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Riqualificazione energetica: la sfida dell?edilizia "green" per le ristrutturazioni

La decima edizione di Klimahouse ha visto oltre 460 aziende espositrici e 38.200 visitatori. L’evento ha coinvolto non solo gli addetti ai lavori – architetti, progettisti, operatori del settore e istituzioni – ma sempre di più anche il pubblico, interessato a scegliere abitazioni a basso impatto energetico e ambientale. Se per le nuove costruzioni l’obiettivo dell’efficienza è ormai un obbligo di legge, non si può dire altrettanto per gli immobili non recenti. La parola d’ordine per i prossimi anni sembra quindi essere riqualificare l’esistente. Un’esigenza sottolineata di recente anche dall’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Dei circa 32 milioni di unità abitative presenti sul territorio nazionale, solo una percentuale compresa tra il 5 e il 7% si trova nelle classi energetiche più alte (A, B o C). La maggior parte di quanto è stato costruito negli anni del Dopoguerra dal punto di vista energetico lascia fortemente a desiderare e questo stato di fatto è evidenziato anche dal recente obbligo di certificazione energetica, il documento che attesta la classe di efficenza energetica degli immobili, da rilasciare in caso di affitto o di vendita. Per questo motivo in occasione di Klimahouse molte aziende hanno presentato soluzioni orientate al recupero e al risanamento degli edifici esistenti. Tra queste, sistemi di cappotto termico che utilizzano materiali naturali, soluzioni impiantistiche per il riscaldamento/raffrescamento degli edifici con produzione energetica da fonti rinnovabili e serramenti che soddisfano pienamente i requisiti delle case a basso consumo energetico. Tutte soluzioni adottabili in fase di ristrutturazione, oltre che di nuova costruzione. 

Fonte: cosedicasa.com