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Arrivano le foreste artificiali per assorbire la CO2

L’anidride carbonica – uno dei gas che più contribuiscono all’effetto serra e quindi al riscaldamento climatico – è in continuo aumento dai tempi della rivoluzione industriale. Intorno al 1700 questa sostanza prodotta dai combustibili fossili era presente nell’atmosfera con una concentrazione di 280 parti per milione, che oggi stanno per sfondare quota 400.

Le previsioni per il futuro sono rese più fosche dal fatto che il tasso di emissioni non accenna a frenare. Gli 8,7 miliardi di tonnellate di oggi, secondo le stime dell’Agenzia per l’energia statunitense, sono infatti destinati a diventare 12 nel 2030.

La soluzione? Foreste artificiali per depurare l’aria, assorbendo la CO2 in eccesso. L’idea è dell’Associazione degli ingegneri britannici, secondo i quali gli alberi artificiali sono lo strumento più efficace per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Si tratta di dispositivi apparentemente simili a pannelli solari, in grado di assorbire l’anidride carbonica sfruttando una particolare reazione chimica.

Più o meno come fanno i “veri” alberi, anche se le foreste artificiali sembrano essere molto più efficienti. Un castagno, ad esempio, impiega circa un anno, nonostante le sue foglie larghe, ad assorbire una tonnellata di CO2, mentre l’albero “finto” sembra in grado di raggiungere lo stesso risultato in appena un giorno.

Attualmente, i principali studi su questi dispositivi sono stati condotti dalla Columbia University, e hanno portato alla realizzazione, da parte della Global Research Technologies, di un prototipo che, secondo l’Associazione, sarebbe facile da produrre su larga scala nonché di semplice installazione. Gli alberi artificiali, infatti, potrebbero trovare posto ai margini delle strade, oppure all’interno di campi eolici o fotovoltaici.

I governi e le aziende – scrive l’Associazione degli ingegneri britannici in un comunicato – dovrebbero concentrare i finanziamenti su questa tecnologia, affinché si diffonda rapidamente e raggiunga una scala sufficientemente ampia da dare risultati concreti.

Ma come funzionano queste piante high tech? I prototipi realizzati finora contengono idrossido di sodio, una sostanza che, a contatto con l’aria, reagisce con l’anidride carbonica producendo carbonato di sodio.

Restano però diversi problemi. Il primo è quello di eliminare i prodotti di reazione. Finora si è pensato di stoccarli in grotte o cave a grandi profondità, ma il sistema si è rivelato particolarmente complesso, oltre che costoso.

Ma i problemi maggiori sono legati ai costi di produzione su grande scala degli alberi sintetici, anche se l’associazione è convinta che il costo di realizzazione di un singolo albero possa scendere fino a “soli” 20mila dollari. Non proprio spiccioli, tanto più che, secondo uno studio dell’Università del Colorado pubblicato su Environmental Science and Policy, solo per assorbire l’anidride carbonica emessa dalle auto americane sarebbe necessario investire ben 48 miliardi di dollari in foreste artificiali.

L’era dei boschi sintetici mangia CO2, a quanto pare, è ancora lontana. Ma la ricerca continua e non è detto che la tecnologia non permetta di abbattere i costi in un prossimo futuro.
 

Fonti: La Repubblica - Green Style