Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Premio Impresa Ambiente, prorogato al 27 settembre il termine per presentare le candidature al più alto riconoscimento italiano per le aziende green ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4885C160S123/premio-impresa-ambiente--prorogato-al-27-settembre-il-termine-per-presentare-le-candidature-al-pił-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Fri, 17 Sep 2021 13:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4885C160S123/premio-impresa-ambiente--prorogato-al-27-settembre-il-termine-per-presentare-le-candidature-al-pił-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente

Candidature sul sito www.premioimpresambiente.it

 

C’è ancora tempo fino al 27 settembre 2021 per candidarsi al Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. La IX edizione del premio è promossa dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero della Transizione ecologica, e si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente

Candidature sul sito www.premioimpresambiente.it

 

C’è ancora tempo fino al 27 settembre 2021 per candidarsi al Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. La IX edizione del premio è promossa dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero della Transizione ecologica, e si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 526mila assunzioni previste dalle imprese a settembre ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4884C160S123/lavoro--526mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-a-settembre.htm Fri, 17 Sep 2021 10:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4884C160S123/lavoro--526mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-a-settembre.htm Nel trimestre previsti 1,5 milioni di contratti: 436mila nell’industria e oltre 1 milione nei servizi

Sono oltre 526mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di settembre, circa 91mila in più (+20,9%) rispetto allo stesso periodo del 2019; nel trimestre settembre-novembre le imprese hanno in programma di assumere 1,5 milioni di lavoratori (+23,5% rispetto all’analogo trimestre 2019). Prende velocità la domanda di lavoro sostenuta dal buon andamento dell’economia italiana, sebbene a livello mondiale stiano emergendo crescenti tensioni per il costo dell’energia e di altre materie prime. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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Nel trimestre previsti 1,5 milioni di contratti: 436mila nell’industria e oltre 1 milione nei servizi

Sono oltre 526mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di settembre, circa 91mila in più (+20,9%) rispetto allo stesso periodo del 2019; nel trimestre settembre-novembre le imprese hanno in programma di assumere 1,5 milioni di lavoratori (+23,5% rispetto all’analogo trimestre 2019). Prende velocità la domanda di lavoro sostenuta dal buon andamento dell’economia italiana, sebbene a livello mondiale stiano emergendo crescenti tensioni per il costo dell’energia e di altre materie prime. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Turismo: Bologna, Milano e i Colli Euganei i più accessibili ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4881C160S123/turismo--bologna--milano-e-i-colli-euganei-i-pił-accessibili-.htm Fri, 10 Sep 2021 10:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4881C160S123/turismo--bologna--milano-e-i-colli-euganei-i-pił-accessibili-.htm I risultati della ricerca su connettività e accessibilità delle mete turistiche italiane

Va a Bologna la medaglia d’oro della facilità di accesso, con auto, treno o aereo, tra le destinazioni turistiche italiane, precedendo Milano e le Terme e Colli Euganei. Molte delle bellezze della Sardegna, tipo Alghero o la Gallura, la Sicilia occidentale e il Gargano, con la sua perla Vieste, hanno invece ampi margini di miglioramento della propria accessibilità. È quanto mostra la ricerca realizzata da Uniontrasporti per Unioncamere su 63 destinazioni turistiche italiane.

Andando a considerare le performance delle destinazioni con le diverse modalità di trasporto (stradale, ferroviario ed aerea) l’analisi ha elaborato un indicatore di accessibilità multimodale, che restituisce la capacità complessiva di una determinata località turistica di essere raggiunta in maniera agevole.

Secondo il modello costruito, Bologna vanta un livello di accessibilità superiore alla media nazionale del 32%. Al secondo posto si colloca la città di Milano, con accessibilità complessiva superiore alla media del 29%, mentre al terzo posto si trovano le Terme e Colli Euganei in Veneto. Nella top ten figurano 8 città d’arte (Bologna, Milano, Roma, Parma, Firenze, Pordenone, Napoli e Salerno) ma solo 2 destinazioni puramente turistiche come i Colli Euganei e il Litorale Veneto. Nonostante risultino facilmente accessibili con la modalità aerea, le destinazioni più remote come quelle sarde, siciliane e calabresi si posizionano comunque agli ultimi posti della classifica finale, così come il Gargano. Un livello critico di accessibilità però non riguarda solo le Isole maggiori e alcune aree del Mezzogiorno: molte aree montane sono raggiungibili solo con il mezzo privato come accade per le aree turistiche valdostane che si posizionano al 44° posto (Monte Cervino) e al 58° (Gran Paradiso).

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I risultati della ricerca su connettività e accessibilità delle mete turistiche italiane

Va a Bologna la medaglia d’oro della facilità di accesso, con auto, treno o aereo, tra le destinazioni turistiche italiane, precedendo Milano e le Terme e Colli Euganei. Molte delle bellezze della Sardegna, tipo Alghero o la Gallura, la Sicilia occidentale e il Gargano, con la sua perla Vieste, hanno invece ampi margini di miglioramento della propria accessibilità. È quanto mostra la ricerca realizzata da Uniontrasporti per Unioncamere su 63 destinazioni turistiche italiane.

Andando a considerare le performance delle destinazioni con le diverse modalità di trasporto (stradale, ferroviario ed aerea) l’analisi ha elaborato un indicatore di accessibilità multimodale, che restituisce la capacità complessiva di una determinata località turistica di essere raggiunta in maniera agevole.

Secondo il modello costruito, Bologna vanta un livello di accessibilità superiore alla media nazionale del 32%. Al secondo posto si colloca la città di Milano, con accessibilità complessiva superiore alla media del 29%, mentre al terzo posto si trovano le Terme e Colli Euganei in Veneto. Nella top ten figurano 8 città d’arte (Bologna, Milano, Roma, Parma, Firenze, Pordenone, Napoli e Salerno) ma solo 2 destinazioni puramente turistiche come i Colli Euganei e il Litorale Veneto. Nonostante risultino facilmente accessibili con la modalità aerea, le destinazioni più remote come quelle sarde, siciliane e calabresi si posizionano comunque agli ultimi posti della classifica finale, così come il Gargano. Un livello critico di accessibilità però non riguarda solo le Isole maggiori e alcune aree del Mezzogiorno: molte aree montane sono raggiungibili solo con il mezzo privato come accade per le aree turistiche valdostane che si posizionano al 44° posto (Monte Cervino) e al 58° (Gran Paradiso).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Fallimenti, nei primi sei mesi del 2021 restano sotto i valori pre-covid ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4877C160S123/fallimenti--nei-primi-sei-mesi-del-2021-restano-sotto-i-valori-pre-covid.htm Thu, 26 Aug 2021 10:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4877C160S123/fallimenti--nei-primi-sei-mesi-del-2021-restano-sotto-i-valori-pre-covid.htm Tra gennaio e giugno aperte 4.700 procedure, il 13% in meno di due anni fa

Resta contenuto, e al disotto dei valori del periodo pre-pandemia, il numero delle imprese costrette a portare i libri in tribunale per chiudere l’attività. Nei primi sei mesi del 2021, infatti - secondo i dati Unioncamere-InfoCamere tratti dal Registro delle Imprese delle Camere di commercio - sono state 4.667 le imprese che hanno avviato una procedura fallimentare, contro le 5.380 del corrispondente periodo del 2019, prima dell’irrompere dell’emergenza Covid.

Nel mezzo, si colloca il dato delle 2.924 dichiarazioni di fallimento presentate dei primi sei mesi del 2020, segnati tuttavia dall’imposizione del lockdown e dal prolungato stop alle attività dei tribunali. Il tasso di fallimento delle imprese italiane – dato dal numero di procedure fallimentari aperte ogni mille imprese registrate - si attesta dunque al valore di 0,76.

E’ quanto risulta dall’indagine condotta da Unioncamere e InfoCamere, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, sulle aperture di procedure fallimentari nei primi sei mesi degli ultimi tre anni.

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Tra gennaio e giugno aperte 4.700 procedure, il 13% in meno di due anni fa

Resta contenuto, e al disotto dei valori del periodo pre-pandemia, il numero delle imprese costrette a portare i libri in tribunale per chiudere l’attività. Nei primi sei mesi del 2021, infatti - secondo i dati Unioncamere-InfoCamere tratti dal Registro delle Imprese delle Camere di commercio - sono state 4.667 le imprese che hanno avviato una procedura fallimentare, contro le 5.380 del corrispondente periodo del 2019, prima dell’irrompere dell’emergenza Covid.

Nel mezzo, si colloca il dato delle 2.924 dichiarazioni di fallimento presentate dei primi sei mesi del 2020, segnati tuttavia dall’imposizione del lockdown e dal prolungato stop alle attività dei tribunali. Il tasso di fallimento delle imprese italiane – dato dal numero di procedure fallimentari aperte ogni mille imprese registrate - si attesta dunque al valore di 0,76.

E’ quanto risulta dall’indagine condotta da Unioncamere e InfoCamere, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, sulle aperture di procedure fallimentari nei primi sei mesi degli ultimi tre anni.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Digitale: ancora molta strada da fare, solo metà degli italiani ha dimestichezza col web ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4874C160S123/digitale--ancora-molta-strada-da-fare--solo-metą-degli-italiani-ha-dimestichezza-col-web.htm Fri, 20 Aug 2021 08:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4874C160S123/digitale--ancora-molta-strada-da-fare--solo-metą-degli-italiani-ha-dimestichezza-col-web.htm Un italiano su due padroneggia gli strumenti di base di Internet, quasi 3 su 10 possono definirsi coach ma solo il 3,8% è leader e vanta competenze digitali avanzate. È quanto emerge dai dati di Digital Skill Voyager , il nuovo strumento per la valutazione delle competenze digitali offerto gratuitamente dai PID - Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio.

L’Italia sta affrontando a grande velocità la transizione digitale”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Per portarla a pieno compimento, però, non bastano le tecnologie, serve il capitale umano che sappia utilizzarle, arricchendo ed innovando il proprio lavoro quotidiano. Occorre lavorare ancora di più, quindi, sulle competenze dei singoli cittadini e delle imprese, ambito prioritario di intervento dei Pid delle Camere di commercio”.
 

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Un italiano su due padroneggia gli strumenti di base di Internet, quasi 3 su 10 possono definirsi coach ma solo il 3,8% è leader e vanta competenze digitali avanzate. È quanto emerge dai dati di Digital Skill Voyager , il nuovo strumento per la valutazione delle competenze digitali offerto gratuitamente dai PID - Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio.

L’Italia sta affrontando a grande velocità la transizione digitale”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Per portarla a pieno compimento, però, non bastano le tecnologie, serve il capitale umano che sappia utilizzarle, arricchendo ed innovando il proprio lavoro quotidiano. Occorre lavorare ancora di più, quindi, sulle competenze dei singoli cittadini e delle imprese, ambito prioritario di intervento dei Pid delle Camere di commercio”.
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ L'effetto filiera fa bene alle imprese: il 41% fuori da crisi già quest'anno ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4873C160S123/l-effetto-filiera-fa-bene-alle-imprese--il-41--fuori-da-crisi-gią-quest-anno.htm Tue, 17 Aug 2021 08:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4873C160S123/l-effetto-filiera-fa-bene-alle-imprese--il-41--fuori-da-crisi-gią-quest-anno.htm 3,8milioni le imprese, 3 su 5 nelle costruzioni e agroalimentare

Le imprese che operano all’interno di filiere sono più innovative, più aperte ai mercati stranieri e più ottimiste sul futuro di quelle che lavorano in maniera isolata. Il 41% di queste imprese prevede di recuperare i livelli produttivi pre-COVID già entro quest'anno, contro il 36% delle altre aziende. Una quota che sale al 45% per le imprese in filiera che hanno investito nelle tecnologie 4.0 contro il 35% delle altre digitalizzate. Innovazione e export sono tra le leve strategiche su cui puntano per stare sul mercato. Il 62% delle imprese che lavorano insieme ha fatto investimenti per innovare (contro il 38% delle altre) e il 22% esporta, con punte che arrivano al 30% nelle filiere 4.0 (contro il 24% delle altre digitalizzate). La collaborazione tra imprese che hanno attività interconnesse lungo tutta la catena del valore - dalla creazione sino alla distribuzione- di un bene o servizio - si rileva quindi un importante fattore di competitività per gli imprenditori, soprattutto se abbracciano il digitale avanzato.

È quanto emerge da un’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne su dati Unioncamere/InfoCamere sulle 17 filiere individuate dal ministero dello Sviluppo economico. Un universo che conta oltre 3,8 milioni di imprese attive - il 75% del sistema imprenditoriale italiano-, occupa più di 12 milioni addetti (71,4% del totale economia extra-agricola) e genera 2.500 miliardi di euro di fatturato (78,9% del totale industria e servizi).

Più di 3 imprese su 4 del nostro paese operano all’interno di filiere, alcune più corte, di territorio, altre  più internazionali; tante si sono modificate per gli effetti della crisi pandemica”, commenta il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “In molte il rapporto tra le imprese non si esaurisce nel contratto di fornitura ma, come mostrano diverse analisi di Unioncamere, si arricchisce con fattori qualitativi, servizi, supporti finanziari, percorsi di certificazione, spesso indotti dalle aziende capo-filiere, normalmente medie o grandi. Questi fattori e supporti diventano molto importanti in questi anni in cui centinaia di migliaia di piccole aziende, il cuore della nostra economia, dovranno affrontare il ripido percorso della doppia transizione, digitale e ambientale. Sono perciò necessarie scelte pubbliche che aiutino l’irrobustimento delle filiere, dei legami forti che si istaurano al loro interno e le aggregazioni tra imprese, per salvaguardare la competitività del nostro sistema”.

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3,8milioni le imprese, 3 su 5 nelle costruzioni e agroalimentare

Le imprese che operano all’interno di filiere sono più innovative, più aperte ai mercati stranieri e più ottimiste sul futuro di quelle che lavorano in maniera isolata. Il 41% di queste imprese prevede di recuperare i livelli produttivi pre-COVID già entro quest'anno, contro il 36% delle altre aziende. Una quota che sale al 45% per le imprese in filiera che hanno investito nelle tecnologie 4.0 contro il 35% delle altre digitalizzate. Innovazione e export sono tra le leve strategiche su cui puntano per stare sul mercato. Il 62% delle imprese che lavorano insieme ha fatto investimenti per innovare (contro il 38% delle altre) e il 22% esporta, con punte che arrivano al 30% nelle filiere 4.0 (contro il 24% delle altre digitalizzate). La collaborazione tra imprese che hanno attività interconnesse lungo tutta la catena del valore - dalla creazione sino alla distribuzione- di un bene o servizio - si rileva quindi un importante fattore di competitività per gli imprenditori, soprattutto se abbracciano il digitale avanzato.

È quanto emerge da un’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne su dati Unioncamere/InfoCamere sulle 17 filiere individuate dal ministero dello Sviluppo economico. Un universo che conta oltre 3,8 milioni di imprese attive - il 75% del sistema imprenditoriale italiano-, occupa più di 12 milioni addetti (71,4% del totale economia extra-agricola) e genera 2.500 miliardi di euro di fatturato (78,9% del totale industria e servizi).

Più di 3 imprese su 4 del nostro paese operano all’interno di filiere, alcune più corte, di territorio, altre  più internazionali; tante si sono modificate per gli effetti della crisi pandemica”, commenta il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “In molte il rapporto tra le imprese non si esaurisce nel contratto di fornitura ma, come mostrano diverse analisi di Unioncamere, si arricchisce con fattori qualitativi, servizi, supporti finanziari, percorsi di certificazione, spesso indotti dalle aziende capo-filiere, normalmente medie o grandi. Questi fattori e supporti diventano molto importanti in questi anni in cui centinaia di migliaia di piccole aziende, il cuore della nostra economia, dovranno affrontare il ripido percorso della doppia transizione, digitale e ambientale. Sono perciò necessarie scelte pubbliche che aiutino l’irrobustimento delle filiere, dei legami forti che si istaurano al loro interno e le aggregazioni tra imprese, per salvaguardare la competitività del nostro sistema”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Stranieri, nel I semestre 2021 la vitalità delle imprese supera i livelli pre-covid : +16mila contro +10mila del 2019 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4872C160S123/stranieri--nel-i-semestre-2021-la-vitalitą-delle-imprese-supera-i-livelli-pre-covid----16mila-contro--10mila--del-2019.htm Thu, 12 Aug 2021 16:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4872C160S123/stranieri--nel-i-semestre-2021-la-vitalitą-delle-imprese-supera-i-livelli-pre-covid----16mila-contro--10mila--del-2019.htm Negli ultimi tre anni in calo le imprese individuali di marocchini, cinesi e bengalesi, in aumento quelle di romeni, albanesi e pakistani

Riprende slancio e supera i livelli pre-pandemia la vitalità dell’imprenditoria immigrata. Tra gennaio e giugno il bilancio tra le nuove imprese aperte da stranieri e quelle che hanno chiuso i battenti ha fatto registrare un saldo positivo di 16.197 unità, nettamente più elevato del corrispondente periodo del 2020 – fortemente influenzato dal lockdown – ma anche del primo semestre del 2019, quando l’incremento netto delle imprese di stranieri fu di 10.205 unità. E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio al 30 giugno 2021.

Nel complesso - con una quota ormai stabilmente attestata al 10,5% del totale delle imprese registrate - il fenomeno dell’imprenditoria straniera rappresenta una parte strutturalmente significativa del tessuto imprenditoriale nazionale. In Toscana (14,4%), Liguria (14,3) e Lombardia (13) si registrano le concentrazioni più elevate sul totale delle imprese esistenti, mentre Basilicata (3,9), Valle d’Aosta e Sicilia (6,1) fanno segnare quelle meno significative. In valore assoluto, la terra di elezione dell’imprenditoria straniera è la Lombardia, dove hanno sede 124.603 imprese guidate da persone nate fuori dei confini nazionali. A distanza seguono il Lazio (81.938) e la Toscana (58.937).

Tre imprese di stranieri su quattro (per la precisione 484.888 imprese, il 75,8% del totale) opera nella forma più semplice di impresa individuale, ma un consistente numero (105.298, il 16,5%) ha scelto la forma della società di capitale. Commercio al dettaglio (160.415 imprese), lavori di costruzione specializzati (123.225) e ristorazione (49.339) costituiscono le attività in assoluto più praticate dagli imprenditori stranieri nel nostro Paese. Da notare, tuttavia, come la maggiore presenza a livello settoriale si registri nelle attività della confezione di articoli di abbigliamento, dove le 17.039 imprese registrate alla fine del giugno scorso rapprsentavano il 33% di tutto il comparto a livello nazionale.

Infine, guardando alle sole imprese individuali (le uniche per le quali sia possibile associare la nazionalità partendo dal Paese di nascita del titolare), tra i primi dieci Paesi di provenienza i dati del I semestre 2021 segnalano l’arretramento (seppur lieve) di alcune nazionalità “storiche” come quella del Marocco (comunque stabilmente al primo posto quanto a imprese registrate: oltre 63mila, il 12,9% del totale delle imprese individuali straniere), della Cina e del Bangladesh a vantaggio di Romania (che consolida il suo secondo posto con 53.079 unità, il 10,8% del totale), Albania e Pakistan.

 

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Negli ultimi tre anni in calo le imprese individuali di marocchini, cinesi e bengalesi, in aumento quelle di romeni, albanesi e pakistani

Riprende slancio e supera i livelli pre-pandemia la vitalità dell’imprenditoria immigrata. Tra gennaio e giugno il bilancio tra le nuove imprese aperte da stranieri e quelle che hanno chiuso i battenti ha fatto registrare un saldo positivo di 16.197 unità, nettamente più elevato del corrispondente periodo del 2020 – fortemente influenzato dal lockdown – ma anche del primo semestre del 2019, quando l’incremento netto delle imprese di stranieri fu di 10.205 unità. E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio al 30 giugno 2021.

Nel complesso - con una quota ormai stabilmente attestata al 10,5% del totale delle imprese registrate - il fenomeno dell’imprenditoria straniera rappresenta una parte strutturalmente significativa del tessuto imprenditoriale nazionale. In Toscana (14,4%), Liguria (14,3) e Lombardia (13) si registrano le concentrazioni più elevate sul totale delle imprese esistenti, mentre Basilicata (3,9), Valle d’Aosta e Sicilia (6,1) fanno segnare quelle meno significative. In valore assoluto, la terra di elezione dell’imprenditoria straniera è la Lombardia, dove hanno sede 124.603 imprese guidate da persone nate fuori dei confini nazionali. A distanza seguono il Lazio (81.938) e la Toscana (58.937).

Tre imprese di stranieri su quattro (per la precisione 484.888 imprese, il 75,8% del totale) opera nella forma più semplice di impresa individuale, ma un consistente numero (105.298, il 16,5%) ha scelto la forma della società di capitale. Commercio al dettaglio (160.415 imprese), lavori di costruzione specializzati (123.225) e ristorazione (49.339) costituiscono le attività in assoluto più praticate dagli imprenditori stranieri nel nostro Paese. Da notare, tuttavia, come la maggiore presenza a livello settoriale si registri nelle attività della confezione di articoli di abbigliamento, dove le 17.039 imprese registrate alla fine del giugno scorso rapprsentavano il 33% di tutto il comparto a livello nazionale.

Infine, guardando alle sole imprese individuali (le uniche per le quali sia possibile associare la nazionalità partendo dal Paese di nascita del titolare), tra i primi dieci Paesi di provenienza i dati del I semestre 2021 segnalano l’arretramento (seppur lieve) di alcune nazionalità “storiche” come quella del Marocco (comunque stabilmente al primo posto quanto a imprese registrate: oltre 63mila, il 12,9% del totale delle imprese individuali straniere), della Cina e del Bangladesh a vantaggio di Romania (che consolida il suo secondo posto con 53.079 unità, il 10,8% del totale), Albania e Pakistan.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 257mila assunzioni previste dalle imprese ad agosto ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4870C160S123/lavoro--257mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-ad-agosto.htm Thu, 05 Aug 2021 11:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4870C160S123/lavoro--257mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-ad-agosto.htm Prosegue la ripresa per turismo, costruzioni e manifatturiero

Sono circa 257mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di agosto, oltre 9mila in più (+3,7%) rispetto allo stesso periodo del 2019; nel trimestre agosto-ottobre le imprese  hanno in  programma  di assumere  1,2  milioni  di lavoratori (+13,8%   rispetto   all’analogo   trimestre   2019).   Sono   i   dati incoraggianti,   contenuti   nel Bollettino del  Sistema informativo Excelsior,  realizzato da  Unioncamere e Anpal, che confermano il clima di fiducia e la ripresa della domanda di lavoro delle imprese, in linea con l’importante crescita del PIL registrata dall’ISTAT nel secondo trimestre 2021.

 
L’industria programma per il mese di agosto 72mila entrate, che salgono a oltre 342mila nell’orizzonte   temporale   del   trimestre   agosto?ottobre,   con   tassi   di   crescita rispettivamente del 3,2% e del 10,9% con riferimento al 2019. A loro volta i servizi hanno in programma di attivare per il mese 184mila contratti di lavoro (+4,0%) e oltre 878mila contratti per l’intero trimestre (+15%). Notevoli i segnali di ripresa dei settori più a lungo soggetti alle restrizioni, quali i servizi turistici che continuano la fase ascendente iniziata a luglio e programmano per agosto 63mila entrate (+36,1% rispetto ad agosto 2019). Si conferma anche la rapida ripresa del manifatturiero e delle costruzioni che prosegue anche ad agosto con  un tasso di crescita delle entrate programmate pari rispettivamente a +2,1% e +6,2% se confrontate con lo stesso periodo del 2019.


La difficoltà di reperimento delle figure ricercate dalle imprese si mantiene elevata e si attesta al 32,7%. Sono difficili da reperire in particolare le figure professionali da inserire nell’area   aziendale   “Sistemi   informativi”   (difficili   da   reperire   il   59,6%   dei   candidati ricercati);   seguono   i   profili   professionali   delle   aree   “Installazione   e   manutenzione” (48,3%)   e   “Progettazione   e   sviluppo”   (46,2%).   Le   figure   professionali   di   più   difficile reperimento riportate nel Borsino delle professioni sono artigiani e operai specializzati addetti   alle   rifiniture   delle   costruzioni   (60,6%),   tecnici   informatici,   telematici   e   delle telecomunicazioni   (58,7%),   artigiani   e   operai   specializzati   nella   installazione   e manutenzione   attrezzature   elettriche   e   elettroniche   (58,5%),   tecnici   in   campo ingegneristico (53,0%).


Il   bilancio   positivo   rispetto   al   pre Covid   è   dovuto   soprattutto   ai   contratti   a   tempo determinato che dopo aver sofferto più delle altre tipologie contrattuali gli effetti della pandemia,  beneficiano della  ripresa delle attività e  segnano circa  10mila unità in più (+7,3%  rispetto ad agosto 2019). Seguono gli altri contratti alle dipendenze con circa 7mila unità in più (+109,4%) e le collaborazioni con un incremento di oltre 2mila contratti (+94,6%). Ancora sotto i livelli 2019, invece, si collocano i contratti a tempo indeterminato e  i  contratti in  somministrazione,  rispettivamente   con  meno 5mila e  meno 6mila  unità   (-9,6% e -20,9%).

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Prosegue la ripresa per turismo, costruzioni e manifatturiero

Sono circa 257mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di agosto, oltre 9mila in più (+3,7%) rispetto allo stesso periodo del 2019; nel trimestre agosto-ottobre le imprese  hanno in  programma  di assumere  1,2  milioni  di lavoratori (+13,8%   rispetto   all’analogo   trimestre   2019).   Sono   i   dati incoraggianti,   contenuti   nel Bollettino del  Sistema informativo Excelsior,  realizzato da  Unioncamere e Anpal, che confermano il clima di fiducia e la ripresa della domanda di lavoro delle imprese, in linea con l’importante crescita del PIL registrata dall’ISTAT nel secondo trimestre 2021.

 
L’industria programma per il mese di agosto 72mila entrate, che salgono a oltre 342mila nell’orizzonte   temporale   del   trimestre   agosto?ottobre,   con   tassi   di   crescita rispettivamente del 3,2% e del 10,9% con riferimento al 2019. A loro volta i servizi hanno in programma di attivare per il mese 184mila contratti di lavoro (+4,0%) e oltre 878mila contratti per l’intero trimestre (+15%). Notevoli i segnali di ripresa dei settori più a lungo soggetti alle restrizioni, quali i servizi turistici che continuano la fase ascendente iniziata a luglio e programmano per agosto 63mila entrate (+36,1% rispetto ad agosto 2019). Si conferma anche la rapida ripresa del manifatturiero e delle costruzioni che prosegue anche ad agosto con  un tasso di crescita delle entrate programmate pari rispettivamente a +2,1% e +6,2% se confrontate con lo stesso periodo del 2019.


La difficoltà di reperimento delle figure ricercate dalle imprese si mantiene elevata e si attesta al 32,7%. Sono difficili da reperire in particolare le figure professionali da inserire nell’area   aziendale   “Sistemi   informativi”   (difficili   da   reperire   il   59,6%   dei   candidati ricercati);   seguono   i   profili   professionali   delle   aree   “Installazione   e   manutenzione” (48,3%)   e   “Progettazione   e   sviluppo”   (46,2%).   Le   figure   professionali   di   più   difficile reperimento riportate nel Borsino delle professioni sono artigiani e operai specializzati addetti   alle   rifiniture   delle   costruzioni   (60,6%),   tecnici   informatici,   telematici   e   delle telecomunicazioni   (58,7%),   artigiani   e   operai   specializzati   nella   installazione   e manutenzione   attrezzature   elettriche   e   elettroniche   (58,5%),   tecnici   in   campo ingegneristico (53,0%).


Il   bilancio   positivo   rispetto   al   pre Covid   è   dovuto   soprattutto   ai   contratti   a   tempo determinato che dopo aver sofferto più delle altre tipologie contrattuali gli effetti della pandemia,  beneficiano della  ripresa delle attività e  segnano circa  10mila unità in più (+7,3%  rispetto ad agosto 2019). Seguono gli altri contratti alle dipendenze con circa 7mila unità in più (+109,4%) e le collaborazioni con un incremento di oltre 2mila contratti (+94,6%). Ancora sotto i livelli 2019, invece, si collocano i contratti a tempo indeterminato e  i  contratti in  somministrazione,  rispettivamente   con  meno 5mila e  meno 6mila  unità   (-9,6% e -20,9%).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Il sistema produttivo culturale e creativo del 2020 vale 84,6 miliardi di euro corrispondenti al 5,7% del valore aggiunto italiano ed attiva complessivamente 239,8 mld di euro ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4867C160S123/il-sistema-produttivo-culturale-e-creativo-del-2020-vale-84-6-miliardi-di-euro-corrispondenti-al-5-7--del-valore-aggiunto-italiano-ed-attiva-complessivamente-239-8-mld-di-euro.htm Wed, 04 Aug 2021 08:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4867C160S123/il-sistema-produttivo-culturale-e-creativo-del-2020-vale-84-6-miliardi-di-euro-corrispondenti-al-5-7--del-valore-aggiunto-italiano-ed-attiva-complessivamente-239-8-mld-di-euro.htm IL SETTORE CULTURALE OFFRE LAVORO A PIÙ DI UN MILIONE E MEZZO DI PERSONE

(5,9% DELL’OCCUPAZIONE COMPLESSIVA)

 

Cultura e bellezza in Italia sono tratti identitari radicati nella società e nell’economia. Da qui il titolo del rapporto Io sono cultura, e grazie alla loro forte relazione con la manifattura hanno dato vita ad una delle più forti identità produttive del mondo, il made in Italy. Oggi, ad un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia e in piena fase di ricostruzione e ripartenza, le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dell’ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza. Ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura creative-driven. Ossia quella manifattura che ha saputo incorporare professionisti e competenze culturali e creative nei processi produttivi, traducendo la bellezza in oggetti e portando il made in Italy nel mondo. Bellezza e cultura, quindi, sono parte del DNA italiano e sono alla base delle ricette made in Italy per la fuoriuscita dalle crisi. Io sono cultura annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I numeri dimostrano che la cultura è uno dei motori della nostra economia e lo studio propone numeri e storie ed è realizzato grazie al contributo di molte personalità di punta nei diversi settori.

Il rapporto quest’anno, arrivato all’undicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne SRL insieme a Regione Marche e Credito Sportivo ed è stato presentato con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Presidente Unioncamere, Andrea Prete, il direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti con i saluti dell’Assessore alla Cultura Regione Marche, Giorgia Latini. Ha moderato i lavori Paola Pierotti architetto, giornalista PPAN.

Il 2020 è stato un anno di grandi difficoltà per le attività culturali e creative – dichiara Andrea Prete, presidente di Unioncamere - con una perdita del -8,1%. Da 11 anni Unioncamere realizza insieme agli altri partner il Rapporto sulle industrie culturali e creative, un’esperienza unica ed uno strumento utile per impostare le politiche dedicate a questo settore. Che, per il suo altissimo apporto all’economia del Paese, merita la massima attenzione da parte di tutti i soggetti che possono contribuire alla sua ripresa e al suo sviluppo, tra i quali le Camere di commercio”.

 

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IL SETTORE CULTURALE OFFRE LAVORO A PIÙ DI UN MILIONE E MEZZO DI PERSONE

(5,9% DELL’OCCUPAZIONE COMPLESSIVA)

 

Cultura e bellezza in Italia sono tratti identitari radicati nella società e nell’economia. Da qui il titolo del rapporto Io sono cultura, e grazie alla loro forte relazione con la manifattura hanno dato vita ad una delle più forti identità produttive del mondo, il made in Italy. Oggi, ad un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia e in piena fase di ricostruzione e ripartenza, le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dell’ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza. Ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura creative-driven. Ossia quella manifattura che ha saputo incorporare professionisti e competenze culturali e creative nei processi produttivi, traducendo la bellezza in oggetti e portando il made in Italy nel mondo. Bellezza e cultura, quindi, sono parte del DNA italiano e sono alla base delle ricette made in Italy per la fuoriuscita dalle crisi. Io sono cultura annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I numeri dimostrano che la cultura è uno dei motori della nostra economia e lo studio propone numeri e storie ed è realizzato grazie al contributo di molte personalità di punta nei diversi settori.

Il rapporto quest’anno, arrivato all’undicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne SRL insieme a Regione Marche e Credito Sportivo ed è stato presentato con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Presidente Unioncamere, Andrea Prete, il direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti con i saluti dell’Assessore alla Cultura Regione Marche, Giorgia Latini. Ha moderato i lavori Paola Pierotti architetto, giornalista PPAN.

Il 2020 è stato un anno di grandi difficoltà per le attività culturali e creative – dichiara Andrea Prete, presidente di Unioncamere - con una perdita del -8,1%. Da 11 anni Unioncamere realizza insieme agli altri partner il Rapporto sulle industrie culturali e creative, un’esperienza unica ed uno strumento utile per impostare le politiche dedicate a questo settore. Che, per il suo altissimo apporto all’economia del Paese, merita la massima attenzione da parte di tutti i soggetti che possono contribuire alla sua ripresa e al suo sviluppo, tra i quali le Camere di commercio”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Energia e gas: forti aumenti nel III trimestre per le imprese ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4865C160S123/energia-e-gas--forti-aumenti-nel-iii-trimestre-per-le-imprese.htm Mon, 02 Aug 2021 10:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4865C160S123/energia-e-gas--forti-aumenti-nel-iii-trimestre-per-le-imprese.htm In forte aumento il costo di energia elettrica e gas naturale nel III trimestre 2021 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, per effetto di un incremento dei costi della materia prima legato ad un miglioramento delle prospettive economiche della domanda. A questo si aggiunge la sostenuta crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2 (oltre 50 euro/t nel mese di giugno a seguito delle attese di un possibile rafforzamento delle politiche di contenimento dei gas serra). Con riferimento all’energia elettrica, l'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha ridimensionato gli oneri generali, al fine di scongiurare un aumento ancora più pronunciato della bolletta, rinviando ad un momento futuro il previsto incremento degli oneri generali di sistema.

Dal monitoraggio periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle imprese operato da Unioncamere e BMTI con il supporto di REF Ricerche, emerge che nel terzo trimestre 2021 la spesa per energia elettrica e gas naturale, riferita ad alcuni profili tipo in regime di tutela rappresentativi delle esigenze produttive e di consumo delle PMI italiane (ad esempio negozio di ortofrutta, bar, parrucchiere), registrerà un aumento del 23% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno per l’energia elettrica e del 39% per il gas naturale.

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In forte aumento il costo di energia elettrica e gas naturale nel III trimestre 2021 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, per effetto di un incremento dei costi della materia prima legato ad un miglioramento delle prospettive economiche della domanda. A questo si aggiunge la sostenuta crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2 (oltre 50 euro/t nel mese di giugno a seguito delle attese di un possibile rafforzamento delle politiche di contenimento dei gas serra). Con riferimento all’energia elettrica, l'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha ridimensionato gli oneri generali, al fine di scongiurare un aumento ancora più pronunciato della bolletta, rinviando ad un momento futuro il previsto incremento degli oneri generali di sistema.

Dal monitoraggio periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle imprese operato da Unioncamere e BMTI con il supporto di REF Ricerche, emerge che nel terzo trimestre 2021 la spesa per energia elettrica e gas naturale, riferita ad alcuni profili tipo in regime di tutela rappresentativi delle esigenze produttive e di consumo delle PMI italiane (ad esempio negozio di ortofrutta, bar, parrucchiere), registrerà un aumento del 23% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno per l’energia elettrica e del 39% per il gas naturale.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese, tra aprile e giugno 31mila aperture in più rispetto al 2020 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4858C160S123/imprese--tra-aprile-e-giugno-31mila-aperture-in-pił-rispetto-al-2020.htm Fri, 23 Jul 2021 10:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4858C160S123/imprese--tra-aprile-e-giugno-31mila-aperture-in-pił-rispetto-al-2020.htm Crescono le iscrizioni trainate dall’aumento della fiducia delle imprese. Il secondo trimestre del 2021 segna un’accelerazione delle aperture di nuove attività che tornano ai valori pre-pandemia, anche se è ancora presto per parlare di ritorno alla normalità. E’ quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

Nel complesso, le aperture di nuove imprese tra aprile e giugno hanno toccato le 89.089 unità, un valore di poco al di sotto della media del triennio 2017-2019, prima dell’irrompere dell’emergenza sanitaria globale, e inferiore di sole 3.061 unità al dato del secondo trimestre 2019, quando le iscrizioni furono 92.150.

Il miglioramento del clima di fiducia negli ultimi mesi ha impattato su quasi la metà delle +31.167 imprese nate tra aprile e giugno 2021, rispetto allo stesso trimestre 2020. Secondo le analisi del Centro Studi Tagliacarne, infatti, un punto di fiducia in più o in meno influenza la nascita di un’impresa su due.

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Crescono le iscrizioni trainate dall’aumento della fiducia delle imprese. Il secondo trimestre del 2021 segna un’accelerazione delle aperture di nuove attività che tornano ai valori pre-pandemia, anche se è ancora presto per parlare di ritorno alla normalità. E’ quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

Nel complesso, le aperture di nuove imprese tra aprile e giugno hanno toccato le 89.089 unità, un valore di poco al di sotto della media del triennio 2017-2019, prima dell’irrompere dell’emergenza sanitaria globale, e inferiore di sole 3.061 unità al dato del secondo trimestre 2019, quando le iscrizioni furono 92.150.

Il miglioramento del clima di fiducia negli ultimi mesi ha impattato su quasi la metà delle +31.167 imprese nate tra aprile e giugno 2021, rispetto allo stesso trimestre 2020. Secondo le analisi del Centro Studi Tagliacarne, infatti, un punto di fiducia in più o in meno influenza la nascita di un’impresa su due.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Unioncamere: Carlo Sangalli conclude il mandato e lascia il testimone ad Andrea Prete ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4855C160S123/unioncamere--carlo-sangalli-conclude-il-mandato-e-lascia-il-testimone-ad-andrea-prete.htm Wed, 21 Jul 2021 10:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4855C160S123/unioncamere--carlo-sangalli-conclude-il-mandato-e-lascia-il-testimone-ad-andrea-prete.htm Carlo Sangalli conclude il mandato di presidente di Unioncamere e lascia il testimone ad Andrea Prete. L’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio ha eletto oggi all’unanimità alla guida dell’ente che rappresenta il sistema camerale italiano l’attuale presidente della Camera di commercio di Salerno.

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Carlo Sangalli conclude il mandato di presidente di Unioncamere e lascia il testimone ad Andrea Prete. L’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio ha eletto oggi all’unanimità alla guida dell’ente che rappresenta il sistema camerale italiano l’attuale presidente della Camera di commercio di Salerno.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Internazionalizzazione: al via l'alleanza tra Agenzia Ice, Unioncamere e Assocamerestero ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4852C160S123/internazionalizzazione--al-via-l-alleanza-tra-agenzia-ice--unioncamere-e-assocamerestero.htm Fri, 16 Jul 2021 12:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4852C160S123/internazionalizzazione--al-via-l-alleanza-tra-agenzia-ice--unioncamere-e-assocamerestero.htm Si stringono le maglie della rete di supporto all’internazionalizzazione delle imprese grazie alla nuova collaborazione sottoscritta tra Agenzia Ice, Unioncamere e Assocamerestero.  Nel quadro del Patto per l’export, il documento strategico per l’internazionalizzazione del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, i tre presidenti, Carlo Ferro, Carlo Sangalli e Gian Domenico Auricchio, hanno siglato un'intesa diretta a individuare nuove linee di attività, nel rispetto delle rispettive competenze, per far crescere e consolidare la presenza delle imprese italiane nel mondo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese e ai settori più colpiti dalla crisi economica.

“Avevamo da tempo già avviato un approccio di sistema e di collaborazione con gli attori dedicati all'internazionalizzazione delle imprese - ha ricordato il presidente dell’Agenzia ICE, Carlo Ferro -  questo accordo con le Camere di commercio, sia in Italia che all'estero, libera un potenziale sinergico molto elevato. In un momento in cui la pandemia richiede di fare di più per le imprese e i territori su cui insistono, uniamo le forze per aumentare il numero delle imprese esportatrici e rendere più strutturale la presenza all'estero delle PMI che esportano saltuariamente. Sono molto contento – ha proseguito Ferro - di poter avviare questa collaborazione che potenzia il ruolo dei rispettivi sistemi a sostegno sia delle aziende e, più in generale, dell'intera economia.  Mi fa piacere che la sottoscrizione dell’accordo avvenga nel contesto della presentazione della 35ma edizione del Rapporto sul commercio estero dedicata all’export come motore della ripresa. E mi fa piacere che avvenga in questi giorni: la festa che gli azzurri ci hanno regalato domenica sera lo dimostra: il successo è un gioco di squadra”.

“Nel momento in cui il nostro Paese sta ripartendo dopo le tante difficoltà di questa pandemia, è fondamentale che le imprese italiane abbiano a disposizione una rete di supporto coesa e strutturata”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “E’ quello che ci proponiamo rinnovando una collaborazione con l’Agenzia Ice in atto da anni, che contribuirà a favorire una presenza più estesa, meno episodica e più strutturale delle nostre imprese sui mercati esteri, obiettivo che il sistema camerale italiano persegue da tempo”.

“Con questo accordo, le 81 Camere di commercio Italiane all’Estero mettono a disposizione la propria expertise, frutto sia dell’appartenenza alle business communities locali, sia di una consolidata esperienza di mercato a sostegno dello sviluppo delle PMI italiane e dei nostri territori”, afferma il presidente di Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio. “In vista della piena ripresa del commercio mondiale dopo la pandemia, renderemo più ampia la collaborazione con l’Agenzia ICE e, in linea anche con il Patto per l’Export, continueremo a operare a fianco della Farnesina per sostenere le produzioni italiane nel mondo, attraverso iniziative come quelle del Progetto True Italian Taste".

Le attività che verranno sviluppate a seguito dell’accordo coinvolgeranno l’Agenzia nazionale Promos Italia Scrl, braccio operativo del sistema camerale italiano. Inoltre verranno coinvolte le altre strutture specializzate del sistema camerale. Per ampliare il bacino di aziende interessate a operare sui mercati esteri e consolidare la presenza delle PMI già operanti fuori dai confini italiani, i sottoscrittori dell’Accordo intendono integrare le iniziative, i programmi e i progetti dell’Agenzia Ice con le attività svolte dal sistema camerale in Italia e all’estero, sostenendo la realizzazione di attività congiunte sia nel campo della promozione, sia per la diffusione e il follow-up a livello aziendale delle iniziative della stessa ICE, sia all’interno dei programmi di promozione dell’attrattività dei territori, facendo leva in particolar modo sull’utilizzo delle tecnologie digitali e sulle potenzialità del web per lo sviluppo dei processi aziendali transnazionali.

 

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Si stringono le maglie della rete di supporto all’internazionalizzazione delle imprese grazie alla nuova collaborazione sottoscritta tra Agenzia Ice, Unioncamere e Assocamerestero.  Nel quadro del Patto per l’export, il documento strategico per l’internazionalizzazione del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, i tre presidenti, Carlo Ferro, Carlo Sangalli e Gian Domenico Auricchio, hanno siglato un'intesa diretta a individuare nuove linee di attività, nel rispetto delle rispettive competenze, per far crescere e consolidare la presenza delle imprese italiane nel mondo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese e ai settori più colpiti dalla crisi economica.

“Avevamo da tempo già avviato un approccio di sistema e di collaborazione con gli attori dedicati all'internazionalizzazione delle imprese - ha ricordato il presidente dell’Agenzia ICE, Carlo Ferro -  questo accordo con le Camere di commercio, sia in Italia che all'estero, libera un potenziale sinergico molto elevato. In un momento in cui la pandemia richiede di fare di più per le imprese e i territori su cui insistono, uniamo le forze per aumentare il numero delle imprese esportatrici e rendere più strutturale la presenza all'estero delle PMI che esportano saltuariamente. Sono molto contento – ha proseguito Ferro - di poter avviare questa collaborazione che potenzia il ruolo dei rispettivi sistemi a sostegno sia delle aziende e, più in generale, dell'intera economia.  Mi fa piacere che la sottoscrizione dell’accordo avvenga nel contesto della presentazione della 35ma edizione del Rapporto sul commercio estero dedicata all’export come motore della ripresa. E mi fa piacere che avvenga in questi giorni: la festa che gli azzurri ci hanno regalato domenica sera lo dimostra: il successo è un gioco di squadra”.

“Nel momento in cui il nostro Paese sta ripartendo dopo le tante difficoltà di questa pandemia, è fondamentale che le imprese italiane abbiano a disposizione una rete di supporto coesa e strutturata”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “E’ quello che ci proponiamo rinnovando una collaborazione con l’Agenzia Ice in atto da anni, che contribuirà a favorire una presenza più estesa, meno episodica e più strutturale delle nostre imprese sui mercati esteri, obiettivo che il sistema camerale italiano persegue da tempo”.

“Con questo accordo, le 81 Camere di commercio Italiane all’Estero mettono a disposizione la propria expertise, frutto sia dell’appartenenza alle business communities locali, sia di una consolidata esperienza di mercato a sostegno dello sviluppo delle PMI italiane e dei nostri territori”, afferma il presidente di Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio. “In vista della piena ripresa del commercio mondiale dopo la pandemia, renderemo più ampia la collaborazione con l’Agenzia ICE e, in linea anche con il Patto per l’Export, continueremo a operare a fianco della Farnesina per sostenere le produzioni italiane nel mondo, attraverso iniziative come quelle del Progetto True Italian Taste".

Le attività che verranno sviluppate a seguito dell’accordo coinvolgeranno l’Agenzia nazionale Promos Italia Scrl, braccio operativo del sistema camerale italiano. Inoltre verranno coinvolte le altre strutture specializzate del sistema camerale. Per ampliare il bacino di aziende interessate a operare sui mercati esteri e consolidare la presenza delle PMI già operanti fuori dai confini italiani, i sottoscrittori dell’Accordo intendono integrare le iniziative, i programmi e i progetti dell’Agenzia Ice con le attività svolte dal sistema camerale in Italia e all’estero, sostenendo la realizzazione di attività congiunte sia nel campo della promozione, sia per la diffusione e il follow-up a livello aziendale delle iniziative della stessa ICE, sia all’interno dei programmi di promozione dell’attrattività dei territori, facendo leva in particolar modo sull’utilizzo delle tecnologie digitali e sulle potenzialità del web per lo sviluppo dei processi aziendali transnazionali.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: prosegue la ripresa con oltre 534mila assunzioni previste dalle imprese (+25% rispetto a luglio 2019) ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4849C160S123/lavoro--prosegue-la-ripresa-con-oltre-534mila-assunzioni-previste-dalle-imprese---25--rispetto-a-luglio-2019-.htm Fri, 09 Jul 2021 11:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4849C160S123/lavoro--prosegue-la-ripresa-con-oltre-534mila-assunzioni-previste-dalle-imprese---25--rispetto-a-luglio-2019-.htm Sono oltre 534mila le opportunità di lavoro offerte dalle imprese a luglio e salgono a circa 1,3 milioni avendo come orizzonte previsionale l’intero trimestre luglio-settembre. Segnali positivi dal mondo delle imprese, con una domanda di lavoro che supera i livelli di luglio 2019 (+106mila con riferimento al mese; +658mila nel trimestre). E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

I segnali di ripresa che i più qualificati osservatori economici stanno registrando negli ultimi mesi per quanto riguarda la crescita delle esportazioni e degli investimenti, vengono confermati dalle interviste effettuate nell’ultima indagine mensile del Sistema Excelsior: le imprese nel 30,2% dei casi si attendono un incremento della produzione per il periodo luglio-settembre, mentre nel 12,8% dei casi hanno invece prospettive di riduzione. In questo quadro di ripresa economica crescono anche i flussi delle assunzioni per il mese di luglio. A trainare sono le positive performance del manifatturiero con 97mila entrate previste, in particolare, dalle industrie alimentari (24mila), dalle industrie meccatroniche (23mila), dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (16mila) e dal chimico-farmaceutico (9mila). Ancora sotto i livelli pre-Covid è invece il comparto del tessile-abbigliamento-calzature, per quanto in netta ripresa rispetto a luglio 2020. Bene anche la domanda di lavoro delle costruzioni che si attesta sulle 40mila unità.
Le imprese dei servizi, d’altro canto, programmano 397mila assunzioni anche grazie alla ripresa del turismo che supera i livelli pre-Covid con 155mila entrate. Seguono i servizi alle persone (con 57mila entrate programmate) e i servizi operativi (46mila). Il commercio mostra timidi segnali di ripresa (con 54mila entrate) benché si collochi ancora sotto i livelli di luglio 2019 (-8,3%).

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Sono oltre 534mila le opportunità di lavoro offerte dalle imprese a luglio e salgono a circa 1,3 milioni avendo come orizzonte previsionale l’intero trimestre luglio-settembre. Segnali positivi dal mondo delle imprese, con una domanda di lavoro che supera i livelli di luglio 2019 (+106mila con riferimento al mese; +658mila nel trimestre). E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

I segnali di ripresa che i più qualificati osservatori economici stanno registrando negli ultimi mesi per quanto riguarda la crescita delle esportazioni e degli investimenti, vengono confermati dalle interviste effettuate nell’ultima indagine mensile del Sistema Excelsior: le imprese nel 30,2% dei casi si attendono un incremento della produzione per il periodo luglio-settembre, mentre nel 12,8% dei casi hanno invece prospettive di riduzione. In questo quadro di ripresa economica crescono anche i flussi delle assunzioni per il mese di luglio. A trainare sono le positive performance del manifatturiero con 97mila entrate previste, in particolare, dalle industrie alimentari (24mila), dalle industrie meccatroniche (23mila), dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (16mila) e dal chimico-farmaceutico (9mila). Ancora sotto i livelli pre-Covid è invece il comparto del tessile-abbigliamento-calzature, per quanto in netta ripresa rispetto a luglio 2020. Bene anche la domanda di lavoro delle costruzioni che si attesta sulle 40mila unità.
Le imprese dei servizi, d’altro canto, programmano 397mila assunzioni anche grazie alla ripresa del turismo che supera i livelli pre-Covid con 155mila entrate. Seguono i servizi alle persone (con 57mila entrate programmate) e i servizi operativi (46mila). Il commercio mostra timidi segnali di ripresa (con 54mila entrate) benché si collochi ancora sotto i livelli di luglio 2019 (-8,3%).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ PA: Tripoli (Unioncamere), 741mila unità il fabbisogno occupazionale di qui al 2025 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4839C160S123/pa--tripoli--unioncamere---741mila-unitą-il-fabbisogno-occupazionale-di-qui-al-2025.htm Thu, 01 Jul 2021 17:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4839C160S123/pa--tripoli--unioncamere---741mila-unitą-il-fabbisogno-occupazionale-di-qui-al-2025.htm Serve nuova politica di assunzioni e aumento investimenti in formazione per trasformare la PA in fattore di competitività

La pubblica amministrazione italiana nei prossimi 5 anni avrà bisogno di oltre 741mila nuovi dipendenti, dei quali oltre 692mila per sostituire quelli che usciranno soprattutto per andare in pensione e circa 49mila lavoratori aggiuntivi. E’ la previsione sul fabbisogno 2021/2025 del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, resa nota dal segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, al convegno su “Pubblica amministrazione e impiego pubblico” in corso a Madonna di Campiglio (TN).

Il numero dei pubblici dipendenti, ricorda Tripoli, “è di poco superiore a 3,2 milioni di unità e, nonostante l’importanza dei valori assoluti, è al minimo storico da vent’anni a questa parte con un calo del 3,9% solo negli ultimi dieci anni. In rapporto alla popolazione, si tratta di uno dei livelli più bassi in Europa”. Inoltre, segnala Tripoli, “oggi, la PA è anziana: Il 55% dei dipendenti pubblici ha più di 55 anni contro il 37,3% del totale degli occupati, solo il 4,2% ha meno di 30 anni e l’età media è di 50,6 anni”. Sei dipendenti pubblici su 10 non sono laureati, due terzi dei laureati hanno una formazione giuridico-amministrativa con poche lauree Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) e tecnico-professionali. A fronte di ciò, per Tripoli, “occorre poi segnalare il calo esponenziale degli investimenti in formazione: dai 262 milioni di euro del 2008 ai 164 milioni nel 2019 (soli 48 euro per dipendente)”.

Anche per questo bisogna sfruttare “l’occasione del Recovery Plan per gestire bene l’ampio turnover dei prossimi anni, selezionando forze giovani e competenti, capaci di gestire il cambiamento verso green e digitale. Ciò è necessario – sottolinea Tripoli - per riqualificare la PA e trasformarla in fattore di competitività per l’economia italiana”.

Sempre secondo Excelsior, il 42% del fabbisogno occupazionale della PA dei prossimi anni è rappresentato da figure ad elevata specializzazione, seguite da un 21% di figure tecniche. “Quasi i due terzi della domanda di dipendenti pubblici nei prossimi anni –  conclude – sarà costituita da lavoratori in possesso di un titolo universitario mentre la quota residuale sarà rappresentata per lo più da diplomati”.
Occorre quindi “individuare subito le competenze necessarie, puntare sulle soft skill oltre che sulle hard skill, introdurre percorsi innovativi per la selezione del personale e rivedere i sistemi di valutazione orientandoli al risultato e premiando quegli enti pubblici che hanno la determinazione di cogliere la sfida”.

 

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Serve nuova politica di assunzioni e aumento investimenti in formazione per trasformare la PA in fattore di competitività

La pubblica amministrazione italiana nei prossimi 5 anni avrà bisogno di oltre 741mila nuovi dipendenti, dei quali oltre 692mila per sostituire quelli che usciranno soprattutto per andare in pensione e circa 49mila lavoratori aggiuntivi. E’ la previsione sul fabbisogno 2021/2025 del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, resa nota dal segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, al convegno su “Pubblica amministrazione e impiego pubblico” in corso a Madonna di Campiglio (TN).

Il numero dei pubblici dipendenti, ricorda Tripoli, “è di poco superiore a 3,2 milioni di unità e, nonostante l’importanza dei valori assoluti, è al minimo storico da vent’anni a questa parte con un calo del 3,9% solo negli ultimi dieci anni. In rapporto alla popolazione, si tratta di uno dei livelli più bassi in Europa”. Inoltre, segnala Tripoli, “oggi, la PA è anziana: Il 55% dei dipendenti pubblici ha più di 55 anni contro il 37,3% del totale degli occupati, solo il 4,2% ha meno di 30 anni e l’età media è di 50,6 anni”. Sei dipendenti pubblici su 10 non sono laureati, due terzi dei laureati hanno una formazione giuridico-amministrativa con poche lauree Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) e tecnico-professionali. A fronte di ciò, per Tripoli, “occorre poi segnalare il calo esponenziale degli investimenti in formazione: dai 262 milioni di euro del 2008 ai 164 milioni nel 2019 (soli 48 euro per dipendente)”.

Anche per questo bisogna sfruttare “l’occasione del Recovery Plan per gestire bene l’ampio turnover dei prossimi anni, selezionando forze giovani e competenti, capaci di gestire il cambiamento verso green e digitale. Ciò è necessario – sottolinea Tripoli - per riqualificare la PA e trasformarla in fattore di competitività per l’economia italiana”.

Sempre secondo Excelsior, il 42% del fabbisogno occupazionale della PA dei prossimi anni è rappresentato da figure ad elevata specializzazione, seguite da un 21% di figure tecniche. “Quasi i due terzi della domanda di dipendenti pubblici nei prossimi anni –  conclude – sarà costituita da lavoratori in possesso di un titolo universitario mentre la quota residuale sarà rappresentata per lo più da diplomati”.
Occorre quindi “individuare subito le competenze necessarie, puntare sulle soft skill oltre che sulle hard skill, introdurre percorsi innovativi per la selezione del personale e rivedere i sistemi di valutazione orientandoli al risultato e premiando quegli enti pubblici che hanno la determinazione di cogliere la sfida”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Sostenibilità: al via la IX edizione del Premio Impresa Ambiente ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4838C160S123/sostenibilitą--al-via-la-ix-edizione-del-premio-impresa-ambiente.htm Thu, 01 Jul 2021 10:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4838C160S123/sostenibilitą--al-via-la-ix-edizione-del-premio-impresa-ambiente.htm Dal 1° luglio al 20 settembre aperte le candidature al bando del più alto riconoscimento italiano per le aziende green. Tra le novità la categoria dedicata alla biodiversità e il premio speciale per le start up innovative.

Promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, il premio dà accesso all’European Business Awards for the Environment della Commissione Europea.

www.premioimpresambiente.it
 

Dopo le oltre 100 candidature arrivate da tutta Italia durante i primi mesi della pandemia da Covid-19, ritorna per le PMI italiane, protagoniste oggi più che mai della ripartenza economica del Paese: il Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale, giunto quest’anno alla IX edizione.

A partire dal 1° luglio fino al 20 settembre 2021 sul sito www.premioimpresambiente.it le imprese, gli enti pubblici e/o privati che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia, possono presentare la propria candidatura al premio che dà accesso al prestigioso European Business Awards for the Environment (EBAE) edizione 2022-2023, promosso dalla Commissione Europea (DG Ambiente).

Giunto alla IX edizione il Premio Impresa Ambiente, promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero della Transizione ecologica, è attivo dal 2006 e finora è stato assegnato a 37 imprese tra cui 6 giovani imprenditori e dirigenti d’azienda under. Caviro, Ecoplasteam, Edileco, Enel e Waste to Methane sono le cinque aziende vincitrici dell’ultima edizione del Premio. Oltre 60 sono le realtà imprenditoriali italiane che hanno ricevuto una menzione speciale per essere riuscite a cogliere i cambiamenti e le opportunità dell’economia green e sviluppare soluzioni e tecnologie utili all’ambiente e alla società.

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Dal 1° luglio al 20 settembre aperte le candidature al bando del più alto riconoscimento italiano per le aziende green. Tra le novità la categoria dedicata alla biodiversità e il premio speciale per le start up innovative.

Promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, il premio dà accesso all’European Business Awards for the Environment della Commissione Europea.

www.premioimpresambiente.it
 

Dopo le oltre 100 candidature arrivate da tutta Italia durante i primi mesi della pandemia da Covid-19, ritorna per le PMI italiane, protagoniste oggi più che mai della ripartenza economica del Paese: il Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale, giunto quest’anno alla IX edizione.

A partire dal 1° luglio fino al 20 settembre 2021 sul sito www.premioimpresambiente.it le imprese, gli enti pubblici e/o privati che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia, possono presentare la propria candidatura al premio che dà accesso al prestigioso European Business Awards for the Environment (EBAE) edizione 2022-2023, promosso dalla Commissione Europea (DG Ambiente).

Giunto alla IX edizione il Premio Impresa Ambiente, promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero della Transizione ecologica, è attivo dal 2006 e finora è stato assegnato a 37 imprese tra cui 6 giovani imprenditori e dirigenti d’azienda under. Caviro, Ecoplasteam, Edileco, Enel e Waste to Methane sono le cinque aziende vincitrici dell’ultima edizione del Premio. Oltre 60 sono le realtà imprenditoriali italiane che hanno ricevuto una menzione speciale per essere riuscite a cogliere i cambiamenti e le opportunità dell’economia green e sviluppare soluzioni e tecnologie utili all’ambiente e alla società.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Artigiani: sempre meno i giovani imprenditori. Su i titolari over 70 (+47%) giù gli under 30 ( -42%) in dieci anni ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4834C160S123/artigiani--sempre-meno-i-giovani-imprenditori--su-i-titolari-over-70---47---gił-gli-under-30----42---in-dieci-anni.htm Fri, 25 Jun 2021 10:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4834C160S123/artigiani--sempre-meno-i-giovani-imprenditori--su-i-titolari-over-70---47---gił-gli-under-30----42---in-dieci-anni.htm In totale perse 170mila imprese (-11,7%)
Covid, solo 1 artigiano su 2 conta su rientro fatturato entro il 2022
Ma chi innova nel digitale migliora le prospettive future

 

Le imprese artigiane diminuiscono, la classe imprenditoriale invecchia ed è meno fiduciosa sul futuro. Ma gli artigiani 4.0 sono più ottimisti. Nonostante l’artigianato pesi per il 9,5% sul Pil e rappresenti il 21,2% delle imprese, il mestiere dell’artigiano rischia di attrarre sempre meno giovani: in dieci anni si sono perse 28mila imprese di under 30, diminuite del 41,9% rispetto al 2011. Mentre sono cresciute del 47% le ditte individuali guidate dagli over 70, con punte che superano il 50% al Mezzogiorno. La difficoltà di ricambio generazionale potrebbe mettere a dura prova il futuro dell’imprenditoria artigiana che tra marzo 2021 e marzo 2011 ha già subito un calo complessivo di 170 mila unità (-11,7%) portando a 1,3 milioni il totale dell’imprese artigiane. Sono in particolare le ditte individuali, che rappresentano oltre l’80% del comparto, a registrare perdite maggiori (-12,1%). A livello regionale peggio fanno Abruzzo (-21%), Sardegna (-18%), Basilicata e Sicilia (che registrano entrambe - 17%). A darne evidenza è uno studio Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione delle imprese individuali artigiane negli ultimi 10 anni, sulla base di Movimprese, l’analisi statistica del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

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In totale perse 170mila imprese (-11,7%)
Covid, solo 1 artigiano su 2 conta su rientro fatturato entro il 2022
Ma chi innova nel digitale migliora le prospettive future

 

Le imprese artigiane diminuiscono, la classe imprenditoriale invecchia ed è meno fiduciosa sul futuro. Ma gli artigiani 4.0 sono più ottimisti. Nonostante l’artigianato pesi per il 9,5% sul Pil e rappresenti il 21,2% delle imprese, il mestiere dell’artigiano rischia di attrarre sempre meno giovani: in dieci anni si sono perse 28mila imprese di under 30, diminuite del 41,9% rispetto al 2011. Mentre sono cresciute del 47% le ditte individuali guidate dagli over 70, con punte che superano il 50% al Mezzogiorno. La difficoltà di ricambio generazionale potrebbe mettere a dura prova il futuro dell’imprenditoria artigiana che tra marzo 2021 e marzo 2011 ha già subito un calo complessivo di 170 mila unità (-11,7%) portando a 1,3 milioni il totale dell’imprese artigiane. Sono in particolare le ditte individuali, che rappresentano oltre l’80% del comparto, a registrare perdite maggiori (-12,1%). A livello regionale peggio fanno Abruzzo (-21%), Sardegna (-18%), Basilicata e Sicilia (che registrano entrambe - 17%). A darne evidenza è uno studio Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione delle imprese individuali artigiane negli ultimi 10 anni, sulla base di Movimprese, l’analisi statistica del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Le imprese coesive esportano di più, fanno più eco-investimenti, migliorano prodotti e servizi, adottano misure legate al piano di transizione 4.0 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4826C160S123/le-imprese-coesive-esportano-di-pił--fanno-pił-eco-investimenti--migliorano-prodotti-e-servizi--adottano-misure-legate-al-piano-di-transizione-4-0.htm Fri, 18 Jun 2021 09:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4826C160S123/le-imprese-coesive-esportano-di-pił--fanno-pił-eco-investimenti--migliorano-prodotti-e-servizi--adottano-misure-legate-al-piano-di-transizione-4-0.htm RAPPORTO “COESIONE È COMPETIZIONE” DI FONDAZIONE SYMBOLA, INTESA SANPAOLO E UNIONCAMERE
COESIONE COME BASE DEL FUTURO DELL’ECONOMIA

LE IMPRESE COESIVE ESPORTANO DI PIÙ (IL 58% CONTRO IL 39% DELLE NON COESIVE); FANNO PIÙ ECO-INVESTIMENTI (IL 39% CONTRO IL 19% DELLE NON COESIVE); MIGLIORANO PRODOTTI E SERVIZI (IL 58% CONTRO IL 46% DELLE NON COESIVE); ADOTTANO MISURE LEGATE AL PIANO TRANSIZIONE 4.0 (IL 28% CONTRO L’11% DELLE NON COESIVE)

LE IMPRESE COESIVE INVESTONO DI PIÙ IN CULTURA (IL 26%)

IPSOS RILEVA CHE DUE ITALIANI SU TRE SONO DISPOSTI A RICONOSCERE ALLE IMPRESE COESIVE UN PREMIUM PRICE SUI PRODOTTI E SERVIZI OFFERTI

LE REGIONI LOMBARDIA, VENETO, EMILIA-ROMAGNA PRIME PER CONCENTRAZIONE DI IMPRESE COESIVE

NEL 2020 LE IMPRESE COESIVE SONO AUMENTATE E INCIDONO PER IL 37% RISPETTO AL 32% DEL 2018

 

 Il mondo sta cambiando e l’economia che ci ha guidato per decenni è inadeguata a gestire le crisi del XXI secolo. Con la sostenibilità avanzano nuovi modelli nell’uso delle risorse (green economy, sharing economy, circular economy, bioeconomy), nell’uso delle competenze diffuse (open innovation, crowdsourcing), nell’accesso all’informazione (platform economy), nell’accesso ai finanziamenti (crowdfunding, sustainable bond), abilitati dalle nuove tecnologie e dal digitale. Sfide che chiamano ad un’azione comune imprese, comunità, istituzioni, cittadini. È l’Italia di Coesione è Competizione. Nuove geografie della produzione del valore in Italia”, realizzato da Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo e Unioncamere in collaborazione con Aiccon, Ipsos e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne.

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RAPPORTO “COESIONE È COMPETIZIONE” DI FONDAZIONE SYMBOLA, INTESA SANPAOLO E UNIONCAMERE
COESIONE COME BASE DEL FUTURO DELL’ECONOMIA

LE IMPRESE COESIVE ESPORTANO DI PIÙ (IL 58% CONTRO IL 39% DELLE NON COESIVE); FANNO PIÙ ECO-INVESTIMENTI (IL 39% CONTRO IL 19% DELLE NON COESIVE); MIGLIORANO PRODOTTI E SERVIZI (IL 58% CONTRO IL 46% DELLE NON COESIVE); ADOTTANO MISURE LEGATE AL PIANO TRANSIZIONE 4.0 (IL 28% CONTRO L’11% DELLE NON COESIVE)

LE IMPRESE COESIVE INVESTONO DI PIÙ IN CULTURA (IL 26%)

IPSOS RILEVA CHE DUE ITALIANI SU TRE SONO DISPOSTI A RICONOSCERE ALLE IMPRESE COESIVE UN PREMIUM PRICE SUI PRODOTTI E SERVIZI OFFERTI

LE REGIONI LOMBARDIA, VENETO, EMILIA-ROMAGNA PRIME PER CONCENTRAZIONE DI IMPRESE COESIVE

NEL 2020 LE IMPRESE COESIVE SONO AUMENTATE E INCIDONO PER IL 37% RISPETTO AL 32% DEL 2018

 

 Il mondo sta cambiando e l’economia che ci ha guidato per decenni è inadeguata a gestire le crisi del XXI secolo. Con la sostenibilità avanzano nuovi modelli nell’uso delle risorse (green economy, sharing economy, circular economy, bioeconomy), nell’uso delle competenze diffuse (open innovation, crowdsourcing), nell’accesso all’informazione (platform economy), nell’accesso ai finanziamenti (crowdfunding, sustainable bond), abilitati dalle nuove tecnologie e dal digitale. Sfide che chiamano ad un’azione comune imprese, comunità, istituzioni, cittadini. È l’Italia di Coesione è Competizione. Nuove geografie della produzione del valore in Italia”, realizzato da Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo e Unioncamere in collaborazione con Aiccon, Ipsos e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Riparte la domanda di lavoro delle imprese: a giugno previsioni di assunzione più elevate che nel 2019 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4813C160S123/riparte-la-domanda-di-lavoro-delle-imprese--a-giugno-previsioni-di-assunzione-pił-elevate-che-nel-2019.htm Tue, 08 Jun 2021 10:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4813C160S123/riparte-la-domanda-di-lavoro-delle-imprese--a-giugno-previsioni-di-assunzione-pił-elevate-che-nel-2019.htm     Manifatturiero, turismo, commercio e costruzioni i settori trainanti

Sono oltre 560mila le opportunità di lavoro offerte dalle imprese a giugno che salgono a quasi 1,3 milioni avendo come orizzonte previsionale l’intero trimestre giugno-agosto. Sebbene con dinamiche eterogenee a livello settoriale e territoriale, le imprese provano a ripartire, tanto che la loro ricerca di personale dovrebbe superare questo mese anche quella registrata a giugno 2019, in epoca, cioè, pre-Covid.
E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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    Manifatturiero, turismo, commercio e costruzioni i settori trainanti

Sono oltre 560mila le opportunità di lavoro offerte dalle imprese a giugno che salgono a quasi 1,3 milioni avendo come orizzonte previsionale l’intero trimestre giugno-agosto. Sebbene con dinamiche eterogenee a livello settoriale e territoriale, le imprese provano a ripartire, tanto che la loro ricerca di personale dovrebbe superare questo mese anche quella registrata a giugno 2019, in epoca, cioè, pre-Covid.
E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Giornata mondiale dell'ambiente: dal 1 luglio aperte le candidature per la IX ed. del Premio Impresa Ambiente ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4809C160S123/giornata-mondiale-dell-ambiente--dal-1-luglio-aperte-le-candidature-per-la-ix-ed--del-premio-impresa-ambiente.htm Fri, 04 Jun 2021 13:06:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4809C160S123/giornata-mondiale-dell-ambiente--dal-1-luglio-aperte-le-candidature-per-la-ix-ed--del-premio-impresa-ambiente.htm Tra le novità del bando la categoria dedicata alla biodiversità e il premio speciale per le start up innovative

Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, il premio dà accesso all’European Business Awards for the Environment della Commissione Europea
Iscrizioni entro il 20 settembre sul sito www.premioimpresambiente.it

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, la Camera di commercio di Venezia Rovigo annuncia la nuova edizione del Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. A partire dal 1 luglio fino al 20 settembre 2021 sul sito www.premioimpresambiente.it le imprese, gli enti pubblici e/o privati che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia, possono presentare la propria candidatura al premio che dà accesso all’European Business Awards for the Environment (EBAE), promosso dalla Commissione Europea (DG Ambiente).

Giunto alla IX edizione il Premio Impresa Ambiente, promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero della Transizione ecologica, è attivo dal 2006 e finora è stato assegnato a 37 imprese tra cui 6 giovani imprenditori e dirigenti d’azienda under. Oltre 60 sono le realtà imprenditoriali italiane che hanno ricevuto una menzione speciale per essere riuscite a cogliere i cambiamenti e le opportunità dell’economia green e sviluppare soluzioni e tecnologie utili all’ambiente e alla società.
 

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Tra le novità del bando la categoria dedicata alla biodiversità e il premio speciale per le start up innovative

Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, il premio dà accesso all’European Business Awards for the Environment della Commissione Europea
Iscrizioni entro il 20 settembre sul sito www.premioimpresambiente.it

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, la Camera di commercio di Venezia Rovigo annuncia la nuova edizione del Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. A partire dal 1 luglio fino al 20 settembre 2021 sul sito www.premioimpresambiente.it le imprese, gli enti pubblici e/o privati che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia, possono presentare la propria candidatura al premio che dà accesso all’European Business Awards for the Environment (EBAE), promosso dalla Commissione Europea (DG Ambiente).

Giunto alla IX edizione il Premio Impresa Ambiente, promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero della Transizione ecologica, è attivo dal 2006 e finora è stato assegnato a 37 imprese tra cui 6 giovani imprenditori e dirigenti d’azienda under. Oltre 60 sono le realtà imprenditoriali italiane che hanno ricevuto una menzione speciale per essere riuscite a cogliere i cambiamenti e le opportunità dell’economia green e sviluppare soluzioni e tecnologie utili all’ambiente e alla società.
 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )