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Trieste, incontro su bonifiche e rilancio sostenibile del porto

Un incontro informativo sullo stato dell’arte delle bonifiche nell’ottica del rilancio sostenibile del porto e del territorio giuliano si è svolto nella Sala Maggiore della Camera di Commercio di Trieste tra il Gruppo di lavoro tecnico del Ministero dell’Ambiente, Associazioni di categoria e imprese.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Ente camerale, incaricato, da gennaio 2012, dalle Associazioni di categoria a rappresentare gli interessi delle imprese aderenti nell’ambito degli Accordi di programma inseriti nel protocollo “Rilancio sostenibile delle aree del Porto di Trieste”, sottoscritto fra Autorità Portuale di Trieste e Ministero dell’Ambiente, siglato nello scorso mese di dicembre.

“La Camera di Commercio ha da sempre, per troppi anni, seguito le problematiche legate alle bonifiche. Oggi, però, siamo a un punto importante. Il cronoprogramma dettato dal Ministro Clini prevede una forte accelerazione e un termine a inizio 2013. Le aziende e tutti gli attori coinvolti non possono rimanere in stallo o giungere impreparati. Ecco perché abbiamo voluto questo incontro, autorizzato dal Ministro stesso: un momento informativo per pianificare i prossimi passi e prevedere investimenti futuri”, ha spiegato Antonio Paoletti, Presidente camerale.

L’altro fronte su cui sta lavorando il gruppo ministeriale è quello strettamente legato all’accordo tra Associazioni di categoria ed Ente camerale, che si inserisce a sua volta nel protocollo tra Ministero e Autorità Portuale per il “rilancio sostenibile delle aree del porto di Trieste”.

Secondo Alessandro Baldacci, del Ministero dell’Ambiente, è necessario introdurre “forti elementi di innovazione tecnologica e sostenibilità, che non significa solo bonifiche ma anche, per esempio, efficienza energetica. Con queste caratteristiche il protocollo ci dà l’opportunità di aiutare, ove possibile, a raggiungere gli obiettivi, anche individuando fonti di finanziamento extra rispetto a quelle private, in particolare di fondi europei”.
 

Fonte: CdC Trieste