La bacheca di Unioncamere
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img/Aziende speciali_pag 1.jpgStrutture strategiche del Sistema camerale impegnate a gestire attività innovative ad alto valore aggiunto sul versante della promozione delle economie locali e del supporto allo sviluppo delle imprese. Sono le 127 Aziende Speciali delle Camere di commercio, riunitesi nei giorni scorsi a Frascati in occasione del VI incontro nazionale a loro dedicato. Un’opportunità preziosa per rafforzare la spinta propulsiva ad attivare strumenti intercamerali condivisi, far crescere l’omogeneità di approccio negli interventi promozionali, impostare interventi congiunti con altri enti pubblici. Ma pure un momento di approfondimento del ruolo, delle funzioni e dei compiti delle Aziende Speciali anche alla luce delle novità introdotte dalla recente riforma delle Camere di commercio, che le ha inserite a pieno titolo, in quanto “organismi strumentali”, tra i soggetti facenti parte del Sistema camerale. Ad oggi sono 78 le Camere di commercio che hanno costituito almeno un’Azienda Speciale e, di queste, ben 35 ne hanno fondata più di una. Perché, sempre di più, è attraverso queste strutture che le Camere di commercio riescono a realizzare un effetto “moltiplicatore” dell’efficacia degli interventi messi in atto a favore delle imprese. Secondo i dati emersi dall’Osservatorio Unioncamere più di un’Azienda Speciale su quattro opera su almeno 3 tipologie di attività, reperendo autonomamente oltre la metà delle entrate. E in media queste realtà “restituiscono al territorio” il 65 per cento delle entrate, a fronte di costi di struttura attestati intorno al 35 per cento delle uscite. Numeri che, in sintesi, indicano la forza trainante insita nella formula dell’Azienda Speciale, nonostante le incertezze operative derivanti dal precedente quadro normativo. Un assetto normativo che, oggi, il decreto di riforma ha reso finalmente più organico. Ha chiarito la natura giuridica, la struttura, i limiti di operatività delle Aziende Speciali, a integrazione delle indicazioni contenute nella legge 580 del 1993, nei regolamenti di contabilità del 1997 e del 2005 e in alcune circolari ministeriali. Ne ha ribadito il profilo in quanto strutture specializzate chiamate a gestire attività e servizi di competenza delle Camere, singole o associate. Proprio grazie alla riforma, infatti, molte delle più importanti attività svolte da questi organismi per conto degli enti camerali sono state trasformate in vere e proprie competenze affidate al Sistema camerale. Dalla regolazione del mercato alla promozione di innovazione e trasferimento tecnologico, dal supporto all’internazionalizzazione, dall’orientamento alle professioni. Su questi temi, le Aziende Speciali lavorano da tempo con impegno, sviluppando nel contempo importanti collaborazioni. E’ il caso dell’Accordo siglato a Torino sui temi dell’internazionalizzazione che ha consentito di creare una rete di strutture specializzate per valorizzare il Made in Italy all’estero. Come pure il network dei 25 laboratori camerali (Rete-Lab) che, dalla fine degli anni Novanta, hanno conseguito notevoli economie di scala e di specializzazione nell’accettazione dei campioni e nell’adozione delle metodologie di analisi. Una modalità, quella di lavorare in rete, che è nel DNA delle Camere di commercio e che la riforma intende sollecitare ulteriormente, stimolando il Sistema camerale a ricercare ambiti territoriali ottimali di operatività anche nell’utilizzo delle Aziende Speciali. E se l’iniziativa di Frascati è certamente uno strumento utile per andare in questa direzione, il Sistema camerale è pronto a raccogliere la disponibilità del Ministero dello Sviluppo Economico ad attivare congiuntamente un tavolo di approfondimento sugli aspetti attuativi delle norme in materia di Aziende Speciali. Risultati che verrebbero inseriti nel decreto di aggiornamento delle disposizioni del Regolamento di contabilità per le Camere di commercio.

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Anno 1 N. 2
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