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Finanza speculativa e finanza etica: un corso per capire la differenza

Un corso intensivo per capire i meccanismi, specie quelli più oscuri, della grande finanza internazionale e per conoscere meglio la finanza etica cogliendo le differenze della sua proposta. A promuoverlo è la rivista Valori, mensile della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, che lo organizza a partire da sabato 15 gennaio per tre sabati consecutivi, più un fine settimana ai primi di febbraio (40 ore in totale).

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dedicato e c’è anche la possibilità di frequentare l’intero corso on line in modalità streaming. L’iscrizione può essere effettuata on line compilando questo modulo entro il 14 gennaio.

Molti i temi affrontati nel corso (dal titolo “Capire la finanza e la finanza etica”) tra cui ad esempio le distorsioni speculative dei mercati borsistici, i prodotti finanziari derivati, la finanziarizzazione dell’economia, le bolle finanziarie e le origini della crisi che stiamo vivendo, i fondi etici e l’azionariato attivo.

In un’intervista ad Andrea Di Turi del Blog di SoldiOnLine Andrea Di Stefano, direttore del mensile Valori, risponde ad alcune domande sul messaggio di fondo che questa nuova iniziativa intende lanciare.

D: Cosa c'è da capire nella finanza e nella finanza etica che le persone comuni, nel senso quelle non addette ai lavori, non sanno o magari solo sospettano e invece dovrebbero sapere?

R: Il profondo mutamento del ruolo della finanza nei sistemi economici ha già cambiato in modo radicale la vita delle persone. L'industria finanziaria ha raggiunto dimensioni tali da poter condizionare ogni momento della nostra vita, dall'acquisto di prodotti alimentari all'accesso ai servizi di assistenza sanitaria. Conoscere i meccanismi della finanza è indispensabile per poter poi scegliere proposte alternative come quella della finanza etica e dell'economia solidale.

D: Quanta distanza c'è tra la finanza “as usual” e la finanza etica, anche dopo la crisi?

R: Dopo la crisi una parte della finanza “istituzionale” ha scelto di adottare alcuni criteri che da sempre caratterizzano la finanza etica. Soprattutto in Nord Europa si stanno affermando una serie di strumenti rivolti specificatamente all'analisi delle responsabilità degli investimenti che permettono di contrastare i fenomeni più gravi di irresponsabilità (speculazione incontrollata, eccessiva propensione al rischio, corruzione o altre pratiche distorsive ecc.).

D: Cosa può fare il cittadino-risparmiatore per dire “no”, anche nel suo piccolo, al sistema finanziario che ci ha portato alla crisi?

R: Moltissimo. Per esempio evitando tutte quelle offerte che contribuiscono ad alimentare fenomeni incontrollati e incontrollabili del sistema finanziario come gli ETF sulle materie prime o altre forme di investimento (peraltro piuttosto rischiose) che agiscono su leve finanziarie derivate.

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