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Trattamento economico - rivalutazione del buono mensa
Preso atto di quanto previsto dall’art. 9 della L. 122 del 30.7.2010, in tema di trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti per il triennio 2011-2013, ed in particolare considerato che il trattamento economico complessivo - comprensivo del trattamento accessorio - non potrà superare il trattamento ordinariamente spettante per l'anno 2010 ritenete possibile procedere con il prossimo gennaio 2011 – sulla base di precedenti intese sindacali e di modalità stabilite da tempo – alla rivalutazione del buono mensa?
Crediamo che per la soluzione del vostro problema sia necessario approfondire la natura dei buoni pasto, essendo del tutto evidente che l’art.9, comma 1 del DL78/2010, convertito in L.122/2010, può ritenersi loro applicabile solo se aventi natura retributiva (detto in altri termini, solo se i buoni pasto possono essere considerati parte del “trattamento economico ordinariamente spettante per l’anno 2010 al netto di eventuali assenze o altri eventi straordinari della dinamica retributiva). Secondo la giurisprudenza prevalente, il buono pasto, di norma, e cioè in assenza di una norma espressa o del carattere di corrispettività, non costituisce elemento integrativo della retribuzione, ma una agevolazione di carattere assistenziale: ·         Cassazione civile, sez. lav., 17/07/2003, n. 11212: “Il valore dei pasti, di cui il lavoratore può fruire mediante buoni pasto, allorché non rappresenti un corrispettivo obbligatorio della prestazione lavorativa, per mancanza della corrispettività della relativa prestazione rispetto a quella lavorativa e del collegamento causale tra l'utilizzazione dei buoni pasto e il lavoro prestato, non costituisce elemento integrativo della retribuzione, ma una agevolazione di carattere assistenziale; conseguentemente, le erogazioni sono soggette alla disciplina di cui all'art. 17 del d.lg. n. 503 del 1992 ed escluse dalla base imponibile per il computo dei contributi; ·         Cassazione civile, sez. lav., 21/07/2008, n. 20087: “Il valore dei pasti, dei quali il lavoratore può fruire in una mensa aziendale o presso esercizi convenzionati con il datore di lavoro, non costituisce elemento della retribuzione, allorché il servizio mensa rappresenti un'agevolazione di carattere assistenziale, anziché un corrispettivo obbligatorio della prestazione lavorativa, per la mancanza di corrispettività della relativa prestazione rispetto a quella lavorativa e di collegamento causale tra l'utilizzazione della mensa e il lavoro prestato, sostituendosi a esso un nesso meramente occasionale con il rapporto. Non mancano, a dire il vero, anche pronunce in senso contrario: ·         Tribunale Como, 06/04/2004: “Il buono pasto erogato dal datore di lavoro ai propri dipendenti non ha natura né assistenziale né risarcitoria, trattandosi di un vero e proprio emolumento retributivo. Ricordiamo, però,  che in base all’art.51, comma 2 lettera c) del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 il buono pasto non costituisce reddito da lavoro dipendente solo fino all’importo complessivo giornaliero di € 5,29; per la quota eccedente tale valore, esso è assoggettato a tassazione e a ritenute previdenziali, pur essendo non monetizzabile  (si veda  la circolare R.G.S. n.24/2006, nella quale si precisa, tra l’altro che “… come avviene per tutte le somme accessorie, la predetta quota eccedente Euro 5.29 andrà ad abbattere la maggiorazione del 18% in sede di conguaglio fiscale e contributivo… ). Ciò premesso, salvo che il vostro buono pasto abbia un importo inferiore ad € 5,29 (il che vi potrebbe consentire, al massimo, di aumentarlo fino al raggiungimento di tale valore, perché solo in questo caso avreste la certezza che non si tratta di un emolumento retributivo), si è del parere che aumentarlo nel 2011 non sia, purtroppo, un’operazione compatibile con il divieto di cui al comma 1 citato, perché, considerata la sostanziale assimilazione alla retribuzione del valore del buono pasto eccedente € 5,29, ciò – ad una lettura restrittiva - finirebbe per determinare un aumento del trattamento economico 2011 rispetto a quello del 2010, ipotesi vietata dal DL78/2010.

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Data di pubblicazione 12/09/2014 00:00
Data di aggiornamento 20/04/2011 18:23