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L'A.T.E.R. (ex I.A.C.P.) è un ente pubblico. Nell'anno 2003, a seguito di preventiva approvazione del piano triennale de...
L'A.T.E.R. (ex I.A.C.P.) è un ente pubblico. Nell'anno 2003, a seguito di preventiva approvazione del piano triennale delle assunzioni, è stato espletato un pubblico concorso per l'assunzione di n. 3 geometri. Nel mese di dicembre 2003 i vincitori del concorso sono stati regolarmente assunti. Attualmente l'Ente ha la necessità di assumere altri geometri utilizzando la graduatoria dell'espletato concorso. E' accaduto che il primo di coloro utilmente collocati in graduatoria è attualmente fatto oggetto di un procedimento penale per truffa ed appropriazione indebita. Si precisa che costui, tra l'altro, ha tentato di truffare proprio l'Ente che dovrebbe assumerlo. Non è stato, tuttavia, querelato, avendo provveduto a cvorrispondere all'Ente il denaro obbligato a versare. In presenza di tale situazione si chiede di conoscere quale dovrebbe essere illegittimo comportamento dell'Ente ai fini dello scorrimento della graduatoria. In altri termini si chiede di conoscere se la circostanza della tentata truffa ai danni dell'Ente, ancorchè non portata all'attenzione dell'Autorità Giudiziaria, sia motivo ostativo all'assunzione in assenza di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero pur in presenza di tali fatti debba comunque procedersi all'assunzione. Si ringrazia e si porgono distinti saluti. Grazie Avv. Vincenzo Pignatelli
Vorremmo ricordare, innanzitutto, che, ai sensi dellÂ’art.56 e dellÂ’art.640, comma 3 del c.p. la truffa ai danni di un ente pubblico, anche se solo tentata, è un reato perseguibile dÂ’ufficio e che lÂ’ente non poteva esimersi dal denunciare lÂ’accaduto allÂ’autorità giudiziaria: infatti, lÂ’art.361, comma 1 del c.p. stabilisce espressamente che “il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all'Autorità giudiziaria, o ad un'altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito con la multa da 30 euro a 516 euro”; il successivo comma 3 dello stesso articolo precisa che tale disposizione non si applica solo “se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa”. Se lÂ’ente avesse agito in base a tali previsioni, oggi non si troverebbe, con ogni probabilità, nella situazione descritta. Purtroppo, al momento attuale, visti i requisiti di accesso stabiliti nel DPR 487/1994 e salvo che non ricorrano particolari motivi di esclusione previsti dal bando di concorso, non sembra sussista altra possibilità, al fine di escludere il primo in graduatoria dalle nuove assunzioni, che quella di bandire un nuovo concorso (sempre che non vi siano altri impedimenti a procedere in tal senso): la giurisprudenza ha infatti chiarito che, in realtà, lo scorrimento della graduatoria degli idonei di un pubblico concorso non costituisce mai un obbligo ma semmai una facoltà dellÂ’amministrazione che necessita di espressa motivazione perchè rappresenta comunque una deroga rispetto alle ordinarie forme di copertura dei posti disponibili. Tra le sentenze possiamo richiamare, a titolo esemplificativo: - T.A.R. SICILIA CATANIA, Sez. III, 08 maggio 2002, n. 803: “L'Amministrazione non è tenuta a giustificare la scelta di non avvalersi della facoltà di dar corso alla graduatoria ancora valida di un precedente concorso, trattandosi di facoltà derogatoria rispetto alla scelta del pubblico concorso (ipotesi ordinaria), a meno che non si fosse autolimitata precedentemente alla utilizzazione della graduatoria. In tal senso si è già espressa copiosa la giurisprudenza, la quale ha precisato che, semmai, va motivata la scelta di avvalersi della graduatoria, trattandosi appunto di scelta derogatoria e dovendosi dar conto della attuale validità della graduatoria ( TAR VE, 526 del 15.2.2000; TAR NA, 365 dell'11.2.1999; C.d.S.,IV, 693 del 10.10.1991; TAR NA, 3, 207 del 7.6.1989).- CONSIGLIO DI STATO , Sez. VI, 04 settembre 2001, n. 4659 “Il potere di scelta, latamente discrezionale dell'Amministrazione, in tema di utilizzazione delle graduatorie, ove non soggiaccia a precisi limiti, richiede una comparazione con il pubblico interesse, che, nelle linee generali, privilegia forme selettive, in funzione della più ampia partecipazione degli aspiranti e della esigenza di individuare, attraverso apposite procedure, i maggiormente meritevoli Â… Le considerazioni che precedono inducono alla conclusione che l'obbligo della ponderazione degli interessi e di una coerente motivazione debbano sussistere nel caso in cui si opti per lo scorrimento della graduatoria, piuttosto che per il reclutamento ordinario, secondo le forme procedurali previste dalla legge Â….”
Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 24/06/2009 20:09