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A seguito del D.Lgs. 112/1998, articolo 50, e del DPCM 6 luglio 1999, le Camere di Commercio, acquisendo le funzioni dei...
A seguito del D.Lgs. 112/1998, articolo 50, e del DPCM 6 luglio 1999, le Camere di Commercio, acquisendo le funzioni dei soppressi Uffici Provinciali Metrici, hanno aggiunto a quelle già svolte ulteriori, importanti funzioni di supporto alle imprese e di controllo della loro attività occupandosi, tra l'altro, della tutela della fede pubblica e del consumatore. Fra i nuovi settori di intervento delle Camere di Commercio in campo metrologico, due rivestono una particolare importanza: a) quello del controllo degli strumenti metrici; b) quello del saggio e marchio dei metalli preziosi. Nel primo si tratta di garantire la correttezza delle misurazioni delle quantità negli scambi di merce e di servizi; nel secondo di garantire che i metalli preziosi contengano effettivamente le quantità di "fino" dichiarate. Tali funzioni di controllo vengono espletate anche attraverso verifiche ed ispezioni sugli strumenti metrici (sia prima della loro immissione in commercio, sia durante il loro utilizzo) ovvero attraverso prelievi e saggi degli oggetti contenenti i metalli preziosi. L'ispettore metrico e l'assistente metrico, che effettuano le predette verifiche e ispezioni sono, rispettivamente, ufficiale e agente di polizia giudiziaria, qualifica che viene loro riconosciuta dal legislatore (e che comporta il loro giuramento davanti al presidente del Tribunale). Ciò premesso, si ritiene possa essere legittimamente erogabile, per lo svolgimento delle mansioni indicate, l'indennità prevista dall'art. 37, comma 1, lettera b), primo periodo, del C.C.N.L. del 6 Luglio 1975 per il personale dell'area di vigilanza, così come modificata dall'art. 16 del contratto collettivo di lavoro per il personale del comparto regioni ed autonomie locali in data 22 gennaio 2004, biennio economico 2002-2003.
Crediamo che il vostro personale non abbia diritto alla indennità prevista dall'art.37, comma 1, lettera b), primo periodo, del C.C.N.L. del 6 Luglio 1975 e successive modifiche. Infatti, contrariamente a quanto da voi ipotizzato, per lÂ’erogazione di detto compenso non è sufficiente lÂ’esercizio di funzioni ispettive, di controllo e di polizia giudiziaria ma è necessario, innanzitutto, che si tratti di personale “dellÂ’area della vigilanzaossia di personale formalmente inquadrato in uno dei profili professionali della predetta area . Il fatto che non abbia alcun rilievo, da sola, lÂ’attività di fatto svolta e che si debba guardare, innanzitutto, al profilo professionale formalmente attribuito (che, si ripete, deve essere uno dei profili dellÂ’area della vigilanza) è confermato da diverse pronunce giurisprudenziali (v. ad es. CdS 22.9.2003 n.5368). Quanto alla nozione di “area della vigilanzanon ci si puòche riferire a quanto a suo tempo previsto dallÂ’allegato A al DPR 347/1983; si tratta, pertanto, di unÂ’area indissolubilmente legata alla polizia locale e quindi del tutto estranea al sistema camerale. Del resto, anche lÂ’Aran ha sempre escluso la possibilità di corrispondere la predetta indennità a personale estraneo allÂ’area della vigilanza pur svolgente funzioni di polizia giudiziaria (si veda, per un caso emblematico, la risposta 104-IIIA3 pubblicata sul sito dellÂ’Agenzia).
Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 24/06/2009 20:10