.:: Apprendimento, gestione, organizzazione ::.


Home > Ago > Lavoro PA > L'esperto risponde > Dirigenza > Alla luce della normativa vigente ( finanziaria, linee di indirizzo della Corte dei Conti e quant'altro ) quali sono per...
Alla luce della normativa vigente ( finanziaria, linee di indirizzo della Corte dei Conti e quant'altro ) quali sono per...
Alla luce della normativa vigente ( finanziaria, linee di indirizzo della Corte dei Conti e quant'altro ) quali sono per la Camera di Commercio i limiti per conferire : 1) incarichi di consulenze e stipulare co.co.co. su progetti finanziati in toto e quindi senza aggravio del bilancio camerale? 2) incarichi di consulenze e stipulare co.co.co. su progetti a valere sul bilancio camerale? In entrambi i casi quali sono gli adempimenti previsti a carico dall'ente camerale ?
Per quanto riguarda i presupposti, il contenuto e i limiti di tutte le possibili tipologie di incarichi, si rinvia, innanzitutto, alle disposizioni dellÂ’art.7, commi 6 e 6bis del D.Lgs.165/2001 e successive modifiche ed integrazioni ed alle puntuali indicazioni fornite dal Dipartimento della Funzione pubblica con nota direttiva n. 5/2006, vincolanti per tutte le pubbliche amministrazioni. In sostanza, secondo il Dipartimento:lÂ’art.7, commi 6 e seguenti del D.Lgs.165/2001 è per le pubbliche amministrazioni la cornice legale di riferimento di tutti gli incarichi di lavoro autonomo e quindi di tutte le collaborazioni, di natura occasionale o coordinata e continuativa, indipendentemente dal loro contenuto (studio, ricerca, consulenze o altro); le amministrazioni possono conferire incarichi esterni solo per prestazioni altamente qualificate e corrispondenti alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente; si tratta di requisiti assolutamente imprescindibili (fermi restando, naturalmente, anche gli altri requisiti indicati nellÂ’attuale formulazione del citato art.7, comma 6); tutte queste prestazioni possono essere rese in forma occasionale o coordinata e continuativa; il termine co.co.co. indica solo una particolare strutturazione del rapporto, caratterizzata dalla continuità della prestazione e dal potere di “direzionedellÂ’amministrazione; i termini consulenze, incarichi di studio, incarichi di ricerca si riferiscono, invece, a prestazioni altamente qualificate di contenuto particolare (v. linee di indirizzo della Corte dei Conti del 2005), che, normalmente svolti in altra forma (incarico occasionale), possono essere rese anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa; contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte dei Conti non esistono co.co.co. che non siano caratterizzate dallÂ’alta qualificazione professionale; le co.co.co. sono lecite solo se altamente qualificate; se non hanno tale caratteristica, non è che non siano disciplinate dallÂ’art.7, commi 6 e seguenti del D.Lgs.165/2001 ma, più semplicemente, non sono lecite; la differente disciplina rinvenibile nelle recenti leggi finanziarie, che sembra distinguere le co.co.co da altre tipologie di incarico, si riferisce solo al carattere occasionale o continuativo degli stessi incarichi e riguarda solo i diversi limiti di spesa. Rinviamo, inoltre, allÂ’art.1, comma 11 della L.311/2004, allÂ’art.1, comma 593 dellÂ’ultima legge finanziaria e alla direttiva n. 1/2007 dello stesso Dipartimento. Limiti di spesa: per quanto riguarda le co.co.co., non si applica alle camere di commercio la riduzione prevista dal comma 538 dellÂ’ultima legge finanziaria, per la semplice ragione che non si applicava alle camere neppure il comma 187 della L.266/2005 da essa richiamato. Pertanto, gli unici limiti applicabili sono quelli legati alle disponibilità di bilancio e quelli connessi alle peculiarità dellÂ’istituto per come ridisegnato nel nuovo testo dellÂ’art.7 del D.Lgs.165/2001; per quanto riguarda gli incarichi di studio, di ricerca e le consulenze svolti in forma di collaborazione occasionale, è tuttora vigente, invece, il limite indicato nellÂ’art.1, comma 9 della L.266/2005, che riguarda, però, le sole spese “sostenute da pubbliche amministrazioni”; se ne dovrebbe desumere che quando la spesa è interamente a carico di altri soggetti detto limite non possa trovare applicazione; sono ancora vigenti, inoltre, le previsioni dei commi 56 e 57 della stessa L.266/2005. Attenzione: nel caso in cui un incarico di studio, di ricerca o una consulenza sia svolto in forma di co.co.co., il Dipartimento della Funzione pubblica ritiene che non si debba dare rilievo al contenuto della prestazione ma al modo di svolgimento dellÂ’incarico (v. direttiva n. 5/2006 paragrafi 3.1.e 3.2); risulta dunque superato il precedente diverso orientamento della Corte dei Conti (v. nelle linee di indirizzo del 2005) che dava preminente rilievo al contenuto della prestazione. Per le co.co.co. si veda, infine, anche quanto precisato nel comma 1180 dellÂ’ultima legge finanziaria.
Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 24/06/2009 20:10