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Accesso all'impiego - concorsi pubblici
l comma 11 dell'art. 17 del D.L. n. 78/2010 permette di bandire dei concorsi per titoli ed esami per valorizzare l'esperienza professionale maturata dal personale in possesso dei requisiti previsti dalla L. 296/2006. Il comma 13 dello stesso articolo prevede che: “Per il triennio 2010-2012 le amministrazioni di cui al comma 10 possono destinare il 40 per cento delle risorse finanziarie disponibili ai sensi della normativa vigente in materia di assunzioni ovvero di contenimento della spesa di personale, secondo i rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica, per le assunzioni dei vincitori delle procedure concorsuali bandite ai sensi dei commi 10 e 11”. Una volta concluso il concorso come si applica in concreto il predetto comma 13?
La domanda è piuttosto generica e ci crea un po’ d’ansia, perché, in realtà, l’Ente i calcoli dovrebbe farli prima di bandire i concorsi. Il vincolo stabilito nell’art.17, comma 13 del DL78/2009 riguarda, infatti, sia il comma 10 sia il comma 11 dello stesso articolo e impedisce di assumere i vincitori dei concorsi banditi ai sensi degli stessi commi (da intendersi, come tali, coloro che rientrano nella quota di riserva dei posti a concorso o che vantano i titoli valorizzati in termini di punteggio) per una spesa superiore al 40% delle risorse utilizzabili per nuove assunzioni. L’unico possibile temperamento è dato dal fatto che la formulazione della norma sembra consentire il rispetto del vincolo finanziario nell’arco del triennio di riferimento (non c’è, dunque, l’obbligo di rispettarlo in ogni singolo anno, l’importante è che il vincolo finanziario sia rispettato nel triennio). Ad esempio: ·        anno 1: risorse disponibili per nuove assunzioni = 60 ; 40% annuo = 24 ·        anno 2: risorse disponibili per nuove assunzioni = 80 ; 40% annuo = 32 ·        anno 3: risorse disponibili per nuove assunzioni = 40 ; 40% annuo = 16 totale triennio = 180 ; 40% del totale = 72 ; l’Ente rispetta il vincolo finanziario anche se, nei singoli anni, qualche volta va oltre e qualche volta va sotto il 40%; l’importante è che alla fine del triennio, per assumere i vincitori dei concorsi di cui all’art.17, commi 10 e 11 del DL78/2009 (come sopra individuati) non abbia speso più di 72. La richiamata disciplina (e, in particolare, quella del comma 10 citato) non è incompatibile né con l’art.24, comma 1 del d.lgs.150/2009 né con l’art.52, comma 1-bis del d.lgs.165/2001, in base ai quali le amministrazioni pubbliche, a decorrere dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al cinquanta per cento a favore del personale interno, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni (fermo restando che qualora l’ente volesse procedere ai sensi dell’art.17, comma 10 del DL78/2009, la quota di riserva del 40% dei posti ivi prevista dovrebbe essere computata all’interno di quella del 50% prevista dal d.lgs.150/2009). Potrebbe invece ritenersi superata la previsione del già citato art.17 del DL78/2009 che, sempre per il triennio 2010-2012, consentiva una procedura di accesso “riservata, limitatamente alle qualifiche di cui all’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56 (quelle per le quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo), al personale in possesso dei requisiti di anzianità previsti dal comma 10 dello stesso articolo maturati nelle medesime qualifiche e nella stessa amministrazione.

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Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 05/01/2011 13:13