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Sostenibilità: La Camera di commercio aderisce al manifesto di Assisi

La Giunta della Camera di commercio, all’unanimità, ha aderito al Manifesto di Assisi per promuovere l’agire sostenibile quale vero e proprio volano dello sviluppo e della creazione di valore per il sistema Paese.

Il Manifesto di Assisi, promosso da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, insieme a numerosi rappresentanti di istituzioni, del mondo economico e produttivo e della cultura, e di molti amministratori locali, nasce per sostenere lo sviluppo di un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica. Affrontare con coraggio la crisi climatica – si legge nel documento – non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere l’economia e la società italiane più competitive e capaci di produrre posti di lavoro affondando le radici, spesso secolari, in un modo di produrre legato alla qualità, alla bellezza, all’efficienza, alla storia delle città, alle esperienze positive di comunità e territori.

La sostenibilità – ambientale, sociale ed economica – è uno dei principi alla base del Piano pluriennale e delle attività della Camera di commercio. L’Ente di Largo Castello, per dare concretezza al proprio impegno sul tema della sostenibilità, partecipa anche al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, con l’Agenda 2030 e ha allo studio un pacchetto integrato di interventi e di politiche proprio a favore di imprese e professionisti della Green Economy, con l’obiettivo di attivare, in collaborazione con istituzioni ed associazioni imprenditoriali, iniziative volte a facilitare il trasferimento di conoscenze scientifiche e tecnologiche dalle Università, dal mondo della ricerca e delle professioni al tessuto delle piccole e medie imprese.

Il 24,4% del totale delle imprese ferraresi dell’industria e dei servizi ha investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale. Una propensione che abbraccia tutti i settori dell’economia locale – da quelli più tradizionali a quelli high tech, dall’agroalimentare all’edilizia, dalla manifattura alla chimica, dall’energia ai rifiuti – e che sale al 29% nel manifatturiero. L’orientamento green si conferma, dunque, un fattore strategico per la  provincia: alla green economy si deve poco meno del 10% del valore aggiunto del PIL provinciale, ed oltre il 6% delle assunzioni previste dalle imprese ferraresi per i prossimi mesi riguarderà figure professionali legate alla sostenibilità, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Tra le professioni più richieste dalle imprese, l’installatore di impianti termici a basso impatto, l’ingegnere energetico, l’auditor esperto in emissioni di gas serra in atmosfera, lo statistico ambientale, l’operatore marketing delle produzioni agroalimentari biologiche, il risk manager ambientale, l’ingegnere dell’emergenza, il progettista di architetture sostenibili, l’esperto in demolizione per il recupero dei materiali, l’esperto del restauro urbano storico, il serramentista sostenibile e l’esperto nella commercializzazione dei prodotti di riciclo.

Le aziende green hanno, inoltre, un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore al resto del sistema produttivo ferrarese: esportano nel 16,9% dei casi, a fronte dell’8,7% di quelle che non investono nel verde. Nella manifattura, il 41,4% contro il 23,5%. E sono più presenti nei mercati extra-europei. Ancora, le imprese green innovano di più delle altre: il 18% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi, contro il 9% delle non investitrici. Spinto da export e innovazione, il fatturato è aumentato, fra 2013 e 2014, nel 19% delle imprese che investono green, contro il 13% delle altre.

Fonte: www.ferraraitalia.it