Se la legge di conversione del DL 66/2004 sarà approvata così com'è, le modifiche introdotte sono, per quanto può interessare le CCIAA, quelle evidenziate in grassetto.

1. Le modifiche introdotte dal DL 66/2004 all'art.3, commi 57 e 57 bis della L.350/2003 avranno effetto dall'1.1.2004, fatti salvi gli effetti delle domande presentate prima della data di entrata in vigore dello stesso DL.

2. Il pubblico dipendente che sia stato sospeso dal servizio o dalla funzione e, comunque, dall'impiego o abbia chiesto di essere collocato anticipatamente in quiescenza a seguito di un procedimento penale conclusosi con sentenza definitiva di proscioglimento perché il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso o se il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero con decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato, anche se pronunciati dopo la cessazione dal servizio, e, comunque, nei cinque anni antecedenti la data di entrata della legge 350/2003, anche se già collocato in quiescenza alla stessa data, ha il diritto di ottenere dall'amministrazione di appartenenza, su propria richiesta, il prolungamento o il ripristino del rapporto di impiego, anche oltre i limiti di età previsti dalla legge, comprese eventuali proroghe, per un periodo pari a quello della durata complessiva della sospensione ingiustamente subita, anche in deroga ad eventuali divieti di riassunzione previsti dal proprio ordinamento, con il medesimo trattamento giuridico ed economico a cui avrebbe avuto diritto in assenza della sospensione.

3. Alle citate sentenze di proscioglimento sono equiparati i provvedimenti che dichiarano non doversi procedere per una causa estintiva del reato pronunciati dopo una sentenza di assoluzione del dipendente imputato perché il fatto non sussiste o perché non lo ha commesso o se il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato. Ove la sentenza irrevocabile di proscioglimento sia stata emanata anteriormente ai cinque anni antecedenti l'entrata in vigore della legge 350/2003, il pubblico dipendente può chiedere il riconoscimento del migliore trattamento pensionistico derivante dalla ricostruzione della carriera con il computo del periodo di sospensione dal servizio o dalla funzione o del periodo di sevizio non espletato per l'anticipato collocamento in quiescenza.

4. Ove il procedimento penale di cui all'art.3, comma 57 della L.350/2003, ricorrendo ogni altra condizione ivi indicata, si sia concluso con provvedimento di proscioglimento diverso dal decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato o sentenza di proscioglimento perché il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso o se il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, anche pronunciati dopo la cessazione dal servizio, l'amministrazione di appartenenza ha facoltà, a domanda dell'interessato, di prolungare e ripristinare il rapporto di impiego per un periodo di durata pari a quella della sospensione e del servizio non prestato, secondo le modalità indicate nel medesimo comma 57, purché non risultino elementi di responsabilità disciplinare o contabile all'esito di specifica valutazione che le amministrazioni competenti compiono entro dodici mesi dalla presentazione dell'istanza di riammissione in servizio.

5. Le domande di cui all'articolo 3, commi 57 e 57?bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono presentate all'amministrazione di appartenenza, a pena di decadenza, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione DL 66/2004 (18.3.2004). L'amministrazione provvede entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda di cui al comma 57 del citato articolo 3, ovvero dalla definizione del procedimento di cui al comma 57?bís del medesimo articolo.

6. Fatte salve le competenze delle regioni, le modalità per il ripristino del rapporto di lavoro per il personale di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono disciplinate con i CCNL (ai sensi del comma 3 dell'articolo 2 dello stesso decreto legislativo).