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Presentato il Rapporto Unioncamere-Minambiente "L'economia reale nei Parchi nazionali e nelle aree naturali protette"

17 September 2014

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Le aree protette nel nostro Paese sono 871, per una superficie di 32mila kmq, ai quali si aggiungono oltre 28mila kmq di mare e circa 2.300 siti di importanza comunitaria identificati dalle Regioni. Una realtà di enorme valore sia sotto il profilo ambientale, sia per quanto riguarda la storia, la cultura e le tradizioni del nostro Paese.

Per conoscerla approfonditamente, scoprendone anche le dinamiche economiche, il tessuto produttivo che in esse opera e quindi la possibilità di creazione del valore, Ministero dell’Ambiente e Unioncamere hanno promosso la realizzazione della prima edizione del Rapporto su “L’economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette”. Obiettivo dell’analisi, presentata a Roma il 16 settembre, è offrire gli strumenti conoscitivi per individuare, valutare e valorizzare iniziative economiche in grado di affiancare conservazione della biodiversità, produzione di beni comuni e sviluppo.

“Le aree protette costituiscono un grande laboratorio di nuove pratiche innovative e ecocompatibili”, ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Un polmone verde che, negli ultimi anni, è al centro di un interessante risveglio socio-economico. Nella sostenibilità e nell’economia a dimensione delle comunità locali c’è la vera essenza del modello produttivo italiano. Per questo l’attenzione alle aree naturali protette è per noi congeniale al tema dello sviluppo e del rilancio dell’economia. Un modello vincente che insieme al dicastero dell’Ambiente, con il quale abbiamo avviato da alcuni anni una preziosa collaborazione nel campo della blue economy e della green economy, vogliamo sostenere, accompagnando la transizione delle economie locali verso una crescita sostenibile”.