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Personale inquadrato con decorrenza retroattiva ai sensi della l. n┬░ 644/94; pagamento somme arretrate; spettano ed in c...
Personale inquadrato con decorrenza retroattiva ai sensi della l. n┬░ 644/94; pagamento somme arretrate; spettano ed in che misura - rivalutazione ed interessi su tali somme?
Attraverso il riferimento all'art. 36 Cost., agli emolumenti in questione, aventi appunto natura di crediti di lavoro, si applica il principio del cumulo tra interessi e rivalutazione previsto, per tali crediti, dall'art. 429, comma 3, cod. proc. civ., e quindi sono da considerare anch'essi inclusi nel campo di applicazione del decreto n┬░ 352/98; Ai fini del computo degli elementi accessori in questione (interessi e rivalutazione), occorre anzitutto individuare se la data di maturazione del diritto alla percezione del credito principale (somme arretrate, nell'importo riconosciuto dall'ente per effetto dell'inquadramento retroattivo disposto dalla legge di cui sopra) si colloca prima o dopo il 31 dicembre 1994. Questo perchè i crediti di lavoro (e gli altri che ne seguono la disciplina) maturati successivamente a tale data soggiacciono ad un regime diverso da quello del cumulo dei suddetti elementi accessori, cumulo che invece opera, appunto, fino alla data medesima; ed è questa la conclusione che si ritiene di poter sostenere anche in presenza della disposizione contenuta nell'art. 2, comma 4, del decreto 352 (che invece ammetterebbe, per i crediti maturati prima del 1┬░ gennaio 1995, la corresponsione dei soli interessi legali nella misura del 10%), in quanto tale disposizione è stata riconosciuta illegittima e, quindi, annullata dal T.A.R. Lazio, sez. III^, con sentenza n┬░ 3007 del 7 ottobre 1999 (ed all'esecutività propria di tale decisione la Camera deve, naturalmente, soggiacere in questa fase, nella quale sta prendendo in esame le istanze dei propri ex-dipendenti). Ciòpremesso, il conforto della giurisprudenza maturata sullo specifico tema (reinquadramento con decorrenza retroattiva ex lege, in conformità a quanto avvenuto per il personale delle Amministrazioni statali con la l. n┬░ 312/80) porta a concludere nel senso del verificarsi del momento genetico del diritto alla percezione della somma, costituente il credito principale (l'importo liquidato a titolo di arretrati), anteriormente alla suddetta data del 31 dicembre 1994; questo sia che si segua l'orientamento che individua il dies a quo nella data di adozione del provvedimento amministrativo che attua discrezionalmente il precetto legislativo (T.A.R. Puglia, sez. I^, n┬░ 283/94, anche se con riferimento alla l. 312 di cui sopra), sia che si aderisca all'indirizzo che, con riguardo più direttamente alle Camere di commercio, afferma la coincidenza del dies con la data di entrata in vigore della legge n┬░ 644/94, di conversione de d.l. n┬░ 547/94 (T.A.R. Abruzzo sez. Pescara, n┬░ 647 del 20 novembre 1997); nel primo caso, infatti, l'insorgenza del diritto di credito puòfarsi risalire al 19.12.1994, nel secondo all'8.12.1994 (vacatio legis dalla pubblicazione in G.U.). Se, dunque, l'atteggiarsi della fattispecie porta a concludere alla luce della ricostruzione del quadro normativo nel senso della spettanza di interessi e rivalutazione monetaria, le modalità di calcolo delle somme spettanti a tale titolo dovranno essere determinate tenendo conto dei criteri definiti dalla giurisprudenza più recente (cfr. Cass., SS.UU., sentenza n┬░ 38 del 29 gennaio 2001, la quale statuisce che gli interessi legali non debbono essere calcolati sul capitale rivalutato da ultimo, ma la rivalutazione va compiuta con scadenza periodica dal momento dell'inadempimento fino a quello del soddisfacimento del creditore, di modo che la base di calcolo degli interessi non è quella massima, bensì quella gradualmente incrementata; per una conclusione in parte diversa, con riguardo a controversia di pubblico impiego, si veda anche Cons. Stato, Ad. Plen. n┬░ 3/98, peraltro esaminata dubitativamente dalla decisione della Cassazione appena indicata). Se, dunque, quelli finora esposti risultano essere ad avviso di quest'Ufficio gli elementi mediante i quali compiere le valutazioni richieste per decidere sul caso di specie, non puòfarsi a meno di rilevare che costituisce preciso obbligo dell'Amministrazione, legislativamente sanzionato, quello di opporre (ove verificatasi) la prescrizione dei crediti di lavoro vantati dai propri dipendenti; e, poichè in materia vige il generale termine quinquennale per azionare le pretese creditorie (se non si vuole far richiamo all.art. 2948, punto 5, cod. civ., si veda comunque Cons. Stato, sez. V^, n┬░ 852/97 e sez. VI^, n┬░ 1002/99), occorre stabilire se detto termine sia decorso nella presente vicenda.
Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 24/06/2009 20:10