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I migliori comuni rinnovabili d'Italia

L’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi energetici: in tutti gli 8.047 comuni del nostro territorio è installato almeno un impianto solare fotovoltaico, e in 6.803 almeno un impianto solare termico. Sono dati incoraggianti quelli elaborati da Terna per il rapporto Comuni rinnovabili 2015 di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gse e il contributo del Gruppo Asja. Lo scorso anno le energie rinnovabili hanno provveduto a soddisfare il 38,2% dei consumi elettrici complessivi nazionali (con un 11% di incidenza del solare): la produzione di energia da fonti pulite, salita fino a 118 Twh rispetto agli 84,8 del 2012, ha permesso di ridurre considerevolmente le importazioni di combustibili fossili dall’estero.

Ma quali sono, nel dettaglio, i numeri di questi virata verso le rinnovabili? Per quanto riguarda l’energia solare, oltre all’en-plein dei comuni, spicca l’esempio di Macra, in provincia di Cuneo, che è in grado di coprire l’intero fabbisogno elettrico della comunità unicamente con gli impianti fotovoltaici installati, di potenza complessiva pari a 9,7 Mw.

Sono 700, invece, le realtà comunali che possono contare sull’energia eolica: 323 di queste, proprio grazie alle turbine installate, sono completamente autonome dal punto di vista energetico (anzi, l’energia prodotta è addirittura in eccesso). I consumi di quasi due milioni di famiglie sono invece coperti grazie al mini idroelettrico, 484 comuni sono dotati di impianti geotermici e ben 2.415 sfruttano le possibilità delle bioenergie.Legambiente ha voluto inoltre premiare una comunità che da anni si distingue per l’impegno sulle energie rinnovabili: si tratta della cittadina altoatesina di Campo Tures, energeticamente autonoma grazie a un mix di sette diverse tecnologie che sfruttano fonti pulite e attualmente al lavoro per portare a zero le emissioni di gas nocivi. La città di Forlì si è aggiudicata il premio Buona Pratica per l’innovazione, grazie all’inaugurazione del primo campo solare termico a concentrazione italiano a servizio delle industrie (realizzato con soli materiali riciclabili). Mentre Celle San Vito – provincia di Foggia – ha portato a casa il riconoscimento Buona Pratica per l’efficienza, per i suoi progetti di riqualificazione energetica di edifici già esistenti e per la realizzazione di nuovi impianti integrati in strutture edilizie.“Questi risultati dimostrano quanto oggi uno scenario energetico incentrato su fonti rinnovabili e efficienza energetica sia già realtà e nell’interesse di un Paese come l’Italia. – ha commentato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente -. Ora occorre aprire una seconda fase di questa rivoluzione energetica dal basso che possa cogliere tutte le opportunità legate alla riduzione dei costi delle tecnologie, eliminando tutte le barriere che oggi questi progetti si trovano di fronte”.

A questo proposito, il convegno di presentazione del rapporto ha voluto stilare una serie di punti fondamentali per il consolidamento e l’ulteriore sviluppo delle fonti rinnovabili, anche in vista della progressiva riduzione del peso sulle bollette degli incentivi legati agli impianti (complessivamente 800 milioni di euro in meno all’anno, a partire proprio dal 2015). Tra le proposte messe in evidenza, quella di includere la diffusione delle rinnovabili all’interno della strategia per ridurre le emissioni di anidride carbonica, obiettivo base del Green Act annunciato dal Governo per giugno; cancellare i sussidi alle fonti fossili e disincentivarne l’uso attraverso l’introduzione di una carbon tax; cancellare le barriere burocratico-legislative che ancora frenano l’autoproduzione dell’energia e investire nelle reti energetiche per modernizzare le reti di distribuzione 

Fonte: wired.it