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Milano Expo, dalla sostenibilità del cibo a quella dell'ambiente

Quando l’hanno lanciata sul mercato, dieci anni fa, la reazione è stata unanime: sorrisetti ironici. Rivenditori e clienti si chiedevano perché il brand francese di arredamento d’alta gamma Roche Bobois avesse deciso di creare un modello di libreria, Legend, costruita in modo eco-compatibile (e quindi più costosa da produrre). Oggi quello disegnato da Christophe Delcourt nel 2005 è uno dei mobili di punta scelti per il padiglione Francia, del quale la società è partner. «Avevamo visto giusto - analizza ora l’amministratore delegato Gilles Bonan - All’inizio il pubblico era scettico, ci prendevano per pazzi. A dieci anni di distanza la sostenibilità degli oggetti è diventata uno dei criteri che guidano i consumatori nella scelta». 

 I padiglioni «green»
La sostenibilità, a Expo, si declina anche così. A partire dal tema «Nutrire il pianeta, energia per la vita» molti dei padiglioni hanno sviluppato soluzioni ecocompatibili anche per le loro strutture architettoniche. Uno degli esempi più interessanti è il cemento bio-dinamico di Palazzo Italia che “mangia” lo smog e libera l’atmosfera dall’inquinamento. Ma anche il padiglione Francia ha scelto di puntare sulla sostenibilità, interpretando i due principi chiave ai quali si ispira lo spazio (saper vivere e rispettare il pianeta) in modo più green possibile. E per questo ha scelto di collaborare con Roche Bobois che, come racconta Bonan, «è un’azienda molto severa su queste tematiche. Ci siamo dati molte regole e le rispettiamo tutte, controllando sia la provenienza dei materiali per i nostri prodotti che tutte le fasi della filiera produttiva, trasporti compresi. Per noi la tracciabilità è sinonimo di controllo, anche sulla sostenibilità».


Focus su ecosostenibilità

Per l’azienda si tratta dell’esordio in un’Esposizione universale, anche se ha già partecipato a diverse manifestazioni internazionali legate all’arte e al design. Potrebbe però essere solo la prima di altre collaborazioni soprattutto se Parigi dovesse vincere la gara per ospitare l’Expo del 2025. Intanto, fra le prossime strategie, c’è anche il rafforzamento delle soluzioni green e pure una maggiore attenzione per l’Italia, dove è concentrato il 60% della produzione aziendale.
 

Fonte: www.milano.corriere.it