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Esperto risponde - Prestito su indennità di anzianità

QUESITO

Oggetto: DM 20 aprile 1995, n. 245 - anticipazione sull'indennità di anzianità. Il decreto in oggetto all'art. 1, comma 5, autorizza la concessione di prestiti per miglioramenti da apportare all'alloggio di proprietà in uso del dipendente. Vorrei chiedere: 1) Se la seconda casa di proprietà del dipendente (diverso comune di residenza), ad uso abitativo per 3 mesi l'anno (ovvero periodo estivo) e libera da ogni contratto di affitto, può essere ricompresa nella tipologia "....di proprietà in uso". 2) Il regolamento interno della CCIAA, risalente al 1983, restringe il beneficio solo all'abitazione nel Comune di residenza: essendo il decreto in oggetto successivo al regolamento interno, mai modificato, è possibile, in base alla risposta del punto precedente, chiedere l'estensione del beneficio per la ristrutturazione della seconda casa?

Cristiana Costantini (cristiana.costantini@ap.camcom.it)

RISPOSTA

L’art. 85 del regolamento-tipo per il personale delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, approvato con decreto interministeriale 12 luglio 1982, come novellato dal D.M. 20 aprile 1995, n. 245 prevede la possibilità di concedere prestiti a valere sull’indennità di anzianità dei dipendenti delle Camere di commercio.

Tali prestiti, dunque, riguardano esclusivamente il personale assunto in regime di indennità di anzianità (ricordiamo che per gli assunti dal 1° gennaio 2001 è stato reso obbligatorio il regime del T.F.R.) e che non abbia fino ad oggi optato per l’adesione al fondo di previdenza complementare Perseo Sirio (che, lo ricordiamo, comporta automaticamente il passaggio al meccanismo del T.F.R.).

Ciò premesso, l’art. 85 sembra operare una distinzione tra il comma 1 (relativo all'acquisto) dove si usa l’espressione “per l'acquisto o la costruzione di alloggio destinato ad uso di abitazione propria o dei propri figli” e il comma 5 (relativo ai miglioramenti) dove invece si parla di “alloggio di proprietà in uso del dipendente o dei propri figli". Tale distinzione sembrerebbe consentire una casistica più ampia per la seconda opzione (miglioramenti) dove assume rilievo il solo requisito dell’uso e non anche dell’abitazione, ma – stante la previsione molto restrittiva del vostro regolamento – riteniamo che non si possa rinvenire nella nuova formulazione dell’art. 85 un’abrogazione implicita della disposizione regolamentare, che quindi resta operante. Peraltro, il tempo trascorso senza che sia emersa la necessità di porre mano al regolamento depone a favore di una conferma della volontà dell’ente nel disciplinare l’istituto secondo quanto a suo tempo stabilito.

Data di pubblicazione 08/06/2015 15:12
Data di aggiornamento 08/06/2015 15:22