territori ]]> http://www.unioncamere.gov.it/P42A3564C160S123/enogastronomia-made-in-italy--che-passione--1-turista-su-4-non-rinuncia-a-degustare-prodotti-dei-nostri-territori.htm Fri, 24 Nov 2017 13:11:00 GMT Rss http://www.unioncamere.gov.it/P42A3564C160S123/enogastronomia-made-in-italy--che-passione--1-turista-su-4-non-rinuncia-a-degustare-prodotti-dei-nostri-territori.htm Seconda tappa a Napoli per il Tour Coldiretti: Unioncamere partecipa con il workshop “Dal km. 0 le emozioni del turismo”


L’enogastronomia si conferma come una delle principali attrattive in grado di motivare gli arrivi turistici in Italia: il 25,9% dei visitatori che arrivano nel nostro Paese degusta vini e piatti made in Italy, il 18,7% acquista in loco prodotti tipici e/o artigianali del territorio, l’11,3% partecipa ad eventi enogastronomici. Ancor più nello specifico, l’1,6% dei turisti partecipa alle fasi di produzione in aziende dell’agroalimentare o dell’artigianato.

La relazione tra turismo ed enogastronomia sarà al centro di “Dal km. zero le emozioni del turismo. Agricoltura e turismo, volano dell’identità nazionale”, workshop organizzato da Unioncamere a Napoli venerdì 24 novembre nell’ambito della seconda tappa del Tour “Le campagne in città” di Coldiretti.

Tra le ragioni di scelta della destinazione di vacanza il turismo enogastronomico è la terza in assoluto, subito dopo quella culturale e naturalistica: il 12,8% dei turisti è mosso da interessi enogastronomici (13,8% degli stranieri), in particolare per interessi connessi al vino (2,8%) alla pasta (0,9%), ai salumi (0,5%). Grande è la soddisfazione espressa dai turisti in arrivo da altri paesi per la il livello qualitativo dei prodotti enogastronomici italiani, con la migliore valutazione tra i fattori di offerta: la media è di 8,2 su 10. Al secondo posto si classifica la  ristorazione con una media di 8,1 su 10.

 

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Seconda tappa a Napoli per il Tour Coldiretti: Unioncamere partecipa con il workshop “Dal km. 0 le emozioni del turismo”


L’enogastronomia si conferma come una delle principali attrattive in grado di motivare gli arrivi turistici in Italia: il 25,9% dei visitatori che arrivano nel nostro Paese degusta vini e piatti made in Italy, il 18,7% acquista in loco prodotti tipici e/o artigianali del territorio, l’11,3% partecipa ad eventi enogastronomici. Ancor più nello specifico, l’1,6% dei turisti partecipa alle fasi di produzione in aziende dell’agroalimentare o dell’artigianato.

La relazione tra turismo ed enogastronomia sarà al centro di “Dal km. zero le emozioni del turismo. Agricoltura e turismo, volano dell’identità nazionale”, workshop organizzato da Unioncamere a Napoli venerdì 24 novembre nell’ambito della seconda tappa del Tour “Le campagne in città” di Coldiretti.

Tra le ragioni di scelta della destinazione di vacanza il turismo enogastronomico è la terza in assoluto, subito dopo quella culturale e naturalistica: il 12,8% dei turisti è mosso da interessi enogastronomici (13,8% degli stranieri), in particolare per interessi connessi al vino (2,8%) alla pasta (0,9%), ai salumi (0,5%). Grande è la soddisfazione espressa dai turisti in arrivo da altri paesi per la il livello qualitativo dei prodotti enogastronomici italiani, con la migliore valutazione tra i fattori di offerta: la media è di 8,2 su 10. Al secondo posto si classifica la  ristorazione con una media di 8,1 su 10.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )