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In arrivo 6 miliardi di incentivi dall'Ue per le rinnovabili

 L'Unione Europea è pronta a stanziarli nell'ambito delle risorse destinate al programma Horizon 2020, per lo sviluppo e la ricerca sulle energie rinnovabili.

La decisione è arrivata dalla commissione Itre (Industria, Trasporto ed Energia) del Parlamento europeo, presieduta da Amalia Sartori (Pdl) nel quadro della discussione sui fondi destinati a ricerca e sviluppo del prossimo bilancio dell'Unione europea 2014-2020.

Gli europarlamentari hanno deciso a maggioranza che il 75% dei fondi destinati alla ricerca e allo sviluppo debbano essere utilizzati per la costruzione di nuovi impianti, per l'efficienza energetica, la realizzazione di reti intelligenti e i sistemi di stoccaggio.

Nel presentare Horizon 2020, la commissaria europea per la Ricerca, l'innovazione e la scienza Máire Geoghegan-Quinn aveva dichiarato in una nota: "serve una nuova visione della ricerca e dell'innovazione europee in un contesto economico radicalmente mutato. Horizon 2020 stimola direttamente l'economia e ci garantisce la base scientifica e tecnologica e la competitività industriale per il futuro, con la promessa di una società più intelligente, sostenibile e inclusiva".

Per la prima volta Horizon 2020 raggruppa l'insieme degli investimenti dell'UE per la ricerca e l'innovazione in un programma unico. Mette maggiormente in rilievo le possibilità di tradurre il progresso scientifico in prodotti e servizi innovativi che offrano opportunità imprenditoriali e cambino in meglio la vita dei cittadini. Nel contempo riduce drasticamente le formalità burocratiche semplificando norme e procedure per attirare più ricercatori di punta e una gamma più ampia di imprese innovative.

I finanziamenti offerti dal programma saranno di più facile accesso grazie all'architettura semplificata del programma, ad una serie unica di regole e a meno formalità amministrative. In pratica, Orizzonte 2020 vorrà dire una radicale semplificazione dei rimborsi grazie ad un tasso forfettario unico per i costi indiretti e due soli tassi di finanziamento, rispettivamente per la ricerca e per le attività vicine al mercato. Ma è previsto anche un unico punto d'accesso per i partecipanti, meno oneri burocratici nella preparazione delle proposte e niente controlli o revisioni inutili.

Uno degli obiettivi chiave è ridurre i tempi di ricevimento dei finanziamenti, in seguito alla domanda di sovvenzione, di circa 100 giorni in media, il che significa l'avvio più rapido dei progetti.

Commentando in modo positivo la decisione, l'Ewea (Energy Wind European Association) sottolinea anche che la Commissione ha dedicato per la prima volta, come da tempo richiesto dalla lobby, una specifica linea di bilancio all'energia eolica. Prospettiva che, insieme al 15% destinato al Programma Europeo per l'Energia Intelligente, fa vedere all'industria delle rinnovabili un orizzonte roseo almeno fino al 2020.

Fonte: Greenbiz.it