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L'industria delle rinnovabili chiede alla UE di fissare nuovi obiettivi vincolanti per il 2030

In una lettera aperta indirizzata al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz e ai Ministri e Commissari UE che si occupano di clima ed energia, 67 società e associazioni attive nel mercato delle energie rinnovabili hanno chiesto all'Unione Europea di fissare degli obiettivi vincolanti da raggiungere entro il 2030, come parte di "una cornice normativa forte e ambiziosa per gli anni a venire".

I firmatari della lettera, redatta grazie all'opera di coordinamento dell'European Renewable Energy Council (EREC), ricordano agli organi decisionali dell'Unione Europea come la transizione verso un'economia sostenibile sia un'occasione fondamentale, da non perdere, per rilanciare la crescita e creare nuovi posti di lavoro.

Sottolineano, inoltre, come il Piano 20-20-20, grazie al quale ciascuno Stato membro della UE si è impegnato a trarre il 20% del proprio fabbisogno energetico dalle rinnovabili entro il 2020, abbia notevolmente incoraggiato gli investimenti.

Tra gli Stati europei più scettici nei confronti dell'iniziativa c'è il Regno Unito, che si oppone fermamente all'idea di fissare nuovi obiettivi comuni sul fronte energetico, sostenendo invece la necessità di continuare sulla via dell'impegno – un po' più generico – in favore di un dimezzamento delle emissioni.

Secondo il Governo di Londra, sempre molto cauto quando si tratta di discutere e negoziare con Bruxelles le politiche dell'Unione, questa strategia sarebbe più efficace, in quanto permetterebbe a ciascuno Stato di scegliere liberamente gli strumenti che ritiene più opportuni per diminuire la propria produzione di CO2, senza subire condizionamenti esterni.

In risposta a tale posizione di dissenso, la REA (Renewable Energy Association) ha sottolineato come, se venissero stabiliti degli obiettivi vincolanti sul fronte energetico da raggiungere entro il 2030, tutti i Paesi europei ne beneficierebbe, Regno Unito compreso, in particolare sul fronte degli investimenti e della creazione di nuovi posti di lavoro.

Oltre a EREC e REA, tra i firmatari della lettera aperta ci sono i nomi più importanti del panorama europeo delle rinnovabili, come EWEA (European Wind Energy Association), EREF (European Renewable Energy Federation), Solar Trade Association, Alstom, DONG Energy, Falck Renewables e AssoRinnovabili.

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Fonte: Greenbiz.it