La Conferenza finale a Bruxelles, 4 marzo 2026
Oltre 100 stakeholder provenienti da otto paesi e da diversi ambiti professionali, tra cui enti di formazione professionale, imprese e altri attori chiave come le Università, hanno partecipato alla conferenza finale del progetto EULEP, tenutasi a Bruxelles mercoledì 4 marzo 2026.
Una delegazione formata da membri di Unioncamere, IFOA, INAPP, Università di Genova e imprese, è intervenuta presentando gli output del partenariato italiano.
L'evento si è aperto con un'introduzione generale sulle esigenze delle imprese in termini di forza lavoro, qualificata lifelong, seguita da una breve panoramica del progetto: le evidenze portate da ciascun partner hanno confermato il valore di quanto prodotto nel corso dei suoi quattro anni di operatività, dalla fase di Market Analysis a quella più avanzata del Capacity Building.

È emersa la centralità della formazione professionale continua (C-VET) quale vettore di formazione di eccellenza, in grado di abilitare l’apprendimento permanente sui fabbisogni di competenze delle imprese, sia in ambito tecnologico che negli approcci di innovazione sociale. Il fattore umano è stato concordemente riconosciuto come la chiave della trasformazione digitale dei modelli organizzativi e di business sostenibili. Per sviluppare “capitale umano per l’innovazione sociale” è necessario uno sforzo comune multiattoriale (proprio come EULEP), capace di rispondere allo skill mismatch e assicurare alla forza lavoro un reskilling sulle nuove tecnologie emergenti e sulle componenti trasversali che guidano efficacemente la transizione digitale. Occorre quindi un supporto continuo a docenti e formatori, affinché possano modulare una formazione il più possibile customizzata sulle esigenze delle aziende e dei sistemi produttivi locali.
Cinque tavole rotonde hanno affrontato diversi aspetti della digitalizzazione delle imprese e il ruolo della C-VET in tale contesto. I panel hanno riunito diversi stakeholder di EULEP, come formatori, discenti, EDIH (European Digital Innovation Hub), istituti di formazione professionale e autorità pubbliche.
Nel panel “Business skills needs in the digitalisation context” sono state presentate le competenze aziendali necessarie nel contesto della digitalizzazione, anche in riferimento alla Market Analysis del progetto; si è parlato di come identificare fabbisogni reali e di come proporre tecnologie davvero necessarie. Nella sessione successiva, “How to respond to businesses skills needs”, i relatori hanno dibattuto su come rispondere efficacemente agli skills needs aziendali, offrendo una formazione flessibile e tarata sui bisogni dei singoli settori, e su come EULEP abbia elaborato la propria offerta formativa a partire dal contributo di un partenariato multi stakeholder. Il terzo panel, “Digitalisation ecosystems – how can they help SMEs’ digitalisation”, ha affrontato il ruolo degli ecosistemi di digitalizzazione come gli EDIH, con cui i partner di EULEP hanno sottoscritto appositi Memorandum of Understanding, e gli strumenti con cui questi supportano le PMI.
Durante il panel “VET skills ecosystems and their contribution to local economic
development“ c'è stato uno scambio di opinioni sugli ecosistemi delle competenze della formazione professionale (VET Councils e VET Clusters) e sul loro contributo allo sviluppo economico locale.
La giornata si è conclusa con la sessione “Centres of Vocational Excellence – lessons learned & the way forward”, durante la quale è stato fatto il punto sulle lezioni apprese e sugli obiettivi da perseguire nel prossimo futuro.

I rappresentanti di Unioncamere sono interventi in ben due panel: in “How to respond to businesses skills needs”, Marco Damiano di Dintec ha portato la case history italiana focalizzata sul settore turistico, raccontando come sono stati realizzati i moduli dedicati e lo story tour aziendale, a partire da un’attenta attività di ascolto delle esigenze e di raccordo istituzionale con le organizzazioni rappresentative del settore (FIPE, Federalberghi) e della scuola (ReNaIA). E’ stata inoltre sottolineata la centralità delle Camere di commercio nell’adattare i percorsi di formazione al contesto locale e nell’inserire gli output prodotti in un percorso di sostenibilità, grazie al percorso di Certificazione delle competenze. Infine sono stati presentati i lavori realizzati dai ragazzi dell’ITE “G. Piovene” di Vicenza in esito al Capacity Building (un chatbot per il booking, uno strumento di Realtà Aumentata e un video realizzato con l’AI generativa per la promozione delle eccellenze del territorio).
Nel panel “Digitalisation ecosystems” è intervenuta anche Ilenia Tinnirello, professoressa dell’Università di Palermo e coordinatrice scientifica del EDIH I-Nest, che ha parlato del ruolo degli ecosistemi digitali nel processo di digitalizzazione delle PMI e della necessità di creare occasioni di confronto per trovare soluzioni a bisogni particolari di tutte le imprese, incluse le piccole e micro, spesso riottose ad avvicinarsi al mondo dell’innovazione. L’aggregazione di aziende con bisogni formativi similari, in tal senso, potrebbe costituire una risposta, così come la triangolazione tra EDIH, PMI e sistemi di formazione VET. In questa ottica l’apprendimento diventerebbe non un costo ma un investimento: il lifelong learning della C-VET è fondamentale per promuovere l’eccellenza nel reskilling e nell’upskilling delle risorse umane, ma affinché le aziende decidano di farsene carico è indispensabile il supporto di una realtà pubblica capace di aggregare le competenze di diversi attori istituzionali e avvicinarle alle esigenze delle imprese.
Altri panel hanno visto l’intervento di partner italiani: in quello dedicato allo sviluppo degli ecosistemi della formazione professionale e il loro ruolo sullo sviluppo economico dei sistemi locali ha partecipato Luca Boetti di IFOA, mentre sulle lessons learnt è intervenuta Francesca Ludovisi, ricercatrice di INAPP, che ha parlato dello sviluppo dei centri di formazione professionale.
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