.:: Apprendimento, gestione, organizzazione ::.


Home > Ago > Lavoro PA > L'esperto risponde > Dirigenza > Alla luce della finanziaria 2005 e delle linee di indirizzo della Corte dei Conti del 15/2/2005 è possibile per la Camer...
Alla luce della finanziaria 2005 e delle linee di indirizzo della Corte dei Conti del 15/2/2005 è possibile per la Camer...
Alla luce della finanziaria 2005 e delle linee di indirizzo della Corte dei Conti del 15/2/2005 è possibile per la Camera di Commercio conferire incarichi di consulenze e stipulare co.co.co. su progetti finanziati in toto e quindi senza aggravio del bilancio dell'Ente. In tal caso quali sono gli adempimenti nei confronti della Corte dei Conti? Grazie Michela Bigoni CCIAA Lodi
In materia di consulenze e co.co.co., le norme dellÂ’ultima legge finanziaria applicabili alle Camere di Commercio sono: § lÂ’art.1, comma 11, che riguarda esclusivamente gli incarichi di studio, di ricerca e le consulenze, così come definiti nelle linee di indirizzo della Corte dei Conti da voi citate; § lÂ’art.1, comma 116, che cita espressamente, accanto ad altri istituti, le collaborazioni coordinate e continuative, senza prevedere, in via testuale, alcuna deroga per le collaborazioni coordinate e continuative su progetti “finanziati in toto”. Pertanto: § per quanto riguarda le consulenze propriamente dette, le Camere devono attenersi scrupolosamente a quanto previsto dallÂ’art.1, comma 11 dellÂ’ultima legge finanziaria e alle indicazioni fornite dalla Corte dei Conti nelle richiamate linee di indirizzo; in sostanza, le consulenze sono consentite nel limite della spesa sostenuta allo stesso titolo nel 2004; quando riguardino materie e oggetti rientranti nelle competenze della struttura burocratica dellÂ’ente, sono possibili solo se espressamente previste dalla legge o dovute ad eventi straordinari; in tali ultime ipotesi, lÂ’atto di affidamento dellÂ’incarico deve essere adeguatamente motivato e va trasmesso alla Corte dei Conti (si vedano, per i dettagli, le citate linee di indirizzo); e, come chiarito dalla stessa Corte, quel che rileva, ai fini della soggezione alla norma, è la qualificazione sostanziale dellÂ’incarico e non quella formale (in altri termini, non è sufficiente definire come di co.co.co. un rapporto per considerarlo escluso dagli obblighi in esame, qualora detto rapporto abbia per oggetto una delle attività tipizzate nel comma 11); § per quanto riguarda le collaborazioni coordinate e continuative “autofinanziate”, in attesa di eventuali ulteriori chiarimenti degli organi competenti, è più prudente, per ora, farle comunque rientrare nel limite di spesa fissato dallÂ’art.1, comma 116 della legge finanziaria; infatti, nellÂ’impostazione di tale legge, quando il legislatore ha voluto prevedere delle eccezioni lo ha fatto espressamente, sia nello stesso comma 116, sia nel comma 122, che esclude da ogni limitazione le co.co.co. stipulate dagli enti di ricerca e dalle università (e da altre ben individuate amministrazioni) per lÂ’attuazione di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica o finalizzati al miglioramento dei servizi per gli studenti i cui oneri non risultino a carico dei bilanci di funzionamento degli enti o del loro fondo di finanziamento ordinario.
Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 24/06/2009 20:09