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Trasferimento per mobilità intercompartimentale - differenziale
Si chiede, nel caso di trasferimento per mobilità intercompartimentale, in particolare dal Comparto Sanità al Comparto Regioni e Autonomie Locali, come debba essere considerato il differenziale positivo tra le rispettive voci retributive. In particolare si chiede se tale importo debba essere considerato come assegno personale riassorbibile o non riassorbibile e sulla base di quali riferimenti normativi.
Immaginiamo che il vostro problema nasca dalla previsione oggi contenuta nell’art.30, comma 2-quinquies, del d.lgs. 165/2001 (come modificato dall’art.16 della L.246/2005), secondo il quale “salvo diversa previsione, a seguito dell’iscrizione nel ruolo dell’amministrazione di destinazione, al dipendente trasferito per mobilità si applica esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei contratti collettivi vigenti nel comparto della stessa amministrazione.   Presa alla lettera, quella previsione sembra comportare l’irrilevanza di ogni eventuale differenza positiva tra il trattamento economico percepito presso l’ente di provenienza e quello di destinazione.   Tuttavia, è possibile anche una diversa lettura, soprattutto se si tiene conto del fatto che la norma appena richiamata fa comunque salve eventuali diverse previsioni senza specificare se esse debbano necessariamente avere forza di legge o possano anche essere contenute in un CCNL.       Secondo questa diversa lettura, la norma sopra richiamata si limita a ribadire un principio di carattere generale già noto ed applicato da tempo (anche nel CCNL del personale camerale - v. art.27, comma 2 CCNL 5.10.2001), rispetto al quale la legge non aggiunge nulla di nuovo; anzi, proprio il CCNL del comparto Regioni - Enti locali sembra contenere la “diversa previsione indicata dalla legge, visto che tale CCNL, da un lato, contiene espresse indicazioni nel senso della conservazione del trattamento fisso e continuativo in godimento prima del trasferimento (v. art.28, comma 5 CCNL 5.10.2001), dall’altro, nella dichiarazione congiunta n.24 allegata al CCNL del 22.1.2004 (v. ultimo periodo), impegna espressamente le amministrazioni ad utilizzare i criteri in essa indicati “in sede di inquadramento di personale trasferito, anche volontariamente, da pubbliche amministrazioni anche di diverso comparto e stabilisce che l’assegno personale eventualmente riconosciuto in sede di inquadramento non è riassorbibile.

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Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 28/12/2010 10:28