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Finanziamenti ad imprese

Il Ministero dello Sviluppo economico mette a disposizione 250 milioni di euro complessivi di finanziamenti a tasso agevolato per progetti di ricerca e sviluppo che perseguono un obiettivo di crescita sostenibile, per promuovere un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva (nel seguito della nota, bando “industria sostenibile”).
Altri 150 milioni di euro di contributi sono destinati a progetti di ricerca e sviluppo nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione elettroniche e per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana (di seguito, bando “ICT”).
A prevedere tali agevolazioni sono due decreti ministeriali del 15 ottobre 2014, che stabiliscono le caratteristiche dei finanziamenti, dei progetti ammissibili e dei soggetti beneficiari. Le modalità di accesso ai finanziamenti sono dettagliate nel decreto direttoriale attuativo del 30 aprile 2015, di cui dà notizia un Comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 2015.
I progetti devono prevedere spese ammissibili comprese tra 5 milioni e 40 milioni di euro, per la realizzazione nel territorio italiano di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, che si sviluppano nell’ambito delle tematiche rilevanti.
Il bando “industria sostenibile” comprende tra le tematiche rilevanti: le costruzioni eco-sostenibili, con particolare riferimento all’efficienza energetica e sostenibilità delle costruzioni, nonché alla sicurezza dell’ambiente costruito; le tecnologie ambientali, in particolare per il rimedio e la protezione ambientale e per la gestione dell’ambiente naturale e del costruito; le tecnologie energetiche con particolare riguardo alle energie rinnovabili.
Possono beneficiare delle agevolazioni i seguenti soggetti:
a) le imprese che esercitano le attività di cui all’art. 2195 del codice civile, numeri 1) e 3), ivi comprese le imprese artigiane;
b) le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
c) le imprese che esercitano le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’art. 2195 del codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);
d) incentri di ricerca con personalità giuridica;
e) i soggetti di cui alle lettere a), b), c) e d) definiti imprese start-up innovative ai sensi dell’art. 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, come convertito in legge.
Il finanziamento è diretto a coprire una percentuale nominale delle spese ammissibili (tra cui costo del personale, di strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, di servizi di consulenza necessari allo sviluppo delle attività, ecc.) pari al 60% per le piccole e medie imprese, e pari al 50% per le imprese di grande dimensione.
Il finanziamento agevolato ha una durata massima di 8 anni, oltre un periodo di preammortamento di 3 anni, e prevede un tasso agevolato pari al 20% del tasso di riferimento stabilito dalla Commissione europea, comunque non inferiore allo 0,8%.
In aggiunta al finanziamento agevolato, per i migliori progetti è previsto anche un contributo diretto che può arrivare al 20% per le PMI e al 15% per le grandi imprese.
Il già citato decreto direttoriale attuativo regola le procedure per accedere ai finanziamenti, riassunte sinteticamente di seguito:
l’impresa presenta, in via telematica presso il sito https://fondocrescitasostenibile.mcc.it a partire dal 30 giugno prossimo per il bando “industria sostenibile” (25 giugno per il bando “ICT”), una istanza preliminare che viene valutata dal preposto Comitato al fine di individuare i progetti che sono in grado di determinare un rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo del Paese. Questa fase si conclude con un giudizio positivo o negativo che viene pubblicato sul sito internet del Ministero;
in caso di esito positivo l’impresa presenta in via telematica presso il suddetto sito la domanda di agevolazioni e la relativa documentazione;
viene eseguita, entro settanta giorni dalla domanda, una istruttoria tecnico-economica e finanziaria della domanda. L’istruttoria si conclude con un giudizio positivo o negativo.
in caso di esito negativo, il Ministero dà comunicazione all’impresa dei motivi ostativi all’accoglimento della domanda di agevolazioni. In caso di esito positivo, il Ministero svolge, entro quindici giorni dalla conclusione dell’istruttoria, la negoziazione con l’impresa finalizzata a massimizzare i risultati conseguibili dal progetto rispetto agli obiettivi dell’intervento agevolativo ed alla capacità propria del progetto stesso di incidere sullo sviluppo tecnologico del Paese;
sulla base degli esiti della negoziazione, l’impresa, entro trenta giorni dalla sottoscrizione del verbale conclusivo della negoziazione, presenta in via telematica la proposta definitiva e la documentazione progettuale che necessita modificare;
entro venti giorni dalla proposta definitiva, vengono concluse le verifiche istruttorie e, successivamente, il Ministero adotta il decreto di concessione provvisoria;
l’impresa avvia il progetto a partire dalla domanda di agevolazioni e, comunque, entro tre mesi dal decreto di concessione, e richiede le erogazioni per stato d’avanzamento, nel numero massimo di cinque, oltre l’ultima a saldo. La richiesta delle erogazioni per stato d’avanzamento è facoltativa, tranne quella relativa alla data intermedia di realizzazione del progetto, che è obbligatoria;
ultimato il progetto, entro trentasei mesi dalla data di inizio, il Ministero effettua verifiche di ordine contabile e tecnico sul programma ultimato;
in base agli esiti delle verifiche il Ministero adotta il decreto di concessione definitiva ed eroga il saldo dell’agevolazione concessa. 

Fonte: vivienna.it