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Unioncamere Veneto: Energie rinnovabili: i progetti europei presentati alle Pubbliche Amministrazioni

Energie rinnovabili: Unioncamere del Veneto ha chiamato a raccolta le Pubbliche Amministrazioni per illustrare due progetti europei che mirano ad aumentare la produzione di “green energy” riqualificando aree marginali e promuovendo la riconversione di aree e singoli insediamenti industriali.

Martedì 2 ottobre, presso Unioncamere Veneto (PST Vega, via delle Industrie 19/D, Venezia), il convegno ha presentato i progetti M2RES “Da aree marginali a siti strategici per la produzione di energia rinnovabile” e GBE Factory “Edifici industriali e commerciali di seconda generazione. Le fonti rinnovabili al servizio della competitività e dell'ambiente”. L’obiettivo è stato quello di coinvolgere le Pubbliche Amministrazioni sui processi decisionali che possono portare alla creazione di opportunità per la produzione di energia pulita e rinnovabile, come dimostreranno interessanti e avveniristiche iniziative già avviate, o in fase d’avvio, in diversi comuni Italiani.

Il convegno era suddiviso in due sessioni: dalle ore 10 dedicata a M2RES; dalle ore 14 a GBE-Factory.

L’obiettivo di M2Res è riqualificare aree marginali come discariche, cave a cielo aperto, miniere, ex aree militari, siti contaminati attraverso programmi d’investimento nel fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermico, biogas. Il progetto vede partecipare Italia, Slovenia, Grecia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Austria, Montenegro, Serbia, Albania attraverso agenzie per l’energia, centri di ricerca, sistema camerale e sistema bancario. Fra i casi più emblematici in Veneto c’è Roncajette di Ponte San Nicolò, alle porte di Padova, dove quella che un tempo era solo una discarica di rifiuti urbani è diventata una centrale energetica che contribuisce a far viaggiare il tram di Padova. Dismessa nel 1999, l’area è stata oggetto di una riqualificazione da parte dell’Ente di Bacino Padova 2, che ha previsto, ad integrazione del recupero energetico del biogas, la valorizzazione energetica dell’area grazie all’istallazione di un impianto fotovoltaico da 1 MWp (prevista l’istallazione di un altro MWp). L’energia prodotta annualmente è di circa 1.280.000 KWh, pari al 20% dell’energia consumata dalla linea del tram di Padova in un anno. Altre esperienze d’interesse sono state realizzate in Toscana ed Emilia Romagna.

Il progetto GBE Factory promuove l’inserimento di impianti singoli o combinati per la produzione di energia rinnovabile (cogenerazione, biomasse, solare-termico, fotovoltaico, geotermico, biogas) in edifici industriali e commerciali di nuova costruzione o frutto di riqualificazione. L’obiettivo è promuovere l’alimentazione delle aziende o uffici della stessa area industriale o commerciale da parte di impianti singoli o combinati che forniscano fornire energia elettrica e calore rinnovabili sia per il condizionamento dei locali che per l’alimentazione delle attività produttive. Il progetto vede partecipare enti pubblici e organizzazioni di Italia, Germania, Austria, Slovacchia, Bulgaria. Alcuni esempi sono Reggio Emilia, ove il recupero edilizio di un edificio commerciale si è sposato con un’iniziativa di mobilità elettrica per la logistica urbana, ma soprattutto il tetto fotovoltaico più grande d’Italia realizzato a Padova nell’area della Zona Industriale. Ultimato nel 2010, produce 12,3 milioni di Watt attraverso i pannelli installati sui tetti di 18 edifici adibiti a magazzini e 7 pensiline adibite al parcheggio auto, fornendo energia elettrica rinnovabile a circa 4.000 famiglie.

Tra le altre iniziative dei due progetti si è parlato anche del ripristino delle aree contaminate di Marghera e del recupero di scarti di produzione sempre in riferimento alle energie rinnovabili.

 

 

Fonte: Unioncamere Veneto