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Ricerca "GreenItaly, un'idea di futuro per affrontare la crisi"

La green economy, intesa non solo come insieme delle attività direttamente connesse alle questioni ambientali, a cominciare da quella dei mutamenti climatici e degli impegni assunti dall’Italia in sede mondiale ed europea,può essere un tema, una chiave per ragionare sul futuro della nostra economia attraverso tutti i settori: dall’agroalimentare alle ceramiche, dalla nautica al turismo, alla meccatronica, dai settori tradizionali a quelli più innovativi.

Da un’indagine condotta da Unioncamere e Symbola – “GreenItaly, un’idea di futuro per affrontare la crisi”, presentata a Monterubbiano (FM) lo scorso 16 luglio (scaricabile a fondo pagina) - risulta che il 30% delle piccole e medie imprese italiane nella crisi puntano anche su scelte connesse alla green economy, con una percentuale che sale nelle imprese che esportano (33,6%), che sono cresciute economicamente anche nel 2009 (41,2%), che hanno elevato la qualità dei loro prodotti (44,3%).

E spesso sono azioni che si incrociano con una spinta per l’innovazione e per la valorizzazione delle qualità delle risorse umane. Le figure professionali coinvolte attraversano tutti i settori con picchi oltre il 50% tra i legislatori, dirigenti e imprenditori e più ancora (60,4%) tra artigiani, operai specializzati e agricoltori.

Questo Rapporto mette in luce le peculiarità di quello che si può definire come il modello italiano nella riconversione in senso ambientale dell’economia.

Con un forte impatto dal punto di vista occupazionale: considerando i ritmi di crescita delle assunzioni green, che solo nel 2009 sono state 200.000, si può stimare nei prossimi anni tra nuova occupazione e riqualificazione dell’esistente almeno un milione di posti di lavoro.

Redazione

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