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Progressioni economiche orizzontali
Ai sensi dell’art.9 1° comma del D.L. n.78, con le modifiche apportate in sede di conversione nella legge n.122/2010, per il triennio 2011-2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuato dall’ISTAT, al cui interno sono comprese anche le Camere di Commercio, non può superare il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010, fatte salve talune specifiche fattispecie derivanti da mutamenti sopravvenuti o erogazione di arretrati, e fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 21 terzo e quarto periodo per le progressioni di carriera comunque denominate. Ai sensi del comma 21 quarto periodo per il personale contrattualizzato le progressioni di carriera comunque denominate e i passaggi tra le aree eventualmente disposte negli anni 2011,2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici. L’interrogativo che si pone è incentrato sul significato da attribuire al verbo disporre; secondo una interpretazione ritenuta conforme a buona fede disporre dovrebbe voler dire stabilire, decidere e ciò indicherebbe la scelta di voler dar vita a progressioni di carriera che, sebbene svolte con decorrenza 2011, avrebbero, sino al 2013, effetti solo giuridici, restando congelati gli incrementi economici. Da tale interpretazione si ritiene di poter dedurre “a contrario” che le progressioni di carriera disposte nell’anno 2010 sarebbero legittime, ancorchè la valutazione e  l’erogazione della maggiorazione dovuta dovesse aver luogo nell’anno successivo, ossia all’inizio del 2011, a titolo di arretrati. Ciò in quanto da prassi ormai consolidata la determinazione  di svolgere una progressione di carriera per un tale anno riverbera necessariamente i suoi effetti nell’anno successivo per due principali ragioni: 1.      La valutazione, sulla base di parametri predeterminati e noti ai dipendenti in quanto codificati nel sistema di valutazione permanente adottato dall’amministrazione, viene effettuata a conclusione dell’anno per il quale la progressione è disposta:infatti,solo al termine del periodo oggetto di valutazione si ha una visione complessiva e il possesso di dati utili a misurare le prestazioni, i risultati oltre alla partecipazione lavorativa di ciascuno. 2.      La graduatoria, redatta a seguito della predetta valutazione, determinerà il passaggio alla posizione economica superiore fino a concorrenza delle somme disponibili il cui importo, nel suo esatto ammontare, è conosciuto al termine dell’anno di riferimento, dopo aver utilizzato le somme ricadenti nel salario accessorio per il finanziamento degli altri istituti e i cui importi possono variare in base ad altri indici mutevoli,quali ad esempio la presenza in servizio per le varie indennità riconosciute a singoli profili professionali in base al ruolo svolto. In sintesi, si ritiene, pertanto, di poter indire - senza incorrere nella violazione della normativa vigente - una progressione economica orizzontale con effetto dal 1 gennaio 2010 sebbene la effettuazione della stessa, vale a dire sia la valutazione del personale avente diritto, che la erogazione delle somme spettanti ai beneficiari dovessero perfezionarsi nei primi mesi dell’anno 2011. Nel rimanere in attesa di un vostro autorevole parere rispetto alla ipotesi prospettata si porgono cordiali saluti.
L’art.9, comma 21 ultima parte del DL78/2010, convertito in L.122/2010, parla delle progressioni di carriera e dei passaggi di area e non delle progressioni economiche; quindi, a prima vista, quel comma non sembra riguardare la procedura di progressione economica disciplinata dall’art.5 del CCNL 31.3.1999. Che le progressioni economiche siano cosa diversa dalle progressioni di carriera è confermato dal fatto che di esse si parla in due distinti articoli del d.lgs.150/2009 (rispettivamente, il 23 e il 24). Ciò premesso, è necessario solo stabilire se le progressioni economiche da voi ipotizzate siano in qualche modo interessate dal comma 1 dello stesso articolo 9 che, come noto, impone di non superare, nel triennio 2011-2013, il trattamento economico ordinariamente spettante per il 2010. La questione è assai dubbia, ma, pur con tutte le riserve del caso, un aiuto potrebbe venire dalla delibera n. 51/2010 della Corte dei Conti – Piemonte, nella quale, a proposito dell’art.9, comma 1 del DL78/2010 convertito in L.122/2010, si precisa quanto segue:   “Quanto al quesito b), il Comune pone una questione interpretativa dell’art. 9, comma 1 del citato D.L. n. 78/2010, chiedendo, se bene sì è inteso, se per “trattamento in godimento nell’anno 2010 si intenda quello complessivamente percepito nel 2010 ovvero il trattamento stabilito nel provvedimento di attribuzione (che, nella specie, ha mutato il salario accessorio in corso d’anno in conseguenza della responsabilità di un servizio).    … omissis …   Tale disposizione è stata modificata dalla legge di conversione (che ha appunto sostituito la nozione di “trattamento in godimento con altra più specifica) assumendo il seguente tenore: “Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 21, terzo e quarto periodo, per le progressioni di carriera comunque denominate, maternità, malattia, missioni svolte all’estero, effettiva presenza in servizio, fatto salvo quanto previsto dal comma 17, secondo periodo, e dall’ articolo 8, comma 14. Queste ultime disposizioni, in particolare, fanno salva l'erogazione dell'indennità' di vacanza contrattuale nelle misure previste a decorrere dall'anno 2010, nonché le risorse destinate al settore scolastico. Nel nuovo testo della norma, dunque, il limite al trattamento complessivo dei dipendenti pubblici per il triennio 2011-2013 è dato dal “trattamento ordinariamente spettante, quello cui il beneficiario ha diritto nell’anno di riferimento. Il che, del resto, è conforme al principio, vigente in materia retributiva in mancanza di espressa deroga, della salvezza dei diritti quesiti. Sono esclusi dal detto limite (“al netto) gli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, le variazioni dipendenti da eventuali arretrati e dal conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno.  Per quanto riguarda le progressioni di carriera e i passaggi tra aree, queste, invece, per il triennio in questione (2011-2013) non hanno effetto ai fini economici, ma solo a quelli giuridici (art. 9, comma 21, terzo e quarto periodo). Concludendo, per stabilire il limite al trattamento complessivo dei dipendenti pubblici per il triennio 2011-2013 dovrà farsi riferimento a quanto giuridicamente spettante, nei limiti di cui sopra, al dipendente pubblico come trattamento economico ordinario per l’anno 2010.   Indipendentemente dal se le progressioni economiche siano “eventi straordinari della dinamica retributiva, se, come dice la Corte dei Conti, si deve fare riferimento non a quanto effettivamente percepito (pagato) nel 2010 ma a quanto giuridicamente spettante per il 2010, sembrerebbe potersi concludere che sia ancora possibile attribuire una progressione economica al personale, purché avente decorrenza 1.1.2010 (*): quel che conta non è, dunque, il momento di conclusione della procedura o il momento della formale attribuzione della posizione economica di sviluppo (eventi che potrebbero anche collocarsi a inizio 2011), ma il momento di decorrenza del beneficio. Si noti che se i lavoratori dovessero percepire l’intera annualità della p.e.o. 2010 nel 2011, si tratterebbe, per la sola parte relativa al 2010 ma percepita nel 2011, di un “arretrato: quindi, quella somma (il solo arretrato relativo al 2010) dovrebbe essere calcolata nel trattamento ordinariamente spettante nel 2010 (perché è giuridicamente riferita al 2010), mentre non entrerebbe a far parte del trattamento economico ordinariamente spettante per il 2011, trattandosi di un emolumento arretrato pagato una tantum nel 2011. Solo un’ultima raccomandazione: le progressioni economiche devono sempre essere selettive e meritocratiche; quelle generalizzate sono vietate; era già così prima della riforma Brunetta, ma oggi è necessaria ancora più attenzione, dato il tenore dell’art.23 del d.lgs.150/2009   (*) Ricordiamo che, secondo quanto chiarito dall’Aran (v. risposta 399-5F1 pubblicata sul sito dell’Agenzia), le progressioni economiche vanno attribuite con effetto dal 1° gennaio dell’anno di valutazione.

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Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 12/11/2010 11:48