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Impegno responsabile

 E per un domani sostenibile c'è la "Carta di Milano", presentata alla vigilia di Expo, una sorta di Protocollo di Kyoto dell'alimentazione. Non un accordo intergovernativo ma un documento che comprende una lista di richieste rivolte ai governi per interventi legislativi finalizzati a rendere effettivo il diritto al cibo, come diritto umano fondamentale, e a tutelare le risorse naturali per assicurare ai popoli della terra un equo sviluppo. Per la prima volta nella sua storia una Esposizione universale promuove un atto di impegno verso i governi sollecitando azioni responsabili. Un lungo percorso iniziato con la giornata "L'Expo delle idee" che il 7 febbraio u.s. ha riunito all' Hangar Bicocca di Milano oltre 500 esperti di vari settori, suddivisi in 42 tavoli di lavoro, che hanno iniziato a porre le basi per la stesura della Carta. Un vero e proprio laboratorio di pensiero multidisciplinare sviluppatosi su quattro tematiche: sviluppo sostenibile, antropologia, agricoltura e alimentazione, sociologia urbana. La Carta di Milano è un manifesto collettivo, un atto politico e di sensibilizzazione globale sul ruolo del cibo e della nutrizione per una migliore qualità di vita. S'intende così trasformare i venti milioni di visitatori dell'esposizione universale di Milano in ambasciatori del cibo, il cibo come fonte di nutrizione e identità socio-culturale. Un documento di impegni di cittadinanza globale, perché la sottoscrizione è richiesta a persone di tutto il mondo ed è un'assunzione di responsabilità di fronte alle contraddizioni e ai paradossi del cibo che viene assunta da singoli, dalla società civile e dalle imprese. La Carta è strutturata su quattro target: i cittadini, con le loro azioni quotidiane; le associazioni, che raccolgono e diffondono le esigenze e le necessità della società civile; le imprese, che sono il cuore produttivo della nostra economia; i governi e le istituzioni (anche internazionali) che devono dare gli indirizzi politici. Il documento, che sarà consegnato al Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon in ottobre, in occasione della sua venuta a Milano, rappresenta un modello globale per la nutrizione: l'eredità di Expo Milano 2015. In particolare, il "protocollo sul sistema alimentare sostenibile" , ideato dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, si pone tre obiettivi principali: 1)-ridurre al 50% entro il 2020 l'attuale spreco alimentare nel mondo pari a oltre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile; 2)-limitare le speculazioni finanziarie e la quota dei terreni destinata alla produzione di biocarburanti a livello globale; 3)-compiere sforzi aggiuntivi per eliminare fame e malnutrizione da un lato e obesità dall'altro.

Fonte: prealpina.it