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BARI - Alla Fiera del Levante tornano le Giornate del Mezzogiorno confronti su geopolitica e intelligenza artificiale

giornate mezzogiorno

La nuova edizione delle Giornate del Mezzogiorno, promossa dalla Camera di commercio di Bari e in programma il 22 e 24 settembre 2026 alla Fiera del Levante, animerà per il terzo anno consecutivo un confronto pubblico su due tematiche di attualità per il Mezzogiorno e l’Italia intera.

Il 22 settembre aprirà il dibattito uno studio di Uniontrasporti, società del sistema camerale, sui riflessi delle crisi internazionali sul commercio e l’economia del Mediterraneo, con particolare attenzione al nostro Meridione. E il Mediterraneo sembra dimostrarsi resiliente a queste crisi, a iniziare da quella dello Stretto di Hormuz generata dal conflitto Usa-Iran. Nel primo semestre 2026 il traffico di container nei porti del Mediterraneo è infatti cresciuto mediamente del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, seppure con una certa disomogeneità tra i vari scali, con Port Said che primeggia con un +22,9%. I risultati dello studio anticiperanno il confronto tra politici ed esperti che analizzerà gli scenari presenti e i potenziali equilibri futuri. Il 24 settembre saranno invece posti al centro dell’attenzione gli sviluppi e le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale.

Le Giornate del Mezzogiorno sono tornate, dal 2024, a rappresentare un’autorevole occasione di riflessione e analisi all’interno della Fiera del Levante, così come lo erano state per oltre quattro decenni, dal secondo dopoguerra fino agli anni ’80. Anche in questa edizione ad essere coinvolti saranno esponenti della politica, delle istituzioni, del mondo produttivo, insieme a studiosi ed esperti, chiamati, con il concorso di dati e statistiche, a riflettere e formulare proposte davanti ai cambiamenti che stanno interessando la società e l’economia internazionale e dei singoli territori.

Il 22 settembre saranno messe a fuoco le modifiche degli equilibri mondiali, i conflitti bellici e commerciali, le loro ricadute sul nostro Mezzogiorno e sull’Italia, il ruolo strategico del nostro Mediterraneo e dell’Europa nella nuova geopolitica.

«La globalizzazione sta attraversando una nuova fase e con essa si ridefiniscono le condizioni nelle quali operano le aziende. Energia, materie prime, logistica, infrastrutture e accesso ai mercati sono sempre più legati agli equilibri geopolitici. Il Mezzogiorno non è ai margini di questi mutamenti, ma si trova al centro di dinamiche strategiche che riguardano il Mediterraneo e l’Europa», sottolinea Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari.

Il 24 settembre l’attenzione si sposterà su “l’intelligenza che cambia”, sull’impatto dell’IA tanto sul sistema economico e sociale nel suo complesso, quanto sui processi produttivi e sull’organizzazione delle imprese, una transizione tecnologica che rappresenta una sfida particolarmente rilevante per tessuti economici composti in larga parte da piccole e medie imprese.

«Dobbiamo evitare che l’innovazione accentui il divario tra realtà di diverse dimensioni e tra territori più e meno attrezzati. Formazione, infrastrutture e competenze sono condizioni indispensabili perché l’intelligenza artificiale possa diventare un fattore di sviluppo diffuso. In una fase di forte incertezza, comprendere i cambiamenti e creare occasioni qualificate di confronto è una responsabilità istituzionale», afferma ancora Di Bisceglie.

Il confronto, in entrambe le due giornate, guarderà all’Italia e a quell’Europa che detta le regole ed è chiamata ad elevare il suo livello di competitività nei confronti dei colossi come USA e Cina, muovendo in primis dalla Puglia e dal Mezzogiorno, alle prese con una fase caratterizzata da oggettive potenzialità e segnali positivi ma anche da persistenti fragilità.

«Con Le Giornate del Mezzogiorno vogliamo offrire uno spazio nel quale il Sud possa essere protagonista delle trasformazioni globali - conclude la presidente della Camera di commercio di Bari - capire come stanno cambiando gli scenari internazionali e come l’innovazione può incidere sul nostro sistema produttivo significa costruire oggi le condizioni per rafforzare la competitività dei nostri territori nel presente ma soprattutto nel futuro».

 

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