Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ PEC: obbligo di comunicazione al Registro delle imprese entro il 1° ottobre 2020 per le imprese che non hanno ancora notificato il proprio domicilio digitale ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4558C160S123/pec--obbligo-di-comunicazione-al-registro-delle-imprese-entro-il-1°-ottobre-2020-per-le-imprese-che-non-hanno-ancora-notificato-il-proprio-domicilio-digitale.htm Fri, 25 Sep 2020 11:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4558C160S123/pec--obbligo-di-comunicazione-al-registro-delle-imprese-entro-il-1°-ottobre-2020-per-le-imprese-che-non-hanno-ancora-notificato-il-proprio-domicilio-digitale.htm Conto alla rovescia per la regolarizzazione della Posta elettronica certificata delle imprese. Entro il 1° ottobre tutte le aziende che ancora non lo hanno fatto devono comunicare telematicamente al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale (PEC) attivo e univocamente riconducibile all'impresa.

A stabilirlo è il Decreto Semplificazioni convertito nella Legge n. 120 dell'11 settembre 2020. Possedere un indirizzo di posta elettronica certificata, che facilita i rapporti con la Pubblica amministrazione, era già un obbligo dal 2008 per le società e dal 2012 per le imprese individuali. Ma se la mancata comunicazione prevedeva finora solo una sospensione temporanea per l’invio di pratiche telematiche al Registro imprese, ora invece può comportare una multa compresa tra i 206 e i 2.064 euro per le società, tra i 30 e i 1.548 euro per le imprese individuali.

Per le imprese che dopo la scadenza del termine risulteranno prive di Pec, oltre al pagamento della sanzione amministrativa, è prevista l'assegnazione d'ufficio di un domicilio digitale da parte della Camera di Commercio.

La comunicazione del domicilio digitale è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. Può essere effettuata dal titolare o legale rappresentante dell'impresa direttamente dal sito ipec-registroimprese.infocamere.it, oppure seguendo le istruzioni sul sito della Camera di commercio del proprio territorio.

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Conto alla rovescia per la regolarizzazione della Posta elettronica certificata delle imprese. Entro il 1° ottobre tutte le aziende che ancora non lo hanno fatto devono comunicare telematicamente al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale (PEC) attivo e univocamente riconducibile all'impresa.

A stabilirlo è il Decreto Semplificazioni convertito nella Legge n. 120 dell'11 settembre 2020. Possedere un indirizzo di posta elettronica certificata, che facilita i rapporti con la Pubblica amministrazione, era già un obbligo dal 2008 per le società e dal 2012 per le imprese individuali. Ma se la mancata comunicazione prevedeva finora solo una sospensione temporanea per l’invio di pratiche telematiche al Registro imprese, ora invece può comportare una multa compresa tra i 206 e i 2.064 euro per le società, tra i 30 e i 1.548 euro per le imprese individuali.

Per le imprese che dopo la scadenza del termine risulteranno prive di Pec, oltre al pagamento della sanzione amministrativa, è prevista l'assegnazione d'ufficio di un domicilio digitale da parte della Camera di Commercio.

La comunicazione del domicilio digitale è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. Può essere effettuata dal titolare o legale rappresentante dell'impresa direttamente dal sito ipec-registroimprese.infocamere.it, oppure seguendo le istruzioni sul sito della Camera di commercio del proprio territorio.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Riforma Camere di commercio: 3 imprese su 4 promuovono gli accorpamenti ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4556C160S123/riforma-camere-di-commercio--3-imprese-su-4-promuovono-gli-accorpamenti-.htm Wed, 23 Sep 2020 11:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4556C160S123/riforma-camere-di-commercio--3-imprese-su-4-promuovono-gli-accorpamenti-.htm

Fondere due o più Camere di commercio per renderle più robuste è un’azione utile alle imprese. Ne sono convinte tre imprese su quattro che promuovono la riforma delle Camere di commercio, ritenendo che la nascita di strutture più grandi, attraverso l’accorpamento di Camere di piccola dimensione, sia un fatto positivo.

A mostrarlo è un sondaggio effettuato tra il 7 e l’11 settembre da Ipsos su oltre 400 imprese delle 40 province interessate dagli accorpamenti generati dalla riorganizzazione delle Camere di commercio varata nel 2015.

Per gli imprenditori a conoscenza dell’accorpamento della propria Camera di commercio, questa trasformazione non solo non ha avuto alcun impatto sui rapporti tra la Camera e le aziende ma anzi, se ci sono stati cambiamenti, sono considerati più vantaggiosi per le imprese in termini di qualità e ampiezza dei servizi offerti, di disponibilità di risorse economiche messe a disposizione del territorio, di capacità di risposta alle esigenze degli operatori economici.

Mentre promuovono i servizi camerali assegnando un buon 8 come voto medio (con punte del 9-10 per il 29% degli imprenditori), addirittura il 92% degli imprenditori a conoscenza dell’accorpamento della propria Camera ritiene che la qualità dei servizi resi sia migliorata o sia rimasta invariata dopo l’accorpamento ed il 28% che la gamma dei servizi sia stata ampliata.

Gli imprenditori colgono anche un vantaggio in termini economici derivante dalle unioni tra Camere piccole: il 36% ha rilevato un aumento dei contributi erogati ed il 31%  una crescita dei bandi ai quali le imprese possono partecipare.

Le fusioni tra Camere, che per 9 imprenditori su 10 non hanno comportato alcuna complicazione operativa che possa aver avuto effetti sulla vita quotidiana dell’impresa, non allontana le Camere dai territori e dai diversi sistemi produttivi locali.  Mantenendo saldi la propria presenza e il presidio territoriale, la nuova Camera ha invece una maggiore capacità di interpretare e soddisfare le necessità delle imprese (è quanto ritiene il 35% delle imprese).

 

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Fondere due o più Camere di commercio per renderle più robuste è un’azione utile alle imprese. Ne sono convinte tre imprese su quattro che promuovono la riforma delle Camere di commercio, ritenendo che la nascita di strutture più grandi, attraverso l’accorpamento di Camere di piccola dimensione, sia un fatto positivo.

A mostrarlo è un sondaggio effettuato tra il 7 e l’11 settembre da Ipsos su oltre 400 imprese delle 40 province interessate dagli accorpamenti generati dalla riorganizzazione delle Camere di commercio varata nel 2015.

Per gli imprenditori a conoscenza dell’accorpamento della propria Camera di commercio, questa trasformazione non solo non ha avuto alcun impatto sui rapporti tra la Camera e le aziende ma anzi, se ci sono stati cambiamenti, sono considerati più vantaggiosi per le imprese in termini di qualità e ampiezza dei servizi offerti, di disponibilità di risorse economiche messe a disposizione del territorio, di capacità di risposta alle esigenze degli operatori economici.

Mentre promuovono i servizi camerali assegnando un buon 8 come voto medio (con punte del 9-10 per il 29% degli imprenditori), addirittura il 92% degli imprenditori a conoscenza dell’accorpamento della propria Camera ritiene che la qualità dei servizi resi sia migliorata o sia rimasta invariata dopo l’accorpamento ed il 28% che la gamma dei servizi sia stata ampliata.

Gli imprenditori colgono anche un vantaggio in termini economici derivante dalle unioni tra Camere piccole: il 36% ha rilevato un aumento dei contributi erogati ed il 31%  una crescita dei bandi ai quali le imprese possono partecipare.

Le fusioni tra Camere, che per 9 imprenditori su 10 non hanno comportato alcuna complicazione operativa che possa aver avuto effetti sulla vita quotidiana dell’impresa, non allontana le Camere dai territori e dai diversi sistemi produttivi locali.  Mantenendo saldi la propria presenza e il presidio territoriale, la nuova Camera ha invece una maggiore capacità di interpretare e soddisfare le necessità delle imprese (è quanto ritiene il 35% delle imprese).

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Si rafforza la partnership CNR-Unioncamere per far crescere il dialogo tra ricerca pubblica e imprese ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4557C160S123/si-rafforza-la-partnership-cnr-unioncamere--per-far-crescere-il-dialogo-tra-ricerca-pubblica-e-imprese---.htm Wed, 23 Sep 2020 11:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4557C160S123/si-rafforza-la-partnership-cnr-unioncamere--per-far-crescere-il-dialogo-tra-ricerca-pubblica-e-imprese---.htm

All’Italia non mancano le imprese innovative, che sono in linea con la media europea (57% il nostro paese, 54% la media Ue). Ma esiste una forte polarizzazione tra le imprese più dinamiche, che in 9 casi su 10 realizzano prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, e quelle più marginali, in cui le innovative sono solo 2 su 10. Queste imprese si distinguono nelle attività di ricerca e sviluppo, nella formazione del personale sulle innovazioni e nell’impiego delle nuove tecnologie digitali.

Per integrare più efficacemente la ricerca pubblica e il sistema produttivo, si rafforza la partnership tra Unioncamere e Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Avviata nel 2013 con l’intento di valorizzare i migliori brevetti del CNR e quelli delle principali Università italiane nei confronti delle imprese, e rinnovata attraverso un Accordo quadro sottoscritto l’anno scorso, l’intesa ha portato alla messa a punto del progetto Promo–TT Instrument.

Tre i suoi obiettivi fondamentali: estendere la collaborazione tra il CNR e il sistema camerale dal campo dei migliori brevetti allo scouting sistematico di tutte le tecnologie disponibili del CNR, anche non protette, coinvolgendo le Associazioni delle imprese industriali e delle piccole e medie imprese; ampliare le occasioni di confronto tra i ricercatori dell’Istituto e le imprese, con una partecipazione più attiva dei finanziatori dei progetti di sviluppo; costruire una piattaforma dedicata al trasferimento dei risultati più utili della ricerca del CNR per il sistema produttivo, in linea con le esigenze e le domande delle imprese, grazie alla collaborazione delle loro Associazioni e delle Camere di commercio.

 “Il trasferimento tecnologico è uno dei temi su cui si gioca la sfida della crescita e della competitività per le nostre imprese”, ha sottolineato Leonardo Bassilichi, vice presidente di Unioncamere e presidente della Camera di commercio di Firenze. “La collaborazione tra Unioncamere e Cnr va in questa direzione, con l’obiettivo di far dialogare il mondo della ricerca pubblica con quello delle imprese, mettendo a disposizione di queste ultime l’enorme tesoro di brevetti e di conoscenze del Cnr e delle principali Università italiane”.

 
 
 
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All’Italia non mancano le imprese innovative, che sono in linea con la media europea (57% il nostro paese, 54% la media Ue). Ma esiste una forte polarizzazione tra le imprese più dinamiche, che in 9 casi su 10 realizzano prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, e quelle più marginali, in cui le innovative sono solo 2 su 10. Queste imprese si distinguono nelle attività di ricerca e sviluppo, nella formazione del personale sulle innovazioni e nell’impiego delle nuove tecnologie digitali.

Per integrare più efficacemente la ricerca pubblica e il sistema produttivo, si rafforza la partnership tra Unioncamere e Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Avviata nel 2013 con l’intento di valorizzare i migliori brevetti del CNR e quelli delle principali Università italiane nei confronti delle imprese, e rinnovata attraverso un Accordo quadro sottoscritto l’anno scorso, l’intesa ha portato alla messa a punto del progetto Promo–TT Instrument.

Tre i suoi obiettivi fondamentali: estendere la collaborazione tra il CNR e il sistema camerale dal campo dei migliori brevetti allo scouting sistematico di tutte le tecnologie disponibili del CNR, anche non protette, coinvolgendo le Associazioni delle imprese industriali e delle piccole e medie imprese; ampliare le occasioni di confronto tra i ricercatori dell’Istituto e le imprese, con una partecipazione più attiva dei finanziatori dei progetti di sviluppo; costruire una piattaforma dedicata al trasferimento dei risultati più utili della ricerca del CNR per il sistema produttivo, in linea con le esigenze e le domande delle imprese, grazie alla collaborazione delle loro Associazioni e delle Camere di commercio.

 “Il trasferimento tecnologico è uno dei temi su cui si gioca la sfida della crescita e della competitività per le nostre imprese”, ha sottolineato Leonardo Bassilichi, vice presidente di Unioncamere e presidente della Camera di commercio di Firenze. “La collaborazione tra Unioncamere e Cnr va in questa direzione, con l’obiettivo di far dialogare il mondo della ricerca pubblica con quello delle imprese, mettendo a disposizione di queste ultime l’enorme tesoro di brevetti e di conoscenze del Cnr e delle principali Università italiane”.

 
 
 
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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Paoletti Unioncamere: nuovo codice della crisi strumento ancora valido ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4555C160S123/paoletti-unioncamere--nuovo-codice-della-crisi-strumento-ancora-valido.htm Wed, 23 Sep 2020 09:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4555C160S123/paoletti-unioncamere--nuovo-codice-della-crisi-strumento-ancora-valido.htm Il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza, pensato in un contesto completamente diverso da quello attuale, rappresenta ancora un validissimo strumento di grande aiuto per evitare il ricorso al fallimento ed alle procedure concorsuali per migliaia di imprese”. E’ quanto ha sottolineato il vicepresidente di Unioncamere Antonio Paoletti in occasione dell’evento di Bergamo “Attività e futuro dell’impresa. Organi e strumenti per il governo della crisi al tempo della pandemia”.

Anzi - ha aggiunto Paoletti - soprattutto in questo momento in cui le difficoltà economiche e finanziarie delle imprese si stanno rivelando ancora più significative, un percorso di analisi e di attenta esame della solidità finanziaria ed economica delle nostre aziende, può evitare un “effetto domino” estremamente pericoloso per tutto l’indotto della nostra economia. Non basterà – avverte - però analizzare i rischi guardando i soli bilanci o i principali indicatori economici finanziari delle aziende, ma occorrerà concentrarsi anche su indicatori di tipo qualitativo tipico del contesto".

Per questo conclude il vice presidente di Unioncamere “gli Ocri - che dovranno essere attivati presso ogni Camera di commercio - dovranno dotarsi di professionisti abilitati a occuparsi non tanto e non solo di fallimento o di procedure concorsuali, ma soprattutto di esperti in tema di ristrutturazione aziendale e di accordi con il sistema creditizio”.

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Il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza, pensato in un contesto completamente diverso da quello attuale, rappresenta ancora un validissimo strumento di grande aiuto per evitare il ricorso al fallimento ed alle procedure concorsuali per migliaia di imprese”. E’ quanto ha sottolineato il vicepresidente di Unioncamere Antonio Paoletti in occasione dell’evento di Bergamo “Attività e futuro dell’impresa. Organi e strumenti per il governo della crisi al tempo della pandemia”.

Anzi - ha aggiunto Paoletti - soprattutto in questo momento in cui le difficoltà economiche e finanziarie delle imprese si stanno rivelando ancora più significative, un percorso di analisi e di attenta esame della solidità finanziaria ed economica delle nostre aziende, può evitare un “effetto domino” estremamente pericoloso per tutto l’indotto della nostra economia. Non basterà – avverte - però analizzare i rischi guardando i soli bilanci o i principali indicatori economici finanziari delle aziende, ma occorrerà concentrarsi anche su indicatori di tipo qualitativo tipico del contesto".

Per questo conclude il vice presidente di Unioncamere “gli Ocri - che dovranno essere attivati presso ogni Camera di commercio - dovranno dotarsi di professionisti abilitati a occuparsi non tanto e non solo di fallimento o di procedure concorsuali, ma soprattutto di esperti in tema di ristrutturazione aziendale e di accordi con il sistema creditizio”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Sostenibilità: ultimi giorni per concorrere al Premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le aziende green ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4552C160S123/sostenibilità--ultimi-giorni-per-concorrere-al-premio-impresa-ambiente---il-più-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Thu, 17 Sep 2020 10:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4552C160S123/sostenibilità--ultimi-giorni-per-concorrere-al-premio-impresa-ambiente---il-più-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Pochi giorni alla chiusura del Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il bando dell’ VIII edizione del Premio è aperto fino al 30 settembre 2020 e si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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Pochi giorni alla chiusura del Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il bando dell’ VIII edizione del Premio è aperto fino al 30 settembre 2020 e si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ 1,8 milioni di laureati e diplomati al lavoro entro il 2024 Opportunità anche per 680mila qualifiche professionali, ma, in 4 casi su 10, non saranno disponibili sul mercato ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4546C160S123/1-8-milioni-di-laureati-e-diplomati-al-lavoro-entro-il-2024-opportunità-anche-per-680mila-qualifiche-professionali--ma--in-4-casi-su-10--non-saranno-disponibili-sul-mercato.htm Fri, 11 Sep 2020 10:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4546C160S123/1-8-milioni-di-laureati-e-diplomati-al-lavoro-entro-il-2024-opportunità-anche-per-680mila-qualifiche-professionali--ma--in-4-casi-su-10--non-saranno-disponibili-sul-mercato.htm Quasi 900mila laureati, altrettanti diplomati e oltre 680mila persone con qualifica professionale troveranno lavoro tra il 2020 e il 2024, chiamati a integrare o sostituire il personale uscente per ragioni di età. Ma proprio per gli indirizzi di formazione e istruzione professionale si prospettano le maggiori difficoltà, visto che, in 4 casi su 10, non saranno disponibili sul mercato. E’ quanto mostra l’ultima stima di Unioncamere relativa ai fabbisogni occupazionali tra il 2020 e il 2024, elaborata nell’ambito del Sistema informativo Excelsior.

 

 

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Quasi 900mila laureati, altrettanti diplomati e oltre 680mila persone con qualifica professionale troveranno lavoro tra il 2020 e il 2024, chiamati a integrare o sostituire il personale uscente per ragioni di età. Ma proprio per gli indirizzi di formazione e istruzione professionale si prospettano le maggiori difficoltà, visto che, in 4 casi su 10, non saranno disponibili sul mercato. E’ quanto mostra l’ultima stima di Unioncamere relativa ai fabbisogni occupazionali tra il 2020 e il 2024, elaborata nell’ambito del Sistema informativo Excelsior.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Lavoro: 310mila assunzioni previste dalle imprese a settembre Segnali di ripresa da costruzioni e agroalimentare, soffrono turismo e moda ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4542C160S123/lavoro--310mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-a-settembre-segnali-di-ripresa-da-costruzioni-e-agroalimentare--soffrono-turismo-e-moda.htm Fri, 04 Sep 2020 10:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4542C160S123/lavoro--310mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-a-settembre-segnali-di-ripresa-da-costruzioni-e-agroalimentare--soffrono-turismo-e-moda.htm Sono oltre 310 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese di settembre. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate si attesta al -28,7%. Un riavvio delle attività in vista dell’autunno particolarmente cauto, quindi, ma segnali di ripresa si evidenziano per le costruzioni e le industrie alimentari. Le prospettive economiche sono caratterizzate dall’incertezza soprattutto per quanto riguarda gli andamenti dei mercati internazionali, tanto che anche per il trimestre settembre-novembre si prevede un flusso di assunzioni in flessione rispetto all’analogo periodo del 2019 ed aumenta la quota delle imprese (dal 49,1% di giugno al 64,9% di agosto) che prevedono il recupero dei livelli produttivi pre-covid non prima di giugno 2021.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di settembre.

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Sono oltre 310 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese di settembre. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate si attesta al -28,7%. Un riavvio delle attività in vista dell’autunno particolarmente cauto, quindi, ma segnali di ripresa si evidenziano per le costruzioni e le industrie alimentari. Le prospettive economiche sono caratterizzate dall’incertezza soprattutto per quanto riguarda gli andamenti dei mercati internazionali, tanto che anche per il trimestre settembre-novembre si prevede un flusso di assunzioni in flessione rispetto all’analogo periodo del 2019 ed aumenta la quota delle imprese (dal 49,1% di giugno al 64,9% di agosto) che prevedono il recupero dei livelli produttivi pre-covid non prima di giugno 2021.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di settembre.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ DL agosto, Unioncamere: portare a termine la riforma delle Camere di commercio ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4541C160S123/dl-agosto--unioncamere--portare-a-termine-la-riforma-delle-camere-di-commercio-.htm Wed, 02 Sep 2020 10:09:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4541C160S123/dl-agosto--unioncamere--portare-a-termine-la-riforma-delle-camere-di-commercio-.htm La norma, contenuta nel DL agosto del Governo, che fissa un termine ultimo per gli accorpamenti che ridurranno a 60 il numero delle Camere di commercio italiane, rappresenta il passo decisivo per la chiusura di una riforma avviata ormai 5 anni fa. Lo sottolinea Unioncamere intervenuta in audizione dinanzi alla Commissione Bilancio del Senato.

Bisogna concludere la riforma”, ha affermato il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete nel corso dell’audizione. “Questa riforma – ha ricordato - ha superato tutti i passaggi politici, quelli della giustizia amministrativa e anche la verifica costituzionale: Parlamento, Conferenza Stato Regioni, Tar, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale si sono espressi su questo tema nel corso del tempo. Gli accorpamenti delle Camere di commercio stanno portando risultati di efficientamento e risparmi concreti. Come si è visto inoltre, Camere più grandi e più forti, con maggiori funzioni come internazionalizzazione e made in Italy, possono meglio supportare le imprese e i territori. Il sistema camerale – ha affermato Prete - vede oggi Camere grandi e anche molto grandi e Camere molto piccole – in termini di bacino di imprese, di ambito territoriale di riferimento, di budget – e ciò determina un assetto poco equilibrato”.

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La norma, contenuta nel DL agosto del Governo, che fissa un termine ultimo per gli accorpamenti che ridurranno a 60 il numero delle Camere di commercio italiane, rappresenta il passo decisivo per la chiusura di una riforma avviata ormai 5 anni fa. Lo sottolinea Unioncamere intervenuta in audizione dinanzi alla Commissione Bilancio del Senato.

Bisogna concludere la riforma”, ha affermato il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete nel corso dell’audizione. “Questa riforma – ha ricordato - ha superato tutti i passaggi politici, quelli della giustizia amministrativa e anche la verifica costituzionale: Parlamento, Conferenza Stato Regioni, Tar, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale si sono espressi su questo tema nel corso del tempo. Gli accorpamenti delle Camere di commercio stanno portando risultati di efficientamento e risparmi concreti. Come si è visto inoltre, Camere più grandi e più forti, con maggiori funzioni come internazionalizzazione e made in Italy, possono meglio supportare le imprese e i territori. Il sistema camerale – ha affermato Prete - vede oggi Camere grandi e anche molto grandi e Camere molto piccole – in termini di bacino di imprese, di ambito territoriale di riferimento, di budget – e ciò determina un assetto poco equilibrato”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Imprese artigiane: aumentano addetti alle pulizie e tatuatori In calo muratori e "padroncini" ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4540C160S123/imprese-artigiane--aumentano-addetti-alle-pulizie-e-tatuatori-in-calo-muratori-e--padroncini-.htm Fri, 28 Aug 2020 08:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4540C160S123/imprese-artigiane--aumentano-addetti-alle-pulizie-e-tatuatori-in-calo-muratori-e--padroncini-.htm Aumentano le imprese di pulizia e quelle che si occupano di tatuaggi e piercing. Crescono i giardinieri e i parrucchieri ed estetiste. Si riducono invece le imprese di costruzioni e quelle che si occupano di ristrutturazione, i “padroncini” addetti ai trasporti su strada, gli elettricisti, i falegnami e i meccanici.

Come mostra la fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi 5 anni, il settore, che conta poco meno di 1,3 milioni di imprese, ne ha perse quasi 80mila tra il 2015 e il 2020. Ma alcuni “mestieri”- più vicini a uno stile di vita a cui piace la cura di sé, degli spazi in cui si vive e del verde comune - crescono, raggiungendo anche numeri consistenti.

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Aumentano le imprese di pulizia e quelle che si occupano di tatuaggi e piercing. Crescono i giardinieri e i parrucchieri ed estetiste. Si riducono invece le imprese di costruzioni e quelle che si occupano di ristrutturazione, i “padroncini” addetti ai trasporti su strada, gli elettricisti, i falegnami e i meccanici.

Come mostra la fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi 5 anni, il settore, che conta poco meno di 1,3 milioni di imprese, ne ha perse quasi 80mila tra il 2015 e il 2020. Ma alcuni “mestieri”- più vicini a uno stile di vita a cui piace la cura di sé, degli spazi in cui si vive e del verde comune - crescono, raggiungendo anche numeri consistenti.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Lavoro: 2,5milioni di lavoratori da sostituire nei prossimi 5 anni Tra 1,9 e 2,7 milioni il fabbisogno occupazionale complessivo ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4539C160S123/lavoro--2-5milioni-di-lavoratori-da-sostituire-nei-prossimi-5-anni-tra-1-9-e-2-7-milioni-il-fabbisogno-occupazionale-complessivo-.htm Tue, 25 Aug 2020 08:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4539C160S123/lavoro--2-5milioni-di-lavoratori-da-sostituire-nei-prossimi-5-anni-tra-1-9-e-2-7-milioni-il-fabbisogno-occupazionale-complessivo-.htm Tra il 2020 e il 2024 il sistema economico italiano dovrà sostituire oltre 2,5 milioni degli attuali occupati, perché questi ultimi avranno raggiunto l’età di pensionamento o per altre cause. Questo dato, sommato agli incrementi (o alla diminuzione) degli occupati previsti in base ai possibili andamenti annuali del PIL, determinerà un fabbisogno complessivo compreso tra 1,9 e 2,7 milioni di lavoratori.

Lo evidenziano i risultati dell’ultimo aggiornamento (luglio 2020) del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali sviluppato nell’ambito del Sistema informativo Excelsior da Unioncamere, prendendo come base due possibili scenari per l’andamento (di espansione o di contrazione) dell’economia: secondo lo scenario A (“base”) la crescita economica potrà generare nel quinquennio 2020-2024, in maniera molto differenziata nei vari settori, un incremento rispetto al 2019 dello stock di occupati di circa 179mila unità, mentre secondo lo scenario B (“avverso”) si prospetterebbe una flessione dello stock di occupati di circa 556mila unità a fine quinquennio.

 

 

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Tra il 2020 e il 2024 il sistema economico italiano dovrà sostituire oltre 2,5 milioni degli attuali occupati, perché questi ultimi avranno raggiunto l’età di pensionamento o per altre cause. Questo dato, sommato agli incrementi (o alla diminuzione) degli occupati previsti in base ai possibili andamenti annuali del PIL, determinerà un fabbisogno complessivo compreso tra 1,9 e 2,7 milioni di lavoratori.

Lo evidenziano i risultati dell’ultimo aggiornamento (luglio 2020) del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali sviluppato nell’ambito del Sistema informativo Excelsior da Unioncamere, prendendo come base due possibili scenari per l’andamento (di espansione o di contrazione) dell’economia: secondo lo scenario A (“base”) la crescita economica potrà generare nel quinquennio 2020-2024, in maniera molto differenziata nei vari settori, un incremento rispetto al 2019 dello stock di occupati di circa 179mila unità, mentre secondo lo scenario B (“avverso”) si prospetterebbe una flessione dello stock di occupati di circa 556mila unità a fine quinquennio.

 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Nel post-Covid quasi 6 imprese su 10 con difficoltà di liquidità ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4538C160S123/nel-post-covid-quasi-6-imprese-su-10-con-difficoltà-di-liquidità.htm Fri, 21 Aug 2020 09:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4538C160S123/nel-post-covid-quasi-6-imprese-su-10-con-difficoltà-di-liquidità.htm Sono quasi 780mila (il 58,4% del totale) le imprese che prevedono di avere problemi di liquidità nei prossimi sei mesi e poco meno di 565mila (ilrestante 41,6%) quelle alle quali invece si prospetta un futuro meno difficoltoso sul versante finanziario. La crisi di domanda che si è innescata con la pandemia Covid-19 e il clima di incertezza sui tempi del recupero, legato anche alle diffuse criticità sui mercati globali, fanno temere a molte imprese di non poter generare i flussi di cassa necessari a garantire l’ordinaria operatività aziendale.

E’ quanto risulta da un approfondimento del Sistema informativo Excelsior sull’universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 22 giugno e il 6 luglio 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per valutare le prospettive occupazionali a seguito dell’emergenza Coronavirus.

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Sono quasi 780mila (il 58,4% del totale) le imprese che prevedono di avere problemi di liquidità nei prossimi sei mesi e poco meno di 565mila (ilrestante 41,6%) quelle alle quali invece si prospetta un futuro meno difficoltoso sul versante finanziario. La crisi di domanda che si è innescata con la pandemia Covid-19 e il clima di incertezza sui tempi del recupero, legato anche alle diffuse criticità sui mercati globali, fanno temere a molte imprese di non poter generare i flussi di cassa necessari a garantire l’ordinaria operatività aziendale.

E’ quanto risulta da un approfondimento del Sistema informativo Excelsior sull’universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 22 giugno e il 6 luglio 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per valutare le prospettive occupazionali a seguito dell’emergenza Coronavirus.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Effetto Covid-19 anche sulle imprese di stranieri: nel I semestre aumento di 6mila unità ma è il 40% in meno dello scorso anno ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4537C160S123/effetto-covid-19-anche-sulle-imprese-di-stranieri--nel-i-semestre-aumento-di-6mila-unità-ma-è-il-40--in-meno-dello-scorso-anno.htm Tue, 18 Aug 2020 11:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4537C160S123/effetto-covid-19-anche-sulle-imprese-di-stranieri--nel-i-semestre-aumento-di-6mila-unità-ma-è-il-40--in-meno-dello-scorso-anno.htm Continua a crescere la comunità delle imprese di stranieri in Italia ma l’effetto della pandemia ne frena l’espansione. Nel primo semestre del 2020 il saldo tra le nuove imprese e quelle che hanno chiuso i battenti si è attestato a 6.119 unità, portando lo stock di imprese di stranieri a raggiungere il valore di 621.367 unità, l’1% in più rispetto al 31 dicembre scorso. Se confrontato con lo stesso dato del 2019, il progresso evidenzia però un forte “effetto-frenata” dovuto al Covid-19: tra gennaio e giugno dello scorso anno, infatti, il bilancio tra aperture e chiusure di imprese di stranieri aveva fatto segnare 10.205 imprese, il 40% in più rispetto al dato di quest’anno.

E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri nel periodo gennaio-giugno dell’anno in corso, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

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Continua a crescere la comunità delle imprese di stranieri in Italia ma l’effetto della pandemia ne frena l’espansione. Nel primo semestre del 2020 il saldo tra le nuove imprese e quelle che hanno chiuso i battenti si è attestato a 6.119 unità, portando lo stock di imprese di stranieri a raggiungere il valore di 621.367 unità, l’1% in più rispetto al 31 dicembre scorso. Se confrontato con lo stesso dato del 2019, il progresso evidenzia però un forte “effetto-frenata” dovuto al Covid-19: tra gennaio e giugno dello scorso anno, infatti, il bilancio tra aperture e chiusure di imprese di stranieri aveva fatto segnare 10.205 imprese, il 40% in più rispetto al dato di quest’anno.

E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri nel periodo gennaio-giugno dell’anno in corso, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Fase 3: due imprese su cinque contano di recuperare entro il 2020  ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4534C160S123/fase-3--due-imprese-su-cinque-contano-di-recuperare-entro-il-2020 .htm Fri, 07 Aug 2020 11:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4534C160S123/fase-3--due-imprese-su-cinque-contano-di-recuperare-entro-il-2020 .htm L’emergenza non è ancora finita ma le imprese già guardano al domani. Anche se permane un clima di incertezza, sono 600 mila le aziende che contano di recuperare risultati operativi accettabili entro fine anno. Mentre per ulteriori 580 mila bisognerà aspettare il 2021 per superare questo passaggio difficile.

E’ quanto risulta da un approfondimento del sistema informativo Excelsior su un universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per  indagare sugli  impatti del  lockdown e sulle strategie per i prossimi mesi e i tempi previsti per la ripresa.

Secondo l’indagine soltanto 180 mila imprese (il 13,1% del totale) non ha subito contraccolpi produttivi e perdite economiche significative nel corso del lockdown, a fronte di quasi l’85% delle aziende che non ha ancora potuto assorbire le ripercussioni della crisi.

A presentarsi più preparate a superare le barriere fisiche imposte nella fase del lockdown, sono state le imprese che hanno adottato piani integrati di digitalizzazione. Il 15,3% di queste dichiara di non aver subito perdite nel periodo del lockdown e sembra poter guardare ad un recupero relativamente meno lontano nel tempo avendo potuto adattare più rapidamente la propria organizzazione ai cambiamenti repentini determinati dalla crisi da Covid-19. Al contrario, l’insufficiente o parziale impegno negli investimenti digitali è un fattore che porta le imprese a valutare tempi di ripresa più lunghi e a riportare maggiori difficoltà nella gestione finanziaria delle fasi dell’emergenza sanitaria.


Aver potuto riprendere le attività immediatamente dopo la fase di più stretto lockdown fa sì che le imprese delle costruzioni mostrino la migliore aspettativa di recupero tra tutti i principali macro-settori. Per quasi un sesto degli operatori il superamento delle difficoltà è atteso entro fine luglio e per un ulteriore 9% entro la fine di ottobre, sebbene la quota di quelli che non hanno subito perdite nel periodo di sospensione obbligata è piuttosto contenuta (intorno al 7%). 

Situazione più critica invece per le imprese del settore turistico. Ben il 63,1% di queste imprese ritiene di poter tornare a livelli di attività adeguati solo in tempi lunghi – non prima del primo semestre del 2021. E soltanto il 6,2% (la quota più contenuta tra tutti i macro-settori) degli operatori del comparto prevede il ritorno a condizioni accettabili entro il mese di ottobre. A pesare in particolare sono gli effetti della perdita del volume di affari per la chiusura delle attività, con tempistiche più lunghe rispetto ad altri settori, e l’inevitabile protrarsi delle limitazioni nei flussi turistici dall’estero, oltre agli effetti depressivi legati al generalizzato calo dei redditi sia sul fronte interno che internazionale.

Una situazione analoga, anche se a tinte meno fosche, è quella prospettata dalle imprese del commercio. Una su due teme infatti che gli effetti dell’emergenza Covid-19 della primavera 2020 possano durare per oltre un anno. A fare la differenza anche in questo caso sono soprattutto l’aumento delle difficoltà economiche per molti nuclei familiari, che ne riducono la capacità di spesa, oltre alle modifiche delle abitudini di spesa dei consumatori a seguito delle misure di contenimento. 

Migliori capacità di reazione si evidenziano, invece, per le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi assistenziali privati (con il 63,5% degli operatori che già nel 2020 conta di raggiungere un pieno recupero), dell’istruzione e dei servizi formativi privati (con il 17,4% delle strutture che traguarda alla fine di ottobre i tempi del recupero). 

Nel manifatturiero sono invece i settori della meccanica, elettrico, elettronico e della chimica-farmaceutica a contare di poter contenere entro la fine del 2020 gli effetti più pesanti delle restrizioni indotte dalla pandemia. 

Le imprese del Centro Italia mettono in luce un quadro di attese peggiori sulla capacità di recupero: 130 mila imprese potrebbero arrivare al 2021 con ancora difficoltà nei fatturati. Ma sono complessivamente quasi 173 mila le imprese del Sud e Isole che prevedono di poter recuperare solo nel lungo periodo.

 


 

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L’emergenza non è ancora finita ma le imprese già guardano al domani. Anche se permane un clima di incertezza, sono 600 mila le aziende che contano di recuperare risultati operativi accettabili entro fine anno. Mentre per ulteriori 580 mila bisognerà aspettare il 2021 per superare questo passaggio difficile.

E’ quanto risulta da un approfondimento del sistema informativo Excelsior su un universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per  indagare sugli  impatti del  lockdown e sulle strategie per i prossimi mesi e i tempi previsti per la ripresa.

Secondo l’indagine soltanto 180 mila imprese (il 13,1% del totale) non ha subito contraccolpi produttivi e perdite economiche significative nel corso del lockdown, a fronte di quasi l’85% delle aziende che non ha ancora potuto assorbire le ripercussioni della crisi.

A presentarsi più preparate a superare le barriere fisiche imposte nella fase del lockdown, sono state le imprese che hanno adottato piani integrati di digitalizzazione. Il 15,3% di queste dichiara di non aver subito perdite nel periodo del lockdown e sembra poter guardare ad un recupero relativamente meno lontano nel tempo avendo potuto adattare più rapidamente la propria organizzazione ai cambiamenti repentini determinati dalla crisi da Covid-19. Al contrario, l’insufficiente o parziale impegno negli investimenti digitali è un fattore che porta le imprese a valutare tempi di ripresa più lunghi e a riportare maggiori difficoltà nella gestione finanziaria delle fasi dell’emergenza sanitaria.


Aver potuto riprendere le attività immediatamente dopo la fase di più stretto lockdown fa sì che le imprese delle costruzioni mostrino la migliore aspettativa di recupero tra tutti i principali macro-settori. Per quasi un sesto degli operatori il superamento delle difficoltà è atteso entro fine luglio e per un ulteriore 9% entro la fine di ottobre, sebbene la quota di quelli che non hanno subito perdite nel periodo di sospensione obbligata è piuttosto contenuta (intorno al 7%). 

Situazione più critica invece per le imprese del settore turistico. Ben il 63,1% di queste imprese ritiene di poter tornare a livelli di attività adeguati solo in tempi lunghi – non prima del primo semestre del 2021. E soltanto il 6,2% (la quota più contenuta tra tutti i macro-settori) degli operatori del comparto prevede il ritorno a condizioni accettabili entro il mese di ottobre. A pesare in particolare sono gli effetti della perdita del volume di affari per la chiusura delle attività, con tempistiche più lunghe rispetto ad altri settori, e l’inevitabile protrarsi delle limitazioni nei flussi turistici dall’estero, oltre agli effetti depressivi legati al generalizzato calo dei redditi sia sul fronte interno che internazionale.

Una situazione analoga, anche se a tinte meno fosche, è quella prospettata dalle imprese del commercio. Una su due teme infatti che gli effetti dell’emergenza Covid-19 della primavera 2020 possano durare per oltre un anno. A fare la differenza anche in questo caso sono soprattutto l’aumento delle difficoltà economiche per molti nuclei familiari, che ne riducono la capacità di spesa, oltre alle modifiche delle abitudini di spesa dei consumatori a seguito delle misure di contenimento. 

Migliori capacità di reazione si evidenziano, invece, per le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi assistenziali privati (con il 63,5% degli operatori che già nel 2020 conta di raggiungere un pieno recupero), dell’istruzione e dei servizi formativi privati (con il 17,4% delle strutture che traguarda alla fine di ottobre i tempi del recupero). 

Nel manifatturiero sono invece i settori della meccanica, elettrico, elettronico e della chimica-farmaceutica a contare di poter contenere entro la fine del 2020 gli effetti più pesanti delle restrizioni indotte dalla pandemia. 

Le imprese del Centro Italia mettono in luce un quadro di attese peggiori sulla capacità di recupero: 130 mila imprese potrebbero arrivare al 2021 con ancora difficoltà nei fatturati. Ma sono complessivamente quasi 173 mila le imprese del Sud e Isole che prevedono di poter recuperare solo nel lungo periodo.

 


 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Fase 3: oltre 51 milioni per le Pmi con voucher 4.0 in tre anni. PID, assistite già oltre 200mila imprese ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4533C160S123/fase-3--oltre-51-milioni-per-le-pmi-con-voucher-4-0-in-tre-anni--pid--assistite-già-oltre-200mila-imprese.htm Wed, 05 Aug 2020 11:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4533C160S123/fase-3--oltre-51-milioni-per-le-pmi-con-voucher-4-0-in-tre-anni--pid--assistite-già-oltre-200mila-imprese.htm Oltre 51 milioni di euro attraverso voucher per la digitalizzazione delle imprese. E’ quanto mettono a disposizione degli imprenditori le Camere di commercio per il triennio 2020-2022 per finanziare il passaggio al 4.0. 

Sale così a oltre 110 milioni la dote complessiva che il sistema camerale ha messo sul piatto per le imprese in poco più di tre anni attraverso i Punti impresa digitale (Pid) realizzati per facilitare la transizione al digitale del tessuto imprenditoriale. Un passaggio oramai necessario per affrontare la sfida della ripartenza dopo la prima fase dell’emergenza Coronavirus. E per questo le Camere stanno lavorando per mettere in campo altre risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste per il 2020.

“In questi tre anni, attraverso i Pid, abbiamo aiutato oltre 200mila imprese a scoprire i vantaggi della digitalizzazione supportandole con servizi mirati nell’adozione delle tecnologie abilitanti e dei nuovi modelli di business 4.0”. E’ quanto sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che aggiunge: “Spingere sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine. Per questo è fondamentale intervenire in maniera massiccia su questo tema a sostegno della ripresa della nostra economia”.

I voucher potranno essere spesi per l’acquisto di beni e servizi strumentali – inclusi dispositivi e spese di connessione – consulenza e formazione focalizzati sulle competenze e tecnologie digitali in attuazione del Piano Transizione 4.0. E per sostenere le PMI nella difficile fase di emergenza post COVID-19, potranno coprire anche le spese di gestione finalizzate a consentire alle imprese il recupero di liquidità o ad accedere a forme di finanziamento per la realizzazione di progetti di digitalizzazione.

L’impegno dei Pid è stato importante per le imprese anche nel periodo del lockdown: più di 80mila imprenditori hanno seguito tutorial, 4mila hanno partecipato a oltre 100 webinar formativi e avuto accesso ai servizi di assistenza in materia di smartworking e per la riconversione del business sull’online; 1.300 hanno effettuato il test di maturità digitale delle propria impresa (con picchi di crescita ad aprile del 54% rispetto ai mesi precedenti), aiutati dai 200 giovani digital promoter per avere supporto sui motori di ricerca e sulle principali piattaforme di e-commerce.

E per portare a vendere online un numero sempre maggiore di imprese, sono in corso di attivazione accordi con player nazionali e internazionali che gestiscono marketplace per dare la possibilità alle imprese di accedere a condizioni agevolate a nuovi canali di vendita (o di integrare quelli già avviati) compatibili ai mutati contesti di vita e stili di consumo.

Inoltre per intercettare e promuovere casi di successo e buone pratiche di “rinascita digitale”, i PID hanno lanciato la nuova edizione del Bando “Top of the PID” che quest’anno sarà dedicato a individuare progetti di innovazione digitale che possono aiutare le imprese nella ri-partenza economica e, al contempo, favorire la diffusione di innovazioni, idee e nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale che possono derivarne.

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Oltre 51 milioni di euro attraverso voucher per la digitalizzazione delle imprese. E’ quanto mettono a disposizione degli imprenditori le Camere di commercio per il triennio 2020-2022 per finanziare il passaggio al 4.0. 

Sale così a oltre 110 milioni la dote complessiva che il sistema camerale ha messo sul piatto per le imprese in poco più di tre anni attraverso i Punti impresa digitale (Pid) realizzati per facilitare la transizione al digitale del tessuto imprenditoriale. Un passaggio oramai necessario per affrontare la sfida della ripartenza dopo la prima fase dell’emergenza Coronavirus. E per questo le Camere stanno lavorando per mettere in campo altre risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste per il 2020.

“In questi tre anni, attraverso i Pid, abbiamo aiutato oltre 200mila imprese a scoprire i vantaggi della digitalizzazione supportandole con servizi mirati nell’adozione delle tecnologie abilitanti e dei nuovi modelli di business 4.0”. E’ quanto sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che aggiunge: “Spingere sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine. Per questo è fondamentale intervenire in maniera massiccia su questo tema a sostegno della ripresa della nostra economia”.

I voucher potranno essere spesi per l’acquisto di beni e servizi strumentali – inclusi dispositivi e spese di connessione – consulenza e formazione focalizzati sulle competenze e tecnologie digitali in attuazione del Piano Transizione 4.0. E per sostenere le PMI nella difficile fase di emergenza post COVID-19, potranno coprire anche le spese di gestione finalizzate a consentire alle imprese il recupero di liquidità o ad accedere a forme di finanziamento per la realizzazione di progetti di digitalizzazione.

L’impegno dei Pid è stato importante per le imprese anche nel periodo del lockdown: più di 80mila imprenditori hanno seguito tutorial, 4mila hanno partecipato a oltre 100 webinar formativi e avuto accesso ai servizi di assistenza in materia di smartworking e per la riconversione del business sull’online; 1.300 hanno effettuato il test di maturità digitale delle propria impresa (con picchi di crescita ad aprile del 54% rispetto ai mesi precedenti), aiutati dai 200 giovani digital promoter per avere supporto sui motori di ricerca e sulle principali piattaforme di e-commerce.

E per portare a vendere online un numero sempre maggiore di imprese, sono in corso di attivazione accordi con player nazionali e internazionali che gestiscono marketplace per dare la possibilità alle imprese di accedere a condizioni agevolate a nuovi canali di vendita (o di integrare quelli già avviati) compatibili ai mutati contesti di vita e stili di consumo.

Inoltre per intercettare e promuovere casi di successo e buone pratiche di “rinascita digitale”, i PID hanno lanciato la nuova edizione del Bando “Top of the PID” che quest’anno sarà dedicato a individuare progetti di innovazione digitale che possono aiutare le imprese nella ri-partenza economica e, al contempo, favorire la diffusione di innovazioni, idee e nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale che possono derivarne.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ DL semplificazioni: le proposte del sistema camerale al Parlamento ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4530C160S123/dl-semplificazioni--le-proposte-del-sistema-camerale-al-parlamento.htm Mon, 03 Aug 2020 14:08:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4530C160S123/dl-semplificazioni--le-proposte-del-sistema-camerale-al-parlamento.htm Un piano per rendere più facile e snello il rapporto fra imprese e pubblica amministrazione. E’ quello proposto dalle Camere di commercio italiane al Parlamento, dove è in discussione il Dl sulle Semplificazioni. Le proposte riguardano, fra l’altro, il miglioramento dei Suap assicurando l’interoperabilità con il Registro delle imprese; alcune semplificazioni degli adempimenti al Registro delle imprese; il superamento dell’attuale procedura sulla riabilitazione per i protestati; semplificazioni per le imprese virtuose che decidono di certificarsi; estensione dell’ambito di applicazione della mediazione obbligatoria per quanto riguarda la giustizia alternativa. 


Ecco in sintesi le misure proposte in un documento consegnato alle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato.

Suap
Secondo il sistema camerale bisogna arrivare in un anno alla reale interoperabilità tra Sportello Unico per le Attività Produttive e Registro delle imprese, REA e fascicolo informatico d’impresa, delegando ai Ministeri competenti e all’AgID l’emanazione delle specifiche tecniche per consentire il dialogo tra i sistemi operativi. Ciò consentirebbe di semplificare la comunicazione di avvio dell’attività economica attraverso il fascicolo informatico d’impresa. Basterà un’unica comunicazione dell’impresa alla Camera di commercio che dovrà trasmetterla ai SUAP, i quali provvedono poi a darne notizia alle altre pubbliche amministrazioni coinvolte che potranno poi visionare e acquisire la documentazione dal fascicolo informatico d’impresa. La stessa proposta attuativa dell’avvio può essere estesa secondo la Camere anche alle cessazioni di attività economica, sempre puntando sull’interoperabilità dei sistemi e sull’attuazione concreta del Punto Unico di Accesso. 

Adempimenti Registro delle imprese
Due le linee di intervento principali su questa tematica. La prima prevede la cancellazione d’ufficio dell’impresa in fase di liquidazione (se non vi sono opposizioni) eliminando un adempimento dei liquidatori che spesso viene omesso e che lascia nel registro molte società di capitali di fatto già liquidate. La seconda proposta mira a estendere anche alle Spa l'immediata iscrizione nel Registro imprese all'arrivo della richiesta dell’atto notarile, come già avviene per le Srl, spostando ex post la fase di controllo e verifica del giudice del Registro.

Fascicolo di impresa
Il sistema camerale propone di chiarire ed ampliare la disciplina relativa al fascicolo di impresa che ha attribuito alle Camere di commercio la responsabilità della sua costituzione e gestione.

Protesti
Viene auspicato il superamento della procedura, attualmente affidata ai Tribunali, della riabilitazione dei protesti cambiari spostandola presso le Camere di commercio che diventano l’unico ente di riferimento per il protestato, il quale non dovrà più presentare due domande in due enti diversi – non più anche al Tribunale - per cancellarsi definitivamente dal registro informatico dei protesti con duplicazione di tempo e doppie spese da sostenere. Viene avanzata inoltre la proposta di procedere all’eliminazione della competenza nella levata dei protesti degli ufficiali giudiziari e aiutanti ufficiali giudiziari in modo da convogliare l’impegno degli uffici giudiziari nelle attività più prettamente di giustizia. Già oggi oltre il 90% dei protesti sono levati dai notai. In aggiunta le Camere di commercio propongono la transizione della cambiale dal formato cartaceo al formato elettronico con conseguente dematerializzazione del suo protesto e più facile presentazione telematica delle domande di cancellazione delle cambiali.


Controlli sulle imprese
Si propone una misura di semplificazione per le imprese, premiando quelle più virtuose che hanno scelto di certificarsi, inserendo nel Registro delle imprese l’elenco delle aziende a cui è stata rilasciata la conformità a norme dagli organismi di certificazione accreditati, in modo da renderle pubbliche. Si permetterebbe così anche di ottimizzare i controlli concentrandoli maggiormente su aziende che presentano rischi concreti (in materia di sicurezza alimentare; sicurezza sui luoghi di lavoro; tutela ambientale).

Giustizia alternativa
In questo campo le Camere di commercio propongono di chiarire l’ambito di applicazione della procedura di negoziazione assistita e di introdurre nuove materie per la condizione di procedibilità in particolare quelle di competenza del Tribunale delle imprese. Il sistema camerale inoltre avanza la proposta di estendere l’ambito di applicazione della mediazione ad una serie di controversie di natura commerciale e in particolare: ai contratti di opera, di opera professionale, di appalto privato, di fornitura e di somministrazione, di franchising,  di leasing, concorrenza sleale non interferente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale,  di trasferimento di partecipazioni sociali, rapporti sociali inerenti le società di persone.

Ambiente
In materia ambientale inoltre si propone di digitalizzare il formulario di identificazione del rifiuto semplificando gli adempimenti relativi alla tracciabilità dei rifiuti e di rendere il MUD una vera dichiarazione unica ambientale concentrando su questo strumento una serie di adempimenti oggi molto frammentati.

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Un piano per rendere più facile e snello il rapporto fra imprese e pubblica amministrazione. E’ quello proposto dalle Camere di commercio italiane al Parlamento, dove è in discussione il Dl sulle Semplificazioni. Le proposte riguardano, fra l’altro, il miglioramento dei Suap assicurando l’interoperabilità con il Registro delle imprese; alcune semplificazioni degli adempimenti al Registro delle imprese; il superamento dell’attuale procedura sulla riabilitazione per i protestati; semplificazioni per le imprese virtuose che decidono di certificarsi; estensione dell’ambito di applicazione della mediazione obbligatoria per quanto riguarda la giustizia alternativa. 


Ecco in sintesi le misure proposte in un documento consegnato alle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato.

Suap
Secondo il sistema camerale bisogna arrivare in un anno alla reale interoperabilità tra Sportello Unico per le Attività Produttive e Registro delle imprese, REA e fascicolo informatico d’impresa, delegando ai Ministeri competenti e all’AgID l’emanazione delle specifiche tecniche per consentire il dialogo tra i sistemi operativi. Ciò consentirebbe di semplificare la comunicazione di avvio dell’attività economica attraverso il fascicolo informatico d’impresa. Basterà un’unica comunicazione dell’impresa alla Camera di commercio che dovrà trasmetterla ai SUAP, i quali provvedono poi a darne notizia alle altre pubbliche amministrazioni coinvolte che potranno poi visionare e acquisire la documentazione dal fascicolo informatico d’impresa. La stessa proposta attuativa dell’avvio può essere estesa secondo la Camere anche alle cessazioni di attività economica, sempre puntando sull’interoperabilità dei sistemi e sull’attuazione concreta del Punto Unico di Accesso. 

Adempimenti Registro delle imprese
Due le linee di intervento principali su questa tematica. La prima prevede la cancellazione d’ufficio dell’impresa in fase di liquidazione (se non vi sono opposizioni) eliminando un adempimento dei liquidatori che spesso viene omesso e che lascia nel registro molte società di capitali di fatto già liquidate. La seconda proposta mira a estendere anche alle Spa l'immediata iscrizione nel Registro imprese all'arrivo della richiesta dell’atto notarile, come già avviene per le Srl, spostando ex post la fase di controllo e verifica del giudice del Registro.

Fascicolo di impresa
Il sistema camerale propone di chiarire ed ampliare la disciplina relativa al fascicolo di impresa che ha attribuito alle Camere di commercio la responsabilità della sua costituzione e gestione.

Protesti
Viene auspicato il superamento della procedura, attualmente affidata ai Tribunali, della riabilitazione dei protesti cambiari spostandola presso le Camere di commercio che diventano l’unico ente di riferimento per il protestato, il quale non dovrà più presentare due domande in due enti diversi – non più anche al Tribunale - per cancellarsi definitivamente dal registro informatico dei protesti con duplicazione di tempo e doppie spese da sostenere. Viene avanzata inoltre la proposta di procedere all’eliminazione della competenza nella levata dei protesti degli ufficiali giudiziari e aiutanti ufficiali giudiziari in modo da convogliare l’impegno degli uffici giudiziari nelle attività più prettamente di giustizia. Già oggi oltre il 90% dei protesti sono levati dai notai. In aggiunta le Camere di commercio propongono la transizione della cambiale dal formato cartaceo al formato elettronico con conseguente dematerializzazione del suo protesto e più facile presentazione telematica delle domande di cancellazione delle cambiali.


Controlli sulle imprese
Si propone una misura di semplificazione per le imprese, premiando quelle più virtuose che hanno scelto di certificarsi, inserendo nel Registro delle imprese l’elenco delle aziende a cui è stata rilasciata la conformità a norme dagli organismi di certificazione accreditati, in modo da renderle pubbliche. Si permetterebbe così anche di ottimizzare i controlli concentrandoli maggiormente su aziende che presentano rischi concreti (in materia di sicurezza alimentare; sicurezza sui luoghi di lavoro; tutela ambientale).

Giustizia alternativa
In questo campo le Camere di commercio propongono di chiarire l’ambito di applicazione della procedura di negoziazione assistita e di introdurre nuove materie per la condizione di procedibilità in particolare quelle di competenza del Tribunale delle imprese. Il sistema camerale inoltre avanza la proposta di estendere l’ambito di applicazione della mediazione ad una serie di controversie di natura commerciale e in particolare: ai contratti di opera, di opera professionale, di appalto privato, di fornitura e di somministrazione, di franchising,  di leasing, concorrenza sleale non interferente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale,  di trasferimento di partecipazioni sociali, rapporti sociali inerenti le società di persone.

Ambiente
In materia ambientale inoltre si propone di digitalizzare il formulario di identificazione del rifiuto semplificando gli adempimenti relativi alla tracciabilità dei rifiuti e di rendere il MUD una vera dichiarazione unica ambientale concentrando su questo strumento una serie di adempimenti oggi molto frammentati.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Lavoro: 200mila assunzioni previste dalle imprese ad agosto Segnali di ripresa per le costruzioni ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4527C160S123/lavoro--200mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-ad-agosto--segnali-di-ripresa-per-le-costruzioni---.htm Fri, 31 Jul 2020 11:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4527C160S123/lavoro--200mila-assunzioni-previste-dalle-imprese-ad-agosto--segnali-di-ripresa-per-le-costruzioni---.htm Sono circa 200 mila le assunzioni previste dalle imprese nel prossimo mese di agosto. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate sarebbe pari a -17,7%, ma la tendenza si presenta in miglioramento se confrontata con quanto osservato nel mese di luglio appena trascorso (quando la caduta tendenziale dei flussi ha raggiunto il valore di -38,6%). Per l’autunno tuttavia predomina ancora un clima di incertezza: sono infatti poco più di 798mila al momento le assunzioni programmate dalle imprese considerando l’intero trimestre agosto-ottobre, con una flessione del -25,5% rispetto all’analogo trimestre 2019. A pesare anche l’impatto nella gestione operativa aziendale dei possibili problemi di liquidità, messi in conto da quasi 6 imprese su 10 nei prossimi sei mesi.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di agosto.

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Sono circa 200 mila le assunzioni previste dalle imprese nel prossimo mese di agosto. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate sarebbe pari a -17,7%, ma la tendenza si presenta in miglioramento se confrontata con quanto osservato nel mese di luglio appena trascorso (quando la caduta tendenziale dei flussi ha raggiunto il valore di -38,6%). Per l’autunno tuttavia predomina ancora un clima di incertezza: sono infatti poco più di 798mila al momento le assunzioni programmate dalle imprese considerando l’intero trimestre agosto-ottobre, con una flessione del -25,5% rispetto all’analogo trimestre 2019. A pesare anche l’impatto nella gestione operativa aziendale dei possibili problemi di liquidità, messi in conto da quasi 6 imprese su 10 nei prossimi sei mesi.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di agosto.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Al via Futurae, per promuovere e conoscere le imprese migranti ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4526C160S123/al-via futurae--per-promuovere-e-conoscere-le-imprese-migranti.htm Wed, 29 Jul 2020 10:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4526C160S123/al-via futurae--per-promuovere-e-conoscere-le-imprese-migranti.htm Formare, accompagnare nei primi passi e conoscere meglio l’imprenditoria migrante, volano di autonomia, occupazione, sviluppo dei territori e internazionalizzazione. Questi gli obiettivi di Futurae, progetto nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere, finanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie. 

Con il progetto Futurae prende il via in questi giorni un programma di formazione e affiancamento presso una serie di Camere di commercio attive in 18 province italiane: Biella Vercelli, Torino, Como Lecco, Milano Monza e Brianza, Pavia, Padova, Venezia Rovigo, Verona, Modena, Reggio Emilia, Roma e Caserta, Bari e Cosenza.

Rivolgendosi a un’ampia platea di aspiranti imprenditori composta da migranti, seconde generazioni e cittadini dell’Unione Europea, le Camere di commercio li inseriranno in percorsi di orientamento e di valutazione della propensione imprenditoriale, al termine dei quali una parte di loro accederà a iniziative di accrescimento delle competenze tecniche, organizzative, commerciali e normative rispetto al contesto economico-imprenditoriale italiano. Dopo essere stati così formati, gli aspiranti imprenditori saranno affiancati nello sviluppo dei business plan, nell’individuazione di canali di finanziamento e nell’accesso al credito. Infine, verranno selezionati e accompagnati allo start up i progetti più sostenibili, per creare nuove aziende a titolarità migrante o mista.

 

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Formare, accompagnare nei primi passi e conoscere meglio l’imprenditoria migrante, volano di autonomia, occupazione, sviluppo dei territori e internazionalizzazione. Questi gli obiettivi di Futurae, progetto nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere, finanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie. 

Con il progetto Futurae prende il via in questi giorni un programma di formazione e affiancamento presso una serie di Camere di commercio attive in 18 province italiane: Biella Vercelli, Torino, Como Lecco, Milano Monza e Brianza, Pavia, Padova, Venezia Rovigo, Verona, Modena, Reggio Emilia, Roma e Caserta, Bari e Cosenza.

Rivolgendosi a un’ampia platea di aspiranti imprenditori composta da migranti, seconde generazioni e cittadini dell’Unione Europea, le Camere di commercio li inseriranno in percorsi di orientamento e di valutazione della propensione imprenditoriale, al termine dei quali una parte di loro accederà a iniziative di accrescimento delle competenze tecniche, organizzative, commerciali e normative rispetto al contesto economico-imprenditoriale italiano. Dopo essere stati così formati, gli aspiranti imprenditori saranno affiancati nello sviluppo dei business plan, nell’individuazione di canali di finanziamento e nell’accesso al credito. Infine, verranno selezionati e accompagnati allo start up i progetti più sostenibili, per creare nuove aziende a titolarità migrante o mista.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
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A cinque anni dall’ultima edizione ritorna il Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale.

Promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il bando dell’ VIII edizione del Premio - disponibile dal 1 agosto al 30 settembre 2020 - si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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A cinque anni dall’ultima edizione ritorna il Premio Impresa Ambiente il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale.

Promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo, con la collaborazione di Unioncamere e il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il bando dell’ VIII edizione del Premio - disponibile dal 1 agosto al 30 settembre 2020 - si rivolge a imprese, enti pubblici e privati italiani che abbiano contribuito con progetti, soluzioni o prodotti a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale in Italia.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
Warning: htmlentities(): charset `utf8' not supported, assuming iso-8859-1 in /var/www/vhosts/unioncamere.gov.it/httpdocs/unioncamere.gov.it/rss/index.php on line 69 <![CDATA[ Imprese: una su 5 al femminile ma la pandemia ne ha bloccato la rincorsa ]]> https://www.unioncamere.gov.it/P42A4522C160S123/imprese--una-su-5-al-femminile-ma-la-pandemia-ne-ha-bloccato-la-rincorsa-.htm Mon, 27 Jul 2020 12:07:00 GMT Rss https://www.unioncamere.gov.it/P42A4522C160S123/imprese--una-su-5-al-femminile-ma-la-pandemia-ne-ha-bloccato-la-rincorsa-.htm Resilienti, tenaci, pronte anche più degli uomini a mettersi in gioco. E’ la foto del milione e 340mila imprese guidate da donne, che emerge dal IV Rapporto sull’imprenditoria femminile, realizzato da Unioncamere.

Queste imprese, che sono il 22% del totale, negli ultimi 5 anni sono cresciute a un ritmo molto più intenso di quelle maschili: +2,9% contro +0,3%. In valori assoluti l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. In pratica, le imprese femminili hanno contribuito a ben il 75% dell’incremento complessivo di tutte le imprese in Italia, pari a +50.784 unità. 

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Resilienti, tenaci, pronte anche più degli uomini a mettersi in gioco. E’ la foto del milione e 340mila imprese guidate da donne, che emerge dal IV Rapporto sull’imprenditoria femminile, realizzato da Unioncamere.

Queste imprese, che sono il 22% del totale, negli ultimi 5 anni sono cresciute a un ritmo molto più intenso di quelle maschili: +2,9% contro +0,3%. In valori assoluti l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 contro +12.704. In pratica, le imprese femminili hanno contribuito a ben il 75% dell’incremento complessivo di tutte le imprese in Italia, pari a +50.784 unità. 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
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Per quanto riguarda il mercato vinicolo, è stato registrato un ribasso dell’ 1,4% rispetto a maggio. Ad accusare maggiormente il colpo sono stati i vini comuni e i vini a denominazione di fascia medio-bassa.

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L’aumento della produzione di frutta estiva tipica di questa stagione ha comportato un calo dei prezzi all’ingrosso per molti prodotti ortofrutticoli. Dall’analisi dell’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio e dai Mercati all’ingrosso emergono flessioni per i meloni (-21,1% rispetto a maggio), le angurie (-33,7%), le albicocche (-10,1%) e le pesche (-16,6%). Inoltre, il clima caldo del mese di giugno ha favorito la domanda di frutta estiva da parte delle famiglie italiane.

Per quanto riguarda il mercato vinicolo, è stato registrato un ribasso dell’ 1,4% rispetto a maggio. Ad accusare maggiormente il colpo sono stati i vini comuni e i vini a denominazione di fascia medio-bassa.

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