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Le rinnovabili italiane sbarcano oltre confine

 Dopo i maxi-incentivi che hanno portato il fotovoltaico italiano in cima al mondo, con una corsa senza sosta fino al 2011, il 2012 post maxi-taglio dei sussidi pubblici ha provocato la chiusura di molte aziende e il taglio di migliaia di posti di lavoro. Ora il mercato sta cambiando, con l'internazionalizzazione del business più accentuata. «Il 2013 è iniziato con lo stesso trend di fine 2012, con una crescita degli impianti residenziali decisamente più sostenuta rispetto a quelli commerciali», spiega Valerio Natalizia, presidente di Gifi, il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane aderente a Confindustria Anie.

Il grosso freno, per gli impianti oltre i 12 kilowatt, è rappresentato dall'obbligo di registrazione introdotto dal Quinto conto energia. L'installato, nel primo trimestre 2013, è stato di oltre 300 megawatt «e per l'intero anno si può prevedere un valore di 1,5-2 gigawatt» che si confronta con il boom incredibile (con eccessi speculativi contro cui è intervenuta la normativa) del 2011: 7 gigawatt. «Sul residenziale le previsioni sono buone anche per il futuro - continua Natalizia -. Dopo il Quinto conto energia ci saranno detrazione fiscale e scambio sul posto. Sugli impianti un po' più grandi, per la copertura dei capannoni industriali, siamo invece in attesa di una delibera che sblocchi il nodo Seu (sistemi efficienti di utenza)». Dal punto di vista industriale, «credo che assisteremo a una concentrazione del mercato».

Una fase che stanno attraversando anche grossi nomi delle rinnovabili in Europa. Il settore resta decisamente promettente per il futuro, come indicano tutti i report più importanti. Eppure sta subendo uno scossone fortissimo, in particolare il fotovoltaico, per via di un eccesso di produzione rispetto alla domanda energetica asfittica in tempi di crisi che ha portato alla clamorosa bancarotta del numero uno al mondo Suntech. Non solo, colossi come Bosch e Siemens hanno chiuso le loro attività nel fotovoltaico. Ci sono, però, elementi che vanno in un'altra direzione, dimostrando che per il settore c'è ancora interesse, come l'acquisizione dell'americana Power One, per oltre un miliardo di dollari, realizzata da parte del colosso svizzero dell'automazione Abb. Al centro dei giochi c'è il maxi-impianto produttivo di inverter a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo.

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Fonte: Il Sole 24 Ore