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Sostenibilità: impegno diffuso in Csr, sempre più aziende utilizzano Uni Iso 26000

La Uni Iso 26000 viene utilizzata sempre di più dalle imprese italiane e multinazionali per integrare la Responsabilità Sociale (Csr) nelle strategie e nelle operazioni; la sua implementazione è affidata al Responsabile Csr, anche se spesso ad occuparsene è direttamente la direzione generale. Questi, in sintesi, gli elementi emersi dallo studio sull'implementazione in Italia della norma, che Uni e Fondazione Sodalitas hanno realizzato insieme e presentato oggi nel corso dell'evento ''Misurare per migliorare. Uni Iso 26000: approcci ed esperienze a confronto''. Le realtà che hanno preso parte alla rilevazione (87% imprese, 5% pubbliche amministrazioni, 4% Società di Ricerca e Consulenza, 4% altro) sono soprattutto grandi (44%); le aziende di medie dimensioni sono il 39%; il restante 17% del totale è rappresentato dalle piccole imprese. Secondo quanto emerso dalla ricerca di Uni e Fondazione Sodalitas, chi ha scelto di seguire i principi della Uni Iso 26000 lo ha fatto sia perchè considera questa norma un documento di rilevanza internazionale (48%) sia perché la ritiene uno strumento completo in termini di contenuti e di approccio integrato (39%) e modulabile nella sua implementazione (26%). La funzione responsabile dell'implementazione della Uni Iso 26000 nell'organizzazione è molto spesso il Responsabile Csr (48%), anche se non di rado questo processo viene seguito direttamente dalla direzione generale (30%). Meno frequente l'assegnazione del compito ai Responsabili Qualità/Sicurezza/Ambiente (22%) o ai Responsabili Risorse Umane (17%).

Fonte: Adnkronos