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Accesso alla dirigenza
 Come si accede alla dirigenza nelle Camere di commercio dopo la 150/09? Che strade può percorrere l'Ente per acquisire un dirigente? Va verificata la possibilità secondo i parametri del personale non dirigente?  
Il d.lgs.150/2009 non ha affatto “stravolto le modalità di accesso alla qualifica dirigenziale nelle Camere di Commercio, che restano le seguenti: a)     Per i dirigenti a tempo indeterminato: ·        la mobilità volontaria, ex art.30 del d.lgs165/2001; ·        il concorso pubblico (previo espletamento delle procedure di mobilità, comprese quelle di cui all’art.34-bis del d.lgs.165/2001) ex art. 28 d.lgs.165/2001 (norma alla quale le Camere devono adeguare i rispettivi ordinamenti in base all’art.27 dello steso decreto legislativo). Anche l’assunzione dei dirigenti è sottoposta agli attuali vincoli sulle assunzioni (art.3, comma 116 L.244/2007, confermato dall’art.2 comma 22 della L.191/2009). b)     Per i dirigenti a termine: ·        concorso pubblico, in presenza di esigenze temporanee ed eccezionali (così come previsto dall’art.36 del d.lgs.165/2001); ·        assunzione ex art.19, comma 6 del d.lgs.165/2001; in questo caso, l’unica novità è data dalla circostanza che, in base al comma 6-ter dello stesso articolo, nel testo modificato dall’art.40 del d.lgs.150/2009, il comma 6 ed il comma 6-bis del richiamato art.19si applicano direttamente a tutte le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2 del d.lgs.165/2001, con la conseguenza che queste particolari assunzioni a termine saranno possibili solo nei ristretti limiti percentuali ivi indicati (il che, considerate le limitate dotazioni organiche della dirigenza camerale, renderà assai difficile la loro realizzazione); è invece sempre possibile conferire questi incarichi a personale interno non dirigente, ma nel rispetto degli appena indicati limiti percentuali e purché non vi siano dirigenti nell’ente in possesso della particolare e comprovata qualificazione professionale richiesta;  ·        per quanto riguarda i Segretari Generali, normalmente assunti con contratto a tempo determinato, la particolare procedura disciplinata dall’art.20 della L.580/1993 come modificata dall’art.1, comma 20 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23. In ogni caso, i contratti a termine dei dirigenti non possono avere durata superiore a 5 anni (art.10, comma 4 d.lgs.368/2001) Si deve sempre escludere, invece, la possibilità di accesso alla qualifica dirigenziale tramite “progressione verticale, ma questa, a prescindere dall’art.24, comma 1 del d.lgs.150/2009,  non è una novità perché l’art.4 del CCNL del 31.3.1999 disciplinava solo i passaggi tra le categorie introdotte con lo stesso CCNL (in senso conforme anche l’Aran, nella risposta DA 6); inoltre, indipendentemente dalla loro costituzionalità, non vi sono norme di legge applicabili alle Camere che consentano selezioni riservate agli interni per l’accesso alla qualifica dirigenziale.  

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Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 21/04/2010 10:23