Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Fase 3: due imprese su cinque contano di recuperare entro il 2020  ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4534C160S123/fase-3--due-imprese-su-cinque-contano-di-recuperare-entro-il-2020 .htm Fri, 07 Aug 2020 11:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4534C160S123/fase-3--due-imprese-su-cinque-contano-di-recuperare-entro-il-2020 .htm L’emergenza non è ancora finita ma le imprese già guardano al domani. Anche se permane un clima di incertezza, sono 600 mila le aziende che contano di recuperare risultati operativi accettabili entro fine anno. Mentre per ulteriori 580 mila bisognerà aspettare il 2021 per superare questo passaggio difficile.

E’ quanto risulta da un approfondimento del sistema informativo Excelsior su un universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per  indagare sugli  impatti del  lockdown e sulle strategie per i prossimi mesi e i tempi previsti per la ripresa.

Secondo l’indagine soltanto 180 mila imprese (il 13,1% del totale) non ha subito contraccolpi produttivi e perdite economiche significative nel corso del lockdown, a fronte di quasi l’85% delle aziende che non ha ancora potuto assorbire le ripercussioni della crisi.

A presentarsi più preparate a superare le barriere fisiche imposte nella fase del lockdown, sono state le imprese che hanno adottato piani integrati di digitalizzazione. Il 15,3% di queste dichiara di non aver subito perdite nel periodo del lockdown e sembra poter guardare ad un recupero relativamente meno lontano nel tempo avendo potuto adattare più rapidamente la propria organizzazione ai cambiamenti repentini determinati dalla crisi da Covid-19. Al contrario, l’insufficiente o parziale impegno negli investimenti digitali è un fattore che porta le imprese a valutare tempi di ripresa più lunghi e a riportare maggiori difficoltà nella gestione finanziaria delle fasi dell’emergenza sanitaria.


Aver potuto riprendere le attività immediatamente dopo la fase di più stretto lockdown fa sì che le imprese delle costruzioni mostrino la migliore aspettativa di recupero tra tutti i principali macro-settori. Per quasi un sesto degli operatori il superamento delle difficoltà è atteso entro fine luglio e per un ulteriore 9% entro la fine di ottobre, sebbene la quota di quelli che non hanno subito perdite nel periodo di sospensione obbligata è piuttosto contenuta (intorno al 7%). 

Situazione più critica invece per le imprese del settore turistico. Ben il 63,1% di queste imprese ritiene di poter tornare a livelli di attività adeguati solo in tempi lunghi – non prima del primo semestre del 2021. E soltanto il 6,2% (la quota più contenuta tra tutti i macro-settori) degli operatori del comparto prevede il ritorno a condizioni accettabili entro il mese di ottobre. A pesare in particolare sono gli effetti della perdita del volume di affari per la chiusura delle attività, con tempistiche più lunghe rispetto ad altri settori, e l’inevitabile protrarsi delle limitazioni nei flussi turistici dall’estero, oltre agli effetti depressivi legati al generalizzato calo dei redditi sia sul fronte interno che internazionale.

Una situazione analoga, anche se a tinte meno fosche, è quella prospettata dalle imprese del commercio. Una su due teme infatti che gli effetti dell’emergenza Covid-19 della primavera 2020 possano durare per oltre un anno. A fare la differenza anche in questo caso sono soprattutto l’aumento delle difficoltà economiche per molti nuclei familiari, che ne riducono la capacità di spesa, oltre alle modifiche delle abitudini di spesa dei consumatori a seguito delle misure di contenimento. 

Migliori capacità di reazione si evidenziano, invece, per le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi assistenziali privati (con il 63,5% degli operatori che già nel 2020 conta di raggiungere un pieno recupero), dell’istruzione e dei servizi formativi privati (con il 17,4% delle strutture che traguarda alla fine di ottobre i tempi del recupero). 

Nel manifatturiero sono invece i settori della meccanica, elettrico, elettronico e della chimica-farmaceutica a contare di poter contenere entro la fine del 2020 gli effetti più pesanti delle restrizioni indotte dalla pandemia. 

Le imprese del Centro Italia mettono in luce un quadro di attese peggiori sulla capacità di recupero: 130 mila imprese potrebbero arrivare al 2021 con ancora difficoltà nei fatturati. Ma sono complessivamente quasi 173 mila le imprese del Sud e Isole che prevedono di poter recuperare solo nel lungo periodo.

 


 

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L’emergenza non è ancora finita ma le imprese già guardano al domani. Anche se permane un clima di incertezza, sono 600 mila le aziende che contano di recuperare risultati operativi accettabili entro fine anno. Mentre per ulteriori 580 mila bisognerà aspettare il 2021 per superare questo passaggio difficile.

E’ quanto risulta da un approfondimento del sistema informativo Excelsior su un universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per  indagare sugli  impatti del  lockdown e sulle strategie per i prossimi mesi e i tempi previsti per la ripresa.

Secondo l’indagine soltanto 180 mila imprese (il 13,1% del totale) non ha subito contraccolpi produttivi e perdite economiche significative nel corso del lockdown, a fronte di quasi l’85% delle aziende che non ha ancora potuto assorbire le ripercussioni della crisi.

A presentarsi più preparate a superare le barriere fisiche imposte nella fase del lockdown, sono state le imprese che hanno adottato piani integrati di digitalizzazione. Il 15,3% di queste dichiara di non aver subito perdite nel periodo del lockdown e sembra poter guardare ad un recupero relativamente meno lontano nel tempo avendo potuto adattare più rapidamente la propria organizzazione ai cambiamenti repentini determinati dalla crisi da Covid-19. Al contrario, l’insufficiente o parziale impegno negli investimenti digitali è un fattore che porta le imprese a valutare tempi di ripresa più lunghi e a riportare maggiori difficoltà nella gestione finanziaria delle fasi dell’emergenza sanitaria.


Aver potuto riprendere le attività immediatamente dopo la fase di più stretto lockdown fa sì che le imprese delle costruzioni mostrino la migliore aspettativa di recupero tra tutti i principali macro-settori. Per quasi un sesto degli operatori il superamento delle difficoltà è atteso entro fine luglio e per un ulteriore 9% entro la fine di ottobre, sebbene la quota di quelli che non hanno subito perdite nel periodo di sospensione obbligata è piuttosto contenuta (intorno al 7%). 

Situazione più critica invece per le imprese del settore turistico. Ben il 63,1% di queste imprese ritiene di poter tornare a livelli di attività adeguati solo in tempi lunghi – non prima del primo semestre del 2021. E soltanto il 6,2% (la quota più contenuta tra tutti i macro-settori) degli operatori del comparto prevede il ritorno a condizioni accettabili entro il mese di ottobre. A pesare in particolare sono gli effetti della perdita del volume di affari per la chiusura delle attività, con tempistiche più lunghe rispetto ad altri settori, e l’inevitabile protrarsi delle limitazioni nei flussi turistici dall’estero, oltre agli effetti depressivi legati al generalizzato calo dei redditi sia sul fronte interno che internazionale.

Una situazione analoga, anche se a tinte meno fosche, è quella prospettata dalle imprese del commercio. Una su due teme infatti che gli effetti dell’emergenza Covid-19 della primavera 2020 possano durare per oltre un anno. A fare la differenza anche in questo caso sono soprattutto l’aumento delle difficoltà economiche per molti nuclei familiari, che ne riducono la capacità di spesa, oltre alle modifiche delle abitudini di spesa dei consumatori a seguito delle misure di contenimento. 

Migliori capacità di reazione si evidenziano, invece, per le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi assistenziali privati (con il 63,5% degli operatori che già nel 2020 conta di raggiungere un pieno recupero), dell’istruzione e dei servizi formativi privati (con il 17,4% delle strutture che traguarda alla fine di ottobre i tempi del recupero). 

Nel manifatturiero sono invece i settori della meccanica, elettrico, elettronico e della chimica-farmaceutica a contare di poter contenere entro la fine del 2020 gli effetti più pesanti delle restrizioni indotte dalla pandemia. 

Le imprese del Centro Italia mettono in luce un quadro di attese peggiori sulla capacità di recupero: 130 mila imprese potrebbero arrivare al 2021 con ancora difficoltà nei fatturati. Ma sono complessivamente quasi 173 mila le imprese del Sud e Isole che prevedono di poter recuperare solo nel lungo periodo.

 


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Fase 3: oltre 51 milioni per le Pmi con voucher 4.0 in tre anni. PID, assistite già oltre 200mila imprese ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4533C160S123/fase-3--oltre-51-milioni-per-le-pmi-con-voucher-4-0-in-tre-anni--pid--assistite-gią-oltre-200mila-imprese.htm Wed, 05 Aug 2020 11:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4533C160S123/fase-3--oltre-51-milioni-per-le-pmi-con-voucher-4-0-in-tre-anni--pid--assistite-gią-oltre-200mila-imprese.htm Oltre 51 milioni di euro attraverso voucher per la digitalizzazione delle imprese. E’ quanto mettono a disposizione degli imprenditori le Camere di commercio per il triennio 2020-2022 per finanziare il passaggio al 4.0. 

Sale così a oltre 110 milioni la dote complessiva che il sistema camerale ha messo sul piatto per le imprese in poco più di tre anni attraverso i Punti impresa digitale (Pid) realizzati per facilitare la transizione al digitale del tessuto imprenditoriale. Un passaggio oramai necessario per affrontare la sfida della ripartenza dopo la prima fase dell’emergenza Coronavirus. E per questo le Camere stanno lavorando per mettere in campo altre risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste per il 2020.

“In questi tre anni, attraverso i Pid, abbiamo aiutato oltre 200mila imprese a scoprire i vantaggi della digitalizzazione supportandole con servizi mirati nell’adozione delle tecnologie abilitanti e dei nuovi modelli di business 4.0”. E’ quanto sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che aggiunge: “Spingere sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine. Per questo è fondamentale intervenire in maniera massiccia su questo tema a sostegno della ripresa della nostra economia”.

I voucher potranno essere spesi per l’acquisto di beni e servizi strumentali – inclusi dispositivi e spese di connessione – consulenza e formazione focalizzati sulle competenze e tecnologie digitali in attuazione del Piano Transizione 4.0. E per sostenere le PMI nella difficile fase di emergenza post COVID-19, potranno coprire anche le spese di gestione finalizzate a consentire alle imprese il recupero di liquidità o ad accedere a forme di finanziamento per la realizzazione di progetti di digitalizzazione.

L’impegno dei Pid è stato importante per le imprese anche nel periodo del lockdown: più di 80mila imprenditori hanno seguito tutorial, 4mila hanno partecipato a oltre 100 webinar formativi e avuto accesso ai servizi di assistenza in materia di smartworking e per la riconversione del business sull’online; 1.300 hanno effettuato il test di maturità digitale delle propria impresa (con picchi di crescita ad aprile del 54% rispetto ai mesi precedenti), aiutati dai 200 giovani digital promoter per avere supporto sui motori di ricerca e sulle principali piattaforme di e-commerce.

E per portare a vendere online un numero sempre maggiore di imprese, sono in corso di attivazione accordi con player nazionali e internazionali che gestiscono marketplace per dare la possibilità alle imprese di accedere a condizioni agevolate a nuovi canali di vendita (o di integrare quelli già avviati) compatibili ai mutati contesti di vita e stili di consumo.

Inoltre per intercettare e promuovere casi di successo e buone pratiche di “rinascita digitale”, i PID hanno lanciato la nuova edizione del Bando “Top of the PID” che quest’anno sarà dedicato a individuare progetti di innovazione digitale che possono aiutare le imprese nella ri-partenza economica e, al contempo, favorire la diffusione di innovazioni, idee e nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale che possono derivarne.

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Oltre 51 milioni di euro attraverso voucher per la digitalizzazione delle imprese. E’ quanto mettono a disposizione degli imprenditori le Camere di commercio per il triennio 2020-2022 per finanziare il passaggio al 4.0. 

Sale così a oltre 110 milioni la dote complessiva che il sistema camerale ha messo sul piatto per le imprese in poco più di tre anni attraverso i Punti impresa digitale (Pid) realizzati per facilitare la transizione al digitale del tessuto imprenditoriale. Un passaggio oramai necessario per affrontare la sfida della ripartenza dopo la prima fase dell’emergenza Coronavirus. E per questo le Camere stanno lavorando per mettere in campo altre risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste per il 2020.

“In questi tre anni, attraverso i Pid, abbiamo aiutato oltre 200mila imprese a scoprire i vantaggi della digitalizzazione supportandole con servizi mirati nell’adozione delle tecnologie abilitanti e dei nuovi modelli di business 4.0”. E’ quanto sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che aggiunge: “Spingere sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine. Per questo è fondamentale intervenire in maniera massiccia su questo tema a sostegno della ripresa della nostra economia”.

I voucher potranno essere spesi per l’acquisto di beni e servizi strumentali – inclusi dispositivi e spese di connessione – consulenza e formazione focalizzati sulle competenze e tecnologie digitali in attuazione del Piano Transizione 4.0. E per sostenere le PMI nella difficile fase di emergenza post COVID-19, potranno coprire anche le spese di gestione finalizzate a consentire alle imprese il recupero di liquidità o ad accedere a forme di finanziamento per la realizzazione di progetti di digitalizzazione.

L’impegno dei Pid è stato importante per le imprese anche nel periodo del lockdown: più di 80mila imprenditori hanno seguito tutorial, 4mila hanno partecipato a oltre 100 webinar formativi e avuto accesso ai servizi di assistenza in materia di smartworking e per la riconversione del business sull’online; 1.300 hanno effettuato il test di maturità digitale delle propria impresa (con picchi di crescita ad aprile del 54% rispetto ai mesi precedenti), aiutati dai 200 giovani digital promoter per avere supporto sui motori di ricerca e sulle principali piattaforme di e-commerce.

E per portare a vendere online un numero sempre maggiore di imprese, sono in corso di attivazione accordi con player nazionali e internazionali che gestiscono marketplace per dare la possibilità alle imprese di accedere a condizioni agevolate a nuovi canali di vendita (o di integrare quelli già avviati) compatibili ai mutati contesti di vita e stili di consumo.

Inoltre per intercettare e promuovere casi di successo e buone pratiche di “rinascita digitale”, i PID hanno lanciato la nuova edizione del Bando “Top of the PID” che quest’anno sarà dedicato a individuare progetti di innovazione digitale che possono aiutare le imprese nella ri-partenza economica e, al contempo, favorire la diffusione di innovazioni, idee e nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale che possono derivarne.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ DL semplificazioni: le proposte del sistema camerale al Parlamento ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4530C160S123/dl-semplificazioni--le-proposte-del-sistema-camerale-al-parlamento.htm Mon, 03 Aug 2020 14:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4530C160S123/dl-semplificazioni--le-proposte-del-sistema-camerale-al-parlamento.htm Un piano per rendere più facile e snello il rapporto fra imprese e pubblica amministrazione. E’ quello proposto dalle Camere di commercio italiane al Parlamento, dove è in discussione il Dl sulle Semplificazioni. Le proposte riguardano, fra l’altro, il miglioramento dei Suap assicurando l’interoperabilità con il Registro delle imprese; alcune semplificazioni degli adempimenti al Registro delle imprese; il superamento dell’attuale procedura sulla riabilitazione per i protestati; semplificazioni per le imprese virtuose che decidono di certificarsi; estensione dell’ambito di applicazione della mediazione obbligatoria per quanto riguarda la giustizia alternativa. 


Ecco in sintesi le misure proposte in un documento consegnato alle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato.

Suap
Secondo il sistema camerale bisogna arrivare in un anno alla reale interoperabilità tra Sportello Unico per le Attività Produttive e Registro delle imprese, REA e fascicolo informatico d’impresa, delegando ai Ministeri competenti e all’AgID l’emanazione delle specifiche tecniche per consentire il dialogo tra i sistemi operativi. Ciò consentirebbe di semplificare la comunicazione di avvio dell’attività economica attraverso il fascicolo informatico d’impresa. Basterà un’unica comunicazione dell’impresa alla Camera di commercio che dovrà trasmetterla ai SUAP, i quali provvedono poi a darne notizia alle altre pubbliche amministrazioni coinvolte che potranno poi visionare e acquisire la documentazione dal fascicolo informatico d’impresa. La stessa proposta attuativa dell’avvio può essere estesa secondo la Camere anche alle cessazioni di attività economica, sempre puntando sull’interoperabilità dei sistemi e sull’attuazione concreta del Punto Unico di Accesso. 

Adempimenti Registro delle imprese
Due le linee di intervento principali su questa tematica. La prima prevede la cancellazione d’ufficio dell’impresa in fase di liquidazione (se non vi sono opposizioni) eliminando un adempimento dei liquidatori che spesso viene omesso e che lascia nel registro molte società di capitali di fatto già liquidate. La seconda proposta mira a estendere anche alle Spa l'immediata iscrizione nel Registro imprese all'arrivo della richiesta dell’atto notarile, come già avviene per le Srl, spostando ex post la fase di controllo e verifica del giudice del Registro.

Fascicolo di impresa
Il sistema camerale propone di chiarire ed ampliare la disciplina relativa al fascicolo di impresa che ha attribuito alle Camere di commercio la responsabilità della sua costituzione e gestione.

Protesti
Viene auspicato il superamento della procedura, attualmente affidata ai Tribunali, della riabilitazione dei protesti cambiari spostandola presso le Camere di commercio che diventano l’unico ente di riferimento per il protestato, il quale non dovrà più presentare due domande in due enti diversi – non più anche al Tribunale - per cancellarsi definitivamente dal registro informatico dei protesti con duplicazione di tempo e doppie spese da sostenere. Viene avanzata inoltre la proposta di procedere all’eliminazione della competenza nella levata dei protesti degli ufficiali giudiziari e aiutanti ufficiali giudiziari in modo da convogliare l’impegno degli uffici giudiziari nelle attività più prettamente di giustizia. Già oggi oltre il 90% dei protesti sono levati dai notai. In aggiunta le Camere di commercio propongono la transizione della cambiale dal formato cartaceo al formato elettronico con conseguente dematerializzazione del suo protesto e più facile presentazione telematica delle domande di cancellazione delle cambiali.


Controlli sulle imprese
Si propone una misura di semplificazione per le imprese, premiando quelle più virtuose che hanno scelto di certificarsi, inserendo nel Registro delle imprese l’elenco delle aziende a cui è stata rilasciata la conformità a norme dagli organismi di certificazione accreditati, in modo da renderle pubbliche. Si permetterebbe così anche di ottimizzare i controlli concentrandoli maggiormente su aziende che presentano rischi concreti (in materia di sicurezza alimentare; sicurezza sui luoghi di lavoro; tutela ambientale).

Giustizia alternativa
In questo campo le Camere di commercio propongono di chiarire l’ambito di applicazione della procedura di negoziazione assistita e di introdurre nuove materie per la condizione di procedibilità in particolare quelle di competenza del Tribunale delle imprese. Il sistema camerale inoltre avanza la proposta di estendere l’ambito di applicazione della mediazione ad una serie di controversie di natura commerciale e in particolare: ai contratti di opera, di opera professionale, di appalto privato, di fornitura e di somministrazione, di franchising,  di leasing, concorrenza sleale non interferente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale,  di trasferimento di partecipazioni sociali, rapporti sociali inerenti le società di persone.

Ambiente
In materia ambientale inoltre si propone di digitalizzare il formulario di identificazione del rifiuto semplificando gli adempimenti relativi alla tracciabilità dei rifiuti e di rendere il MUD una vera dichiarazione unica ambientale concentrando su questo strumento una serie di adempimenti oggi molto frammentati.

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Un piano per rendere più facile e snello il rapporto fra imprese e pubblica amministrazione. E’ quello proposto dalle Camere di commercio italiane al Parlamento, dove è in discussione il Dl sulle Semplificazioni. Le proposte riguardano, fra l’altro, il miglioramento dei Suap assicurando l’interoperabilità con il Registro delle imprese; alcune semplificazioni degli adempimenti al Registro delle imprese; il superamento dell’attuale procedura sulla riabilitazione per i protestati; semplificazioni per le imprese virtuose che decidono di certificarsi; estensione dell’ambito di applicazione della mediazione obbligatoria per quanto riguarda la giustizia alternativa. 


Ecco in sintesi le misure proposte in un documento consegnato alle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato.

Suap
Secondo il sistema camerale bisogna arrivare in un anno alla reale interoperabilità tra Sportello Unico per le Attività Produttive e Registro delle imprese, REA e fascicolo informatico d’impresa, delegando ai Ministeri competenti e all’AgID l’emanazione delle specifiche tecniche per consentire il dialogo tra i sistemi operativi. Ciò consentirebbe di semplificare la comunicazione di avvio dell’attività economica attraverso il fascicolo informatico d’impresa. Basterà un’unica comunicazione dell’impresa alla Camera di commercio che dovrà trasmetterla ai SUAP, i quali provvedono poi a darne notizia alle altre pubbliche amministrazioni coinvolte che potranno poi visionare e acquisire la documentazione dal fascicolo informatico d’impresa. La stessa proposta attuativa dell’avvio può essere estesa secondo la Camere anche alle cessazioni di attività economica, sempre puntando sull’interoperabilità dei sistemi e sull’attuazione concreta del Punto Unico di Accesso. 

Adempimenti Registro delle imprese
Due le linee di intervento principali su questa tematica. La prima prevede la cancellazione d’ufficio dell’impresa in fase di liquidazione (se non vi sono opposizioni) eliminando un adempimento dei liquidatori che spesso viene omesso e che lascia nel registro molte società di capitali di fatto già liquidate. La seconda proposta mira a estendere anche alle Spa l'immediata iscrizione nel Registro imprese all'arrivo della richiesta dell’atto notarile, come già avviene per le Srl, spostando ex post la fase di controllo e verifica del giudice del Registro.

Fascicolo di impresa
Il sistema camerale propone di chiarire ed ampliare la disciplina relativa al fascicolo di impresa che ha attribuito alle Camere di commercio la responsabilità della sua costituzione e gestione.

Protesti
Viene auspicato il superamento della procedura, attualmente affidata ai Tribunali, della riabilitazione dei protesti cambiari spostandola presso le Camere di commercio che diventano l’unico ente di riferimento per il protestato, il quale non dovrà più presentare due domande in due enti diversi – non più anche al Tribunale - per cancellarsi definitivamente dal registro informatico dei protesti con duplicazione di tempo e doppie spese da sostenere. Viene avanzata inoltre la proposta di procedere all’eliminazione della competenza nella levata dei protesti degli ufficiali giudiziari e aiutanti ufficiali giudiziari in modo da convogliare l’impegno degli uffici giudiziari nelle attività più prettamente di giustizia. Già oggi oltre il 90% dei protesti sono levati dai notai. In aggiunta le Camere di commercio propongono la transizione della cambiale dal formato cartaceo al formato elettronico con conseguente dematerializzazione del suo protesto e più facile presentazione telematica delle domande di cancellazione delle cambiali.


Controlli sulle imprese
Si propone una misura di semplificazione per le imprese, premiando quelle più virtuose che hanno scelto di certificarsi, inserendo nel Registro delle imprese l’elenco delle aziende a cui è stata rilasciata la conformità a norme dagli organismi di certificazione accreditati, in modo da renderle pubbliche. Si permetterebbe così anche di ottimizzare i controlli concentrandoli maggiormente su aziende che presentano rischi concreti (in materia di sicurezza alimentare; sicurezza sui luoghi di lavoro; tutela ambientale).

Giustizia alternativa
In questo campo le Camere di commercio propongono di chiarire l’ambito di applicazione della procedura di negoziazione assistita e di introdurre nuove materie per la condizione di procedibilità in particolare quelle di competenza del Tribunale delle imprese. Il sistema camerale inoltre avanza la proposta di estendere l’ambito di applicazione della mediazione ad una serie di controversie di natura commerciale e in particolare: ai contratti di opera, di opera professionale, di appalto privato, di fornitura e di somministrazione, di franchising,  di leasing, concorrenza sleale non interferente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale,  di trasferimento di partecipazioni sociali, rapporti sociali inerenti le società di persone.

Ambiente
In materia ambientale inoltre si propone di digitalizzare il formulario di identificazione del rifiuto semplificando gli adempimenti relativi alla tracciabilità dei rifiuti e di rendere il MUD una vera dichiarazione unica ambientale concentrando su questo strumento una serie di adempimenti oggi molto frammentati.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Lavoro: 200mila assunzioni previste dalle imprese ad agosto Segnali di ripresa per le costruzioni ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4527C160S123/lavoro--200mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-ad-agosto--segnali-di-ripresa-per-le-costruzioni---.htm Fri, 31 Jul 2020 11:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4527C160S123/lavoro--200mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-ad-agosto--segnali-di-ripresa-per-le-costruzioni---.htm Sono circa 200 mila le assunzioni previste dalle imprese nel prossimo mese di agosto. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate sarebbe pari a -17,7%, ma la tendenza si presenta in miglioramento se confrontata con quanto osservato nel mese di luglio appena trascorso (quando la caduta tendenziale dei flussi ha raggiunto il valore di -38,6%). Per l’autunno tuttavia predomina ancora un clima di incertezza: sono infatti poco più di 798mila al momento le assunzioni programmate dalle imprese considerando l’intero trimestre agosto-ottobre, con una flessione del -25,5% rispetto all’analogo trimestre 2019. A pesare anche l’impatto nella gestione operativa aziendale dei possibili problemi di liquidità, messi in conto da quasi 6 imprese su 10 nei prossimi sei mesi.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di agosto.

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Sono circa 200 mila le assunzioni previste dalle imprese nel prossimo mese di agosto. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate sarebbe pari a -17,7%, ma la tendenza si presenta in miglioramento se confrontata con quanto osservato nel mese di luglio appena trascorso (quando la caduta tendenziale dei flussi ha raggiunto il valore di -38,6%). Per l’autunno tuttavia predomina ancora un clima di incertezza: sono infatti poco più di 798mila al momento le assunzioni programmate dalle imprese considerando l’intero trimestre agosto-ottobre, con una flessione del -25,5% rispetto all’analogo trimestre 2019. A pesare anche l’impatto nella gestione operativa aziendale dei possibili problemi di liquidità, messi in conto da quasi 6 imprese su 10 nei prossimi sei mesi.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di agosto.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Al via Futurae, per promuovere e conoscere le imprese migranti ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4526C160S123/al-via futurae--per-promuovere-e-conoscere-le-imprese-migranti.htm Wed, 29 Jul 2020 10:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4526C160S123/al-via futurae--per-promuovere-e-conoscere-le-imprese-migranti.htm Formare, accompagnare nei primi passi e conoscere meglio l’imprenditoria migrante, volano di autonomia, occupazione, sviluppo dei territori e internazionalizzazione. Questi gli obiettivi di Futurae, progetto nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere, finanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie. 

Con il progetto Futurae prende il via in questi giorni un programma di formazione e affiancamento presso una serie di Camere di commercio attive in 18 province italiane: Biella Vercelli, Torino, Como Lecco, Milano Monza e Brianza, Pavia, Padova, Venezia Rovigo, Verona, Modena, Reggio Emilia, Roma e Caserta, Bari e Cosenza.

Rivolgendosi a un’ampia platea di aspiranti imprenditori composta da migranti, seconde generazioni e cittadini dell’Unione Europea, le Camere di commercio li inseriranno in percorsi di orientamento e di valutazione della propensione imprenditoriale, al termine dei quali una parte di loro accederà a iniziative di accrescimento delle competenze tecniche, organizzative, commerciali e normative rispetto al contesto economico-imprenditoriale italiano. Dopo essere stati così formati, gli aspiranti imprenditori saranno affiancati nello sviluppo dei business plan, nell’individuazione di canali di finanziamento e nell’accesso al credito. Infine, verranno selezionati e accompagnati allo start up i progetti più sostenibili, per creare nuove aziende a titolarità migrante o mista.

 

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Formare, accompagnare nei primi passi e conoscere meglio l’imprenditoria migrante, volano di autonomia, occupazione, sviluppo dei territori e internazionalizzazione. Questi gli obiettivi di Futurae, progetto nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere, finanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie. 

Con il progetto Futurae prende il via in questi giorni un programma di formazione e affiancamento presso una serie di Camere di commercio attive in 18 province italiane: Biella Vercelli, Torino, Como Lecco, Milano Monza e Brianza, Pavia, Padova, Venezia Rovigo, Verona, Modena, Reggio Emilia, Roma e Caserta, Bari e Cosenza.

Rivolgendosi a un’ampia platea di aspiranti imprenditori composta da migranti, seconde generazioni e cittadini dell’Unione Europea, le Camere di commercio li inseriranno in percorsi di orientamento e di valutazione della propensione imprenditoriale, al termine dei quali una parte di loro accederà a iniziative di accrescimento delle competenze tecniche, organizzative, commerciali e normative rispetto al contesto economico-imprenditoriale italiano. Dopo essere stati così formati, gli aspiranti imprenditori saranno affiancati nello sviluppo dei business plan, nell’individuazione di canali di finanziamento e nell’accesso al credito. Infine, verranno selezionati e accompagnati allo start up i progetti più sostenibili, per creare nuove aziende a titolarità migrante o mista.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Sostenibilità: ritorna il Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le aziende green ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4525C160S123/sostenibilitą--ritorna-il-premio-impresa-ambiente--il-pił-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Tue, 28 Jul 2020 11:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4525C160S123/sostenibilitą--ritorna-il-premio-impresa-ambiente--il-pił-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm

A cinque anni dall’ultima edizione ritorna il Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale.

Promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il bando dell’ VIII edizione del Premio - disponibile dal 1 agosto al 30 settembre 2020 - si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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A cinque anni dall’ultima edizione ritorna il Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale.

Promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il bando dell’ VIII edizione del Premio - disponibile dal 1 agosto al 30 settembre 2020 - si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Imprese: una su 5 al femminile ma la pandemia ne ha bloccato la rincorsa ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4522C160S123/imprese--una-su-5-al-femminile-ma-la-pandemia-ne-ha-bloccato-la-rincorsa-.htm Mon, 27 Jul 2020 12:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4522C160S123/imprese--una-su-5-al-femminile-ma-la-pandemia-ne-ha-bloccato-la-rincorsa-.htm Resilienti, tenaci, pronte anche più degli uomini a mettersi in gioco. E’ la foto del milione e 340mila imprese guidate da donne, che emerge dal IV Rapporto sull’imprenditoria femminile, realizzato da Unioncamere.

Queste imprese, che sono il 22% del totale, negli ultimi 5 anni sono cresciute a un ritmo molto più intenso di quelle maschili: +2,9% contro +0,3%. In valori assoluti l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. In pratica, le imprese femminili hanno contribuito a ben il 75% dell’incremento complessivo di tutte le imprese in Italia, pari a +50.784 unità. 

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Resilienti, tenaci, pronte anche più degli uomini a mettersi in gioco. E’ la foto del milione e 340mila imprese guidate da donne, che emerge dal IV Rapporto sull’imprenditoria femminile, realizzato da Unioncamere.

Queste imprese, che sono il 22% del totale, negli ultimi 5 anni sono cresciute a un ritmo molto più intenso di quelle maschili: +2,9% contro +0,3%. In valori assoluti l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. In pratica, le imprese femminili hanno contribuito a ben il 75% dell’incremento complessivo di tutte le imprese in Italia, pari a +50.784 unità. 

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Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Prezzi all'ingrosso, ribassi per frutta estiva e vini ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4521C160S123/prezzi-all-ingrosso--ribassi-per-frutta-estiva-e-vini.htm Fri, 24 Jul 2020 11:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4521C160S123/prezzi-all-ingrosso--ribassi-per-frutta-estiva-e-vini.htm L’aumento della produzione di frutta estiva tipica di questa stagione ha comportato un calo dei prezzi all’ingrosso per molti prodotti ortofrutticoli. Dall’analisi dell’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio e dai Mercati all’ingrosso emergono flessioni per i meloni (-21,1% rispetto a maggio), le angurie (-33,7%), le albicocche (-10,1%) e le pesche (-16,6%). Inoltre, il clima caldo del mese di giugno ha favorito la domanda di frutta estiva da parte delle famiglie italiane.

Per quanto riguarda il mercato vinicolo, è stato registrato un ribasso dell’ 1,4% rispetto a maggio. Ad accusare maggiormente il colpo sono stati i vini comuni e i vini a denominazione di fascia medio-bassa.

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L’aumento della produzione di frutta estiva tipica di questa stagione ha comportato un calo dei prezzi all’ingrosso per molti prodotti ortofrutticoli. Dall’analisi dell’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio e dai Mercati all’ingrosso emergono flessioni per i meloni (-21,1% rispetto a maggio), le angurie (-33,7%), le albicocche (-10,1%) e le pesche (-16,6%). Inoltre, il clima caldo del mese di giugno ha favorito la domanda di frutta estiva da parte delle famiglie italiane.

Per quanto riguarda il mercato vinicolo, è stato registrato un ribasso dell’ 1,4% rispetto a maggio. Ad accusare maggiormente il colpo sono stati i vini comuni e i vini a denominazione di fascia medio-bassa.

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Tre imprese su quattro hanno mantenuto stabile il numero dei propri occupati nei primi sei mesi del 2020. Circa 290mila invece, pari al 21,3% delle aziende italiane con dipendenti, hanno dovuto ridurre i livelli occupazionali mentre altre 36mila (il 2,6%) li hanno aumentati. E’ quanto risulta dall’indagine Excelsior condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, dalla quale emerge, quindi, un saldo negativo tra imprese che hanno ridotto e imprese che hanno aumentato il numero dei propri dipendenti pari al -18,7 (con un massimo di -22,7 punti per le imprese con 10-49 dipendenti).

Vanno meglio le imprese esportatrici (-15,2 punti di differenza tra imprese in flessione e imprese in crescita rispetto al -19,1 delle non esportatrici). Segnali positivi emergono dall’indagine anche per le imprese già dotate di piani integrati di digitalizzazione, che mostrano una maggiore resistenza occupazionale - con un saldo negativo (-17,4) tra chi aumenta e chi diminuisce l’occupazione meno accentuato rispetto alle imprese non ancora digitalizzate (-19,3) - grazie alle innovazioni precedentemente introdotte.

 

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Oltre un milione di aziende sta investendo nel digitale

Tre imprese su quattro hanno mantenuto stabile il numero dei propri occupati nei primi sei mesi del 2020. Circa 290mila invece, pari al 21,3% delle aziende italiane con dipendenti, hanno dovuto ridurre i livelli occupazionali mentre altre 36mila (il 2,6%) li hanno aumentati. E’ quanto risulta dall’indagine Excelsior condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, dalla quale emerge, quindi, un saldo negativo tra imprese che hanno ridotto e imprese che hanno aumentato il numero dei propri dipendenti pari al -18,7 (con un massimo di -22,7 punti per le imprese con 10-49 dipendenti).

Vanno meglio le imprese esportatrici (-15,2 punti di differenza tra imprese in flessione e imprese in crescita rispetto al -19,1 delle non esportatrici). Segnali positivi emergono dall’indagine anche per le imprese già dotate di piani integrati di digitalizzazione, che mostrano una maggiore resistenza occupazionale - con un saldo negativo (-17,4) tra chi aumenta e chi diminuisce l’occupazione meno accentuato rispetto alle imprese non ancora digitalizzate (-19,3) - grazie alle innovazioni precedentemente introdotte.

 

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- Unioncamere
su un campione rappresentativo di italiani intervistati nelle scorse settimane. Tra coloro che tra luglio e settembre si recheranno in villeggiatura, il 76,5% soggiornerà presso una località di mare.

 

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Nel 2020 calano di oltre il 40% gli italiani che partiranno per le vacanze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un italiano su due non andrà in vacanza. Dei 24 milioni di persone che si muoveranno, l’86% rimarrà in Italia e solo il 4,8% andrà all’estero, contro il 26% del 2019. È quanto mostra l’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzata da Isnart
- Unioncamere
su un campione rappresentativo di italiani intervistati nelle scorse settimane. Tra coloro che tra luglio e settembre si recheranno in villeggiatura, il 76,5% soggiornerà presso una località di mare.

 

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Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Imprese: +20mila tra aprile e giugno (-32% rispetto al 2019) ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4512C160S123/imprese---20mila-tra-aprile-e-giugno---32--rispetto-al-2019-.htm Thu, 16 Jul 2020 09:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4512C160S123/imprese---20mila-tra-aprile-e-giugno---32--rispetto-al-2019-.htm Azienda Italia in deciso rallentamento ma il bilancio tra aperture e chiusure resta positivo nel secondo trimestre di quest’anno con un aumento di +19.855 unità contro +29.227 del 2019 . E’ il Sud a contribuire a quasi la metà del saldo attivo che comunque mette a segno il peggior risultato dei secondi trimestri dell’ultimo decennio. L’effetto Covid-19 continua dunque a pesare sulla nati-mortalità del sistema imprenditoriale italiano, dopo avere inciso negativamente sull’andamento dei primi tre mesi dell’anno. Tra aprile e giugno prosegue, infatti,l’indebolimento della voglia di fare impresa degli italiani con 57.922 iscrizioni di nuove imprese contro le 92.150 del secondo trimestre 2019, il 37% in meno. Contestualmente frenano, in misura ancora più accentuata, le cancellazioni che si attestano a 38.067 quest’anno rispetto alle 62.923 dell’anno precedente, il 39,5% in meno. Da notare come al bilancio del trimestre abbia contribuito per circa un terzo (il 32,5%) la componente artigiana, che ha chiuso il periodo con un saldo attivo di 6.456 imprese (18.943 le iscrizioni di nuove imprese contro 12.487 cessazioni).

E’ quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, disponibile all’indirizzo www.infocamere.it/Movimprese.

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Azienda Italia in deciso rallentamento ma il bilancio tra aperture e chiusure resta positivo nel secondo trimestre di quest’anno con un aumento di +19.855 unità contro +29.227 del 2019 . E’ il Sud a contribuire a quasi la metà del saldo attivo che comunque mette a segno il peggior risultato dei secondi trimestri dell’ultimo decennio. L’effetto Covid-19 continua dunque a pesare sulla nati-mortalità del sistema imprenditoriale italiano, dopo avere inciso negativamente sull’andamento dei primi tre mesi dell’anno. Tra aprile e giugno prosegue, infatti,l’indebolimento della voglia di fare impresa degli italiani con 57.922 iscrizioni di nuove imprese contro le 92.150 del secondo trimestre 2019, il 37% in meno. Contestualmente frenano, in misura ancora più accentuata, le cancellazioni che si attestano a 38.067 quest’anno rispetto alle 62.923 dell’anno precedente, il 39,5% in meno. Da notare come al bilancio del trimestre abbia contribuito per circa un terzo (il 32,5%) la componente artigiana, che ha chiuso il periodo con un saldo attivo di 6.456 imprese (18.943 le iscrizioni di nuove imprese contro 12.487 cessazioni).

E’ quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, disponibile all’indirizzo www.infocamere.it/Movimprese.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Lavoro: 263mila assunzioni previste dalle imprese per luglio 2020, -38,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4509C160S123/lavoro--263mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-per-luglio-2020---38-6--rispetto-allo-stesso-periodo-dell-anno-precedente.htm Tue, 14 Jul 2020 09:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4509C160S123/lavoro--263mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-per-luglio-2020---38-6--rispetto-allo-stesso-periodo-dell-anno-precedente.htm Sono circa 263 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese di luglio 2020. Le figure professionali più richieste in questo periodo riguardano anzitutto le attività commerciali e del turismo a partire dagli addetti nelle attività di ristorazione (circa 57mila), dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34mila) e dagli addetti alle vendite (oltre 20 mila). Rispetto allo stesso periodo del 2019 si prospetta un calo complessivo delle entrate pari a -38,6% (più forte nell’industria che nei servizi). Si riducono anche le imprese che programmano assunzioni (sono il 10%, contro il 16% di un anno fa). Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila, evidenziando in questa fase incertezza diffusa soprattutto per il mese di settembre.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di luglio.

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Sono circa 263 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese di luglio 2020. Le figure professionali più richieste in questo periodo riguardano anzitutto le attività commerciali e del turismo a partire dagli addetti nelle attività di ristorazione (circa 57mila), dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34mila) e dagli addetti alle vendite (oltre 20 mila). Rispetto allo stesso periodo del 2019 si prospetta un calo complessivo delle entrate pari a -38,6% (più forte nell’industria che nei servizi). Si riducono anche le imprese che programmano assunzioni (sono il 10%, contro il 16% di un anno fa). Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila, evidenziando in questa fase incertezza diffusa soprattutto per il mese di settembre.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di luglio.

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Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Digitale: al via l'Atlante i4.0 per le imprese ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4507C160S123/digitale--al-via-l-atlante-i4-0-per-le-imprese-.htm Wed, 08 Jul 2020 11:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4507C160S123/digitale--al-via-l-atlante-i4-0-per-le-imprese-.htm Sono quasi 600 le strutture italiane che offrono servizi e tecnologie per l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese. La mappa di questi soggetti è da oggi online su www.atlantei40.it, il primo portale nazionale nato dalla collaborazione tra Unioncamere e Ministero dello sviluppo economico per aiutare gli imprenditori ad orientarsi tra le principali strutture esistenti che supportano i processi di trasferimento tecnologico 4.0. Ma non solo. Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di figure altamente specializzate nelle tecnologie avanzate, l’Atlante digitale presenta anche la mappatura di tutti i 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS) presenti in Italia.

La metà delle strutture censite si trova al Nord. Una su tre fornisce servizi per la stampa 3D. Ma ancora appena l’1% è in grado di sostenere le imprese nelle tecnologie di “frontiera” come la Blockchain e l’intelligenza artificiale.

Più in dettaglio l’Atlante fornisce informazioni su: 8 Competence Center (CC) - i Centri di Competenza ad alta specializzazione -, 263 Digital Innovation Hub (DIH) e Ecosistema Digitale per l’Innovazione (EDI) delle Associazioni di categoria, 88 Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio, 27 Centri di Trasferimento Tecnologico (CTT) certificati da Unioncamere; 161 FabLAB per la manifattura additiva; 38 Incubatori Certificati per le startup innovative; 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS).

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Sono quasi 600 le strutture italiane che offrono servizi e tecnologie per l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese. La mappa di questi soggetti è da oggi online su www.atlantei40.it, il primo portale nazionale nato dalla collaborazione tra Unioncamere e Ministero dello sviluppo economico per aiutare gli imprenditori ad orientarsi tra le principali strutture esistenti che supportano i processi di trasferimento tecnologico 4.0. Ma non solo. Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di figure altamente specializzate nelle tecnologie avanzate, l’Atlante digitale presenta anche la mappatura di tutti i 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS) presenti in Italia.

La metà delle strutture censite si trova al Nord. Una su tre fornisce servizi per la stampa 3D. Ma ancora appena l’1% è in grado di sostenere le imprese nelle tecnologie di “frontiera” come la Blockchain e l’intelligenza artificiale.

Più in dettaglio l’Atlante fornisce informazioni su: 8 Competence Center (CC) - i Centri di Competenza ad alta specializzazione -, 263 Digital Innovation Hub (DIH) e Ecosistema Digitale per l’Innovazione (EDI) delle Associazioni di categoria, 88 Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio, 27 Centri di Trasferimento Tecnologico (CTT) certificati da Unioncamere; 161 FabLAB per la manifattura additiva; 38 Incubatori Certificati per le startup innovative; 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
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E’ quanto mostra l’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzato da Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche). Dall’indagine, svolta su un campione rappresentativo di oltre 2000 imprese ricettive, interpellate attraverso le Camere di commercio, emerge anche una modesta adesione al bonus vacanze, con il 30,8% delle strutture che afferma di non accettarlo e il 57,6% che dichiara di non avere ricevuto prenotazioni con questa modalità.

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Il 15% delle strutture alberghiere ed extralberghiere non ha ancora riaperto i battenti per la stagione estiva. Che si prospetta critica anche sotto il profilo occupazionale, con il 98,4% delle imprese che ritiene di dover ridurre gli addetti – fissi e stagionali - rispetto allo scorso anno.

E’ quanto mostra l’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzato da Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche). Dall’indagine, svolta su un campione rappresentativo di oltre 2000 imprese ricettive, interpellate attraverso le Camere di commercio, emerge anche una modesta adesione al bonus vacanze, con il 30,8% delle strutture che afferma di non accettarlo e il 57,6% che dichiara di non avere ricevuto prenotazioni con questa modalità.

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Il Portale Etichettatura e sicurezza prodotti, che finora ha fornito un supporto per la creazione e l’aggiornamento dell’etichetta alimentare, grazie alla collaborazione con Dintec – Consorzio per l’innovazione Tecnologica si arricchisce di nuovi contenuti ed offre un servizio completo a disposizione di tutte le imprese alimentari e non alimentari.


“Il Portale è nato lo scorso dicembre dopo l’esperienza dello Sportello etichettatura e sicurezza alimentare, un servizio di primo orientamento nato qui a Torino quasi 10 anni fa. Lo strumento è completamente digitale ed è un progetto di sistema che coinvolge oltre 60 province italiane con modalità di semplificazione e integrazione dei servizi e con un’interfaccia moderna, molto gradita alle aziende alimentari e ai consumatori – dichiara Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino – A sei mesi di distanza però, il mondo economico è improvvisamente cambiato e tutte le imprese hanno bisogno concretamente di aggiornarsi e di ricevere assistenza, senza doversi spostare dal luogo di lavoro. Abbiamo dunque accelerato il nostro impegno come sistema camerale e, proprio in questo momento di ripartenza post Covid 19, siamo qui per offrire anche alle imprese non alimentari il nostro portale, dedicando il nostro supporto digitale anche in materia di etichettatura dei prodotti di largo consumo, come per esempio gli elettrodomestici, i giocattoli o il settore della moda”.


“Nel Portale nazionale dell’etichettatura - commenta Fabrizio Galliati, presidente del Laboratorio Chimico Camera Commercio Torino - oltre agli esempi di etichette di prodotti italiani, ai riferimenti normativi in materia di sicurezza ed etichettatura alimentare e alle numerose FAQ, saranno presenti contenuti analoghi anche sui temi non alimentari, con un supporto di primo orientamento sull’etichettatura dei prodotti di abbigliamento e calzature, sull’etichettatura energetica e sulla marcatura CE, con informazioni a corredo dei prodotti ricadenti nell’ambito del Codice del consumo e sulle indicazioni metrologiche da riportare sui prodotti preimballati”.


“Ampliare ai prodotti non alimentari il servizio erogato attraverso il portale – dichiara Massimo Guasconi, presidente di Dintec – consente di valorizzare il ruolo e le competenze delle Camere di commercio a presidio dei temi relativi alla regolazione del mercato, fornendo un supporto concreto alle imprese per aiutarle ad operare in modo trasparente e concorrenziale sul mercato innalzando, al contempo, il livello di salute e sicurezza per i consumatori”. 


Il Portale è realizzato dalla Camera di commercio di Torino e dal suo Laboratorio Chimico, sotto l’egida di Unioncamere e con la collaborazione, ad oggi, di 30 enti camerali che mettono a disposizione delle proprie imprese contenuti personalizzati, come schede di prodotti tipici o più rappresentativi. Ciascun ente opera, nell’ambito del portale, sulla base di un flusso operativo personalizzato secondo modalità concordate con il Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino, che consente di monitorare i quesiti in tutti i passaggi, operativi e amministrativi. 

A partire da oggi le Camere di commercio potranno avvalersi anche del contributo tecnico di Dintec nell’evasione dei quesiti inerenti all’etichettatura dei prodotti di largo consumo non alimentari, adottando le medesime modalità operative previste per i prodotti alimentari, ma beneficiando di una task force di esperti e di competenze più ampie, a servizio loro e delle imprese. Per accedere al Portale le imprese devono effettuare una registrazione, a seguito della quale possono poi accedere alla loro area riservata per inserire i quesiti alimentari o non alimentari. Le risposte ai quesiti vengono inserite direttamente sul portale, in modo che le aziende possano accedere e consultare agevolmente lo storico dei quesiti.  


Il portale è accessibile a tutti, compresi i consumatori che possono consultare il materiale informativo disponibile, in particolare i riferimenti normativi “orizzontali” di etichettatura, le schede dei prodotti e le FAQ con le risposte finora elaborate in base all’esperienza di tutti gli Sportelli. 

www.portale-etichettatura.lab-to.camcom.it

 

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Sotto l’egida di Unioncamere e grazie alla collaborazione di Dintec, la Camera di commercio di Torino e il suo Laboratorio Chimico offrono un servizio concreto sull’etichettatura e la sicurezza di tutti i prodotti, per orientare le imprese ad una giusta concorrenzialità

Il Portale Etichettatura e sicurezza prodotti, che finora ha fornito un supporto per la creazione e l’aggiornamento dell’etichetta alimentare, grazie alla collaborazione con Dintec – Consorzio per l’innovazione Tecnologica si arricchisce di nuovi contenuti ed offre un servizio completo a disposizione di tutte le imprese alimentari e non alimentari.


“Il Portale è nato lo scorso dicembre dopo l’esperienza dello Sportello etichettatura e sicurezza alimentare, un servizio di primo orientamento nato qui a Torino quasi 10 anni fa. Lo strumento è completamente digitale ed è un progetto di sistema che coinvolge oltre 60 province italiane con modalità di semplificazione e integrazione dei servizi e con un’interfaccia moderna, molto gradita alle aziende alimentari e ai consumatori – dichiara Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino – A sei mesi di distanza però, il mondo economico è improvvisamente cambiato e tutte le imprese hanno bisogno concretamente di aggiornarsi e di ricevere assistenza, senza doversi spostare dal luogo di lavoro. Abbiamo dunque accelerato il nostro impegno come sistema camerale e, proprio in questo momento di ripartenza post Covid 19, siamo qui per offrire anche alle imprese non alimentari il nostro portale, dedicando il nostro supporto digitale anche in materia di etichettatura dei prodotti di largo consumo, come per esempio gli elettrodomestici, i giocattoli o il settore della moda”.


“Nel Portale nazionale dell’etichettatura - commenta Fabrizio Galliati, presidente del Laboratorio Chimico Camera Commercio Torino - oltre agli esempi di etichette di prodotti italiani, ai riferimenti normativi in materia di sicurezza ed etichettatura alimentare e alle numerose FAQ, saranno presenti contenuti analoghi anche sui temi non alimentari, con un supporto di primo orientamento sull’etichettatura dei prodotti di abbigliamento e calzature, sull’etichettatura energetica e sulla marcatura CE, con informazioni a corredo dei prodotti ricadenti nell’ambito del Codice del consumo e sulle indicazioni metrologiche da riportare sui prodotti preimballati”.


“Ampliare ai prodotti non alimentari il servizio erogato attraverso il portale – dichiara Massimo Guasconi, presidente di Dintec – consente di valorizzare il ruolo e le competenze delle Camere di commercio a presidio dei temi relativi alla regolazione del mercato, fornendo un supporto concreto alle imprese per aiutarle ad operare in modo trasparente e concorrenziale sul mercato innalzando, al contempo, il livello di salute e sicurezza per i consumatori”. 


Il Portale è realizzato dalla Camera di commercio di Torino e dal suo Laboratorio Chimico, sotto l’egida di Unioncamere e con la collaborazione, ad oggi, di 30 enti camerali che mettono a disposizione delle proprie imprese contenuti personalizzati, come schede di prodotti tipici o più rappresentativi. Ciascun ente opera, nell’ambito del portale, sulla base di un flusso operativo personalizzato secondo modalità concordate con il Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino, che consente di monitorare i quesiti in tutti i passaggi, operativi e amministrativi. 

A partire da oggi le Camere di commercio potranno avvalersi anche del contributo tecnico di Dintec nell’evasione dei quesiti inerenti all’etichettatura dei prodotti di largo consumo non alimentari, adottando le medesime modalità operative previste per i prodotti alimentari, ma beneficiando di una task force di esperti e di competenze più ampie, a servizio loro e delle imprese. Per accedere al Portale le imprese devono effettuare una registrazione, a seguito della quale possono poi accedere alla loro area riservata per inserire i quesiti alimentari o non alimentari. Le risposte ai quesiti vengono inserite direttamente sul portale, in modo che le aziende possano accedere e consultare agevolmente lo storico dei quesiti.  


Il portale è accessibile a tutti, compresi i consumatori che possono consultare il materiale informativo disponibile, in particolare i riferimenti normativi “orizzontali” di etichettatura, le schede dei prodotti e le FAQ con le risposte finora elaborate in base all’esperienza di tutti gli Sportelli. 

www.portale-etichettatura.lab-to.camcom.it

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Unioncamere: 44mila nuove imprese in meno durante il lockdown ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4495C160S123/unioncamere--44mila-nuove-imprese-in-meno-durante-il-lockdown.htm Thu, 25 Jun 2020 10:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4495C160S123/unioncamere--44mila-nuove-imprese-in-meno-durante-il-lockdown.htm Sono già 44mila in meno le nuove imprese nel nostro Paese a causa del lockdown. Il dato è destinato ad aumentare nel corso dell’anno, con lo scotto maggiore che verrà pagato soprattutto dalle regioni del Nord. Lo rileva Unioncamere, che ha tenuto oggi la sua Assemblea annuale dove ha lanciato una proposta in dieci punti al Governo, rappresentato dal Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli

Le Camere di commercio indicano dieci punti chiave, ha detto il presidente di UnioncamereCarlo Sangalli nel corso dell'Assemblea, per rilanciare l'Italia. "Si tratta - ha spiegato Sangalli - di agire su digitalizzazione e tecnologie 4.0, infrastrutture, semplificazione, giustizia civile e mediazione, internazionalizzazione, turismo, nuove imprese e giovani, sostenibilità, formazione, dotazione finanziaria e irrobustimento organizzativo delle imprese. Agire su questi punti è la vera priorità del Paese".  “Spingere l’acceleratore sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 – sottolinea il presidente di Unioncamere - porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine, mentre ridurre gli oneri burocratico-amministrativi sulle imprese (in primo luogo quelli legati all’avvio di un’azienda o al pagamento delle imposte) vuol dire per l'Italia recuperare quasi 2 punti di Pil". 

 

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Sono già 44mila in meno le nuove imprese nel nostro Paese a causa del lockdown. Il dato è destinato ad aumentare nel corso dell’anno, con lo scotto maggiore che verrà pagato soprattutto dalle regioni del Nord. Lo rileva Unioncamere, che ha tenuto oggi la sua Assemblea annuale dove ha lanciato una proposta in dieci punti al Governo, rappresentato dal Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli

Le Camere di commercio indicano dieci punti chiave, ha detto il presidente di UnioncamereCarlo Sangalli nel corso dell'Assemblea, per rilanciare l'Italia. "Si tratta - ha spiegato Sangalli - di agire su digitalizzazione e tecnologie 4.0, infrastrutture, semplificazione, giustizia civile e mediazione, internazionalizzazione, turismo, nuove imprese e giovani, sostenibilità, formazione, dotazione finanziaria e irrobustimento organizzativo delle imprese. Agire su questi punti è la vera priorità del Paese".  “Spingere l’acceleratore sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 – sottolinea il presidente di Unioncamere - porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine, mentre ridurre gli oneri burocratico-amministrativi sulle imprese (in primo luogo quelli legati all’avvio di un’azienda o al pagamento delle imposte) vuol dire per l'Italia recuperare quasi 2 punti di Pil". 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Prezzi all'ingrosso: la lenta ripartenza della ristorazione nella fase 2 abbatte il prezzo delle carni ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4491C160S123/prezzi-all-ingrosso--la-lenta-ripartenza-della-ristorazione-nella-fase-2-abbatte-il-prezzo-delle-carni.htm Tue, 23 Jun 2020 11:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4491C160S123/prezzi-all-ingrosso--la-lenta-ripartenza-della-ristorazione-nella-fase-2-abbatte-il-prezzo-delle-carni.htm Brusco calo dei prezzi all’ingrosso della carne nella fase 2 dell’emergenza a causa della lenta ripartenza del settore della ristorazione. Le famiglie non rinunciano alla prima frutta estiva, disponibile già ad aprile grazie all’aumento delle temperature.

A maggio, rispetto ad aprile, infatti, l’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio e dai Mercati all’ingrosso, mostra il netto ribasso delle carni di suino (-11,8%), di pollo (-12%, comunque in lieve ripresa nella seconda metà del mese) e di tacchino (-9,8%). In calo anche le carni bovine (-1,5% rispetto ad aprile) a causa di un basso livello della domanda.

Per quanto riguarda le commercializzazioni nei mercati all’ingrosso, al termine della quarantena è stata osservata poca richiesta di prodotti invernali e primaverili a favore della prima frutta estiva, come drupacee (alberi da frutta tra cui pesco, susino, albicocco, mandorlo e ciliegio), angurie e meloni. L’aumento delle temperature ha favorito sia la produzione di questi prodotti sia la domanda da parte del consumatore portando, di conseguenza, ad un incremento dei prezzi, anche rispetto allo scorso anno, in particolare per ciliegie e nettarine.

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Brusco calo dei prezzi all’ingrosso della carne nella fase 2 dell’emergenza a causa della lenta ripartenza del settore della ristorazione. Le famiglie non rinunciano alla prima frutta estiva, disponibile già ad aprile grazie all’aumento delle temperature.

A maggio, rispetto ad aprile, infatti, l’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio e dai Mercati all’ingrosso, mostra il netto ribasso delle carni di suino (-11,8%), di pollo (-12%, comunque in lieve ripresa nella seconda metà del mese) e di tacchino (-9,8%). In calo anche le carni bovine (-1,5% rispetto ad aprile) a causa di un basso livello della domanda.

Per quanto riguarda le commercializzazioni nei mercati all’ingrosso, al termine della quarantena è stata osservata poca richiesta di prodotti invernali e primaverili a favore della prima frutta estiva, come drupacee (alberi da frutta tra cui pesco, susino, albicocco, mandorlo e ciliegio), angurie e meloni. L’aumento delle temperature ha favorito sia la produzione di questi prodotti sia la domanda da parte del consumatore portando, di conseguenza, ad un incremento dei prezzi, anche rispetto allo scorso anno, in particolare per ciliegie e nettarine.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Unioncamere e Smart Future Academy insieme per aiutare i giovani a comprendere cosa fare "da grandi" ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4488C160S123/unioncamere-e-smart-future-academy-insieme-per-aiutare-i-giovani-a-comprendere-cosa-fare--da-grandi-.htm Fri, 19 Jun 2020 10:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4488C160S123/unioncamere-e-smart-future-academy-insieme-per-aiutare-i-giovani-a-comprendere-cosa-fare--da-grandi-.htm Aiutare i giovani a fare la scelta giusta per il proprio futuro. E’quanto si propongono Unioncamere e Smart Future Academy con il protocollo d’intesa siglato dai rispettivi presidenti, Carlo Sangalli e Adriana Lilli Franceschetti. Le Camere di commercio hanno un ruolo importante per la realizzazione e diffusione di servizi e strumenti relativi ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) degli studenti. Dal canto suo, Smart Future Academy ha ideato e messo a punto un format di workshop di orientamento per i giovani particolarmente efficace, basato sull’ascolto e l’interazione con professionisti brillanti che raccontano il proprio lavoro e il
percorso di studi che li ha portati al successo.

Obiettivo dell’intesa, che mette a sistema esperienze già maturate negli anni scorsi nelle Camere di commercio di Bergamo, Bologna, Brescia, Firenze, Milano-Monza-Brianza-Lodi e Torino, è quindi quello di favorire la collaborazione di Smart Future Academy con il sistema camerale, promuovendo eventi di orientamento per i giovani della tipologia ideata dall’associazione, rafforzandola anche con le informazioni sulle tendenze del
mercato del lavoro che sono patrimonio del sistema camerale. Si punta quindi ad unire i benefici di un format vincente con informazioni puntuali sulle prospettive occupazionali per dare una mano ai giovani a fare la scelta, di lavoro o di formazione, più consona alle proprie capacità e inclinazioni ma anche più rispondente alle reali e mutevoli esigenze del mondo del lavoro e dell’impresa.

Le difficoltà attuali del mercato del lavoro ci spingono a dare ulteriore impulso alle attività che le Camere di commercio svolgono per l’orientamento dei giovani”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Obiettivo dell’intesa con Smart Future Academy è dar vita ad incontri di orientamento che, coinvolgendo e divertendo, stimolino nei giovani una riflessione attenta sulle reali opportunità occupazionali e sui percorsi di studio che offrono maggiori e più soddisfacenti possibilità di inserimento”.

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Aiutare i giovani a fare la scelta giusta per il proprio futuro. E’quanto si propongono Unioncamere e Smart Future Academy con il protocollo d’intesa siglato dai rispettivi presidenti, Carlo Sangalli e Adriana Lilli Franceschetti. Le Camere di commercio hanno un ruolo importante per la realizzazione e diffusione di servizi e strumenti relativi ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) degli studenti. Dal canto suo, Smart Future Academy ha ideato e messo a punto un format di workshop di orientamento per i giovani particolarmente efficace, basato sull’ascolto e l’interazione con professionisti brillanti che raccontano il proprio lavoro e il
percorso di studi che li ha portati al successo.

Obiettivo dell’intesa, che mette a sistema esperienze già maturate negli anni scorsi nelle Camere di commercio di Bergamo, Bologna, Brescia, Firenze, Milano-Monza-Brianza-Lodi e Torino, è quindi quello di favorire la collaborazione di Smart Future Academy con il sistema camerale, promuovendo eventi di orientamento per i giovani della tipologia ideata dall’associazione, rafforzandola anche con le informazioni sulle tendenze del
mercato del lavoro che sono patrimonio del sistema camerale. Si punta quindi ad unire i benefici di un format vincente con informazioni puntuali sulle prospettive occupazionali per dare una mano ai giovani a fare la scelta, di lavoro o di formazione, più consona alle proprie capacità e inclinazioni ma anche più rispondente alle reali e mutevoli esigenze del mondo del lavoro e dell’impresa.

Le difficoltà attuali del mercato del lavoro ci spingono a dare ulteriore impulso alle attività che le Camere di commercio svolgono per l’orientamento dei giovani”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Obiettivo dell’intesa con Smart Future Academy è dar vita ad incontri di orientamento che, coinvolgendo e divertendo, stimolino nei giovani una riflessione attenta sulle reali opportunità occupazionali e sui percorsi di studio che offrono maggiori e più soddisfacenti possibilità di inserimento”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Stati generali: Unioncamere, Camere di commercio possono svolgere un ruolo di catalizzatore a livello locale ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4485C160S123/stati-generali--unioncamere--camere-di-commercio-possono-svolgere-un-ruolo-di-catalizzatore-a-livello-locale.htm Tue, 16 Jun 2020 16:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4485C160S123/stati-generali--unioncamere--camere-di-commercio-possono-svolgere-un-ruolo-di-catalizzatore-a-livello-locale.htm “La crisi che stiamo vivendo è un’occasione storica per ripensare il ruolo dell’Italia. Per riattivare e mettere insieme le energie di tutti. Tutti devono essere parte di questo processo di ricostruzione”. E’ quanto ha sottolineato oggi Andrea Prete, vice presidente di Unioncamere, intervenuto in rappresentanza dell’istituzione agli Stati Generali. “Le imprese – ha spiegato - devono sentirsi nuovamente protagoniste. E in questo processo, le Camere di commercio possono svolgere un ruolo utilissimo di catalizzatore a livello locale, di raccordo tra i diversi soggetti per coordinarne gli interventi ed evitare inutili dispersioni, di punto privilegiato di ascolto e di interpretazione delle istanze delle imprese per dare voce soprattutto a quelle più piccole; di collegamento tra territori e reti globali; di ideazione e di animazione di nuove progettualità, di raccordo tra le linee di intervento del Governo e la miriade di piccole e micro imprese”. 

“Dal periodo di lockdown alla ripartenza - continua il vice presidente di Unioncamere - abbiamo investito quasi 300 milioni di euro per mettere in atto azioni tempestive, tagliate a misura di impresa su cinque ambiti di intervento: credito, digitale, export, turismo, informazione sui provvedimenti, oltre all’affiancamento alle Prefetture di tutta Italia per individuare le attività che potevano restare aperte. Duecento milioni di euro è la cifra che abbiamo destinato soltanto al credito per venire incontro al grave deficit di liquidità delle imprese”.

“Sarebbe un errore – ha aggiunto Prete - ritenere di recuperare terreno senza il supporto dei corpi intermedi che garantiscono rappresentatività alle categorie sulla base della sussidiarietà”. 

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“La crisi che stiamo vivendo è un’occasione storica per ripensare il ruolo dell’Italia. Per riattivare e mettere insieme le energie di tutti. Tutti devono essere parte di questo processo di ricostruzione”. E’ quanto ha sottolineato oggi Andrea Prete, vice presidente di Unioncamere, intervenuto in rappresentanza dell’istituzione agli Stati Generali. “Le imprese – ha spiegato - devono sentirsi nuovamente protagoniste. E in questo processo, le Camere di commercio possono svolgere un ruolo utilissimo di catalizzatore a livello locale, di raccordo tra i diversi soggetti per coordinarne gli interventi ed evitare inutili dispersioni, di punto privilegiato di ascolto e di interpretazione delle istanze delle imprese per dare voce soprattutto a quelle più piccole; di collegamento tra territori e reti globali; di ideazione e di animazione di nuove progettualità, di raccordo tra le linee di intervento del Governo e la miriade di piccole e micro imprese”. 

“Dal periodo di lockdown alla ripartenza - continua il vice presidente di Unioncamere - abbiamo investito quasi 300 milioni di euro per mettere in atto azioni tempestive, tagliate a misura di impresa su cinque ambiti di intervento: credito, digitale, export, turismo, informazione sui provvedimenti, oltre all’affiancamento alle Prefetture di tutta Italia per individuare le attività che potevano restare aperte. Duecento milioni di euro è la cifra che abbiamo destinato soltanto al credito per venire incontro al grave deficit di liquidità delle imprese”.

“Sarebbe un errore – ha aggiunto Prete - ritenere di recuperare terreno senza il supporto dei corpi intermedi che garantiscono rappresentatività alle categorie sulla base della sussidiarietà”. 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Energia e gas: cala il costo per le imprese ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4481C160S123/energia-e-gas--cala-il-costo-per-le-imprese.htm Thu, 11 Jun 2020 11:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4481C160S123/energia-e-gas--cala-il-costo-per-le-imprese.htm Il calo del costo di gas naturale ed energia elettrica, causato sia dalla riduzione dei quantitativi degli scambi commerciali sia dallo stop delle attività di trasporto e la riduzione dei consumi causati dall’emergenza sanitaria, ha comportato una riduzione della spesa per le imprese italiane. Dal monitoraggio periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle imprese operato da Unioncamere e BMTI con il supporto di REF Ricerche, emerge che nel secondo trimestre la riduzione media della spesa, riferita ad alcuni profili tipo rappresentativi delle esigenze produttive e di consumo delle PMI italiane (negozio di ortofrutta, supermercato, bar, parrucchiere, ristorante, albergo), sarà del -17,5% per l’energia elettrica e del -15% per il gas rispetto allo stesso periodo del 2019.

La spesa unitaria media si assesterà dunque sui 181 euro al MWh per l’energia elettrica e 0,65 euro al mC per il gas naturale. Nello specifico, tra i differenti profili tipo di impresa analizzati, per quanto riguarda l’energia elettrica le riduzioni dei costi oscillano tra il -15% per il negozio di ortofrutta e il -20% per l’albergo. Per la spesa di gas naturale il calo si attesta tra il -14% per il negozio di ortofrutta e il -16% per il ristorante.


Per quanto riguarda il petrolio, il Brent (il principale punto di riferimento mondiale del prezzo) è precipitato dagli oltre 70 dollari al barile toccati a gennaio fino ai 16 dollari al barile di aprile, il minimo storico del 2020, per recuperare parzialmente fino ai 36 dollari al barile a maggio. Anche le quotazioni del gas naturale sono crollate per effetto della chiusura delle industrie e delle attività commerciali. Il prezzo ha sfiorato i 15 centesimi di euro al mC a maggio (-48% rispetto ad un anno fa e - 43% rispetto a tre mesi fa). I primi mesi dell’anno hanno determinato in Italia anche una riduzione della produzione totale di energia elettrica (-6,4% rispetto al I trimestre del 2019), principalmente imputabile all’eolico (-17,4%) e al termoelettrico (-9,4%). Cresce invece l’idroelettrico (+17,5%).

 

Il monitoraggio dei costi dell'energia 

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Il calo del costo di gas naturale ed energia elettrica, causato sia dalla riduzione dei quantitativi degli scambi commerciali sia dallo stop delle attività di trasporto e la riduzione dei consumi causati dall’emergenza sanitaria, ha comportato una riduzione della spesa per le imprese italiane. Dal monitoraggio periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle imprese operato da Unioncamere e BMTI con il supporto di REF Ricerche, emerge che nel secondo trimestre la riduzione media della spesa, riferita ad alcuni profili tipo rappresentativi delle esigenze produttive e di consumo delle PMI italiane (negozio di ortofrutta, supermercato, bar, parrucchiere, ristorante, albergo), sarà del -17,5% per l’energia elettrica e del -15% per il gas rispetto allo stesso periodo del 2019.

La spesa unitaria media si assesterà dunque sui 181 euro al MWh per l’energia elettrica e 0,65 euro al mC per il gas naturale. Nello specifico, tra i differenti profili tipo di impresa analizzati, per quanto riguarda l’energia elettrica le riduzioni dei costi oscillano tra il -15% per il negozio di ortofrutta e il -20% per l’albergo. Per la spesa di gas naturale il calo si attesta tra il -14% per il negozio di ortofrutta e il -16% per il ristorante.


Per quanto riguarda il petrolio, il Brent (il principale punto di riferimento mondiale del prezzo) è precipitato dagli oltre 70 dollari al barile toccati a gennaio fino ai 16 dollari al barile di aprile, il minimo storico del 2020, per recuperare parzialmente fino ai 36 dollari al barile a maggio. Anche le quotazioni del gas naturale sono crollate per effetto della chiusura delle industrie e delle attività commerciali. Il prezzo ha sfiorato i 15 centesimi di euro al mC a maggio (-48% rispetto ad un anno fa e - 43% rispetto a tre mesi fa). I primi mesi dell’anno hanno determinato in Italia anche una riduzione della produzione totale di energia elettrica (-6,4% rispetto al I trimestre del 2019), principalmente imputabile all’eolico (-17,4%) e al termoelettrico (-9,4%). Cresce invece l’idroelettrico (+17,5%).

 

Il monitoraggio dei costi dell'energia 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )