Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Occupazione: nella Pa un fabbisogno di oltre 740mila dipendenti entro il 2025 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4748C160S123/occupazione--nella-pa-un-fabbisogno-di-oltre-740mila-dipendenti-entro-il-2025.htm Fri, 02 Apr 2021 11:04:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4748C160S123/occupazione--nella-pa-un-fabbisogno-di-oltre-740mila-dipendenti-entro-il-2025.htm Nei settori privati fabbisogno compreso tra 2,8 e 3,2 milioni di lavoratori

Nei prossimi cinque anni, si stima che la macchina della pubblica amministrazione avrà bisogno di oltre 740mila nuovi occupati, più di 690mila dei quali per il naturale turnover dei dipendenti. È quanto mostrano le “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2021-2025)” elaborate nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere, in collaborazione con ANPAL.

Nel settore privato, invece, si prevede che la richiesta sia compresa tra 1,7 e 2,1 milioni di dipendenti e 1-1,1 milioni di lavoratori autonomi. Nel primo caso, il turnover dovrebbe riguardare circa 1,2 milioni di lavoratori; in quello degli autonomi, invece, la stima è di 680mila. In sostanza, quindi, circa il 70% delle opportunità lavorative che si verranno a creare entro il 2025 sarà legata alla sostituzione di personale oggi occupato.

Nel complesso, quindi, tra il 2021 e il 2025 i settori privati e pubblici potrebbero esprimere un fabbisogno compreso tra 3,5 e 3,9 milioni di lavoratori, di cui 2,6 milioni per necessità di sostituzione del personale ora al lavoro e 900mila-1,3 milioni di unità per la crescita dello stock occupazionale dovuta all’espansione economica 1 , a seconda dello scenario di riferimento. I due scenari presentati – quello avverso (A), che incorpora l’ipotesi di recrudescenza della pandemia da Covid-19 e quello più favorevole (B) 2 - sono stati elaborati a partire dalle stime del Governo (NADEF) e considerano anche l’impatto dei diversi interventi di politica economica previsti dall’esecutivo e, in particolare, dal piano finanziato dall’Unione Europea Next Generation.

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Nei settori privati fabbisogno compreso tra 2,8 e 3,2 milioni di lavoratori

Nei prossimi cinque anni, si stima che la macchina della pubblica amministrazione avrà bisogno di oltre 740mila nuovi occupati, più di 690mila dei quali per il naturale turnover dei dipendenti. È quanto mostrano le “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2021-2025)” elaborate nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere, in collaborazione con ANPAL.

Nel settore privato, invece, si prevede che la richiesta sia compresa tra 1,7 e 2,1 milioni di dipendenti e 1-1,1 milioni di lavoratori autonomi. Nel primo caso, il turnover dovrebbe riguardare circa 1,2 milioni di lavoratori; in quello degli autonomi, invece, la stima è di 680mila. In sostanza, quindi, circa il 70% delle opportunità lavorative che si verranno a creare entro il 2025 sarà legata alla sostituzione di personale oggi occupato.

Nel complesso, quindi, tra il 2021 e il 2025 i settori privati e pubblici potrebbero esprimere un fabbisogno compreso tra 3,5 e 3,9 milioni di lavoratori, di cui 2,6 milioni per necessità di sostituzione del personale ora al lavoro e 900mila-1,3 milioni di unità per la crescita dello stock occupazionale dovuta all’espansione economica 1 , a seconda dello scenario di riferimento. I due scenari presentati – quello avverso (A), che incorpora l’ipotesi di recrudescenza della pandemia da Covid-19 e quello più favorevole (B) 2 - sono stati elaborati a partire dalle stime del Governo (NADEF) e considerano anche l’impatto dei diversi interventi di politica economica previsti dall’esecutivo e, in particolare, dal piano finanziato dall’Unione Europea Next Generation.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ 4 aziende su 10 hanno innovato anche nel 2020 puntando su nuovi prodotti, formazione del personale, ICT e ricerca e sviluppo ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4745C160S123/4-aziende-su-10-hanno-innovato-anche-nel-2020-puntando--su-nuovi-prodotti--formazione-del-personale--ict-e-ricerca-e-sviluppo.htm Wed, 31 Mar 2021 09:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4745C160S123/4-aziende-su-10-hanno-innovato-anche-nel-2020-puntando--su-nuovi-prodotti--formazione-del-personale--ict-e-ricerca-e-sviluppo.htm Quattro imprese su 10 hanno innovato anche nel 2020 per contrastare gli effetti della pandemia. E’ quanto mostra un approfondimento sulle strategie imprenditoriali contenuto nell’indagine effettuata da Sicamera e InfoCamere su oltre 32mila imprese nell’ambito del progetto Sisprint (Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali) condotto da Unioncamere e dall’Agenzia per la Coesione territoriale e finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

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Quattro imprese su 10 hanno innovato anche nel 2020 per contrastare gli effetti della pandemia. E’ quanto mostra un approfondimento sulle strategie imprenditoriali contenuto nell’indagine effettuata da Sicamera e InfoCamere su oltre 32mila imprese nell’ambito del progetto Sisprint (Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali) condotto da Unioncamere e dall’Agenzia per la Coesione territoriale e finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 292mila entrate previste dalle imprese per marzo 2021 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4744C160S123/lavoro--292mila-entrate-previste-dalle-imprese-per-marzo-2021.htm Mon, 29 Mar 2021 10:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4744C160S123/lavoro--292mila-entrate-previste-dalle-imprese-per-marzo-2021.htm In ripresa rispetto al 2020 (+59mila)
ma ancora lontani dai livelli del 2019 (-88mila)
In ritardo soprattutto il Sud

Sono 292mila i contratti di lavoro previsti dalle imprese per marzo 2021 e 923mila per il trimestre marzo-maggio. Sono 59mila in più rispetto a marzo dello scorso anno ma ancora 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19. Sensibile la riduzione della domanda di lavoro rispetto al 2019 soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Soltanto costruzioni e ICT sembrano dare chiari segnali di ripresa superando il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019. E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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In ripresa rispetto al 2020 (+59mila)
ma ancora lontani dai livelli del 2019 (-88mila)
In ritardo soprattutto il Sud

Sono 292mila i contratti di lavoro previsti dalle imprese per marzo 2021 e 923mila per il trimestre marzo-maggio. Sono 59mila in più rispetto a marzo dello scorso anno ma ancora 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19. Sensibile la riduzione della domanda di lavoro rispetto al 2019 soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Soltanto costruzioni e ICT sembrano dare chiari segnali di ripresa superando il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019. E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Transizione digitale e green: 2 imprese su 3 ancora ai blocchi di partenza ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4740C160S123/transizione-digitale-e-green--2-imprese-su-3-ancora-ai-blocchi-di-partenza.htm Fri, 26 Mar 2021 11:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4740C160S123/transizione-digitale-e-green--2-imprese-su-3-ancora-ai-blocchi-di-partenza.htm Solo il 6% delle imprese è “arrivato al traguardo” o comunque è nel tratto finale del percorso della duplice transizione ecologica e digitale. Mentre quasi 2 imprese su 3 sono ancora ai blocchi di partenza. È quanto emerge da un’indagine di Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Gugliemo Tagliacarne su un campione di 3.000 imprese manifatturiere.

Se sono poche le imprese Green&Digital (G&D) che nel 2020 hanno raggiunto la meta avendo già investito sia in eco-innovazione sia in digitalizzazione, il 26% dell’imprenditoria manifatturiera si trova a metà strada, avendo investito nella sostenibilità ambientale o in Industry 4.0 (imprese GorD). Tuttavia la stragrande maggioranza delle imprese (62%) non ha investito e non ha intenzioni di investire né in sostenibilità ambientale né in digitalizzazione (imprese noG&noD). Mentre una piccola quota di imprese (6%) pur non avendo ancora investito nella duplice transizione ha messo in programma di investire nel green e/o nel digitale (imprese potentialGD).

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Solo il 6% delle imprese è “arrivato al traguardo” o comunque è nel tratto finale del percorso della duplice transizione ecologica e digitale. Mentre quasi 2 imprese su 3 sono ancora ai blocchi di partenza. È quanto emerge da un’indagine di Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Gugliemo Tagliacarne su un campione di 3.000 imprese manifatturiere.

Se sono poche le imprese Green&Digital (G&D) che nel 2020 hanno raggiunto la meta avendo già investito sia in eco-innovazione sia in digitalizzazione, il 26% dell’imprenditoria manifatturiera si trova a metà strada, avendo investito nella sostenibilità ambientale o in Industry 4.0 (imprese GorD). Tuttavia la stragrande maggioranza delle imprese (62%) non ha investito e non ha intenzioni di investire né in sostenibilità ambientale né in digitalizzazione (imprese noG&noD). Mentre una piccola quota di imprese (6%) pur non avendo ancora investito nella duplice transizione ha messo in programma di investire nel green e/o nel digitale (imprese potentialGD).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Oltre un terzo delle imprese italiane pronte ad utilizzare le risorse Ue. Ma chiede semplificazione, linguaggio semplice e assistenza ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4733C160S123/oltre-un-terzo-delle-imprese-italiane-pronte-ad-utilizzare-le-risorse-ue--ma-chiede-semplificazione--linguaggio-semplice-e-assistenza.htm Mon, 22 Mar 2021 09:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4733C160S123/oltre-un-terzo-delle-imprese-italiane-pronte-ad-utilizzare-le-risorse-ue--ma-chiede-semplificazione--linguaggio-semplice-e-assistenza.htm Una impresa su tre ha intenzione di utilizzare i finanziamenti europei e i fondi comunitari. Ma per avvalersi di queste risorse chiede soprattutto una netta semplificazione delle procedure amministrative, l’utilizzo di un linguaggio semplice nei bandi e nella modulistica e assistenza tecnica. A mostrarlo è l’indagine effettuata da SiCamera e InfoCamere su oltre 32mila imprese nell’ambito del progetto Sisprint (Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali), condotto da Unioncamere e dall’Agenzia per la Coesione territoriale e finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

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Una impresa su tre ha intenzione di utilizzare i finanziamenti europei e i fondi comunitari. Ma per avvalersi di queste risorse chiede soprattutto una netta semplificazione delle procedure amministrative, l’utilizzo di un linguaggio semplice nei bandi e nella modulistica e assistenza tecnica. A mostrarlo è l’indagine effettuata da SiCamera e InfoCamere su oltre 32mila imprese nell’ambito del progetto Sisprint (Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali), condotto da Unioncamere e dall’Agenzia per la Coesione territoriale e finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: una su dieci è guidata da immigrati ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4731C160S123/imprese--una-su-dieci-Ŕ-guidata-da-immigrati-.htm Sat, 20 Mar 2021 11:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4731C160S123/imprese--una-su-dieci-Ŕ-guidata-da-immigrati-.htm In Lombardia e Lazio il numero più elevato di imprenditori stranieri

In aumento la business community proveniente da Nigeria, Pakistan e Albania

In calo quelle di Cina e Marocco

 

In Italia una impresa su dieci è straniera. L’imprenditoria immigrata è una realtà che guida oltre 630mila aziende, di queste 3 su 4 sono individuali. In aumento sono in particolare gli imprenditori provenienti da Nigeria, Pakistan e Albania, mentre sono in calo più marcato quelli originari della Cina e del Marocco che, comunque, insieme alla Romania restano in termini assoluti la business community straniera più numerosa nel nostro Paese. E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di commercio a dicembre 2020 che evidenzia una crescita del 2,9% rispetto ai dodici mesi precedenti.

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In Lombardia e Lazio il numero più elevato di imprenditori stranieri

In aumento la business community proveniente da Nigeria, Pakistan e Albania

In calo quelle di Cina e Marocco

 

In Italia una impresa su dieci è straniera. L’imprenditoria immigrata è una realtà che guida oltre 630mila aziende, di queste 3 su 4 sono individuali. In aumento sono in particolare gli imprenditori provenienti da Nigeria, Pakistan e Albania, mentre sono in calo più marcato quelli originari della Cina e del Marocco che, comunque, insieme alla Romania restano in termini assoluti la business community straniera più numerosa nel nostro Paese. E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di commercio a dicembre 2020 che evidenzia una crescita del 2,9% rispetto ai dodici mesi precedenti.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Blue Economy: 200mila le aziende, 47miliardi il valore aggiunto Competenze green richieste per 4 assunzioni su 5 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4727C160S123/blue-economy--200mila-le-aziende--47miliardi-il-valore-aggiunto-competenze-green-richieste-per-4-assunzioni-su-5.htm Wed, 17 Mar 2021 11:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4727C160S123/blue-economy--200mila-le-aziende--47miliardi-il-valore-aggiunto-competenze-green-richieste-per-4-assunzioni-su-5.htm 200mila aziende, quasi 1 milione di occupati, circa 47 miliardi di euro di valore aggiunto, un effetto moltiplicativo sull’economia di 1,9. L’81% delle competenze professionali richieste dalle imprese blu riguardano il green e la sostenibilità, l’esperienza pregressa conta per quasi il 70% delle assunzioni. Sono i principali numeri dell’ultimo Rapporto dell’economia del mare promosso dalla Camera di commercio di Frosinone-Latina in raccordo con Unioncamere e realizzato dal Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne.

L’economia del mare è centrale per uno sviluppo sostenibile e green. Secondo l’ultimo “Blue Economy Report 2020”, l'economia blu dell'UE, con 5 milioni di occupati, un fatturato di 750 miliardi di euro nel 2018, e un incremento dell’11,6% rispetto all’anno precedente, rappresenta un potenziale enorme e in continua crescita. Per questo l’UE raccomanda agli Stati membri di includere nei Piani di ripresa del Recovery Fund, misure di protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini (quali lo sviluppo e la gestione della rete Natura 2000, la conservazione e il ripristino di specie e habitat, il controllo delle specie esotiche invasive o la costruzione di infrastrutture blu).

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200mila aziende, quasi 1 milione di occupati, circa 47 miliardi di euro di valore aggiunto, un effetto moltiplicativo sull’economia di 1,9. L’81% delle competenze professionali richieste dalle imprese blu riguardano il green e la sostenibilità, l’esperienza pregressa conta per quasi il 70% delle assunzioni. Sono i principali numeri dell’ultimo Rapporto dell’economia del mare promosso dalla Camera di commercio di Frosinone-Latina in raccordo con Unioncamere e realizzato dal Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne.

L’economia del mare è centrale per uno sviluppo sostenibile e green. Secondo l’ultimo “Blue Economy Report 2020”, l'economia blu dell'UE, con 5 milioni di occupati, un fatturato di 750 miliardi di euro nel 2018, e un incremento dell’11,6% rispetto all’anno precedente, rappresenta un potenziale enorme e in continua crescita. Per questo l’UE raccomanda agli Stati membri di includere nei Piani di ripresa del Recovery Fund, misure di protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini (quali lo sviluppo e la gestione della rete Natura 2000, la conservazione e il ripristino di specie e habitat, il controllo delle specie esotiche invasive o la costruzione di infrastrutture blu).

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Il Portale Etichettatura e Sicurezza Prodotti si estende al commercio internazionale e alla cosmetica ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4724C160S123/il-portale-etichettatura-e-sicurezza-prodotti-si-estende-al-commercio-internazionale-e-alla-cosmetica.htm Fri, 12 Mar 2021 10:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4724C160S123/il-portale-etichettatura-e-sicurezza-prodotti-si-estende-al-commercio-internazionale-e-alla-cosmetica.htm Un passo in più per il Portale nazionale Etichettatura e Sicurezza Prodotti realizzato dalla Camera di commercio di Torino e dal suo Laboratorio Chimico: al servizio già offerto dallo scorso anno a tutte le imprese alimentari e non alimentari, si aggiunge ora il tema della cosmetica (sempre grazie all’appoggio di Dintec - Consorzio per l’innovazione Tecnologica) e viene integrata l’assistenza al commercio internazionale, grazie alla nuova collaborazione con Ceipiemonte.

Il Portale porta esempi di etichette di prodotti italiani, riferimenti normativi in materia di sicurezza ed etichettatura alimentare e non alimentari, numerose FAQ, riferimenti all’etichettatura energetica e alla marcatura CE ed informazioni a corredo dei prodotti ricadenti nell’ambito del Codice del consumo e sulle indicazioni metrologiche da riportare sui prodotti pre-imballati.

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Un passo in più per il Portale nazionale Etichettatura e Sicurezza Prodotti realizzato dalla Camera di commercio di Torino e dal suo Laboratorio Chimico: al servizio già offerto dallo scorso anno a tutte le imprese alimentari e non alimentari, si aggiunge ora il tema della cosmetica (sempre grazie all’appoggio di Dintec - Consorzio per l’innovazione Tecnologica) e viene integrata l’assistenza al commercio internazionale, grazie alla nuova collaborazione con Ceipiemonte.

Il Portale porta esempi di etichette di prodotti italiani, riferimenti normativi in materia di sicurezza ed etichettatura alimentare e non alimentari, numerose FAQ, riferimenti all’etichettatura energetica e alla marcatura CE ed informazioni a corredo dei prodotti ricadenti nell’ambito del Codice del consumo e sulle indicazioni metrologiche da riportare sui prodotti pre-imballati.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Covid: le donne d'impresa europee chiedono formazione sul digitale, sostegno mirato, attenzione all'occupazione femminile, adeguamento duraturo del business ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4720C160S123/covid--le-donne-d-impresa-europee-chiedono-formazione-sul-digitale--sostegno-mirato--attenzione-all-occupazione-femminile--adeguamento-duraturo-del-business.htm Thu, 04 Mar 2021 11:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4720C160S123/covid--le-donne-d-impresa-europee-chiedono-formazione-sul-digitale--sostegno-mirato--attenzione-all-occupazione-femminile--adeguamento-duraturo-del-business.htm 7 imprenditrici su 10 impreparate al digitale

Unioncamere oggi all’incontro di Eurochambres Women Network 

In Italia come nel resto di Europa, le donne imprenditrici chiedono soprattutto quattro tipologie di intervento: formazione e sostegno per cogliere la sfida del digitale; misure di supporto mirate alle loro esigenze; maggiore attenzione all’occupazione femminile; adozione di misure che non rendano vani gli sforzi compiuti durante la pandemia ma assicurino un trasformazione duratura del business.

E’ quanto emerge dal sondaggio effettuato da Eurochambres Women Network (il coordinamento permanente presso l’associazione delle Camere di commercio europee dedicato all’imprenditoria femminile), realizzato in 20 Paesi del Vecchio Continente. Un sondaggio al quale ha contribuito anche Unioncamere con il supporto della rete dei Comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camere di commercio, presente oggi a “Women entrepreneurship and the pandemic: challenges and solutions 1 year on”, l’incontro in corso oggi e promosso in vista della Giornata internazionale della donna.

 

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7 imprenditrici su 10 impreparate al digitale

Unioncamere oggi all’incontro di Eurochambres Women Network 

In Italia come nel resto di Europa, le donne imprenditrici chiedono soprattutto quattro tipologie di intervento: formazione e sostegno per cogliere la sfida del digitale; misure di supporto mirate alle loro esigenze; maggiore attenzione all’occupazione femminile; adozione di misure che non rendano vani gli sforzi compiuti durante la pandemia ma assicurino un trasformazione duratura del business.

E’ quanto emerge dal sondaggio effettuato da Eurochambres Women Network (il coordinamento permanente presso l’associazione delle Camere di commercio europee dedicato all’imprenditoria femminile), realizzato in 20 Paesi del Vecchio Continente. Un sondaggio al quale ha contribuito anche Unioncamere con il supporto della rete dei Comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camere di commercio, presente oggi a “Women entrepreneurship and the pandemic: challenges and solutions 1 year on”, l’incontro in corso oggi e promosso in vista della Giornata internazionale della donna.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Vendemmia 2020: raccolti in Italia 70 milioni di quintali di uve da vino ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4718C160S123/vendemmia-2020--raccolti-in-italia-70-milioni-di-quintali-di-uve-da--vino.htm Wed, 03 Mar 2021 14:03:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4718C160S123/vendemmia-2020--raccolti-in-italia-70-milioni-di-quintali-di-uve-da--vino.htm Il 2020 è stato un anno particolare anche per il settore vitivinicolo. A darne evidenza sono Unioncamere e BMTI nel loro Re  un’analisisull’andamento del mercato delle uve da vino nel 2020, realizzata a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio. Durante la vendemmia del 2020, in Italia, sono stati raccolti oltre 70 milioni di quintali di uve da vino (elaborazione BMTI su dati Istat), corrispondenti ad un aumento del 3% rispetto al 2019 e del 2% rispetto alla media del quinquennio 2015-2019.

Questo incremento è il risultato di un andamento climatico che, nel complesso, ha favorito la maturazione dell’uva e la sua buona qualità. Come altri comparti dell’agroalimentare, però, anche il mercato vinicolo ha risentito dell’impatto della pandemia. A fronte del buon andamento nelle quantità, con l’Italia che mantiene la leadership mondiale nella produzione di vino, meno positivo è stato il riscontro nei listini all’ingrosso a causa della chiusura totale dell’Ho.re.ca. durante il lockdown di marzo e aprile e le successive chiusure parziali nell’ultima parte dell’anno. A subirne maggiormente le conseguenze sono stati proprio i vini di qualità che sono i più consumati nella ristorazione. Secondo i dati di Unioncamere e BMTI, i prezzi del vino hanno subito un calo medio dell’1,4% rispetto al 2019. Più accentuata però la flessione in chiusura d’anno, con un calo a dicembre del 5% su base annua.

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Il 2020 è stato un anno particolare anche per il settore vitivinicolo. A darne evidenza sono Unioncamere e BMTI nel loro Re  un’analisisull’andamento del mercato delle uve da vino nel 2020, realizzata a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio. Durante la vendemmia del 2020, in Italia, sono stati raccolti oltre 70 milioni di quintali di uve da vino (elaborazione BMTI su dati Istat), corrispondenti ad un aumento del 3% rispetto al 2019 e del 2% rispetto alla media del quinquennio 2015-2019.

Questo incremento è il risultato di un andamento climatico che, nel complesso, ha favorito la maturazione dell’uva e la sua buona qualità. Come altri comparti dell’agroalimentare, però, anche il mercato vinicolo ha risentito dell’impatto della pandemia. A fronte del buon andamento nelle quantità, con l’Italia che mantiene la leadership mondiale nella produzione di vino, meno positivo è stato il riscontro nei listini all’ingrosso a causa della chiusura totale dell’Ho.re.ca. durante il lockdown di marzo e aprile e le successive chiusure parziali nell’ultima parte dell’anno. A subirne maggiormente le conseguenze sono stati proprio i vini di qualità che sono i più consumati nella ristorazione. Secondo i dati di Unioncamere e BMTI, i prezzi del vino hanno subito un calo medio dell’1,4% rispetto al 2019. Più accentuata però la flessione in chiusura d’anno, con un calo a dicembre del 5% su base annua.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Giovanni Acampora al timone dell'Economia del Mare. Rinnovati i vertici dell'Assonautica Nazionale ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4710C160S123/giovanni-acampora-al-timone-dell-economia-del-mare--rinnovati-i-vertici-dell-assonautica-nazionale.htm Fri, 26 Feb 2021 09:02:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4710C160S123/giovanni-acampora-al-timone-dell-economia-del-mare--rinnovati-i-vertici-dell-assonautica-nazionale.htm Giro di Boa per i 50 anni di vita dell’Assonautica nazionale Sinergia tra Assonautica, Unioncamere nazionale e Sistema camerale per il rilancio delle filiere dell’Economia del Mare

Giovanni Acampora, presidente della Camera di commercio di Frosinone-Latina e vice presidente Unioncamere Lazio, è stato eletto quest’oggi a Roma presidente nazionale di Assonautica. Un’elezione avvenuta all’unanimità, con la totale condivisione da parte di tutti i soci e, dunque, delle Assonautiche territoriali, del sistema camerale e di Unioncamere Nazionale; apprezzatissimo l’intervento del segretario Giuseppe Tripoli che ha rimarcato i temi della Blue Economy e delle filiere dell’economia del Mare.

Fanno parte del Consiglio Direttivo per il prossimo quinquennio Ciulla Andrea, Dal Buono Paolo, D’Amore Antonio, De Gioia Roberto, Del Principe Amedeo, Di Filippo Francesco, Gargano Giovanni, Lupi Enrico, Malorgio Vinicio Mauro, Masiero Marino, Pesto Fabio, Rosito Alba, Sabatini Gino e Senes Italo.

Il Collegio dei Revisori è composto da Salvatore Di Cecca con funzioni di presidente, Marco Di Nucci, Alessandro Fasciani e come membri supplenti Dario Pettinato e Maria Teresa Corrado. Il Collegio dei Probiviri è costituito dall’avv. Liliana Cataldi con funzioni di presidente, l’avv. Ernesto Schiano e l’avv. Paolo Gamba e membri supplenti il dott. Ferdinando D'Urgolo e l’avv. Andrea Di Croce.

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Giro di Boa per i 50 anni di vita dell’Assonautica nazionale Sinergia tra Assonautica, Unioncamere nazionale e Sistema camerale per il rilancio delle filiere dell’Economia del Mare

Giovanni Acampora, presidente della Camera di commercio di Frosinone-Latina e vice presidente Unioncamere Lazio, è stato eletto quest’oggi a Roma presidente nazionale di Assonautica. Un’elezione avvenuta all’unanimità, con la totale condivisione da parte di tutti i soci e, dunque, delle Assonautiche territoriali, del sistema camerale e di Unioncamere Nazionale; apprezzatissimo l’intervento del segretario Giuseppe Tripoli che ha rimarcato i temi della Blue Economy e delle filiere dell’economia del Mare.

Fanno parte del Consiglio Direttivo per il prossimo quinquennio Ciulla Andrea, Dal Buono Paolo, D’Amore Antonio, De Gioia Roberto, Del Principe Amedeo, Di Filippo Francesco, Gargano Giovanni, Lupi Enrico, Malorgio Vinicio Mauro, Masiero Marino, Pesto Fabio, Rosito Alba, Sabatini Gino e Senes Italo.

Il Collegio dei Revisori è composto da Salvatore Di Cecca con funzioni di presidente, Marco Di Nucci, Alessandro Fasciani e come membri supplenti Dario Pettinato e Maria Teresa Corrado. Il Collegio dei Probiviri è costituito dall’avv. Liliana Cataldi con funzioni di presidente, l’avv. Ernesto Schiano e l’avv. Paolo Gamba e membri supplenti il dott. Ferdinando D'Urgolo e l’avv. Andrea Di Croce.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Il Registro delle imprese compie 25 anni, il big data unico su 6,1 milioni di imprese italiane ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4704C160S123/il-registro-delle-imprese-compie-25-anni---il-big-data-unico-su-6-1-milioni-di-imprese-italiane.htm Wed, 24 Feb 2021 10:02:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4704C160S123/il-registro-delle-imprese-compie-25-anni---il-big-data-unico-su-6-1-milioni-di-imprese-italiane.htm Il Registro delle imprese, l’anagrafe digitale ufficiale di tutto il sistema imprenditoriale italiano, compie 25 anni. Era il 19 febbraio 1996, infatti, quando tutte le funzioni svolte dalle Cancellerie Commerciali dei Tribunali furono assegnate alle sole Camere di commercio. Il risultato di questo trasferimento di competenze è stato la nascita di un registro interamente digitalizzato, con il quale oggi le Camere di commercio, tramite la rete tecnologica gestita da InfoCamere, raccolgono e archiviano con alti standard di qualità, sicurezza, tempestività, completezza e accessibilità, tutte le informazioni e notizie riguardanti 6,1 milioni di imprese, 10 milioni di amministratori, 1,3 milioni di professionisti italiani.

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Il Registro delle imprese, l’anagrafe digitale ufficiale di tutto il sistema imprenditoriale italiano, compie 25 anni. Era il 19 febbraio 1996, infatti, quando tutte le funzioni svolte dalle Cancellerie Commerciali dei Tribunali furono assegnate alle sole Camere di commercio. Il risultato di questo trasferimento di competenze è stato la nascita di un registro interamente digitalizzato, con il quale oggi le Camere di commercio, tramite la rete tecnologica gestita da InfoCamere, raccolgono e archiviano con alti standard di qualità, sicurezza, tempestività, completezza e accessibilità, tutte le informazioni e notizie riguardanti 6,1 milioni di imprese, 10 milioni di amministratori, 1,3 milioni di professionisti italiani.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Premio Impresa Ambiente, 5 aziende sul podio ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4699C160S123/premio-impresa-ambiente--5-aziende-sul-podio.htm Fri, 19 Feb 2021 16:02:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4699C160S123/premio-impresa-ambiente--5-aziende-sul-podio.htm Sei dei progetti vincitori concorreranno per l’European Business Awards for the Environment (EBAE) 2022-2023

Edileco, Caviro, Ecoplasteam, Waste to Methane e Enel  sono le cinque aziende vincitrici dell’VIII edizione del Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Insieme a loro anche Francesco Gasperi di Habitech - Distretto Tecnologico Trentino che si è aggiudicato il Premio speciale giovane imprenditore, e altre due aziende, la CAP Holding Spa e la Earthfront, che hanno ricevuto una menzione speciale dalla Giuria per il progetti presentati.


Le cinque aziende vincitrici di questa edizione del premio, svoltasi nell’anno del Covid-19, insieme alla CAP Holding Spa ritenuta meritevole dalla Giuria, concorreranno per il prestigioso European Business Awards for the Environment (EBAE) 2022-2023 della Commissione Europea (DG Ambiente).
La cerimonia del Premio, promosso in Italia dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, si è tenuta oggi in diretta da Venezia con le imprese collegate da casa. Ad aprire l’evento i saluti di Massimo Zanon, presidente della CdC di Venezia Rovigo, Carlo Sangalli, presidente Unioncamere, Massimo Gaudina, rappresentante e portavoce Commissione europea a Milano, e gli interventi di Marco Frey, presidente della giuria del Premio Impresa Ambiente e docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Claudia Fusco, Capo unità Commissione europea - Direzione generale ambiente, che si è soffermata sul tema del Green Deal.

“È davvero un onore per l’Ente aver potuto rinnovare il Premio, dopo sei anni dall’ultima edizione, in un momento così delicato e difficile per il sistema imprese – dichiara Massimo Zanon, presidente della CdC di Venezia Rovigo – I progetti premiati ci restituiscono uno spaccato importante del tessuto imprenditoriale italiano che crede con ottimismo al futuro economico del Paese. Si tratta di progetti che raccontano un’Italia diversa, sostenibile, attenta all’ambiente e alla società. Progetti realizzati da aziende consapevoli che hanno capito come solo attraverso l’innovazione sostenibile ed intelligente si possa costruisce un futuro migliore”.

“La sostenibilità ambientale è una nuova grande sfida che investe le vecchie come le nuove generazioni - sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.- La sostenibilità per un’impresa vuol dire ottenere nuovi vantaggi: aumentare l’efficienza, ridurre i costi, utilizzare in maniera più razionale le risorse a disposizione. Ambiente e sostenibilità sono per le Camere di commercio temi sui quali da tempo siamo impegnati con servizi innovativi ambientali a supporto delle imprese destinati ad accelerare la duplice transizione verde e digitale”.


 

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Sei dei progetti vincitori concorreranno per l’European Business Awards for the Environment (EBAE) 2022-2023

Edileco, Caviro, Ecoplasteam, Waste to Methane e Enel  sono le cinque aziende vincitrici dell’VIII edizione del Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Insieme a loro anche Francesco Gasperi di Habitech - Distretto Tecnologico Trentino che si è aggiudicato il Premio speciale giovane imprenditore, e altre due aziende, la CAP Holding Spa e la Earthfront, che hanno ricevuto una menzione speciale dalla Giuria per il progetti presentati.


Le cinque aziende vincitrici di questa edizione del premio, svoltasi nell’anno del Covid-19, insieme alla CAP Holding Spa ritenuta meritevole dalla Giuria, concorreranno per il prestigioso European Business Awards for the Environment (EBAE) 2022-2023 della Commissione Europea (DG Ambiente).
La cerimonia del Premio, promosso in Italia dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, si è tenuta oggi in diretta da Venezia con le imprese collegate da casa. Ad aprire l’evento i saluti di Massimo Zanon, presidente della CdC di Venezia Rovigo, Carlo Sangalli, presidente Unioncamere, Massimo Gaudina, rappresentante e portavoce Commissione europea a Milano, e gli interventi di Marco Frey, presidente della giuria del Premio Impresa Ambiente e docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Claudia Fusco, Capo unità Commissione europea - Direzione generale ambiente, che si è soffermata sul tema del Green Deal.

“È davvero un onore per l’Ente aver potuto rinnovare il Premio, dopo sei anni dall’ultima edizione, in un momento così delicato e difficile per il sistema imprese – dichiara Massimo Zanon, presidente della CdC di Venezia Rovigo – I progetti premiati ci restituiscono uno spaccato importante del tessuto imprenditoriale italiano che crede con ottimismo al futuro economico del Paese. Si tratta di progetti che raccontano un’Italia diversa, sostenibile, attenta all’ambiente e alla società. Progetti realizzati da aziende consapevoli che hanno capito come solo attraverso l’innovazione sostenibile ed intelligente si possa costruisce un futuro migliore”.

“La sostenibilità ambientale è una nuova grande sfida che investe le vecchie come le nuove generazioni - sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.- La sostenibilità per un’impresa vuol dire ottenere nuovi vantaggi: aumentare l’efficienza, ridurre i costi, utilizzare in maniera più razionale le risorse a disposizione. Ambiente e sostenibilità sono per le Camere di commercio temi sui quali da tempo siamo impegnati con servizi innovativi ambientali a supporto delle imprese destinati ad accelerare la duplice transizione verde e digitale”.


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Camere di commercio: Esposito nuovo direttore generale del Centro studi G. Tagliacarne ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4698C160S123/camere-di-commercio--esposito-nuovo-direttore-generale-del--centro-studi-g--tagliacarne.htm Fri, 19 Feb 2021 11:02:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4698C160S123/camere-di-commercio--esposito-nuovo-direttore-generale-del--centro-studi-g--tagliacarne.htm Gaetano Fausto Esposito è il nuovo direttore generale del Centro studi delle Camere di commercio Gugliemo Tagliacarne. Già segretario generale di Assocamerestero (l’Associazione delle Camere di commercio Italiane all’Estero) che ha lasciato dopo venti anni per assumere il nuovo incarico, Esposito torna al Tagliacarne, di cui era già stato direttore dell’Area Studi e ricerche.

Al Centro Studi Tagliacarne è affidato il rilancio dell’informazione economica del Sistema camerale attraverso ricerche, studi e analisi sulle policy in collaborazione con gli altri centri studi delle Camere di commercio.

Esperto di economia e appassionato di export il neo direttore è anche docente di Economia Politica presso l’Università telematica Universitas Mercatorum.

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Gaetano Fausto Esposito è il nuovo direttore generale del Centro studi delle Camere di commercio Gugliemo Tagliacarne. Già segretario generale di Assocamerestero (l’Associazione delle Camere di commercio Italiane all’Estero) che ha lasciato dopo venti anni per assumere il nuovo incarico, Esposito torna al Tagliacarne, di cui era già stato direttore dell’Area Studi e ricerche.

Al Centro Studi Tagliacarne è affidato il rilancio dell’informazione economica del Sistema camerale attraverso ricerche, studi e analisi sulle policy in collaborazione con gli altri centri studi delle Camere di commercio.

Esperto di economia e appassionato di export il neo direttore è anche docente di Economia Politica presso l’Università telematica Universitas Mercatorum.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Sostenibilità: da Venezia la diretta della cerimonia del Premio Imprese Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le aziende green ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4695C160S123/sostenibilitÓ--da-venezia-la-diretta-della-cerimonia-del-premio-imprese-ambiente--il-pi¨-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Wed, 17 Feb 2021 12:02:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4695C160S123/sostenibilitÓ--da-venezia-la-diretta-della-cerimonia-del-premio-imprese-ambiente--il-pi¨-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm A pochi giorni dall’istituzione del ministero della Transizione ecologica, 126 imprese sostenibili concorrono per l’VIII edizione del Premio Imprese Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le aziende green, che dà accesso all’European Business Awards for the Environment (EBAE) della Commissione Europea. Al bando promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero dell’Ambiente e chiusosi lo scorso ottobre, hanno risposto imprese provenienti da 17 regioni d’Italia, le stesse che venerdì 19 febbraio - ore 14.30 si collegheranno alla cerimonia di premiazione in diretta da Venezia per conoscere i nomi dei vincitori dell’edizione dell’anno del Covid-19.

L’evento trasmesso in diretta sul canale YouTube https://youtu.be/3BRumAUeAgE e visibile anche sulla pagina Facebook della Camera di commercio di Venezia Rovigo e sul sito del Premio https://www.premioimpresambiente.it/, insieme ai saluti di Carlo Sangalli, presidente Unioncamere, Massimo Zanon, presidente della CCIAA di Venezia Rovigo e Massimo Gaudina, rappresentante e portavoce Commissione europea a Milano, ospiterà gli interventi di Marco Frey, docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e presidente della giuria del Premio Impresa Ambiente e Claudia Fusco, Capo unità Commissione europea - Direzione generale ambiente. Quest’ultima, considerato il contesto di estrema incertezza economica legato al Covid-19, si soffermerà sui driver di sviluppo su cui punta l’Unione Europea, ricordando che circa 80 miliardi di euro, dei 209 complessivi del Recovery Fund messi a disposizione dell’Italia, saranno destinati ad interventi per il così detto “Green deal”.

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A pochi giorni dall’istituzione del ministero della Transizione ecologica, 126 imprese sostenibili concorrono per l’VIII edizione del Premio Imprese Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le aziende green, che dà accesso all’European Business Awards for the Environment (EBAE) della Commissione Europea. Al bando promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero dell’Ambiente e chiusosi lo scorso ottobre, hanno risposto imprese provenienti da 17 regioni d’Italia, le stesse che venerdì 19 febbraio - ore 14.30 si collegheranno alla cerimonia di premiazione in diretta da Venezia per conoscere i nomi dei vincitori dell’edizione dell’anno del Covid-19.

L’evento trasmesso in diretta sul canale YouTube https://youtu.be/3BRumAUeAgE e visibile anche sulla pagina Facebook della Camera di commercio di Venezia Rovigo e sul sito del Premio https://www.premioimpresambiente.it/, insieme ai saluti di Carlo Sangalli, presidente Unioncamere, Massimo Zanon, presidente della CCIAA di Venezia Rovigo e Massimo Gaudina, rappresentante e portavoce Commissione europea a Milano, ospiterà gli interventi di Marco Frey, docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e presidente della giuria del Premio Impresa Ambiente e Claudia Fusco, Capo unità Commissione europea - Direzione generale ambiente. Quest’ultima, considerato il contesto di estrema incertezza economica legato al Covid-19, si soffermerà sui driver di sviluppo su cui punta l’Unione Europea, ricordando che circa 80 miliardi di euro, dei 209 complessivi del Recovery Fund messi a disposizione dell’Italia, saranno destinati ad interventi per il così detto “Green deal”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Governo: Unioncamere, avanti su sostenibilità e digitalizzazione imprese ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4690C160S123/governo--unioncamere--avanti-su-sostenibilitÓ-e-digitalizzazione-imprese.htm Wed, 10 Feb 2021 15:02:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4690C160S123/governo--unioncamere--avanti-su-sostenibilitÓ-e-digitalizzazione-imprese.htm Sostenibilità e digitalizzazione sono i due temi, cui saranno destinate gran parte delle risorse del Recovery Plan, sui quali le Camere di commercio stanno svolgendo e intendono continuare a svolgere una importante azione di assistenza e accompagnamento delle imprese italiane. Lo ha sottolineato il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, nell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, assicurando il sostegno del sistema camerale alle politiche del Governo. “Sei imprese su 10 sono ancora ai primi stadi dell’economia 4.0 – ha spiegato Prete – e in un caso su tre fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali”.  

 

L’Unioncamere ha proposto l’istituzione di uno strumento in grado di ascoltare esigenze e bisogni delle piccole imprese e di affiancarle ed accompagnarle nella ricerca delle competitività sul modello dell’americana “Small Business Administration”. “Nonostante il più alto numero in Europa di piccole e medie imprese – ha detto Prete - in Italia manca un sistema di policy stabili ad esse rivolte”. L’Unioncamere ha infine sottolineato l’importanza, per le imprese italiane, di riformare la Pubblica amministrazione: “una azione indispensabile per un rilancio degli investimenti” e la giustizia civile.

 

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Sostenibilità e digitalizzazione sono i due temi, cui saranno destinate gran parte delle risorse del Recovery Plan, sui quali le Camere di commercio stanno svolgendo e intendono continuare a svolgere una importante azione di assistenza e accompagnamento delle imprese italiane. Lo ha sottolineato il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, nell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, assicurando il sostegno del sistema camerale alle politiche del Governo. “Sei imprese su 10 sono ancora ai primi stadi dell’economia 4.0 – ha spiegato Prete – e in un caso su tre fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali”.  

 

L’Unioncamere ha proposto l’istituzione di uno strumento in grado di ascoltare esigenze e bisogni delle piccole imprese e di affiancarle ed accompagnarle nella ricerca delle competitività sul modello dell’americana “Small Business Administration”. “Nonostante il più alto numero in Europa di piccole e medie imprese – ha detto Prete - in Italia manca un sistema di policy stabili ad esse rivolte”. L’Unioncamere ha infine sottolineato l’importanza, per le imprese italiane, di riformare la Pubblica amministrazione: “una azione indispensabile per un rilancio degli investimenti” e la giustizia civile.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Il Covid interrompe la crescita di imprese femminili: a fine 2020 sono 4mila in meno rispetto al 2019 ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4687C160S123/il-covid-interrompe-la-crescita-di-imprese-femminili--a-fine-2020-sono-4mila-in-meno-rispetto-al-2019.htm Tue, 09 Feb 2021 11:02:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4687C160S123/il-covid-interrompe-la-crescita-di-imprese-femminili--a-fine-2020-sono-4mila-in-meno-rispetto-al-2019.htm La pandemia colpisce soprattutto le attività delle under 35

La crisi si fa sentire anche sulle imprese femminili, interrompendone la rincorsa che andava avanti da sei anni. A fine 2020, infatti, l’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere registra un calo dello 0,29%, pari a quasi 4mila attività in meno rispetto al 2019. Una perdita contenuta, quindi, tutta concentrata al Centro Nord (il Mezzogiorno segna infatti un +0,26%), che interrompe però una crescita costante dal 2014. Le imprese guidate da donne sono un milione e 336mila. Scende, seppur di poco, anche il loro peso sul totale del sistema produttivo nazionale: ora è pari al 21,98%, a fronte del 22% del 2019. I dati di fine 2020 mostrano però che la gestione dell’emergenza sanitaria ha prodotto una battuta d’arresto soprattutto sulle imprenditrici giovani. Sebbene il tessuto produttivo femminile resti comunque mediamente “più giovane” di quello maschile, le aziende guidate da donne di meno di 35 anni di età hanno ridotto lievemente il proprio peso sulla componente imprenditoriale femminile. Le attuali 154mila attività di giovani donne sono, infatti, l’11,52% del totale, mentre nel 2019 erano il 12,02%.

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La pandemia colpisce soprattutto le attività delle under 35

La crisi si fa sentire anche sulle imprese femminili, interrompendone la rincorsa che andava avanti da sei anni. A fine 2020, infatti, l’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere registra un calo dello 0,29%, pari a quasi 4mila attività in meno rispetto al 2019. Una perdita contenuta, quindi, tutta concentrata al Centro Nord (il Mezzogiorno segna infatti un +0,26%), che interrompe però una crescita costante dal 2014. Le imprese guidate da donne sono un milione e 336mila. Scende, seppur di poco, anche il loro peso sul totale del sistema produttivo nazionale: ora è pari al 21,98%, a fronte del 22% del 2019. I dati di fine 2020 mostrano però che la gestione dell’emergenza sanitaria ha prodotto una battuta d’arresto soprattutto sulle imprenditrici giovani. Sebbene il tessuto produttivo femminile resti comunque mediamente “più giovane” di quello maschile, le aziende guidate da donne di meno di 35 anni di età hanno ridotto lievemente il proprio peso sulla componente imprenditoriale femminile. Le attuali 154mila attività di giovani donne sono, infatti, l’11,52% del totale, mentre nel 2019 erano il 12,02%.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: 292mila iscrizioni e 273mila cessazioni nel 2020 (+0,32% il saldo) ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4678C160S123/imprese--292mila-iscrizioni-e-273mila-cessazioni-nel-2020---0-32--il-saldo-.htm Mon, 18 Jan 2021 09:01:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4678C160S123/imprese--292mila-iscrizioni-e-273mila-cessazioni-nel-2020---0-32--il-saldo-.htm Circa 292.000 iscrizioni e 273.000 cessazioni al Registro delle imprese nel 2020, con un saldo che fa segnare un +0,32%. L’andamento demografico dell’imprenditoria italiana è apparso, lo scorso anno, complessivamente caratterizzato da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia.

Il risultato, secondo i dati Unioncamere/Infocamere, è che le imprese nate nel 2020 sono state 292.308. A fronte di queste, nello stesso periodo hanno definitivamente chiuso i battenti 272.992 attività. Normalmente le cancellazioni di attività dal Registro delle imprese si concentrano nei primi tre mesi dell’anno ed è in questo periodo che si attendono le maggiori ripercussioni della crisi dovuta alla pandemia. A fine dicembre 2020, pertanto, lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a
6.078.031 unità.

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Circa 292.000 iscrizioni e 273.000 cessazioni al Registro delle imprese nel 2020, con un saldo che fa segnare un +0,32%. L’andamento demografico dell’imprenditoria italiana è apparso, lo scorso anno, complessivamente caratterizzato da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia.

Il risultato, secondo i dati Unioncamere/Infocamere, è che le imprese nate nel 2020 sono state 292.308. A fronte di queste, nello stesso periodo hanno definitivamente chiuso i battenti 272.992 attività. Normalmente le cancellazioni di attività dal Registro delle imprese si concentrano nei primi tre mesi dell’anno ed è in questo periodo che si attendono le maggiori ripercussioni della crisi dovuta alla pandemia. A fine dicembre 2020, pertanto, lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a
6.078.031 unità.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 346mila entrate previste a gennaio, 116mila in meno di un anno fa ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4674C160S123/lavoro--346mila-entrate-previste-a-gennaio--116mila-in-meno-di-un-anno-fa.htm Thu, 14 Jan 2021 10:01:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4674C160S123/lavoro--346mila-entrate-previste-a-gennaio--116mila-in-meno-di-un-anno-fa.htm Tra gennaio e marzo costruzioni e digitale sosterranno la domanda di lavoro

A gennaio, le imprese intendono stipulare poco meno di 346mila contratti di lavoro, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Tendenza al ribasso confermata anche per il trimestre gennaio-marzo (-23% le entrate previste rispetto al primo trimestre 2020) ma non per tutti i settori economici. Primi segnali di crescita si scorgono per le costruzioni (+2,6% nel mese e +13,3% nel trimestre) e per i servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4,0% nel trimestre). A recuperare più velocemente saranno le regioni del Nord Ovest, in primis Lombardia e Piemonte. Tecnici, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali ma anche operai specializzati le figure professionali che saranno maggiormente ricercate. E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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Tra gennaio e marzo costruzioni e digitale sosterranno la domanda di lavoro

A gennaio, le imprese intendono stipulare poco meno di 346mila contratti di lavoro, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Tendenza al ribasso confermata anche per il trimestre gennaio-marzo (-23% le entrate previste rispetto al primo trimestre 2020) ma non per tutti i settori economici. Primi segnali di crescita si scorgono per le costruzioni (+2,6% nel mese e +13,3% nel trimestre) e per i servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4,0% nel trimestre). A recuperare più velocemente saranno le regioni del Nord Ovest, in primis Lombardia e Piemonte. Tecnici, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali ma anche operai specializzati le figure professionali che saranno maggiormente ricercate. E’ quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: domanda in forte calo nel 2020 (-30%), ma cresce il peso di laureati e operai specializzati ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4670C160S123/lavoro--domanda-in-forte-calo-nel-2020---30----ma-cresce-il-peso-di-laureati-e-operai-specializzati.htm Tue, 05 Jan 2021 09:01:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4670C160S123/lavoro--domanda-in-forte-calo-nel-2020---30----ma-cresce-il-peso-di-laureati-e-operai-specializzati.htm Richieste competenze digitali per 6 assunzioni su 10

Lo shock da Covid-19 frena i programmi di assunzione delle imprese nel 2020, con un calo del 30% rispetto al 2019 (corrispondente a circa 1,4 milioni di contratti di lavoro in meno, inclusi quelli stagionali e di collaborazione). La flessione dei piani di assunzione ha toccato tutti i settori ma è stata più marcata nella filiera dell’accoglienza e della ristorazione (-40,7% per gli ingressi previsti) e in alcuni comparti di punta del made in Italy, come la moda (-37,9%). Mentre flessioni più contenute si registrano nelle costruzioni (-15,9%), nella sanità e servizi sociali privati (-17,1%) e nella filiera agro-alimentare (-19,7%). Ma, nonostante la contrazione dell’occupazione, sale al 30% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati (contro il 26% del 2019) a causa della mancanza di candidati o della preparazione inadeguata.

La domanda di lavoro pianificata nel 2020 dalle imprese con dipendenti (pari a 3,2 milioni di unità) riflette dunque gli effetti della grave crisi pandemica, a cui le imprese hanno risposto introducendo cambiamenti difficilmente reversibili e innescando un’accelerazione anche in diversi aspetti della trasformazione digitale. Oltre 4 imprese su 10 che hanno investito in trasformazione digitale hanno puntato sulle modifiche dei modelli di business, con l’adozione di strumenti di digital marketing (+16 punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid), sulle innovazioni organizzative, con l’ampia diffusione nell’utilizzo dello smartworking (+17 punti percentuali), o, sotto l’aspetto prettamente tecnologico, sull’acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics (+10 punti percentuali).

Saranno quindi proprio le competenze digitali, richieste al 60,4% dei profili ricercati nel 2020, uno dei principali driver su cui faranno leva le imprese per gestire la fase di recupero che si aprirà nei prossimi mesi. Mentre per 8 posizioni di lavoro su 10 sono state richieste competenze green che costituiscono un altro fattore strategico di competitività a livello trasversale. Per affrontare la complessità delle sfide in atto le imprese puntano su figure più specializzate, per le quali nel 67,7% dei casi viene richiesta esperienza. Sono queste alcune delle tendenze che emergono dal Bollettino 2020 del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, nel monitoraggio annuale dei flussi di entrata nelle imprese e delle competenze richieste dal mercato del lavoro.

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Richieste competenze digitali per 6 assunzioni su 10

Lo shock da Covid-19 frena i programmi di assunzione delle imprese nel 2020, con un calo del 30% rispetto al 2019 (corrispondente a circa 1,4 milioni di contratti di lavoro in meno, inclusi quelli stagionali e di collaborazione). La flessione dei piani di assunzione ha toccato tutti i settori ma è stata più marcata nella filiera dell’accoglienza e della ristorazione (-40,7% per gli ingressi previsti) e in alcuni comparti di punta del made in Italy, come la moda (-37,9%). Mentre flessioni più contenute si registrano nelle costruzioni (-15,9%), nella sanità e servizi sociali privati (-17,1%) e nella filiera agro-alimentare (-19,7%). Ma, nonostante la contrazione dell’occupazione, sale al 30% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati (contro il 26% del 2019) a causa della mancanza di candidati o della preparazione inadeguata.

La domanda di lavoro pianificata nel 2020 dalle imprese con dipendenti (pari a 3,2 milioni di unità) riflette dunque gli effetti della grave crisi pandemica, a cui le imprese hanno risposto introducendo cambiamenti difficilmente reversibili e innescando un’accelerazione anche in diversi aspetti della trasformazione digitale. Oltre 4 imprese su 10 che hanno investito in trasformazione digitale hanno puntato sulle modifiche dei modelli di business, con l’adozione di strumenti di digital marketing (+16 punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid), sulle innovazioni organizzative, con l’ampia diffusione nell’utilizzo dello smartworking (+17 punti percentuali), o, sotto l’aspetto prettamente tecnologico, sull’acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics (+10 punti percentuali).

Saranno quindi proprio le competenze digitali, richieste al 60,4% dei profili ricercati nel 2020, uno dei principali driver su cui faranno leva le imprese per gestire la fase di recupero che si aprirà nei prossimi mesi. Mentre per 8 posizioni di lavoro su 10 sono state richieste competenze green che costituiscono un altro fattore strategico di competitività a livello trasversale. Per affrontare la complessità delle sfide in atto le imprese puntano su figure più specializzate, per le quali nel 67,7% dei casi viene richiesta esperienza. Sono queste alcune delle tendenze che emergono dal Bollettino 2020 del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, nel monitoraggio annuale dei flussi di entrata nelle imprese e delle competenze richieste dal mercato del lavoro.

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