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Green economy: cosa significa essere professionisti sostenibili?

Fondazione Symbola e Unioncamere hanno redatto un “quadro” sullo stato di salute del “mondo” green in Italia dal titolo “GreenItaly 2019”. Il modus operandi degli italiani è diretto verso il green ma, purtroppo, in maniera ancora non sufficiente per far fronte alle necessità che saranno sempre più contingenti.

Il trend, però, è incoraggiante: basti pensare che il numero delle aziende (soprattutto quelle guidate dagli under 35) che hanno, o stanno, investendo in attività green (come ad esempio limitare l’impatto ambientale, risparmiare energia, ecc.) sta aumentando (quasi 300 mila e dal 2015 al 2018 oltre 432 mila) e con esso la propensione all’innovazione (fortemente correlata con la sostenibilità).

In questo scenario è inevitabile che nascano “professioni green” cioè quelle chiamate a: produrre beni e servizi eco-sostenibili e ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. In numeri dimostrano come queste professioni siano sempre più richieste dal mercato del lavoro, rappresentando, al momento, il 13,4% del totale dell’occupazione complessiva e mostrando un tasso di crescita di circa il 4% (utile ricordare che il tasso di crescita delle “altre” professioni è inferiore all’1%).

Gli esperti di Pictet AM sottlineano che per “professionisti green” vanno intesi quei lavoratori che, di fatto, “ripensano” alla loro mansione con una metodologia, ed una mission, che punta dritta alla sostenibilità ambientale.

La maggior parte delle attuali figure professionali, quindi, cambieranno il proprio approccio e questo trend interessa, e interesserà, la maggior parte dei settori merceologici dal settore dell’energia a quello dei rifiuti, dall’informatica alle professioni giuridiche. Insomma il futuro del lavoro sarà, inevitabilmente sempre più green.