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Un dipendente di questo Ente, la cui moglie è casalinga, ha chiesto di fruire, nel corso dei tre mesi post-partum, del c...
Un dipendente di questo Ente, la cui moglie è casalinga, ha chiesto di fruire, nel corso dei tre mesi post-partum, del congedo per malattia del figlio di età inferiore a tre anni. Tale beneficio sembrerebbe escluso dall’art. 17 comma 6 del CCNL 14.9.2000 Comparto Regioni Autonomie Locali il quale stabilisce che successivamente al periodo di astensione obbligatoria e fino al terzo anno, alle lavoratrici madri e ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta giorni di assenza retribuita per ciascun anno, computati complessivamente per entrambi i genitori. L’art. 47 del D.Lgs. 151/2001, emanato successivamente al suddetto CCNL, ha invece precisato che: “1. Entrambi i genitori, alternativamente hanno diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni…….6. Il congedo spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto.” Poiché, tale formulazione, ha una portata più ampia rispetto alla disposizione contrattuale, si chiede di conoscere se nel caso prospettato il dipendente possa fruire del suddetto congedo o debba necessariamente attendere che sia trascorso il periodo dei tre mesi post partum .
LÂ’art.47 del D.Lgs.151/2001 stabilisce espressamente che il diritto al congedo per malattia del figlio è alternativo tra i genitori e che tali congedi spettano anche quando lÂ’altro genitore non ne abbia diritto (come nel caso in esame). Nessuna norma stabilisce, direttamente o indirettamente, che il padre lavoratore la cui moglie è casalinga non possa fruire di tali permessi nei tre mesi post - partum; in particolare, la previsione contrattuale richiamata nel quesito (art.17, comma 6 CCNL 14.9.2000) riguarda solo il trattamento economico dell'assenza, che, in quanto tale, ha la sua fonte in norme imperative di legge e non nel CCNL; pertanto, riteniamo che il vostro dipendente abbia diritto ad assentarsi (in tal senso è anche il parere dell'Aran - v. risposta 900-17H4 Si presenta più delicato, invece, almeno a prima vista, il profilo relativo al trattamento economico del congedo: infatti, nelle previsioni del D.Lgs.151/2001 le assenze per malattia del figlio non sono retribuite, neppure se godute nei primi tre anni di vita del bambino (v. art.48 D.Lgs.151/2001); il CCNL del 14.9.2000, come già accennato, ha introdotto una norma di miglior favore nell'art.17, comma 6, ma, stando alla lettera della previsione contrattuale, sembrerebbe doversi concludere che i permessi per malattia bambino sono retribuiti (nel limite di 30 giorni per ciascun anno) solo se goduti dopo il periodo di astensione obbligatoria post - partum; tuttavia, si tenga presente che il lavoratore potrebbe facilmente superare questa interpretazione restrittiva chiedendo di assentarsi a titolo di congedo parentale (art.32 D.Lgs.151/2001 e art.17, comma 5 CCNL 14.9.2000) non essendovi alcun dubbio, in tal caso, che egli abbia diritto ad assentarsi fin dalla nascita del bambino (art.32 citato, comma 1 lettera b) con diritto all'intera retribuzione per i primi 30 giorni di congedo (anche quando l'altro genitore non abbia diritto al congedo - v. art.32 citato comma 4 e art.17, comma 5 CCNL 14.9.2000).
Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 24/06/2009 20:09