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Sostenibilità, l'Italia è 26esima su 34 Paesi dell'Ocse

 Disuguaglianza sociale a livelli record nei paesi industrializzati e non sembra arrestarsi. Il dieci per centro più ricco, in ventitrè paesi OCSE, possiede da solo quanto il restante 40 per cento più povero, circa nove volte tanto. Negli USA la differenza è di 1,7 volte, in Cile di 3,3. È quanto si legge in uno studio del think tank Bertelsmann Stiftung “Sustainable Development Goals: Are the rich countries ready?”. In vista del vertice straordinario ONU, dal 25 al 27 settembre prossimi a New York, durante il quale i paesi dovranno impegnarsi per gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) da raggiungere entro il 2030. «Spero che questo studio susciti dibattiti riformisti sullo sviluppo sostenibile e l'uguaglianza sociale in molti paesi industrializzati. Lo dobbiamo al nostro pianeta e ai suoi abitanti» afferma Kofi Annan nella premessa allo studio.

Obiettivi che però sembrano ancora molto lontani. I più vicini alla meta sono, Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia, seguite dalla Svizzera, la Germania si posiziona sesta. Agli ultimi posti gli USA, la Grecia, il Cile, l'Ungheria, la Turchia e il Messico.
«Con la nostra disuguaglianza sociale in crescita e lo spreco delle risorse, noi paesi ricchi non possiamo più essere un modello da imitare per il resto del mondo. Difficilmente possiamo dire ai paesi emergenti come svilupparsi » commenta Aart De Geus, presidente della fondazione Bertelsmann Stiftung.
Nella classifica generale, su trentaquattro paesi OCSE l'Italia arriva ventiseiesima.

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Fonte: Il Sole 24 Ore