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Castagneto Banca 1910 - Credito Cooperativo S.C.

Logo Impresa assente
Forma Giuridica
Soc. coop. r. lim.
Camera di Commercio
CCIAA Maremma e Tirreno (GR-LI)
Settore
Servizi
Sito web
https://www.castagnetobanca.it/privati/
Email Impresa
castagnetobanca@castagnetobanca.it

Sede

Indirizzo
via Vittorio Emanuele n. 44
Cap
57022
Comune
Castagneto Carducci
Provincia
Livorno

Informazioni storiche

Attività Storica
Banca - Istituto di credito
Cap Sede Storica
0
Provincia Sede Storica
Non specificata
Data dichiarata avvio attività
1910
Descrizione Attività storica

Istituto di credito cooperativo, attività bancarie.

Profilo storico

Il 20 marzo 1910 per opera del Circolo Cattolico “Religione e Patria” nacque la Cassa Rurale di Castagneto Carducci dietro la spinta del parroco don Celestino Agostini. I soci fondatori erano 24 e tra questi il più votato, Santi Moschetti, ne divenne il primo presidente. Già nei primi anni di vita La Cassa rurale ottenne utili di esercizio che ebbero un costante incremento fino al 1917. Ciononostante, era difficile per la Cassa far fronte alle richieste di mutuo dei soci senza un equilibrato aumento dei costi. Nel 1913, l’allora presidente Moschetti si trovò nella necessità di aprire un conto corrente passivo presso il Piccolo credito di Pisa che consentì di elevare la quota dei prestiti fino a 1.000 lire. Nel 1918 si fecero sentire anche a Castagneto gli effetti legati alla fine degli eventi bellici e alla crisi economica; purtuttavia la Banca continuò ad acquistare beni di prima necessità presso grossisti a favore dei soci e iniziò il suo impegno nel campo della beneficenza. Nel 1919 inoltre l’istituto aderì alla Federazione italiana delle Casse Rurali. Dal 1910 al 1923 il numero dei soci aveva avuto un continuo incremento come pure le attività. La presidenza nel 1922 era passata nelle mani di don Celestino Agostini, già segretario dal 1910 al 1919. Nel 1925, però, don Celestino Agostini, al culmine di una lunga battaglia sulla gestione dei finanziamenti, si dimise e gli subentrò Paolo Benni, in carica per un anno. Con le elezioni del 27 marzo del 1927 venne eletto presidente l’avv. Ugo Pantani che rimase in carica fino al 1953. Per uscire dallo stallo del periodo in cui si era trovata la Cassa si cercò una nuova sede, reperita in via Cavour e si stabilì un orario di apertura al pubblico. La banca si dotò di “una cassaforte, una macchina da scrivere e dei mobili per dare decoro all’ufficio”. La Cassa Rurale ripartì dandosi anche un nuovo Statuto, approvato il 9 marzo 1958. Lo statuto fu redatto sulla falsariga dei modelli diffusi dall’Ente Nazionale delle Casse Rurali e prevedeva l’introduzione di importanti modifiche: l’art. 2 sottolineava l’appartenenza ai valori cristiani come nell’atto fondativo e la destinazione degli utili di una parte della quota di riserva a fini di beneficenza e mutualità, un tratto che caratterizzerà per sempre la vita della banca. Negli anni ‘60 iniziò il percorso di ricostruzione della banca ed in particolare, nel 1963 il presidente Bargellini e il rag. Fabbri assunsero come impiegato e facente funzioni di segretario della Cassa Sergio Acerbi. I conti correnti non erano più di una trentina. Negli anni ’70 la Cassa rurale consolidò la propria presenza sul territorio e nel 1979, quando Agostino Manciulli subentrò alla presidenza, fu acquistata la nuova e più spaziosa sede castagnetana di via Vittorio Emanuele n. 44 dove si trova ancora oggi la filiale di Castagneto Carducci. In questo periodo venne rinnovato l’intero Consiglio di amministrazione, con l’inserimento di Elvio Ori, Dino Baldi, Geo Balestri, Agostino Bellagosti, Lido Paradisi e Albizio Carnesecchi. Nei primi anni ’80, la banca fece la scelta coraggiosa di abbandonare la Federazione delle Casse Rurali e insieme alle altre due casse ribelli della Toscana, Cambiano e Fornacette, dette vita ad un progetto imprenditoriale di lungimirante modernità: la creazione di Cabel (Centro di assistenza delle banche locali). Cabel era guidata da Paolo Viviani, uomo brillante e carismatico, partecipata al 30% dalla Cassa rurale e forniva una rete di servizi esterni alle banche aderenti. L’idea della Cabel si rivelò vincente e permise alla banca di individuare soluzioni informatiche su misura ma anche servizi di consulenza aziendale, tra cui la revisione contabile, i sistemi di pagamento, il sostegno nelle operazioni di sportello e nelle operazioni estere, nella cartolarizzazione, ecc. Un altro atto importante fu rappresentato dall’apertura nel 1987 della filiale di Donoratico, che contribuì molto alla sperimentazione dello sportello estivo della Cassa a Marina di Castagneto. Nel 1990 poi venne aperta la filiale di San Vincenzo e nel 1993 quella della California (nel Comune di Bibbona), segno di una rivoluzione culturale in atto che imponeva alla banca di rafforzare la propria organizzazione. Insieme al progetto di espansione due furono le direttrici di sviluppo: la prima, volta alla creazione di sportelli leggeri con pochi dipendenti; la seconda, volta a raggiungere il pareggio di bilancio entro l’esercizio in corso o al massimo entro l’anno successivo. Nel 1995 aprì la sede di Venturina e nel 1997 quella di Cecina, capoluogo di riferimento di tutto il comprensorio della Bassa Val di Cecina. Nel 2000 la Banca sbarca a Piombino, poi nel 2001 a Rosignano Solvay e nel 2002 apre la prima filiale a Livorno. Nello stesso anno vengono inaugurati i nuovi uffici della Direzione Generale ubicati sull’antica via Aurelia a Donoratico. La nuova sede centrale segna anche la trasformazione della banca in BCC. Nel 2004 viene aperta la seconda filiale a Livorno in zona Picchianti, poi la BCC sbarca in provincia di Grosseto aprendo la prima filiale a Follonica. Due anni più tardi, nel 2006 tocca a Vada. Nel 2007 terza filiale a Livorno nello storico quartiere dell’Ardenza. E ancora Riotorto nel 2008 e Collesalvetti nel 2009. Nello stesso anno raddoppia la presenza in provincia di Grosseto, aprendo l’agenzia nel porto turistico di Scarlino. Dal 2010 al 2020 la banca ha aperto 7 filiali ampliando la propria influenza nelle zone centrali di Livorno, Pisa e Grosseto, sull’isola d’Elba a Portoferraio, passando per gli sportelli di San Pietro in Palazzi e Bagno di Gavorrano. A seguire si sono succedute le aperture delle filiali di San Giuliano Terme, Lucca e Cascina. Con la riforma del credito cooperativo nel 2018 la Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci entra ufficialmente nel gruppo di Cassa Centrale Banca. Oggi (2026) la Banca conta 24 filiali.   

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